"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

domenica 27 novembre 2016

Villa delle Sirene: Si alla riqualificazione, No ad uno stravolgimento privo di condivisione.

Dopo la battaglia vincente per fermare il parcheggio multipiano di Villa delle Sirene al fine di tutelare la sicurezza degli immobili adiacenti, il patrimonio storico ed ambientale del sito, bloccando un'assurda speculazione privata, Mitrano promise solennemente che ogni intervento futuro nel quartiere sarebbe stato concordato con i cittadini. Come già immaginavamo ciò non è mai avvenuto, anzi l'amministrazione sconfitta e timorosa di altre contestazioni si trincerò dietro una chiusura ancora maggiore. Nessun genere di coinvolgimento ci fu per la stesura del progetto di restyling previsto per una cifra di 600 mila euro, ennesimo sperpero di denaro pubblico annunciato al fine di provare a rifarsi della precedente figuraccia in chiave elettorale.

Fu ancora una volta il Comitato "No Parcheggio Villa delle Sirene", trasformatosi in quell'occasione nell'odierno "Comitato Popolare di Controllo sui Lavori Pubblici", ad ottenere il progetto e presentarlo durante una partecipata assemblea tenutasi lo scorso 5 marzo. Pur condividendo l'esigenza di una riqualificazione del sito vennero evidenziati i gravi limiti dell'intervento previsto a partire dal completo ed inutile stravolgimento dell'intero assetto della piazza, in netto contrasto con la stessa normativa a tutela dei siti di rilievo paesistico quali quello interessato e senza alcun tipo di vantaggio. Il Comitato ed i residenti misero infatti in evidenza pubblicamente il peggioramento della viabilità e dell'accessibilità alla piazza causati dal restringimento della strada situata di fronte all'edificio principale e dalla scomparsa della via interna che costeggia il lungomare. Si mise inoltre in evidenza il fatto che, malgrado i proclami in senso contrario e l'esigenza di parcheggi tanto sbandierata dall'amministrazione, da quanto riscontrabile sulle illustrazioni allegate al progetto in realtà i posti auto e gli stalli per le moto sarebbero diminuiti ulteriormente. Si notò peraltro come diversi altri pini, alberi antichi fonte anche di importante riparo dal sole, risulterebbero assurdamente recisi. Tutto senza alcun rispetto del valore storico e naturale della piazza e dei propri monumenti e ad un costo esorbitante, anziché pensare ad interventi, peraltro auspicabili, che risultassero più rispettosi, razionali, funzionali ed economici.

Malgrado gli appelli da allora nulla hanno più saputo i residenti ed il Comitato di cui sono membro, che oggi mi interpellano nuovamente in proposito. Intanto abbiamo appreso dalla stampa che il TAR di Latina ha negato la sospensiva per l'aggiudicazione della gara richiesta dai concorrenti della ditta vincitrice "DFC Costruzioni Srl", ma che gli stessi avrebbero già presentato altro ricorso presso il Consiglio di Stato rallentando ulteriormente la stipula del contratto e l'inizio dei lavori. Non è dato sapere tuttavia se il progetto e l'importo dell'appalto siano rimasti gli stessi di quelli da noi contestati a Marzo, né l'Amministrazione si è mai degnata di replicare in alcun modo ai timori dei residenti. A nulla è servito ancora una volta consultare l'albo pretorio del sito istituzionale del Comune, attraverso il quale non è ancora possibile fugare i tanti dubbi. Ci troviamo di fronte ad un'amministrazione che non si limita a spendere i nostri soldi agendo più o meno con la stessa segretezza di una loggia massonica deviata ma nega sistematicamente anche i più essenziali obblighi di trasparenza. Il nuovo regolamento per l'accesso agli atti rafforza purtroppo tale consuetudine limitando pesantemente l'efficacia e la tempestività con le quali è possibile conoscere provvedimenti importanti che riguardano l'intera città. Neanche in un regime di tipo assolutistico si assisterebbe probabilmente ad a un tale spregio per le più essenziali norme democratiche.

Proprio nel momento in cui il dibattito locale sembra assurdamente azzerato ed appiattito dietro provvedimenti estemporanei quali le luminarie natalizie, tra consensi, lievi distinguo ed altre piccole variazioni sul tema imposto da chi governa per distogliere l'opinione pubblica, ci preme maggiormente occuparci di questioni più essenziali quali interventi esosi che rischiano di stravolgere in maniera permanente l'assetto cittadino. Chiediamo pertanto che Sindaco e Assessore ai lavori Pubblici chiariscano immediatamente lo stato delle cose, illustrando dettagliatamente quanto previsto per il quartiere. Qualora venisse confermata l'intenzione di portare avanti il medesimo progetto da noi visionato a Marzo ribadiamo la nostra netta contrarietà ribadendo il nostro appello affinché tali interventi vengano rivisti e finalmente concertati con la popolazione.


BENEDETTO CROCCO Segretario circolo Rifondazione Comunista "Mariano Mandolesi"

CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO DI GAETA

domenica 13 novembre 2016

MARTEDI 15, VILLA SIRENE, GAETA, ASSEMBLEA POPOLARE PER IL NO AL REFERENDUM

Martedì 15 Novembre a Gaeta, presso Villa delle Sirene, a partire dalle ore 17:30, si terrà un’assemblea popolare per sostenere le motivazioni del NO al Referendum costituzionale del 4 Dicembre. In caso di pioggia e maltempo l’assemblea si svolgerà al chiuso presso la sede di Rifondazione Comunista in Via indipendenza 206. Il dibattito sarà aperto dal Segretario Provinciale del PRC Maurizio Frattagli. Seguirà l’intervento di Giovanni Russo Spena, già Senatore della Repubblica, membro della Segreteria Nazionale del PRC e del Comitato per il NO. Interverranno anche Marco Fiore, Vicepresidente Provinciale dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) e Benedetto Crocco, Segretario del circolo PRC “Mariano Mandolesi” e Candidato alla carica di Sindaco di Gaeta. Al termine si svolgerà un confronto pubblico. Molteplici sono le ragioni del No alla controriforma voluta dai poteri forti e sostenuta dal Governo del PD, come molteplici sono le forze eterogenee che la respingono. L’obiettivo dell’incontro in questione sarà di presentare le motivazioni specifiche delle classi popolari, già duramente colpite, contro un disegno eversivo voluto dall’alta Finanza, dagli industriali e dall’Unione europea per colpire ulteriormente e con maggiore efficacia i diritti dei lavoratori, limitare la loro possibilità di partecipare ai processi decisionali, portare avanti le ricette di macelleria sociale già in atto, dalle privatizzazioni alla distruzione dello stato sociale, dallo smantellamento di sanità e scuola pubblica alla guerra. Disegni che hanno trovato finora in Italia un argine parziale proprio grazie alla Costituzione nata dalla Resistenza e dall’Antifascismo, che limita volutamente il potere degli esecutivi, attribuisce ai rappresentanti eletti dal popolo la giusta centralità e si basa sul bilanciamento reciproco delle istituzioni. Far comprendere come e perché questa controriforma di cui tutti parlano ma della quale pochi hanno ancora capito veramente a fondo gli aspetti dirimenti, incida negativamente sul nostro assetto democratico, è lo scopo che vogliamo perseguire insieme. Aspettiamo pertanto i cittadini di Gaeta e del comprensorio per assolvere insieme a questo compito.

CIRCOLO RIFONDAZIONE COMUNISTA “MARIANO MANDOLESI”

venerdì 11 novembre 2016

BENEDETTO CROCCO: IL PIANO AZIENDALE ASL LIQUIDA PPI DI GAETA E "DI LIEGRO" CON IL VIA LIBERA DI MITRANO.

Avevamo ragione noi, daremo nuovo impulso alla nostra lotta al fianco del Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta.

Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Sapevamo che cercavano di rabbonirci e calmare le acque con falsità e promesse vacue per approvare tranquillamente il nuovo Piano aziendale della ASL di Latina. La Conferenza dei Sindaci lo ha fatto con una maggioranza risicatissima di 17 voti favorevoli su 33 comuni, molti assenti, due soli contrari ed alcuni ignavi astenuti, tra cui l'amministrazione di Gaeta. Un documento importantissimo, il quale detta le linee guida del Sistema sanitario pontino, è stato votato in tutta fretta e senza che il Sindaco lo sottoponesse  neanche al vaglio del Consiglio comunale cittadino, alla faccia della trasparenza, della condivisione, del confronto con associazioni e cittadini, di tutte le belle parole contenute nello stesso Atto. Nessuno dei Consiglieri in carica peraltro ci risulta abbia proferito pubblicamente una sola parola di dissenso in merito, confermando la totale inadeguatezza a rappresentare la città.

Noi abbiamo letto ed analizzato attentamente il documento, pessimo per il poco che specifica, allarmante per i molti aspetti che vengono volutamente omessi. L'impianto complessivo del Piano aziendale non solo conferma il quadro catastrofico attuale ma risulta addirittura peggiorativo. Si prevede l'accorpamento di diverse funzioni aziendali alla ASL di Frosinone e vengono poste le premesse per proseguire con l'inesorabile smantellamento dell'ex Presidio Centro, costituito da Fondi e Terracina. Si rafforza ulteriormente l'accentramento dei servizi presso le strutture ormai al collasso di Formia e Latina, DEA di I e II livello, senza alcun intervento concreto di potenziamento loro destinato. Un quadro che non lascia spazio ad alcuna prospettiva di salvaguardia, tantomeno di rinascita, delle altre strutture quali il "Di Liegro" di Gaeta. Altro che potenziamento!

Qualcuno potrebbe immaginare infatti che dopo le reiterate quanto solenni dichiarazioni del Sindaco Mitrano e del Direttore Generale Casati riguardo alla presunta permanenza del nostro Punto di Primo Intervento e al futuro del Presidio cittadino, l'Atto aziendale contenesse i precisi impegni richiesti in proposito. Si sbaglierebbe di grosso. Il documento approvato risulta raffazzonato e del tutto vuoto soprattutto in merito all'aspetto più importante, cioè l'effettiva collocazione di  servizi sanitari quali i PPI, dislocati su di un territorio tanto vasto e mal collegato come quello della nostra provincia. Si limita a delineare unicamente il quadro dei servizi erogati dai principali quattro Presidi ospedalieri superstiti e a presentare ed elencare i Dipartimenti, le Aree funzionali, le UOC (Unità Operative Complesse) e le UOSD (Unità Operative Semplici di Dipartimento), tralasciando completamente tutto il resto a partire ovviamente dalle sorti del nostro Primo Intervento. 

Le ragioni della scelta vengono chiarite in parte dallo stesso Atto che recita al paragrafo 20: "L'assetto organizzativo dell'Azienda deve garantire allo stesso tempo stabilità e flessibilità...rinviando ad un momento successivo l'individuazione delle UOS (Unità operative Semplici), degli incarichi professionali e delle posizioni organizzative di coordinamento". Successivamente precisa che: " ...le unità organizzative potranno essere rivedute, nel numero e e nella tipologia..." in base a criteri tra i quali troviamo che: " il numero complessivo delle unità organizzative per le tipologie indicate non dovrà essere modificato se non in riduzione". In parole povere di servizi sanitari quali il Primo Intervento di Gaeta si è scelto di non dire assolutamente nulla di specifico e sul loro conto non si fornisce alcuna indicazione, in attesa della stesura di altri documenti quali il "Piano Strategico". Si specifica però che questi servizi potranno essere eventualmente soltanto eliminati o accorpati assieme alle proprie rispettive unità organizzative di riferimento. Tutto a fronte di precise direttive regionali, tuttora in vigore e mai smentite, che ne prevedono la chiusura. Non a caso in un documento di 157 pagine la parola "Gaeta" è riscontrabile solo una volta negli allegati, in riferimento al servizio di "Pneumologia".

La morale della favola è che Mitrano non ha votato contro un documento che non mantiene nessuna delle promesse del Direttore Casati e liquida completamente il Presidio cittadino, sbugiardando e svergognando lo stesso Sindaco che gli ha dato pubblicamente credito, ostinatamente e contro ogni evidenza. Egli e gli altri primi cittadini consenzienti hanno pertanto scelto di firmare una cambiale in bianco che consente il definitivo smantellamento del "Di Liegro" assieme alle altre strutture colpite. Avevano ragione i cittadini ed il comitato promotore della mobilitazione ancora in corso a manifestare lo scorso 22 ottobre in assenza dei rappresentanti di Amministrazione e Consiglio Comunale, pur essi tutti contestati per il loro unanime consenso al precedente Piano Aziendale ASL, e con la latitanza anche dei soliti candidati a Sindaco farlocchi che invece si fan vivi solo all’avvicinarsi delle scadenze elettorali e mai per questioni davvero utili al bene comune. Tutti gli altri ci auguriamo che finalmente comprendano con chi abbiamo a che fare. Un motivo in più per dare ora nuovo impulso alla battaglia a lungo termine in atto a difesa della sanità pubblica pontina ed alla petizione popolare del Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta  contro la chiusura del PPI cittadino.

BENEDETTO CROCCO


Segretario circolo Rifondazione Comunista "Mariano Mandolesi"

martedì 25 ottobre 2016

CHIUSURA DEL PRIMO INTERVENTO E CORTEO DEL 22 OTTOBRE.

UN BILANCIO: PRESENTI, ASSENTI E INIZIATIVE FUTURE

La manifestazione tenutasi sabato 22 Ottobre a Gaeta ha rappresentato un momento importantissimo della mobilitazione cittadina contro la chiusura del Punto di Primo Intervento e per il rilancio del nostro Presidio ospedaliero. Non trattandosi di vuota retorica è bene elencarne i motivi uno ad uno.
Primo tra tutti la quantità e la determinazione dei presenti. Riguardevoli entrambi per una città troppo a lungo intorpidita e rassegnata. I manifestanti presenti inoltre rappresentavano un numero di cittadini molto maggiore, alla luce delle oltre 1500 firme già raccolte in appena venti giorni, che continuano ad arrivare numerosissime. Molti, di gran lunga la maggior parte, i visi comuni ed in alcun modo legati a partiti e movimenti politici. Diversi dei presenti probabilmente partecipavano per la prima volta ad un’iniziativa del genere a dimostrazione della centralità del tema trattato e di quanto sia sentito. I presenti hanno sfilato a lungo ed intonato slogan senza sosta da Villa delle Sirene attraverso via Indipendenza e poi su per il Corso e via Europa, fino al “Di Liegro” ove si è tenuto un dibattito. Tutti hanno potuto confrontarsi, prendere contatti, definire i prossimi appuntamenti, sentirsi uniti da una causa comune e non più vittime impotenti di quanto accade. Presenti al fianco dei cittadini e del “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” che ha lanciato il corteo, Rifondazione Comunista ed il Movimento 5 Stelle. Dei tanti candidati a Sindaco era in piazza solo Benedetto Crocco, attivista anche del Comitato promotore.
Questo corteo tuttavia non è stato importante solo per chi c’era ma anche e soprattutto per le assenze. Esse hanno infatti confermato quanto da tempo denunciamo. Erano completamente assenti, suscitando indignazione tra i presenti e la cittadinanza, l’amministrazione comunale e il Sindaco Mitrano, che avrebbero dovuto guidare questa protesta e invece fanno eco alle fandonie della Direzione Generale della ASL. Era assente il Consiglio Comunale cittadino, maggioranza e minoranza al completo, a conferma della complicità dei consiglieri in carica con lo smantellamento del “Di Liegro” e del loro non tutelare in alcun modo gli interessi cittadini. Erano assenti non a caso le forze politiche del Centrodestra e del Centrosinistra, da Forza Italia a SEL, passando per il PD, responsabili delle politiche di smantellamento della sanità pubblica. Erano assenti i candidati a Sindaco Raimondi, Passerino, Scinicariello e gli altri che non hanno ancora annunciato pubblicamente la propria candidatura, tutti più impegnati evidentemente ad organizzare belle convention nei grandi alberghi e in accordo con quanto accade. Soprattutto era assente il Commissario Straordinario della ASL di Latina, Giorgio Casati, invitato pubblicamente a venire per confrontarsi con i cittadini. Se egli non avesse avuto nulla da nascondere o per cui temere contestazioni avrebbe sicuramente onorato l’invito. La sua assenza rappresenta quindi la prova definitiva delle fandonie raccontate da lui e dal Sindaco di Gaeta.

Ora sappiamo con certezza che se la nostra mobilitazione non continuerà il nostro Primo Intervento verrà chiuso, come gli altri importanti servizi sottratti e come affermano gli unici atti ufficiali diramati finora dalla Regione. Forse non accadrà domani, anche grazie alle reazioni già messe in atto dalla cittadinanza e dalla volontà di far “calmare le acque”, ma se ci fermiamo accadrà sicuramente. Magari l’intenzione è di attendere l’approvazione del prossimo Piano Aziendale della ASL in fase di stesura, momento molto delicato per chi siede nella sala dei comandi. Per queste ragioni la nostra mobilitazione non cesserà e manterremo altissimo il livello di controllo e di informazione dei cittadini nei prossimi mesi. Innanzi tutto proseguirà la raccolta di firme indirizzate alla Direzione Generale della ASL, al Presidente della Regione e al Ministro della salute. Ricordiamo che i cittadini di Gaeta e del comprensorio possono sottoscriverla in occasione dei banchetti predisposti periodicamente per le strade cittadine, presso la sede del Comitato in via indipendenza 206, studi medici e attività commerciali tra cui Bar Bazzanti, Tarantella Caffè, le due edicole del Corso, Clash Pub, Bar la Mela, Tabacchi Calegna, Dolce e Pane, Alimentari Sapori Mediterranei, Tabacchi L. Mare Caboto 342, Brio Bar, Tabacchi Via Serapide, Macelleria “Da Michele”. In secondo luogo proseguiremo senza sosta il nostro boicottaggio elettorale contro partiti, movimenti civici ed esponenti politici responsabili di quanto accade o che non assumano nette posizioni in merito. Inoltre attendiamo con ansia di poter visionare le prime bozze del nuovo Piano Aziendale per valutarne i contenuti, informare in merito alle loro implicazioni, condizionarne il contenuto, naturalmente proprio a partire dal nostro Primo Intervento e dal Presidio “Di Liegro”. In fine siamo felici di constatare che molti altri centri si stanno mobilitando contro l’attacco complessivo alla sanità pubblica pontina e rilanciamo con forza il nostro appello per creare un fronte comune a livello provinciale e regionale, soprattutto in occasione della stesura del prossimo Piano, unico modo per contrastare efficacemente le politiche in corso ed invertire la tendenza.

CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

mercoledì 19 ottobre 2016

PRIMO INTERVENTO E “DI LIEGRO”: IL 22 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!

CASATI CAMBIA VERSIONE OGNI GIORNO. LO SFIDIAMO A VENIRE PER SPIEGARE A NOI COSA ACCADRA’


Sabato 22 Ottobre si svolgerà come annunciato la manifestazione cittadina contro la chiusura del Punto di Primo Intervento di Gaeta, contro le politiche di taglio alle spese mediche che hanno colpito il nostro diritto alla salute e già condotto al collasso il sistema sanitario pontino, contro la scelta di concentrare in pochi e distanti presidi ospedalieri tutti i servizi, per un nuovo potenziamento del “Di Liegro” che restituisca a questa struttura la funzionalità sottratta nel tempo. Il corteo comincerà a radunarsi dalle ore 16:00 presso “Villa delle Sirene” per poi raggiungere la sede del PPI di Gaeta ove si terrà un confronto pubblico. I motivi di partecipazione sono numerosi ed hanno assunto ancor più forza proprio negli ultimi giorni.
Il primo è che la nostra mobilitazione, comprendente anche la raccolta di firme in corso indirizzata al Direttore Generale della ASL, al Ministro della Salute, al Presidente della Regione e sottoscritta da oltre mille cittadini in sole due settimane, ha già raggiunto notevoli risultati. La possibile chiusura del nostro PPI non avrebbe ricevuto alcuna attenzione come stava avvenendo e come avvenuto in molti altri casi passati se non avessimo denunciato pubblicamente quanto rischiato e dato il via a questa battaglia. Tutte le goffe reazioni del mondo politico, del Sindaco e della Direzione Generale della ASL non sarebbero sicuramente avvenute, a partire dalle ultime riunioni e incontri provinciali che hanno avuto l’obiettivo palese di calmare gli animi e prendere tempo, volendo far credere che il problema non sia mai esistito. Pertanto l’inizio della nostra mobilitazione ha già interferito fortemente con i disegni di chi è responsabile dello smantellamento in corso e proprio ora bisogna ribadire quindi un segnale forte di determinazione e di unità anziché di resa. Questo anche per evitare futuri ripensamenti e nuove brutte sorprese, alle quali siamo purtroppo abituati. Chi ha ricevuto tanti duri colpi negli anni non abbassa facilmente la guardia e noi non lo faremo. Se anche fossero state veritiere le rassicurazioni in corso, in ogni caso, sarebbe merito solo dei cittadini e del Consiglio Popolare aver sventato il pericolo imminente. Abbiamo comunque ottime ragioni per credere che non lo siano.
In secondo luogo infatti, diversamente da Mitrano, noi non crediamo alle rassicurazioni dello strapagato Manager Giorgio Casati riguardo alla sorte dei PPI come quello di Gaeta. Mitrano e Dies peraltro sembrano gli unici a crederci. Lo stesso Casati ha dato innumerevoli versioni diverse, ambigue e contraddittorie in pochissimo tempo, rischiando il ridicolo. Stando alle note giornalistiche il grande arrampicatore di specchi ha esordito negando la chiusura, per poi parlare di “riconversione” dei PPI in strutture dedicate alla cura dei casi cronici (che non c’entrano nulla con i PPI), per poi ancora parlare di “disattivazione” degli stessi, scandendone addirittura due distinte fasi. Successivamente, nella riunione del 17 Ottobre, Casati avrebbe intrapreso: “una disamina della difficile situazione finanziaria della sanità italiana, che necessita urgentemente di un'ottimizzazione nell'uso delle risorse” dichiarando la sua volontà di non chiudere i Punti di Primo Intervento, ma al contempo avrebbe ribadito “la necessità di un loro utilizzo più efficace ed efficiente attraverso un'adeguata rimodulazione”. Cosa intendesse per “rimodulazione” è probabile che lo sappia solo lui. Il giorno seguente comunque il funambolico Casati pare aver cambiato l’ennesima versione e nel suo incontro a Gaeta con Mitrano avrebbe addirittura parlato di “Potenziamento” del PPI, ovviamente senza specificare in cosa possa mai consistere. Chi si fiderebbe di uno che fornisce tante versioni diverse e così fumose in pochi giorni? Un uomo c’è, a quanto pare… il Sindaco di Gaeta. Non ci sorprende tuttavia che Casati riesca a convincere Mitrano, visto che durante il proprio periodo di governo cittadino egli ha assistito nel totale immobilismo e senza dire una sola parola alla chiusura degli ultimi importanti servizi garantiti dal Presidio di Gaeta come la Chirurgia ambulatoriale o l’Oncologia e presso l’Assemblea dei Sindaci votò addirittura a favore del Piano aziendale ancora in vigore che sancisce la morte definitiva dei piccoli presidi quali il nostro. Non è sicuramente così facile però prendere in giro il Consiglio Popolare. Se Casati ha il coraggio di lasciare la sua poltrona ben pagata per confrontarsi con i cittadini lo sfidiamo quindi pubblicamente a venire a Gaeta il 22 Ottobre, proprio in occasione della manifestazione che si concluderà con un dibattito presso il PPI. Che venga a raccontare a noi ed ai residenti cosa vuol fare esattamente del Primo Intervento e a sentire cosa abbiamo da dirgli sul nuovo Piano aziendale in via di stesura e riguardo alle condizioni inaccettabili in cui versa il nostro sistema sanitario!
In terzo luogo dobbiamo manifestare perché di fronte all’offensiva in corso, giunta ormai ad uno stadio avanzatissimo come mostrato anche dai fondi esigui previsti dall’ultima manovra finanziaria del Governo Renzi, risulta prioritario ma non sufficiente difendere il Primo Intervento. Bisogna sferrare il contrattacco. Lo status quo non è tollerabile e chiediamo che il “Di Liegro” torni ad essere un Ospedale con un suo Pronto Soccorso e tutti i reparti che gli sono stati sottratti. E’ assurdo e inaccettabile che una città di oltre 20 mila abitanti che nei mesi estivi raggiunge le 100 mila presenze, con problemi di viabilità senza pari, non sia dotata di una vera e propria struttura ospedaliera attrezzata quanto meno per le emergenze. Il modello configurato dagli ultimi piani aziendali ha fallito e non è più sostenibile, anche perché ha sottoposto le strutture residue quali l’ospedale di Formia ad un peso crescente che non sono e non saranno mai in grado di sostenere. Questo è sotto gli occhi di tutti. Il nuovo Piano aziendale in fase di stesura, le cui linee guida sono state illustrate da Casati in occasione dell’ultima assemblea dei Sindaci, confermerebbe e inasprirebbe ulteriormente gli elementi di smantellamento in atto a partire dalla concentrazione in due Macro Aree Nord e Sud facenti capo al “Goretti” di Latina e al “Dono Svizzero” di Formia, eliminando quindi anche il Presidio centro costituito da Terracina e Fondi. Nel frattempo aumenta a dismisura il giro d’affari delle cliniche private quali la “Casa del Sole” e si concede a Primari e Dirigenti medici di strutture pubbliche di lavorare liberamente presso le cliniche private. Il gioco è chiaro. Bisogna riprenderci quanto ci hanno tolto. Anche per questo ribadiamo il nostro appello agli altri centri colpiti per organizzare insieme una grande mobilitazione provinciale e regionale, soprattutto in vista dell’approvazione dei nuovi Piani aziendali.
Per tutte le ragioni elencate invitiamo l’intera cittadinanza di Gaeta e del comprensorio, le formazioni associative, politiche e sindacali a scendere con noi in piazza il 22 Ottobre portando con sé i propri simboli, con la sola pregiudiziale verso le forze e i rappresentanti direttamente responsabili di quanto accade e le formazioni neofasciste o razziste.


CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

domenica 9 ottobre 2016

CHIUSURA PRIMO INTERVENTO E FUTURO DEL “DI LIEGRO”: NOI NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DA CASATI

Prosegue la petizione popolare verso la grande manifestazione del 22 Ottobre

La mobilitazione di Gaeta e delle altre città coinvolte contro la chiusura dei Punti di Primo Soccorso ha già spaventato la Direzione Generale della ASL che evidentemente avrebbe voluto procedere ancora una volta indisturbata, tanto da tentare un maldestro depistaggio attraverso una goffa smentita che di fatto conferma pienamente quanto temiamo. I giornali locali hanno dedicato molto spazio all’ultima riunione provinciale del 5 ottobre tra i Sindaci ed il Direttore Giorgio Casati, finalizzata a tracciare le linee guida per il nuovo piano aziendale della ASL. Contrariamente ai titoli ad effetto in realtà il nocciolo delle affermazioni riportate conferma in pieno le nostre paure sul destino del PPI di Gaeta, del “Di Liegro” e del diritto alla salute dei cittadini. Solo due purtroppo sono gli elementi che si aggiungono ad un quadro per il resto già chiaro. Il primo è che il Manager superpagato Casati, ennesimo curatore fallimentare del nostro sistema sanitario in via di smantellamento nominato da Zingaretti, ci reputa evidentemente dei perfetti idioti in grado di bersi qualunque cosa. Si sbaglia. Il secondo è che Gaeta non è in alcun modo rappresentata ed il suo Sindaco, Mitrano, o è ancora una volta complice di quanto accade o si lascia placidamente prendere in giro da chi solo pochi giorni prima lo rassicurava sul futuro del Primo Intervento garantendogli pubblicamente che nulla era ancora deciso. E’ sorprendente infatti che Mitrano ed il suo rappresentante Dies si facciano abbindolare dalle dichiarazioni ambigue e contraddittorie riportate anche sulla stampa e le ripropongano ai cittadini con piena soddisfazione, diversamente da molte altre amministrazioni che già in sede di assemblea hanno mosso durissime critiche. Casati afferma che non ci sarebbe alcuna chiusura in vista dei PPI ma una “riconversione delle funzioni di questi mini-pronto soccorso”. Riconversione in cosa? Ci chiediamo noi. Ce lo spiega subito dopo affermando che “l’assistenza va rimodellata a partire dalla presa in carico dei pazienti cronici”. Chiunque, anche un bambino, comprenderebbe tuttavia che Pronto Soccorso e Primo Intervento nulla hanno a che fare con le patologie croniche, come dice il loro stesso nome! Non è un caso se lo stesso Casati si tradisce poco dopo parlando più appropriatamente di “disattivazione” del nostro e degli altri PPI, scandendone addirittura le tempistiche in due fasi. Quello proposto da Casati infatti è, come egli stesso ha spiegato, ancora una volta il modello delle ormai famigerate “Case della Salute”, le quali dovrebbero sopperire allo smantellamento dei presidi ospedalieri ma non sono niente altro che grandi ambulatori. Esse inoltre sono destinate a diventare luogo di visita dei medici di famiglia riuniti in gruppi, facendo saltare un altro importante elemento di qualità del nostro sistema sanitario, ovvero il rapporto di fiducia e conoscenza diretta tra i medici di base e i loro pazienti. Che Casati andasse a domandare ad esempio ad un cittadino di Sezze se è contento e soddisfatto che il proprio Ospedale è stato sostituito da una “Casa della Salute” e poi venga a riferirci che risposte ha ottenuto! In realtà la relazione di Casati non si limita a confermare la disattivazione del PPI di Gaeta ma traccia per il nuovo piano aziendale in via di elaborazione la stessa filosofia applicata fino ad ora e che ha già condotto alla distruzione della sanità pontina e allo smantellamento del Presidio Ospedaliero di Gaeta. Questo accadde, lo ricorderemo fino alla nausea, con l’approvazione del Consiglio Comunale di Gaeta ancora in carica e dello stesso Mitrano che votò il vecchio Piano aziendale attualmente in vigore presso l’assemblea dei Sindaci. E’ la visione del sistema sanitario basata sui grandi centri di Formia e di Latina, oggi in realtà completamente al collasso, schiacciati dal peso di un’utenza ingestibile. E’ la visione che ha condotto alla chiusura o al ridimensionamento di tutti gli altri Presidi, quali appunto il “Di Liegro” di Gaeta, come confermato anche dall’impoverimento dei Centri di Fondi e Terracina e dalla divisione annunciata da Casati in due grandi “Macro Aree”, Nord e Sud, che farebbero di fatto scomparire il Presidio Centro. Un modello fallimentare come dimostrano soprattutto i dati delle migliaia di pazienti che ogni anno vanno a farsi curare presso altre ASL, producendo peraltro costi ingenti. Tutto è ovviamente a favore solo della sanità privata. Questo modello, che Casati intende confermare e rafforzare, ha già mostrato di essere non riformabile. Serve pertanto che finalmente si prenda atto della sua impraticabilità invertendo subito marcia e restituendo la vecchia funzionalità sottratta a Presidi quali il “Di Liegro” di Gaeta. Per queste ragioni confermiamo oggi più che mai l’importanza della petizione già avviata che può essere sottoscritta presso le edicole centrali su Corso Cavour, il “Bar Bazzanti”, il “Tarantella Caffè”, il “Brio Bar”, il Tabaccaio di via Serapide, la macelleria “da Michele”, altre attività commerciali, presso i banchetti organizzati per le strade cittadine e la sede del Consiglio popolare in via Indipendenza 206. Confermiamo inoltre la grande manifestazione cittadina che si riunirà alle 16:00 del 22 ottobre in Villa Delle Sirene per giungere al “Di Liegro”. Queste iniziative non hanno solo l’obiettivo di difendere il Primo Soccorso in via di chiusura ma anche e soprattutto di gridare insieme che rivogliamo il nostro ospedale. Sarà solo l’inizio di una lunga e dura battaglia.


CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA




giovedì 29 settembre 2016

PARTE LA MOBILITAZIONE CONTRO LA CHIUSURA DEL PPI DI GAETA:

Boicottaggio elettorale dei responsabili, Petizione popolare, Manifestazione indetta il 22 Ottobre, Appello agli altri centri colpiti

La nostra denuncia pubblica in merito alla chiusura annunciata del Punto di Primo Intervento del "Di Liegro" ha destato grande indignazione e sconcerto tra la popolazione. Malgrado questo nessuna reazione concreta e degna di nota è giunta dall'Amministrazione e dal Consiglio comunale cittadini, a partire dalle minoranze, salvo le solite e tardive rassicurazioni di Mitrano e della Direzione della ASL che oramai non convincono più nessuno. Ciò a fronte di comunicazioni purtroppo già ufficiali e protocollate della Regione Lazio. E’ grave di per sè peraltro che gli annunci pubblici di diversi esponenti politici e addirittura dello stesso Sindaco giungano solo diversi giorni dopo la nostra segnalazione, senza la quale, ne siamo certi, nessuno avrebbe proferito parola. Tranquillizzare l’opinione pubblica e prendere tempo “buttandola in caciara” fino a cose fatte è del resto la solita strategia che conosciamo ormai bene, attraverso la quale si è distrutto il presidio ospedaliero cittadino.  La sola cosa sulla quale ci sentiamo di dare ragione al Sindaco è la responsabilità ampiamente condivisa con le passate amministrazioni e trasversale tra i principali schieramenti politici. Appare infatti imbarazzante anche l’intervento di alcuni candidati di Centrosinistra che con una bella dose di faccia tosta vorrebbero ora cavalcare la protesta nata contro i propri rappresentanti regionali. Abbiamo infatti sottolineato più volte la complicità tra Centrodestra, Centrosinistra e Movimento Progressista sullo smantellamento del nostro Ospedale. Furono loro, lo ricordiamo ancora, a dare il proprio assenso unanime al nuovo Piano triennale di tagli predisposto dalla Regione amministrata da SEL/Sinistra italiana e dal PD, poi rappresentato dal voto favorevole di Mitrano in quota a Forza Italia presso l'Assemblea dei sindaci. Come abbiamo annunciato è nostra intenzione colmare questo sconfinato vuoto di rappresentanza costruendo una grande mobilitazione dal basso finalizzata a scongiurare quanto previsto. Le iniziative di lotta da intraprendere sono già state oggetto di una riunione degli attivisti del Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta che hanno concordato il seguente percorso. E' bene innanzitutto che i politici direttamente responsabili o conniventi con quanto accade paghino il loro scandaloso comportamento alle urne e che i cittadini se ne ricordino bene al momento del voto, a partire dalle prossime elezioni comunali. Sara' nostro impegno costante lavorare in tal senso dando vita fin da subito ad una lunga e capillare campagna di boicottaggio elettorale nei loro riguardi. È stata inoltre predisposta una petizione contro la chiusura del PPI che sarà fatta sottoscrivere ai residenti di Gaeta e del comprensorio, destinata al Ministro della salute Lorenzin, al Presidente della Regione Zingaretti ed al Commissario straordinario della ASL di Latina Casati. La petizione potra' essere firmata per le strade della città, dove predisporremo appositi banchetti, presso alcuni esercizi commerciali e presso la sede del Consiglio Popolare in via Indipendenza 206. È necessario raccogliere piu' firme possibili per far comprendere a chi siede nella stanza dei bottoni quanto sia forte e diffuso il dissenso causato. Abbiamo deciso inoltre di convocare una manifestazione cittadina per Sabato 22 ottobre, che si radunera' dalle ore 16:00 in Villa delle Sirene per poi raggiungere l'ospedale. È essenziale che anche in questo caso i cittadini, le associazioni e le forze politiche non colluse con quanto accade intervengano numerosi per dare un preciso segnale. Non intendiamo comunque fermarci a queste iniziative che rappresentano anzi solo l'inizio di una lunga battaglia. Lanciamo in proposito un appello alle altre città sedi di PPI dei quali si sta decretando la chiusura per costruire un fronte di lotta comune ed organizzare insieme iniziative a livello provinciale e regionale. Che i cittadini di Minturno, Priverno, Cisterna, Cori, Sabaudia e Sezze si uniscano a noi anche per dimostrare il carattere non campanilista delle nostre battaglie, che anzi devono avere lo scopo di fermare un attacco complessivo contro il sistema sanitario pubblico pontino. Anche in questo caso ovviamente il nostro appello non è rivolto ai tanti politici di queste citta' i cui partiti sono i primi responsabili di quanto accade ma che già spesso cercano ipocritamente di cavalcare il malcontento. Siamo convinti che quanto avviene non sia frutto di un destino ineluttabile ma che possa essere impedito. È infatti evidente che lo smantellamento del sistema ospedaliero sia stato fermato o quanto meno rallentato nei centri ove la popolazione ha risposto da subito in modo compatto e deciso, mentre e' proseguito inesorabile ove le reazioni sono state nulle o insufficienti, come purtroppo a lungo e' avvenuto a Gaeta. Questa volta non sarà così.

CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

venerdì 23 settembre 2016

BENEDETTO CROCCO AL FIANCO DEI CITTADINI CONTRO LA CHIUSURA DEL PRIMO SOCCORSO DECRETATA DA ZINGARETTI E DA MITRANO.

Giunge come un pugno allo stomaco della città la scioccante notizia della decisione di chiudere il Punto di Primo Soccorso dell'ospedale di Gaeta. Un servizio di grande importanza come testimoniato anche dai numerosi interventi prestati durante l'anno, per quanto già dimensionato rispetto al vecchio Pronto Soccorso. Per chi avesse la memoria corta è opportuno ricordare che proprio la persistenza di un PPI fu l'argomento che riuscì a smorzare in parte le proteste suscitate dal declassamento di tale servizio, che ora rischia di essere completamente e definitivamente disattivato. Si segue ancora una volta un copione ormai noto di smantellamento progressivo nel tentativo di scongiurare forti reazioni da parte dell'opinione pubblica. Di fronte ad un attacco cosi pesante, l'ennesimo, al diritto alla salute dei nostri concittadini, risulta vergognosa la complicità del Sindaco Mitrano e del resto del mondo politico locale. E' bene ricordare tuttavia che niente è casuale. La convergenza programmatica tra Centrodestra e Centrosinistra e le larghe intese siglate a Gaeta addirittura dal sostegno di fatto del PD nei riguardi di un Sindaco di Forza Italia, trovano nello smantellamento della sanità pubblica e nel favoreggiamento dei privati uno dei punti di maggiore coesione. I fatti lo dimostrano. Quanto accade era previsto dettagliatamente dall'ultimo Piano Triennale della ASL voluto da Zingaretti con il sostegno del PD e di SEL, oggi Sinistra Italiana. Nel 2014 Rifondazione Comunista fu ancora una volta l'unica forza politica che lanciò un appello accorato affinché il Comune di Gaeta respingesse il Piano in fase di attuazione, organizzando anche una partecipata assemblea pubblica in piazza con la presenza di medici e infermieri per farne comprendere il contenuto e le implicazioni. Da quell'assemblea decidemmo con i molti cittadini convenuti di dar vita al "Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta" dotandoci di uno strumento di lotta permanente. Malgrado ciò il Consiglio Comunale cittadino votò all'unanimità il Piano tradendo la città che avrebbe dovuto rappresentare e siglando una delle pagine più buie della sua storia. Tutto in cambio dell'inutile ed inattuata chimera dell'apertura di una "Casa della Salute", assolutamente non paragonabile alla funzionalità di un presidio Ospedaliero. Presso la successiva e decisiva assemblea dei Sindaci Mitrano votò a favore del Piano di Zingaretti. Egli non si limitò a questo ma successivamente smentì la denuncia del Consiglio Popolare che aveva annunciato i gravi rischi per il Primo Soccorso con un anno e mezzo di anticipo. Egli rassicurò i cittadini riguardo alla falsità e infondatezza di quanto affermato. È trascorso cosi un anno e mezzo preziosissimo per poter scongiurare quanto ora è ormai imminente e annunciato in modo ufficiale. È evidente che i cittadini non possono nutrire alcuna fiducia nei riguardi di questa classe politica e del partito unico che rappresenta. Devono quindi mobilitarsi ancora una volta dal basso per tutelare il proprio diritto alla salute. Noi comunisti faremo come al solito la nostra parte a fianco del Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta che ha lanciato l'allarme e chiamato alla mobilitazione. La mia candidatura a Sindaco in vista delle prossime elezioni comunali è finalizzata anche a difendere importanti servizi pubblici territoriali come l'ospedale Di Liegro, pretenderne il ripotenziamento e renderli accessibili alle fasce più deboli. In altre parole ciò che i nostri avversari hanno dimostrato ormai ampiamente di non fare.

Benedetto Crocco


Segretario Partito della Rifondazione Comunista
Circolo “Mariano Mandolesi” Gaeta

giovedì 15 settembre 2016

CROCCO E IL PRC CHIEDONO CHE CESSI SUBITO L'ESERCITAZIONE "SILENT RESPONSE"

La risposta della VI flotta non ci soddisfa, l'amministrazione comunale è assente, i cittadini sono in balia dell'arroganza made in USA

La nostra denuncia pubblica su segnalazione dei cittadini ha provocato una pseudo-risposta sibillina ma ufficiale da parte del Comando USA su quanto starebbe accadendo presso il campo "Olde Mill Inn". In una città normale ci si sarebbe aspettati che l'amministrazione comunale spendesse almeno una parola per dar voce ai gravi disagi ed alle preoccupazioni dei residenti, come peraltro da noi espressamente richiesto, ma è evidente che Gaeta non rientra in questa categoria e che la Giunta Mitrano, trinceratasi ancora una volta dietro un imbarazzante silenzio, rappresenta solo ed esclusivamente i “poteri forti” di cui è ostaggio. Resta pertanto un mistero se gli amministratori conoscessero in anticipo quanto sarebbe accaduto, fatto grave, o non ne fossero neanche informati, fatto gravissimo. Se Gaeta fosse stata una città normale peraltro almeno qualche Consigliere di minoranza si sarebbe degnato di rappresentare le istanze cittadine ma a quanto pare la totale sottomissione agli occupanti stranieri e la più assoluta non curanza per gli interessi della nostra comunità sono tra i tanti punti in comune tra la Giunta Mitrano ed i suoi finti avversari. Gli altri candidati a Sindaco veri o presunti, dal canto loro, sarebbero stati comunque troppo impegnati in inciuci e convergenze trasversali per occuparsi della cosa. Resta il fatto che la risposta a firma USA non ci soddisfa nel metodo e nel merito ma suscita anzi ulteriori preoccupazioni anche alla luce delle nuove segnalazioni dei residenti.

Procediamo con ordine. La risposta, diffusa tardivamente e solo su nostra sollecitazione, non ripara la mancanza di una campagna di informazione preventiva e preparatoria destinata alla popolazione locale che si è trovata da un giorno all'altro immersa in uno scenario bellico. Molti residenti della zona, soprattutto tra gli anziani, restano attualmente all'oscuro di quanto è emerso. In secondo luogo la risposta, sostanzialmente, non è una risposta. Dire che trattasi di un'esercitazione programmata da tempo e dichiarare che si chiama "Silent Response" non spiega certo quali siano le attività che si svolgono all'interno dell'area. Sappiamo bene che le operazioni militari sono contraddistinte per loro stessa natura da riservatezza e segretezza, cosa che non ci tranquillizza assolutamente ma è anzi alla base dei nostri maggiori timori. Il poco che apprendiamo dal comunicato aggiunge ulteriori elementi di forte criticità. In merito alla durata delle attività si apprende finalmente che gli addestramenti si protrarranno dal 17 al 24 di settembre, periodo nel quale si presuppone aumentino ulteriormente i fastidi. Se consideriamo che il campo e' stato allestito dall'inizio di settembre ci aspettiamo quindi un ulteriore periodo necessario per dismetterlo. Questo ci fa pensare che i disagi si protrarranno ancora raggiungendo al termine una durata complessiva di un mese e oltre. La stessa nota della VI Flotta in più specifica che "durante l'esercitazione ci potrebbe essere un impatto al flusso del traffico". Questo si sommerà naturalmente ai gravi problemi già denunciati. Oltre ai rumori molesti e permanenti emessi dalla tendopoli, che continuano a disturbare la quiete ed il sonno nelle abitazioni più vicine, i residenti segnalano ora anche la presenza di un forte smog, legato probabilmente ad emissioni abnormi di Co2 nell'aria, diventata in alcuni momenti irrespirabile. La conformazione della zona posta in una vallata sembra favorire questo tipo di inquinamento. Viva preoccupazione è causata inoltre dalla possibile presenza di potenti antenne radio o radar militari in grado di produrre, come noto, dosi massicce di onde elettromagnetiche potenzialmente nocive per la salute umana.

Il tutto contribuisce a delineare l'assurdità di una grande esercitazione progettata nel bel mezzo di un centro abitato e la grande arroganza di chi l'ha programmata. Chiediamo pertanto l'annullamento delle esercitazioni previste e l'immediato smantellamento del campo allestito, che vengano espresse dal Comando statunitense le scuse ufficiali alla popolazione di Gaeta per quanto accaduto e la garanzia che fatti simili non si ripetano in futuro. Abbiamo intenzione di segnalare la vicenda ai nostri Europarlamentari e continueremo in ogni modo l'attività di denuncia e di informazione in atto valutando con i residenti possibili iniziative di mobilitazione e di lotta contro lo stato di cose presente.
 



BENEDETTO CROCCO- SEGRETARIO CIRCOLO PRC "MARIANO MANDOLESI"

domenica 11 settembre 2016

Gaeta: Cosa succede nel campo “Olde Mill Inn?”

Siamo stati contattati da alcuni residenti delle zone limitrofe al campo statunitense “Olde Mill Inn” di Gaeta (via S. Agostino, via Monte Tortona, viale America) che ci hanno segnalato da alcuni giorni un’intensa ed insolita attività di militari USA all’interno dell’area, visibile in parte anche dalle strade adiacenti attraverso la recinzione della stessa. Abbiamo verificato direttamente che il campo, da molti anni affittato agli statunitensi da un proprietario locale e recentemente quasi del tutto in disuso, è stato improvvisamente attrezzato con una lunga fila di bagni chimici e numerose grandi tende militari, con una capienza apparente di centinaia di posti, all’interno e nei paraggi delle quali sembra svolgersi ora un continuo lavorio. Il grande campo sorto dal nulla è oggetto di un costante andirivieni di uomini e mezzi. Sono ben visibili al suo interno anche numerose ruspe ed altri veicoli da costruzione. Numerosi soldati armati presiedono l’ingresso principale e sorvegliano le recinzioni. Durante tutto il giorno e la notte vengono emessi dall’area forti ed insopportabili rumori, in parte probabilmente prodotti da generatori di corrente, che disturbano pesantemente la quiete ed il sonno dei malcapitati residenti. Gli stessi inoltre risultano molto preoccupati non avendo ricevuto alcun tipo di informazione riguardo alle attività svolte. Forse trattasi di esercitazioni, ma di che tipo e perché? Se si stanno costruendo strutture, di che genere sono e quale scopo hanno? O si sta preparando lo stoccaggio di qualcosa, e precisamente di cosa? Oppure ancora si sta organizzando l’accoglienza di qualcuno in numero molto cospicuo, ma in tal caso di chi? Quale sarà comunque la durata di tali misteriose attività? In mancanza di informazioni le paure si diffondono in modo incontrollato e si teme che quanto accade possa essere legato a qualche possibile e ignota emergenza. Dubbi legittimi alla luce di un panorama internazionale non certo sereno, del valore strategico della base di Gaeta, delle dimensioni del campo e della segretezza riguardo alle sue finalità. Tutto ciò si aggiunge al disturbo arrecato soprattutto ai residenti della zona. Questi ultimi d'altronde non sono nuovi a fastidi e disagi di ogni genere provocati dal campo negli anni, tra cui schiamazzi in orari notturni e gravi danni provocati ai terreni circostanti dagli elicotteri che un tempo atterravano nello stesso. Tutto sempre segnalato alle nostre autorità, ci è stato raccontato, senza che nessuno intervenisse mai in alcun modo. La presenza dei militari stranieri crea del resto da decenni non pochi problemi alla nostra città. Ci facciamo quindi portavoce delle legittime richieste dei cittadini che hanno il diritto di sapere cosa accade a pochi metri da casa propria e facciamo nostre le loro preoccupazioni riguardanti peraltro l’intera cittadina. Rivolgiamo un appello all’Amministrazione ed al Sindaco affinché facciano ciò che avrebbero già dovuto fare, cioè si attivino immediatamente presso le autorità statunitensi per capire cosa accade e lo comunichino, ponendo comunque fine ai gravi problemi prodotti e censurando l’inqualificabile comportamento dei militari a Stelle e Strisce. Difendere gli interessi della propria comunità dovrebbe essere preciso dovere di un’Amministrazione comunale. Quella di Gaeta ed in particolare l’ultima capeggiata da Mitrano si è limitata finora ad inutili commemorazioni e pubbliche manifestazioni di servilismo come l’ultima da poco svoltasi a Piazza Capodanno in presenza di pochissimi spettatori. Sicuramente essi erano molti meno delle centinaia di cittadini che oggi chiedono al Sindaco di fare il proprio dovere anziché sorridere e stringere mani.

Benedetto Crocco
Segretario del Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

venerdì 2 settembre 2016

GAETA-ITRI: RACCOLTA VIVERI E VOLONTARIATO NELLE BRIGATE DI SOLIDARIETA’ ATTIVA.

Il Circolo di Rifondazione Comunista “Mariano Mandolesi” e i Giovani Comunisti si attivano anche a Gaeta e a Itri per portare interventi di sostegno alle popolazioni del centro Italia colpite dall’ultimo drammatico terremoto. In questa campagna il nostro Partito è al fianco delle “Brigate di Solidarietà Attiva” presenti da subito nelle zone interessate dal sisma in collaborazione con la Protezione Civile e composte da numerose compagne e compagni volontari, tra i quali hanno offerto la propria disponibilità anche giovani militanti della nostra sezione. Adesso più che mai, quando il clamore dei primi momenti rischia di iniziare ad affievolirsi, è indispensabile mantenere alto il livello di attenzione su chi ha perso tutto e garantire una rete di sostegno che prosegua nel tempo. Contro sciacalli e opportunisti che vorrebbero approfittare anche di momenti così drammatici per dividere le classi popolari o alimentare scontri insensati tra italiani e stranieri rilanciamo la cultura della solidarietà dal popolo per il popolo, senza distinzioni di nazionalità. Venerdì 9 Settembre, dalle ore 17:00 alle ore 20:00 sarà attivato un momento di raccolta di viveri e beni di prima necessità presso la nostra sede sita in via Indipendenza 206, a Gaeta. Occorrono pasta, pile batterie, coperte, scatolame, conserve, pannolini, assorbenti, acqua, garze, sapone, farmaci generici, latte in polvere, omogeneizzati, bagno schiuma, shampoo, piatti, spazzolini, dentifricio, salviette, posate e bicchieri di plastica, rotoli di carta, carta igienica. Inoltre organizzeremo momenti di raccolta davanti ai supermercati cittadini. Per chi volesse fornire anche il proprio aiuto sul posto unendosi alle “Brigate di Solidarietà Attiva”, offrendo una disponibilità della durata minima di 4-7 giorni, invitiamo a prendere contatti con l’organizzazione attraverso l’indirizzo di posta elettronica volontaribsa@gmail.com. Per sostenerle invece economicamente è attivo il numero IBAN IT34 S031 2715 4000 0000 0002 551.

CIRCOLO PRC “MARIANO MANDOLESI”- GIOVANI COMUNISTI/E

mercoledì 31 agosto 2016

PARCHEGGIO SPALTONI: CROCCO ED IL PRC RISPONDONO ALL’APPELLO DEL COMITATO DI LOTTA

Il Circolo “Mariano Mandolesi” del Partito della Rifondazione Comunista ed il Candidato a Sindaco Benedetto Crocco si uniscono alla denuncia del “Comitato Popolare di Controllo sui Lavori Pubblici” riguardo all’assurdo progetto di costruire un grande Parcheggio Multipiano in località Spaltoni. Raccogliamo inoltre l’appello ad una mobilitazione generale come in occasione della battaglia cui partecipammo in prima fila che bloccò il delirante progetto di Villa delle Sirene, nel caso in cui l’Amministrazione non dovesse desistere subito. Progettare un’opera del genere in una delle aree di maggior pregio naturalistico della città, ai piedi dello splendido Monte Orlando, non risponde ad alcun tipo di logica accettabile e danneggia in modo definitivo una parte importante del patrimonio cittadino. Per non parlare poi della spesa milionaria che il progetto comporterebbe in tempo di crisi e di magra per le amministrazioni locali, invece che destinare queste risorse a ben altre esigenze che attanagliano la nostra città quali la creazione di posti di lavoro stabili, il sostegno ai meno abbienti, il diritto abitativo, la creazione di servizi accessibili, l’introduzione di una tassazione più progressiva e sostenibile per le classi popolari. Tutto per soli 300 posti auto, quando il piano parcheggi presentato dai cittadini riuniti nel Comitato di lotta che ha lanciato questo appello e del tutto ignorato da Mitrano ne avrebbe forniti molti di più, anche nella zona interessata, a costi quasi nulli e impatto zero. Ancora più paradossale risulta il fatto che proprio questa Amministrazione abbia eliminato recentemente centinaia di posti Auto anche nell’area interessata a seguito di interventi del tutto discutibili! Forse si intendeva alimentare apposta un bisogno prima scarso per giustificare nuove speculazioni private e pagare qualche altra cambiale elettorale. Non si ravvisano altre ragioni possibili per un intervento simile. Certo è che il tempo non gioca a favore della Giunta mentre aiuta chi come noi intende ostacolare ancora una volta i progetti della destra liberista che difficilmente riuscirà ad avviare i lavori prima delle prossime elezioni comunali. Un motivo in più quindi per impedire a questa Amministrazione di proseguire il suo corso scellerato. In caso di vittoria elettorale invece annunciamo fin da adesso che daremo attuazione in alternativa al piano parcheggi economico e razionale presentato dai cittadini del Comitato di lotta.


Benedetto Crocco
Segretario PRC- circolo “Mariano Mandolesi”


PROPOSTA PER UN “PIANO PARCHEGGI” ECONOMICO, SICURO, RISPETTOSO DELLA STORIA ED ECO-SOSTENIBILE PER LA CITTA’ DI GAETA
In base a comunicazioni, proposte di idee e progetti di tempo addietro, si evidenziano le seguenti aree cittadine destinabili a parcheggi a gestione pubblica come alternative meno costose in grado di preservare le zone storiche e le piazze della città.
Le aree elencate sono state già catalogate e discusse in Consiglio comunale durante il mandato di diverse amministrazioni precedenti.
Là dove non indicato diversamente, si rammenta che per la realizzazione di tali parcheggi in ognuna delle aree dell’elenco si necessita di autorizzazione dell’Autorità Portuale che a sua volta dovrebbe provvedere principalmente a sostenere anche il rispettivo piano di spese.
La proposta avanzata deve essere considerata alla luce dell’istituzione indispensabile di un servizio navetta pubblico, efficiente e capillare che colleghi nei mesi estivi i vari punti indicati al resto della città e alle zone più sensibili quali le spiagge.
1) ZONA PORTO COMMERCIALE. Parcheggi con doppia funzionalità: portuale e di ingresso alla città. Questa area attualmente sottoutilizzata potrebbe rappresentare un punto di svincolo per servizi di bus navetta elettrici, bike sharing e metrò del mare del Golfo nel periodo estivo. Vi sarebbe poi possibilità futura di imbonimento a mare nella zona antistante la Raffineria ENI per aumentare il numero dei parcheggi.
2) ZONA CALEGNA.  (a) Zona ex Casa Cantoniera o in alternativa la vicina (b) zona antistante ex Pretura. Il parcheggio potrebbe andare ad ampliare l’attuale progetto comunale di strada in direzione di Monte Tortona anche in visione di un possibile futuro punto scalo della linea ferroviaria Formia-Gaeta in questa località periferica ad alta densità abitativa.
3) ZONA “PESCHIERA”. (a) Piazzale Bisbiglia e (b) zona ex CA.NA.GA. dove è già previsto lo spostamento dell’attuale mercato ittico, con possibilità future di piccoli imbonimenti a mare.
4) LUNGOMARE CABOTO. Semplice ripristino dei parcheggi a “spina di pesce” angolati a 45° su tutto Lungomare Caboto in entrambe le direzioni di marcia. Questa opzione avrebbe inoltre la funzione di rallentare la velocità di percorrenza delle autovetture in una strada urbana dove spesso pericolosamente il limite di velocità non è rispettato.
La realizzazione in particolare dei parcheggi dei punti 3 e 4 creerebbe inoltre condizioni e disponibilità di posti auto circostanti l’area di Villa delle Sirene tali da rendere possibile nel progetto di “restyling” annunciato il ripristino della sua area di verde soppressa anni addietro.
5) SERAPO. Zona arenile nei pressi del giardino pubblico confinante con Hotel Serapo. Area liberata da occupazione abusiva durante l’Amministrazione comunale del Commissario prefettizio Frattasi, adatta a parcheggio a raso per la città in periodi estivi. Si eviterebbero così pure future appropriazioni indebite da parte di altre attività private.
6) VIA EUCALIPTI. Parte antistante mura militari ( vicino cooperativa “Norcia”). Area già espropriata dal Comune e proposta per destinazione parcheggio autovetture in quest’ altra località periferica ad alta densità abitativa.

venerdì 12 agosto 2016

Spiagge chiuse la notte di Ferragosto: Un piacere ai privati.

Un provvedimento repressivo che nega divertimento e sicurezza a migliaia di giovani.

Con l'ordinanza n° 262 del 3 Agosto 2016 Prot.n° 41689 l'amministrazione Mitrano ha deciso anche quest'anno di sottrarre l'uso di un bene pubblico come le spiagge libere cittadine ai giovani e meno giovani di Gaeta e turisti in occasione della notte di Ferragosto. L'ordinanza infatti fa divieto dalle ore 19:00 del 14 alle ore 6:00 del 15 agosto "di balneazione, di bivacco, di pesca con qualsiasi attrezzo, di accensione fuochi e falò, di effettuare manifestazioni autonome di qualunque tipo se non espressamente autorizzate dalle competenti autorità, su tutti gli arenili liberi del litorale di Gaeta". Le scuse esibite per giustificare questo stupefacente provvedimento repressivo a danno dell'intera comunità non hanno né capo né coda e vanno dai presunti rischi per l'incolumità a seguito di eventuali malori legati al consumo di alcool e droghe alle possibili difficoltà nei soccorsi. In realtà la tradizione di ritrovarsi sulla spiaggia in allegria con gli amici la notte di Ferragosto è l'usanza più antica quanto sana che esista e sarebbe preciso compito e dovere delle autorità e degli enti preposti, a maggior ragione in una città turistica come la nostra, garantire la vigilanza ed i soccorsi in caso di eventuali emergenze. Queste del resto sono possibili in tali circostanze non più che in qualsiasi raduno, festa, serata in discoteca o assembramento di persone in genere. Al contrario non vi sono dubbi riguardo al fatto che almeno per quanto riguarda i giovani di Gaeta e dintorni i rischi aumenteranno notevolmente alla luce di questa ordinanza che costringerà molti a mettersi in macchina per recarsi altrove al fine di trovare divertimento, invece che andare sulle proprie spiagge a piedi e in ciabatte. Altrettanto singolari risultano le argomentazioni di alcuni che notano come il provvedimento garantirebbe la pulizia ed il decoro delle spiagge visto che anche in questo caso l'ente comunale dovrebbe provvedere, attraverso i contratti stipulati che i cittadini pagano lautamente, a garantire il servizio di pulizia degli arenili soprattutto in giornate particolari come quella in questione. Imporre che vengano onorati gli oneri previsti da tali contratti, come è preciso dovere dell'amministrazione, tutelerebbe inoltre molti lavoratori stagionali sottopagati dai padroncini del nostro litorale cui vengono imposti nella giornata di Ferragosto ritmi ed orari più massacranti del solito anche per il lavoro di pulizia. Ci auguriamo a questo punto in ogni caso che a nessuno venga in mente con le stesse motivazioni di chiudere le strade di Gaeta ed istituire il coprifuoco nella notte di Capodanno! Le ragioni reali del provvedimento sono evidentemente altre e rientrano nella filosofia di quest'amministrazione di tutelare come al solito interessi privati e privilegi a discapito della libera fruizione dei beni pubblici. Come è noto la tradizione della notte di Ferragosto al mare infatti induceva stabilimenti balneari e piccoli noleggiatori a pagare spesso agenzie di sicurezza e sorveglianti per scongiurare possibili danni o effrazioni dai tratti di litorale limitrofi. Inoltre l'assenza di raduni notturni sulle spiagge libere con i molti che deciderebbero di restare sulle stesse anche al mattino le renderà sicuramente più idonee e disponibili al lavoro dei noleggiatori. La maggior parte di questi ultimi, come è noto a tutti, sono soliti posizionare selvaggiamente ed illegalmente le attrezzature per occupare i tratti di arenile prima ancora dell'arrivo dei clienti malgrado le numerose denunce o sanzioni e si cimentano in questa pratica abusiva in modo ancor più massiccio il 15 Agosto. In fine non rientra nella logica della destra liberista che ci si possa divertire, stare bene insieme ed essere felici senza pagare in qualche festa o locale privato, magari anche appartenente ad esponenti politici, loro parenti, amici, clientele o grandi elettori. D'altronde non ci sorprende che ancora una volta non sia giunta alcuna reazione degna di nota da parte delle finte opposizioni da tempo chiuse in naftalina e soggette anche loro non a caso a legami forti e spesso imbarazzanti con stabilimenti e noleggiatori, come dimostrato abbondantemente quando erano al governo. La nostra candidatura in occasione delle prossime elezioni comunali serve proprio a scardinare questi vecchi equilibri fornendo finalmente una vera alternativa per fare in modo che l'amministrazione comunale non sia più al servizio delle solite e ristrette cerchie di fortunati ma offra a tutti la possibilità di sport, cultura, divertimento e aggregazione gratuiti ed accessibili.



Rifondazione Comunista-Circolo "Mariano Mandolesi"

sabato 6 agosto 2016

LIBIA: Avevamo ragione. Quali rischi per Gaeta?

Ribadiamo il nostro appello al Sindaco mentre le opposizioni continuano a dormire


In tutta Italia si discute di quanto sta accadendo in Libia a seguito degli ultimi bombardamenti statunitensi e come avevamo previsto il governo fantoccio di Renzi ha già chiarito che concederà le basi aeree presenti sul nostro territorio per quest'ennesima aggressione militare, finalizzata alla spartizione del un paese a vantaggio di chi lo ha distrutto. I timori sono naturalmente maggiori nelle città che ospitano le basi, ove senza eccezioni da anni esistono movimenti di cittadini che si battono contro la presenza delle stesse. A Gaeta invece il partito unico al governo da quarant'anni continua ad ignorare completamente la presenza di una delle basi navali più importanti e pericolose della penisola, con tanto di approdo di sommergibili dotati di arsenali atomici. Eppure qui, malgrado i nostri appelli e la legge in vigore, non è mai stato prodotto un piano pubblico di evacuazione in caso di incidenti. Eppure qui da noi i militari USA fanno ciò che vogliono senza neppure il bisogno delle pur scontate autorizzazioni governative. A Gaeta infatti è situata una base statunitense, che ospita il comando della sesta flotta nel mediterraneo e ha avuto già un ruolo di primo piano in altre importanti operazioni militari. Lo abbiamo ricordato lo scorso 12 marzo, quando organizzammo un presidio di protesta proprio davanti alla base in occasione delle prime avvisaglie di quanto sta accadendo. Insieme a noi numerosi cittadini oltre all'ANPI e all'ARCI, ma come al solito completamente assente il resto del mondo politico locale, a partire dalla finta sinistra e dai suoi sbiaditi rappresentanti, più occupati a discutere nella migliore delle ipotesi di arredo urbano e sensi unici. Scandalosamente rimase ignorato come al solito l'appello rivolto al Sindaco di Gaeta cui chiedevamo, in quanto massimo garante della salute e della sicurezza dei cittadini, quale fosse il ruolo della base nelle eventuali operazioni, quali i rischi possibili per la popolazione locale e le misure preventive, quali i piani di sicurezza ed antiterrorismo previsti per la città. Il silenzio imbarazzante su di un argomento tanto essenziale manifesta chiaramente non solo il più totale servilismo verso le autorità straniere ma anche il disagio e la difficoltà della classe politica locale nel commentare in qualunque maniera la propria completa latitanza su di un tema così centrale. Ora che purtroppo i nostri timori si sono rivelati ancora una volta fondati non possiamo che ribadire a gran voce il nostro appello. La presenza della base USA, oltre agli enormi rischi che comporta, dei quali si è purtroppo ancor poco consapevoli, rappresenta un grave vincolo ed un limite inaccettabile per l'economia locale e per il turismo, occupando alcune delle aree più belle e suggestive di Gaeta. Un tempo questo danno era solo in parte ripagato da un indotto di presenze militari statunitensi in città, ormai quasi del tutto scomparso a seguito della drastica riduzione del personale impiegato. Pertanto continueremo a mobilitarci sia a livello locale che nazionale contro la guerra e ad impegnarci affinché la base di Gaeta venga chiusa completamente, le aree che occupa siano restituite all'economia cittadina, le strutture che impiega riconvertite alla pubblica utilità e la nostra città venga finalmente risarcita dei danni e dei rischi provocati da questa servitù militare pluridecennale. Ci presenteremo alle prossime elezioni comunali a sostegno della candidatura a Sindaco di Benedetto Crocco anche al fine di portare avanti questa battaglia per far vivere a Gaeta una nuova Liberazione. 




Rifondazione Comunista
Circolo "Mariano Mandolesi"

lunedì 18 luglio 2016

L’UNICA ALTERNATIVA

Le esperienze di lotta e partecipazione popolare hanno il loro candidato: Benedetto Crocco Sindaco !!!

A meno di un anno dalle elezioni amministrative la ristretta ed autoreferenziale classe politica inizia a risvegliarsi dal letargo che la contraddistingue. Al chiuso di stanze grigie facce note si incontrano, litigano e si studiano nella disperata ricerca di alleanze inverosimili, convergenze variabili, inciuci fattibili, promesse e candidati che possano apparire credibili. La stessa cricca che negli ultimi decenni ha completamente estromesso le classi popolari ed i loro bisogni da ogni agenda. La stessa cricca responsabile dell’emigrazione forzata di migliaia di giovani e dell’impoverimento di altrettanti pensionati, che ha trasformato sempre più Gaeta in un luogo destinato a pochi benestanti e ristrette lobby. Di queste politiche la Giunta Mitrano rappresenta solo l’ultimo ed il più devastante esempio di una lunga serie, passata dal Centrosinistra e dalle coalizioni civiche. Non è un caso se l’attuale maggioranza si è allargata di fatto al PD e se la parte restante della minoranza consiliare ha condotto un’opposizione completamente sterile perché lontana dalle reali problematiche sociali. A dimostrazione di questo gli unici momenti di difficoltà della compagine governativa sono stati determinati da campagne di lotta esterne al Consiglio comunale o da faide e regolamenti di conti interni al Centrodestra.
In molti ci chiedono noi cosa faremo. E’ giusto chiarire fin da adesso che non faremo altro di diverso da quanto fatto finora, continuando semplicemente a seguire il percorso tracciato da tempo. Nel 2012 Rifondazione Comunista, appena rinata nella nostra città, si presentò alle elezioni all’insegna dell’autonomia sostenendo la candidatura del compagno Benedetto Crocco, attuale Segretario del Partito. Pur non avendo ottenuto una rappresentanza in Consiglio comunale promettemmo di restare al fianco delle nostre categorie sociali di riferimento. E’ quello che abbiamo dimostrato in questi anni, distinguendoci dai troppi che scomparvero o cambiarono casacca il giorno successivo. Con il nostro candidato sempre in prima linea abbiamo contrastato l’isolamento della politica dalla società inaugurando la cultura delle assemblee popolari, promuovendo ed innervando numerose esperienze di partecipazione quali i Comitati di lotta nati in questi anni. Realtà come il “Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina”, “Il Comitato degli Inquilini per il Diritto alla Casa”, Il “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta”, Il “Comitato No Parcheggio Villa delle Sirene” poi trasformatosi nel “Comitato Popolare di Controllo sui Lavori Pubblici”. A questi Comitati, come ad altre realtà sindacali ed associative, abbiamo messo a disposizione la nostra sede, sovvenzionata esclusivamente attraverso l’autofinanziamento dei militanti Comunisti come il resto della nostra attività politica e divenuta da tempo punto di riferimento e supporto costante per numerosi cittadini. Al fianco di queste realtà i Comunisti hanno condotto molte battaglie e creato presidi di vigilanza per la tutela e l’accessibilità di beni comuni e servizi come l’Ospedale Di Liegro ed il Cimitero, hanno combattuto per il diritto abitativo, sono stati spesso gli unici al fianco dei lavoratori stagionali o di realtà produttive quali l’Italcraft e la Pozzi Ginori. Quanto fatto non ha solo alimentato partecipazione, capacità di elaborare proposte concrete e radicamento del Partito ma ha portato anche a storiche e sorprendenti vittorie quali la cancellazione del parcheggio-ecomostro che si voleva costruire a Villa delle Sirene o l’approvazione della petizione contro i distacchi dell’acqua ai cittadini indigenti.    
Alla luce di questo percorso in occasione delle prossime elezioni comunali non siamo interessati ad aprire trattative dell’ultima ora con forze politiche e personaggi screditati, a partire proprio da quel Centrosinistra che riteniamo il primo responsabile del rafforzamento di Mitrano. Intendiamo invece costituire una lista Comunista aperta a contributi esterni provenienti dalla società civile e dalle lotte, a sostegno ancora una volta dell’unico candidato che ha dimostrato sul campo e non a parole il proprio valore e la propria coerenza, il compagno Benedetto Crocco. La nostra lista ed il nostro Candidato si propongono di dar voce a quelle esperienze democratiche ed autorganizzate con le quali siamo stati praticamente gli unici ad aver avuto già modo di lavorare intensamente in questi anni e di cui Crocco è stato già parte attiva e figura di spicco. Ciò a partire proprio dai Comitati di lotta le cui istanze resterebbero altrimenti lettera morta. Essi hanno in comune l’aspetto centrale che ci caratterizza della sfida alle politiche liberiste. E’ con questi soggetti che vogliamo costruire il nostro programma raccogliendo le loro proposte anche attraverso il rilancio della pratica delle assemblee popolari. Non ci chiudiamo tuttavia al confronto con eventuali nuove formazioni che non siano compromesse con il passato amministrativo, condividano tale percorso e tali metodi ed intendano sostenere questo progetto.


RIFONDAZIONE COMUNISTA-CIRCOLO “MARIANO MANDOLESI”