"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

martedì 25 ottobre 2016

CHIUSURA DEL PRIMO INTERVENTO E CORTEO DEL 22 OTTOBRE.

UN BILANCIO: PRESENTI, ASSENTI E INIZIATIVE FUTURE

La manifestazione tenutasi sabato 22 Ottobre a Gaeta ha rappresentato un momento importantissimo della mobilitazione cittadina contro la chiusura del Punto di Primo Intervento e per il rilancio del nostro Presidio ospedaliero. Non trattandosi di vuota retorica è bene elencarne i motivi uno ad uno.
Primo tra tutti la quantità e la determinazione dei presenti. Riguardevoli entrambi per una città troppo a lungo intorpidita e rassegnata. I manifestanti presenti inoltre rappresentavano un numero di cittadini molto maggiore, alla luce delle oltre 1500 firme già raccolte in appena venti giorni, che continuano ad arrivare numerosissime. Molti, di gran lunga la maggior parte, i visi comuni ed in alcun modo legati a partiti e movimenti politici. Diversi dei presenti probabilmente partecipavano per la prima volta ad un’iniziativa del genere a dimostrazione della centralità del tema trattato e di quanto sia sentito. I presenti hanno sfilato a lungo ed intonato slogan senza sosta da Villa delle Sirene attraverso via Indipendenza e poi su per il Corso e via Europa, fino al “Di Liegro” ove si è tenuto un dibattito. Tutti hanno potuto confrontarsi, prendere contatti, definire i prossimi appuntamenti, sentirsi uniti da una causa comune e non più vittime impotenti di quanto accade. Presenti al fianco dei cittadini e del “Consiglio Popolare Ospedale di Gaeta” che ha lanciato il corteo, Rifondazione Comunista ed il Movimento 5 Stelle. Dei tanti candidati a Sindaco era in piazza solo Benedetto Crocco, attivista anche del Comitato promotore.
Questo corteo tuttavia non è stato importante solo per chi c’era ma anche e soprattutto per le assenze. Esse hanno infatti confermato quanto da tempo denunciamo. Erano completamente assenti, suscitando indignazione tra i presenti e la cittadinanza, l’amministrazione comunale e il Sindaco Mitrano, che avrebbero dovuto guidare questa protesta e invece fanno eco alle fandonie della Direzione Generale della ASL. Era assente il Consiglio Comunale cittadino, maggioranza e minoranza al completo, a conferma della complicità dei consiglieri in carica con lo smantellamento del “Di Liegro” e del loro non tutelare in alcun modo gli interessi cittadini. Erano assenti non a caso le forze politiche del Centrodestra e del Centrosinistra, da Forza Italia a SEL, passando per il PD, responsabili delle politiche di smantellamento della sanità pubblica. Erano assenti i candidati a Sindaco Raimondi, Passerino, Scinicariello e gli altri che non hanno ancora annunciato pubblicamente la propria candidatura, tutti più impegnati evidentemente ad organizzare belle convention nei grandi alberghi e in accordo con quanto accade. Soprattutto era assente il Commissario Straordinario della ASL di Latina, Giorgio Casati, invitato pubblicamente a venire per confrontarsi con i cittadini. Se egli non avesse avuto nulla da nascondere o per cui temere contestazioni avrebbe sicuramente onorato l’invito. La sua assenza rappresenta quindi la prova definitiva delle fandonie raccontate da lui e dal Sindaco di Gaeta.

Ora sappiamo con certezza che se la nostra mobilitazione non continuerà il nostro Primo Intervento verrà chiuso, come gli altri importanti servizi sottratti e come affermano gli unici atti ufficiali diramati finora dalla Regione. Forse non accadrà domani, anche grazie alle reazioni già messe in atto dalla cittadinanza e dalla volontà di far “calmare le acque”, ma se ci fermiamo accadrà sicuramente. Magari l’intenzione è di attendere l’approvazione del prossimo Piano Aziendale della ASL in fase di stesura, momento molto delicato per chi siede nella sala dei comandi. Per queste ragioni la nostra mobilitazione non cesserà e manterremo altissimo il livello di controllo e di informazione dei cittadini nei prossimi mesi. Innanzi tutto proseguirà la raccolta di firme indirizzate alla Direzione Generale della ASL, al Presidente della Regione e al Ministro della salute. Ricordiamo che i cittadini di Gaeta e del comprensorio possono sottoscriverla in occasione dei banchetti predisposti periodicamente per le strade cittadine, presso la sede del Comitato in via indipendenza 206, studi medici e attività commerciali tra cui Bar Bazzanti, Tarantella Caffè, le due edicole del Corso, Clash Pub, Bar la Mela, Tabacchi Calegna, Dolce e Pane, Alimentari Sapori Mediterranei, Tabacchi L. Mare Caboto 342, Brio Bar, Tabacchi Via Serapide, Macelleria “Da Michele”. In secondo luogo proseguiremo senza sosta il nostro boicottaggio elettorale contro partiti, movimenti civici ed esponenti politici responsabili di quanto accade o che non assumano nette posizioni in merito. Inoltre attendiamo con ansia di poter visionare le prime bozze del nuovo Piano Aziendale per valutarne i contenuti, informare in merito alle loro implicazioni, condizionarne il contenuto, naturalmente proprio a partire dal nostro Primo Intervento e dal Presidio “Di Liegro”. In fine siamo felici di constatare che molti altri centri si stanno mobilitando contro l’attacco complessivo alla sanità pubblica pontina e rilanciamo con forza il nostro appello per creare un fronte comune a livello provinciale e regionale, soprattutto in occasione della stesura del prossimo Piano, unico modo per contrastare efficacemente le politiche in corso ed invertire la tendenza.

CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

mercoledì 19 ottobre 2016

PRIMO INTERVENTO E “DI LIEGRO”: IL 22 OTTOBRE TUTTI IN PIAZZA!

CASATI CAMBIA VERSIONE OGNI GIORNO. LO SFIDIAMO A VENIRE PER SPIEGARE A NOI COSA ACCADRA’


Sabato 22 Ottobre si svolgerà come annunciato la manifestazione cittadina contro la chiusura del Punto di Primo Intervento di Gaeta, contro le politiche di taglio alle spese mediche che hanno colpito il nostro diritto alla salute e già condotto al collasso il sistema sanitario pontino, contro la scelta di concentrare in pochi e distanti presidi ospedalieri tutti i servizi, per un nuovo potenziamento del “Di Liegro” che restituisca a questa struttura la funzionalità sottratta nel tempo. Il corteo comincerà a radunarsi dalle ore 16:00 presso “Villa delle Sirene” per poi raggiungere la sede del PPI di Gaeta ove si terrà un confronto pubblico. I motivi di partecipazione sono numerosi ed hanno assunto ancor più forza proprio negli ultimi giorni.
Il primo è che la nostra mobilitazione, comprendente anche la raccolta di firme in corso indirizzata al Direttore Generale della ASL, al Ministro della Salute, al Presidente della Regione e sottoscritta da oltre mille cittadini in sole due settimane, ha già raggiunto notevoli risultati. La possibile chiusura del nostro PPI non avrebbe ricevuto alcuna attenzione come stava avvenendo e come avvenuto in molti altri casi passati se non avessimo denunciato pubblicamente quanto rischiato e dato il via a questa battaglia. Tutte le goffe reazioni del mondo politico, del Sindaco e della Direzione Generale della ASL non sarebbero sicuramente avvenute, a partire dalle ultime riunioni e incontri provinciali che hanno avuto l’obiettivo palese di calmare gli animi e prendere tempo, volendo far credere che il problema non sia mai esistito. Pertanto l’inizio della nostra mobilitazione ha già interferito fortemente con i disegni di chi è responsabile dello smantellamento in corso e proprio ora bisogna ribadire quindi un segnale forte di determinazione e di unità anziché di resa. Questo anche per evitare futuri ripensamenti e nuove brutte sorprese, alle quali siamo purtroppo abituati. Chi ha ricevuto tanti duri colpi negli anni non abbassa facilmente la guardia e noi non lo faremo. Se anche fossero state veritiere le rassicurazioni in corso, in ogni caso, sarebbe merito solo dei cittadini e del Consiglio Popolare aver sventato il pericolo imminente. Abbiamo comunque ottime ragioni per credere che non lo siano.
In secondo luogo infatti, diversamente da Mitrano, noi non crediamo alle rassicurazioni dello strapagato Manager Giorgio Casati riguardo alla sorte dei PPI come quello di Gaeta. Mitrano e Dies peraltro sembrano gli unici a crederci. Lo stesso Casati ha dato innumerevoli versioni diverse, ambigue e contraddittorie in pochissimo tempo, rischiando il ridicolo. Stando alle note giornalistiche il grande arrampicatore di specchi ha esordito negando la chiusura, per poi parlare di “riconversione” dei PPI in strutture dedicate alla cura dei casi cronici (che non c’entrano nulla con i PPI), per poi ancora parlare di “disattivazione” degli stessi, scandendone addirittura due distinte fasi. Successivamente, nella riunione del 17 Ottobre, Casati avrebbe intrapreso: “una disamina della difficile situazione finanziaria della sanità italiana, che necessita urgentemente di un'ottimizzazione nell'uso delle risorse” dichiarando la sua volontà di non chiudere i Punti di Primo Intervento, ma al contempo avrebbe ribadito “la necessità di un loro utilizzo più efficace ed efficiente attraverso un'adeguata rimodulazione”. Cosa intendesse per “rimodulazione” è probabile che lo sappia solo lui. Il giorno seguente comunque il funambolico Casati pare aver cambiato l’ennesima versione e nel suo incontro a Gaeta con Mitrano avrebbe addirittura parlato di “Potenziamento” del PPI, ovviamente senza specificare in cosa possa mai consistere. Chi si fiderebbe di uno che fornisce tante versioni diverse e così fumose in pochi giorni? Un uomo c’è, a quanto pare… il Sindaco di Gaeta. Non ci sorprende tuttavia che Casati riesca a convincere Mitrano, visto che durante il proprio periodo di governo cittadino egli ha assistito nel totale immobilismo e senza dire una sola parola alla chiusura degli ultimi importanti servizi garantiti dal Presidio di Gaeta come la Chirurgia ambulatoriale o l’Oncologia e presso l’Assemblea dei Sindaci votò addirittura a favore del Piano aziendale ancora in vigore che sancisce la morte definitiva dei piccoli presidi quali il nostro. Non è sicuramente così facile però prendere in giro il Consiglio Popolare. Se Casati ha il coraggio di lasciare la sua poltrona ben pagata per confrontarsi con i cittadini lo sfidiamo quindi pubblicamente a venire a Gaeta il 22 Ottobre, proprio in occasione della manifestazione che si concluderà con un dibattito presso il PPI. Che venga a raccontare a noi ed ai residenti cosa vuol fare esattamente del Primo Intervento e a sentire cosa abbiamo da dirgli sul nuovo Piano aziendale in via di stesura e riguardo alle condizioni inaccettabili in cui versa il nostro sistema sanitario!
In terzo luogo dobbiamo manifestare perché di fronte all’offensiva in corso, giunta ormai ad uno stadio avanzatissimo come mostrato anche dai fondi esigui previsti dall’ultima manovra finanziaria del Governo Renzi, risulta prioritario ma non sufficiente difendere il Primo Intervento. Bisogna sferrare il contrattacco. Lo status quo non è tollerabile e chiediamo che il “Di Liegro” torni ad essere un Ospedale con un suo Pronto Soccorso e tutti i reparti che gli sono stati sottratti. E’ assurdo e inaccettabile che una città di oltre 20 mila abitanti che nei mesi estivi raggiunge le 100 mila presenze, con problemi di viabilità senza pari, non sia dotata di una vera e propria struttura ospedaliera attrezzata quanto meno per le emergenze. Il modello configurato dagli ultimi piani aziendali ha fallito e non è più sostenibile, anche perché ha sottoposto le strutture residue quali l’ospedale di Formia ad un peso crescente che non sono e non saranno mai in grado di sostenere. Questo è sotto gli occhi di tutti. Il nuovo Piano aziendale in fase di stesura, le cui linee guida sono state illustrate da Casati in occasione dell’ultima assemblea dei Sindaci, confermerebbe e inasprirebbe ulteriormente gli elementi di smantellamento in atto a partire dalla concentrazione in due Macro Aree Nord e Sud facenti capo al “Goretti” di Latina e al “Dono Svizzero” di Formia, eliminando quindi anche il Presidio centro costituito da Terracina e Fondi. Nel frattempo aumenta a dismisura il giro d’affari delle cliniche private quali la “Casa del Sole” e si concede a Primari e Dirigenti medici di strutture pubbliche di lavorare liberamente presso le cliniche private. Il gioco è chiaro. Bisogna riprenderci quanto ci hanno tolto. Anche per questo ribadiamo il nostro appello agli altri centri colpiti per organizzare insieme una grande mobilitazione provinciale e regionale, soprattutto in vista dell’approvazione dei nuovi Piani aziendali.
Per tutte le ragioni elencate invitiamo l’intera cittadinanza di Gaeta e del comprensorio, le formazioni associative, politiche e sindacali a scendere con noi in piazza il 22 Ottobre portando con sé i propri simboli, con la sola pregiudiziale verso le forze e i rappresentanti direttamente responsabili di quanto accade e le formazioni neofasciste o razziste.


CONSIGLIO POPOLARE OSPEDALE DI GAETA

domenica 9 ottobre 2016

CHIUSURA PRIMO INTERVENTO E FUTURO DEL “DI LIEGRO”: NOI NON CI FACCIAMO PRENDERE IN GIRO DA CASATI

Prosegue la petizione popolare verso la grande manifestazione del 22 Ottobre

La mobilitazione di Gaeta e delle altre città coinvolte contro la chiusura dei Punti di Primo Soccorso ha già spaventato la Direzione Generale della ASL che evidentemente avrebbe voluto procedere ancora una volta indisturbata, tanto da tentare un maldestro depistaggio attraverso una goffa smentita che di fatto conferma pienamente quanto temiamo. I giornali locali hanno dedicato molto spazio all’ultima riunione provinciale del 5 ottobre tra i Sindaci ed il Direttore Giorgio Casati, finalizzata a tracciare le linee guida per il nuovo piano aziendale della ASL. Contrariamente ai titoli ad effetto in realtà il nocciolo delle affermazioni riportate conferma in pieno le nostre paure sul destino del PPI di Gaeta, del “Di Liegro” e del diritto alla salute dei cittadini. Solo due purtroppo sono gli elementi che si aggiungono ad un quadro per il resto già chiaro. Il primo è che il Manager superpagato Casati, ennesimo curatore fallimentare del nostro sistema sanitario in via di smantellamento nominato da Zingaretti, ci reputa evidentemente dei perfetti idioti in grado di bersi qualunque cosa. Si sbaglia. Il secondo è che Gaeta non è in alcun modo rappresentata ed il suo Sindaco, Mitrano, o è ancora una volta complice di quanto accade o si lascia placidamente prendere in giro da chi solo pochi giorni prima lo rassicurava sul futuro del Primo Intervento garantendogli pubblicamente che nulla era ancora deciso. E’ sorprendente infatti che Mitrano ed il suo rappresentante Dies si facciano abbindolare dalle dichiarazioni ambigue e contraddittorie riportate anche sulla stampa e le ripropongano ai cittadini con piena soddisfazione, diversamente da molte altre amministrazioni che già in sede di assemblea hanno mosso durissime critiche. Casati afferma che non ci sarebbe alcuna chiusura in vista dei PPI ma una “riconversione delle funzioni di questi mini-pronto soccorso”. Riconversione in cosa? Ci chiediamo noi. Ce lo spiega subito dopo affermando che “l’assistenza va rimodellata a partire dalla presa in carico dei pazienti cronici”. Chiunque, anche un bambino, comprenderebbe tuttavia che Pronto Soccorso e Primo Intervento nulla hanno a che fare con le patologie croniche, come dice il loro stesso nome! Non è un caso se lo stesso Casati si tradisce poco dopo parlando più appropriatamente di “disattivazione” del nostro e degli altri PPI, scandendone addirittura le tempistiche in due fasi. Quello proposto da Casati infatti è, come egli stesso ha spiegato, ancora una volta il modello delle ormai famigerate “Case della Salute”, le quali dovrebbero sopperire allo smantellamento dei presidi ospedalieri ma non sono niente altro che grandi ambulatori. Esse inoltre sono destinate a diventare luogo di visita dei medici di famiglia riuniti in gruppi, facendo saltare un altro importante elemento di qualità del nostro sistema sanitario, ovvero il rapporto di fiducia e conoscenza diretta tra i medici di base e i loro pazienti. Che Casati andasse a domandare ad esempio ad un cittadino di Sezze se è contento e soddisfatto che il proprio Ospedale è stato sostituito da una “Casa della Salute” e poi venga a riferirci che risposte ha ottenuto! In realtà la relazione di Casati non si limita a confermare la disattivazione del PPI di Gaeta ma traccia per il nuovo piano aziendale in via di elaborazione la stessa filosofia applicata fino ad ora e che ha già condotto alla distruzione della sanità pontina e allo smantellamento del Presidio Ospedaliero di Gaeta. Questo accadde, lo ricorderemo fino alla nausea, con l’approvazione del Consiglio Comunale di Gaeta ancora in carica e dello stesso Mitrano che votò il vecchio Piano aziendale attualmente in vigore presso l’assemblea dei Sindaci. E’ la visione del sistema sanitario basata sui grandi centri di Formia e di Latina, oggi in realtà completamente al collasso, schiacciati dal peso di un’utenza ingestibile. E’ la visione che ha condotto alla chiusura o al ridimensionamento di tutti gli altri Presidi, quali appunto il “Di Liegro” di Gaeta, come confermato anche dall’impoverimento dei Centri di Fondi e Terracina e dalla divisione annunciata da Casati in due grandi “Macro Aree”, Nord e Sud, che farebbero di fatto scomparire il Presidio Centro. Un modello fallimentare come dimostrano soprattutto i dati delle migliaia di pazienti che ogni anno vanno a farsi curare presso altre ASL, producendo peraltro costi ingenti. Tutto è ovviamente a favore solo della sanità privata. Questo modello, che Casati intende confermare e rafforzare, ha già mostrato di essere non riformabile. Serve pertanto che finalmente si prenda atto della sua impraticabilità invertendo subito marcia e restituendo la vecchia funzionalità sottratta a Presidi quali il “Di Liegro” di Gaeta. Per queste ragioni confermiamo oggi più che mai l’importanza della petizione già avviata che può essere sottoscritta presso le edicole centrali su Corso Cavour, il “Bar Bazzanti”, il “Tarantella Caffè”, il “Brio Bar”, il Tabaccaio di via Serapide, la macelleria “da Michele”, altre attività commerciali, presso i banchetti organizzati per le strade cittadine e la sede del Consiglio popolare in via Indipendenza 206. Confermiamo inoltre la grande manifestazione cittadina che si riunirà alle 16:00 del 22 ottobre in Villa Delle Sirene per giungere al “Di Liegro”. Queste iniziative non hanno solo l’obiettivo di difendere il Primo Soccorso in via di chiusura ma anche e soprattutto di gridare insieme che rivogliamo il nostro ospedale. Sarà solo l’inizio di una lunga e dura battaglia.


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