Circolo PRC “Mariano Mandolesi”
"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx
mercoledì 15 luglio 2015
RIFONDAZIONE COMUNISTA SUL “CASO PIGNATIELLO”: MITRANO E ACQUALATINA SONO FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.
giovedì 9 luglio 2015
SANITA’: Fondi KO, chiude Gaeta e a Formia garantite poco più che le urgenze.
Mitrano e Bartolomeo
uniti nella dismissione!
Le nostre previsioni sul futuro del servizio sanitario
pubblico in provincia di Latina, espresse soprattutto in concomitanza con
l’approvazione del nuovo Piano triennale della ASL, si stanno già mostrando
purtroppo esatte. Ciò risulta particolarmente evidente proprio nel Sud pontino.
Il PRC denunciò come il progetto in corso avesse l’obiettivo di chiudere
definitivamente i piccoli centri ospedalieri quali Gaeta e smantellare i presidi
di Fondi e Terracina. Tutto in cambio
delle promesse “Case della Salute” come quella annunciata per Gaeta e Minturno,
niente altro che grandi ambulatori per i quali peraltro mancano le più
essenziali risorse. In secondo luogo si prometteva il potenziamento di Formia e
di Latina, annunciando la creazione di grandi poli d’eccellenza senza avere a
tale scopo fondi, strutture né personale. I due Centri infatti versano come è
noto in condizioni sempre più difficili e risultano congestionati proprio a
causa dell’incremento dell’utenza. Ciò ha l’obiettivo principale di favorire
gli interessi della sanità privata e convenzionata che riceve già copiosi
finanziamenti pubblici per le prestazioni crescenti, incrementa di giorno in
giorno i suoi profitti e foraggia politici collusi di ogni schieramento. Se i
tagli cospicui colpiscono ovunque, a risentirne maggiormente sono proprio le
ASL periferiche come la nostra. Basti pensare che la richiesta di un milione di
Euro di finanziamento per la ASL di Latina è stata respinta dalla Regione a
fronte di ben 66 milioni concessi alla ASL di Roma in vista del Giubileo. Restando
solo al territorio a noi più prossimo si registra come presso il “San Giovanni
di Dio” a Fondi il servizio di Chirurgia venga notevolmente ridimensionato a
seguito dell’eliminazione delle degenze notturne, limitandosi di fatto ad oggi
solo a piccoli interventi in day hospital. Questo quadro rischia di mettere
pesantemente in discussione anche i servizi di Endoscopia, Ostetricia e Ginecologia,
fiore all’occhiello del nosocomio per efficienza e numero di prestazioni
erogate. Intanto vengono eliminati anche
gli ultimi servizi dell’Ospedale “Di Liegro” di Gaeta come la Chirurgia
ambulatoriale e il reparto di Oncologia, lasciando ormai quasi vuota una
struttura per cui di recente erano stati spesi milioni di euro… a proposito di
sprechi. Ciò è denunciato lodevolmente da Comitati civici di lotta quali il
“Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta”, cui va tutto il nostro sostegno, ma accade
nella più totale e scandalosa indifferenza del mondo politico locale. L’utenza
di Gaeta e di Fondi, come quella degli altri centri limitrofi, si riversa
pertanto sempre più sul “Dono Svizzero”, con rischi crescenti in caso di
urgenze alla luce soprattutto del traffico veicolare estivo. Questo mentre a Formia
non vengono neanche annunciate le azioni di potenziamento da tempo promesse
bensì, al contrario, si registra il drastico e quasi completo ridimensionamento
degli interventi chirurgici di elezione, soprattutto durante i mesi più caldi. Gli
interventi svolti infatti sono ormai per la maggior parte d’urgenza o
oncologici. Ciò alla luce del permanente blocco del “Turn Over” che determina
una crisi di personale insostenibile in particolar modo nel periodo delle ferie
e non risolvibile grazie alle 32 deroghe annunciate a livello provinciale.
Anche il reparto di Ortopedia di Formia vive una condizione di gravissima
difficoltà a causa delle sole tre unità disponibili residue e sono emersi forti
timori in vista del periodo più complesso dell’anno. E’ bene ricordare ai
cittadini non solo che il PRC non smetterà di battersi al loro fianco contro
questo stato di cose inaccettabile, ma che tutto ciò non è frutto del destino bensì
ha dei precisi responsabili. E’ responsabile la Giunta Regionale di Zingaretti
in primo luogo, sostenuta dal PD e da SEL, che ha diretto le politiche di
austerità in perfetta sintonia con le passate Amministrazioni di destra. Sono
responsabili i Sindaci quali Cosmo Mitrano e Sandro Bartolomeo, che hanno
approvato con il loro voto il nuovo Piano di tagli, mostrando di difendere gli
stessi interessi e sostenere le medesime politiche, al di là delle distinzioni
di facciata. Sono responsabili i partiti di opposizione vera o presunta che
avrebbero dovuto combattere su di un tema tanto importante al fianco dei
cittadini anche a livello locale, ma se ne sono dimenticate o hanno fatto solo
finta. Sono responsabili infine Dirigenti quali Cordoni e Caporossi, di cui
abbiamo già chiesto le dimissioni a suo tempo, che invece di adempiere al
proprio ruolo garantendo l’efficienza del servizio e il diritto alla salute, si
sono prestati a fungere da bassa manovalanza per il progetto di demolizione controllata
sotto gli occhi di tutti.
Circolo PRC “Enzo
Simeone” Formia
Circolo PRC “Mariano
Mandolesi” Itri-Gaeta
giovedì 2 luglio 2015
NON SOLO ALL’EXPO: LICENZIATO A GAETA DOPO UN INFORTUNIO SUL LAVORO NEL CAMPO SAN CARLO.
Il licenziamento di Antonio Palladino porta alla luce un’altra delle nefandezze causate delle privatizzazioni di Mitrano: il lavoro “volontario” e senza garanzie.
I danni causati dalle
politiche di privatizzazione del Sindaco Mitrano riguardano evidentemente anche
il campo del lavoro.
Era questo uno dei rischi da noi sempre denunciati quali possibili conseguenze
di questa serie di provvedimenti dell’Amministrazione comunale.
Casi poco chiari di bandi di gara e project financing
sfavorevoli agli interessi dei contribuenti stanno di fatto consegnando la
gestione dei servizi pubblici della città in mano a soggetti privati a
condizioni invece assai vantaggiose per questi ultimi. Inoltre possiamo dire che anche per le persone più
attente è assai difficile stare appresso a tutte le concessioni, gli atti di
spesa, i contributi e i rimborsi a privati effettuati dall’attuale Amministrazione
comunale. Non sappiamo ad esempio quanti siano i cittadini a conoscenza del
fatto che attualmente l’impianto del Campo
Sportivo San Carlo è stato dal Comune concesso in gestione alla “NSA”,
Associazione Sportiva Dilettantisca, per un periodo di 3 anni che
intercorre dal 01.01.2014. Nel caso della
suddetta società possiamo però constatare che a fronte di un canone annuo di 100 euro+IVA e una garanzia fideiussoria
rappresentata da una cauzione provvisoria del 2% dell’importo totale dovuto (pari
quindi a 6 euro) essa gestisce l’unico campo da calcio comunale attualmente
agibile, percependo i proventi di tale gestione che dovrebbero derivare
principalmente dalle tariffe per gli accessi ai servizi dell’impianto da parte
degli utenti e delle società sportive.
Non sappiamo precisamente neppure quale sia il vincente
progetto di gestione presentato dalla Ass. NSA e quali gli interventi
migliorativi apportati da questa società agli impianti di un campo da più parti
considerato tuttora poco più che praticabile. Quel che invece purtroppo
conosciamo è il drammatico fatto capitato ad un dipendente della stessa e tutte
le vicissitudini negative che il lavoratore sta attraversando. Stiamo parlando
del Sig. Antonio Palladino, persona
nota quale ottimo musicista professionista di lunga data. Purtroppo a causa di gravi
problemi familiari egli ha dovuto più di recente rinunciare alla sua storica
attività che lo portava fuori città pure per lunghi periodi, per cercare invece
un impiego che gli permettesse di vivere più stabilmente nella sua abitazione
in Gaeta dove risiede e dove si necessita della sua disponibilità. Costretto da
queste esigenze, il Palladino ha così
potuto lavorare dal 24.10.2013 quale dipendente della Ass. NSA presso il Campo
Sportivo San Carlo svolgendo funzioni di custode, magazziniere e di pulizia
e manutenzione.
Questo fino al 18 marzo
2015, giorno nel quale nel corso del
rapporto di lavoro ha subito un grave infortunio di cui tuttora riporta conseguenze.
In seguito a questo spiacevole episodio il Sig. Palladino è stato licenziato
tramite semplice comunicazione telefonica. Fino ad allora, nonostante l’evidente
natura subordinata, il suo rapporto di lavoro continuativo non sembrerebbe
essere mai stato appropriatamente regolarizzato, né egli regolarmente
retribuito per la quantità e la qualità del lavoro stesso. Il lavoratore infatti per contratto risultava essere solo ed unicamente
un volontario, condizione per la quale non ha potuto usufruire di indennità
da infortunio e trattamento di fine rapporto o neppure di assistenza sanitaria garantita
dal lavoro (i tanto criticati casi di lavoro volontario all’EXPO di Milano
sembrano aver avuto quindi precedenti simili e meno illustri a Gaeta). Tutto ciò
gli ha comportato danni tali per i quali adesso egli si trova in condizioni di
indigenza, senza un reddito, impedito nello svolgere attività fisiche e quindi
anche incapace a provvedere alle personali spese mediche. Antonio Palladino tramite
azioni legali sta ora cercando di far valere i suoi diritti di lavoratore,
anche tramite l’ausilio di testimoni e di prove prodotte per dimostrare
l’incongruenza fra la quantità di lavoro prestata per la società NSA e i
rimborsi spese ricevuti da essa. A lui va innanzitutto tutta la nostra
solidarietà e tutto il sostegno possibile da parte del Partito della
Rifondazione Comunista, a partire da quello derivante da queste nostre
ulteriori e manifeste denunce. La questione infatti ci sembra avere natura non
solo giudiziaria ma pure di interesse politico.
Ci chiediamo infatti come sia possibile che all’interno di
strutture pubbliche possano sussistere condizioni di lavoro del genere. Se
possiamo affermare che ai sensi del TUEL
e dell’art.1677 c.c il Comune di Gaeta è comunque solidamente responsabile con
il soggetto gestore, al contempo ci chiediamo più in generale come può l’amministrazione
Mitrano tollerare che società che gestiscono in appalto suoi beni e servizi possono
operare utilizzando situazioni contrattuali di lavoro di questa specie. Come ci si può disinteressare a tal punto delle
condizioni di lavoro all’interno di strutture comunali in seguito a un proprio
bando di gara? Ci chiediamo a questo punto quanti e quali altre gravi
situazioni lavorative possono ritrovarsi in questa “zona d’ombra” determinata
dalle concessioni e gli appalti del Comune di Gaeta. Ci risulta addirittura che
ad oggi, nonostante una regolare istanza inviata dal proprio legale in data 23
Aprile 2015, il Palladino non ha neppure
ricevuto dal Comune alcuna risposta a proposito dell’accesso agli atti
riguardanti il bando di gara d’appalto concluso con la concessione della
gestione del Campo San Carlo alla NSA. Questo comportamento dell’ente pubblico è
inaccettabile ed avviene nonostante componenti dell’Amministrazione siano a
conoscenza della situazione.
Prendiamo atto pure del fatto che tutto questo avviene in una città ancora colpevolmente sprovvista di Regolamento per l’utilizzo
delle Strutture Sportive, fattore che non può che accentuare gli aspetti di
scarsa trasparenza e possibile clientelismo che spesso si ravvisano nella
gestione dei servizi comunali durante l’attuale Amministrazione. Tra l’altro ravvisiamo per tutti questi impianti rischi sociali ed erariali nel
caso in cui, dopo aver fatto gravare su i contribuenti i costi di
ristrutturazione (come nel caso dello Stadio Riciniello), si procedesse
comunque poi a privatizzare la gestione delle stesse.
Dopo tutti i casi più evidenti riguardanti acqua ed
illuminazione pubblica, servizi cimiteriali, rifiuti urbani, spazi culturali, spiagge
e verde comunale, i dannosi ed esosi effetti dei progetti di privatizzazione
ideati o condivisi in modo accondiscendente dall’Amministrazione Mitrano ci
convincono sempre più delle valide ragioni della nostra proposta per la
costituzione di una Azienda Speciale comunale che gestisca invece questi beni e
servizi in modo più trasparente ed
economico per i cittadini residenti, garantendo tra l’altro condizioni di
lavoro migliori per i dipendenti e riducendo i rischi di penetrazione
malavitosa nel tessuto della nostra città.
Circolo PRC “Mariano Mandolesi”
domenica 28 giugno 2015
SOLIDARIETÀ CON MIRKO. BASTA SFRUTTAMENTO!
Quanto sarebbe accaduto a Itri al ventottenne Mirko,
mentre stava lavorando, costituirebbe un fatto gravissimo. Egli avrebbe subito un’aggressione
per futili motivi dal padrone e sarebbe stato lasciato tramortito a terra
riportando importanti lesioni e rischiando la vita. Ciò ci induce non solo ad
esprimere pubblicamente tutta la nostra solidarietà ma a fare serie riflessioni
sul tema del lavoro. Qualora venisse confermato il fatto rappresenterebbe in
modo emblematico la natura del rapporto tra padroncini e operai del nostro
territorio, quindi la diffusa arroganza dei primi e le condizioni lavorative
troppo spesso prossime allo schiavismo, sia dal punto di vista salariale che
dei diritti. Se a livello nazionale il Job Act, varato dal governo del PD, è
senza ombra di dubbio uno degli attacchi più feroci che il lavoro abbia mai
ricevuto dalla caduta del fascismo, a tal punto da introdurre nei fatti la
completa libertà di licenziamento, nel Basso Lazio sono da sempre diffuse
condizioni aberranti. Come messo in evidenza anche da recenti inchieste operaie
promosse dai nostri compagni, in diversi campi quali la ristorazione, la
balneazione, il settore alberghiero, il bracciantato agricolo, l'edilizia ed i
servizi in genere le paghe giornaliere possono essere di 30-35 euro per orari
che raggiungono le 12 ore in condizioni spesso massacranti. Lavoro nero,
chiamate a giornata, altri contratti capestro e lettere di licenziamento già
firmate sono la norma. Il ricambio di giovani inesperti e poco sindacalizzati è
appositamente reso costante e continuo, invece di stabilizzare nel tempo una
mano d'opera qualificata che offrirebbe servizi più efficienti determinando però
un costo del lavoro maggiore. Intanto i giovani di centri quali Itri e Gaeta
sono sempre più costretti all'emigrazione dopo essere stati adoperati per pochi
anni occasionalmente come animali da soma. Se non ti stanno bene le assurde
condizioni imposte puoi anche andartene, tanto ci sono altri proletari da
spremere e se accetti tuo malgrado, secondo questi padroni dovresti perfino
ringraziarli. Anche questa, seppur meno eclatante, è violenza, quotidiana e
diffusissima, subita purtroppo in silenzio da molti. L'episodio di Mirko, in
questo senso, sarebbe soltanto la punta di un Iceberg consistente in un
atteggiamento assai comune. Le autorità che dovrebbero sovraintendere e
controllare il rispetto delle pur blande regole residue, a partire
dall'Ispettorato del Lavoro, risultano sempre più insufficienti e prive di
mezzi o peggio complici di questo stato di cose. In materia di sfruttamento del
lavoro il potere politico locale è connivente con le piccole lobby economiche
cittadine quanto e forse ancor di più di come il Governo nazionale sia legato
agli interessi di Confindustria e grande Capitale finanziario. Lo dimostra il
fatto che in Comuni quali Itri e Gaeta un problema così centrale come quello
del lavoro viene quasi del tutto ignorato da Amministrazioni di orientamenti
politici apparentemente opposti o indefiniti, ma nella realtà legati alle
stesse logiche. Eppure semplicissime proposte, come quelle che facciamo da
tempo inascoltati, potrebbero migliorare radicalmente la qualità del lavoro
locale. La creazione di Aziende speciali pubbliche multiservizi gestite dal
Comune, la riduzione al minimo delle gare d'appalto al ribasso vinte di solito
comprimendo il costo del lavoro, l'introduzione di rigidi criteri di selezione
in base alla quantità e alla qualità dell'occupazione prodotta per l'assegnazione di gare
d'appalto, affidamenti, concessioni e licenze, sono esempi pratici di quanto viene
responsabilmente ignorato. L'emancipazione dei lavoratori tuttavia passa oggi
come in passato soprattutto dal radicamento della cultura del conflitto sociale
e dell’organizzazione della lotta di classe, anche attraverso importanti casi
di autodeterminazione ed autorganizzazione dal basso quali il "Comitato
dei Lavoratori del Golfo", nato dall'esperienza di diverse realtà
produttive in crisi del territorio, o della “Mancoop”di Castelforte, azienda
occupata e poi autogestita con successo dagli operai. In concomitanza con
l'inizio della stagione estiva é bene ricordare in ogni caso che per eventuali
vertenze lavorative o semplici consulenze i lavoratori possono rivolgersi allo
sportello dell'USB in via Indipendenza 262 a Gaeta ogni martedì dalle 17:00
alle 20.00 o presso la Camera del Lavoro Autorganizzata in via Maiorino 31 a
Formia, ogni giovedì dalle 15:30 alle 18:30.
martedì 23 giugno 2015
RIFONDAZIONE COMUNISTA SOSTIENE IL PIANO PARCHEGGI ALTERNATIVO DEI CITTADINI
Mitrano e De Simone non hanno più scuse né alibi. Lo attuino subito.
Rifondazione Comunista condivide e appoggia pienamente il Piano dei parcheggi alternativo per Gaeta presentato dal Comitato civico “No Parcheggio Villa delle Sirene”. Il Piano proposto dal sindaco Mitrano e l’assessore De Simone a confronto sembra già morto e sepolto. Il Comitato non si è infatti limitato a prendere atto della clamorosa vittoria che ha fermato il demenziale progetto di un Multipiano nella Villa, ma è andato ben oltre elaborando democraticamente tramite assemblee pubbliche aperte a tutti un Piano alternativo per la città e proponendolo all’Amministrazione, come da tempo annunciato. Oltre a restituire a Gaeta la vicinanza e la solidarietà ricevute e a non lasciare che un’esperienza di partecipazione così preziosa e vincente svanisca, i cittadini hanno così fornito l’ennesima conferma dell’incompetenza di questa Giunta e del fatto che essa risponda a logiche che poco o nulla hanno a che fare con gli interessi popolari. In un breve periodo dei comuni cittadini hanno elaborato infatti un Piano razionale, sicuro, rispettoso del nostro patrimonio storico ed ambientale, realizzabile rapidamente e a costi assai ridotti e quasi nulli per il Comune, che fornirebbe a Gaeta centinaia di posti auto in più. L’esatto contrario delle proposte faraoniche e costosissime avanzate dall’Amministrazione. La proposta prevede interventi nella zona strategica del porto commerciale, a Calegna nell’area dell’ex Casa Cantoniera o in alternativa nella vicina zona antistante l’ex Pretura, in zona “peschiera” su Piazzale Bisbiglia e in zona ex CA.NA.GA., su tutto Lungomare Caboto con la semplice introduzione di parcheggi a spina di pesce, a Serapo in zona arenile nei pressi del giardino pubblico confinante con l’”Hotel Serapo” e in via Eucalipti nella parte antistante le mura militari vicino la cooperativa “Norcia”, già espropriata dal Comune e proposta per destinazione parcheggio autovetture. Diversi degli interventi richiedono la collaborazione dell’Autorità Portuale, che almeno in merito non dovrebbe rappresentare un problema viste pure le somme superiori già esborsate da questo ente per lavori pubblici di importanza meno strategica. La maggiore disponibilità di posti auto di cui disporrebbero anche i residenti di Villa delle Sirene alla luce degli interventi suggeriti consentirebbe inoltre di ripristinare come richiesto a gran voce l’altra area verde della Piazza, colpevolmente sottratta dalle precedenti amministrazioni con grave danno per il quartiere e vantaggi quasi nulli in termini di parcheggi. Ciò potrebbe accadere nell’ambito del progetto di Restyling annunciato. Il Piano tiene conto dell’esigenza effettiva di parcheggi che a Gaeta è purtroppo limitata per lo più ad alcuni periodi estivi e poche altre festività. Ovviamente, come è ragionevole, si propone di decongestionare il centro storico cittadino utilizzando in misura prevalente aree più periferiche che andrebbero collegate anche attraverso un efficace servizio navetta al resto del paese, integrato da servizi di bike sharing ed eventuale trasporto marittimo in estate, mentre in altre zone più centrali si propongono interventi efficaci ma al tempo stesso semplici e poco invasivi. Da ora quest’Amministrazione non avrà più scuse né alibi e non potrà più accusare strumentalmente i propri detrattori di non avere a cuore lo sviluppo di Gaeta. Se veramente la Giunta crede nel bisogno di nuovi posti auto per la città proceda subito nell’attuazione di questo Piano e lasci da parte gli altri progetti insostenibili a partire da quanto assurdamente previsto nella zona dei “campi da tennis” a Gaeta Medioevale. Qualora invece cercasse ancora di proseguire sulla base di queste idee scellerate sarebbe ora più chiaro che mai che non è il bisogno di parcheggi a spingere la volontà di questa maggioranza, bensì solo logiche affaristiche e speculative. Ovviamente in questo caso i cittadini delle zone interessate troverebbero nuovamente il PRC al proprio fianco.
CIRCOLO PRC ”MARIANO MANDOLESI”
mercoledì 17 giugno 2015
IL COMITATO “NO PARCHEGGIO VILLA DELLE SIRENE” PRESENTA IL SUO PIANO DEI PARCHEGGI ALTERNATIVO.
L’esperienza assembleare prosegue: presentate alternative meno costose. Chiesto pure il ripristino dell’area verde soppressa a Villa delle Sirene.
Nella
sua ultima assemblea pubblica del 30 Maggio il Comitato “No
Parcheggio Villa delle Sirene” ha potuto trarre con più
tranquillità un bilancio assai positivo della campagna che ha
portato al blocco del tanto contestato progetto di parcheggio
multipiano. La sua evidente vittoria è stata di natura politica
oltre che civica e ha creato così un precedente di incisiva
partecipazione democratica estendibile nel tempo ad altre vertenze
cittadine.
Maldestro
è infatti sembrato il tentativo del sindaco Mitrano di sminuire il
valore dell’attività del Comitato stesso e addirittura offensive
le sue accuse ai cittadini di essersi fatti strumentalizzare. Ai
cittadini piuttosto non è sfuggita la situazione di tensione e
difficoltà nella quale lo stesso Sindaco si è venuto a trovare
dovendo ammettere sotto loro lecita pressione di rinunciare alla sua
volontà politica a procedere in futuro nell’idea di un parcheggio
multipiano a Villa delle Sirene. Imbarazzo evidenziato persino dalle
dichiarazioni del Consigliere Accetta che ha parlato di “brutta
figura” e ha chiesto le dimissioni del Vice Sindaco ed Assessore ai
lavori pubblici Leccese anche per questo motivo. Questa “ritirata”
presumibilmente definitiva di Mitrano rappresenta appunto la vittoria
politica del Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene”,
ottenuta con la lotta e le mobilitazioni dei cittadini che hanno
saputo coinvolgere anche partiti ed associazioni ed è cosa ben
diversa dal dichiarare con tempi teatrali malriusciti durante un
apposito Consiglio comunale straordinario quel che lui stesso poteva
invece semplicemente far trascrivere già da prima in uno dei tanti
suoi comunicati-proclami, ossia che comunque a suo avviso il bando di
gara era già decaduto per motivi invece tecnici. Facciamo notare
infatti che il decadimento del bando non escludeva che la sua
Amministrazione potesse ripresentare il bando di gara in futuro o
prorogarlo.
Il
Comitato comunque si felicita del fatto che dopo un mese da quelle
dichiarazioni del Sindaco, la chiusura del bando e le ulteriori
richieste di chiarezza da noi mosse, sia arrivata finalmente la nota
del Dirigente competente Fusco che conferma il decadimento. Al
contempo però la nostra guardia non si abbassa. Non ci è sfuggita
la strana domanda di partecipazione alla gara da parte di una società
campana, pervenuta nell’ultimo giorno disponibile e avvenuta
comunque dopo le dichiarazioni del Sindaco, così come non è
sfuggita ad altri soggetti che hanno infatti presentato esposti alle
autorità giudiziarie affinché si facesse chiarezza sul fatto e sul
bando in generale. Non vorremmo ad esempio che l’episodio sia
fonte di dispendiosi contenziosi per il nostro Comune che andrebbero
ad aggiungersi ai già elevati costi sostenuti per avviare un bando
rivelatosi inutile ancor prima che di pericolose prospettive per il
quartiere interessato. La nostra soglia di attenzione sarà poi
sempre alta affinché altre amministrazioni comunali non ritornino a
presentare un progetto simile.
L’esperienza
di impegno civico diffuso del Comitato “No Parcheggio Villa delle
Sirene” così di fatto prosegue seguendo le altre sue finalità già
proposte nelle precedenti assemblee pubbliche assai partecipate. Si è
ben consapevoli che la recente battaglia è stata vinta grazie a
forze che sono andate ben oltre quelle dei residenti del quartiere,
essendo tra l’altro Villa delle Sirene cara a tutta la città e
l’idea stessa di un parcheggio multipiano proprio in quel luogo
invisa alla maggioranza dei cittadini come dimostrato pure dalla
raccolta di firme. Molti dei quartieri di Gaeta saranno tra l’altro
interessati da prossimi interventi simili, otto, rientranti nel
piano parcheggi delineato dall’attuale Amministrazione comunale che
sembra avere altrettanti aspetti di costi elevati per il Comune e di
rischi per piazze e zone storiche come già riscontrato nel caso
della Villa. E’ stato già annunciato che il prossimo parcheggio
dovrebbe riguardare la zona dei “Campi da Tennis” in Gaeta
Medievale dove sussistano rischi geologici assai simili al caso
precedente tanto contestato. E’ per questo, anche per sfatare voci
tendenziose messe strumentalmente in giro per dipingere il comitato
come una realtà associativa contraria al progresso e agli interessi
logistici della città, che come già annunciato abbiamo stilato
delle nostre indicazioni, proposte e votate in assemblea, per un
piano dei parcheggi alternativo, più sicuro, economico ed
eco-compatibile, basato tra l’altro per lo più su progetti
presentati in passato e stranamente accantonati e che non comportano
devastanti scavi in zone sensibili e ad alto valore storico e
naturale. Questo piano è stato tra l’altro consegnato al Comune e
qui ora lo divulghiamo.
Sappiamo
ora che qualsiasi prossimo parcheggio da costruire dovrà passare
attraverso l’approvazione del consiglio comunale e su questi
passaggi istituzionali noi continueremo a vegliare, ma intanto
l’assemblea pubblica del Comitato ha deliberato chiaramente la sua
volontà di controllare pure quale sarà il lavoro di “restyling”
annunciato da Mitrano per Villa delle Sirene, chiedendo tra l’altro
all’amministrazione di ripristinare l’area verde ivi soppressa in
passato con un atto che al tempo generò tanto rammarico fra i
residenti a fronte dei pochi posti auto acquisiti (circa 8, al quale
computo andrebbero comunque sottratti 4 percheggi concessi in
gestione in tempi più recenti ad una limitrofa attività ricettiva
privata).
Il
Comitato “No parcheggio Villa delle Sirene” è oggi ancor più
consapevole della natura del suo successo basato su una trasparente
democrazia dal basso, partecipativa e trasversale fra cittadini in
grado di prendere scelte collettive condivise sugli aspetti della
cosa pubblica e lottare per esse. Una esperienza vincente in
controtendenza con anni di totale disimpegno e in grado di
influenzare le realtà istituzionale spesso sorde. E’anche per
questo che con soddisfazione e spirito di solidarietà i suoi membri
si mettono a disposizione dei cittadini per condividere le proprie
esperienze maturate in questa occasione, riservandosi anche la
possibilità di estendere in futuro i propri scopi sociali e
condividere altre lotte se questo dovesse servire ad accrescere la
partecipazione civica e la democrazia in questa città.
COMITATO
“ NO PARCHEGGIO VILLA DELLE SIRENE”
PROPOSTA
PER UN “PIANO PARCHEGGI” ECONOMICO, SICURO, RISPETTOSO DELLA
STORIA ED ECO-SOSTENIBILE PER LA CITTA’ DI GAETA
In
base a comunicazioni, proposte di idee e progetti di tempo addietro,
si evidenziano le seguenti aree cittadine destinabili a parcheggi a
gestione pubblica come alternative meno costose in grado di
preservare le zone storiche e le piazze della città.
Le
aree elencate sono state già catalogate e discusse in Consiglio
comunale durante il mandato di diverse amministrazioni precedenti.
Là
dove non indicato diversamente, si rammenta che per la realizzazione
di tali parcheggi in ognuna delle aree dell’elenco si necessita di
autorizzazione dell’Autorità Portuale che a sua volta dovrebbe
provvedere principalmente a sostenere anche il rispettivo piano di
spese.
La
proposta avanzata deve essere considerata alla luce dell’istituzione
indispensabile di un servizio navetta pubblico, efficiente e
capillare che colleghi nei mesi estivi i vari punti indicati al resto
della città e alle zone più sensibili quali le spiagge.
1)
ZONA PORTO COMMERCIALE. Parcheggi con doppia funzionalità: portuale
e di ingresso alla città. Questa area attualmente sottoutilizzata
potrebbe rappresentare un punto di svincolo per servizi di bus
navetta elettrici, bike sharing e metrò del mare del Golfo nel
periodo estivo. Vi sarebbe poi possibilità futura di imbonimento a
mare nella zona antistante la Raffineria ENI per aumentare il numero
dei parcheggi.
2)
ZONA CALEGNA. (a) Zona ex Casa Cantoniera o in alternativa la
vicina (b) zona antistante ex Pretura. Il parcheggio potrebbe
andare ad ampliare l’attuale progetto comunale di strada in
direzione di Monte Tortona anche in visione di un possibile futuro
punto scalo della linea ferroviaria Formia-Gaeta in questa località
periferica ad alta densità abitativa.
3)
ZONA “PESCHIERA”. (a) Piazzale Bisbiglia e (b) zona ex
CA.NA.GA. dove è già previsto lo spostamento dell’attuale
mercato ittico, con possibilità future di piccoli imbonimenti a
mare.
4)
LUNGOMARE CABOTO. Semplice ripristino dei parcheggi a “spina di
pesce” angolati a 45° su tutto Lungomare Caboto in entrambe le
direzioni di marcia. Questa opzione avrebbe inoltre la funzione di
rallentare la velocità di percorrenza delle autovetture in una
strada urbana dove spesso pericolosamente il limite di velocità non
è rispettato.
La
realizzazione in particolare dei parcheggi dei punti 3 e 4 creerebbe
inoltre condizioni e disponibilità di posti auto circostanti l’area
di Villa delle Sirene tali da rendere possibile nel progetto di
“restyling” annunciato il ripristino della sua area di verde
soppressa anni addietro.
5)
SERAPO. Zona arenile nei pressi del giardino pubblico confinante
con Hotel Serapo. Area liberata da occupazione abusiva
durante l’Amministrazione comunale del Commissario prefettizio
Frattasi, adatta a parcheggio a raso per la città in periodi estivi.
Si eviterebbero così pure future appropriazioni indebite da parte di
altre attività private.
6)
VIA EUCALIPTI. Parte antistante mura militari ( vicino cooperativa
“Norcia”). Area già espropriata dal Comune e proposta per
destinazione parcheggio autovetture in quest’ altra località
periferica ad alta densità abitativa.
SICUREZZA IN MARE A GAETA E “RIMORCHIATORI NAPOLETANI”. LICENZIAMENTO O SOSPENSIONE PER CHI DICE LA VERITA'
L'EFFETTO DOMINO DEL LICENZIAMENTO
DEL COMANDANTE SPINOSA TRAVOLGE UN ALTRO DIPENDENTE . IL PRC CHIEDE LA REVOCA
DELLA CONCESSIONE ALLA SOCIETA’.
Molti concittadini
ricorderanno le diffuse critiche mosse contro l’art.4 dell’ Ordinanza n.75/2014 della
Capitaneria di Porto di Gaeta. Questo atto
tuttora autorizza il rimorchiatore in assistenza per la sicurezza della
petroliera ad allontanarsi per effettuare temporaneamente altri servizi
portuali, rallentando così i tempi di possibili manovre in caso di incidenti
nell'unico porto noto in Italia in cui le petroliere attraccano a pochi metri
dal centro abitato, e dove peraltro già in passato si verificarono casi di
incendio. I subentrati rischi per la sicurezza associati al contestato
ordinamento furono persino segnalati in una lettera a sottoscrizione popolare
indirizzata al sindaco Mitrano.
Altrettanti concittadini ricorderanno anche il caso del capitano Gianluigi Spinosa, al tempo Comandante del
rimorchiatore, persona che più di tutte si espose in prima persona nel
denunciare i rischi del provvedimento contestato. Con una tempistica che
tuttora desta forti sospetti, il Comandante fu nello stesso periodo licenziato una
prima volta dalla “Rimorchiatori Napoletani”, società che gestisce in
concessione il servizio di assistenza nel molo petroli, salvo poi essere
reintegrato sul posto di lavoro da una sentenza del Tribunale di Napoli che
giudicava la sanzione senza giusta causa e sproporzionata rispetto ai
fatti contestati, considerati compiuti peraltro nell’interesse del datore di
lavoro stesso. A quell’atto giudiziario seguì però nello stesso giorno un’ulteriore
contestazione al Comandante e poi subito un secondo licenziamento.
A distanza
di tempo, dopo la sospensione di altri tre
dipendenti - uno dopo per aver
testimoniato a favore del Comandante Spinosa e gli altri due per motivi
apparentemente futili e pretestuosi - arriva oggi il licenziamento di un altro teste a favore. Questa volta il
“colpevole” per aver detto la verità è Lorenzo Dimaccio il quale, durante
l'udienza presso il tribunale di Napoli relativa al licenziamento del Comandante,
a proposito dei fatti contestati all’imputato aveva dichiarato fosse
consuetudine da oltre venti anni per tutti i dipendenti, lui incluso,
provvedere durante i turni di lavoro ad acquistare materiali di vario genere
(pitture, prodotti per la detersione e altro) utilizzati a bordo dei
rimorchiatori . Questo comportamento comune a tutti i suoi colleghi sarebbe
stato ben noto alla società stessa e avallato dai responsabili locali
dell’azienda. Le sue dichiarazioni sono state persino favorevolmente confermate
da altri testi di tutto rispetto non dipendenti della società ma appartenenti
invece a forze dell'ordine e Marina militare. La società ha invece usato le
dichiarazioni del suo dipendente come motivazione per l'invio anche al suddetto
di una lettera di contestazione, ritenendo che con quelle dichiarazioni il
lavoratore si fosse auto accusato di allontanamento dal posto di lavoro. Al Dimaccio, onesto operatore di lunga data
nel settore marittimo che si è offerto di testimoniare di sua spontanea volontà
per amore della verità, sarebbe stato ora riservato quale strumento punitivo il
licenziamento per le sue affermazioni. A lui va tutta la nostra vicinanza e
tutto il sostegno possibile, così come è stato da parte nostra da subito anche per
Spinosa attraverso incontri con l’interessato, volantinaggi, comunicati, appelli
alle autorità.
Purtroppo ci
resta da constatare che la società “Rimorchiatore Napoletani” continua ancora in
quel che appare un accanimento
persecutorio nei confronti di chiunque dei suoi dipendenti tenti di
dimostrare la mancanza di reali e validi motivi per i due consecutivi licenziamenti
del Comandante Spinosa, così come ci saltò subito
all’occhio pure che i destinatari delle prime lettere di contestazione siano
stati cittadini gaetani tra l’altro attivi nel segnalare alla Capitaneria
di Porto e far conoscere ai propri concittadini i rischi per la sicurezza
legati alla già citata ordinanza della discordia. Possiamo affermare che
ad oggi nel porto di Gaeta è violato di fatto il buon senso delle regole sulla
sicurezza della navigazione e ancor più precisamente l'art.2 comma 3 del CCNL (Tabella d'armamento). Questo avviene con
l'avallo delle autorità competenti e purtroppo pure con l’inerzia ormai totale dei
sindacati interessati, che a parte un comunicato della UIL Trasporti e qualche
incontro senza risultato, nulla più
hanno fatto a difesa dei lavoratori. Gli standard di sicurezza per i quali il
comandante Spinosa ha iniziato la sua lotta restano quindi ancora non garantiti,
mentre la sua battaglia personale continua per vie legali.
Noi crediamo invece che la giustizia in casi come
questi non andrebbe cercata solo nelle aule dei tribunali.
A nulla per
ora è però valso il tentativo di sensibilizzare l'Amministrazione comunale che
sta invece tollerando sia questo comportamento "intimidatorio" nei
confronti di suoi cittadini lavoratori (ricordiamo tra l’altro che la società,
anche a seguito di questi fatti, ha ridotto sensibilmente gli impiegati locali
a favore di altri campani) sia la contestata pratica che mette a rischio la
sicurezza dell’intera città. Oggi ci appare quindi ancor più falsa la tardiva
solidarietà espressa dal sindaco Mitrano nei confronti del Comandante, arrivata
4 mesi dopo il suo licenziamento e senza spendere alcuna parola su i motivi e i
fatti denunciati dallo stesso, e al quale non è seguito poi da parte dell’Amministrazione
alcun atto di contrasto a queste deprecabili situazioni. I lavoratori così restano
abbandonati a se stessi da parte delle istituzioni locali, per non parlare poi
del permanere dei rischi letali che potrebbero derivare dall’incidente di una
petroliera nel mare della nostra città.
Noi crediamo invece che, per non divenire complici o
corresponsabili, i lavoratori vanno difesi quando hanno ragione e i disastri
ambientali a loro volta vanno prevenuti, e che a poco o nulla servono
manifestazioni e solidarietà a fatti
compiuti ed irreversibili.
E’ per
questo che oggi come Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta chiediamo
con ancor più forza la revoca della
concessione alla società “Rimorchiatori Napoletani”, con tutela dei lavoratori
attualmente impiegati, e la revisione
dell’art.4 dell’Ordinanza n.75/2014 della Capitaneria di Porto. Inoltre, auspichiamo
come sempre l’allontanamento del pontile
petroli dall’area sensibile del Golfo e invochiamo ancora la costituzione
di una nuova Autorità Portuale locale
quale organo più prossimo agli interessi della città e democraticamente
controllabile dai suoi cittadini, visto pure che l’attuale authority nulla ha
fatto o deciso in tal senso.
Noi non siamo complici e neppure la città di Gaeta e i
suoi residenti devono in qualche modo continuare ad esserlo!
CIRCOLO PRC
“MARIANO MANDOLESI”
domenica 14 giugno 2015
OSPEDALE, CHIUDE PURE ONCOLOGIA. MITRANO SI DIMETTA!
Chiediamo le dimissioni del Sindaco che rivendica piena
sintonia con queste scelte dell'ASL di Latina
A fine Maggio il Sindaco Cosmo Mitrano ha risposto alle ulteriori
preoccupazioni dei cittadini riunitisi nel “Consiglio Popolare
Ospedale di Gaeta” anche sulla voce di una possibile chiusura
notturna del Primo Intervento, accusandoli di diffondere notizie
infondate ed insinuando che essi agissero “con l'intento di
destabilizzare l'ambito sociale per creare malcontento e sobillare
pretestuose proteste”. Noi invece pensiamo che sia stata
proprio la fondata diffusione da parte nostra di quella voce ad aver
arrestato, almeno per ora, quella probabile chiusura. Nello
stesso comunicato egli affermava che: “Se il Direttore Caporossi
(della ASL di Latina) fosse stato interpellato, si sarebbe chiarito
tutto subito”. Precisava in fine orgoglioso che: “Anche in questa
delicata situazione il buon rapporto instaurato con l'Ente di
riferimento ha consentito alla nostra Amministrazione di chiarire
subito il problema. Quando si opera in sinergia con le istituzioni è
facile valutare eventuali criticità, affrontarle insieme per
addivenire a soluzioni condivise, e sopratutto finalizzate al bene
delle collettività". Apprendevamo così, per bocca dello stesso
Primo Cittadino, che egli ha un buon rapporto e agisce in piena
sinergia con Caporossi e con la ASL, che conoscono e valutano insieme
i problemi del nostro Ospedale e che condividono tutte le decisioni
in merito. Su ciò non avevamo dubbi anche alla luce dell’ultimo
voto favorevole del Sindaco al nuovo piano triennale di austerità
prodotto dalla ASL, benché sull’ultima parte, quella riguardante
il bene della collettività, conserviamo moltissime remore. Solo
pochi giorni dopo che il Sindaco si addentrava in questa quantomeno
imprudente esaltazione dell’efficienza dell’Azienda Sanitaria
Locale e del buon rapporto tra essa e l’Amministrazione di Gaeta,
giungeva l’annuncio della chiusura definitiva e permanente del
reparto di Oncologia dell’Ospedale cittadino “Di Liegro”. Una
delle pochissime parti ancora parzialmente funzionanti del nostro
Nosocomio, sottoposto al definitivo smantellamento proprio durante il
mandato di Mitrano nel più assordante silenzio di questa
Maggioranza. Ciò avviene in una città, lo ricordiamo, in cui
purtroppo i rapporti ufficiali stilati negli ultimi anni dalla stessa
ASL mostrano livelli allarmanti e in aumento di diverse
patologie tumorali. Su questo torneremo presto. La motivazione del
provvedimento, diffusa a mezzo stampa, risulta del tutto assurda e
potrebbe apparire addirittura beffarda. Visto che a fronte del
depotenziamento del reparto di Oncologia da noi più volte denunciato
si imponevano trasferte vergognose ai malati verso il “Dono
Svizzero” di Formia, si è pensato bene di risolvere il problema
chiudendo definitivamente il reparto di Gaeta, anziché restituirgli
la piena funzionalità. Se ai nostri concittadini malati oncologici
poteva capitare spesso di doversi recare a Formia per ricevere
importanti prestazioni ora dovranno farlo ogni volta e in ogni caso,
usufruendo di una struttura sempre più congestionata. Per questo, è
parere bizzarro di alcuni, dovrebbero peraltro essere anche molto
grati. Ovviamente in tale circostanza Mitrano non ha fatto alcun tipo
di commento, forse sperando che la cosa passasse un po’
inosservata, come non ne fece alcuno quando furono sottratti al
nostro Ospedale altri importanti servizi quali la Chirurgia
ambulatoriale. A quanto pare i suoi preziosi commenti il Sindaco li
riserva solo a denigrare i cittadini che si riuniscono per fare ciò
che in realtà a lui spetterebbe: difendere l’Ospedale di Gaeta e
tutelare il diritto alla salute. Visto che egli stesso ha rivendicato
di recente e pubblicamente la piena sintonia con le scelte della
ASL, alla luce di questo ennesimo e gravissimo attacco
all’Ospedale di Gaeta, non possiamo ormai che chiederne le
immediate dimissioni.
“Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta”
domenica 7 giugno 2015
RIFONDAZIONE COMUNISTA A MITRANO: CONTRO LA CRIMINALITA’ VOGLIAMO I FATTI
La malavita organizzata è un fenomeno perfettamente compatibile con
l’economia capitalista, che anzi ne esaspera alcuni aspetti
caratteristici quali la sopraffazione dell’uomo sull’uomo,
l’utilizzo della disperazione altrui, l’arricchimento quale
principale interesse e l’ostilità nei riguardi di regole e
vincoli. Inoltre in Italia le mafie hanno sempre avuto un preciso ed
importante ruolo nel garantire allo Stato, soprattutto nelle regioni
del Sud, il mantenimento dell’ordine sociale vigente in favore
delle classi dominanti e nel rappresentare una sorta di “polizia
segreta” contro i movimenti di lotta organizzati. Non è certo un
caso se da Portella della Ginestra alle bombe fasciste, passando dai
tentativi golpisti e dal sostegno elettorale ai raggruppamenti
politici antipopolari, il ruolo delle mafie sia sempre stato
determinante. Non è un caso neanche che i Comunisti siano da sempre
i principali nemici del crimine organizzato nel nostro paese e che
molti di loro abbiano pagato il prezzo più caro per il loro impegno.
E’ prevedibile infine che in un momento storico come quello
attuale, caratterizzato da un attacco crescente ai lavoratori e ai
loro diritti, dal prevalere assoluto del mercato su ogni altro
aspetto della vita associata o valore e dalla potenziale ripresa
delle lotte in varia forma, la malavita si rafforzi e divenga più
aggressiva anche e soprattutto qui da noi.
L’omicidio Piccolino sembra avere evidenziato in tutto il Basso
Lazio questo rischio. Non è nostra intenzione improvvisarci
detective e non sappiamo se in realtà la pista camorristica verrà
rafforzata o smentita dalle indagini in corso. E’ in ogni caso
evidente come l’accaduto rappresenti un segnale gravissimo e
purtroppo non isolato di imbarbarimento e di violenza all’interno
del nostro territorio. Qualunque sia stato il movente di
quest’assassinio una cosa è certa: La malavita esiste ed’è
radicata nel sud pontino da decenni. Il vero scandalo di quanto
accaduto è che la classe politica locale si mostri in gran parte
consapevole solo adesso del fenomeno e nel farlo non manifesti alcuna
vergogna. L’altro aspetto inaccettabile è che ci si limiti
diffusamente alla vuota ed ipocrita retorica senza intraprendere
alcuna iniziativa concreta per contrastare gli interessi criminali.
E’ il caso del Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano che rilascia
dichiarazioni pubbliche contro la Camorra, ha sfilato con i
“colleghi” alla fiaccolata tenutasi a Formia e si dice molto
preoccupato ma negli ultimi 3 anni non ha risposto ad alcuno dei
nostri appelli su di un tema così importante. Il fatto è
particolarmente grave in una città che mostra di essere nell’occhio
del ciclone. Da quanto risulta e non è mai stato smentito operano
attualmente indisturbate a Gaeta ben 2 grandi Società colpite da
interdittiva antimafia e almeno un’altra, malgrado fosse stata
raggiunta dallo stesso provvedimento, ha ricevuto in passato dal
Comune l’affidamento temporaneo per un importante servizio. Varie e
autorevoli fonti investigative riconoscono ormai da tempo la presenza
di numerosi Clan all’interno della città.
Ben consapevoli dei rischi crescenti chiedemmo già in occasione
dell’ultima campagna del 2012 e abbiamo continuato a rivendicare
provvedimenti come l’istituzione di un’Azienda Speciale pubblica
anche per sottrarre i servizi ai capitali della malavita e la
riduzione delle gare d’appalto al ribasso che favoriscono la
criminalità. Per primi e a lungo isolati ci facemmo portavoce della
proposta dell’Associazione antimafia “Antonio Caponnetto” di
istituire un Osservatorio comunale contro le mafie comprendente
Magistrati, Forze dell’ordine provinciali e Associazioni antimafia
che collaborasse a stretto contatto con la DIA, oltre a chiedere che
venisse istituito con modalità simili un organo di controllo sul
Porto, particolarmente sensibile come confermato dalle vicende
successive.
Nessuna risposta è mai arrivata da questa Giunta che anzi continua
ad intraprendere imperterrita politiche che nei fatti favoriscono il
rafforzamento della malavita quali la privatizzazione continua di
servizi e beni comuni, il Project Financing, l’investimento
sconsiderato di milioni di Euro dei cittadini in lavori di arredo
urbano e viabilità dalla dubbia valenza e che normalmente non hanno
alcuna ricaduta positiva sull’economia e sull’occupazione locale.
Non manca una gestione spesso poco trasparente e oculata di appalti,
affidamenti e concessioni a partire dalla pratica diffusa di separare
in modo a volte sospetto voci di spesa collegate e che potrebbero
essere accorpate imponendo di sottostare a norme ben più
restrittive. A ciò si aggiunga il fatto che l’impegno di
quest’Amministrazione per scongiurare la chiusura del Tribunale e
la perdita della Tenenza dei Carabinieri, importanti avamposti dello
Stato sul territorio, non ci è parso assolutamente adeguato al di là
dei soliti slogan.
Nel frattempo lo stesso Sindaco, dopo aver rassicurato la popolazione
del fatto che Gaeta sarebbe a suo avviso una tra le città più
sicure della provincia, ha incontrato ufficialmente e ricevuto i
complimenti amorevoli dell’estrema destra fascistoide e dei
leghisti a sostegno di Salvini che hanno annunciato grande sintonia
su di un improbabile quanto ridicolo progetto “Golfo Sicuro”.
Sarebbe bene che il Sindaco Mitrano comprendesse finalmente che la
lotta alla criminalità organizzata è una cosa seria che non si
compie con i proclami, le sfilate, i convegni e la demagogia ma con
atti amministrativi e pratiche concrete quanto quotidiane.
Circolo PRC “MARIANO MANDOLESI”
venerdì 29 maggio 2015
PRIMO SOCCORSO, REPLICHIAMO A MITRANO E CAPOROSSI.
Una nota giornalistica riporta le
rassicurazioni del Sindaco Mitrano riguardo al futuro del Primo Soccorso di
Gaeta e alla sua apertura nelle ore notturne su garanzia del Direttore Generale
della ASL Caporossi. Nella stessa nota il Sindaco si mostra sdegnato contro i
cittadini del “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” che avrebbero diffuso
notizie inattendibili senza verificarne l’origine, forse per “creare
malcontento e sobillare pretestuose proteste”. Seguono riportate le
considerazioni di Gennaro Dies che confermano i controlli effettuati dai NAS di
Latina e precisano che questi non avrebbero riscontrato alcuna difformità nelle
strutture ospedaliere. “Ovviamente”, anch’egli non cita fonti. Ci auspichiamo
di cuore che quanto scritto risulti vero, ma ci scusiamo con i tre se purtroppo
le loro rassicurazioni non ci tranquillizzano. Se facessimo solo un elenco di
tutti i servizi sottratti in silenzio al nostro Ospedale negli ultimi anni,
fino a ridurre il “Di Liegro” ad una struttura già quasi del tutto vuota, non
ci basterebbero diversi di questi comunicati. Ricordiamo che quasi ogni passo
di questa Via Crucis fu accompagnato da omissioni, smentite e rassicurazioni.
Solo restando alle più recenti chiediamo di cosa si stessero occupando
Caporossi, il Sindaco e Dies quando denunciammo isolati la chiusura del
servizio di Chirurgia ambulatoriale presso il nostro nosocomio, puntualmente
avveratasi mostrando l’attendibilità delle nostre fonti. Di cosa si occupavano mentre
iniziava a perpetrarsi l’odissea tuttora in corso dei malati oncologici verso
altre città della provincia? Caporossi scriveva e faceva approvare il nuovo
Piano triennale della ASL, unanimemente contestato, di cui già iniziamo a
patire gli effetti devastanti. Mitrano esprimeva il suo voto favorevole al
Piano presso l’Assemblea dei Sindaci del primo dicembre 2014. Dies non lo
sappiamo, ma onestamente poco ci interessa. A Caporossi almeno riconosciamo una
certa coerenza, mentre lo stesso Mitrano è solito cambiar facilmente casacca
visto che poco tempo fa era egli stesso a “sobillare pretestuose proteste” alla
luce delle gravi carenze del servizio sanitario. Giunse a minacciare grandi
presidi di protesta al “Dono Svizzero” contro il riassetto che aveva approvato
poco prima, salvo poi scordarsene di nuovo il giorno seguente oscurato dalla
manifestazione romana organizzata dal collega di Fondi, in occasione
dell’apertura della propria campagna elettorale. Resti sereno il Sindaco
Mitrano, che non saranno le nostre richieste e preoccupazioni legittime a
“sobillare” gli animi dei gaetani. Essi sono già esasperati da tempo dallo
smantellamento costante del sistema sanitario pubblico che è sotto gli occhi di
tutti, con il sostegno vomitevole di politici conniventi di entrambi i maggiori
schieramenti politici. Un buon Sindaco che rappresenti gli interessi dei suoi
cittadini dovrebbe pretendere che venga restituito alla città ciò che le è
stato sottratto, non ossequiare Dirigenti che lo rassicurano di non eliminare il
poco che resta. Sul futuro del Primo soccorso saranno i fatti a smentire le
nostre paure o a suffragarle. Abbiamo buona memoria e pretenderemo che ognuno
si assuma le proprie responsabilità. In qualunque caso continueremo a fare ciò
per cui il “Consiglio popolare” è nato proprio per porre rimedio all’assenza
della politica istituzionale vigilando costantemente sul nostro Ospedale,
denunciando e interrogando chi di dovere, lottando per restituire al “Di
Liegro” la dignità e la piena funzionalità da tempo sottrattegli.
Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta
mercoledì 27 maggio 2015
SABATO 30 ASSEMBLEA DEL COMITATO “NO PARCHEGGIO VILLA SIRENE”
Sabato 30 maggio, dalle ore
18:00, presso Villa delle Sirene a Gaeta si terrà l’ennesima assemblea pubblica
del comitato “no parcheggio Villa delle Sirene”, aperta come sempre a tutti i
cittadini, le associazioni e le forze politiche interessate. In caso di pioggia
l’assemblea si terrà ugualmente presso la sede di via indipendenza 262,
adiacente la Piazza. Come già ricordato ad un mese dalle dichiarazioni del Sindaco
Mitrano che rassicurava circa il decadimento del bando, non sono seguite
dichiarazioni pubbliche ne provvedimenti ufficiali da parte degli uffici
competenti. Ciò malgrado le sollecitazioni e le richieste di chiarimento inoltrate
alle autorità giudiziarie. Per questo i presenti all’assemblea, sempre più preoccupati,
analizzeranno gli esiti della campagna ed i suoi possibili sviluppi,
riflettendo insieme sui modi più efficaci per fare chiarezza. Successivamente
verrà socializzata la proposta di un piano parcheggi alternativo del Comitato
per la nostra città. Al terzo punto verrà elaborata una proposta dei residenti
per il restyling della Piazza, promesso dal Sindaco. Infine si discuterà delle
minacce dell’Amministrazione riguardanti un nuovo progetto di parcheggio ove
sorge l’area dei campi da tennis di Gaeta medioevale. Ci si auspica pertanto la
presenza dei residenti della zona per condividere con loro le nostre esperienze
ed offrire il nostro appoggio, anche per ricambiare la grande solidarietà
cittadina in occasione della nostra campagna di lotta.
Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene”
martedì 26 maggio 2015
PRIMO SOCCORSO GAETA E ISPEZIONE DEI NAS
Chiediamo spiegazioni al Sindaco e al Direttore della Struttura.
Solo pochi giorni fa' il "Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta" ha
reso pubbliche le indiscrezioni riguardanti l'imminente chiusura del
Primo Soccorso cittadino dopo le 20:00. Chiedevamo che chi ne avesse
l'onere e la possibilità, a partire dal Sindaco, si informasse al
riguardo e riferisse ai cittadini. Tutto questo non è accaduto e non ci
stupisce più di tanto, visto che ormai è noto come il diritto alla
salute non sia una priorità dell'Amministrazione di Gaeta, gia' troppo
impegnata in rotonde, parcheggi e restyling milionari. Abbiamo trovato
però su di un quotidiano locale una notizia ancor più interessante.
Secondo l'articolista il 25 Maggio, dopo tre giorni dalla pubblicazione
online del nostro comunicato, i NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanita'
dei Carabinieri) avrebbero fatto visita al "Di Liegro", partendo
proprio dai locali del Primo Soccorso. Le verifiche avrebbero riguardato
personale, farmaci, strutture, apparecchiature mediche e sarebbero
culminate in un colloquio con il Direttore Sanitario della struttura.
Qualora l'accaduto risultasse vero sarebbe certo uno strano caso che sia
avvenuto in concomitanza con la nostra denuncia. Chi non sapesse come
noi che il lavoro attento delle Forze dell'Ordine è del tutto imparziale
e autonomo dal mondo politico e dalle scelte aziendali, avrebbe potuto
collegare indebitamente le due cose. Certo e' che se i presunti
controlli, come sempre scrupolosi, dovessero portare alla luce qualche
carenza o irregolarità, la cosa non apparirebbe insolita alla luce di
anni ed anni di tagli a risorse e personale della struttura. Se poi cio'
comportasse sospensioni temporanee o permanenti di altri servizi del
nostro Ospedale, molti dirigenti della ASL e politici farebbero un bel
sospiro di sollievo. Lo smantellamento del Di Liegro andrebbe infatti
avanti inesorabile senza che nessuno debba risponderne di fronte ai
cittadini. Tutti saremmo anzi come al solito riconoscenti con agenti e
titolari delle indagini per il prezioso lavoro svolto, che ci avrebbe
difesi da gravi rischi per l'utenza. Si tratterebbe di un modello già
noto nello smantellamento della sanità' pubblica. La politica sottrae
progressivamente ciò di cui un servizio sicuro ed efficiente avrebbe
bisogno prima che un ente terzo venga a constatare l'inadeguatezza del
servizio in questione e ad ordinarne l'interruzione per legge. È una
situazione paradossale, come se qualcuno ci legasse strette entrambe le
gambe mentre disputiamo una partita di pallone, poi l'allenatore ci
facesse uscire gridandoci contro che giochiamo malissimo. Il nostro
Consiglio civico ha il dovere di informare ancora una volta la
popolazione e richiamare l'attenzione di tutti a sorvegliare su ciò che
resta del nostro Nosocomio. Non mancheremo di promuovere dure forme di
lotta qualora i nostri timori dovessero mostrarsi ancora una volta
fondati. Intanto torniamo a chiedere al Sindaco Mitrano di riferire
sulle sorti del Primo soccorso e di tutto il nostro Ospedale mentre
domandiamo al Direttore Sanitario della Struttura Dott. Montesano di
relazionare sui presunti controlli e su quanto a lui noto in merito.
CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA
venerdì 22 maggio 2015
ANCHE IL PRIMO SOCCORSO DI GAETA CHIUDERA’ DOPO LE 20:00
I cittadini riunitisi nel “Consiglio Popolare
Ospedale di Gaeta” denunciano pubblicamente le ultime sconcertanti
indiscrezioni suggerite da fonti riservate ma assolutamente attendibili. Nell'ultima
riunione di Capi Servizio e Dirigenti tenutasi a Latina, con la
solita inevitabile premessa della crisi e della mancanza di
risorse, si sarebbe annunciata la chiusura notturna del PPI (Primo Intervento)
del Di Liegro di Gaeta. Ciò significherebbe che dopo le 20.00
nell’ex Pronto soccorso non ci sarebbe più in servizio neppure un
infermiere. Alla stessa sorte sembrano destinati i servizi analoghi presso i
centri di Sezze e di Priverno. La notizia riportata attesta lo smantellamento
di uno degli ultimi pezzi del nostro nosocomio e di un servizio essenziale per
la città. Essa si inquadra purtroppo in un contesto analogo che riguarda l’intera
ASL, da più tempo denunciato. Solo per restare al Sud Pontino e ai reparti di
cui si servono anche i cittadini gaetani le stesse fonti rivelano come si prospetti
anche la sospensione degli interventi di ginecologia presso l’Ospedale
di Fondi, con esclusione delle sole urgenze, in una situazione già grave in
cui si presentano attualmente liste di attesa che raggiungono i 7 mesi. Grandi
criticità sarebbero emerse anche in riferimento ai capisaldi ospedalieri di
Latina e Formia, che nei piani dovevano essere il riferimento del sistema
sanitario della ASL. Basti pensare che presso il presidio ospedaliero di Latina
mancano attualmente sette anestesisti dell’organico. Formia, sulla quale
dovrebbero riversarsi gran parte dei bisogni crescenti dell’utenza gaetana e
del circondario, attende con le solite e irrisolte gravissime carenze
l'urto del periodo estivo. Come al solito tuttavia nulla trapela
di ufficiale e di scritto dalla ristretta cerchia degli addetti ai
lavori. Da parte della Regione Lazio non giunge intanto alcuna risposta
se non generici inviti al migliore utilizzo del personale, mentre permane il
blocco del Turn Over con risibili eccezioni per le quali avviene una sola
assunzione dove dieci addetti sono andati in quiescenza. Mentre si
eliminano gli ultimi residui dell’Ospedale di Gaeta si sarebbe riconosciuta
intanto la mancanza di disponibilità per la creazione della proclamata Casa
della Salute. Non potendo che ringraziare ancora una volta il Consiglio Comunale
cittadino per aver di fatto dato la propria approvazione a quanto accade e il
Sindaco in primis per aver votato il nuovo Piano triennale di cui già
constatiamo gli effetti “benefici”, facciamo appello al Primo Cittadino
affinché per lo meno si adoperi per confermare o smentire quanto emerso. Siamo
ancora in attesa peraltro del presidio di protesta e delle altre iniziative di
pressione che lo stesso Mitrano prometteva poche settimane fa. Se le parole di
un Sindaco hanno ancora qualche peso sarebbe forse proprio questo il momento
per mettere effettivamente in campo tali iniziative. In caso contrario ci
troveremmo come previsto di fronte alla solita deplorevole demagogia.
Consiglio
Popolare ospedale di Gaeta
giovedì 21 maggio 2015
Il PRC Gaeta denuncia lo scandalo dei “loculi d'oro”
Si sta purtroppo avverando quanto Rifondazione
Comunista denuncia da mesi per conto dei cittadini, in completa solitudine e di
fronte al più totale letargo della minoranza consiliare. Non a caso da tempo oltre
a denunciare i gravi rischi in corso abbiamo presentato una proposta concreta di
senso contrario per abbattere le tariffe e soprattutto adeguarle al reddito dei
cittadini, fermare definitivamente la privatizzazione del Cimitero annunciata
dalla Giunta e congelare l'oneroso rinnovo delle vecchie concessioni scadute,
il cui pagamento grava su numerosi gaetani.
Dopo l'immotivato rifiuto dell'Assessore Vona
abbiamo chiamato la cittadinanza in Piazza davanti al Comune lo scorso 2 Aprile
per ribadire le nostre proposte ma l'Amministrazione ancora una volta non si è
nemmeno degnata di rispondere pubblicamente nel merito. Si intende cosi
proseguire su questa strada folle senza tenere in alcuna considerazione le
difficoltà crescenti delle classi più deboli ed in particolare di migliaia di
pensionati gaetani. Si decide anzi di raschiare il fondo del barile aumentando
in modo indiscriminato il peso di un servizio fondamentale riguardante un
bisogno intimo e radicato come la commemorazione dei propri cari. Tutto questo è
inaccettabile.
Rifondazione Comunista rassicura i cittadini già
scesi in piazza il 2 Aprile e tutti gli altri colpiti da questo provvedimento
che metterà in campo altre forme di lotta concordandole con la popolazione.
L'esperienza del movimento contro il parcheggio di Villa delle Sirene mostra
che è possibile ostacolare in modo efficace le politiche antipopolari della
Giunta Mitrano se si è uniti e determinati. Non ci fermeremo ma come abbiamo
annunciato siamo solo all'inizio di questa battaglia di civiltà.
Circolo Prc "Mariano Mandolesi"
domenica 17 maggio 2015
Amministrazione De Santis 2011-2015: Un Bilancio Necessario
Malgrado i molti dubbi e le
note criticità nel 2011 Rifondazione Comunista contribuì
all’elezione di De Santis e dell’attuale Maggioranza vedendo nel
programma della lista significativi segni di discontinuità con il
passato e credendo di poter riuscire nel difficile compito di
indirizzare l’operato della Giunta verso gli interessi sociali di
lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, contro le ristrette
lobby e gli interessi clientelari da troppo tempo egemoni in città.
Ciò accadde anche nella consapevolezza dello scarso spazio politico
disponibile in una realtà contraddistinta da una forte
polarizzazione e dei rischi ben maggiori sicuramente incarnati dalla
coalizione rivale. L’allora rappresentante di Rifondazione
Comunista, Luca Iudicone, eletto in Consiglio Comunale anche grazie
al contributo decisivo del PRC, decise subito dopo di non rinnovare
l’iscrizione al nostro Partito. Il rapporto di collaborazione e
confronto iniziali tra il Consigliere e “Sinistra Protagonista”
(soggetto allora composto da noi e da SEL) andò nel tempo
affievolendosi progressivamente fin quasi ad esaurirsi. Non è nostra
intenzione in questa sede individuare responsabilità univoche di
quanto avvenne o puntare il dito accusatorio su nessuno, ma sforzarci
di descrivere oggettivamente quanto accaduto. Al termine di questo
processo di “allontanamento” reciproco lo stesso Iudicone recise
definitivamente ogni legame con il passato impegnandosi direttamente
nella creazione di un nuovo soggetto assieme ad altri rappresentanti
della Maggioranza, denominato “Sinistra Unita” e completamente
estraneo al PRC. Oggi, di fronte ad una situazione difficilissima e a
contestazioni crescenti verso l’attuale Amministrazione, dopo aver
rivolto nel tempo ripetute critiche e minacciato numerose crisi, il
Consigliere sceglie di continuare a sostenere De Santis con rinnovato
impegno accettando di tornare a ricoprire la delega alle politiche
giovanili e agli affari sociali, oltre alla nuova carica di
Vicesindaco. Prendiamo atto serenamente della sua scelta di non
ricercare un vero confronto con noi anche in una fase così delicata.
Rispettiamo comunque le sue scelte autonome pur non comprendendone a
pieno le motivazioni e non condividendole, augurandogli comunque buon
lavoro. Malgrado quindi già da molto tempo il nostro Partito sia di
fatto del tutto esterno alla compagine governativa ed abbia perso
ogni possibilità di incidere direttamente sul suo operato per i
motivi illustrati, non abbiamo fatto mancare mai concrete proposte
politiche purtroppo inascoltate e spesso dure critiche pubbliche,
come noto ai cittadini soprattutto da circa un anno a questa parte.
Avvicinandosi ormai il termine dell’esperienza di
quest’Amministrazione Rifondazione Comunista non può più esimersi
dall’esprimere un bilancio complessivo sull’operato di questa
Maggioranza variabile. Del programma che nel 2011 accompagnò la
campagna elettorale della lista “Patto per Itri Futura”, ricco di
promesse e buoni propositi, quest’Amministrazione non ha attuato
quasi niente. Ciò stupisce ancor di più nei numerosi casi di
provvedimenti che avrebbero richiesto solo la necessaria volontà
politica, senza comportare impegni di spesa e risorse cospicui. Le
poche cose fatte sono anzi spesso in completo contrasto con proposte
e principi enunciati. Ciò anche a causa delle violente faide interne
che hanno interessato la Maggioranza fin dai primi tempi del suo
insediamento, determinate da una composizione più che mai eterogenea
e poco coesa. Ne è risultato un immobilismo amministrativo con rari
precedenti. Basteranno pochi esempi. Dal punto di vista della
partecipazione dei cittadini si prometteva l’ “istituzione
e formalizzazione dei comitati
di quartiere”, quindi una maggiore sinergia con l’amministrazione,
l’istallazione di bacheche pubbliche diffuse e video schermi.
Niente di tutto ciò è stato attuato, malgrado per fortuna diversi
comitati spontanei abbiano continuato il loro lodevole lavoro. Niente
Consiglio comunale dei ragazzi e niente consulte per infanzia,
disabili e anziani, annunciate solennemente in campagna. Anche sul
fronte della “riorganizzazione della macchina comunale” non
mancarono le idee, tra cui la più importante era sicuramente il
“ripristino della Commissione edilizia”, da subito accantonata
per ragioni ancora ignote. Nella sezione dedicata all’ambiente si
parlava della gestione dell’acqua che “non può essere equiparata
ad una merce sulla quale fare affari” e si criticava duramente
Acqualatina proponendo il ritorno ad una gestione pubblica. Si è
fatto l’esatto contrario non intraprendendo alcuna iniziativa di
rilievo contro l’azienda, anzi favorendone i “commensali” con
un appalto per le case dell’acqua vinto ovviamente dalla solita
“Logica SRL”, praticamente priva di concorrenza e appartenente a
Silvano Morandi, già membro del Consiglio di Amministrazione di
Acqualatina. Questo invece di pensare ad una possibile gestione
pubblica degli stessi distributori, come accade già in numerosi
comuni italiani. Quando abbiamo recentemente proposto una delibera
che vietasse il distacco dei contatori dell’acqua ai cittadini
indigenti, provvedimento discusso già a Formia su proposta del
Comitato di lotta, non ci hanno neanche degnati di una risposta.
Anche sul fronte della gestione dei Rifiuti i buoni propositi nel
2011 non mancavano. Si proponevano iniziative che riducessero le
tasse anche attraverso il “premiare,
tramite ulteriori sconti e incentivi, i cittadini più meritevoli che
collaborano attivamente al servizio”. Non ci risulta che ciò sia
avvenuto. In previsione dello scadere del bando inoltre abbiamo
proposto la creazione di un’azienda pubblica, magari consorziata
con comuni limitrofi che già hanno intrapreso iniziative simili,
anche per sottrarre un settore strategico all’altissimo rischio di
infiltrazioni malavitose. La proposta del PRC è stata condivisa
persino dal PD locale che l’ha definita addirittura “un’occasione
da non perdere”, ma pare che sia già stata accantonata. Molte
promesse pompose riguardarono allora anche l’incentivo di energie
rinnovabili quali eolico, solare e biomasse. In realtà
quest’Amministrazione non richiese nemmeno i cospicui fondi del
vecchio “Conto energia” per l’istallazione del fotovoltaico
sugli edifici pubblici e ben poco altro è stato fatto finora al
riguardo. In compenso ha intrapreso, malgrado le nostre dure
proteste, l’ennesima privatizzazione del servizio di illuminazione
pubblica cittadina regalando quasi un milione di Euro ai privati in
cambio dell’istallazione di luci al LED. Lo stesso programma
prometteva la creazione e l’ampliamento di sentieri naturalistici,
percorsi ciclabili, aree attrezzate, ma anche il recupero e restauro
di strutture storiche ed archeologiche, la cui mancata attuazione è
purtroppo ben visibile ad esempio dalle condizioni della pregevole
chiesa di S. Cristoforo, che sta vergognosamente continuando a
crollare con i suoi affreschi del 1300. Discorso analogo purtroppo
varrebbe per la salvaguardia del territorio per cui si prevedeva nel
programma uno “Studio idrogeologico con interventi di riparazione,
ripristino ecc. o
sistemazione idraulica
del Rio D'Itri segnalato nel piano di assetto idrogeogologico (PAI)
del Lazio per i pericoli di inondazione delle campagne in
corrispondenza del centro-abitato”. Il livello di realizzazione e
tempestività di queste iniziative è testimoniato dalle recenti e
devastanti inondazioni che hanno colpito la città a seguito delle
piogge malgrado le nostre accorate segnalazioni e dalle esondazioni
del torrente Pontone. Anche rispetto ad altri interventi promessi sul
versante dell’incentivo del turismo e dell’economia quali la
“rimozione delle barriere architettoniche” per favorire
l’accessibilità a siti quali il Castello, l’attività di
promozione degli stessi, le iniziative di “marketing e
commercializzazione” dell’olio e delle olive, lasciamo a voi
stessi il giudizio su quanto sia stato fatto. Sul piano del
miglioramento e della fruibilità di servizi pubblici per i cittadini
restano lettera morta il famigerato nuovo “Centro sportivo
polivalente”, gli “impianti polivalenti di quartiere” ed il
tanto sbandierato “centro culturale polivalente” che sarebbe
dovuto sorgere al posto del vecchio campo sportivo. Anche
nell’ambito delle politiche sociali si prometteva ad esempio la
creazione di una casa famiglia, di un rifugio per donne vittime di
maltrattamenti, di un osservatorio per la tossicodipendenza, mai
pervenuti come tutto il resto. Ancor più paradossale suona oggi
leggere come si volesse difendere e rafforzare il Poliambulatorio
cittadino. Non solo il CUP ha subito in questi anni un lento ma
progressivo smantellamento senza il minimo intervento
dell’Amministrazione ma di recente il Sindaco ha addirittura avuto
il coraggio di elogiare e dare grande credito alle parole del
Direttore Generale della ASL Michele Caporossi, autore di un Piano
aziendale responsabile del depotenziamento di tutta la sanità locale
ed unanimemente contestato. Tale Piano, comprendente anche il
congestionamento o l’atrofia degli Ospedali di Formia e di Fondi
oltre ad un ulteriore attacco all’importante ruolo dei medici di
famiglia, non contiene nemmeno una parola sul nostro poliambulatorio.
Malgrado i nostri appelli il Consiglio di Itri non si è neanche
espresso sul nuovo Piano e De Santis ha persino disertato l’Assemblea
dei Sindaci che ha votato il nuovo assetto della ASL. L’elenco
delle promesse disattese e delle iniziative deprecabili purtroppo
potrebbe continuare ancora a lungo. Si pensi ad esempio alla politica
assurdamente restrittiva in termini di orari e di incombenze imposte
ai locali che intendano svolgere attività di intrattenimento
musicale, con grave danno per l’economia cittadina, l’aggregazione
sociale e la sicurezza dei giovani itrani, costretti a spostarsi in
macchina raggiungendo spesso altri centri per trovare il sano
divertimento che cercano. Si aggiunga ancora la scarsissima
incisività e determinazione mostrate nel tutelare i cittadini dalla
gestione privata del nostro cimitero, che ha visto lievitare in modo
ingiustificato e illegittimo le tariffe a fronte di servizi scadenti
e scarsa attenzione alle esigenze dell’utenza, come testimoniato ad
esempio dalla grave carenza di scale per accedere ai loculi più alti
e dalla persistente chiusura dell’ingresso che affaccia su via
Appia malgrado le numerose segnalazioni. Una situazione che avrebbe
potuto e dovuto far prendere seriamente in considerazione l’ipotesi
di rescindere il contratto con la ditta appaltatrice. Il tutto è
condito con una politica fiscale poco coraggiosa e attenta che ha
drenato danaro dalle tasche dei cittadini senza prevedere esenzioni e
sgravi adeguati per le fasce più deboli. Gli alibi avanzati spesso
in proposito, circa le responsabilità del governo nazionale
nell’imporre scelte impopolari alla luce degli effettivi ed ingenti
tagli alle amministrazioni locali, perdono di forza se si considera
che il governo Renzi, come i precedenti, è sostenuto da importanti
forze politiche presenti all’interno della Maggioranza cittadina.
Non è pertanto un caso se anche la nostra richiesta pubblica di
prendere posizione contro il decreto “Sblocca Italia” come
centinaia di altri comuni e numerose regioni sia stata ignorata,
malgrado esso comporti l’ulteriore abbattimento di regole e risorse
per la tutela del territorio, l’incentivo all’ingresso di
capitali privati nella gestione dei servizi locali più essenziali ed
il rafforzamento delle realtà private già esistenti quali
Acqualatina. Anche l’impiego di fondi e finanziamenti pubblici è
risultato purtroppo non sempre trasparente ed esente da vecchie
logiche clientelari. Di fronte ad un quadro così desolante la
Maggioranza cerca solo ora di recuperare ricordandosi di aver
promesso PRG e piano di Pagnano entro la scadenza del mandato. Senza
volere in alcun modo sminuire l’importanza che tali provvedimenti
ricoprirebbero e fermo restando che sarà necessario approfondire
entrando nel merito, resta forte il dubbio che si tratti solo di una
disperata trovata elettorale. Se l’azione amministrativa della
Maggioranza è stata finora così poco incisiva ci chiediamo come
possa risollevarsi in poco tempo con numeri tanto esigui ed
improbabili apporti esterni dell’ultimo minuto. Ammesso che la
Maggioranza resti tale, se pure a stento, crediamo sia davvero tardi
per invertire la rotta. Francamente non comprendiamo quindi il timore
tanto diffuso e profondo di un Commissariamento Prefettizio che
traghetti la città fino alle prossima data utile per le elezioni
limitandosi all’ordinaria amministrazione, visto che d’altronde a
questo o poco più si è già limitato il governo cittadino negli
ultimi anni. Sarebbe forse il caso anzi che il Sindaco e la sua
Giunta prendessero atto del fallimento oggettivo del loro progetto
politico e si facessero onorevolmente da parte ponendo fine ad uno
spettacolo poco edificante. Per quanto ci riguarda Rifondazione
Comunista continuerà il suo lavoro di radicamento sociale e imparerà
dalle proprie esperienze investendo in futuro le sue energie nella
creazione di una vera alternativa politica antiliberista alle “larghe
intese” locali, rivolgendosi prevalentemente ai movimenti di lotta
auto organizzati ed alle altre forze Comuniste presenti sul
territorio.
Circolo PRC “Mariano
mandolesi” Itri-Gaeta
Iscriviti a:
Post (Atom)













