"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

venerdì 29 maggio 2015

PRIMO SOCCORSO, REPLICHIAMO A MITRANO E CAPOROSSI.

Una nota giornalistica riporta le rassicurazioni del Sindaco Mitrano riguardo al futuro del Primo Soccorso di Gaeta e alla sua apertura nelle ore notturne su garanzia del Direttore Generale della ASL Caporossi. Nella stessa nota il Sindaco si mostra sdegnato contro i cittadini del “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” che avrebbero diffuso notizie inattendibili senza verificarne l’origine, forse per “creare malcontento e sobillare pretestuose proteste”. Seguono riportate le considerazioni di Gennaro Dies che confermano i controlli effettuati dai NAS di Latina e precisano che questi non avrebbero riscontrato alcuna difformità nelle strutture ospedaliere. “Ovviamente”, anch’egli non cita fonti. Ci auspichiamo di cuore che quanto scritto risulti vero, ma ci scusiamo con i tre se purtroppo le loro rassicurazioni non ci tranquillizzano. Se facessimo solo un elenco di tutti i servizi sottratti in silenzio al nostro Ospedale negli ultimi anni, fino a ridurre il “Di Liegro” ad una struttura già quasi del tutto vuota, non ci basterebbero diversi di questi comunicati. Ricordiamo che quasi ogni passo di questa Via Crucis fu accompagnato da omissioni, smentite e rassicurazioni. Solo restando alle più recenti chiediamo di cosa si stessero occupando Caporossi, il Sindaco e Dies quando denunciammo isolati la chiusura del servizio di Chirurgia ambulatoriale presso il nostro nosocomio, puntualmente avveratasi mostrando l’attendibilità delle nostre fonti. Di cosa si occupavano mentre iniziava a perpetrarsi l’odissea tuttora in corso dei malati oncologici verso altre città della provincia? Caporossi scriveva e faceva approvare il nuovo Piano triennale della ASL, unanimemente contestato, di cui già iniziamo a patire gli effetti devastanti. Mitrano esprimeva il suo voto favorevole al Piano presso l’Assemblea dei Sindaci del primo dicembre 2014. Dies non lo sappiamo, ma onestamente poco ci interessa. A Caporossi almeno riconosciamo una certa coerenza, mentre lo stesso Mitrano è solito cambiar facilmente casacca visto che poco tempo fa era egli stesso a “sobillare pretestuose proteste” alla luce delle gravi carenze del servizio sanitario. Giunse a minacciare grandi presidi di protesta al “Dono Svizzero” contro il riassetto che aveva approvato poco prima, salvo poi scordarsene di nuovo il giorno seguente oscurato dalla manifestazione romana organizzata dal collega di Fondi, in occasione dell’apertura della propria campagna elettorale. Resti sereno il Sindaco Mitrano, che non saranno le nostre richieste e preoccupazioni legittime a “sobillare” gli animi dei gaetani. Essi sono già esasperati da tempo dallo smantellamento costante del sistema sanitario pubblico che è sotto gli occhi di tutti, con il sostegno vomitevole di politici conniventi di entrambi i maggiori schieramenti politici. Un buon Sindaco che rappresenti gli interessi dei suoi cittadini dovrebbe pretendere che venga restituito alla città ciò che le è stato sottratto, non ossequiare Dirigenti che lo rassicurano di non eliminare il poco che resta. Sul futuro del Primo soccorso saranno i fatti a smentire le nostre paure o a suffragarle. Abbiamo buona memoria e pretenderemo che ognuno si assuma le proprie responsabilità. In qualunque caso continueremo a fare ciò per cui il “Consiglio popolare” è nato proprio per porre rimedio all’assenza della politica istituzionale vigilando costantemente sul nostro Ospedale, denunciando e interrogando chi di dovere, lottando per restituire al “Di Liegro” la dignità e la piena funzionalità da tempo sottrattegli.    

Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta

mercoledì 27 maggio 2015

SABATO 30 ASSEMBLEA DEL COMITATO “NO PARCHEGGIO VILLA SIRENE”

Sabato 30 maggio, dalle ore 18:00, presso Villa delle Sirene a Gaeta si terrà l’ennesima assemblea pubblica del comitato “no parcheggio Villa delle Sirene”, aperta come sempre a tutti i cittadini, le associazioni e le forze politiche interessate. In caso di pioggia l’assemblea si terrà ugualmente presso la sede di via indipendenza 262, adiacente la Piazza. Come già ricordato ad un mese dalle dichiarazioni del Sindaco Mitrano che rassicurava circa il decadimento del bando, non sono seguite dichiarazioni pubbliche ne provvedimenti ufficiali da parte degli uffici competenti. Ciò malgrado le sollecitazioni e le richieste di chiarimento inoltrate alle autorità giudiziarie. Per questo i presenti all’assemblea, sempre più preoccupati, analizzeranno gli esiti della campagna ed i suoi possibili sviluppi, riflettendo insieme sui modi più efficaci per fare chiarezza. Successivamente verrà socializzata la proposta di un piano parcheggi alternativo del Comitato per la nostra città. Al terzo punto verrà elaborata una proposta dei residenti per il restyling della Piazza, promesso dal Sindaco. Infine si discuterà delle minacce dell’Amministrazione riguardanti un nuovo progetto di parcheggio ove sorge l’area dei campi da tennis di Gaeta medioevale. Ci si auspica pertanto la presenza dei residenti della zona per condividere con loro le nostre esperienze ed offrire il nostro appoggio, anche per ricambiare la grande solidarietà cittadina in occasione della nostra campagna di lotta.  

Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene”

martedì 26 maggio 2015

PRIMO SOCCORSO GAETA E ISPEZIONE DEI NAS

Chiediamo spiegazioni al Sindaco e al Direttore della Struttura.


Solo pochi giorni fa' il "Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta" ha reso pubbliche le indiscrezioni riguardanti l'imminente chiusura del Primo Soccorso cittadino dopo le 20:00. Chiedevamo che chi ne avesse l'onere e la possibilità, a partire dal Sindaco, si informasse al riguardo e riferisse ai cittadini. Tutto questo non è accaduto e non ci stupisce più di tanto, visto che ormai è noto come il diritto alla salute non sia una priorità dell'Amministrazione di Gaeta, gia' troppo impegnata in rotonde, parcheggi e restyling milionari. Abbiamo trovato però su di un quotidiano locale una notizia ancor più interessante. Secondo l'articolista il 25 Maggio, dopo tre giorni dalla pubblicazione online del nostro comunicato, i NAS (Nuclei Antisofisticazione e Sanita' dei Carabinieri) avrebbero fatto visita al "Di Liegro", partendo proprio dai locali del Primo Soccorso. Le verifiche avrebbero riguardato personale, farmaci, strutture, apparecchiature mediche e sarebbero culminate in un colloquio con il Direttore Sanitario della struttura. Qualora l'accaduto risultasse vero sarebbe certo uno strano caso che sia avvenuto in concomitanza con la nostra denuncia. Chi non sapesse come noi che il lavoro attento delle Forze dell'Ordine è del tutto imparziale e autonomo dal mondo politico e dalle scelte aziendali, avrebbe potuto collegare indebitamente le due cose. Certo e' che se i presunti controlli, come sempre scrupolosi, dovessero portare alla luce qualche carenza o irregolarità, la cosa non apparirebbe insolita alla luce di anni ed anni di tagli a risorse e personale della struttura. Se poi cio' comportasse sospensioni temporanee o permanenti di altri servizi del nostro Ospedale, molti dirigenti della ASL e politici farebbero un bel sospiro di sollievo. Lo smantellamento del Di Liegro andrebbe infatti avanti inesorabile senza che nessuno debba risponderne di fronte ai cittadini. Tutti saremmo anzi come al solito riconoscenti con agenti e titolari delle indagini per il prezioso lavoro svolto, che ci avrebbe difesi da gravi rischi per l'utenza. Si tratterebbe di un modello già noto nello smantellamento della sanità' pubblica. La politica sottrae progressivamente ciò di cui un servizio sicuro ed efficiente avrebbe bisogno prima che un ente terzo venga a constatare l'inadeguatezza del servizio in questione e ad ordinarne l'interruzione per legge. È una situazione paradossale, come se qualcuno ci legasse strette entrambe le gambe mentre disputiamo una partita di pallone, poi l'allenatore ci facesse uscire gridandoci contro che giochiamo malissimo. Il nostro Consiglio civico ha il dovere di informare ancora una volta la popolazione e richiamare l'attenzione di tutti a sorvegliare su ciò che resta del nostro Nosocomio. Non mancheremo di promuovere dure forme di lotta qualora i nostri timori dovessero mostrarsi ancora una volta fondati. Intanto torniamo a chiedere al Sindaco Mitrano di riferire sulle sorti del Primo soccorso e di tutto il nostro Ospedale mentre domandiamo al Direttore Sanitario della Struttura Dott. Montesano di relazionare sui presunti controlli e su quanto a lui noto in merito. 
 
CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

venerdì 22 maggio 2015

ANCHE IL PRIMO SOCCORSO DI GAETA CHIUDERA’ DOPO LE 20:00


I cittadini riunitisi nel “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” denunciano pubblicamente le ultime sconcertanti indiscrezioni suggerite da fonti riservate ma assolutamente attendibili. Nell'ultima  riunione di Capi Servizio e Dirigenti tenutasi a Latina, con la solita inevitabile premessa della crisi e della mancanza  di risorse,  si sarebbe annunciata la chiusura notturna del PPI (Primo Intervento) del Di Liegro di Gaeta. Ciò  significherebbe che dopo  le 20.00 nell’ex Pronto soccorso non ci sarebbe più  in servizio neppure un infermiere. Alla stessa sorte sembrano destinati i servizi analoghi presso i centri di Sezze e di Priverno. La notizia riportata attesta lo smantellamento di uno degli ultimi pezzi del nostro nosocomio e di un servizio essenziale per la città. Essa si inquadra purtroppo in un contesto analogo che riguarda l’intera ASL, da più tempo denunciato. Solo per restare al Sud Pontino e ai reparti di cui si servono anche i cittadini gaetani le stesse fonti rivelano come si prospetti anche la sospensione degli interventi di ginecologia presso l’Ospedale  di Fondi, con esclusione delle sole urgenze, in una situazione già grave in cui si presentano attualmente liste di attesa che raggiungono i 7 mesi. Grandi criticità sarebbero emerse anche in riferimento ai capisaldi ospedalieri di Latina e Formia, che nei piani dovevano essere il riferimento del sistema sanitario della ASL. Basti pensare che presso il presidio ospedaliero di Latina mancano attualmente sette anestesisti dell’organico. Formia, sulla quale dovrebbero riversarsi gran parte dei bisogni crescenti dell’utenza gaetana e del circondario, attende con le solite e irrisolte gravissime carenze l'urto  del  periodo  estivo. Come al solito tuttavia nulla trapela di ufficiale e di scritto dalla ristretta cerchia degli  addetti ai lavori. Da parte della Regione Lazio non giunge intanto alcuna  risposta se non generici inviti al migliore utilizzo del personale, mentre permane il blocco del Turn Over con risibili eccezioni per le quali avviene una sola assunzione dove dieci addetti sono andati  in quiescenza. Mentre si eliminano gli ultimi residui dell’Ospedale di Gaeta si sarebbe riconosciuta intanto la mancanza di disponibilità per la creazione della proclamata Casa della Salute. Non potendo che ringraziare ancora una volta il Consiglio Comunale cittadino per aver di fatto dato la propria approvazione a quanto accade e il Sindaco in primis per aver votato il nuovo Piano triennale di cui già constatiamo gli effetti “benefici”, facciamo appello al Primo Cittadino affinché per lo meno si adoperi per confermare o smentire quanto emerso. Siamo ancora in attesa peraltro del presidio di protesta e delle altre iniziative di pressione che lo stesso Mitrano prometteva poche settimane fa. Se le parole di un Sindaco hanno ancora qualche peso sarebbe forse proprio questo il momento per mettere effettivamente in campo tali iniziative. In caso contrario ci troveremmo come previsto di fronte alla solita deplorevole demagogia.   

Consiglio Popolare ospedale di Gaeta

giovedì 21 maggio 2015

Il PRC Gaeta denuncia lo scandalo dei “loculi d'oro”

Tremila Euro, ai quali vanno aggiunti servizi di Segreteria ed eventuali "spese di traslazione" . Se vi state chiedendo a quale bene di lusso si riferiscano questi prezzi esorbitanti vi sbagliate, si tratta solo di un loculo cimiteriale a Gaeta. Con l'atto numero 25569 del 29 aprile 2015 l'Ufficio Servizi Cimiteriali ha bandito una graduatoria per l'assegnazione dei primi 96 “loculi d'oro”. Un aumento senza precedenti se considerato che l'importo delle stesse concessioni trentennali era di 775 €. Parliamo di costi complessivi quadruplicati.

Si sta purtroppo avverando quanto Rifondazione Comunista denuncia da mesi per conto dei cittadini, in completa solitudine e di fronte al più totale letargo della minoranza consiliare. Non a caso da tempo oltre a denunciare i gravi rischi in corso abbiamo presentato una proposta concreta di senso contrario per abbattere le tariffe e soprattutto adeguarle al reddito dei cittadini, fermare definitivamente la privatizzazione del Cimitero annunciata dalla Giunta e congelare l'oneroso rinnovo delle vecchie concessioni scadute, il cui pagamento grava su numerosi gaetani.

Dopo l'immotivato rifiuto dell'Assessore Vona abbiamo chiamato la cittadinanza in Piazza davanti al Comune lo scorso 2 Aprile per ribadire le nostre proposte ma l'Amministrazione ancora una volta non si è nemmeno degnata di rispondere pubblicamente nel merito. Si intende cosi proseguire su questa strada folle senza tenere in alcuna considerazione le difficoltà crescenti delle classi più deboli ed in particolare di migliaia di pensionati gaetani. Si decide anzi di raschiare il fondo del barile aumentando in modo indiscriminato il peso di un servizio fondamentale riguardante un bisogno intimo e radicato come la commemorazione dei propri cari. Tutto questo è inaccettabile.

Rifondazione Comunista rassicura i cittadini già scesi in piazza il 2 Aprile e tutti gli altri colpiti da questo provvedimento che metterà in campo altre forme di lotta concordandole con la popolazione. L'esperienza del movimento contro il parcheggio di Villa delle Sirene mostra che è possibile ostacolare in modo efficace le politiche antipopolari della Giunta Mitrano se si è uniti e determinati. Non ci fermeremo ma come abbiamo annunciato siamo solo all'inizio di questa battaglia di civiltà.

Circolo Prc "Mariano Mandolesi"

domenica 17 maggio 2015

Amministrazione De Santis 2011-2015: Un Bilancio Necessario

Malgrado i molti dubbi e le note criticità nel 2011 Rifondazione Comunista contribuì all’elezione di De Santis e dell’attuale Maggioranza vedendo nel programma della lista significativi segni di discontinuità con il passato e credendo di poter riuscire nel difficile compito di indirizzare l’operato della Giunta verso gli interessi sociali di lavoratori, pensionati, disoccupati e precari, contro le ristrette lobby e gli interessi clientelari da troppo tempo egemoni in città. Ciò accadde anche nella consapevolezza dello scarso spazio politico disponibile in una realtà contraddistinta da una forte polarizzazione e dei rischi ben maggiori sicuramente incarnati dalla coalizione rivale. L’allora rappresentante di Rifondazione Comunista, Luca Iudicone, eletto in Consiglio Comunale anche grazie al contributo decisivo del PRC, decise subito dopo di non rinnovare l’iscrizione al nostro Partito. Il rapporto di collaborazione e confronto iniziali tra il Consigliere e “Sinistra Protagonista” (soggetto allora composto da noi e da SEL) andò nel tempo affievolendosi progressivamente fin quasi ad esaurirsi. Non è nostra intenzione in questa sede individuare responsabilità univoche di quanto avvenne o puntare il dito accusatorio su nessuno, ma sforzarci di descrivere oggettivamente quanto accaduto. Al termine di questo processo di “allontanamento” reciproco lo stesso Iudicone recise definitivamente ogni legame con il passato impegnandosi direttamente nella creazione di un nuovo soggetto assieme ad altri rappresentanti della Maggioranza, denominato “Sinistra Unita” e completamente estraneo al PRC. Oggi, di fronte ad una situazione difficilissima e a contestazioni crescenti verso l’attuale Amministrazione, dopo aver rivolto nel tempo ripetute critiche e minacciato numerose crisi, il Consigliere sceglie di continuare a sostenere De Santis con rinnovato impegno accettando di tornare a ricoprire la delega alle politiche giovanili e agli affari sociali, oltre alla nuova carica di Vicesindaco. Prendiamo atto serenamente della sua scelta di non ricercare un vero confronto con noi anche in una fase così delicata. Rispettiamo comunque le sue scelte autonome pur non comprendendone a pieno le motivazioni e non condividendole, augurandogli comunque buon lavoro. Malgrado quindi già da molto tempo il nostro Partito sia di fatto del tutto esterno alla compagine governativa ed abbia perso ogni possibilità di incidere direttamente sul suo operato per i motivi illustrati, non abbiamo fatto mancare mai concrete proposte politiche purtroppo inascoltate e spesso dure critiche pubbliche, come noto ai cittadini soprattutto da circa un anno a questa parte. Avvicinandosi ormai il termine dell’esperienza di quest’Amministrazione Rifondazione Comunista non può più esimersi dall’esprimere un bilancio complessivo sull’operato di questa Maggioranza variabile. Del programma che nel 2011 accompagnò la campagna elettorale della lista “Patto per Itri Futura”, ricco di promesse e buoni propositi, quest’Amministrazione non ha attuato quasi niente. Ciò stupisce ancor di più nei numerosi casi di provvedimenti che avrebbero richiesto solo la necessaria volontà politica, senza comportare impegni di spesa e risorse cospicui. Le poche cose fatte sono anzi spesso in completo contrasto con proposte e principi enunciati. Ciò anche a causa delle violente faide interne che hanno interessato la Maggioranza fin dai primi tempi del suo insediamento, determinate da una composizione più che mai eterogenea e poco coesa. Ne è risultato un immobilismo amministrativo con rari precedenti. Basteranno pochi esempi. Dal punto di vista della partecipazione dei cittadini si prometteva l’ “istituzione e formalizzazione dei comitati di quartiere”, quindi una maggiore sinergia con l’amministrazione, l’istallazione di bacheche pubbliche diffuse e video schermi. Niente di tutto ciò è stato attuato, malgrado per fortuna diversi comitati spontanei abbiano continuato il loro lodevole lavoro. Niente Consiglio comunale dei ragazzi e niente consulte per infanzia, disabili e anziani, annunciate solennemente in campagna. Anche sul fronte della “riorganizzazione della macchina comunale” non mancarono le idee, tra cui la più importante era sicuramente il “ripristino della Commissione edilizia”, da subito accantonata per ragioni ancora ignote. Nella sezione dedicata all’ambiente si parlava della gestione dell’acqua che “non può essere equiparata ad una merce sulla quale fare affari” e si criticava duramente Acqualatina proponendo il ritorno ad una gestione pubblica. Si è fatto l’esatto contrario non intraprendendo alcuna iniziativa di rilievo contro l’azienda, anzi favorendone i “commensali” con un appalto per le case dell’acqua vinto ovviamente dalla solita “Logica SRL”, praticamente priva di concorrenza e appartenente a Silvano Morandi, già membro del Consiglio di Amministrazione di Acqualatina. Questo invece di pensare ad una possibile gestione pubblica degli stessi distributori, come accade già in numerosi comuni italiani. Quando abbiamo recentemente proposto una delibera che vietasse il distacco dei contatori dell’acqua ai cittadini indigenti, provvedimento discusso già a Formia su proposta del Comitato di lotta, non ci hanno neanche degnati di una risposta. Anche sul fronte della gestione dei Rifiuti i buoni propositi nel 2011 non mancavano. Si proponevano iniziative che riducessero le tasse anche attraverso il “premiare, tramite ulteriori sconti e incentivi, i cittadini più meritevoli che collaborano attivamente al servizio”. Non ci risulta che ciò sia avvenuto. In previsione dello scadere del bando inoltre abbiamo proposto la creazione di un’azienda pubblica, magari consorziata con comuni limitrofi che già hanno intrapreso iniziative simili, anche per sottrarre un settore strategico all’altissimo rischio di infiltrazioni malavitose. La proposta del PRC è stata condivisa persino dal PD locale che l’ha definita addirittura “un’occasione da non perdere”, ma pare che sia già stata accantonata. Molte promesse pompose riguardarono allora anche l’incentivo di energie rinnovabili quali eolico, solare e biomasse. In realtà quest’Amministrazione non richiese nemmeno i cospicui fondi del vecchio “Conto energia” per l’istallazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici e ben poco altro è stato fatto finora al riguardo. In compenso ha intrapreso, malgrado le nostre dure proteste, l’ennesima privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica cittadina regalando quasi un milione di Euro ai privati in cambio dell’istallazione di luci al LED. Lo stesso programma prometteva la creazione e l’ampliamento di sentieri naturalistici, percorsi ciclabili, aree attrezzate, ma anche il recupero e restauro di strutture storiche ed archeologiche, la cui mancata attuazione è purtroppo ben visibile ad esempio dalle condizioni della pregevole chiesa di S. Cristoforo, che sta vergognosamente continuando a crollare con i suoi affreschi del 1300. Discorso analogo purtroppo varrebbe per la salvaguardia del territorio per cui si prevedeva nel programma uno “Studio idrogeologico con interventi di riparazione, ripristino ecc. o sistemazione idraulica del Rio D'Itri segnalato nel piano di assetto idrogeogologico (PAI) del Lazio per i pericoli di inondazione delle campagne in corrispondenza del centro-abitato”. Il livello di realizzazione e tempestività di queste iniziative è testimoniato dalle recenti e devastanti inondazioni che hanno colpito la città a seguito delle piogge malgrado le nostre accorate segnalazioni e dalle esondazioni del torrente Pontone. Anche rispetto ad altri interventi promessi sul versante dell’incentivo del turismo e dell’economia quali la “rimozione delle barriere architettoniche” per favorire l’accessibilità a siti quali il Castello, l’attività di promozione degli stessi, le iniziative di “marketing e commercializzazione” dell’olio e delle olive, lasciamo a voi stessi il giudizio su quanto sia stato fatto. Sul piano del miglioramento e della fruibilità di servizi pubblici per i cittadini restano lettera morta il famigerato nuovo “Centro sportivo polivalente”, gli “impianti polivalenti di quartiere” ed il tanto sbandierato “centro culturale polivalente” che sarebbe dovuto sorgere al posto del vecchio campo sportivo. Anche nell’ambito delle politiche sociali si prometteva ad esempio la creazione di una casa famiglia, di un rifugio per donne vittime di maltrattamenti, di un osservatorio per la tossicodipendenza, mai pervenuti come tutto il resto. Ancor più paradossale suona oggi leggere come si volesse difendere e rafforzare il Poliambulatorio cittadino. Non solo il CUP ha subito in questi anni un lento ma progressivo smantellamento senza il minimo intervento dell’Amministrazione ma di recente il Sindaco ha addirittura avuto il coraggio di elogiare e dare grande credito alle parole del Direttore Generale della ASL Michele Caporossi, autore di un Piano aziendale responsabile del depotenziamento di tutta la sanità locale ed unanimemente contestato. Tale Piano, comprendente anche il congestionamento o l’atrofia degli Ospedali di Formia e di Fondi oltre ad un ulteriore attacco all’importante ruolo dei medici di famiglia, non contiene nemmeno una parola sul nostro poliambulatorio. Malgrado i nostri appelli il Consiglio di Itri non si è neanche espresso sul nuovo Piano e De Santis ha persino disertato l’Assemblea dei Sindaci che ha votato il nuovo assetto della ASL. L’elenco delle promesse disattese e delle iniziative deprecabili purtroppo potrebbe continuare ancora a lungo. Si pensi ad esempio alla politica assurdamente restrittiva in termini di orari e di incombenze imposte ai locali che intendano svolgere attività di intrattenimento musicale, con grave danno per l’economia cittadina, l’aggregazione sociale e la sicurezza dei giovani itrani, costretti a spostarsi in macchina raggiungendo spesso altri centri per trovare il sano divertimento che cercano. Si aggiunga ancora la scarsissima incisività e determinazione mostrate nel tutelare i cittadini dalla gestione privata del nostro cimitero, che ha visto lievitare in modo ingiustificato e illegittimo le tariffe a fronte di servizi scadenti e scarsa attenzione alle esigenze dell’utenza, come testimoniato ad esempio dalla grave carenza di scale per accedere ai loculi più alti e dalla persistente chiusura dell’ingresso che affaccia su via Appia malgrado le numerose segnalazioni. Una situazione che avrebbe potuto e dovuto far prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di rescindere il contratto con la ditta appaltatrice. Il tutto è condito con una politica fiscale poco coraggiosa e attenta che ha drenato danaro dalle tasche dei cittadini senza prevedere esenzioni e sgravi adeguati per le fasce più deboli. Gli alibi avanzati spesso in proposito, circa le responsabilità del governo nazionale nell’imporre scelte impopolari alla luce degli effettivi ed ingenti tagli alle amministrazioni locali, perdono di forza se si considera che il governo Renzi, come i precedenti, è sostenuto da importanti forze politiche presenti all’interno della Maggioranza cittadina. Non è pertanto un caso se anche la nostra richiesta pubblica di prendere posizione contro il decreto “Sblocca Italia” come centinaia di altri comuni e numerose regioni sia stata ignorata, malgrado esso comporti l’ulteriore abbattimento di regole e risorse per la tutela del territorio, l’incentivo all’ingresso di capitali privati nella gestione dei servizi locali più essenziali ed il rafforzamento delle realtà private già esistenti quali Acqualatina. Anche l’impiego di fondi e finanziamenti pubblici è risultato purtroppo non sempre trasparente ed esente da vecchie logiche clientelari. Di fronte ad un quadro così desolante la Maggioranza cerca solo ora di recuperare ricordandosi di aver promesso PRG e piano di Pagnano entro la scadenza del mandato. Senza volere in alcun modo sminuire l’importanza che tali provvedimenti ricoprirebbero e fermo restando che sarà necessario approfondire entrando nel merito, resta forte il dubbio che si tratti solo di una disperata trovata elettorale. Se l’azione amministrativa della Maggioranza è stata finora così poco incisiva ci chiediamo come possa risollevarsi in poco tempo con numeri tanto esigui ed improbabili apporti esterni dell’ultimo minuto. Ammesso che la Maggioranza resti tale, se pure a stento, crediamo sia davvero tardi per invertire la rotta. Francamente non comprendiamo quindi il timore tanto diffuso e profondo di un Commissariamento Prefettizio che traghetti la città fino alle prossima data utile per le elezioni limitandosi all’ordinaria amministrazione, visto che d’altronde a questo o poco più si è già limitato il governo cittadino negli ultimi anni. Sarebbe forse il caso anzi che il Sindaco e la sua Giunta prendessero atto del fallimento oggettivo del loro progetto politico e si facessero onorevolmente da parte ponendo fine ad uno spettacolo poco edificante. Per quanto ci riguarda Rifondazione Comunista continuerà il suo lavoro di radicamento sociale e imparerà dalle proprie esperienze investendo in futuro le sue energie nella creazione di una vera alternativa politica antiliberista alle “larghe intese” locali, rivolgendosi prevalentemente ai movimenti di lotta auto organizzati ed alle altre forze Comuniste presenti sul territorio.

Circolo PRC “Mariano mandolesi” Itri-Gaeta

mercoledì 13 maggio 2015

Rifondazione Comunista chiede le dimissioni di Di Tucci

Nella nostra città, a circa 3 anni di distanza dall’insediamento  della nuova Amministrazione targata Mitrano, ci sono diverse figure che hanno destato la nostra attenzione, sono i “delegati”. Ogni Giunta, dopo aver determinato e nominato gli assessori, assegna una serie di deleghe (tutte prestate a titolo gratuito). Il punto è che a Gaeta di delegati ce ne sono ben 10 (numero considerevolmente superiore rispetto ai comuni  limitrofi) e ancora non si è capito bene cosa facciano. Ci sono deleghe per la sicurezza, per il personale, per le pari opportunità, per le politiche sociali, per il progetto “campus universitario”… non vorremmo dimenticarci di nessuno ma rischieremo  di dilungarci troppo e perdere di vista il nocciolo della questione. Dopo 3 anni si conferma quello che molti gaetani come noi pensavano. Tutte queste deleghe su ogni tema sembrano solo esercizi di pratiche clientelari, mentre a Gaeta non si coinvolge la cittadinanza in alcun modo e non si parla nemmeno più dei Consigli di Quartiere. Molti di questi delegati concepiscono il loro incarico come un compito che consiste nel denigrare sui social network chiunque dica una sola parola contro l’Amministrazione, oppure lo espletano cercando spasmodicamente di creare consenso attorno alla figura del Sindaco Mitrano e alla sua Giunta. Altri delegati meno innocui si spingono anche un po’ più in là. È il caso di Raffaele Di Tucci (Delegato alla Sicurezza). Mentre in città imperversano furti e rapine come mai prima d’ora, egli occupa beatamente il suo prezioso tempo scattando foto della manifestazione del Comitato “No Parcheggio Villa delle Sirene” e si impegna ad evidenziare l’identità dei partecipanti cerchiandone i volti per poi diffondere il tutto sui social network, infarcito di commenti denigratori nei confronti dei cittadini che manifestano un loro diritto democratico. La cosa, giudicata da tutti molto sgradevole, risulta essere anche illegale. La Legge del 22 aprile 1941 n. 633, Articolo 96, e quella sulla tutela della  Privacy (legge 196 del 2003, in sostituzione della 675/96), regolano chiaramente questo ambito e la stessa Amministrazione di Facebook chiede espressamente che le foto inserite nei profili siano in legale possesso di chi le pubblica, che ritraggano essenzialmente chi le utilizza o che siano accompagnate dal consenso di chi è raffigurato. Bisogna aggiungere che occorre autorizzazione in ogni caso e comunicazione al Garante se la pubblicazione può risultare lesiva (legge 633/41), oppure se fornisce indicazioni sullo stato di salute, sull’orientamento politico, sul credo religioso o sulla vita sessuale (dlgs 196/2003). Purtroppo sappiamo bene che queste norme vengono spesso violate ma non è accettabile che a farlo sia un rappresentante delle istituzioni, mosso da acredine esplicita e dichiarata nei riguardi di chi mette alla berlina. Tuttavia l’attività del solerte delegato non si ferma qui. Egli è infatti solito scagliare ben altri anatemi tramite facebook. Poco dopo, a seguito degli incidenti del 1 maggio a Milano,  ha così commentato in un post: “se ci scappa il morto ci sarà un nuovo carlo giuilani (le maiuscole non le ho usate volontariamente)”. L’uso “volontario” delle minuscole qui equipara il ragazzo defunto (in circostanze peraltro ancora da chiarire del tutto) ad una bestia o ad un oggetto inanimato e privo di ogni dignità umana. Lasciamo a chi legge le amare conclusioni. Per una frase assai simile postata su facebook un collega delle Forze dell'Ordine - il delegato Di Tucci infatti è tra l'altro membro dell'Arma dei Carabineri - è stato sospeso di recente dal suo lavoro. Alla luce di ciò e degli ultimi fatti chiediamo ufficialmente alla Giunta di relazionare sull’operato dei delegati. Chiediamo inoltre che l’Amministrazione prenda subito pubblicamente le distanze dalle gravi dichiarazioni e dalle azioni illecite del Delegato alla Sicurezza Di Tucci. Ci sembrano peraltro doverose le sue immediate dimissioni, non solo alla luce delle pesanti esternazioni ma anche in ragione dell’inconsistenza della sua azione, testimoniata dai molteplici episodi di criminalità susseguitisi a Gaeta proprio in concomitanza con la sua delega.    
 
 
Circolo PRC “Mariano Mandolesi”
 

martedì 12 maggio 2015

“Visit India”: Proiezione e incontro con l'Autrice. I Giovani Comunisti vi invitano all'evento.

Clicca per accedere all'evento Fb
Venerdì 15 Maggio alle ore 20:00 in Via Indipendenza 262 presso la sede del circolo PRC “Mariano Mandolesi” di Gaeta, si terrà la proiezione del documentario “Visit India” che concluderà il ciclo di film “Cenaforum Resistente 2015” organizzato dai Giovani Comunisti di Gaeta.
Per l'occasione ci sarà un incontro con la regista Patrizia Santangeli che ci introduce così il suo lavoro: "Visit India è un viaggio nato per caso tre anni fa percorrendo la strada che costeggia il Parco Nazionale del Circeo e porta al mare di Sabaudia. Vedevo sempre più di frequente indiani in bicicletta con il turbante colorato ed era come se il paesaggio che avevo sempre frequentato prendesse una connotazione diversa da solito, soprattutto nuova. Allora ho iniziato a chiedere chi fossero e nessuno sapeva rispondere se non dicendo che erano indiani impiegati in agricoltura. A quel punto ho deciso di partire per l’India e la cosa incredibile è che sono bastati 100 chilometri da Roma per arrivare. Sopralluoghi e riprese sono stati un ottimo pretesto per sentirsi stranieri vicino casa e riscoprire quanto sia bello essere ospitati".

Il documentario ha il merito di fare conoscere una realtà molto particolare con estrema semplicità: l’importanza del lavoro, la famiglia, le aspettative, la grande capacità di ospitalità e accoglienza. I migranti indiani di religione sikh che popolano l’agro pontino, costituiscono la seconda comunità più grande d’Italia. Migliaia di uomini e donne che hanno tirato su famiglia qui in Italia mantenendo uno stretto legame con la cultura d’origine. Il legame garantisce il conforto e rimedia in parte al trauma del distacco dalle famiglie e dalle proprie radici, queste persone partecipano alla vita della società con la caparbia volontà di occupare il giusto posto al suo interno. Molti sono in Italia dagli anni Ottanta, hanno figli, lavorano come braccianti o mungitori.
Inevitabilmente perciò si attraversano anche le grandi e imbarazzanti questioni dello sfruttamento sul lavoro e del razzismo. Ancora una volta la conoscenza risulta l’antidoto più efficace contro intolleranza e la guerra tra poveri, che qualcuno cerca con impegno crescente di istillare anche nel nostro territorio. Si racconta una normalità che sembra eccezionalità ma che a dire il vero ci riporta alla giusta dimensione umana, allo spirito puro che dovrebbe farci accogliere così come ci piace essere accolti.

Giovani Comunisti Itri Gaeta

Parcheggio a Villa delle Sirene: Rifondazione Comunista interpella le Autorità Giudiziarie

Gaeta: Il 29 Aprile si è svolto il Consiglio Comunale che ha discusso del bando relativo al parcheggio multipiano di Villa delle Sirene. Ciò è accaduto in presenza di numerosi cittadini e membri del Comitato "No Parcheggio" ma in assenza di chi avrebbe potuto fornire i dovuti pareri tecnici, ossia il Dirigente competente Pasquale Fusco. In quella sede il Sindaco Mitrano informò la platea del fatto che il bando, a suo avviso, era già decaduto il 17 aprile a seguito della mancata effettuazione da parte di eventuali ditte concorrenti degli specifici sopralluoghi certificati secondo le procedure previste dall'articolo 5 della disciplinare di gara. La correttezza di quanto affermato dal Sindaco non fu però confermata dal Segretario Comunale Luigi Pilone, non interrogato per l'occasione da alcun Consigliere. Fu invece evidente a tutti da subito come il Sindaco cercasse inutilmente di sminuire il grande peso della battaglia popolare che aveva condotto alla manifestazione del 23 Aprile e alla consegna di circa 2000 firme contro il progetto. Malgrado questo e solo a seguito delle forti pressioni dell'uditorio Mitrano dovette comunque dichiarare a denti stretti di non avere più la volontà politica di portare avanti il progetto in futuro.

Molti in quella sede, tra cui purtroppo diversi Consiglieri di opposizione, cantarono subito vittoria senza le dovute cautele, incuranti dei ripetuti ammonimenti del PRC. Non intendendo spaccare l'unità del movimento faticosamente costruita, nonostante fossimo sicuramente in presenza di una prima e importantissima vincente conquista, considerammo tuttavia da subito un grave errore il non presentare ugualmente l'ordine del giorno già preparato dalle minoranze, che avrebbe registrato una netta e incontrovertibile volontà di desistere dal provvedimento oggi e domani. Su proposta dello stesso Sindaco i consiglieri ripiegarono invece su di un altro Ordine congiunto, peraltro ancora non reso pubblico integralmente, che a loro dire si limita a sollecitare il Dirigente contumace, lega le scelte future al Piano del Traffico e dei Parcheggi da discutere in Consiglio Comunale e, introducendo a nostro avviso un notevole fattore di ambiguità, parla genericamente di "restyling" della Piazza.

Il giorno seguente, l'ultimo disponibile, giungeva la notizia che fosse sopraggiunta la proposta di una ditta campana. Da allora, come al solito, le voci si susseguono incontrollate e prive di ogni ufficialità. In circa due settimane nessun membro della Giunta o dirigente ha fatto rassicurazioni pubbliche, chiare ed univoche in merito all'effettivo decadimento del bando senza altre conseguenze indesiderate per la città, ma soprattutto non è stato ancora pubblicato il tanto atteso provvedimento. Condividiamo quindi le serie preoccupazioni di numerosi cittadini che il progetto possa proseguire malgrado tutto o che si confermi l'interruzione del suo iter solo a caro prezzo per le casse comunali, a seguito di un eventuale contenzioso che potrebbe addirittura portare incassi per la ditta unica concorrente senza aver svolto alcun lavoro. Se così dovessero andare le cose ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo, difficilmente spiegabile solo alla luce di una presunta incompetenza.

Non intendendo restare ancora ad aspettare Rifondazione Comunista ha deciso di inviare una lettera di segnalazione interpellando la Direzione Investigativa Antimafia, il Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone, la Procura della Repubblica del Tribunale di Cassino, la Prefettura di Latina, il Comando Provinciale Carabinieri di Latina, la Guardia di Finanza di Formia, il Commissariato di Polizia di Stato di Gaeta, l'Agenzia delle Entrate di Formia e la Direzione Regionale Infrastrutture, sezione Lavori Pubblici. La lettera, riferendosi ai principi legali delle trasparenza, così recita: "Ai sensi della L. 241/90, chiediamo di verificare e controllare se il bando di gara del Comune di Gaeta (LT) prot.10322 del 18/02/2015 relativo ad un parcheggio multipiano in Villa delle Sirene a Gaeta e la presentazione dell'unica ditta concorrente siano conformi alle leggi dello Stato, cosi come per l'art. 5 della disciplinare del bando di gara, poiché si presume possano esserci delle anomalie ed ambiguità. Nell'attesa di una Vostra solerte risposta." Naturalmente informeremo subito il Comitato di lotta e la cittadinanza in merito alle risposte pervenute.


Circolo PRC "Mariano Mandolesi"