"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

lunedì 23 dicembre 2019

Torbidità e rincari, “regalo di Natale” da Acqualatina ed Amministrazioni comunali.


Sono mesi ormai che il Sud Pontino è interessato dal fenomeno di torbidità dell’acqua. Se piove poco le dispersioni del sistema idrico non garantiscono il rifornimento durante i mesi estivi in cui la popolazione aumenta a dismisura, se piove troppo come in questo caso, invece dai rubinetti esce acqua marrone. Insomma sono davvero pochi i mesi dell’anno in cui si può usufruire dell’acqua potabile. Se tutto ciò non bastasse pochi giorni fa l’assemblea dei sindaci con voto favorevole, naturalmente anche del delegato di Gaeta, ha confermato anche per il 2019, come nei tre anni precedenti l’aumento del 3% sulle bollette, che se non fosse stato per un ulteriore finanziamento proveniente da fondi pubblici gestiti dall’ARERA, sarebbe arrivato anche al 5% e oltre. Siamo comunque di fronte ad un aumento di circa il 12 % in soli 4 anni, intanto il partner privato che detiene il 49% delle azioni di Acqualatina, controllato dalla multinazionale Veolià, può vantare utili netti di quasi 400 milioni di Euro.
Il Partito Comunista esprime solidarietà al popolo pontino e denuncia ancora una volta le intollerabili carenze nella fornitura dell’acqua ai cittadini. I comunisti propongono come obbiettivo programmatico principale ed iniziale del loro progetto politico l’esproprio, la nazionalizzazione ed il controllo operaio e popolare delle banche, delle società finanziarie, dei fondi speculativi, delle assicurazioni, delle aziende che hanno delocalizzato produzioni all’estero e delle grandi aziende e dei settori strategici di rilevanza nazionale, tra cui rientra anche l’acqua, bene comune per eccellenza, che secondo la volontà popolare espressa dal referendum del 2011, deve tornare ad essere totalmente pubblica.
Referendum di cui si era fatto paladino in campagna elettorale il M5S che una volta arrivato al governo ha puntualmente tradito, come è successo con tutte le altre promesse elettorali: avevano detto di essere contro l'Europa, l'euro e la Nato, salvo rimangiarsi tutto, avevano promesso il blocco del Tap, dell'acquisto degli F35, delle missioni militari all'estero, ma evidentemente scherzavano, avevano promesso la riconversione dell'Ilva di Taranto ma hanno approvato lo stesso piano previsto dal PD, hanno votato il condono fiscale, il decreto salva banche, la rimodulazione del MES etc.
Intanto, mentre la politica economica nazionale è gestita da banche e multinazionali tramite l’Unione Europea, che con una serie di trattati, vincola le scelte di natura economica dei singoli stati, le proposte che vengono dalla politica locale, per lo più assente sul tema della ripubblicizzazione, si limitano al massimo all’istituzione delle casette dell’acqua, un modo per far pagare due volte al cittadino un bene già profumatamente tassato in bolletta.
Come Partito Comunista invece proponiamo da anni al posto delle fallimentari Class Action della sinistra borghese, la lotta di classe contro la multinazionale francese, ovvero la campagna di obbedienza civile che con l’aumentare dei disservizi e dei rincari sta vedendo sempre più adesioni in tutto il Sud Pontino. Sporadiche manifestazioni di piazza convocate dalle forze corresponsabili della privatizzazione del servizio e delle liberalizzazioni servono a poco anche se ammantate sotto forma di civismo, evidenziando ancora una volta come in questo sistema la democrazia vale solo se a vincere sono i padroni e le banche.
Rinnoviamo quindi il sostegno ai cittadini del Sud Pontino che partecipano alla campagna di obbedienza civile che ricordiamo prevede il non pagamento delle utenze fino a che il sistema idrico integrato non verrà gestito da una società a diritto pubblico, come sancito dalla volontà popolare di milioni di Italiani.
Per ulteriori informazioni è possibile inviarci un messaggio sulla pagina facebook Partito Comunista – Gaeta - Sez. “Mariano Mandolesi”, o passare dallo sportello di ascolto al cittadino Linea Rossa che riaprirà tutti i martedì pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00,  a partire dal 7 gennaio presso la sezione di via dell’Indipendenza 206 a Gaeta.

Partito Comunista Sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta

venerdì 20 dicembre 2019

SCANDALO “PET-COKE”. PRIVATI ED AUTORITA’ PORTUALE SOTTO ACCUSA DA PARTE DEL PC


Apprendiamo dai mezzi stampa del sequestro per presunti gravi illeciti di un’area di stoccaggio del Pet-Coke di 20 mila metri quadrati, utilizzata dalla società che opera e movimenta lo stesso materiale, estremamente dannoso per l’ambiente e la salute umana, nel porto di Gaeta. Gli scarti del Pet-Coke, non trattati come previsto dalle normative vigenti, sarebbero stati sversati nelle acque del fiume Garigliano, per poi finire in mare. L’accaduto suscita ovviamente forti quanto fondati timori anche in relazione alle misure di sicurezza all’interno del porto cittadino oltre che all’efficacia ed alla frequenza dei controlli effettuati, soprattutto riguardo ai rischi corsi dai lavoratori e dagli abitanti dei quartieri della Piaia e di Calegna, adiacenti al porto e per questo più esposti alle dannosissime polveri sottili. Un fatto di cronaca tanto grave merita non solo la ferma condanna quanto l’analisi attenta delle cause che producono tali accadimenti. Il primo attore di questa vicenda è sicuramente, ancora una volta, il profitto economico, unico e solo obiettivo di operatori privati troppo spesso legati ad interessi opachi o malavitosi ed in grado di ottenere con vari strumenti più o meno leciti la connivenza di gran parte della politica. E’ quanto vediamo di continuo in diversi ambiti quali la gestione dell’acqua, dei rifiuti e di altri importanti servizi. Senza pubblicizzare la gestione di alcuni settori strategici fatti di cronaca come questo si ripeteranno con regolarità a danno della salute, dell’ambiente e dei diritti del lavoro. Non è un caso se già diversi anni fa i comunisti chiedevano, purtroppo inascoltati, l’istituzione di una Commissione Consiliare Antimafia che agisse in sinergia con le forze dell’ordine e mostrasse particolare attenzione proprio a quanto avviene all’interno del porto di Gaeta. Il secondo attore di tale vicenda è senz’altro l’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta i cui uffici nella nostra città sono stati interessati proprio in questi giorni dalla visita della Guardia di Finanza per presunte gravi irregolarità. Parliamo di un ente elefantiaco che gestisce tre porti i più lontani dei quali sono situati a ben 200 chilometri di distanza. Un network la cui appartenenza non poteva non vederci gravemente penalizzati alla luce delle maggiori dimensioni e del maggior peso di Civitavecchia e Fiumicino. Non è un caso che, come ben noto, la mole dei traffici passanti per il porto di Gaeta si è ridotta enormemente negli ultimi anni, come sono rimaste chimere le promesse di favorire alcuni settori quali l’agroalimentare rispetto ad altri più nocivi tra cui quello in questione. Non è un caso se rimangono irrisolti ed inascoltati problemi gravi quanto urgenti come l’attracco di petroliere in un’area individuata quale sensibile. Tutto ciò avrebbe meritato la ferma opposizione e condanna del mondo politico locale se non fosse per un patto scellerato che ha coinvolto tanto il Centrodestra quanto il Centrosinistra ai danni della nostra città. Un patto che ha visto volti noti della politica piazzati in posizioni dirigenziali di tutto rispetto ed elargizioni dell’Autorità portuale in favore di interventi urbanistici o di eventi quali quelli promossi dalla Giunta Mitrano, preziosissimi sostegni elettorali in un’epoca di tagli e di magra per le amministrazioni locali. In cambio di ciò pertanto la politica mette la cenere sotto al tappeto. Noi Comunisti invece, al contrario, non abbiamo timori nel denunciare quanto accade e nel dire a gran voce che non ci può essere uno sviluppo portuale sostenibile e rispettoso della salute, dell’ambiente e del lavoro senza il coraggio di rimettere in discussione lo strapotere delle imprese private che agiscono nel settore e la presenza stessa di Gaeta all’interno di questa Autorità portuale. 

Partito Comunista - Sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta   

domenica 8 dicembre 2019

SABATO 14 MARCO RIZZO A GAETA PER I 70 ANNI DELLA NATO


Sabato 14 Dicembre, alle ore 16.30, a Gaeta, presso l’“Old Station” Bar in piazza G. Mazzini, si terrà un’assemblea pubblica regionale del Partito Comunista dal titolo: “NATO: 70 anni di guerre imperialiste”. In occasione dell’incontro interverrà il Segretario Generale del Partito Marco Rizzo introdotto dal compagno Angelo Balzarani della Segreteria della sezione locale del PC “Mariano Mandolesi”.  La scelta di Gaeta ovviamente non è casuale alla luce della ben nota presenza in città della Base permanente della VI flotta USA e della squadra navale di scorta alla Portaerei “La Salle”. Una presenza che ha condizionato e condiziona pesantemente non soltanto la città ma tutto il territorio circostante sottoponendoli a gravi rischi e testimonia al contempo l’asservimento completo del nostro Paese alle logiche imperialiste, costellato di ben 113 basi militari straniere come quella di Gaeta. Una presenza che ricorda quanto pesantemente organismi quali la NATO e l’Unione Europea condizionino ogni aspetto delle nostra esistenza e dell’agenda politica.  L’intervento del Segretario Rizzo si concluderà con un momento di confronto aperto con i presenti.  

SEZIONE PC “MARIANO MANDOLESI” GAETA

sabato 12 ottobre 2019

SVOLTA NEL MONDO DEL LAVORO LOCALE: I LAVORATORI MUOVONO AZIONI CONTRO I PADRONI.

Un’altra stagione balneare può dirsi chiusa. Come comunisti di Gaeta abbiamo già evidenziato tramite inchieste quali sono le condizioni lavorative nei vari settori locali che più operano in questo periodo.  Oltre al 40% di lavoro “nero” che sussiste, nella maggioranza degli altri casi sono stipulati contratti che non coprono le eccessive ore effettive svolte e non retribuiscono in modo adeguato il lavoratore, spesso leso nella sua dignità. Questo quadro ad oggi risulta invariato, né nonostante le nostre denunce e sollecitazioni sono aumentati i controlli delle autorità competenti o le azioni amministrative e sindacali atte a contrastare questo sfruttamento tendente allo “schiavismo”. Si constata invece come per tutto il tempo dell’anno tali condizioni vanno estendendosi nei vari settori ai lavoratori d’ogni età ed esperienza, sempre più precarizzati a causa anche delle normative nazionali concepite a totale favore dei “datori di lavoro”.

Come ulteriore passaggio della nostra campagna permanente a difesa dei lavoratori, abbiamo lanciato un appello affinché si rivolgessero a noi per avere informazioni sui propri diritti e supporto per tutelarsi contro i soprusi subiti. Oggi prendiamo atto che questo appello non è caduto nel vuoto. Tanti ci stanno incontrando, diversi stanno avviando azioni contro i loro padroni e da determinati settori sono partite persino proposte associative. Sono passi da noi attesi che possono rappresentare una svolta nel mondo del lavoro locale. I lavoratori devono sapere che c’è chi da noi instradato sta muovendo richieste economiche per vie legali con buon esito e senza le temute conseguenze negative nel proprio futuro professionale. E’ però importante che sappiano pure che in mezzo a loro c’è chi va coltivando l’idea di aggregarsi.

Come Partito Comunista abbiamo infatti il ruolo di sviluppare la loro coscienza di appartenere a una classe sociale che necessita di unità ed organizzazione per ottenere tramite la lotta conquiste generali. Le norme vigenti e le collusioni istituzionali a copertura dello sfruttamento da parte delle classi padronali indicano come queste battaglie non possono essere vinte con singole azioni legali in un sistema che conosce come unica vera legge quella del profitto. La lotta per la trasformazione della società a partire dal mondo del lavoro ha insomma carattere più politico e il nostro partito ha il compito di esserne rappresentante e guida.

Noi comunisti prospettiamo un altro sistema sociale non capitalista e al contempo abbiamo comunque proposte per il presente anche a livello locale per rafforzare la marcia dei lavoratori verso tale futuro: la costituzione di una azienda speciale comunale che gestisca vari settori della città, offrendo servizi accessibili a tutti e creando posti di lavoro stabili; concessioni ed appalti vincolati alle condizioni lavorative; incentivi per il recupero di terre abbandonate o di aziende in fallimento rilevate dagli operai. Non mancheranno ulteriori occasioni per esporre i nostri punti programmatici in tal senso, ma i lavoratori devono però intanto comprendere che senza la loro unione anche le richieste di solo carattere rivendicativo quali maggiori salari ad orari ridotti e condizioni dignitose rimarranno inesaudite.

Rilanciamo quindi il nostro appello ai lavoratori di ogni settore affinché continuino a rivolgersi a noi tutto l’anno e auspichiamo che oltre a muovere vertenze sostengano le nostre battaglie a partire dalle prossime iniziative sul tema del Lavoro. Nel frattempo li invitiamo a non firmare in alcuna sede carte di conciliazione proposte da terzi, spesso lettere di dimissioni o atti che comunque invalidano qualsiasi richiesta futura contro i datori di lavoro in questione. Purtroppo ci arrivano testimonianze di questa pratica volta ad ingannare i lavoratori con la complicità di singole figure che non adempiano al necessario ruolo sindacale che dovrebbero svolgere. Gli interessati in vario modo a questo e quanto altro qui detto e prospettato possono continuare a contattarci all’indirizzo comunistigaeta@gmail.com  o raggiungerci al nostro sportello “Linea Rossa” aperto il martedì dalle 17 alle 19 nella nostra sede di Gaeta in via Indipendenza 206.



PARTITO COMUNISTA – GAETA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”.

mercoledì 2 ottobre 2019

IN PIAZZA - SABATO 5 OTTOBRE - ROMA


Per l'opposizione di classe al governo 5Stelle-PD. Contro l'Unione Europea dell'anticomunismo. 

Anche la sezione del Partito Comunista di Gaeta “Mariano Mandolesi” aderirà alla grande manifestazione di opposizione all’attuale Governo promossa dal Partito Comunista, che si svolgerà a Roma in piazza Santi Apostoli il 5 ottobre a partire dalle ore 15:30.
Il governo Cinque Stelle – PD non è un governo amico dei lavoratori, ma un esecutivo sostenuto dai poteri forti (Unione Europea, Nato, Stati Uniti, banche e Confindustria). I media e l’informazione parlano di governo giallo-rosso, ma di rosso non ha proprio nulla. È l’ennesimo prodotto della rinuncia del M5S alle istanze più radicali e di svolta dei suoi programmi. “Rosso” non è certamente il PD, alfiere delle politiche antipopolari, capace attraverso la propria influenza sui sindacati confederali di legittimare le peggiori politiche contro i lavoratori spegnendone l’opposizione sociale. “Rossa” non è neppure quella sinistra residuale presente in Parlamento (LEU, SI) che subito si è accodata al nuovo esecutivo, spinta solo dall’autoconservazione dei propri gruppi dirigenti e priva di qualsiasi ruolo sociale. Questo Governo proseguirà le politiche antipopolari dei precedenti.
Si vantano di aver mandato a casa Salvini, ma con questo Governo non fanno che rafforzare la crescita della destra. Ci siamo sempre opposti ai provvedimenti della Lega, a differenza di chi, come il Partito Democratico, quando era al governo ha fatto le stesse politiche. Se la “sinistra” si mette dalla parte dei ricchi, dell’Unione Europea e delle banche consegna le classi popolari alla destra peggiore.
Serve un vero cambiamento di sistema, che abbatta lo sfruttamento ormai sempre più insostenibile. Portare al potere i lavoratori e le classi popolari, come mezzo necessario per conquistare nuovi diritti, sconfiggere povertà e sfruttamento, risolvere la questione ambientale. Ricostruire un tessuto di protagonismo e partecipazione dei lavoratori e delle classi popolari, e non mettere qualche ministro in governi che fanno gli interessi dei capitalisti. Attraverso la costruzione di una forte opposizione al Governo, lavorando per la formazione di un vasto fronte sociale capace di unire i lavoratori e le classi popolari, le organizzazioni sindacali di classe e le forze politiche e di movimento. Un fronte di lotta che dimostri che l’unica vera alternativa possibile è quella in cui il potere è nelle mani dei lavoratori.
Una vergognosa risoluzione del Parlamento Europeo votata insieme dai deputati del PD della Lega e di Fratelli d’Italia ha equiparato il comunismo al nazifascismo, chiedendo di vietarne simboli e organizzazioni. Scendiamo in piazza con le nostre bandiere rosse per difendere la memorai storica, con la consapevolezza che solo il Comunismo è ancora l’unica alternativa possibile a questo modello di sistema nel quale poche decine di persone hanno la stessa ricchezza di miliardi di abitanti del mondo.
La sezione “Mariano Mandolesi” invita quindi tutti i cittadini, gli iscritti e i simpatizzanti, le forze sindacali e politiche, che con noi condividono la necessità di costruire un’opposizione sociale a questo Governo, a partecipare insieme a noi questa manifestazione, dandoci appuntamento alla stazione di Formia – Gaeta alle ore 13:20.
Per informazioni e per partecipare alla manifestazione contattateci sulla pagina facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez. “Mariano Mandolesi”.


Partito Comunista Gaeta 
Sezione Mariano Mandolesi

sabato 24 agosto 2019

Medici di Famiglia e PPI sotto attacco. Gli effetti delle politiche liberiste e la faccia tosta di Mitrano.


Da anni denunciamo, spesso in solitudine, il processo verso la definitiva chiusura dei Punti di Primo Intervento tra cui quello di Gaeta, coincidente con la fine di quel poco che resta del Presidio ospedaliero “Di Liegro”. Da anni rendiamo note le responsabilità ampiamente trasversali delle forze liberiste, da destra a sinistra, e l’indifferenza di tutto il ceto politico locale. E sempre da anni ripetiamo che la soluzione dei problemi non può essere cercata unicamente nella pur doverosa e ferma difesa di quanto rimasto, ma deve passare per una radicale revisione del modello fallimentare seguito a livello regionale. Esso consiste nel progressivo depotenziamento dei centri esistenti e diffusi sul territorio in favore di pochi e grandi poli ospedalieri e soprattutto del business della sanità privata, mentre noi rivendichiamo il ripristino dei servizi soppressi presso i nosocomi quali il nostro, Pronto Soccorso in primis. Già in diverse occasioni siamo riusciti ad esercitare una forte pressione supportata dall’opinione pubblica locale e dalle mobilitazioni che abbiamo organizzato con presidi, manifestazioni e petizioni bloccando quanto stava accadendo. Tuttavia eravamo ben consapevoli del fatto che la volontà di colpire il nostro Punto di Primo Intervento fosse concreta e l’esecuzione di quanto previsto solo rinviata. È di dominio pubblico infatti la notizia che quanto abbiamo denunciato si concretizzerà il primo gennaio del 2020 con la chiusura notturna del servizio. Altro aspetto grave e purtroppo da noi previsto consiste nel coinvolgimento annunciato dei medici di famiglia nella gestione del centro ambulatoriale che sostituirà il PPI. Tale scelta è l’evoluzione naturale di quanto già accaduto con l’istituzione della “medicina di gruppo” tra i medici della mutua. Questo sistema, spacciato come frutto di scelta volontaria dei medici condotti, i quali hanno ricevuto invece pressioni di vario genere per aderirvi, ha minato pesantemente l’autonomia professionale del medico di famiglia colpendo quel rapporto di conoscenza e fiducia continuo e diretto tra questa figura e il suo assistito, considerato uno dei punti di maggior prestigio e qualità del nostro sistema sanitario. Con l’ospedalizzazione di fatto del medico di famiglia si compirebbe il passo definitivo verso la rottura di questo rapporto tra paziente e medico. Ci sorprende in tal senso che i medici di base e le loro sigle non si siano ancora, a quanto ci risulta, espressi pubblicamente in merito al fine di scongiurare questo infausto destino. Sorprende ancor di più la faccia tosta del Sindaco Mitrano che, dopo aver negato per anni quanto denunciavamo, essersi posto in modo ostile nei riguardi delle mobilitazioni che abbiamo organizzato in tal senso trattandoci come visionari, essersi vantato degli ottimi rapporti con la dirigenza della Asl millantando anzi in più occasioni l’imminente potenziamento dei servizi sanitari locali ed infine dopo avere addirittura approvato, malgrado i nostri appelli, diversi Piani aziendali che prevedevano a chiare lettere quanto sta accadendo, a cose ormai fatte, ha il coraggio di inviare ai giornali una nota pubblica in cui si mostra indignato per le decisioni prese e finge di essersi opposto alla loro attuazione. La verità, ormai da tempo sotto gli occhi di tutti, è che l’attacco alla sanità pubblica è frutto di un patto scellerato tra le maggiori forze politiche del paese che, al di là degli scontri di facciata, condividono e portano avanti le stesse identiche politiche decise dai burocrati di Bruxelles. Dal PD a Forza Italia e alla Lega tutti hanno assecondato quanto avviene, passando dai 5 stelle che dopo tanti proclami, una volta al governo, nulla hanno fatto di concreto, per invertire realmente il processo in corso. Facciamo invece appello ancora una volta ai cittadini per mobilitarsi con ogni mezzo al fine di impedire quanto accade, in primo luogo individuandone i responsabili.
PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

giovedì 8 agosto 2019

SFRUTTAMENTO STAGIONALE, APPELLO DEL PARTITO COMUNISTA RIVOLTO AI LAVORATORI

A Gaeta ed in gran parte del Basso Lazio la stagione balneare è sinonimo di impiego precario, spesso a condizioni che rasentano lo schiavismo. Molti giovani affrontano le prime esperienze di lavoro poco o per niente consapevoli dei propri diritti mentre un numero crescente di dipendenti in età più avanzata è costretto ad accettare condizioni umilianti.
Pochi mesi fa il Partito Comunista ha lanciato un’inchiesta sulle condizioni effettive di lavoro stagionale nei settori della balneazione, della ristorazione, del commercio, dell’alberghiero-ricettivo, dell’intrattenimento, dell’agricoltura e della pubblicità, durante gli ultimi 3 anni. Numerosi lavoratori hanno compilato il nostro questionario. Il quadro emerso è allarmante e vergognoso. Il 55% del campione possedeva un’età uguale o inferiore ai 25 anni, il 42% non ha avuto precedenti rapporti di lavoro con lo stesso datore. Il 40% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in nero, il 73% dalle 9 alle 13 ore giornaliere, il 31% con paga oraria inferiore ai 3 Euro, il 63% con paghe inferiori ai 4 Euro, il 58% senza giorno libero, il 31% senza diritto ad una sola pausa, il 60% non ha maturato alcuna indennità di disoccupazione, il 36% ha subito trattamenti offensivi ed umilianti.
La maggior parte dei lavoratori in questione subisce queste condizioni in aziende che ricavano da tempo profitti alti, spesso da capogiro. I settori indagati potrebbero nel complesso generare quantomeno il doppio degli occupati in più a salari maggiori, orari di impiego inferiori e condizioni più dignitose, se i “datori di lavoro” si attenessero anche solo al semplice rispetto delle norme in materia. Va detto però che l’evoluzione delle leggi nazionali sul lavoro e le forme contrattuali concesse stanno comunque permettendo di trasformare tutti i lavoratori in dei precari sempre più assoggettati, sul genere proprio degli “stagionali”.
All’origine dell’aggravarsi del problema vi sono i rapporti di forza fra le classi sociali, in Italia e nell’UE sempre più sbilanciati a favore dello strapotere dei capitalisti. Fra le cause della condizione descritta a livello locale vi sono di conseguenza più tipi di complicità. Ci sono amministrazioni comunali che tutelano interessi ristretti e non contrastano le più bieche forme di sfruttamento laddove avvengono su beni demaniali in concessione o nelle attività in appalto; ci sono gli enti preposti al controllo sulle condizioni del lavoro, non a caso depotenziati e colpevolmente distratti, silenti anche a seguito della pubblicazione della nostra indagine; c’è infine l’inadeguatezza delle diverse organizzazioni sindacali che contro la piaga dello sfruttamento stagionale non si sono qui mai spesi. I lavoratori non possono quindi aspettarsi che la loro difesa arrivi dalle istituzioni esistenti che, delle ingiuste relazioni fra le classi sociali, sono un riflesso.
Il Lavoro non è un favore ricevuto per cui dover ringraziare i padroni, non può diventare un privilegio per il quale si è costretti ad accettare qualunque condizione, pur di non perderlo. Il Lavoro è l’unica fonte della ricchezza generale e l’enorme e ingiusto concentrarsi d’essa nelle mani di pochissimi, parte proprio dallo sfruttamento dei lavoratori stessi. A nulla serve lagnarsi senza lottare. La condizione attuale può essere contrastata e modificata solo a partire dall’organizzazione e la reciproca solidarietà dei dipendenti stagionali e precari, la loro unità rivendicativa. La formazione di una coscienza di classe e il coraggio di intraprendere vertenze contro i padroni possono rappresentare dei punti di partenza in un percorso di riscossa e di emancipazione collettiva che necessita di un soggetto politico rivoluzionario di riferimento.
Per queste ragioni facciamo appello ai vari dipendenti affinché si rivolgano al nostro Partito per ricevere informazioni sui propri diritti e supporto legale per tutelarsi anche economicamente contro i soprusi subiti. Gli interessati in vario modo possono nel frattempo contattarci all’indirizzo comunistigaeta@gmail.com aggiungendo all’oggetto la dicitura “LAVORO STAGIONALE”.

PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

sabato 20 aprile 2019

EUROPEE 2019: Benedetto Crocco nelle liste del Partito Comunista


Benedetto Crocco sarà candidato nella lista del Partito Comunista della nostra circoscrizione in occasione delle elezioni del 26 Maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Lavoratore precario e militante Comunista, Segretario della sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta, già candidato a Sindaco nelle ultime elezioni amministrative e alla Camera dei deputati in occasione delle scorse politiche. La candidatura sancisce un importante riconoscimento del lavoro svolto sul territorio in tutti questi anni dal gruppo che Crocco rappresenta. Un’azione politica intensa, incessante e ben nota ai cittadini a tutela del lavoro, del diritto abitativo, della lotta alle privatizzazioni selvagge, per l’acqua pubblica, contro lo smantellamento del sistema sanitario, sempre a sostegno delle classi popolari e dei loro bisogni. Un punto di riferimento presente e stabile nella nostra realtà, contrariamente ai tanti soggetti nati sull’onda del momento elettorale e destinati a scomparire il giorno successivo o liquidi. Una candidatura che vuole dar voce ad istanze sociali e problematiche diffuse e comuni a tutto il territorio del Basso Lazio. E’ qui che emergono più che altrove gli elementi che il PC da sempre denuncia e combatte tra crisi aziendali e dismissioni risolte sempre sulla pelle dei lavoratori, disoccupazione di massa, livelli di sfruttamento intollerabili in diversi settori, ripartizione iniqua delle ricchezze e delle risorse, tutti elementi favoriti proprio dalle politiche imposte dalla Troika Europea. Per la prima volta dalla sua nascita (2014) il Partito Comunista sarà presente alle elezioni europee in tutte le circoscrizioni. La partecipazione alle elezioni europee non muta il nostro giudizio sulla natura irriformabile dell’Ue e delle sue istituzioni.
In tutta Italia i nostri militanti utilizzeranno queste poche settimane per denunciare la reale natura dell’Unione europea. Nessuna ipocrisia e nessun opportunismo, i lavoratori e le masse popolari hanno solo da perdere con questa Unione Europea. La presenza dei Comunisti all’interno del Parlamento europeo tuttavia può fornire un’importante cassa di risonanza delle nostre battaglie e posizioni. L’unica vera alternativa infatti è lavorare al rafforzamento di un’organizzazione politica che abbia come prospettiva l’abbattimento della società capitalista e la presa del potere politico da parte della maggioranza delle persone. Proprio come alle politiche del marzo 2018, cercheremo di far arrivare chiaro questo messaggio. Oggi le classi dominanti e i loro potenti mezzi di informazione cercano di far credere alle masse popolari che la “partita” si giocherà tra forze di governo e forze di opposizione, tra europeisti e nazionalisti, divisi nella propaganda ma sempre uniti nel fare gli interessi della grande finanza e del capitale italiano ed estero. Solo il rafforzamento dei comunisti può creare in Italia e in Europa i presupposti di una reale svolta politica. Contattaci per sostenere la nostra azione sulla pagina facebook “Partito Comunista – Gaeta - Sez. Mariano Mandolesi”, via email: comunistigaeta@gmail.com o direttamente di persona presso la nostra sezione in via Indipendenza 206, che è aperta tutto l’anno in particolare il martedì dalle 17 alle 19 con lo sportello di ascolto e di supporto ai cittadini “Linea Rossa”.

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” -GAETA

sabato 13 aprile 2019

PC E GESTIONE RIFIUTI: CI DANNO RAGIONE MA NON INTENDONO VOLTARE PAGINA


In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata una mozione bipartisan riguardante i rifiuti in favore di una gestione comprensoriale. Non sorprende ormai più nessuno la convergenza di destra e Partito Democratico, suddiviso nelle sue varie fazioni, vista la perfetta complementarietà delle politiche sostenute a livello nazionale ed il governo cittadino gestito addirittura in tandem. Potrebbe sorprendere invece i meno informati il fatto che perfino queste formazioni a noi antitetiche sembrino riconoscere dopo tanti anni quanto da sempre denunciano i Comunisti, ovvero l’insostenibilità dell’attuale gestione non solo in questo ambito. PD e Forza Italia hanno infatti sostenuto e sostengono attivamente la privatizzazione pressoché completa dei servizi ed il taglio alla spesa pubblica in piena sinergia con quanto indicato dalla Troika europea attraverso i suoi trattati, il Fiscal Compact ed il pareggio in bilancio. Anche a Gaeta hanno continuato indisturbati ed imperterriti a guidare le politiche in questione malgrado i nostri ripetuti e prolungati appelli, le nostre denunce, le nostre battaglie.  Nonostante le apparenze infatti nessuno si faccia illusioni su di un possibile ripensamento miracoloso. L’approvazione della mozione in oggetto è in realtà frutto della convergenza tra due principali interessi. Il primo è il disperato tentativo di una parte delle minoranze di conquistare un momento di visibilità agli occhi dei tanti che continuano a chiedersi cosa ci facciano tra i banchi del Consiglio cittadino, cementandosi al contempo con la componente del PD formiano dell’ex Sindaco Bartolomeo. Il secondo è l’interesse del ben più scaltro Mitrano e della sua cricca nello sfruttare l’inaspettato assist offertogli, smarcandosi finalmente da una situazione divenuta insostenibile perfino per lui. Mitrano si trova infatti con una ditta appaltatrice raggiunta da molteplici interdittive antimafia, noti scandali che hanno coinvolto suoi amministratori locali, costi insostenibili, tasse in ulteriore aumento per coprirli a discapito delle fasce popolari. Quale occasione migliore di un voto che nell’immediato potrebbe lasciare immutata la condizione attuale fornendo in cambio l’illusione di una presa di distanza dagli attuali disastri? Quale migliore occasione per togliere alle già debolissime opposizioni consiliari anche uno dei pochi argomenti in loro favore? Quale occasione migliore infine avrebbe avuto Mitrano per ribadire la propria inedita attenzione al territorio circostante in favore di una sua possibile futura carriera politica? Anche qualora la mozione avesse un seguito, cosa della quale è più che lecito dubitare, non muterebbe comunque di molto la sostanza dell’attuale condizione. Il documento infatti indica la strada di una gestione comune del ciclo dei rifiuti che coinvolga diversi centri urbani, cosa di per sé sensata, ma non mette realmente in discussione la vera origine dei problemi in questo settore, fonte di costi esosi, scarso controllo pubblico, mancanza di garanzie per i dipendenti, inefficienze, clientelismo, corruzione e possibili infiltrazioni malavitose: la gestione privatistica. La “Formia Rifiuti Zero” di cui si indica il modello da seguire e si auspica addirittura l’acquisto di un pacchetto azionario da parte del Comune di Gaeta, non è un’azienda municipale come erroneamente affermato da diverse testate giornalistiche, bensì una società di capitali a responsabilità limitata (S.R.L.), amministrata sulla base del criterio del profitto economico. Attualmente il Comune di Formia detiene tutto il pacchetto azionario, ma un futuro ingresso di soggetti privati, magari spinto da esigenze di bilancio, è perfettamente compatibile con la natura dell’azienda, anzi sembra addirittura l’esito più probabile visti i tempi che corrono. Essa peraltro è già attualmente dotata di un’autonomia pressoché totale. Non è un caso se nel tempo si sono susseguite numerose denunce da parte dei lavoratori i quali lamentano di avere poca o nessuna voce in capitolo riguardo a ritmi imposti, trattamento salariale, dotazioni insufficienti, sicurezza, mentre la società ha colpito indisturbata con provvedimenti punitivi quanti hanno avuto da ridire. Tra i casi più recenti troviamo quello di un dipendente raggiunto da pesante ed ingiustificata sanzione dopo decenni di onorato servizio e a pochi giorni dal proprio pensionamento, cui il tribunale competente ha poi dato pienamente ragione. Fatti molto simili a quanto verificatosi purtroppo nella nostra città. Non è un caso neanche se le assunzioni all’interno dell’azienda formiana procedono con criteri discutibili tra operai insufficienti e malpagati ed un Direttore Generale con stipendio d’oro da minimo 63 mila euro lordi annui. Ad un’attenta analisi dei dati risulta inoltre falsa la notizia di costi e tariffe in diminuzione. Nel 2019 i costi di gestione totali della “Formia Rifiuti Zero” ammontano infatti a 8.626.000 Euro, quasi 400 mila euro in più rispetto all’anno precedente, inoltre le famiglie formiane pagheranno più che nel 2018 e a prescindere dal loro reddito proprio come avviene da noi. Il modello della “Formia Rifiuti Zero” in altre parole ripropone gran parte delle problematiche proprie dell’attuale gestione e non mette al riparo da un futuro ingresso di capitali privati. PD, Forza Italia e le fedeli forze civiche presenti nel Consiglio Comunale di Gaeta non si sono smentiti nemmeno questa volta. Le criticità indicate si ridurrebbero se venissero invece finalmente attuate le proposte che ribadiamo da tempo, con la creazione di una o più “Aziende Speciali” comunali per la gestione di innumerevoli servizi tra i quali appunto il ciclo dei rifiuti, affiancate da un organo di controllo democratico dei lavoratori e con la possibilità prevista dalla legge di consorziarsi con altri comuni. Ormai però sappiamo bene che purtroppo dall’attuale Consiglio comunale cittadino e dagli interessi sociali esclusivi in esso rappresentati non ci si può aspettare nulla di buono.

PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

mercoledì 27 marzo 2019

SI È TENUTA LA MANIFESTAZIONE DEL PC CONTRO I DISTACCHI DELL’ACQUA E PER IL RISPETTO DELLA DELIBERA CHE LI VIETA


Come annunciato da tempo Mercoledì 27 il Partito Comunista ha manifestato in concomitanza della seduta del Consiglio comunale di Gaeta per chiedere il rispetto della delibera contro i distacchi dell’acqua ai cittadini morosi, sottoscritta nel 2016 da centinaia di cittadini ed approvata a larga maggioranza dall’assise. La manifestazione si è resa necessaria alla luce del mancato rispetto nei confronti del deliberato da parte della società, che ha anzi ultimamente intensificato i distacchi come segnalatoci da molti utenti, oltre che dal totale disinteresse finora mostrato dal Consiglio e dall’Amministrazione nei confronti di un fatto tanto grave. Nostro intento non era solo tentare di colmare la consueta distanza tra il dibattito politico consiliare e le problematiche più gravi che colpiscono le classi popolari ma anche ricordare a gran voce il ruolo e l’importanza delle istituzioni cittadine rispetto all’arroganza di una società a partecipazione privata e alla grave responsabilità di coloro i quali non fanno nulla per difenderle.
Purtroppo già prima del presidio la scelta della Conferenza dei capigruppo e della Presidenza di non inserire alcun punto di discussione su di un tema tanto importante e sollevato da tempo aveva confermato il solito atteggiamento di chiusura, di autoreferenzialità e di insensibilità alle esigenze delle classi più deboli e dei cittadini che si battono per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Dal rumoroso e partecipato presidio di protesta è anche giunto un appello inascoltato di ricevere una delegazione di manifestanti che illustrassero la situazione di grave criticità di cui siamo a conoscenza. Sarebbero state esposte inoltre più nello specifico le richieste del PC, consistenti in azioni concrete per sanzionare la società per la sua inottemperanza riportando l’accaduto anche all’interno dell’assemblea dell’ATO o nell’immediata firma di un’ordinanza sindacale emessa contro i distacchi, anche per ridurre i rischi igienico sanitari.
Ci ha rincuorato e ci fa ben sperare la grande partecipazione ed attenzione manifestata dai cittadini sul tema, non solo in occasione del presidio di protesta ma anche nelle settimane precedenti, perfino da parte di coloro che non sono stati colpiti direttamente dai distacchi selvaggi. Certo è che la nostra battaglia per rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza su di un fatto tanto grave e sulla collusione della classe politica cittadina con i ristretti interessi privati rappresentati da Acqualatina ha avuto nella manifestazione un momento importantissimo e si protrarrà in futuro. Anche nel caso in cui nell’immediato le nostre richieste non venissero accolte avremmo ugualmente raggiunto un obiettivo non da poco smascherando in maniera definitiva l’ipocrisia di quanti nel 2016 approvarono la nostra delibera solo per una squallida operazione di facciata, con in prima fila la maggioranza e l’attuale Sindaco, nutrendo in realtà il più profondo disinteresse per la grave ingiustizia che vede intere famiglie private del bene più prezioso, l’acqua.



PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

lunedì 18 marzo 2019

23M MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI.


I comunisti invitano tutti a partecipare alla giornata di Sabato a Roma, e all’iniziativa di Giovedì a Gaeta. 

Il 23 Marzo con partenza da piazza della Repubblica a Roma alle ore 14, si terrà la Marcia per il Clima e contro le grandi opere inutili indetta dai comitati, i movimenti e le associazioni ambientaliste che in questi anni hanno lottato e si sono sentite tradite dal governo del “cambiamento”. Infatti mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni, con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.
La questione ambientale è la dimostrazione che il modello capitalistico è insostenibile. Il futuro dell'umanità non può essere soggetto alle leggi del profitto privato: un pugno di monopoli finanziari non può determinare i destini di miliardi di persone e di un pianeta intero, imponendo un modello di produzione e consumo che è funzionale alla realizzazione dei propri guadagni e non del benessere e delle esigenze collettive. Per questa ragione non è possibile alcuna politica radicale, duratura e risolutiva in favore dell'ambiente senza mettere in discussione questo modello di sistema.
Pertanto la sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista di Gaeta invitano a partecipare alla marcia i loro militanti, sostenitori, simpatizzanti e tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti di questa terra e dei suoi abitanti, i comitati del Golfo di Gaeta che da anni lottano per diffondere consapevolezza e tutelare il territorio, le associazioni e i singoli che combattono dal basso, le comunità religiose e tutte le forze che sentono di potersi impegnare per quella che deve diventare un‘unica grande battaglia comune.
La lotta per la difesa dell'ambiente è una lotta giusta. Deve essere parte integrante della lotta del nostro tempo per il rovesciamento dei rapporti sociali capitalistici. Non lasciamo che alla testa di queste lotte giuste si pongano gli stessi che sono responsabili della distruzione dell'ambiente e dello sfruttamento dei lavoratori e dei popoli. Scendiamo in piazza per dire chiaramente che il sistema capitalistico è incompatibile con il futuro dell'umanità.
In preparazione alla giornata di Sabato si terrà Giovedì 21 Marzo alle 18 presso la sezione di via Indipendenza 206 una serie di letture, proiezioni e dibattito sulla questione ambientale, a seguire cena di autofinanziamento. 
Il raduno per il 23 Marzo invece è fissato Sabato alle ore 12 presso la stazione di Formia.

Fronte della Gioventù Comunista Gaeta
Partito Comunista – sezione “Mariano Mandolesi”

mercoledì 27 febbraio 2019

AMERICA LATINA: Un nuovo piano Condor?


Proseguono le iniziative culturali e di controinformazione del PC di Gaeta. Venerdì  1 marzo alle 17, presso la sezione di Via Indipendenza 206,verrà proiettato il docu-film “VENEZUELA: LA CAUSA OSCURA”. A seguire interverrà a nome del Fronte della Gioventù Comunista Enrico Bilardo, membro del Comitato Centrale. Riteniamo infatti di fondamentale importanza fare luce sulle vicende che negli ultimi tempi stanno interessando l’America Latina ed in particolare il Venezuela, Paese che si trova in un’area nella quale le trame dell’imperialismo occidentale hanno da sempre favorito l’instaurazione di dittature sanguinarie e “governi fantoccio” dipendenti direttamente da Washington. Ricordiamo ad esempio che “Piano Condor” fu proprio una massiccia operazione statunitense degli anni settanta, volta a reprimere opposizioni alle dittature e destituire governi democratici tramite principalmente pratiche di terrorismo, tortura e omicidio coordinate dagli USA. Oggi occorre rompere il muro mediatico che si è innalzato contro il popolo venezuelano, contro il suo Presidente legittimamente eletto che ha come unica colpa agli occhi delle potenze occidentali quella di non essere espressione del manipolo di banchieri, grandi industriali e speculatori che ambiscono prima di tutto a controllare il petrolio e le tante risorse del Paese. Da sempre il PC ed i comunisti di Gaeta si battono per la pace e l’autodeterminazione, contro l’imperialismo e le guerre di rapina a danno dei popoli. Il tema del Sud America e in particolare del Venezuela ci tocca poi  direttamente vista la massiccia immigrazione passata verso quei Paesi che ha riguardato molti nostri conterranei che ora non hanno voce a rappresentarli se non quella distorta dell’informazione a soldo dei padroni o dei racconti faziosi di chi non appartiene alle classi popolari colpite dalle attuali misure imperialiste. In occasione dell’incontro di venerdì sarà inoltre possibile sottoscrivere la petizione mondiale  “Giù le mani dal Venezuela”, che è prima di tutto un accorato appello al popolo statunitense affinché non sostenga le politiche di guerra economica e militare del proprio governo. Sarà comunque possibile firmare la petizione nella nostra sezione pure nei martedì successivi dalle ore 17 alle 19.  Altra nostra iniziativa su questa tematica si svolgerà invece il 31 marzo alle ore 18 alla presenza della giornalista Gerarldina Colotti che sarà in quei giorni di ritorno proprio dal Venezuela.


Partito Comunista – Gaeta – Sezione “Mariano Mandolesi"

domenica 24 febbraio 2019

Presidio del Partito Comunista contro Lega-M5S: “E’ un altro Governo contro i lavoratori”.



Nella mattinata di Domenica si è tenuto nei pressi del lungomare di Serapo a Gaeta un presidio informativo e di protesta del Partito Comunista. A partire dallo slogan “Lega-M5S, un altro Governo contro i lavoratori” si è contestato in particolare proprio l’insieme di misure che forse più hanno contraddistinto l’esecutivo “giallo-verde”, ovvero quelle per l’istituzione del “reddito di cittadinanza”, la “quota 100” per le pensioni e la “flat tax”. Tramite i volantini distribuiti e il dialogo con i militanti comunisti,  molti cittadini hanno così potuto apprendere meglio e spesso per la prima volta tante questioni che l’attuale governo si guarda bene dal raccontare.
Quanto al “reddito di cittadinanza”, spacciato per un diritto universale atto a creare posti di lavoro, c’è da dire invece che i requisiti d’accesso sono molto ristretti e riguarderanno solo i più bisognosi, vincolando tramite Patto di Lavoro tutti i maggiorenni delle famiglie interessate. La prestazione durerà 18 mesi, rinnovabile una sola volta e si dovrà accettare una di tre offerte di lavoro, pure da tutta Italia, per un reddito troppo basso per campare lontani da casa, solo in minima parte spendibile in contanti e comunque non risparmiabile. Non si genererà occupazione stabile, mentre i padroni avranno contributi e una massa di lavoratori dalle fasce più deboli, sfruttati per mansioni molto basse a breve termine. Tutto pagato dallo Stato, ossia soprattutto con le tasse prelevate dalle classi popolari. Se si considera pure che è stato preservato il Job Act e non reintrodotto l’art.18, allora è fin troppo evidente che nel complesso questa manovra non ha avvantaggiato la classe lavoratrice.
Se in termini del lavoro non si è favorito coloro che più di tutti andavano supportati ovvero quelli che producono la ricchezza con la propria fatica e quanti vorrebbero fare altrettanto per acquisire dignità sociale, in termini pensionistici e fiscali il Governo riesce ad essere altrettanto ingiusto. Non si è abolita davvero la “Fornero” come si va sbandierando, ma tramite la “quota 100” si sono invece introdotte penalizzazioni che colpiscono paradossalmente proprio chi più ha duramente lavorato in vita sua o è comunque svantaggiato in partenza. A chi accetta questo accordo pensionistico, spesso perché disperato per le proprie condizioni di lavoro, viene tagliato fino a circa 1/4 dell’assegno previdenziale, decurtazione che per le donne può arrivare al 40%. Inoltre la quota sarà praticamente irraggiungibile se si svolgono lavori usuranti o discontinui, o se si è giovane, in particolare del Sud. Con la “flat tax” solo per lavoratori autonomi invece è stata agevolata la fascia medio-alta delle partite Iva e non le imprese individuali. Gli “autonomi” nella maggior parte dei casi pagheranno imposte sostitutive in proporzione inferiori a quelle ordinarie dei lavoratori dipendenti.
Si potrebbe concludere dicendo che se i precedenti governi hanno fatto gli interessi dei padroni, questo da un colpo al cerchio e uno alla botte. Benefici a padroni e lavoratori autonomi medi, mance avvelenate agli indigenti, niente per i lavoratori dipendenti. In tutt’altra direzione vanno invece le proposte del Partito Comunista che si prepongono come obiettivi una politica della piena occupazione tramite nazionalizzazioni dei settori strategici e monopolistici e un grande piano di interventi strutturali sul territorio italiano, di ripristino di diritti, abolizione della precarietà  e fissazione di un salario minimo intercategoriale, di riduzione generalizzata delle imposte sui redditi da lavoro, alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole attività e tassazione dei grandi patrimoni e multinazionali, di abolizione vera della legge Fornero e riduzione a 60 anni della età pensionabile.
Lavorare meno, lavorare tutti, lavorare meglio a parità di salario si può. E’ così che si da vero potere ai lavoratori per costruire una Italia socialista.

Partito Comunista – Gaeta – Sezione “Mariano Mandolesi”

mercoledì 20 febbraio 2019

MERCATO DEL PESCE: GRAVI LE RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE

La vicenda della mancata apertura del nuovo mercato del pesce sito in località “ex Canaga” è per molti aspetti emblematica del modo di agire dell’amministrazione Mitrano e del suo rapporto con l’Autorità Portuale. Tutti ricorderanno la grande enfasi del Sindaco riguardo alla costruzione della nuova struttura costata 400 mila Euro pubblici, da lungo tempo attesa, perfetta per ogni esigenza e presto risolutiva di qualsiasi problema. In quella sede, come al solito, l’amministrazione cittadina si arrogò il merito di aver coinvolto l’ente portuale ed avere ispirato la realizzazione dell’opera. Ancora una volta l’Autorità Portuale veniva adoperata in realtà quale strumento utile ad elargire briciole e piccoli favori alla classe politica locale in cambio del totale silenzio ed immobilismo di quest’ultima rispetto alla costante ed ormai inesorabile perdita di prestigio e di importanza del porto cittadino in favore di altri network. Questa è testimoniata impietosamente dai dati relativi alla movimentazione delle merci in discesa verticale. Tuttavia ora è lo stesso Sindaco, costretto dal trascorrere del tempo e forse da un intervento maldestro di un proprio assessore, a prendere nuovamente la parola in una recente quanto imbarazzante nota. In essa egli riconosce le cause della presente condizione di stallo in un mancato accordo preliminare con gli operatori del settore, proprio coloro i quali avrebbero dovuto fruire della nuova struttura. La più totale mancanza di confronto con i soggetti interessati e di coinvolgimento nelle scelte operate è, non a caso, una delle accuse che da tempo rivolgiamo alla Giunta Mitrano, la quale ha fatto ormai dell’autoritarismo e della mancanza di trasparenza la propria bandiera. L’altro aspetto caratteristico emerso ancora una volta da questa vicenda è l’incapacità di difendere le realtà economiche locali, spesso più sane e di dimensioni minori, favorendo invece possibili speculazioni, aziende che non appartengono al territorio ed interessi opachi, come già ampiamente testimoniato dalla chiusura indisturbata di importanti realtà produttive come l’Italcraft, dalla gestione di crisi quali quella della Panapesca o dal tipo di gare d’appalto sfavorevole alle aziende e dalla manodopera locali. Se il Sindaco avesse avuto per una volta l’umiltà di ascoltare veramente gli operatori del mercato e di condividere con loro le scelte compiute sarebbe stato al corrente del fatto che le loro resistenze vanno ben oltre gli aspetti economici emersi nel dibattito, comprendendo fattori quali la posizione della nuova struttura, ritenuta da sempre meno idonea, visibile e suggestiva rispetto all’attuale collocazione. Non convincono inoltre le stesse caratteristiche del nuovo edificio in gran parte aperto ed incapace di difendere venditori e clienti da forti piogge e sferzanti venti marini. Non è un caso se alcuni commercianti del settore si sono già procurati autonomamente locali al chiuso nei pressi del vecchio mercato. Una volta andata male la propria forzatura il Sindaco adesso, dopo essersi attribuito inizialmente tutti i meriti, scarica la patata bollente all’Autorità Portuale, chiedendo un bando per l’assegnazione dei nuovi spazi. Un bando che, come lui stesso riconosce e immagina, potrebbe attirare operatori esterni alla nostra comunità. Aggiungiamo inoltre che il bando invocato con tanta forza potrebbe far gola a grandi speculatori rapaci, i quali imporrebbero da una posizione di forza condizioni ben più sfavorevoli e penalizzanti ai piccoli commercianti. Sorge addirittura il dubbio legittimo che l’evoluzione di questa vicenda gravissima possa non rappresentare solo il naturale epilogo di un’operazione gestita con incompetenza o addirittura l’infantile ripicca nei confronti dei poco accondiscendenti venditori del pesce, bensì la precisa volontà nascosta di favorire altri e più forti interessi.

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

giovedì 7 febbraio 2019

Acqualatina intensifica i distacchi umiliando il Consiglio Comunale che li vietò


Cosa intendono fare Mitrano e la sua Giunta?

Dischetto utilizzato per l’interruzione del flusso
In occasione dello sportello che il Partito Comunista dedica ogni Martedì ai cittadini dalle 17 alle 19 presso la propria sede per recepire le loro istanze e problematiche, ci sono pervenute numerose segnalazioni riguardanti la pratica del distacco dell’acqua potabile da parte del gestore privato. Il PC si è subito attivato nel sostenere coloro i quali sono stati colpiti da questo provvedimento illegittimo e continuerà a farlo. Si tratta di utenti morosi appartenenti alle classi popolari non più in grado di pagare le bollette, aumentate ininterrottamente proprio a seguito della privatizzazione del servizio, o di cittadini consapevoli che hanno scelto la strada dell’obbedienza civile rifiutandosi di pagare fino a quando la gestione non tornerà ad essere pubblica, come deciso dal referendum del 2011.
Quanto accade nel silenzio e nell’indifferenza del mondo politico e dei media locali sarebbe già gravissimo di per sé poiché nega a queste famiglie un bene primario ed assolutamente vitale come l’acqua. Sarebbe già illegittimo in quanto il gestore privato responsabile dei ben noti e continui disservizi, oltre che dei mancati investimenti dovuti, ricorre arbitrariamente a tali azioni senza alcun pronunciamento delle autorità giudiziarie. Sarebbe già intollerabile alla luce del fatto che la società ha definito “riduzione del flusso idrico” una pratica che, come abbiamo verificato direttamente, si denota a tutti gli effetti come un distacco pressoché completo e pertanto assolutamente illegale. Sarebbe già quindi inaccettabile poiché queste azioni comportano anche gravi rischi igienico sanitari per l’intera comunità.
Abbiamo inoltre constatato come negli ultimi mesi Acqualatina sembri avere addirittura intensificato i distacchi, come essi avvengano in tempi molto più brevi rispetto al passato e come in diverse occasioni non siano stati più preceduti neanche da avvisi preventivi. Gli operatori eseguono solitamente quanto imposto in modo frettoloso ed in molti casi hanno provocato anche danni evidenti alle valvole e agli impianti. Abbiamo potuto verificare inoltre che la società non si pone più nemmeno il problema di negare la completa ed illegale privazione dell’acqua praticata, usando oramai esplicitamente la parola “sospensione” invece che “riduzione” nelle scarne comunicazioni abbandonate presso i contatori.
A rendere il tutto ancor più grave tuttavia è il fatto che la società privata stia confermando ancora una volta la propria arroganza ed il proprio spregio per le istituzioni democratiche e la legge ignorando completamente la proposta di delibera popolare approvata dal Consiglio comunale di Gaeta tre anni fa, il 17/02/2016, che diffidava il gestore dalla pratica dei distacchi e gli intimava di porvi fine. È bene ricordare che la proposta di delibera, presentata secondo quanto previsto dallo statuto comunale, fu promossa dal Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina di Gaeta con l’apporto decisivo dei Comunisti che in esso militano. Ben 282 cittadini sottoscrissero in poco tempo la delibera. Il Consiglio Comunale al completo, compreso il Sindaco Mitrano, espresse voto favorevole al riguardo con la sola eccezione di un astenuto. L’atto rappresentò sicuramente uno dei pochi e degli ultimi momenti in cui la massima assise cittadina, oggi esautorata di gran parte delle proprie funzioni, svolse il ruolo di rappresentante della volontà popolare.
Ci chiediamo, alla luce di quanto emerso, quali azioni concrete abbia intrapreso l’attuale Amministrazione ed in prima persona il Sindaco al fine di verificare il rispetto da parte di Acqualatina di quanto deliberato e di imporne finalmente il rispetto. Ci chiediamo cosa abbiano fatto gli allora consiglieri comunali e quanti di loro sono ancora in carica, oltre alle forze politiche che li sostengono, per monitorare e stimolare l’applicazione di quanto stabilito.
L’accaduto sembra confermare ancora una volta come sul tema dell’acqua in troppi, dalla destra alla pseudo-sinistra, passando da civici e 5 stelle, abbiano fatto solo facile propaganda sfruttando il drammatico momento delle crisi idriche e dimenticandosi nuovamente di tutto già il giorno seguente. Vorremmo in ogni caso sapere dal Sindaco Mitrano e dalla sua Giunta quali azioni intendano intraprendere ora in ottemperanza a quanto stabilito e per impedire che Acqualatina prosegua con la pratica ingiusta ed illegittima dei distacchi, difendendo peraltro le più basilari norme democratiche e la dignità stessa delle istituzioni cittadine.
Auspichiamo che il primo cittadino intervenga anche con un’ordinanza sindacale contro la pratica delle riduzioni e dei distacchi, per rafforzare quanto deliberato dal Consiglio e salvaguardare il pubblico interesse, ponendo inoltre rimedio ad una incombente emergenza sanitaria. Nel caso in cui non si intervenisse subito in tal senso con iniziative concrete e tangibili si mostrerebbe la profonda ipocrisia e falsità del voto espresso nel 2016 con il solo obiettivo di prendere in giro i cittadini che promossero la delibera e tutti coloro i quali ne condividono gli intenti, oltre a confermare l’asservimento più totale ad interessi economici privati e ristretti.
Il Partito Comunista proseguirà in ogni caso nel tentativo di far valere con la lotta e con il sostegno attivo ai cittadini colpiti le ragioni della delibera sostenuta nel 2016 e la completa ripubblicizzazione del servizio idrico.

Partito Comunista
Sezione “Mariano Mandolesi – Gaeta

lunedì 4 febbraio 2019

APERTURA TESSERAMENTO PARTITO COMUNISTA 2019: LE IDEE NON VIVONO SENZA ORGANIZZAZIONE

Prosegue e si intensifica la campagna per il tesseramento 2019 al Partito Comunista nel Basso Lazio, Venerdì 8 febbraio appuntamento a Gaeta presso la Sezione “Mariano Mandolesi” in Via Indipendenza 206. Dopo quasi 7 anni di battaglie sul territorio e di riconoscimento da parte di un numero sempre maggiore di cittadini e  lavoratori, iniziano a giungerci anche richieste di adesione al Partito dai comuni limitrofi. Negli ultimi decenni i vari esecutivi di centrodestra e centrosinistra (con “finte sinistre” al seguito) si sono resi responsabili del sistematico attacco ai diritti sociali ed ai servizi pubblici, hanno deregolamentato il mercato del lavoro e privatizzato importanti settori dell’economia e dei servizi essenziali. Le formazioni politiche che hanno governato a tutti i livelli si sono sempre piegate al volere dell’UE, della grande finanza e dei settori più rapaci del capitalismo italiano ed estero; lasciando così che crescessero sempre di più le disuguaglianze. Anche il cosiddetto “Governo del cambiamento” tra accettazione supina dei vincoli europei e promesse elettorali non mantenute, ha tradito quella parte del suo elettorato composta da lavoratori e classi popolari; dimostrando allo stesso tempo l’irriformabilità del sistema capitalista.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di organizzarci e unirci per rispondere agli attacchi ai diritti e alla dignità. Non basta un semplice “Mi piace” su Facebook. Occorre lavorare alla costruzione, anche nel nostro Paese, di un forte e coerente Partito Comunista. Serve il sostegno e la partecipazione attiva di tutti, anche la tua. Si può richiedere l’iscrizione  al Partito come militante o come semplice sostenitore. Sarà possibile iscriversi Venerdì 8 febbraio dalle ore 15,30 alle 20.30 presso la sezione gaetana del PC in Via Indipendenza 206. Seguirà cena mensile di autofinanziamento.


Partito Comunista
Sezione Mariano Mandolesi
Gaeta

lunedì 14 gennaio 2019

“FAVOLE DI LUCE”, BILANCIO NEGATIVO PER IL FUTURO DEL POPOLO GAETANO.


I dati emersi dopo la nostra denuncia e la rimodulazione della TARI confermano il quadro di politiche in favore di pochi.



L’ennesima edizione di “Favole di Luce” promossa dal Comune di Gaeta si avvia al termine. Poco dopo la sua apertura come Partito Comunista abbiamo tenuto un partecipato presidio informativo e di protesta, momento di una campagna politica variegata. La nostra non è una contestazione alle luminarie natalizie in sé con tutti gli eventi annessi, ma piuttosto il manifestare a favore del Lavoro e di una ripartizione della ricchezza meno iniqua che questa iniziativa così concepita invece non produrrà nel tempo. Sottolineiamo ancora come la maggior parte dei fondi esborsati per l’evento provengano dalle casse comunali, quindi dalle elevate tassazioni indifferenziate che poco o niente tengono conto delle capacità reddituali dei cittadini, aspetto di iniquità che l’amministrazione Mitrano ha contribuito ad alimentare in questi anni elevando aliquote al massimo e privatizzando servizi. In molti hanno ormai inteso come la spesa di queste ingenti somme provenenti in gran parte dalle tasche delle classi popolari, pur producendo un movimento di visitatori considerevole, hanno favorito infine solo determinate attività, a loro volta porzioni ristrette di determinate categorie sociali, a fronte di una crescita occupazionale inesistente o assolutamente precaria, malpagata e spesso ancor più sfruttata nel caso di quella già esistente.
A seguito della nostra denuncia sulla scarsa trasparenza a riguardo delle cifre spese, sono apparse nel frattempo dal sempre poco intelligibile sito comunale varie determine dirigenziali per le “Favole di Luce”. Come Partito Comunista contribuiamo ora a diffondere tali voci di spesa quali ulteriori prove delle nostre considerazioni. Si parte dai costi più significativi quali i circa 260mila euro alla RBL. LIGHT srl della provincia di Avellino per l’affidamento del servizio di noleggio, installazione, manutenzione e smontaggio delle luminarie e i circa 140mila euro alla ditta Traniello per il servizio di supporto ed assistenza elettrica, uniche società a presentare domande per le rispettive gare. Vi sono poi i casi di affidamento diretto come i 19.813,78 euro alla ditta Music&Light per l’acquisto dell’impianto filodiffusione, i 43.890 euro alla ditta Belmonte per 64 giornate di spettacoli di burattini nel triennio 2018-2020 e la trattativa diretta con “Raffaele Pyrotech Srl” per l’allestimento ed esecuzione di spettacoli pirotecnici per gli stessi anni per complessivi 48.780 euro. Presenti spese più recenti ed ulteriori di promozione come l’incarico a Teleuniverso per campagna pubblicitaria televisiva per 7.320 euro o il contributo di 3.600 euro all’Associazione culturale "Golfo 2000" per il progetto comunicazionale, sempre riferite al suddetto triennio. Ci sono poi altre voci a fini di spettacolo quali la concessione di 2.700 euro di contributo all'Associazione Iniziative e Progetti per il progetto musicale di Favole di Luce o le sovvenzioni al Centro Del Movimento per 10.850 euro complessivi principalmente per l’iniziativa Gaeta s’illumina con favole di Luce”. Ma i costi non finiscono qui. Oltre a quelli legati ad altri spettacoli ed attività che qui non computiamo, c'è da considerare che mancano a questo appello altre voci pubbliche quali le ingenti somme che si pagheranno per le forniture elettriche, così come anche le spese per il montaggio delle casette di legno usate come punti vendita, solo per fare due esempi. Insomma è fondato dire che le somme complessive di spesa pubblica raggiungeranno cifre tendenti ai 700 mila euro. Vogliamo inoltre evidenziare che la maggior parte delle ditte beneficiarie non sono di Gaeta, cosa assai rilevante per il discorso occupazionale in città.
A questo punto basterebbe anche solo un semplice promotore territoriale esperto per spiegare come con questi strumenti si crea unicamente un turismo cosiddetto “di suolo”, che poco può arricchire in ogni senso una città come la nostra che di turismo potrebbe invece dare da vivere dignitosamente a una grande porzione dei suoi abitanti. La cosa è ancor più assurda se si reputa di voler rafforzare l’identità territoriale, i propri valori e tradizioni come sostiene l’Amministrazione Comunale. È invece ancora più evidente che si è puntato molto su una iniziativa pluriennale che, dietro l’apparente obiettivo della destagionalizzazione delle attività economiche e la distrazione suscitata dal flusso inusuale di passanti, in verità alimenta le disparità sociali esistenti per creare invece consenso elettorale e concentrazione ulteriore di ricchezza in pochi soggetti che danno scarso apporto al benessere cittadino anche in prospettiva futura. Ad ogni modo, le ingenti risorse impiegate potrebbero essere utilizzate alternativamente nella creazione di un’azienda pubblica multiservizi, come da molto rivendichiamo, per generare invece nel tempo nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e favorire occupazione stabile anche a partire dai servizi di promozione del territorio, di guida turistica alle bellezze della nostra città e gestione delle strutture museali già esistenti, o per sgravi fiscali crescenti in favore delle attività che assumono a condizioni migliori. Aggiungiamo poi che i costi dell’iniziativa sono comunque spropositati per una città con dimensione abitativa e composizione sociale attuali come Gaeta, che tra l’altro da anni va spopolandosi e vivendo una carenza dei servizi erogati dal Comune nel campo dei diritti, compresi i trasporti, l’offerta culturale, la salvaguardia territoriale, infrastrutturale e la manutenzione stradale, aspetti questi ultimi necessari pure ai fini turistici stessi.
Ma il sindaco Mitrano e i suoi fedeli più accorti certo sanno queste cose, che sono anzi coerenti con il preciso progetto politico che portano avanti nel tempo e che noi comunisti da sempre contrastiamo. Ne è prova ulteriore la scelta recente dell’aumento dell’imposta TARI a carico delle famiglie con contemporanea diminuzione di essa per le attività commerciali che più hanno tratto vantaggio dal recente evento natalizio, compresi alberghi, stabilimenti balneari e persino banche. Dopo tanto immobilismo dei referenti politici di tali categorie che hanno finora amministrato Gaeta negli anni, l’attuale primo cittadino e i suoi alleati si propongono come i dinamici rappresentanti di vecchi e nuovi interessi economici e speculativi. Dietro operazioni appariscenti che riguardano più che altro l’arredo urbano stanno invece finendo di distruggere il già indebolito tessuto sociale di Gaeta nel tentativo di trasformarla in altro, fondamentalmente una città ridimensionata per soli ricchi, ottenendo per ora il solo significativo risultato di averci reso una facile preda per il riciclo di denaro sporco nelle attività commerciali e nell’edilizia, con giovani e meno giovani locali che invece continuano ad emigrare o a vivere in condizioni totalmente subalterne e fabbriche che chiudono e smobilitano con il consenso dell’Amministrazione stessa.
Da lungo tempo noi comunisti siamo consapevoli di tutto questo, unici nel denunciarlo così chiaramente a tutta la cittadinanza e spesso altrettanto soli nell’opporci. Oggi più che mai come Partito Comunista ci proponiamo a Gaeta per rappresentare soprattutto i lavoratori sfruttati, i precari e disoccupati di vario genere, le classi popolari impoverite e sotto schiaffo. Nostro primo ruolo è proprio quello di creare coscienza politica fra di esse che sono i nostri referenti sociali, per unirci tutti attorno a proposte concrete per la creazione e tutela di Lavoro e Servizi pubblici, messi oggi così duramente sotto attacco dal capitalismo, e al contempo saper difendere assieme ognuno di noi. La nostra è prima di tutto una prospettiva socialista e di alternativa di sistema, l’unica che può salvarci. Saremo ancora in piazza a manifestare e spiegare tutti questi concetti. Ricordiamo inoltre che ogni Martedì dalle 17 alle 19 siamo aperti nella nostra sede di Via Indipendenza 206 per ascoltare ed elaborare assieme nuove proposte e lotte.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA