"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

PETIZIONE PER BLOCCARE LA REALIZZAZIONE DI UN FORNO CREMATORIO IN LOCALITA' SANT'ANGELO

Il modulo deve essere stampato in formato A3 fronte/retro a mò di libretto. Una volta raccolte le firme (non serve riempirlo tutto) può essere consegnato presso la Sezione di Via Indipendenza 206, tutti i Martedì e Giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19. 

SCARICA I MODULI -----------------------------------------------------------------> Fronte / Retro  

Di seguito il testo della Petizione:


I sottoscritti cittadini firmatari dei Comuni di Gaeta, Itri e Formia:

 

Premesso che con delibera n°64 del 25/11/2020 il Consiglio Comunale approvava all’unanimità il “Progetto preliminare per la realizzazione di un Impianto Cimiteriale di Cremazione in località Sant’Angelo”.

 

Considerato che la Provincia di Latina con nota prot. 27127 del 11.08.2020, acquisita in atti al prot. 38104 del 11.08.2020, ha espresso il proprio parere negativo per quanto concerne le emissioni in atmosfera e sullo scarico delle acque reflue.

 

Considerata la volontà della Giunta Comunale di proseguire comunque nell’iter limitandosi a chiedere alla Provincia più congrue motivazioni sul dissenso, in assenza delle quali avrebbe fatto ricorso, come è di fatto avvenuto, all'istituto del "silenzio-assenso".

 

Considerato che contrariamente a quanto previsto dalla legge 30 marzo 2001, n. 130 “Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri” lo Stato non ha mai provveduto a definire le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione.

 

Considerato che “Il processo di cremazione del cadavere genera numerosi inquinanti atmosferici nocivi, tra cui particolato (PM), anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV) e metalli pesanti...Il benzene, una sostanza chimica che può danneggiare gravemente la salute umana, costituisce la percentuale maggiore (~ 50%) dei componenti chimici dei COV nei gas di combustione dei crematori.” [NCBI 2018].

 

Considerato che “Le principali emissioni dei crematori sono ossidi di azoto, monossido di carbonio, anidride solforosa, particolato, mercurio, composti organici volatili non metanici (NMVOC), altri pesanti metalli e alcuni POP” (diossine e furani) [EEA 2019].

 

Considerato che “Gli inquinanti più preoccupanti sono quelli noti per essere tossici per l'uomo e che possono bioaccumularsi nei tessuti (p. Es., PCDD / Fs e Hg) così come il particolato fine (PM 2,5), che può avere un impatto negativo sul cuore e sui polmoni ed è associato con alcune malattie croniche e esiti negativi alla nascita. Le prove sul rilascio di particelle radioattive, a seguito della cremazione di pazienti deceduti che erano stati trattati con sostanze radioattive (per esempio, trattamenti contro il cancro) non sono state ampiamente studiate ma sono state sollevate come un'area emergente di interesse pubblico e preoccupazione.” [NCCEH 2020].

 

Considerato che la zona in questione è circondata da abitazioni private e terreni agricoli e che al di sotto di esse sia presente una ricca falda acquifera e vista anche l’endemica scarsità di acqua potabile del nostro comprensorio.

Considerato che più in generale la gestione in affidamento a privati di molti servizi pubblici quali la raccolta dei rifiuti o il servizio idrico ha mostrato sistematicamente di violare i criteri di “efficacia, efficienza ed economicità” cui deve ispirarsi l’azione amministrativa (D. Lgs. 30 Luglio 1999, n 286);

 

 

Visti gli articoli 117 e 118 della Costituzione italiana che sanciscono il ruolo dei comuni nel garantire “…l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale…”

 

INVITANO

 

il Sindaco di Gaeta ad impedire la realizzazione nel territorio comunale di un forno crematorio nella sua qualità di autorità sanitaria locale, in ossequio all’art. 32 della Costituzione ed al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario e dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006 che comporta  l’obbligo di adottare provvedimenti appropriati al fine di prevenire taluni rischi potenziali per la sanità pubblica, per la sicurezza e per l’ambiente, facendo prevalere le esigenze connesse alla protezione di tali interessi sugli interessi economici.

 

CHIEDONO

 

L’immediata revoca di tutti gli atti amministrativi che hanno portato alla deliberazione di Consiglio Comunale n° 64 del 25/11/2020 e la revoca della stessa. 

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