"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

mercoledì 15 luglio 2015

RIFONDAZIONE COMUNISTA SUL “CASO PIGNATIELLO”: MITRANO E ACQUALATINA SONO FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.


Quanto accaduto a Giuseppe Pignatiello, concittadino gaetano che ha denunciato la propria condizione attuale anche al nostro Partito, rappresenta in modo esemplare quale sia la situazione politica e sociale in cui versa Gaeta. Purtroppo sappiamo bene che non si tratta di un caso isolato ma della manifestazione più sorprendente di un malessere sempre più diffuso, come testimoniato da molti altri esempi da noi denunciati. Colpito nel 2014 da una grave forma tumorale è considerato ora invalido totale e permanente al 100%. A seguito di questa disgrazia vive da tempo di un misero sussidio e di una piccola  attività di B&B, costituita da una sola stanza ricavata dalla propria camera da letto. In una condizione così difficile egli non solo non ha trovato alcun tipo di sostegno ma sta addirittura subendo un accanimento a dir poco cinico e assurdo. Malgrado egli abbia comunicato da tempo ad “Acqualatina” la propria sopraggiunta condizione di indigenza, dovuta a fattori che nulla hanno a che vedere con la responsabilità personale dello sventurato, la società non ha mai risposto alle sue segnalazioni. Questa in precedenza era stata invece solerte come al solito nell’ inviare l’apposita lettera in cui minaccia di ridurre o sospendere il flusso dell’acqua a seguito del debito accumulato, poco più di 400 Euro. Lo stesso malcapitato non ha nemmeno potuto usufruire delle modeste agevolazioni previste per piccoli nuclei familiari con reddito inferiore ai 6000 Euro annui (quasi nullatenenti) poiché gli è stato richiesto a tale scopo l’ISEE del 2012, anno in cui svolgeva ancora il proprio lavoro. Il Sig. Pignatiello non è certo capitato meglio rivolgendosi ai Servizi Sociali del Comune di Gaeta, non a caso attualmente diretti da un’Amministrazione che come è noto è tra le più convinte sostenitrici del gestore privato della nostra acqua. Qui inizialmente venne rassicurato del fatto che avrebbe avuto diritto in tempi rapidi almeno ad un contributo “una tantum” di 600 Euro, oltre alla pur discussa “Social Card” di Mitrano. Le iniziative non avrebbero certo risolto i gravi problemi di Pignatiello e del suo nucleo familiare. Lascia comunque sgomenti apprendere che, a circa due mesi dalle prime segnalazioni dello stesso, neanche queste siano state messe in campo, salvo un contributo iniziale di 40 Euro (quaranta) e un’esenzione dal pagamento della tassa relativa ad un parcheggio. Tutto questo accade in un Comune la cui Maggioranza al governo sperpera spavaldamente milioni di Euro in numerose e faraoniche opere di abbellimento e “restyling” di dubbia utilità, regala cifre importanti ai giovani a prescindere dal reddito per l’acquisto di una bicicletta, aumenta in modo indiscriminato ed incontrollato tutte le aliquote (tra le più alte della Provincia!) a fronte di disservizi intollerabili quali quelli riscontrati a seguito dell’introduzione della raccolta della differenziata, privatizza tutto ciò che può essere svenduto. Una disparità inaccettabile che conferma la natura classista di questa Giunta, solidale con gli interessi ristretti di benestanti, privilegiati e piccoli potentati economici, del tutto indifferente al disagio crescente dei tanti che per frutto della crisi o della cattiva sorte si trovano in difficoltà e quando possono non hanno altra scelta che andarsene da Gaeta. La nostra massima solidarietà con cittadini quali Pignatiello non è sufficiente. L’unica opposizione credibile ed efficace a questo stato di cose e agli interessi che lo determinano può nascere dalla costruzione di un fronte sociale unito di lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, molti dei quali già riuniti in diversi combattivi comitati di lotta. Oggi di fatto essi sono in gran parte privi di una rappresentanza e schiacciati tra la Giunta Mitrano ed una finta opposizione complice e legata alle stesse lobby.  

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”         

giovedì 9 luglio 2015

SANITA’: Fondi KO, chiude Gaeta e a Formia garantite poco più che le urgenze.

Mitrano e Bartolomeo uniti nella dismissione!

Le nostre previsioni sul futuro del servizio sanitario pubblico in provincia di Latina, espresse soprattutto in concomitanza con l’approvazione del nuovo Piano triennale della ASL, si stanno già mostrando purtroppo esatte. Ciò risulta particolarmente evidente proprio nel Sud pontino. Il PRC denunciò come il progetto in corso avesse l’obiettivo di chiudere definitivamente i piccoli centri ospedalieri quali Gaeta e smantellare i presidi  di Fondi e Terracina. Tutto in cambio delle promesse “Case della Salute” come quella annunciata per Gaeta e Minturno, niente altro che grandi ambulatori per i quali peraltro mancano le più essenziali risorse. In secondo luogo si prometteva il potenziamento di Formia e di Latina, annunciando la creazione di grandi poli d’eccellenza senza avere a tale scopo fondi, strutture né personale. I due Centri infatti versano come è noto in condizioni sempre più difficili e risultano congestionati proprio a causa dell’incremento dell’utenza. Ciò ha l’obiettivo principale di favorire gli interessi della sanità privata e convenzionata che riceve già copiosi finanziamenti pubblici per le prestazioni crescenti, incrementa di giorno in giorno i suoi profitti e foraggia politici collusi di ogni schieramento. Se i tagli cospicui colpiscono ovunque, a risentirne maggiormente sono proprio le ASL periferiche come la nostra. Basti pensare che la richiesta di un milione di Euro di finanziamento per la ASL di Latina è stata respinta dalla Regione a fronte di ben 66 milioni concessi alla ASL di Roma in vista del Giubileo. Restando solo al territorio a noi più prossimo si registra come presso il “San Giovanni di Dio” a Fondi il servizio di Chirurgia venga notevolmente ridimensionato a seguito dell’eliminazione delle degenze notturne, limitandosi di fatto ad oggi solo a piccoli interventi in day hospital. Questo quadro rischia di mettere pesantemente in discussione anche i servizi di Endoscopia, Ostetricia e Ginecologia, fiore all’occhiello del nosocomio per efficienza e numero di prestazioni erogate. Intanto vengono eliminati  anche gli ultimi servizi dell’Ospedale “Di Liegro” di Gaeta come la Chirurgia ambulatoriale e il reparto di Oncologia, lasciando ormai quasi vuota una struttura per cui di recente erano stati spesi milioni di euro… a proposito di sprechi. Ciò è denunciato lodevolmente da Comitati civici di lotta quali il “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta”, cui va tutto il nostro sostegno, ma accade nella più totale e scandalosa indifferenza del mondo politico locale. L’utenza di Gaeta e di Fondi, come quella degli altri centri limitrofi, si riversa pertanto sempre più sul “Dono Svizzero”, con rischi crescenti in caso di urgenze alla luce soprattutto del traffico veicolare estivo. Questo mentre a Formia non vengono neanche annunciate le azioni di potenziamento da tempo promesse bensì, al contrario, si registra il drastico e quasi completo ridimensionamento degli interventi chirurgici di elezione, soprattutto durante i mesi più caldi. Gli interventi svolti infatti sono ormai per la maggior parte d’urgenza o oncologici. Ciò alla luce del permanente blocco del “Turn Over” che determina una crisi di personale insostenibile in particolar modo nel periodo delle ferie e non risolvibile grazie alle 32 deroghe annunciate a livello provinciale. Anche il reparto di Ortopedia di Formia vive una condizione di gravissima difficoltà a causa delle sole tre unità disponibili residue e sono emersi forti timori in vista del periodo più complesso dell’anno. E’ bene ricordare ai cittadini non solo che il PRC non smetterà di battersi al loro fianco contro questo stato di cose inaccettabile, ma che tutto ciò non è frutto del destino bensì ha dei precisi responsabili. E’ responsabile la Giunta Regionale di Zingaretti in primo luogo, sostenuta dal PD e da SEL, che ha diretto le politiche di austerità in perfetta sintonia con le passate Amministrazioni di destra. Sono responsabili i Sindaci quali Cosmo Mitrano e Sandro Bartolomeo, che hanno approvato con il loro voto il nuovo Piano di tagli, mostrando di difendere gli stessi interessi e sostenere le medesime politiche, al di là delle distinzioni di facciata. Sono responsabili i partiti di opposizione vera o presunta che avrebbero dovuto combattere su di un tema tanto importante al fianco dei cittadini anche a livello locale, ma se ne sono dimenticate o hanno fatto solo finta. Sono responsabili infine Dirigenti quali Cordoni e Caporossi, di cui abbiamo già chiesto le dimissioni a suo tempo, che invece di adempiere al proprio ruolo garantendo l’efficienza del servizio e il diritto alla salute, si sono prestati a fungere da bassa manovalanza per il progetto di demolizione controllata sotto gli occhi di tutti.       


Circolo PRC “Enzo Simeone” Formia
Circolo PRC “Mariano Mandolesi” Itri-Gaeta
 

giovedì 2 luglio 2015

NON SOLO ALL’EXPO: LICENZIATO A GAETA DOPO UN INFORTUNIO SUL LAVORO NEL CAMPO SAN CARLO.

Il licenziamento di Antonio Palladino porta alla luce un’altra delle nefandezze causate delle privatizzazioni di Mitrano: il lavoro “volontario” e senza garanzie.



I danni causati dalle politiche di privatizzazione del Sindaco Mitrano riguardano evidentemente anche il campo del lavoro. Era questo uno dei rischi da noi sempre denunciati quali possibili conseguenze di questa serie di provvedimenti dell’Amministrazione comunale.

Casi poco chiari di bandi di gara e project financing sfavorevoli agli interessi dei contribuenti stanno di fatto consegnando la gestione dei servizi pubblici della città in mano a soggetti privati a condizioni invece assai vantaggiose per questi ultimi. Inoltre  possiamo dire che anche per le persone più attente è assai difficile stare appresso a tutte le concessioni, gli atti di spesa, i contributi e i rimborsi a privati effettuati dall’attuale Amministrazione comunale. Non sappiamo ad esempio quanti siano i cittadini a conoscenza del fatto che attualmente l’impianto del Campo Sportivo San Carlo è stato dal Comune concesso in gestione alla “NSA”, Associazione Sportiva Dilettantisca, per un periodo di 3 anni che intercorre dal 01.01.2014.  Nel caso della suddetta società possiamo però constatare che a fronte di un canone annuo di 100 euro+IVA e una garanzia fideiussoria rappresentata da una cauzione provvisoria del 2% dell’importo totale dovuto (pari quindi a 6 euro) essa gestisce l’unico campo da calcio comunale attualmente agibile, percependo i proventi di tale gestione che dovrebbero derivare principalmente dalle tariffe per gli accessi ai servizi dell’impianto da parte degli utenti e delle società sportive.


Non sappiamo precisamente neppure quale sia il vincente progetto di gestione presentato dalla Ass. NSA e quali gli interventi migliorativi apportati da questa società agli impianti di un campo da più parti considerato tuttora poco più che praticabile. Quel che invece purtroppo conosciamo è il drammatico fatto capitato ad un dipendente della stessa e tutte le vicissitudini negative che il lavoratore sta attraversando. Stiamo parlando del Sig. Antonio Palladino, persona nota quale ottimo musicista professionista di lunga data. Purtroppo a causa di gravi problemi familiari egli ha dovuto più di recente rinunciare alla sua storica attività che lo portava fuori città pure per lunghi periodi, per cercare invece un impiego che gli permettesse di vivere più stabilmente nella sua abitazione in Gaeta dove risiede e dove si necessita della sua disponibilità. Costretto da queste esigenze, il Palladino ha così potuto lavorare dal 24.10.2013 quale dipendente della Ass. NSA presso il Campo Sportivo San Carlo svolgendo funzioni di custode, magazziniere e di pulizia e manutenzione.


Questo fino al 18 marzo 2015,  giorno nel quale nel corso del rapporto di lavoro ha subito un grave infortunio di cui tuttora riporta conseguenze. In seguito a questo spiacevole episodio il Sig. Palladino è stato licenziato tramite semplice comunicazione telefonica. Fino ad allora, nonostante l’evidente natura subordinata, il suo rapporto di lavoro continuativo non sembrerebbe essere mai stato appropriatamente regolarizzato, né egli regolarmente retribuito per la quantità e la qualità del lavoro stesso. Il lavoratore infatti per contratto risultava essere solo ed unicamente un volontario, condizione per la quale non ha potuto usufruire di indennità da infortunio e trattamento di fine rapporto o neppure di assistenza sanitaria garantita dal lavoro (i tanto criticati casi di lavoro volontario all’EXPO di Milano sembrano aver avuto quindi precedenti simili e meno illustri a Gaeta). Tutto ciò gli ha comportato danni tali per i quali adesso egli si trova in condizioni di indigenza, senza un reddito, impedito nello svolgere attività fisiche e quindi anche incapace a provvedere alle personali spese mediche. Antonio Palladino tramite azioni legali sta ora cercando di far valere i suoi diritti di lavoratore, anche tramite l’ausilio di testimoni e di prove prodotte per dimostrare l’incongruenza fra la quantità di lavoro prestata per la società NSA e i rimborsi spese ricevuti da essa. A lui va innanzitutto tutta la nostra solidarietà e tutto il sostegno possibile da parte del Partito della Rifondazione Comunista, a partire da quello derivante da queste nostre ulteriori e manifeste denunce. La questione infatti ci sembra avere natura non solo giudiziaria ma pure di interesse politico.


Ci chiediamo infatti come sia possibile che all’interno di strutture pubbliche possano sussistere condizioni di lavoro del genere. Se possiamo affermare che ai sensi del TUEL e dell’art.1677 c.c il Comune di Gaeta è comunque solidamente responsabile con il soggetto gestore, al contempo ci chiediamo più in generale come può l’amministrazione Mitrano tollerare che società che gestiscono in appalto suoi beni e servizi possono operare utilizzando situazioni contrattuali di lavoro di questa specie. Come ci si può disinteressare a tal punto delle condizioni di lavoro all’interno di strutture comunali in seguito a un proprio bando di gara? Ci chiediamo a questo punto quanti e quali altre gravi situazioni lavorative possono ritrovarsi in questa “zona d’ombra” determinata dalle concessioni e gli appalti del Comune di Gaeta. Ci risulta addirittura che ad oggi, nonostante una regolare istanza inviata dal proprio legale in data 23 Aprile 2015, il Palladino non ha neppure ricevuto dal Comune alcuna risposta a proposito dell’accesso agli atti riguardanti il bando di gara d’appalto concluso con la concessione della gestione del Campo San Carlo alla NSA. Questo comportamento dell’ente pubblico è inaccettabile ed avviene nonostante componenti dell’Amministrazione siano a conoscenza della situazione.


Prendiamo atto pure del fatto che tutto questo avviene in una città ancora colpevolmente sprovvista di Regolamento per l’utilizzo delle Strutture Sportive, fattore che non può che accentuare gli aspetti di scarsa trasparenza e possibile clientelismo che spesso si ravvisano nella gestione dei servizi comunali durante l’attuale Amministrazione.  Tra l’altro ravvisiamo per tutti questi impianti rischi sociali ed erariali nel caso in cui, dopo aver fatto gravare su i contribuenti i costi di ristrutturazione (come nel caso dello Stadio Riciniello), si procedesse comunque poi a privatizzare la gestione delle stesse.


Dopo tutti i casi più evidenti riguardanti acqua ed illuminazione pubblica, servizi cimiteriali, rifiuti urbani, spazi culturali, spiagge e verde comunale, i dannosi ed esosi effetti dei progetti di privatizzazione ideati o condivisi in modo accondiscendente dall’Amministrazione Mitrano ci convincono sempre più delle valide ragioni della nostra proposta per la costituzione di una Azienda Speciale comunale che gestisca invece questi beni e servizi  in modo più trasparente ed economico per i cittadini residenti, garantendo tra l’altro condizioni di lavoro migliori per i dipendenti e riducendo i rischi di penetrazione malavitosa nel tessuto della nostra città.



Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

domenica 28 giugno 2015

SOLIDARIETÀ CON MIRKO. BASTA SFRUTTAMENTO!

Quanto sarebbe accaduto a Itri al ventottenne Mirko, mentre stava lavorando, costituirebbe un fatto gravissimo. Egli avrebbe subito un’aggressione per futili motivi dal padrone e sarebbe stato lasciato tramortito a terra riportando importanti lesioni e rischiando la vita. Ciò ci induce non solo ad esprimere pubblicamente tutta la nostra solidarietà ma a fare serie riflessioni sul tema del lavoro. Qualora venisse confermato il fatto rappresenterebbe in modo emblematico la natura del rapporto tra padroncini e operai del nostro territorio, quindi la diffusa arroganza dei primi e le condizioni lavorative troppo spesso prossime allo schiavismo, sia dal punto di vista salariale che dei diritti. Se a livello nazionale il Job Act, varato dal governo del PD, è senza ombra di dubbio uno degli attacchi più feroci che il lavoro abbia mai ricevuto dalla caduta del fascismo, a tal punto da introdurre nei fatti la completa libertà di licenziamento, nel Basso Lazio sono da sempre diffuse condizioni aberranti. Come messo in evidenza anche da recenti inchieste operaie promosse dai nostri compagni, in diversi campi quali la ristorazione, la balneazione, il settore alberghiero, il bracciantato agricolo, l'edilizia ed i servizi in genere le paghe giornaliere possono essere di 30-35 euro per orari che raggiungono le 12 ore in condizioni spesso massacranti. Lavoro nero, chiamate a giornata, altri contratti capestro e lettere di licenziamento già firmate sono la norma. Il ricambio di giovani inesperti e poco sindacalizzati è appositamente reso costante e continuo, invece di stabilizzare nel tempo una mano d'opera qualificata che offrirebbe servizi più efficienti determinando però un costo del lavoro maggiore. Intanto i giovani di centri quali Itri e Gaeta sono sempre più costretti all'emigrazione dopo essere stati adoperati per pochi anni occasionalmente come animali da soma. Se non ti stanno bene le assurde condizioni imposte puoi anche andartene, tanto ci sono altri proletari da spremere e se accetti tuo malgrado, secondo questi padroni dovresti perfino ringraziarli. Anche questa, seppur meno eclatante, è violenza, quotidiana e diffusissima, subita purtroppo in silenzio da molti. L'episodio di Mirko, in questo senso, sarebbe soltanto la punta di un Iceberg consistente in un atteggiamento assai comune. Le autorità che dovrebbero sovraintendere e controllare il rispetto delle pur blande regole residue, a partire dall'Ispettorato del Lavoro, risultano sempre più insufficienti e prive di mezzi o peggio complici di questo stato di cose. In materia di sfruttamento del lavoro il potere politico locale è connivente con le piccole lobby economiche cittadine quanto e forse ancor di più di come il Governo nazionale sia legato agli interessi di Confindustria e grande Capitale finanziario. Lo dimostra il fatto che in Comuni quali Itri e Gaeta un problema così centrale come quello del lavoro viene quasi del tutto ignorato da Amministrazioni di orientamenti politici apparentemente opposti o indefiniti, ma nella realtà legati alle stesse logiche. Eppure semplicissime proposte, come quelle che facciamo da tempo inascoltati, potrebbero migliorare radicalmente la qualità del lavoro locale. La creazione di Aziende speciali pubbliche multiservizi gestite dal Comune, la riduzione al minimo delle gare d'appalto al ribasso vinte di solito comprimendo il costo del lavoro, l'introduzione di rigidi criteri di selezione in base alla quantità e alla qualità dell'occupazione  prodotta per l'assegnazione di gare d'appalto, affidamenti, concessioni e licenze, sono esempi pratici di quanto viene responsabilmente ignorato. L'emancipazione dei lavoratori tuttavia passa oggi come in passato soprattutto dal radicamento della cultura del conflitto sociale e dell’organizzazione della lotta di classe, anche attraverso importanti casi di autodeterminazione ed autorganizzazione dal basso quali il "Comitato dei Lavoratori del Golfo", nato dall'esperienza di diverse realtà produttive in crisi del territorio, o della “Mancoop”di Castelforte, azienda occupata e poi autogestita con successo dagli operai. In concomitanza con l'inizio della stagione estiva é bene ricordare in ogni caso che per eventuali vertenze lavorative o semplici consulenze i lavoratori possono rivolgersi allo sportello dell'USB in via Indipendenza 262 a Gaeta ogni martedì dalle 17:00 alle 20.00 o presso la Camera del Lavoro Autorganizzata in via Maiorino 31 a Formia, ogni giovedì dalle 15:30 alle 18:30.

martedì 23 giugno 2015

RIFONDAZIONE COMUNISTA SOSTIENE IL PIANO PARCHEGGI ALTERNATIVO DEI CITTADINI

Mitrano e De Simone non hanno più scuse né alibi. Lo attuino subito.


Rifondazione Comunista condivide e appoggia pienamente il Piano dei parcheggi alternativo per Gaeta presentato dal Comitato civico “No Parcheggio Villa delle Sirene”. Il Piano proposto dal sindaco Mitrano e l’assessore De Simone a confronto sembra già morto e sepolto. Il Comitato non si è infatti limitato a prendere atto della clamorosa vittoria che ha fermato il demenziale progetto di un Multipiano nella Villa, ma è andato ben oltre elaborando democraticamente tramite assemblee pubbliche aperte  a tutti un Piano alternativo per la città e proponendolo all’Amministrazione, come da tempo annunciato. Oltre a restituire a Gaeta la vicinanza e la solidarietà ricevute e a non lasciare che un’esperienza di partecipazione così preziosa e vincente svanisca, i cittadini hanno così fornito l’ennesima conferma dell’incompetenza di questa Giunta e del fatto che essa risponda a logiche che poco o nulla hanno a che fare con gli interessi popolari. In un breve periodo dei comuni cittadini hanno elaborato infatti un Piano razionale, sicuro, rispettoso del nostro patrimonio storico ed ambientale, realizzabile rapidamente e a costi assai ridotti e quasi nulli per il Comune, che fornirebbe a Gaeta centinaia di posti auto in più. L’esatto contrario delle proposte faraoniche e costosissime avanzate dall’Amministrazione. La proposta prevede interventi nella zona strategica del porto commerciale, a Calegna nell’area dell’ex Casa Cantoniera o in alternativa nella vicina zona antistante l’ex Pretura, in zona “peschiera” su Piazzale Bisbiglia e in zona ex CA.NA.GA., su tutto Lungomare Caboto con la semplice introduzione di parcheggi a spina di pesce, a Serapo in zona arenile nei pressi del giardino pubblico confinante con l’”Hotel Serapo” e in via Eucalipti nella parte antistante le mura militari vicino la cooperativa “Norcia”, già espropriata dal Comune e proposta per destinazione parcheggio autovetture. Diversi degli interventi richiedono la collaborazione dell’Autorità Portuale, che almeno in merito non dovrebbe rappresentare un problema viste pure le somme superiori già esborsate da questo ente per lavori pubblici di importanza meno strategica. La maggiore disponibilità di posti auto di cui disporrebbero anche i residenti di Villa delle Sirene alla luce degli interventi suggeriti consentirebbe inoltre di ripristinare come richiesto a gran voce l’altra area verde della Piazza, colpevolmente sottratta dalle precedenti amministrazioni con grave danno per il quartiere e vantaggi quasi nulli in termini di parcheggi. Ciò potrebbe accadere nell’ambito del progetto di Restyling annunciato. Il Piano tiene conto dell’esigenza effettiva di parcheggi che a Gaeta è purtroppo limitata per lo più ad alcuni periodi estivi e poche altre festività. Ovviamente, come è ragionevole, si propone di decongestionare il centro storico cittadino utilizzando in misura prevalente aree più periferiche che andrebbero collegate anche attraverso un efficace servizio navetta al resto del paese, integrato da servizi di bike sharing ed eventuale trasporto marittimo in estate, mentre in altre zone più centrali si propongono interventi efficaci ma al tempo stesso semplici e poco invasivi. Da ora quest’Amministrazione non avrà più scuse né alibi e non potrà più accusare strumentalmente i propri detrattori di non avere a cuore lo sviluppo di Gaeta. Se veramente la Giunta crede nel bisogno di nuovi posti auto per la città proceda subito nell’attuazione di questo Piano e lasci da parte gli altri progetti insostenibili a partire da quanto assurdamente previsto nella zona dei “campi da tennis” a Gaeta Medioevale. Qualora invece cercasse ancora di proseguire sulla base di queste idee scellerate sarebbe ora più chiaro che mai che non è il bisogno di parcheggi a spingere la volontà di questa maggioranza, bensì solo logiche affaristiche e speculative. Ovviamente in questo caso i cittadini delle zone interessate troverebbero nuovamente il PRC al proprio fianco.


CIRCOLO PRC ”MARIANO MANDOLESI”

mercoledì 17 giugno 2015

IL COMITATO “NO PARCHEGGIO VILLA DELLE SIRENE” PRESENTA IL SUO PIANO DEI PARCHEGGI ALTERNATIVO.

L’esperienza assembleare prosegue: presentate alternative meno costose. Chiesto pure il ripristino dell’area verde soppressa a Villa delle Sirene.

Nella sua ultima assemblea pubblica del 30 Maggio il Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene” ha potuto trarre con più tranquillità un bilancio assai positivo della campagna che ha portato al blocco del tanto contestato progetto di parcheggio multipiano. La sua evidente vittoria è stata di natura politica oltre che civica e ha creato così un precedente di incisiva partecipazione democratica estendibile nel tempo ad altre vertenze cittadine.
Maldestro è infatti sembrato il tentativo del sindaco Mitrano di sminuire il valore dell’attività del Comitato stesso e addirittura offensive le sue accuse ai cittadini di essersi fatti strumentalizzare. Ai cittadini piuttosto non è sfuggita la situazione di tensione e difficoltà nella quale lo stesso Sindaco si è venuto a trovare dovendo ammettere sotto loro lecita pressione di rinunciare alla sua volontà politica a procedere in futuro nell’idea di un parcheggio multipiano a Villa delle Sirene. Imbarazzo evidenziato persino dalle dichiarazioni del Consigliere Accetta che ha parlato di “brutta figura” e ha chiesto le dimissioni del Vice Sindaco ed Assessore ai lavori pubblici Leccese anche per questo motivo. Questa “ritirata” presumibilmente definitiva di Mitrano rappresenta appunto la vittoria politica del Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene”, ottenuta con la lotta e le mobilitazioni dei cittadini che hanno saputo coinvolgere anche partiti ed associazioni ed è cosa ben diversa dal dichiarare con tempi teatrali malriusciti durante un apposito Consiglio comunale straordinario quel che lui stesso poteva invece semplicemente far trascrivere già da prima in uno dei tanti suoi comunicati-proclami, ossia che comunque a suo avviso il bando di gara era già decaduto per motivi invece tecnici. Facciamo notare infatti che il decadimento del bando non escludeva che la sua Amministrazione potesse ripresentare il bando di gara in futuro o prorogarlo.
Il Comitato comunque si felicita del fatto che dopo un mese da quelle dichiarazioni del Sindaco, la chiusura del bando e le ulteriori richieste di chiarezza da noi mosse, sia arrivata finalmente la nota del Dirigente competente Fusco che conferma il decadimento. Al contempo però la nostra guardia non si abbassa. Non ci è sfuggita la strana domanda di partecipazione alla gara da parte di una società campana, pervenuta nell’ultimo giorno disponibile e avvenuta comunque dopo le dichiarazioni del Sindaco, così come non è sfuggita ad altri soggetti che hanno infatti presentato esposti alle autorità giudiziarie affinché si facesse chiarezza sul fatto e sul bando in generale. Non vorremmo ad esempio che l’episodio sia fonte di dispendiosi contenziosi per il nostro Comune che andrebbero ad aggiungersi ai già elevati costi sostenuti per avviare un bando rivelatosi inutile ancor prima che di pericolose prospettive per il quartiere interessato. La nostra soglia di attenzione sarà poi sempre alta affinché altre amministrazioni comunali non ritornino a presentare un progetto simile.
L’esperienza di impegno civico diffuso del Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene” così di fatto prosegue seguendo le altre sue finalità già proposte nelle precedenti assemblee pubbliche assai partecipate. Si è ben consapevoli che la recente battaglia è stata vinta grazie a forze che sono andate ben oltre quelle dei residenti del quartiere, essendo tra l’altro Villa delle Sirene cara a tutta la città e l’idea stessa di un parcheggio multipiano proprio in quel luogo invisa alla maggioranza dei cittadini come dimostrato pure dalla raccolta di firme. Molti dei quartieri di Gaeta saranno tra l’altro interessati da prossimi interventi simili, otto, rientranti nel piano parcheggi delineato dall’attuale Amministrazione comunale che sembra avere altrettanti aspetti di costi elevati per il Comune e di rischi per piazze e zone storiche come già riscontrato nel caso della Villa. E’ stato già annunciato che il prossimo parcheggio dovrebbe riguardare la zona dei “Campi da Tennis” in Gaeta Medievale dove sussistano rischi geologici assai simili al caso precedente tanto contestato. E’ per questo, anche per sfatare voci tendenziose messe strumentalmente in giro per dipingere il comitato come una realtà associativa contraria al progresso e agli interessi logistici della città, che come già annunciato abbiamo stilato delle nostre indicazioni, proposte e votate in assemblea, per un piano dei parcheggi alternativo, più sicuro, economico ed eco-compatibile, basato tra l’altro per lo più su progetti presentati in passato e stranamente accantonati e che non comportano devastanti scavi in zone sensibili e ad alto valore storico e naturale. Questo piano è stato tra l’altro consegnato al Comune e qui ora lo divulghiamo.
Sappiamo ora che qualsiasi prossimo parcheggio da costruire dovrà passare attraverso l’approvazione del consiglio comunale e su questi passaggi istituzionali noi continueremo a vegliare, ma intanto l’assemblea pubblica del Comitato ha deliberato chiaramente la sua volontà di controllare pure quale sarà il lavoro di “restyling” annunciato da Mitrano per Villa delle Sirene, chiedendo tra l’altro all’amministrazione di ripristinare l’area verde ivi soppressa in passato con un atto che al tempo generò tanto rammarico fra i residenti a fronte dei pochi posti auto acquisiti (circa 8, al quale computo andrebbero comunque sottratti 4 percheggi concessi in gestione in tempi più recenti ad una limitrofa attività ricettiva privata).
Il Comitato “No parcheggio Villa delle Sirene” è oggi ancor più consapevole della natura del suo successo basato su una trasparente democrazia dal basso, partecipativa e trasversale fra cittadini in grado di prendere scelte collettive condivise sugli aspetti della cosa pubblica e lottare per esse. Una esperienza vincente in controtendenza con anni di totale disimpegno e in grado di influenzare le realtà istituzionale spesso sorde. E’anche per questo che con soddisfazione e spirito di solidarietà i suoi membri si mettono a disposizione dei cittadini per condividere le proprie esperienze maturate in questa occasione, riservandosi anche la possibilità di estendere in futuro i propri scopi sociali e condividere altre lotte se questo dovesse servire ad accrescere la partecipazione civica e la democrazia in questa città.
COMITATO “ NO PARCHEGGIO VILLA DELLE SIRENE”


PROPOSTA PER UN “PIANO PARCHEGGI” ECONOMICO, SICURO, RISPETTOSO DELLA STORIA ED ECO-SOSTENIBILE PER LA CITTA’ DI GAETA
In base a comunicazioni, proposte di idee e progetti di tempo addietro, si evidenziano le seguenti aree cittadine destinabili a parcheggi a gestione pubblica come alternative meno costose in grado di preservare le zone storiche e le piazze della città.
Le aree elencate sono state già catalogate e discusse in Consiglio comunale durante il mandato di diverse amministrazioni precedenti.
Là dove non indicato diversamente, si rammenta che per la realizzazione di tali parcheggi in ognuna delle aree dell’elenco si necessita di autorizzazione dell’Autorità Portuale che a sua volta dovrebbe provvedere principalmente a sostenere anche il rispettivo piano di spese.
La proposta avanzata deve essere considerata alla luce dell’istituzione indispensabile di un servizio navetta pubblico, efficiente e capillare che colleghi nei mesi estivi i vari punti indicati al resto della città e alle zone più sensibili quali le spiagge.
1) ZONA PORTO COMMERCIALE. Parcheggi con doppia funzionalità: portuale e di ingresso alla città. Questa area attualmente sottoutilizzata potrebbe rappresentare un punto di svincolo per servizi di bus navetta elettrici, bike sharing e metrò del mare del Golfo nel periodo estivo. Vi sarebbe poi possibilità futura di imbonimento a mare nella zona antistante la Raffineria ENI per aumentare il numero dei parcheggi.
2) ZONA CALEGNA. (a) Zona ex Casa Cantoniera o in alternativa la vicina (b) zona antistante ex Pretura. Il parcheggio potrebbe andare ad ampliare l’attuale progetto comunale di strada in direzione di Monte Tortona anche in visione di un possibile futuro punto scalo della linea ferroviaria Formia-Gaeta in questa località periferica ad alta densità abitativa.
3) ZONA “PESCHIERA”. (a) Piazzale Bisbiglia e (b) zona ex CA.NA.GA. dove è già previsto lo spostamento dell’attuale mercato ittico, con possibilità future di piccoli imbonimenti a mare.
4) LUNGOMARE CABOTO. Semplice ripristino dei parcheggi a “spina di pesce” angolati a 45° su tutto Lungomare Caboto in entrambe le direzioni di marcia. Questa opzione avrebbe inoltre la funzione di rallentare la velocità di percorrenza delle autovetture in una strada urbana dove spesso pericolosamente il limite di velocità non è rispettato.
La realizzazione in particolare dei parcheggi dei punti 3 e 4 creerebbe inoltre condizioni e disponibilità di posti auto circostanti l’area di Villa delle Sirene tali da rendere possibile nel progetto di “restyling” annunciato il ripristino della sua area di verde soppressa anni addietro.
5) SERAPO. Zona arenile nei pressi del giardino pubblico confinante con Hotel Serapo. Area liberata da occupazione abusiva durante l’Amministrazione comunale del Commissario prefettizio Frattasi, adatta a parcheggio a raso per la città in periodi estivi. Si eviterebbero così pure future appropriazioni indebite da parte di altre attività private.
6) VIA EUCALIPTI. Parte antistante mura militari ( vicino cooperativa “Norcia”). Area già espropriata dal Comune e proposta per destinazione parcheggio autovetture in quest’ altra località periferica ad alta densità abitativa.










SICUREZZA IN MARE A GAETA E “RIMORCHIATORI NAPOLETANI”. LICENZIAMENTO O SOSPENSIONE PER CHI DICE LA VERITA'

L'EFFETTO DOMINO DEL LICENZIAMENTO DEL COMANDANTE SPINOSA TRAVOLGE UN ALTRO DIPENDENTE . IL PRC CHIEDE LA REVOCA DELLA CONCESSIONE ALLA SOCIETA’.
 
Molti concittadini ricorderanno le diffuse critiche mosse contro l’art.4 dell’ Ordinanza n.75/2014 della Capitaneria di Porto di Gaeta. Questo atto tuttora autorizza il rimorchiatore in assistenza per la sicurezza della petroliera ad allontanarsi per effettuare temporaneamente altri servizi portuali, rallentando così i tempi di possibili manovre in caso di incidenti nell'unico porto noto in Italia in cui le petroliere attraccano a pochi metri dal centro abitato, e dove peraltro già in passato si verificarono casi di incendio. I subentrati rischi per la sicurezza associati al contestato ordinamento furono persino segnalati in una lettera a sottoscrizione popolare indirizzata al sindaco Mitrano.
Altrettanti concittadini ricorderanno anche il caso del capitano Gianluigi Spinosa, al tempo Comandante del rimorchiatore, persona che più di tutte si espose in prima persona nel denunciare i rischi del provvedimento contestato. Con una tempistica che tuttora desta forti sospetti, il Comandante fu nello stesso periodo licenziato una prima volta dalla “Rimorchiatori Napoletani”, società che gestisce in concessione il servizio di assistenza nel molo petroli, salvo poi essere reintegrato sul posto di lavoro da una sentenza del Tribunale di Napoli che giudicava la sanzione senza giusta causa e sproporzionata rispetto ai fatti contestati, considerati compiuti peraltro nell’interesse del datore di lavoro stesso. A quell’atto giudiziario seguì però nello stesso giorno un’ulteriore contestazione al Comandante e poi subito un secondo licenziamento.
A distanza di tempo, dopo la sospensione di altri tre dipendenti - uno dopo per aver testimoniato a favore del Comandante Spinosa e gli altri due per motivi apparentemente futili e pretestuosi - arriva oggi il licenziamento di un altro teste a favore. Questa volta il “colpevole” per aver detto la verità è Lorenzo Dimaccio il quale, durante l'udienza presso il tribunale di Napoli relativa al licenziamento del Comandante, a proposito dei fatti contestati all’imputato aveva dichiarato fosse consuetudine da oltre venti anni per tutti i dipendenti, lui incluso, provvedere durante i turni di lavoro ad acquistare materiali di vario genere (pitture, prodotti per la detersione e altro) utilizzati a bordo dei rimorchiatori . Questo comportamento comune a tutti i suoi colleghi sarebbe stato ben noto alla società stessa e avallato dai responsabili locali dell’azienda. Le sue dichiarazioni sono state persino favorevolmente confermate da altri testi di tutto rispetto non dipendenti della società ma appartenenti invece a forze dell'ordine e Marina militare. La società ha invece usato le dichiarazioni del suo dipendente come motivazione per l'invio anche al suddetto di una lettera di contestazione, ritenendo che con quelle dichiarazioni il lavoratore si fosse auto accusato di allontanamento dal posto di lavoro.  Al Dimaccio, onesto operatore di lunga data nel settore marittimo che si è offerto di testimoniare di sua spontanea volontà per amore della verità, sarebbe stato ora riservato quale strumento punitivo il licenziamento per le sue affermazioni. A lui va tutta la nostra vicinanza e tutto il sostegno possibile, così come è stato da parte nostra da subito anche per Spinosa attraverso incontri con l’interessato, volantinaggi, comunicati, appelli alle autorità.
Purtroppo ci resta da constatare che la società “Rimorchiatore Napoletani” continua ancora in quel che appare un accanimento persecutorio nei confronti di chiunque dei suoi dipendenti tenti di dimostrare la mancanza di reali e validi motivi per i due consecutivi licenziamenti del Comandante Spinosa, così come ci saltò subito all’occhio pure che i destinatari delle prime lettere di contestazione siano stati cittadini gaetani tra l’altro attivi nel segnalare alla Capitaneria di Porto e far conoscere ai propri concittadini i rischi per la sicurezza legati alla già citata ordinanza della discordia. Possiamo affermare che ad oggi nel porto di Gaeta è violato di fatto il buon senso delle regole sulla sicurezza della navigazione e ancor più precisamente l'art.2 comma 3 del CCNL (Tabella d'armamento). Questo avviene con l'avallo delle autorità competenti e purtroppo pure con l’inerzia ormai totale dei sindacati interessati, che a parte un comunicato della UIL Trasporti e qualche incontro senza risultato,  nulla più hanno fatto a difesa dei lavoratori. Gli standard di sicurezza per i quali il comandante Spinosa ha iniziato la sua lotta restano quindi ancora non garantiti, mentre la sua battaglia personale continua per vie legali.  
Noi crediamo invece che la giustizia in casi come questi non andrebbe cercata solo nelle aule dei tribunali.
A nulla per ora è però valso il tentativo di sensibilizzare l'Amministrazione comunale che sta invece tollerando sia questo comportamento "intimidatorio" nei confronti di suoi cittadini lavoratori (ricordiamo tra l’altro che la società, anche a seguito di questi fatti, ha ridotto sensibilmente gli impiegati locali a favore di altri campani) sia la contestata pratica che mette a rischio la sicurezza dell’intera città. Oggi ci appare quindi ancor più falsa la tardiva solidarietà espressa dal sindaco Mitrano nei confronti del Comandante, arrivata 4 mesi dopo il suo licenziamento e senza spendere alcuna parola su i motivi e i fatti denunciati dallo stesso, e al quale non è seguito poi da parte dell’Amministrazione alcun atto di contrasto a queste deprecabili situazioni. I lavoratori così restano abbandonati a se stessi da parte delle istituzioni locali, per non parlare poi del permanere dei rischi letali che potrebbero derivare dall’incidente di una petroliera nel mare della nostra città.
Noi crediamo invece che, per non divenire complici o corresponsabili, i lavoratori vanno difesi quando hanno ragione e i disastri ambientali a loro volta vanno prevenuti, e che a poco o nulla servono manifestazioni e solidarietà a  fatti compiuti ed irreversibili.
E’ per questo che oggi come Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta chiediamo con ancor più forza la revoca della concessione alla società “Rimorchiatori Napoletani”, con tutela dei lavoratori attualmente impiegati, e la revisione dell’art.4 dell’Ordinanza n.75/2014 della Capitaneria di Porto. Inoltre, auspichiamo come sempre l’allontanamento del pontile petroli dall’area sensibile del Golfo e invochiamo ancora la costituzione di una nuova Autorità Portuale locale quale organo più prossimo agli interessi della città e democraticamente controllabile dai suoi cittadini, visto pure che l’attuale authority nulla ha fatto o deciso in tal senso.
Noi non siamo complici e neppure la città di Gaeta e i suoi residenti devono in qualche modo continuare ad esserlo!
 
CIRCOLO PRC “MARIANO MANDOLESI”

domenica 14 giugno 2015

OSPEDALE, CHIUDE PURE ONCOLOGIA. MITRANO SI DIMETTA!

Chiediamo le dimissioni del Sindaco che rivendica piena sintonia con queste scelte dell'ASL di Latina

 
A fine Maggio il Sindaco Cosmo Mitrano ha risposto alle ulteriori preoccupazioni dei cittadini riunitisi nel “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” anche sulla voce di una possibile chiusura notturna del Primo Intervento, accusandoli di diffondere notizie infondate ed insinuando che essi agissero “con l'intento di destabilizzare l'ambito sociale per creare malcontento e sobillare pretestuose proteste”. Noi invece pensiamo che sia stata proprio la fondata diffusione da parte nostra di quella voce ad aver arrestato, almeno per ora, quella probabile chiusura. Nello stesso comunicato egli affermava che: “Se il Direttore Caporossi (della ASL di Latina) fosse stato interpellato, si sarebbe chiarito tutto subito”. Precisava in fine orgoglioso che: “Anche in questa delicata situazione il buon rapporto instaurato con l'Ente di riferimento ha consentito alla nostra Amministrazione di chiarire subito il problema. Quando si opera in sinergia con le istituzioni è facile valutare eventuali criticità, affrontarle insieme per addivenire a soluzioni condivise, e sopratutto finalizzate al bene delle collettività". Apprendevamo così, per bocca dello stesso Primo Cittadino, che egli ha un buon rapporto e agisce in piena sinergia con Caporossi e con la ASL, che conoscono e valutano insieme i problemi del nostro Ospedale e che condividono tutte le decisioni in merito. Su ciò non avevamo dubbi anche alla luce dell’ultimo voto favorevole del Sindaco al nuovo piano triennale di austerità prodotto dalla ASL, benché sull’ultima parte, quella riguardante il bene della collettività, conserviamo moltissime remore. Solo pochi giorni dopo che il Sindaco si addentrava in questa quantomeno imprudente esaltazione dell’efficienza dell’Azienda Sanitaria Locale e del buon rapporto tra essa e l’Amministrazione di Gaeta, giungeva l’annuncio della chiusura definitiva e permanente del reparto di Oncologia dell’Ospedale cittadino “Di Liegro”. Una delle pochissime parti ancora parzialmente funzionanti del nostro Nosocomio, sottoposto al definitivo smantellamento proprio durante il mandato di Mitrano nel più assordante silenzio di questa Maggioranza. Ciò avviene in una città, lo ricordiamo, in cui purtroppo i rapporti ufficiali stilati negli ultimi anni dalla stessa ASL  mostrano livelli allarmanti e in aumento di diverse patologie tumorali. Su questo torneremo presto. La motivazione del provvedimento, diffusa a mezzo stampa, risulta del tutto assurda e potrebbe apparire addirittura beffarda. Visto che a fronte del depotenziamento del reparto di Oncologia da noi più volte denunciato si imponevano trasferte vergognose ai malati verso il “Dono Svizzero” di Formia, si è pensato bene di risolvere il problema chiudendo definitivamente il reparto di Gaeta, anziché restituirgli la piena funzionalità. Se ai nostri concittadini malati oncologici poteva capitare spesso di doversi recare a Formia per ricevere importanti prestazioni ora dovranno farlo ogni volta e in ogni caso, usufruendo di una struttura sempre più congestionata. Per questo, è parere bizzarro di alcuni, dovrebbero peraltro essere anche molto grati. Ovviamente in tale circostanza Mitrano non ha fatto alcun tipo di commento, forse sperando che la cosa passasse un po’ inosservata, come non ne fece alcuno quando furono sottratti al nostro Ospedale altri importanti servizi quali la Chirurgia ambulatoriale. A quanto pare i suoi preziosi commenti il Sindaco li riserva solo a denigrare i cittadini che si riuniscono per fare ciò che in realtà a lui spetterebbe: difendere l’Ospedale di Gaeta e tutelare il diritto alla salute. Visto che egli stesso ha rivendicato di recente e pubblicamente la piena sintonia con le scelte della  ASL, alla luce di questo ennesimo e gravissimo attacco all’Ospedale di Gaeta, non possiamo ormai che chiederne le immediate dimissioni.          


Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta”

domenica 7 giugno 2015

RIFONDAZIONE COMUNISTA A MITRANO: CONTRO LA CRIMINALITA’ VOGLIAMO I FATTI

La malavita organizzata è un fenomeno perfettamente compatibile con l’economia capitalista, che anzi ne esaspera alcuni aspetti caratteristici quali la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, l’utilizzo della disperazione altrui, l’arricchimento quale principale interesse e l’ostilità nei riguardi di regole e vincoli. Inoltre in Italia le mafie hanno sempre avuto un preciso ed importante ruolo nel garantire allo Stato, soprattutto nelle regioni del Sud, il mantenimento dell’ordine sociale vigente in favore delle classi dominanti e nel rappresentare una sorta di “polizia segreta” contro i movimenti di lotta organizzati. Non è certo un caso se da Portella della Ginestra alle bombe fasciste, passando dai tentativi golpisti e dal sostegno elettorale ai raggruppamenti politici antipopolari, il ruolo delle mafie sia sempre stato determinante. Non è un caso neanche che i Comunisti siano da sempre i principali nemici del crimine organizzato nel nostro paese e che molti di loro abbiano pagato il prezzo più caro per il loro impegno. E’ prevedibile infine che in un momento storico come quello attuale, caratterizzato da un attacco crescente ai lavoratori e ai loro diritti, dal prevalere assoluto del mercato su ogni altro aspetto della vita associata o valore e dalla potenziale ripresa delle lotte in varia forma, la malavita si rafforzi e divenga più aggressiva anche e soprattutto qui da noi.
L’omicidio Piccolino sembra avere evidenziato in tutto il Basso Lazio questo rischio. Non è nostra intenzione improvvisarci detective e non sappiamo se in realtà la pista camorristica verrà rafforzata o smentita dalle indagini in corso. E’ in ogni caso evidente come l’accaduto rappresenti un segnale gravissimo e purtroppo non isolato di imbarbarimento e di violenza all’interno del nostro territorio. Qualunque sia stato il movente di quest’assassinio una cosa è certa: La malavita esiste ed’è radicata nel sud pontino da decenni. Il vero scandalo di quanto accaduto è che la classe politica locale si mostri in gran parte consapevole solo adesso del fenomeno e nel farlo non manifesti alcuna vergogna. L’altro aspetto inaccettabile è che ci si limiti diffusamente alla vuota ed ipocrita retorica senza intraprendere alcuna iniziativa concreta per contrastare gli interessi criminali.
E’ il caso del Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano che rilascia dichiarazioni pubbliche contro la Camorra, ha sfilato con i “colleghi” alla fiaccolata tenutasi a Formia e si dice molto preoccupato ma negli ultimi 3 anni non ha risposto ad alcuno dei nostri appelli su di un tema così importante. Il fatto è particolarmente grave in una città che mostra di essere nell’occhio del ciclone. Da quanto risulta e non è mai stato smentito operano attualmente indisturbate a Gaeta ben 2 grandi Società colpite da interdittiva antimafia e almeno un’altra, malgrado fosse stata raggiunta dallo stesso provvedimento, ha ricevuto in passato dal Comune l’affidamento temporaneo per un importante servizio. Varie e autorevoli fonti investigative riconoscono ormai da tempo la presenza di numerosi Clan all’interno della città.
Ben consapevoli dei rischi crescenti chiedemmo già in occasione dell’ultima campagna del 2012 e abbiamo continuato a rivendicare provvedimenti come l’istituzione di un’Azienda Speciale pubblica anche per sottrarre i servizi ai capitali della malavita e la riduzione delle gare d’appalto al ribasso che favoriscono la criminalità. Per primi e a lungo isolati ci facemmo portavoce della proposta dell’Associazione antimafia “Antonio Caponnetto” di istituire un Osservatorio comunale contro le mafie comprendente Magistrati, Forze dell’ordine provinciali e Associazioni antimafia che collaborasse a stretto contatto con la DIA, oltre a chiedere che venisse istituito con modalità simili un organo di controllo sul Porto, particolarmente sensibile come confermato dalle vicende successive.
Nessuna risposta è mai arrivata da questa Giunta che anzi continua ad intraprendere imperterrita politiche che nei fatti favoriscono il rafforzamento della malavita quali la privatizzazione continua di servizi e beni comuni, il Project Financing, l’investimento sconsiderato di milioni di Euro dei cittadini in lavori di arredo urbano e viabilità dalla dubbia valenza e che normalmente non hanno alcuna ricaduta positiva sull’economia e sull’occupazione locale. Non manca una gestione spesso poco trasparente e oculata di appalti, affidamenti e concessioni a partire dalla pratica diffusa di separare in modo a volte sospetto voci di spesa collegate e che potrebbero essere accorpate imponendo di sottostare a norme ben più restrittive. A ciò si aggiunga il fatto che l’impegno di quest’Amministrazione per scongiurare la chiusura del Tribunale e la perdita della Tenenza dei Carabinieri, importanti avamposti dello Stato sul territorio, non ci è parso assolutamente adeguato al di là dei soliti slogan.
Nel frattempo lo stesso Sindaco, dopo aver rassicurato la popolazione del fatto che Gaeta sarebbe a suo avviso una tra le città più sicure della provincia, ha incontrato ufficialmente e ricevuto i complimenti amorevoli dell’estrema destra fascistoide e dei leghisti a sostegno di Salvini che hanno annunciato grande sintonia su di un improbabile quanto ridicolo progetto “Golfo Sicuro”. Sarebbe bene che il Sindaco Mitrano comprendesse finalmente che la lotta alla criminalità organizzata è una cosa seria che non si compie con i proclami, le sfilate, i convegni e la demagogia ma con atti amministrativi e pratiche concrete quanto quotidiane. 

 
Circolo PRC “MARIANO MANDOLESI”

venerdì 29 maggio 2015

PRIMO SOCCORSO, REPLICHIAMO A MITRANO E CAPOROSSI.

Una nota giornalistica riporta le rassicurazioni del Sindaco Mitrano riguardo al futuro del Primo Soccorso di Gaeta e alla sua apertura nelle ore notturne su garanzia del Direttore Generale della ASL Caporossi. Nella stessa nota il Sindaco si mostra sdegnato contro i cittadini del “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” che avrebbero diffuso notizie inattendibili senza verificarne l’origine, forse per “creare malcontento e sobillare pretestuose proteste”. Seguono riportate le considerazioni di Gennaro Dies che confermano i controlli effettuati dai NAS di Latina e precisano che questi non avrebbero riscontrato alcuna difformità nelle strutture ospedaliere. “Ovviamente”, anch’egli non cita fonti. Ci auspichiamo di cuore che quanto scritto risulti vero, ma ci scusiamo con i tre se purtroppo le loro rassicurazioni non ci tranquillizzano. Se facessimo solo un elenco di tutti i servizi sottratti in silenzio al nostro Ospedale negli ultimi anni, fino a ridurre il “Di Liegro” ad una struttura già quasi del tutto vuota, non ci basterebbero diversi di questi comunicati. Ricordiamo che quasi ogni passo di questa Via Crucis fu accompagnato da omissioni, smentite e rassicurazioni. Solo restando alle più recenti chiediamo di cosa si stessero occupando Caporossi, il Sindaco e Dies quando denunciammo isolati la chiusura del servizio di Chirurgia ambulatoriale presso il nostro nosocomio, puntualmente avveratasi mostrando l’attendibilità delle nostre fonti. Di cosa si occupavano mentre iniziava a perpetrarsi l’odissea tuttora in corso dei malati oncologici verso altre città della provincia? Caporossi scriveva e faceva approvare il nuovo Piano triennale della ASL, unanimemente contestato, di cui già iniziamo a patire gli effetti devastanti. Mitrano esprimeva il suo voto favorevole al Piano presso l’Assemblea dei Sindaci del primo dicembre 2014. Dies non lo sappiamo, ma onestamente poco ci interessa. A Caporossi almeno riconosciamo una certa coerenza, mentre lo stesso Mitrano è solito cambiar facilmente casacca visto che poco tempo fa era egli stesso a “sobillare pretestuose proteste” alla luce delle gravi carenze del servizio sanitario. Giunse a minacciare grandi presidi di protesta al “Dono Svizzero” contro il riassetto che aveva approvato poco prima, salvo poi scordarsene di nuovo il giorno seguente oscurato dalla manifestazione romana organizzata dal collega di Fondi, in occasione dell’apertura della propria campagna elettorale. Resti sereno il Sindaco Mitrano, che non saranno le nostre richieste e preoccupazioni legittime a “sobillare” gli animi dei gaetani. Essi sono già esasperati da tempo dallo smantellamento costante del sistema sanitario pubblico che è sotto gli occhi di tutti, con il sostegno vomitevole di politici conniventi di entrambi i maggiori schieramenti politici. Un buon Sindaco che rappresenti gli interessi dei suoi cittadini dovrebbe pretendere che venga restituito alla città ciò che le è stato sottratto, non ossequiare Dirigenti che lo rassicurano di non eliminare il poco che resta. Sul futuro del Primo soccorso saranno i fatti a smentire le nostre paure o a suffragarle. Abbiamo buona memoria e pretenderemo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. In qualunque caso continueremo a fare ciò per cui il “Consiglio popolare” è nato proprio per porre rimedio all’assenza della politica istituzionale vigilando costantemente sul nostro Ospedale, denunciando e interrogando chi di dovere, lottando per restituire al “Di Liegro” la dignità e la piena funzionalità da tempo sottrattegli.    

Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta

mercoledì 27 maggio 2015

SABATO 30 ASSEMBLEA DEL COMITATO “NO PARCHEGGIO VILLA SIRENE”

Sabato 30 maggio, dalle ore 18:00, presso Villa delle Sirene a Gaeta si terrà l’ennesima assemblea pubblica del comitato “no parcheggio Villa delle Sirene”, aperta come sempre a tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche interessate. In caso di pioggia l’assemblea si terrà ugualmente presso la sede di via indipendenza 262, adiacente la Piazza. Come già ricordato ad un mese dalle dichiarazioni del Sindaco Mitrano che rassicurava circa il decadimento del bando, non sono seguite dichiarazioni pubbliche ne provvedimenti ufficiali da parte degli uffici competenti. Ciò malgrado le sollecitazioni e le richieste di chiarimento inoltrate alle autorità giudiziarie. Per questo i presenti all’assemblea, sempre più preoccupati, analizzeranno gli esiti della campagna ed i suoi possibili sviluppi, riflettendo insieme sui modi più efficaci per fare chiarezza. Successivamente verrà socializzata la proposta di un piano parcheggi alternativo del Comitato per la nostra città. Al terzo punto verrà elaborata una proposta dei residenti per il restyling della Piazza, promesso dal Sindaco. Infine si discuterà delle minacce dell’Amministrazione riguardanti un nuovo progetto di parcheggio ove sorge l’area dei campi da tennis di Gaeta medioevale. Ci si auspica pertanto la presenza dei residenti della zona per condividere con loro le nostre esperienze ed offrire il nostro appoggio, anche per ricambiare la grande solidarietà cittadina in occasione della nostra campagna di lotta.  

Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene”

martedì 26 maggio 2015

PRIMO SOCCORSO GAETA E ISPEZIONE DEI NAS

Chiediamo spiegazioni al Sindaco e al Direttore della Struttura.


Solo pochi giorni fa' il "Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta" ha reso pubbliche le indiscrezioni riguardanti l'imminente chiusura del Primo Soccorso cittadino dopo le 20:00. Chiedevamo che chi ne avesse l'onere e la possibilità, a partire dal Sindaco, si informasse al riguardo e riferisse ai cittadini. Tutto questo non è accaduto e non ci stupisce più di tanto, visto che ormai è noto come il diritto alla salute non sia una priorità dell'Amministrazione di Gaeta, gia' troppo impegnata in rotonde, parcheggi e restyling milionari. Abbiamo trovato però su di un quotidiano locale una notizia ancor più interessante. Secondo l'articolista il 25 Maggio, dopo tre giorni dalla pubblicazione online del nostro comunicato, i NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanita' dei Carabinieri) avrebbero fatto visita al "Di Liegro", partendo proprio dai locali del Primo Soccorso. Le verifiche avrebbero riguardato personale, farmaci, strutture, apparecchiature mediche e sarebbero culminate in un colloquio con il Direttore Sanitario della struttura. Qualora l'accaduto risultasse vero sarebbe certo uno strano caso che sia avvenuto in concomitanza con la nostra denuncia. Chi non sapesse come noi che il lavoro attento delle Forze dell'Ordine è del tutto imparziale e autonomo dal mondo politico e dalle scelte aziendali, avrebbe potuto collegare indebitamente le due cose. Certo e' che se i presunti controlli, come sempre scrupolosi, dovessero portare alla luce qualche carenza o irregolarità, la cosa non apparirebbe insolita alla luce di anni ed anni di tagli a risorse e personale della struttura. Se poi cio' comportasse sospensioni temporanee o permanenti di altri servizi del nostro Ospedale, molti dirigenti della ASL e politici farebbero un bel sospiro di sollievo. Lo smantellamento del Di Liegro andrebbe infatti avanti inesorabile senza che nessuno debba risponderne di fronte ai cittadini. Tutti saremmo anzi come al solito riconoscenti con agenti e titolari delle indagini per il prezioso lavoro svolto, che ci avrebbe difesi da gravi rischi per l'utenza. Si tratterebbe di un modello già noto nello smantellamento della sanità' pubblica. La politica sottrae progressivamente ciò di cui un servizio sicuro ed efficiente avrebbe bisogno prima che un ente terzo venga a constatare l'inadeguatezza del servizio in questione e ad ordinarne l'interruzione per legge. È una situazione paradossale, come se qualcuno ci legasse strette entrambe le gambe mentre disputiamo una partita di pallone, poi l'allenatore ci facesse uscire gridandoci contro che giochiamo malissimo. Il nostro Consiglio civico ha il dovere di informare ancora una volta la popolazione e richiamare l'attenzione di tutti a sorvegliare su ciò che resta del nostro Nosocomio. Non mancheremo di promuovere dure forme di lotta qualora i nostri timori dovessero mostrarsi ancora una volta fondati. Intanto torniamo a chiedere al Sindaco Mitrano di riferire sulle sorti del Primo soccorso e di tutto il nostro Ospedale mentre domandiamo al Direttore Sanitario della Struttura Dott. Montesano di relazionare sui presunti controlli e su quanto a lui noto in merito. 
 
CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

venerdì 22 maggio 2015

ANCHE IL PRIMO SOCCORSO DI GAETA CHIUDERA’ DOPO LE 20:00


I cittadini riunitisi nel “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” denunciano pubblicamente le ultime sconcertanti indiscrezioni suggerite da fonti riservate ma assolutamente attendibili. Nell'ultima  riunione di Capi Servizio e Dirigenti tenutasi a Latina, con la solita inevitabile premessa della crisi e della mancanza  di risorse,  si sarebbe annunciata la chiusura notturna del PPI (Primo Intervento) del Di Liegro di Gaeta. Ciò  significherebbe che dopo  le 20.00 nell’ex Pronto soccorso non ci sarebbe più  in servizio neppure un infermiere. Alla stessa sorte sembrano destinati i servizi analoghi presso i centri di Sezze e di Priverno. La notizia riportata attesta lo smantellamento di uno degli ultimi pezzi del nostro nosocomio e di un servizio essenziale per la città. Essa si inquadra purtroppo in un contesto analogo che riguarda l’intera ASL, da più tempo denunciato. Solo per restare al Sud Pontino e ai reparti di cui si servono anche i cittadini gaetani le stesse fonti rivelano come si prospetti anche la sospensione degli interventi di ginecologia presso l’Ospedale  di Fondi, con esclusione delle sole urgenze, in una situazione già grave in cui si presentano attualmente liste di attesa che raggiungono i 7 mesi. Grandi criticità sarebbero emerse anche in riferimento ai capisaldi ospedalieri di Latina e Formia, che nei piani dovevano essere il riferimento del sistema sanitario della ASL. Basti pensare che presso il presidio ospedaliero di Latina mancano attualmente sette anestesisti dell’organico. Formia, sulla quale dovrebbero riversarsi gran parte dei bisogni crescenti dell’utenza gaetana e del circondario, attende con le solite e irrisolte gravissime carenze l'urto  del  periodo  estivo. Come al solito tuttavia nulla trapela di ufficiale e di scritto dalla ristretta cerchia degli  addetti ai lavori. Da parte della Regione Lazio non giunge intanto alcuna  risposta se non generici inviti al migliore utilizzo del personale, mentre permane il blocco del Turn Over con risibili eccezioni per le quali avviene una sola assunzione dove dieci addetti sono andati  in quiescenza. Mentre si eliminano gli ultimi residui dell’Ospedale di Gaeta si sarebbe riconosciuta intanto la mancanza di disponibilità per la creazione della proclamata Casa della Salute. Non potendo che ringraziare ancora una volta il Consiglio Comunale cittadino per aver di fatto dato la propria approvazione a quanto accade e il Sindaco in primis per aver votato il nuovo Piano triennale di cui già constatiamo gli effetti “benefici”, facciamo appello al Primo Cittadino affinché per lo meno si adoperi per confermare o smentire quanto emerso. Siamo ancora in attesa peraltro del presidio di protesta e delle altre iniziative di pressione che lo stesso Mitrano prometteva poche settimane fa. Se le parole di un Sindaco hanno ancora qualche peso sarebbe forse proprio questo il momento per mettere effettivamente in campo tali iniziative. In caso contrario ci troveremmo come previsto di fronte alla solita deplorevole demagogia.   

Consiglio Popolare ospedale di Gaeta

giovedì 21 maggio 2015

Il PRC Gaeta denuncia lo scandalo dei “loculi d'oro”

Tremila Euro, ai quali vanno aggiunti servizi di Segreteria ed eventuali "spese di traslazione" . Se vi state chiedendo a quale bene di lusso si riferiscano questi prezzi esorbitanti vi sbagliate, si tratta solo di un loculo cimiteriale a Gaeta. Con l'atto numero 25569 del 29 aprile 2015 l'Ufficio Servizi Cimiteriali ha bandito una graduatoria per l'assegnazione dei primi 96 “loculi d'oro”. Un aumento senza precedenti se considerato che l'importo delle stesse concessioni trentennali era di 775 €. Parliamo di costi complessivi quadruplicati.

Si sta purtroppo avverando quanto Rifondazione Comunista denuncia da mesi per conto dei cittadini, in completa solitudine e di fronte al più totale letargo della minoranza consiliare. Non a caso da tempo oltre a denunciare i gravi rischi in corso abbiamo presentato una proposta concreta di senso contrario per abbattere le tariffe e soprattutto adeguarle al reddito dei cittadini, fermare definitivamente la privatizzazione del Cimitero annunciata dalla Giunta e congelare l'oneroso rinnovo delle vecchie concessioni scadute, il cui pagamento grava su numerosi gaetani.

Dopo l'immotivato rifiuto dell'Assessore Vona abbiamo chiamato la cittadinanza in Piazza davanti al Comune lo scorso 2 Aprile per ribadire le nostre proposte ma l'Amministrazione ancora una volta non si è nemmeno degnata di rispondere pubblicamente nel merito. Si intende cosi proseguire su questa strada folle senza tenere in alcuna considerazione le difficoltà crescenti delle classi più deboli ed in particolare di migliaia di pensionati gaetani. Si decide anzi di raschiare il fondo del barile aumentando in modo indiscriminato il peso di un servizio fondamentale riguardante un bisogno intimo e radicato come la commemorazione dei propri cari. Tutto questo è inaccettabile.

Rifondazione Comunista rassicura i cittadini già scesi in piazza il 2 Aprile e tutti gli altri colpiti da questo provvedimento che metterà in campo altre forme di lotta concordandole con la popolazione. L'esperienza del movimento contro il parcheggio di Villa delle Sirene mostra che è possibile ostacolare in modo efficace le politiche antipopolari della Giunta Mitrano se si è uniti e determinati. Non ci fermeremo ma come abbiamo annunciato siamo solo all'inizio di questa battaglia di civiltà.

Circolo Prc "Mariano Mandolesi"

domenica 17 maggio 2015

Amministrazione De Santis 2011-2015: Un Bilancio Necessario

Malgrado i molti dubbi e le note criticità nel 2011 Rifondazione Comunista contribuì all’elezione di De Santis e dell’attuale Maggioranza vedendo nel programma della lista significativi segni di discontinuità con il passato e credendo di poter riuscire nel difficile compito di indirizzare l’operato della Giunta verso gli interessi sociali di lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, contro le ristrette lobby e gli interessi clientelari da troppo tempo egemoni in città. Ciò accadde anche nella consapevolezza dello scarso spazio politico disponibile in una realtà contraddistinta da una forte polarizzazione e dei rischi ben maggiori sicuramente incarnati dalla coalizione rivale. L’allora rappresentante di Rifondazione Comunista, Luca Iudicone, eletto in Consiglio Comunale anche grazie al contributo decisivo del PRC, decise subito dopo di non rinnovare l’iscrizione al nostro Partito. Il rapporto di collaborazione e confronto iniziali tra il Consigliere e “Sinistra Protagonista” (soggetto allora composto da noi e da SEL) andò nel tempo affievolendosi progressivamente fin quasi ad esaurirsi. Non è nostra intenzione in questa sede individuare responsabilità univoche di quanto avvenne o puntare il dito accusatorio su nessuno, ma sforzarci di descrivere oggettivamente quanto accaduto. Al termine di questo processo di “allontanamento” reciproco lo stesso Iudicone recise definitivamente ogni legame con il passato impegnandosi direttamente nella creazione di un nuovo soggetto assieme ad altri rappresentanti della Maggioranza, denominato “Sinistra Unita” e completamente estraneo al PRC. Oggi, di fronte ad una situazione difficilissima e a contestazioni crescenti verso l’attuale Amministrazione, dopo aver rivolto nel tempo ripetute critiche e minacciato numerose crisi, il Consigliere sceglie di continuare a sostenere De Santis con rinnovato impegno accettando di tornare a ricoprire la delega alle politiche giovanili e agli affari sociali, oltre alla nuova carica di Vicesindaco. Prendiamo atto serenamente della sua scelta di non ricercare un vero confronto con noi anche in una fase così delicata. Rispettiamo comunque le sue scelte autonome pur non comprendendone a pieno le motivazioni e non condividendole, augurandogli comunque buon lavoro. Malgrado quindi già da molto tempo il nostro Partito sia di fatto del tutto esterno alla compagine governativa ed abbia perso ogni possibilità di incidere direttamente sul suo operato per i motivi illustrati, non abbiamo fatto mancare mai concrete proposte politiche purtroppo inascoltate e spesso dure critiche pubbliche, come noto ai cittadini soprattutto da circa un anno a questa parte. Avvicinandosi ormai il termine dell’esperienza di quest’Amministrazione Rifondazione Comunista non può più esimersi dall’esprimere un bilancio complessivo sull’operato di questa Maggioranza variabile. Del programma che nel 2011 accompagnò la campagna elettorale della lista “Patto per Itri Futura”, ricco di promesse e buoni propositi, quest’Amministrazione non ha attuato quasi niente. Ciò stupisce ancor di più nei numerosi casi di provvedimenti che avrebbero richiesto solo la necessaria volontà politica, senza comportare impegni di spesa e risorse cospicui. Le poche cose fatte sono anzi spesso in completo contrasto con proposte e principi enunciati. Ciò anche a causa delle violente faide interne che hanno interessato la Maggioranza fin dai primi tempi del suo insediamento, determinate da una composizione più che mai eterogenea e poco coesa. Ne è risultato un immobilismo amministrativo con rari precedenti. Basteranno pochi esempi. Dal punto di vista della partecipazione dei cittadini si prometteva l’ “istituzione e formalizzazione dei comitati di quartiere”, quindi una maggiore sinergia con l’amministrazione, l’istallazione di bacheche pubbliche diffuse e video schermi. Niente di tutto ciò è stato attuato, malgrado per fortuna diversi comitati spontanei abbiano continuato il loro lodevole lavoro. Niente Consiglio comunale dei ragazzi e niente consulte per infanzia, disabili e anziani, annunciate solennemente in campagna. Anche sul fronte della “riorganizzazione della macchina comunale” non mancarono le idee, tra cui la più importante era sicuramente il “ripristino della Commissione edilizia”, da subito accantonata per ragioni ancora ignote. Nella sezione dedicata all’ambiente si parlava della gestione dell’acqua che “non può essere equiparata ad una merce sulla quale fare affari” e si criticava duramente Acqualatina proponendo il ritorno ad una gestione pubblica. Si è fatto l’esatto contrario non intraprendendo alcuna iniziativa di rilievo contro l’azienda, anzi favorendone i “commensali” con un appalto per le case dell’acqua vinto ovviamente dalla solita “Logica SRL”, praticamente priva di concorrenza e appartenente a Silvano Morandi, già membro del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina. Questo invece di pensare ad una possibile gestione pubblica degli stessi distributori, come accade già in numerosi comuni italiani. Quando abbiamo recentemente proposto una delibera che vietasse il distacco dei contatori dell’acqua ai cittadini indigenti, provvedimento discusso già a Formia su proposta del Comitato di lotta, non ci hanno neanche degnati di una risposta. Anche sul fronte della gestione dei Rifiuti i buoni propositi nel 2011 non mancavano. Si proponevano iniziative che riducessero le tasse anche attraverso il “premiare, tramite ulteriori sconti e incentivi, i cittadini più meritevoli che collaborano attivamente al servizio”. Non ci risulta che ciò sia avvenuto. In previsione dello scadere del bando inoltre abbiamo proposto la creazione di un’azienda pubblica, magari consorziata con comuni limitrofi che già hanno intrapreso iniziative simili, anche per sottrarre un settore strategico all’altissimo rischio di infiltrazioni malavitose. La proposta del PRC è stata condivisa persino dal PD locale che l’ha definita addirittura “un’occasione da non perdere”, ma pare che sia già stata accantonata. Molte promesse pompose riguardarono allora anche l’incentivo di energie rinnovabili quali eolico, solare e biomasse. In realtà quest’Amministrazione non richiese nemmeno i cospicui fondi del vecchio “Conto energia” per l’istallazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici e ben poco altro è stato fatto finora al riguardo. In compenso ha intrapreso, malgrado le nostre dure proteste, l’ennesima privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica cittadina regalando quasi un milione di Euro ai privati in cambio dell’istallazione di luci al LED. Lo stesso programma prometteva la creazione e l’ampliamento di sentieri naturalistici, percorsi ciclabili, aree attrezzate, ma anche il recupero e restauro di strutture storiche ed archeologiche, la cui mancata attuazione è purtroppo ben visibile ad esempio dalle condizioni della pregevole chiesa di S. Cristoforo, che sta vergognosamente continuando a crollare con i suoi affreschi del 1300. Discorso analogo purtroppo varrebbe per la salvaguardia del territorio per cui si prevedeva nel programma uno “Studio idrogeologico con interventi di riparazione, ripristino ecc. o sistemazione idraulica del Rio D'Itri segnalato nel piano di assetto idrogeogologico (PAI) del Lazio per i pericoli di inondazione delle campagne in corrispondenza del centro-abitato”. Il livello di realizzazione e tempestività di queste iniziative è testimoniato dalle recenti e devastanti inondazioni che hanno colpito la città a seguito delle piogge malgrado le nostre accorate segnalazioni e dalle esondazioni del torrente Pontone. Anche rispetto ad altri interventi promessi sul versante dell’incentivo del turismo e dell’economia quali la “rimozione delle barriere architettoniche” per favorire l’accessibilità a siti quali il Castello, l’attività di promozione degli stessi, le iniziative di “marketing e commercializzazione” dell’olio e delle olive, lasciamo a voi stessi il giudizio su quanto sia stato fatto. Sul piano del miglioramento e della fruibilità di servizi pubblici per i cittadini restano lettera morta il famigerato nuovo “Centro sportivo polivalente”, gli “impianti polivalenti di quartiere” ed il tanto sbandierato “centro culturale polivalente” che sarebbe dovuto sorgere al posto del vecchio campo sportivo. Anche nell’ambito delle politiche sociali si prometteva ad esempio la creazione di una casa famiglia, di un rifugio per donne vittime di maltrattamenti, di un osservatorio per la tossicodipendenza, mai pervenuti come tutto il resto. Ancor più paradossale suona oggi leggere come si volesse difendere e rafforzare il Poliambulatorio cittadino. Non solo il CUP ha subito in questi anni un lento ma progressivo smantellamento senza il minimo intervento dell’Amministrazione ma di recente il Sindaco ha addirittura avuto il coraggio di elogiare e dare grande credito alle parole del Direttore Generale della ASL Michele Caporossi, autore di un Piano aziendale responsabile del depotenziamento di tutta la sanità locale ed unanimemente contestato. Tale Piano, comprendente anche il congestionamento o l’atrofia degli Ospedali di Formia e di Fondi oltre ad un ulteriore attacco all’importante ruolo dei medici di famiglia, non contiene nemmeno una parola sul nostro poliambulatorio. Malgrado i nostri appelli il Consiglio di Itri non si è neanche espresso sul nuovo Piano e De Santis ha persino disertato l’Assemblea dei Sindaci che ha votato il nuovo assetto della ASL. L’elenco delle promesse disattese e delle iniziative deprecabili purtroppo potrebbe continuare ancora a lungo. Si pensi ad esempio alla politica assurdamente restrittiva in termini di orari e di incombenze imposte ai locali che intendano svolgere attività di intrattenimento musicale, con grave danno per l’economia cittadina, l’aggregazione sociale e la sicurezza dei giovani itrani, costretti a spostarsi in macchina raggiungendo spesso altri centri per trovare il sano divertimento che cercano. Si aggiunga ancora la scarsissima incisività e determinazione mostrate nel tutelare i cittadini dalla gestione privata del nostro cimitero, che ha visto lievitare in modo ingiustificato e illegittimo le tariffe a fronte di servizi scadenti e scarsa attenzione alle esigenze dell’utenza, come testimoniato ad esempio dalla grave carenza di scale per accedere ai loculi più alti e dalla persistente chiusura dell’ingresso che affaccia su via Appia malgrado le numerose segnalazioni. Una situazione che avrebbe potuto e dovuto far prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di rescindere il contratto con la ditta appaltatrice. Il tutto è condito con una politica fiscale poco coraggiosa e attenta che ha drenato danaro dalle tasche dei cittadini senza prevedere esenzioni e sgravi adeguati per le fasce più deboli. Gli alibi avanzati spesso in proposito, circa le responsabilità del governo nazionale nell’imporre scelte impopolari alla luce degli effettivi ed ingenti tagli alle amministrazioni locali, perdono di forza se si considera che il governo Renzi, come i precedenti, è sostenuto da importanti forze politiche presenti all’interno della Maggioranza cittadina. Non è pertanto un caso se anche la nostra richiesta pubblica di prendere posizione contro il decreto “Sblocca Italia” come centinaia di altri comuni e numerose regioni sia stata ignorata, malgrado esso comporti l’ulteriore abbattimento di regole e risorse per la tutela del territorio, l’incentivo all’ingresso di capitali privati nella gestione dei servizi locali più essenziali ed il rafforzamento delle realtà private già esistenti quali Acqualatina. Anche l’impiego di fondi e finanziamenti pubblici è risultato purtroppo non sempre trasparente ed esente da vecchie logiche clientelari. Di fronte ad un quadro così desolante la Maggioranza cerca solo ora di recuperare ricordandosi di aver promesso PRG e piano di Pagnano entro la scadenza del mandato. Senza volere in alcun modo sminuire l’importanza che tali provvedimenti ricoprirebbero e fermo restando che sarà necessario approfondire entrando nel merito, resta forte il dubbio che si tratti solo di una disperata trovata elettorale. Se l’azione amministrativa della Maggioranza è stata finora così poco incisiva ci chiediamo come possa risollevarsi in poco tempo con numeri tanto esigui ed improbabili apporti esterni dell’ultimo minuto. Ammesso che la Maggioranza resti tale, se pure a stento, crediamo sia davvero tardi per invertire la rotta. Francamente non comprendiamo quindi il timore tanto diffuso e profondo di un Commissariamento Prefettizio che traghetti la città fino alle prossima data utile per le elezioni limitandosi all’ordinaria amministrazione, visto che d’altronde a questo o poco più si è già limitato il governo cittadino negli ultimi anni. Sarebbe forse il caso anzi che il Sindaco e la sua Giunta prendessero atto del fallimento oggettivo del loro progetto politico e si facessero onorevolmente da parte ponendo fine ad uno spettacolo poco edificante. Per quanto ci riguarda Rifondazione Comunista continuerà il suo lavoro di radicamento sociale e imparerà dalle proprie esperienze investendo in futuro le sue energie nella creazione di una vera alternativa politica antiliberista alle “larghe intese” locali, rivolgendosi prevalentemente ai movimenti di lotta auto organizzati ed alle altre forze Comuniste presenti sul territorio.

Circolo PRC “Mariano mandolesi” Itri-Gaeta