"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

martedì 21 dicembre 2021

Difendi Gaeta: il Partito Comunista lancia un appello per un’alleanza sociale in città.

In questi dieci anni di amministrazione Mitrano abbiamo denunciato come Gaeta stesse diventando sempre di più un luogo per pochi privilegiati, con aumenti delle tasse e degli affitti, perdita costante della popolazione che dopo 60 anni è tornata a scendere sotto i 20.000 abitanti, e aumento della ricchezza nelle mani di costruttori, balneari, albergatori e percettori di grandi rendite. Spesso ci siamo ritrovati l'unico partito nel condurre importanti battaglie popolari che ci hanno visto battere in più occasioni, pur non avendo consiglieri comunali, l’amministrazione in carica, come è stato il caso del mega parcheggio privato di Villa delle Sirene, la proposta di delibera popolare contro la chiusura dei contatori di Acqualatina, o la lotta contro la realizzazione del mega forno crematorio sempre e rigorosamente privato. Ma sono pure tante le altre mobilitazioni che abbiamo portato avanti insieme ai cittadini in questi anni: la difesa del presidio ospedaliero di Gaeta, la lotta contro il tentativo di privatizzare ulteriormente i servizi cimiteriali e quindi farne aumentare ancora i prezzi, la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali; abbiamo pure raccolto e consegnato migliaia di firme di cittadini arrabbiati e delusi dalle scelte amministrative e che pretendevano altro, come nel caso di proposta di un piano parcheggi decentrato e collegato con il centro città tramite trasporti pubblici, o per la gestione pubblica, tramite Azienda Speciale e sotto il controllo di un comitato degli stessi lavoratori, dei principali servizi offerti dalla città, dalla raccolta dei rifiuti, alla gestione dei parcheggi, del verde pubblico, alla gestione delle spiagge, tutti ambiti invece in mano a privati con il risultato che i servizi sono sempre più costosi e allo stesso tempo anche più scadenti.

L’azione di chi, presente in consiglio comunale, doveva opporsi a queste politiche fatte di privatizzazioni e regali agli amici degli amici, è stata spesso inefficace se non addirittura complice quando si è trattato di prendere scelte strategiche a favore di privati: emblematiche in questo senso sono le votazioni all’unanimità di molte delibere".

D'altronde questi personaggi, che a livello locale spesso si dichiarano civici, fanno ognuno riferimento ai partiti che ormai tutti assieme da destra a sinistra governano con Draghi e che allegramente stanno portando avanti anche a livello nazionale le stesse dinamiche dell’amministrazione Mitrano, svendendo l’Italia a banche e multinazionali.

La stessa “fresca” (si fa per dire) candidatura a sindaco di D'amante non è un segnale di novità e rottura con pratiche del passato, ma piuttosto parte di uno scontro fra correnti per riprendersi la guida del Partito Democratico di Gaeta e limitare i danni dell’inconsistenza dell'agire politico quantomeno decennale di chi ora lo sostiene. Così è pure per i nomi di ulteriori candidati a sindaco che circolano.

Non esiste oggi una parte migliore del PD così come non esiste una destra nazionale che tenga davvero alla sovranità del popolo. Sono ambedue oramai, insieme a quel che rimane delle macerie dei 5stelle, facce della stessa medaglia, un Partito Unico Liberale (PUL) che assoggetta il paese alla mercè della Banca Centrale Europea, delle multinazionali, degli industriali speculatori che spremono gli operai fino all’osso e poi spostano la propria sede in Olanda e la produzione in paesi più poveri, o dei grandi colossi di internet che guadagnano miliardi senza pagare un euro di tasse.

In questo percorso di avvicinamento alle elezioni comunali del 2022 abbiamo partecipato ad alcuni incontri con chi si sta presentando come alternativa all’attuale amministrazione, ma ci siamo trovati davanti i soliti carrozzoni elettorali, quelli acchiappa poltrona nati poco prima del voto e che cesseranno di esistere subito dopo, senza volontà di compartecipazione dei cittadini nel tempo e che quindi lasciano isolati gli eventuali consiglieri eletti a fare politica per se stessi e uno sparuto giro di seguaci, che poi così si dimostrano spesso inutili o addirittura dannosi e traditori del proprio elettorato. Diciamo inoltre che non basta fare ammucchiate contro Mitrano e poi Leccese se poi si propongono le loro stesse politiche.

Per questo, sulla scia di quanto abbiamo invece già percorso con parte della città, lanciamo ora un appello di alleanza sociale tra chi appunto vive del proprio lavoro e non si sente rappresentato da questo sistema che perpetua sempre le stesse dinamiche clientelari e privatistiche nel nome del profitto di pochi, un percorso che vada oltre il momento del voto come un patto per DIFENDERE GAETA nel tempo, da ingiustizie e aggressioni di speculatori privati (esempio il caso piazzale “ex stazione” da noi denunciato subito dopo l’inaugurazione dei lavori di Zingaretti) spesso neanche locali e facenti capo a Mafie e Multinazionali, per TUTELARE IL TESSUTO SOCIALE DEL NOSTRO TERRITORIO e SALVAGUARDARE L’AMBIENTE da cementificazioni, privatizzazioni e inquinamento. Per un PERCORSO DI LOTTE E RIVENDICAZIONI COMUNI con quella parte della città che vive a fatica del proprio lavoro, siano essi partite IVA o stagionali delle attività turistiche, precari vari del terziario, dipendenti stabili delle ormai poche realtà produttive rimaste con difficoltà in piedi o proprietari delle piccole attività commerciali, da anni in crisi, che non godono del luccichio delle luminarie, ma che invece, soprattutto in questi due ultimi anni di Covid, hanno assistito impotenti al drastico calo delle proprie entrate a fronte invece di una sempre maggiore tassazione sia a livello nazionale che locale, mentre i più grandi e ricchi godono di esenzioni o sconti (es. Amazon a livello nazionale e alberghi e stabilimenti balneari a livello locale). Un’alleanza PER DIFENDERE i diritti sociali fondamentali come il DIRITTO AD UN LAVORO DIGNITOSO (i precari vari così come i dipendenti Blu Service, Del Prete ed ex Panapesca sanno a cosa ci riferiamo…). Un’alleanza che allarghi e rilanci le nostre esperienze di coinvolgimento e lotta politica che si sono dimostrate sempre vincenti quando hanno visto la partecipazione dei cittadini.

Per questo invitiamo tutti i soggetti interessati a partecipare all’Assemblea permanente di questa costituente alleanza sociale, riunioni aperte che si terranno ogni Lunedì pomeriggio, a partire già dal 27 Dicembre, dalle 17:30 in poi, presso la nostra sezione in Via dell’Indipendenza 206. Coinvolgendoli in un percorso elettorale comune, permettendo con il loro sostegno, impegno, competenza ed eventuale candidatura, contiamo di portare finalmente al centro del dibattito politico gaetano il tema del lavoro, della ridistribuzione più equa della ricchezza e della vera ecologia.

IL PRIMO OBIETTIVO E’ TORNARE AD AVERE CHI DAVVERO LI RAPPRESENTI NELLE ISTITUZIONI, E INSIEME QUESTA VOLTA CE LA FAREMO !!!

Partito Comunista – Sezione “Mariano Mandolesi” – Gaeta

domenica 18 aprile 2021

IMPIANTO DI CREMAZIONE: LE PRESCRIZIONI DELLA PROVINCIA NON SI POSSONO IGNORARE

IL PC CHIEDE L’IMMEDIATA REVOCA DEL BANDO E CHE SI ACCANTONI IL PROGETTO

Rispetto alla lettera inviata dal Settore Ecologia e Tutela del Territorio della Provincia di Latina, riguardante la realizzazione dell’Impianto di Cremazione in località S. Angelo a Gaeta, erano già emerse alcune dettagliate indiscrezioni giornalistiche. Leggere tuttavia di persona e nella sua interezza la missiva protocollata il 16/03/2021, numero 010259, getta maggior luce sul suo contenuto e sulle gravi responsabilità dell’Amministrazione Mitrano, sostenuta dalle destre e dal Partito Democratico. La lettera contesta quanto riportato dalla Determina Dirigenziale numero 764 del 18/09/2020, prodotta dal Comune di Gaeta, riferita alle conclusioni della Conferenza di Servizi convocata per l’acquisizione dei pareri riguardanti la realizzazione dell’impianto. Prosegue recitando che “Nella suddetta Determina viene erroneamente ascritto alla Provincia di Latina un silenzio assenso di cui all’art. 14.ter co.7, della L.241/90 con motivazione di non aver dato seguito ad una richiesta del Comune di Gaeta, inoltrata con missiva prot. N 38162 del 11/08/2020, nella quale si invitava la Provincia a fornire più congrua motivazione al dissenso espresso con propria nota prot. 27127 del 11/08/2020, aggiungendo che in difetto avrebbe ricorso all’Istituto del Silenzio assenso…” E’ la stessa lettera della Provincia che tuttavia chiarisce in seguito come la richiamata comunicazione prot. 27127 del Comune di Gaeta sia stata preceduta da altre comunicazioni della Provincia, peraltro allegate alla presente, “…le quali contenevano esplicite richieste di integrazioni documentali non soddisfatte nel corso della procedura portata avanti da codesto Comune di Gaeta”. Nello specifico le integrazioni richieste, mai ottenute ed ignorate dal Comune di Gaeta riguardano due aspetti non soltanto indispensabili a norma di legge, ma essenziali per la tutela del territorio e della salute dei cittadini, proprio quelle peraltro contestate principalmente dai residenti. Parliamo delle emissioni in atmosfera, per le quali “…dovrà essere acquisita l’autorizzazione ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs 152/06, previa presentazione di apposita istanza con le modalità previste dalla normativa vigente” e dell’autorizzazione “...agli eventuali scarichi di acque reflue ai sensi dell’art. 124 del D Lgs 152/06”. Tutte richieste precise e dettagliate, con tanto di riferimenti normativi, altro che silenzio assenso! A tali richieste nessuna produzione della dovuta documentazione è seguita da parte del Comune, fatto che induce la Provincia a ribadire con ulteriore nota del 09/04/2020 l’impossibilità di esprimere un parere in mancanza della dovuta documentazione. Si contesta al Comune pertanto il fatto che nella determina in oggetto, in modo sorprendente, non esista alcun riferimento ai pareri ed alle richieste precise espresse dalla Provincia chiedendo di integrare le palesi omissioni, oltre che di riformulare la determina eliminando i riferimenti erronei al silenzio assenso. Si chiarisce infatti che l’appellarsi a tale criterio da parte del Comune, oltre ad essere illegittimo e immotivato, è anche contrario alle leggi vigenti in materia poiché “secondo quanto prescritto dal c.4 dell’art. 14 della l. 241/1990 l’assenso senza condizioni non trova applicazione per quei procedimenti per i quali la disciplina europea prevede l’emissione di un provvedimento espresso (Emissioni in atmosfera e tutela acque, nella fattispecie)”. Alla luce di tutte queste ragioni la Provincia diffida il Comune a revocare eventuali autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell’impianto cimiteriale di cremazione e vietare l’emissione di agenti inquinanti senza le dovute autorizzazioni provinciali. Ci chiediamo come sia possibile, sulla base della situazione descritta, che il Comune non abbia ancora ottemperato in alcun modo alle richieste perentorie e non abbia interrotto l’iter per la realizzazione dell’impianto. Quali interessi spingono l’attuale Amministrazione a procedere in maniera cieca e sconsiderata per la realizzazione di un progetto che non porta alcun tipo di beneficio, se non per le tasche della ditta aggiudicatrice, senza curarsi né rendere conto dei rischi per la salute dei cittadini e dell’integrità del territorio, procedendo peraltro come dimostrato nella più totale illegalità? Ci sono forse promesse da mantenere e debiti da pagare in vista dell’imminente scadenza del mandato? Come si può spiegare altrimenti un comportamento tanto assurdo? Come Partito Comunista non possiamo che unirci ancora una volta con i cittadini in lotta tornando a chiedere a gran voce che l’Amministrazione rispetti le indicazioni della Provincia, interrompa subito l’iter del progetto ed il relativo bando di affidamento, accantoni in modo definitivo l’idea di realizzare questo impianto inutile e dannoso. 

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE MARIANO MANDOLESI, GAETA

venerdì 2 aprile 2021

PARTITO COMUNISTA: FORTI DUBBI SUI DATI COVID-19 DI GAETA

 

CHIEDIAMO CHIARIMENTI ALL’ ASL, AL SINDACO MITRANO E ALL’ASSESSORE MORINI.


La città di Gaeta si è distinta nelle ultime settimane per un livello basso di contagi Covid, come risultante dai bollettini ufficiali quotidianamente diramati dalla ASL. I tamponi vengono effettuati principalmente presso il Drive In del presidio Ospedaliero, un noto laboratorio privato che ha sede in città ed una postazione situata nei pressi della scuola elementare Virgilio, come stabilito da Deliberazione di Giunta del 30/10/2020 che sancisce un accordo tra Comune di Gaeta ed un centro diagnostico privato con sede nel frosinate, il quale la gestisce prevalentemente per lo screening di studenti e fasce più deboli. Eppure qualcosa non torna e sorge il dubbio più che legittimo che esistano vere e proprie falle nel sistema di monitoraggio e prevenzione affidato in larga parte ai privati. La tempestiva e regolare comunicazione di tutti i test con esito positivo all’ ASL di Latina e ai medici curanti dovrebbe non solo garantire dati aggiornati ed attendibili finalizzati a prendere le necessarie misure e seguire l’evolversi della situazione ma anche e soprattutto a scongiurare che alcuni positivi eludano la quarantena obbligatoria ed i controlli diffondendo il contagio. Tuttavia sorgono forti perplessità che ciò accada realmente alla luce di alcuni elementi concreti. Tra i principali è da annoverare il brutto episodio che ha visto tre positivi tra i dipendenti comunali malgrado il municipio sia rimasto aperto per ben tre giorni senza alcun intervento di sanificazione. I tre dipendenti avrebbero eseguito il test presso la postazione di fronte al Virgilio nella mattinata di lunedì 29 Marzo ma i bollettini ufficiali della ASL nel giorno interessato riportano inspiegabilmente solo 2 casi in totale per la città di Gaeta, altri 2 nel giorno successivo. Gravi ritardi e omissioni sono ipotizzabili anche alla luce del fatto che in molti casi le stesse persone contagiate, per senso civico e di responsabilità, rendono subito nota attraverso social ed altri strumenti la propria condizione. Tali riscontri, se messi insieme, sembrano spesso discordanti con i dati resi pubblici nei bollettini ASL. Cosa ancor più preoccupante è che diversi cittadini ci hanno informato direttamente attraverso il nostro servizio “Soccorso Rosso” del fatto che, seppur risultati positivi, hanno constatato con sorpresa che la propria condizione non risultasse in alcun modo alle autorità mediche e alla ASL. Questi elementi e testimonianze, sommati ad un timore sempre più diffuso e radicato che serpeggia in città, ci inducono a chiedere immediatamente di fare chiarezza e rassicurare la popolazione smentendo in modo credibile e documentato che possano esistere casi non registrati di cittadini positivi e che non ci siano falle nel sistema di screening locale. Chiediamo pertanto all’ ASL di Latina e principalmente all’Amministrazione comunale di Gaeta nelle persone del Sindaco Mitrano e dell’Assessore alla Sanità Morini di rendere noto se il sistema esistente e gli accordi stipulati, soprattutto le convenzioni stabilite con i soggetti privati, prevedano la possibilità anche minima che dati così sensibili non vengano prontamente comunicati alle autorità sanitarie e non risultino nei dispacci ufficiali, oltre a chiarire che la parte pubblica, l’Ente locale e la ASL svolgono la doverosa attività di controllo in merito, spiegando altresì le evidenti discrepanze emerse.  

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA

venerdì 26 febbraio 2021

IMPIANTO DI CREMAZIONE COME VILLA DELLE SIRENE: IL PC ESORTA I CITTADINI A NON LASCIARSI SCORAGGIARE, UNITI VINCEREMO!!!

La pubblicazione del bando di gara per la realizzazione di un impianto di cremazione in zona S. Angelo che verrebbe affidato per 30 anni ai privati tramite Project Financing e la sicurezza ostentata dagli amministratori nel dire di voler tirare dritto non devono ingannare. La verità è che proprio questa apparente accelerazione ed il relativo clamore mostrano la grande preoccupazione per la mobilitazione dei residenti contro tale iniziativa, che si sta già estendendo al resto della città e addirittura ad altri comuni limitrofi, comprendente una petizione popolare che riscuote consensi crescenti. La Giunta Mitrano, sostenuta dalle destre e dal PD, si è resa conto del fatto che ci sono tutti gli elementi per una bella frittatona e corre ai ripari cercando di fiaccare il morale degli antagonisti sul nascere, dando l’idea che i loro sforzi saranno comunque inutili. E’vero l’esatto contrario e proprio per questo bisogna procedere con determinazione ancora maggiore. In realtà Mitrano e i suoi sodali hanno capito benissimo che questa battaglia non riguarda solo i residenti della zona ma sta diventando già un simbolo della resistenza alle politiche di depauperamento del territorio, di attacco alla salute e ai diritti collettivi a vantaggio di pochissimi, vero e proprio filo conduttore delle politiche sostenute negli ultimi 10 anni a Gaeta. Sempre più sono i cittadini che vengono a sottoscrivere la petizione indignati rendendosi conto del fatto che se oggi tocca soprattutto ad alcuni domani una simile ingiustizia colpirà anche altri e che per questo bisogna reagire, bisogna creare un fronte comune.  E’ quanto accadde ad esempio con la grande mobilitazione vincente contro l’inutile mega parcheggio che avrebbero voluto realizzare a Villa delle Sirene, sempre attraverso Project Financing e sempre con alti rischi per il quartiere ed i residenti. Ci ricordiamo bene di quella battaglia perché anche in quell’occasione, proprio come adesso, i Comunisti con orgoglio furono in prima linea. Anche allora gli amministratori fecero dapprima orecchie da mercante, poi mostrarono grande sicurezza e arroganza, senza accettare alcun confronto, dialogo o compromesso, anzi accelerarono l’iter. Anche allora l’iniziativa godeva di un consenso apparentemente granitico all’interno del Consiglio comunale e della Giunta, di pareri tecnici ampiamente favorevoli, di un percorso burocratico in dirittura d’arrivo.  Anche in quell’occasione infine fu aperto un bando. Intanto però i cittadini non si fecero intimidire, proseguirono e la protesta si allargò con assemblee continue e partecipazione crescenti, il dissenso dilagò. Questo produsse le prime crepe all’interno dell’allora maggioranza di governo. Chi non traeva benefici diretti dall’operazione in corso non voleva più essere associato ad una tale forzatura di cui avrebbe pagato comunque il conto di fronte al proprio elettorato. Il bando ci fu ma anche grazie al clima determinatosi andò deserto. L’unica ditta che si presentò stranamente lo fece in ritardo. Il bando non fu mai riaperto ed il Sindaco, che fino al giorno prima ostentava tanta sicurezza e arroganza, dovette promettere solennemente con la coda tra le gambe in Consiglio che il progetto sarebbe stato definitivamente accantonato. Oltre a ciò quella mobilitazione costrinse l’amministrazione Mitrano a rivedere e rallentare il suo intero piano di grandi opere finalizzate ai parcheggi in città che, ricordiamo, nelle previsioni iniziali dovevano essere addirittura 9. Inoltre l’intera villa beneficiò subito di un restyling riparatore che gli amministratori dovettero mettere in campo per cercare di rifarsi un’immagine. Questa vicenda mostra benissimo come e perché proprio come allora i cittadini che si oppongono al progetto di realizzazione di questo impianto di cremazione non devono demordere, poiché contrariamente a ciò che può sembrare anche questa battaglia si può e si deve vincere. Oggi più che allora, anzi, la prossimità delle elezioni Comunali fornisce a questa mobilitazione una maggiore forza e capacità di incidere poiché in un momento del genere, più che di solito, chi amministra teme di perdere consensi. La verità è che, contrariamente a quanto vogliono farci credere, se la mobilitazione prosegue Mitrano ha praticamente già perso e questo perché esistono solo due possibilità davanti a lui. Nella prima, come probabile, sarà costretto a fermarsi di fronte alla mobilitazione crescente proprio come accadde a Villa delle Sirene. Nella seconda riuscirà a realizzare un progetto che nessuno vuole colpendo il territorio e la salute dei cittadini per sostenere gli interessi speculativi di pochi e probabilmente già noti, commettendo così un errore politico irrimediabile e facendo pagare un prezzo politico altissimo a tutta l’attuale compagine di governo cittadino e ai ristretti interessi che essa rappresenta. In ogni caso il PC rimarrà fino all’ultimo a fianco dei cittadini anche in questa battaglia.  

PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA

giovedì 18 febbraio 2021

Forno Crematorio: già raccolte molte firme contro

 

Sabato pomeriggio abbiamo partecipato ad un incontro con i residenti di S. Angelo e il comitato Monte Bucefalo riuniti in assemblea per coordinarsi nella lotta contro la realizzazione del Forno Crematorio. L'ennesima speculazione privata portata avanti dall’attuale amministrazione noncurante delle ricadute economico lavorative e ambientali sul nostro territorio, essendoci già diversi pareri negativi delle emissioni in atmosfera e sullo scarico delle acque reflue. A rendere il quadro più preoccupante è la totale mancanza di partecipazione e confronto con i cittadini che abitano nella zona, pertanto si è deciso insieme a loro di avviare, oltre alle vie legali già partite, parallelamente anche una mobilitazione popolare, a partire da una petizione allargata ai cittadini dei comuni interessati e diretta al Sindaco e al presidente del Consigli Comunale di Gaeta.   

Come Partito Comunista siamo onorati della riconoscenza mostrataci dai residenti presenti all’assemblea, del fatto che ci abbiano preso come punto di riferimento per le future mobilitazioni a partire dalla scrittura della petizione che ci è stata da loro delegata e la raccolta delle firme stessa, chiedendoci inoltre di mettere a disposizione la nostra sezione di Via Indipendenza 206, dove sarà possibile firmare la petizione o consegnare i moduli già firmati tutti i Martedì e Giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19. Siamo già a circa 50 firme con il primo breve banchetto non pubblicizzato di Martedì pomeriggio, facile prevedere la futura risposta positiva della città nell'aderire.

Invitiamo quindi tutti i cittadini di Gaeta, Formia e Itri a partecipare alla petizione, ricordando che è possibile scaricare i moduli online dal sito comunistigaeta.blogspot.it, e consegnarli a noi una volta riempiti (anche se non sono completi), per maggiori informazioni potrete contattarci tramite la nostra pagina Facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.

Partito Comunista    Gaeta    Sez.”Mariano Mandolesi”

martedì 26 gennaio 2021

GAETA SOTTO I 20 MILA RESIDENTI DOPO 60 ANNI:

 IL FALLIMENTO DEL GOVERNO DELLE DESTRE E DEL PD

I dati demografici che riguardano Gaeta certificano, al di là di ogni ragionevole dubbio, il completo fallimento del governo cittadino delle destre con il Partito Democratico e di 9 anni di Giunta Mitrano. Ad Agosto del 2020 i dati Istat attestano 19.912 residenti. Qualora il dato venisse confermato anche al 31/12, come probabilmente accadrà, sarebbe la prima volta da almeno 60 anni che il saldo annuale vede la popolazione cittadina scendere sotto i 20 mila abitanti. Se si considera che, diversamente dal dopoguerra, oggi molte di queste residenze sono fittizie poiché mantenute per conservare piccoli benefici sulle seconde case, si comprende ancor meglio quanto questo dato sia allarmante. Il saldo naturale del rapporto tra le nascite e i decessi si è mantenuto costantemente negativo dal 2012 ad oggi, aumentando notevolmente rispetto al decennio precedente e raggiungendo delle punte mai registrate prima. Anche il saldo migratorio risulta negativo a partire dal 2016. L’età media della popolazione si è invece incrementata costantemente passando dai 45,9 anni del 2012 ai 48,4 degli ultimi dati disponibili, con un decremento costante e impetuoso della popolazione con età da 0 a 14 anni e da 15 a 64 anni a partire dal 2014.

Un quadro in cui anche le famiglie che hanno vissuto di un relativo benessere vedono i propri figli costretti ad emigrare. Un contesto nel quale proprio tra gli anziani, cui manca perfino l’emigrazione forzata come possibile alternativa, si registrano le sacche di maggiore indigenza. Uno spaccato che testimonia il processo di atrofizzazione della nostra città in atto, verso il modello di un piccolo centro destinato solo a pochi privilegiati. Questi dati sono il frutto di quanto noi Comunisti denunciamo da sempre. Sono il risultato della crescente precarietà ed insicurezza verso il futuro, dell’ingiustizia sociale e la tutela esclusiva dei più agiati, renditieri e speculatori. Tali condizioni sono causate dall’aumento del costo della vita per le classi popolari dovuto all’aumento delle tasse comunali divenute tra le più alte della provincia e del costo dei servizi delegati ai privati (acqua, nettezza urbana, trasporti, asili nido, sport, cultura, etc..). Sono il prodotto dell’endemica mancanza di lavoro stabile e garantito malgrado gli alti profitti di pochi e le immense potenzialità legate al turismo, testimoniato dalle nostre inchieste operaie. Sono la conseguenza della negazione cronica del diritto abitativo generata dai costi degli affitti e degli immobili. Sono il frutto della crisi profonda e priva di risposte delle piccole aziende locali.

Su ognuno di questi temi noi Comunisti abbiamo prodotto nel tempo proposte concrete e battaglie a difesa dei lavoratori.

- Abbiamo chiesto provvedimenti che riducessero il peso fiscale sulle fasce più deboli e le piccole attività produttive scaricandolo sui più alti profitti e sulle posizioni di rendita, costi dei servizi gratuiti o proporzionati ai redditi anche grazie alla loro gestione pubblica, sostenuta di recente pure attraverso una petizione firmata da centinaia di cittadini.

- Abbiamo proposto l’istituzione di meccanismi precisi che favorissero anche con sgravi e concessioni le attività che assumessero di più e a condizioni lavorative migliori, con l’introduzione di clausole simili anche nelle gare d’appalto. La creazione di posti di lavoro garantito anche grazie ad un organismo di controllo costituito dagli stessi lavoratori impiegati, sarebbe una delle principali finalità dell’azienda comunale multiservizi proposta e sottoscritta da molti residenti.

- Abbiamo chiesto che gli appalti pubblici seguissero procedure trasparenti che favorissero, oltre alle condizioni lavorative e alla qualità delle opere realizzate, le più sane imprese locali e del comprensorio. Un risultato raggiungibile oltre che grazie ad un più scrupoloso e puntuale controllo pubblico sui lavori anche e soprattutto riducendo al minimo il ribasso sulle gare d’appalto ed evitando di ricorrere ai subappalti ed al Project Financing, sistema invece continuamente riproposto dall’attuale Amministrazione. Quest’ultima ha invece privilegiato procedure che estromettono di fatto gran parte delle aziende locali, perché richiedono risorse ingenti anche se di dubbia provenienza, salvo far rientrare dalla finestra all’occorrenza nel giro d’affari solo poche e assai note ditte.

- Neanche rispetto alle piccole attività imprenditoriali, legate prevalentemente al commercio, alla ristorazione e alla ricezione turistica in genere, si sono messi in campo provvedimenti adeguati di tutela e salvaguardia. Perfino di fronte alla crisi epocale scaturita dal Covid queste attività hanno beneficiato di sgravi del tutto insufficienti e simbolici rispetto a quanto richiesto da noi e dalle circostanze.

- Non diversa la situazione in merito alle politiche abitative. Da anni chiediamo un grande piano di edilizia popolare in grado di dare finalmente risposta alle centinaia di richiedenti. Nulla di ciò è avvenuto. Da anni chiediamo l’istituzione di meccanismi seri per calmierare ed ampliare il mercato degli affitti, al posto dei quali si è preferito un canone concordato fasullo e ad esclusivo beneficio dei proprietari.

Quest’Amministrazione non ha dato seguito a nessuno degli interventi strutturali richiesti, portando avanti invece politiche che hanno l’effetto di accentuare ulteriormente il divario tra larga parte della popolazione locale e pochissimi privilegiati. Politiche che hanno assecondato lo smantellamento dell’apparato produttivo locale già in atto, particolarmente evidente negli ultimi anni nei settori legati all’economia del mare quali la cantieristica navale e l’itticoltura, senza proporre mai una valida alternativa o anche solo un fermo intervento a salvaguardia dei posti di lavoro esistenti. Politiche che non sono state in grado nemmeno di svolgere la più ovvia attività di controllo e tutela del patrimonio pubblico come evidenziato da vicende paradossali quali quella a dir poco opaca della recente svendita ai privati della zona strategica dell’ex stazione ferroviaria. Scelte che hanno privilegiato la mera esteriorità e la futile apparenza rispetto ad interventi dagli effetti più duraturi e vitali quali la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, la sua tutela e la promozione culturale, anch’esse elementi di un possibile rilancio occupazionale più stabile e diffuso. Politiche che drenano risorse dalle tasche delle fasce popolari e delle piccole attività in favore di interventi che hanno scarse o nulle ricadute sul benessere collettivo, con lavori di abbellimento spesso assai discutibili, disfunzionali e male eseguiti o veri e propri sprechi come quelli cui abbiamo assistito in occasione delle luminarie durante il periodo delle rigide restrizioni e regole di distanziamento e del gigantesco allestimento presepiale mai aperto. Politiche che nella migliore delle ipotesi hanno saputo produrre solo umilianti e del tutto insufficienti interventi di beneficenza.

Il decennio amministrativo che ha caratterizzato l’era Mitrano sta per chiudersi con il suo bilancio disastroso come mostrano impietosamente i dati demografici riportati. Esso tuttavia non è frutto soltanto delle scelte scellerate di questa maggioranza composita, ma anche dell’inadeguatezza e spesso aperta complicità delle minoranze consiliari che hanno tradito il voto del proprio elettorato in favore di un progetto politico alternativo a quello di governo, manifestando invece principi guida ed interessi simili. Con tutti costoro il Partito Comunista continua ad avere nulla da condividere.

Contro le scelte attuate in questi quasi 10 anni e per invertire la tendenza in atto rinnoviamo il nostro invito rivolto a tutti i cittadini più colpiti dallo stato di cose presente a contattare la nostra sezione locale per fornire il proprio importante contributo di idee e di energie militanti, per continuare nel tempo a costruire insieme un percorso di vero cambiamento dando forza politica a chi davvero rappresenta i loro interessi. Per info e contatti contattaci sulla nostra pagina facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA