"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

lunedì 29 dicembre 2014

Rifondazione Comunista e i GC denunciano la mancata promozione dello “Sciuscio Gaetano”.

Lo “Sciuscio” è una tradizione gaetana antica e ancora assai radicata. Le sue origini popolari ne rappresentano lo spirito più autentico e vivo, non a caso spesso distorto o sottaciuto. Contadini, pescatori e manovali giravano per le case dei signori e dei padroni pretendendo una sorta di “tredicesima”, pagata solitamente in libagioni. Questi “poveracci”, di origini locali o venuti a lavorare in condizioni estreme da centri quali Casoria, portavano gli auguri ma al tempo stesso si potevano permettere per un giorno di sbeffeggiare in casa propria chi solitamente pretendeva ossequio e deferenza. Una tradizione tanto forte e importante che diversi centri limitrofi la invidiano e cercano da tempo di usurparla, anche e soprattutto per il grande indotto turistico che può produrre. Il sostegno intelligente delle rispettive amministrazioni a tali progetti li rende ancor più promettenti. La Giunta di Gaeta invece non muove un dito per promuovere e far fruttare questa grande e famosa tradizione, che potrebbe attirare visitatori da tutto il Sud Pontino e molto oltre. In tempo di crisi nera spende (senza gare d’appalto) 55.000 Euro in luci natalizie che in pochissimi potranno ammirare, visti lo svuotamento progressivo della città e la mancata promozione turistica anche a corto raggio. Delibera la spesa di ben 125.000 Euro per partecipare al progetto “Explora Latina” nell’ambito dell’iniziativa “Il Lazio e Roma verso EXPO 2015”, con ricadute a dir poco dubbie. Spende e sperpera il nostro danaro in grandi eventi spesso semi deserti o comunque molto discutibili. Intanto non investe praticamente nulla per promuovere e diffondere una tradizione come quella dello “Sciuscio”. Come accaduto negli anni passati l’organizzazione del “Festival dello Sciuscio” è stata incerta, zoppicante e interamente demandata alla buona volontà e all’improvvisazione dell’Associazione di turno, senza destinare all’iniziativa le risorse necessarie. Anche la data del 4 Gennaio è stata comunicata con pochi giorni di preavviso agli stessi Sciusci. Tutto quindi senza alcuna forma di promozione. Per la stessa esibizione pubblica degli Sciusci non si prevede neanche uno spazio al chiuso e sufficientemente capiente, per evitare che l’iniziativa naufraghi in caso di pioggia o condizioni climatiche particolarmente avverse, come già accaduto lo scorso anno. Non si saprebbe neanche bene quale spazio utilizzare, del resto, vista la totale assenza di strutture pubbliche finalizzate alla cultura nella nostra città, raro e scandaloso esempio da noi più volte denunciato di tale scempiaggine in quasi tutto il Basso Lazio! Le strutture disponibili a tal fine, come la Caserma Cosenz, vengono invece donate ad una Fondazione Privata amica e destinate al Business della Formazione a pagamento.  Non ci risulta peraltro che il Comune abbia investito un Euro per affittare sale idonee per lo svolgimento del “Fesival” quali il Cinema Ariston. Si sa che nessuno può dare ordini agli “Sciusci”, ma visto il trattamento ricevuto al posto loro quest’anno diserteremmo la tradizionale visita al Palazzo Comunale.            



Circolo PRC “Mariano Mandolesi”
Giovani Comunisti Gaeta

mercoledì 24 dicembre 2014

Itri: Rifondazione Comunista replica al Sindaco su CUP e Sanità

Le rassicurazioni del Sindaco De Santis riguardo ai servizi sanitari per i cittadini di Itri, pubblicate dai giornali in risposta anche alle nostre denunce, non ci convincono assolutamente. In riferimento alla struttura di via Morosini e al CUP (Centro Unico di Prenotazione) riscontriamo la completa dismissione o l’impoverimento di quasi tutti i servizi erogati in passato, dal Pap Test alla Cardiologia, dalla geriatria all’ortopedia, dai prelievi alle vaccinazioni. Anche la prenotazione delle prestazioni terapeutiche risulta da tempo soppressa. Gli interventi concordati di cui parla il Sindaco (bagno disabili, deposito rifiuti speciali e cablaggio linee internet), ammesso che avvenissero in tempi ragionevoli, non restituirebbero comunque la pregressa funzionalità alla struttura cittadina. Al massimo gli interventi in questione consentirebbero il ripristino del servizio vaccini e delle prenotazioni telematiche. L’ottimismo di De Santis forse deriva dal non aver letto o non aver compreso il nuovo Piano Strategico Aziendale della ASL, che dimezza le risorse destinate alla sanità pontina, asseconda il blocco delle assunzioni per personale medico e paramedico già carenti, non prevede alcun tipo di “potenziamento” del CUP di Itri. Quest’ultima struttura in realtà non viene neanche contemplata. Si sostiene anzi la chiusura, il drastico ridimensionamento o la trasformazione in ambulatori detti “Case della Salute” dei centri ospedalieri adoperati dai cittadini itrani. Tutti conoscono l’attacco che subisce da anni l’ospedale di Fondi, lo smantellamento quasi completo del presidio di Gaeta e lo stato di crescente criticità in cui versa il “Dono Svizzero”, oberato dalle necessità di un’utenza crescente senza che il Piano aziendale preveda alcun intervento risolutivo. Gli stessi servizi diffusi sul territorio di cui il Sindaco parla saranno delegati sempre più alle fantomatiche “Case della salute”, che il piano aziendale ripartisce nei 5 distretti sanitari. La struttura in questione per il nostro Distretto è prevista tra Gaeta e Minturno al posto degli ospedali preesistenti, non a Itri. Insomma, mentre chiudono ospedali e reparti, i cittadini pontini criticano duramente il nuovo Piano della ASL con il suo autore Capirossi, imperversa un acceso dibattito,  De Santis è l’unico amministratore che non dice una parola in merito, anzi elogia fiducioso l’operato dei Dirigenti. In un contesto del genere il Sindaco è come un Capitano che mentre la nave affonda rassicura i passeggeri dell’imminente ripristino della Reception. Rifondazione Comunista ha chiesto in tempi non sospetti che venisse riunito il Consiglio di Itri per discutere del Piano aziendale, come avvenuto nei comuni limitrofi, ma ciò non è accaduto. La cosa più grave tuttavia è che De Santis risulti tra i pochi amministratori della provincia che non si sono neppure recati a Latina, presso l’Assemblea dei Sindaci, per esprimere il suo voto in merito al Piano Aziendale. Probabilmente non potremmo mai sapere se tale scelta sia stata dettata da superficialità, dalle pressioni del Partito Democratico che sostiene De Santis ed’è il principale artefice di questo Piano al fianco del Presidente Zingaretti, o da entrambe le cose. L’insensibilità, l’incompetenza e la demagogia mostrate su di un tema così importante quale il diritto alla salute, risultano in ogni caso sconcertanti.


Circolo PRC “Mariano Mandolesi” Itri-Gaeta 

lunedì 15 dicembre 2014

Assemblea su sanità e Ospedale “Di Liegro”: Nasce il “Consiglio Popolare- Ospedale di Gaeta”, verso la manifestazione del 23/12 a Latina!

Sabato 13, in Piazza “V. Capodanno” a Gaeta, si è tenuta un’assemblea pubblica convocata dal circolo  locale di Rifondazione Comunista per discutere del nuovo piano triennale della ASL e delle sorti dell’Ospedale “Di Liegro”.  La partecipazione dei cittadini é stata ampia e grande l’attenzione per gli interventi dei relatori che hanno illustrato il contenuto del Piano strategico, le ricadute del documento sul presidio di Gaeta e la situazione di grave criticità in cui già versa la sanità Pontina. Tra loro sono intervenuti Maurizio Frattagli, Segretario provinciale del Partito della Rifondazione Comunista, Benedetto Crocco, Segretario del Circolo PRC “Mariano Mandolesi” di Gaeta, il Dott. Ugo Picazio, Dirigente medico presso l’Ospedale di Fondi e Marco De Marco, infermiere del “Goretti” di Latina e rappresentante USB, che di recente ha subito un malore a seguito dei ritmi di lavoro pressanti e di un’aggressione ricevuta da alcuni parenti esasperati di un paziente ricoverato.  Dagli interventi dei relatori e dei numerosi cittadini presenti al dibattito sono emerse alcune importanti linee guida. Sono risultate evidenti a tutti la connivenza diffusa e le gravi responsabilità della classe politica locale presente in Consiglio Comunale, confermate dall’approvazione unanime di un Ordine del Giorno incoerente e demagogico e dall’approvazione del Piano aziendale da parte del Sindaco Mitrano, che ha in fine espresso voto favorevole in occasione dell’ultima assemblea dei Sindaci. E’ emersa quindi la necessità di creare uno strumento civico di pressione dal basso per ostacolare lo smantellamento del sistema sanitario locale e rilanciare l’Ospedale cittadino, su modello di quanto già avvenuto con risultati incoraggianti in alcuni centri limitrofi. L’Assemblea ha quindi votato all’unanimità la nascita del “Consiglio Popolare- Ospedale di Gaeta”, con l’obiettivo di svolgere un’attività di informazione e sensibilizzazione costanti dei cittadini promuovendo ed estendendo forme di lotta efficaci. La stessa Assemblea ed il nascente Consiglio hanno inoltre aderito al presidio di protesta provinciale che si terrà Martedì 23 Dicembre dalle 15:30 di fronte alla sede della Direzione Generale della ASL, in viale “Nervi” a Latina. Il Presidio è stato lanciato da Rifondazione Comunista e dall’Altra Europa con Tsipras e diverse sigle associative e sindacali stanno già annunciando il proprio appoggio.         
 
 
 
Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

giovedì 11 dicembre 2014

PRC Gaeta: Sabato 13 Assemblea pubblica su Sanità e Ospedale “Di Liegro”

Lo smantellamento in atto della sanità pubblica purtroppo non è una novità. Non lo è lo svuotamento progressivo dell’Ospedale di Gaeta, ridotto ormai ad un’ombra di se stesso. Da oggi almeno è più chiaro a molti chi siano i responsabili di quanto accade. Il nuovo piano strategico triennale della ASL , figlio delle scelte della Giunta regionale sostenuta da PD e SEL in sintonia con la destra, conferma il processo in corso e “mette il turbo”, a tutto vantaggio della sanità privata. Il Consiglio comunale di Gaeta ha approvato all’unanimità un ordine del giorno ridicolo, nel quale chiede solennemente l’attivazione di una “Casa della Salute”, già prevista dal piano proprio al posto della preesistente struttura ospedaliera e vera causa del suo depotenziamento. Per non risparmiarsi nella demagogia il Consiglio ha anche rispolverato la richiesta irrealizzabile e assurda del nuovo grande “Ospedale del Golfo” nell’area degli ex Cappuccini. E’ un po’ come se non trovando i soldi per restaurare il proprio monolocale si annunciasse in pompa magna l’imminente acquisto di un Castello. La ciliegina sulla torta è arrivata poi il primo Dicembre, quando dopo tante parole ipocrite Mitrano ha votato infine convintamente a favore del piano aziendale presso l’assemblea dei Sindaci, senza neanche fingere come altri qualche riluttanza con una più prudente astensione. In altre parole il Sindaco si è superato dando il proprio assenso ad un piano assolutamente in contrasto con quanto richiesto dall’aula consiliare di Gaeta e da lui stesso solo due giorni prima. Un piano che determina la morte del “Di Liegro” ed’è assolutamente incompatibile con il recupero di funzionalità della struttura preesistente, figuriamoci con progetti faraonici, lunghi e costosissimi! Ora finalmente è chiaro a tutti che non si può delegare a questa classe politica la tutela del diritto alla salute e la difesa dei dipendenti sanitari. Rifondazione Comunista ha quindi convocato un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini per analizzare le sorti del nostro Ospedale e della Sanità pontina e ragionare tutti insieme su quali forme di lotta condivise ed efficaci mettere in campo nel tempo per invertire la tendenza attuale, in attesa comunque della manifestazione provinciale di martedì 23 a Latina già indetta da diverse organizzazioni come protesta contro il piano strategico triennale della ASL. Sabato 13 Dicembre alle ore 17:00 in Piazza “Vincent Capodanno” i cittadini incontreranno quindi Maurizio Frattagli, Segretario provinciale del PRC, Marco De Marco, RSA/USB “Goretti” di Latina, Ugo Picazio, Dirigente Medico Ospedale di Fondi, Benedetto Crocco, Segretario PRC Gaeta, e potranno intervenire pubblicamente sui temi trattati. In caso di pioggia l’assemblea si terrà presso la sede del PRC in via indipendenza 262.      


Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

lunedì 8 dicembre 2014

Assemblea pubblica popolare Sabato 13 piazza V.Capodanno


DOCUMENTO POLITICO DEL PRC SUL PIANO STRATEGICO AZIENDALE 2014-2016 DELLA ASL DI LATINA

Premessa Politica
La salute dei cittadini non può essere valutata un costo da abbattere. Il modello sanitario italiano è considerato uno dei migliori al mondo. Sprechi e corruzione, purtroppo esistenti, sono stati alimentati dalla stessa classe dirigente che oggi ha scelto di “gettare via il bambino con l’acqua sporca”. Ciò che accade alla sanità pontina è lo specchio di quanto avviene in tutt’Italia da anni. Il servizio sanitario pubblico viene progressivamente e silenziosamente smantellato a discapito dell’accessibilità delle cure mediche, di livelli occupazionali e condizioni lavorative dei dipendenti, avvantaggiando interessi privati e clientele equamente rappresentati in entrambi i maggiori schieramenti politici. Il Piano Strategico Aziendale 2014-2016 approntato dalla direzione della ASL di Latina asseconda, sostiene e giustifica questo processo già in corso, tentando di indorare la pillola con termini quali “efficienza” o “razionalizzazione”. Il Piano dichiara di assumere ed attuare le direttive europee riguardanti il taglio delle spese pubbliche, le politiche nazionali ad esse conformi e le indicazioni del Commissario ad Acta della Regione Lazio, che producono la drastica riduzione delle risorse economiche destinate alla salute (Pag 4, Pag 5). Il governo Renzi continua deciso sulla strada intrapresa introducendo altri 4 miliardi di tagli dal bilancio delle Regioni. La Giunta Zingaretti sostenuta da Partito Democratico e SEL è in questa fase il principale attore di tale processo, in piena continuità con quanto fatto in precedenza dalla destra. Non a caso il piano è stato approvato dai Sindaci della provincia con una maggioranza schiacciante di 20 voti favorevoli e sei astenuti. Nessun comune ha votato contro il Piano, in cambio di modifiche minime e del tutto ininfluenti, a riprova dell’ipocrisia e della piena connivenza dei tanti che avevano finto di contrastarlo per sfruttare a proprio vantaggio la disapprovazione dei cittadini, cavalcando spinte campaniliste. In realtà è la logica stessa che sottende al Piano che deve essere respinta nel suo complesso perché devastante e chiunque si proponga di emendarlo o correggerlo si mostra in realtà complice e sostenitore del disegno di riordino complessivo. La condivisione di questo disegno appare chiaramente trasversale a Centrodestra e Centrosinistra in conformità con il liberismo dilagante, quindi i cittadini devono abbandonare la cultura della delega riscoprendo il valore della lotta e della partecipazione se intendono bloccare il processo in corso e invertirne la tendenza.
Il Piano
Il Piano strategico aziendale è chiaro rispetto alla filosofia di fondo che lo ispira ma estremamente generico e assai indeterminato riguardo al modo, ai tempi e alle disponibilità da mettere in campo nel conseguimento di numerosi obiettivi proposti. In questo senso si può dire che le risposte omesse pesano più di quanto effettivamente scritto nel documento. In altre parole si comprende cosa e come verrà tolto, ma non si dice come verrà dato ciò che si promette. Il Piano assume le direttive di bilancio dettate dalla Regione che dimezzano le principali voci di spesa sanitaria tra il 2015 e il 2016, passando da una previsione di 9.026.509 E nel primo a 4.513.255 E nel secondo anno (Pag 76). In riferimento alla già gravissima carenza di personale, principale causa attuale di rapida degenerazione del sistema sanitario, si fa riferimento supinamente al perdurare del blocco del Turn Over, prevedendo un’ulteriore riduzione delle unità mediche e paramediche, un invecchiamento progressivo ed una perdita di funzionalità delle stesse, un consistente aumento del precariato (Pag 21, Pag68, pag 70) . Si riconosce inoltre la “prolungata carenza di investimenti strutturali e tecnologici” (Pag. 20). E’ evidente che non si può migliorare l’efficienza di un servizio riducendo le già insufficienti risorse ad esso destinate. Eppure si promettono le “Nozze con i fichi secchi”. Come? Le condizioni suddette determinano una scelta già in atto che consiste nel ridurre al minimo le strutture ospedaliere, prima distribuite uniformemente sul territorio, concentrando all’interno di pochi presidi servizi e reparti mentre gli altri ospedali vengono depotenziati, subordinati, cancellati o trasformati in “Case della Salute”, ovvero grossi ambulatori (Pag 24 e altri punti). Questo si intende con locuzioni tecniche e fumose quali “Implementare il modello organizzativo articolato in aree omogenee per livello di complessità assistenziale” (Pag 46) o differenziare l’“intensità di cura”. Ai grandi centri ospedalieri sarà destinato il trattamento dei casi “Acuti”, comprese le urgenze, e la gran parte dei ricoveri di cui si intende ridurre significativamente numero e durata attraverso regole di accettazione più rigide ed escludenti. Alla cura delle patologie croniche, in numero maggiore e crescente per l’aumento dell’età media della popolazione provinciale, sarà dedicata una rete costituita in gran parte da 5 “case della salute” (una per ogni distretto), dalle piccole strutture superstiti, dalla medicina Generale (i medici di famiglia) e dal ricorso alla telemedicina, della quale si parla in modo estremamente vago e generico senza prevedere alcuna risorsa, come non si prevede concretamente alcun potenziamento dell’assistenza domiciliare (Pag 64, Pag 65). Si propone di rafforzare una rete di ricoveri e servizi insufficiente sfruttando in modo maggiore il rapporto con le strutture private convenzionate, alimentando un business crescente anche attraverso la spesa pubblica della ASL (Pag 42 e altri punti). Una distinzione così netta e cristallizzata tra casi “cronici” e “acuti” è di per sé pericolosissima perché come è tristemente noto i primi possono rapidamente degenerare nei secondi e il tempo di accertamento ed intervento in questi casi segna spesso la distinzione tra la vita e la morte. La concentrazione delle strutture destinate al trattamento delle acuzie comporta l’aumento dei trasferimenti in ambulanza e delle distanze percorse, con un aumento proporzionale del rischio in caso di urgenze. Lo stesso documento segnala tra i punti di debolezza provinciali “un sistema di comunicazione inadeguato per sviluppo e per qualità che rende disagevoli i collegamenti interni all’azienda lungo l’asse longitudinale (Nord-Sud) e in qualche caso anche lungo gli assi trasversali …” (Pag 20). Non è certo un mistero che tra il Nord e il Sud della Provincia ci sono circa 100 KM da percorrere. Viene omesso nel documento che i costi dei trasferimenti sono particolarmente alti, mezzi e attrezzature insufficienti e le ambulanze circolano già spesso con i pazienti a bordo in assenza di personale medico qualificato. L’Ospedale “Goretti” di Latina e il “Dono Svizzero” di Formia sarebbero destinati a fungere da grandi strutture poli-specialistiche residue che richiederebbero interventi di potenziamento e ampliamento per i quali lo stesso documento riconosce evidenti difficoltà legate alle carenze strutturali degli edifici e alla scarsità delle risorse economiche, mentre entrambi i presidi versano già in condizioni di crescente sofferenza a causa dell’aumento dell’utenza dovuto allo smantellamento degli ospedali limitrofi, all’insufficienza di spazi e apparecchiature, alla gravissima carenza di personale (PAG 46). La stessa elezione sulla carta di Latina a DEA di II livello, che comporterebbe condizioni simili ai più grandi e prestigiosi centri romani, suona attualmente ridicola e paradossale di fronte all’evidenza di una situazione incomparabilmente diversa e a garanzie concrete pressoché inesistenti. Tale Ospedale manca attualmente di circa 180 dipendenti per lo svolgimento dell’attività ordinaria ed il personale a disposizione è sottodimensionato di circa il 30%. Presidi quali quello di Fondi subiscono uno svuotamento progressivo e lampante mentre il piano non prevede alcun intervento per invertire tale tendenza, tantomeno li considera tra quelli “eletti”. Altre strutture come quelle di Gaeta, Minturno, Priverno e Sezze, hanno già subito il pressoché completo smantellamento, la trasformazione in “case della salute” o si trovano nella fase finale di tale processo. Anche in questo caso non viene prevista alcuna iniziativa o risorsa per invertire tale tendenza. Ciò appare particolarmente paradossale nel caso di presidi quali il “Luigi Di Liegro “ di Gaeta, dotati di strutture e sale operatorie all’avanguardia e sottoposti anche di recente a costosi interventi ma sempre più inutilizzati, in contraddizione proprio con i criteri di economia e razionalità che il Piano enuncia. Si prevede pertanto e si incentiva la vendita (alienazione) degli edifici della ASL non più utilizzati e di quelli che lo saranno in futuro per recuperare qualche soldo, togliendo ogni residua speranza per una futura inversione di marcia (Pag 57 Pag 58). Resta in una sorta di “limbo” per ora indefinito il presidio di Terracina, dotato di una parziale immunità dovuta in parte alla sua funzione di polo universitario, che vede coperte parte delle spese dall’ateneo romano. Sul fronte della rete destinata al trattamento delle cronicità si manifestano limiti della stessa entità. Non ultimo l’impiego dei medici di famiglia, in una crescente organizzazione in “gruppi” e all’interno delle “Case della Salute”, ne svilirà l’autonomia professionale e introdurrà strumenti di controllo verticale sul loro operato nell’ottica della riduzione della spesa farmaceutica, ma soprattutto sottrarrà gran parte del loro impegno al rapporto diretto e preferenziale con i propri pazienti, vero punto di forza del nostro sistema sanitario (Pag 40). Non si prevede alcun serio intervento strutturale per potenziare il servizio al fine di accorciare le liste d’attesa, divenute in molti casi insostenibili, al di fuori di un utopistico richiamo ad una più razionale gestione delle prenotazioni programmate, all’utilizzo crescente dei mezzi informatici e (ancora una volta) ad una migliore sinergia con la sanità privata (Pag 42, Pag 43). Del resto già attualmente quest’ultima risulta di fatto estremamente avvantaggiata dalla lunghezza delle attese e dal progressivo aumento dei Tickets. A seguito del quadro generale esposto inoltre personale medico, infermieri e operatori socio sanitari, già sottoposti in molti casi a turni massacranti e straordinari, verranno assoggettati a ritmi di lavoro sempre più pressanti, con conseguente incremento delle probabilità di errori umani nel compimento di un ruolo tanto delicato e importante. Il personale sarà chiamato a coprire le carenze della rete territoriale con trasferimenti più frequenti tra le strutture provinciali, temporanei e intermittenti o definitivi. Il personale con contratto a tempo determinato e le ditte esterne rischiano sempre più il mancato rinnovo del contratto.


domenica 30 novembre 2014

Sul Piano ASL il Consiglio Comunale è unito..nell'incompetenza e nella demagogia!

 Scarica il Piano strategico aziendale ASL 2014-2016



Eravamo speranzosi per la convocazione del Consiglio Comunale straordinario di Venerdì 28 per discutere del nuovo piano aziendale della ASL, su sollecitazione di Rifondazione Comunista. Ancora una volta le speranze si sono mostrate mal riposte perché Maggioranza e Opposizione hanno approvato all'unanimità un documento che conferma tutta la loro incompetenza, la condivisione del liberismo che le accomuna, la connivenza diffusa con gli interessi della sanità privata e la volontà di fare solo demagogia. Probabilmente i Consiglieri non hanno sentito quanto noi il bisogno di leggere la bozza del piano Strategico di cui discutono altrimenti, almeno per ritegno, non avrebbero sottoscritto idiozie simili. Il piano in questione non consente emendamenti migliorativi perché la logica che lo ispira deve essere accettata o respinta nel suo complesso. Contrastarla in blocco è l'unico modo per difendere e rilanciare il Presidio "Di Liegro " di Gaeta e la sanità Pontina. L'idea di fondo del documento è di assecondare l'erosione di risorse e personale connessa ad un depauperamento che ha i suoi capisaldi nei vincoli economici europei. Il piano prevede quindi una netta distinzione tra malattie "croniche", per le quali si intendono eliminare o ridurre al minimo per quantità e durata i ricoveri, ed "emergenze" da gestire con le ridotte risorse residue in pochi grandi centri sempre più affollati. Per questo Presidi quali Gaeta, Fondi, Sezze, Minturno e Priverno sono destinati a chiudere o a trasformarsi in "Case della Salute" e "Ospedali Distrettuali", che sono più o meno grossi ambulatori. Questi oltretutto assorbiranno sempre più parte del lavoro dei Medici di Famiglia, sottraendola all'importante rapporto diretto con i propri pazienti. Alcuni Ospedali come Fondi subiscono quindi un progressivo e silenzioso smantellamento, mentre altri come Gaeta sono già nella fase finale di questa trasformazione. Per questo non ha alcun senso chiedere di aprire una "Casa della salute" a Gaeta come si è fatto, se non quello di dare ai cittadini più disinformati l'impressione che si voglia "una cosa in più", mentre si asseconda quanto di negativo in sostanza è già avvenuto! Di uguale natura è la richiesta, rispolverata da una vecchia proposta demagogica dell'ex Sindaco Raimondi, di far nascere l'Ospedale del Golfo nell'area degli "Ex Cappuccini". Anche in questo caso la logica che si difende è quella dei "pochi, grandi Ospedali" ed è proprio la stessa che ha condotto al ridimensionamento di Presidi quali il nostro! Il destino degli "eletti", come è noto, è stato affidato da tempo al "Goretti" di Latina e al "Dono Svizzero" di Formia in un ruolo subordinato, mentre entrambi ricevono un carico crescente senza ottenere risorse aggiuntive. La richiesta dell'"Ospedale del Golfo" a Gaeta è solo fumo negli occhi che richiederebbe scelte e risorse del tutto incompatibili con l'assetto generale che si difende e oltre un decennio di tempo per essere realizzata. Intanto la sostanziale accettazione del progetto complessivo di riordino della ASL non dà scampo a quanto rimane di una struttura già esistente e bene attrezzata come il "Di Liegro", comprendente diverse sale operatorie all'avanguardia, e malgrado ciò declassata ad "Ospedale distrettuale" che diventa giorno dopo giorno uno scatolone vuoto e viene a mala pena menzionata nel piano aziendale. Al di la della manifesta e ormai nota incompetenza dei nostri Consiglieri e della mancanza di una vera opposizione consiliare, quanto accaduto non dovrebbe sorprendere più di tanto. Il Partito Democratico, SEL e il Centrosinistra sono i maggiori "sponsor" del piano aziendale fedelmente al fianco del Presidente regionale Zingaretti che lo sostiene. Si limitano in realtà a fare un po' di propaganda e chiedere piccole garanzie per il "Dono Svizzero" con Sandro Bartolomeo, ma difendono l'assetto complessivo del piano. La destra di Mitrano è il principale responsabile dei disastri avvenuti negli ultimi anni e finge di opporsi per strumentalizzare la situazione e assecondare l'insoddisfazione di Fazzone per le sorti dell'Ospedale di Fondi. Raimondi e i suoi proseguono nei puri spot mediatici che gli hanno contraddistinti persino quando erano alla guida di Gaeta. Se questi Signori sono gli unici a dover difendere il nostro Ospedale possiamo anche darlo per spacciato. L'unica speranza è mandarli tutti a casa alla prima occasione. Intanto Rifondazione Comunista si è attivata per promuovere al più presto a Gaeta un'assemblea su questi temi che raccolga proposte dai cittadini per poi intraprendere prossime iniziative di lotta comuni.

Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Gaeta-Itri

venerdì 28 novembre 2014

Piano ASL: Il PRC chiede che Sindaco e Consiglio di Itri si esprimano!

La Giunta Zingaretti di PD e SEL agisce in perfetta continuità con la destra

 Itri: Sui cittadini itrani grava la negazione crescente del diritto alla salute. Il nuovo Piano Strategico Aziendale predisposto dal Direttore Generale della ASL di Latina Michele Caporossi senza alcun coinvolgimento di personale medico, amministratori e cittadini, segna l'ultimo stadio nel lungo processo di smantellamento della Sanità Pontina. I presidi ospedalieri più vicini all'utenza di Itri versano già in condizione di grave congestionamento e carenza di personale, ridimensionamento, chiusura o frammentazione di importanti reparti. Il prodotto è l'allungamento delle liste d'attesa, l'aumento dei Tickets, la difficoltà crescente di essere curati nel proprio territorio, l'aumento dei trasferimenti e dei rischi durante le emergenze. Un generale deterioramento del servizio sanitario a tutto vantaggio della sanità privata. L'ospedale di Fondi perde il pronto soccorso, vede drasticamente ridimensionata l'attività chirurgica con gravi ripercussioni su vari altri reparti come endoscopia che lavorano a pieno regime, perde il primariato di Cardiologia e Ostetricia, è sottoposto ad una drammatica carenza di personale a tal punto che 5 anestesisti coprono il lavoro di dieci unità. Il "Di Liegro di Gaeta" non è quasi menzionato nel piano e si trasforma velocemente in uno scatolone vuoto perdendo anche il reparto di chirurgia ambulatoriale, dopo la disattivazione di ostetricia, radiologia, pneumologia, lo smembramento di oncologia e la trasformazione del Pronto soccorso in Primo Intervento. Di conseguenza il "Dono Svizzero" si trova a rispondere alle esigenze di un'utenza sempre più ampia, malgrado l'insufficienza pregressa di strutture e personale, senza subire alcun intervento di potenziamento. Il presidio perde anzi il primariato di Anestesia e Rianimazione e il declassamento dell'UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica) e dell'emodinamica. E' destinato ad una subordinazione crescente al "Goretti" di Latina, che sulla carta diventerà un DEA di secondo livello. A parte Latina e Formia, destinati a supportare un peso crescente e già in grave difficoltà, il nuovo piano aziendale prevede la chiusura o la riduzione a poliambulatori detti "Case della salute" di tutti i presidi della provincia come Sezze, Priverno, Minturno, Fondi e Gaeta. L'esiguo personale medico sarà chiamato a spostarsi per compensare l'insufficienza degli attivi disponibili e anche i medici mutualisti saranno coinvolti nella gestione generale delle "Case della salute", svilendo l'importante rapporto con i propri pazienti. Il Piano nasce con la benedizione pubblica di Nicola Zingaretti, sostenuto dal Partito Democratico e da SEL. Tutto mentre il governo Renzi si appresta a tagliare altri 4 miliardi di Euro alle regioni, che graveranno ancor di più sul già ridotto bilancio sanitario. Dopo anni di attacchi durissimi subiti dalla Destra e culminati con la Giunta Polverini, il Centrosinistra mostra ancora una volta di non rappresentare un'alternativa e di agire in piena continuità con chi lo ha preceduto. Chiediamo al Sindaco De Santis, come massimo responsabile della salute dei cittadini, di prendere subito posizione in merito al Piano Strategico e all'attuale situazione in cui versa la sanità del Sud pontino. Come già accade in altri comuni chiediamo che venga convocato il Consiglio Comunale per discutere e prendere posizione al riguardo, comunicandola ad enti interessati e amministratori regionali. Sollecitiamo un dibattito su quali iniziative concrete intraprendere per ostacolare il processo di depauperamento in atto e rilanciare il servizio sanitario, in sinergia con i comuni limitrofi disponibili.



Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Itri-Gaeta

mercoledì 19 novembre 2014

PRC Gaeta: Chiusa anche la chirurgia ambulatoriale all’Ospedale “Di Liegro”.

La Giunta Zingaretti di PD e SEL agisce in perfetta continuità con la destra. Cosa intende fare il Sindaco Mitrano?


Rifondazione Comunista denuncia che anche l’attività di chirurgia ambulatoriale svolta presso il Presidio ospedaliero di Gaeta “Don Luigi Di Liegro” é stata eliminata nell’assordante silenzio generale. Un ulteriore passo verso il definitivo smantellamento dell’Ospedale cittadino, già quasi del tutto in disuso. Situazione paradossale visto che la stessa struttura possiede numerose sale operatorie con attrezzature all’avanguardia, costate ai contribuenti centinaia di migliaia di Euro e mai adoperate.  Il provvedimento sarebbe motivato con la mancanza dei requisiti previsti e l’impossibilità di garantire l’espletamento del servizio per i pazienti inseriti in una lista d’attesa ferma al 24/02/2015. Le direttive ricevute ordinerebbero lo spostamento degli interventi già prenotati presso gli ospedali di Fondi e Terracina, anch’essi in fase di drastico ridimensionamento e da tempo colpiti da una grave carenza di personale, andando a gravare ulteriormente su una situazione ormai critica. Anche presso l’ Ospedale di Fondi “S. Giovanni di Dio” dal primo gennaio 2015 il servizio di chirurgia verrà ridimensionato ad interventi di entità ridotta a causa della cessazione del servizio notturno, necessario per degenze più lunghe e delicate. Nello stesso Ospedale,  del resto, cinque anestesisti supportano una mole di lavoro che veniva coperta da dieci unità. Lo stesso “Dono Svizzero” di Formia, su cui gravano incombenze e aspettative crescenti, non ha di fatto subito alcun intervento di potenziamento, al di là dei proclami. Al contrario sta per perdere autonomia ed importanza con l’eliminazione del primariato di anestesia e rianimazione. Si configura pertanto, anche per interventi di minore entità, un ulteriore congestionamento dei servizi che interessano il Sud pontino, con grave danno per i cittadini di tutto il comprensorio. Aumento dei Tickets, liste interminabili, riduzione dei servizi sul territorio con conseguenti disagi e rischi per le emergenze proseguono inesorabili a tutto vantaggio della sanità privata. I danni già causati evidentemente non bastano. Intanto proliferano in modo ingiustificato nuovi Dirigenti amministrativi profumatamente pagati e lottizzati dalla politica, mentre vengono ridimensionate le già esigue dirigenze mediche. Nella legge di Stabilità il Governo Renzi prevede un taglio di oltre quattro Miliardi di Euro alle Regioni, che come è noto graverà principalmente sul già ridotto bilancio sanitario. Anche la Giunta Regionale Zingaretti, composta da Partito Democratico e SEL, agisce in perfetta continuità con la destra sostenendo con convinzione un piano di ridimensionamento del sistema sanitario senza precedenti, difeso con particolare vigore, tra gli altri, dal Consigliere Regionale Enrico Forte. In provincia di Latina quanto accade è reso palese  dalla bozza del “Piano Strategico Aziendale 2014-2016”, già approntata dalla ASL, che prevede sostanzialmente la sola sussistenza dei Presidi di Latina e di Formia, con quest’ultimo posto in un ruolo crescente di subordinazione. Quasi tutti gli altri Ospedali saranno chiusi o  ridotti a poliambulatori e cosiddette “Case della salute”. Tutto avviene a discapito dei diritti dei cittadini, del personale medico, di infermieri e OSS, sottoposti a turni massacranti e rischio sempre maggiore di mobilità, mancato rinnovo dei contratti a termine o trasferimenti coatti. Altro che razionalizzazione! Le tristi sorti dell’Ospedale “Di Liegro” hanno precisi responsabili e rientrano in un progetto più ampio. Chiediamo pubblicamente se il Sindaco Mitrano sia almeno informato di un fatto tanto grave come la chiusura della chirurgia ambulatoriale presso il presidio di Gaeta e perché non abbia informato la cittadinanza in merito. Chiediamo se l’attuale Amministrazione abbia intrapreso qualche iniziativa concreta rispetto all’agonia dell’ospedale cittadino, visto che non ci risulta che lo abbia fatto. Domandiamo cosa intenda fare il Sindaco rispetto a quest’ultimo attacco e quali azioni voglia intraprendere per il rilancio del “Di Liegro” o se quantomeno ritenga di dover  prendere posizione pubblicamente in merito.   

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

domenica 16 novembre 2014

Concorso per Vigili a Gaeta: Il PRC sollecita indagini accurate.

Il Partito della Rifondazione Comunista chiede che venga fatta la massima chiarezza circa l’effettiva regolarità delle prove di preselezione del concorso pubblico per l’attribuzione di 10 posti da Vigile Urbano a Gaeta, tenutesi in data 13/11/2014. Alla luce della grave crisi occupazionale queste hanno stimolato inizialmente le pur esili speranze di ben 1400 concorrenti, di cui oltre 540 si sono presentati alla prova. Numerosi di loro hanno lamentato procedure poco trasparenti e di dubbia correttezza, nonché scelte discutibili quali quella di non rimandare lo svolgimento delle prove anche di fronte a palesi e frequenti errori nei quiz, immediatamente segnalati alla Commissione. Le perplessità e la rabbia manifestate pubblicamente da molti concorrenti e comuni cittadini sono aumentate alla luce dell’esito a dir poco “singolare” delle prove, affisso in tempo da record già il giorno seguente di fronte al cinema “Ariston” e rimosso curiosamente dopo solo poche ore, adesso visibile unicamente sul sito comunale. Come ormai noto ai primi quattro posti si sono classificati la cognata del Sindaco Mitrano, un collaboratore del Vice Sindaco Leccese, il figlio di un Vigile attualmente in servizio ed un giovane esponente dell’area PDL-Forza Italia locale, tutti con punteggio pieno di 60/60 e nessun errore. Ciò in una prova corposa e svolta in un tempo esiguo, resa estremamente complessa anche da contenuti che sono parsi a molti poco attinenti ai programmi indicati, altro diffuso elemento di contestazione. A seguito dell’accaduto sono stati emessi diversi esposti e già si annunciano numerosi ricorsi. Ci auspichiamo che da subito si aprano meticolosissime indagini sull’accaduto e che le Forze dell’Ordine verifichino accuratamente quanto emerso. In una città in cui oltre due giovani su tre non hanno un lavoro e sono costretti ad emigrare, la ricchezza si concentra sempre più tra esigue oligarchie clientelari e l’Amministrazione non investe un euro per stimolare nuova occupazione locale mentre spende milioni in arredo urbano e verde pubblico, diventa particolarmente importante che si fughi ogni dubbio sulla completa regolarità di quanto accaduto. Ciò anche per evitare che rabbia e indignazione oltrepassino “livelli di guardia” tollerabili, con conseguenze difficili da prevedere. Qualora tutto si fosse svolto nella piena regolarità, come ci auspichiamo che sia, e i risultati fossero frutto solo dell’indiscussa genialità di parenti e collaboratori del Sindaco, nessuno dei sospettati avrebbe niente da perdere, anzi il massimo interesse nel sollecitare l’apertura di un’inchiesta scrupolosa a tutela della propria onorabilità.
Circolo PRC “Mariano Mandolesi “

mercoledì 5 novembre 2014

Cittadini o Acqualatina? De Santis si schieri!

Nelle ultime bollette dell’acqua ricevute dai cittadini c’è un aggravio di decine di euro su ogni utenza, giustificato come “adeguamento del deposito cauzionale”. Sarà diviso in almeno due bollette. Il deposito cauzionale viene richiesto all’inizio del rapporto commerciale. Dovrebbe essere interamente restituito quando il rapporto cessa. Tutti i cittadini hanno già versato la quota del deposito all’atto dell’allaccio del proprio contatore. Qualsiasi altra richiesta è illegittima. Acqualatina sostiene che questo adeguamento sarebbe imposto dall’ “Autorità Nazionale per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico” (AEEGSI), ma non è assolutamente vero. L’Autorità concede la possibilità dell’adeguamento tariffario, ma non può imporla ai gestori. L’aumento del costo del deposito è stato deciso arbitrariamente, senza alcuna consultazione preventiva con il socio di parte pubblica. Oltre all’aumento del costo del deposito è previsto un ulteriore incremento delle bollette dell’acqua per il recupero dei 44 milioni di debiti accumulati da Acqualatina. Tutto ciò si somma agli aumenti del 300% delle bollette a fronte dei mancati investimenti e dei tanti disservizi.

I dati ufficiali diffusi il 30 Aprile del 2012 dalla stessa Società mostrano che il 36% dei cittadini di Itri è moroso nei confronti di Acqualatina, per una somma complessiva di diverse centinaia di migliaia di Euro. Una tra le percentuali più alte della provincia e la più alta del Sud Pontino! Le ultime stangate e l’avanzare della crisi fanno supporre che le cifre in questione siano in aumento. Sempre più cittadini non ce la fanno. Altri in numero crescente hanno aderito alla campagna di “Obbedienza Civile” e hanno deciso di boicottare le bollette fino a quando non verrà rispettato l’esito del Referendum popolare del 12/06/2011 e la gestione del servizio idrico non tornerà ad essere interamente pubblica. In entrambi i casi il PRC dichiara la propria solidarietà e ricorda l’assistenza tecnica e legale gratuita offerta dai comitati di lotta di Gaeta, in via indipendenza 262, e di Formia, in via Maiorino, ogni giovedì pomeriggio.

Acqualatina intanto continua nel procedere al distacco dei contatori e con la riduzione del flusso dell’acqua, senza aver prima intrapreso e vinto un regolare processo civile e senza ricorrere all’Ufficiale Giudiziario. La stessa Authority per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico sta riconoscendo le ragioni di coloro che da anni lottano contro Acqualatina. Proprio qualche mese fa ha iniziato un procedimento sanzionatorio contro Acqualatina per la «violazione della regolazione del servizio idrico integrato». Violazioni che i comitati di lotta hanno sempre denunciato pubblicamente. 

Ricordiamo, qualora ce ne fosse bisogno, che “oltre alle ordinanze contingibili e urgenti adottate dal Sindaco in qualità di rappresentante della Comunità locale in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale (art. 50 del T.U.E.L.), al Sindaco – qui però nelle vesti di ufficiale del Governo – è attribuito il potere di adottare con atto motivato «provvedimenti, anche contingibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».”
Alla luce della situazione estremamente critica dal punto di vista sanitario e sociale che può scaturire dalla negazione diffusa di un bene primario come l’acqua, chiediamo quindi al Sindaco De Santis di intervenire con un’apposita Ordinanza che vieti il distacco dei contatori e la riduzione del flusso idrico. Si tratterebbe di un atto concreto, più forte di mille belle parole, per aiutare i cittadini in momentanea difficoltà economica sostenendo tutti coloro che da anni combattono contro le ingiustizie di Acqualatina e per la ripubblicizzazione dell’acqua. Un atto amministrativo del genere mostrerebbe che i proclami fatti su questo tema in campagna elettorale dal Sindaco e da diversi esponenti politici che ancora lo sostengono, non servivano solo per fini elettorali.

Circolo PRC “Mariano Mandolesi” Itri-Gaeta

giovedì 23 ottobre 2014

Petroliera in porto: rischi aumentati e provvedimenti contro i lavoratori. Il caso di licenziamento del comandante Spinosa

E’ oggetto di discussione diffusa e pluriennale quale debba essere la soluzione migliore per ridurre i rischi per la sicurezza legati alla presenza di una petroliera nel molo petroli della nostra città. Quel che invece oggi  la maggior parte dei cittadini ignora è che con l’art.4 della Ordinanza n.75/2014 della capitaneria di Porto di Gaeta si autorizza ora il rimorchiatore in assistenza per la sicurezza della petroliera ad allontanarsi per effettuare temporaneamente altri servizi portuali.  Dopo casi di incendio passati, il servizio di tale rimorchiatore fu invece istituito ormai tanti anni fa proprio per assistere la petroliera durante tutto il periodo delle sue operazioni commerciali dal momento dell’ormeggio. Questo proprio per la sicurezza della nave e della nostra città. Su iniziativa di marittimi e tecnici del settore, è stata preparata una lettera a sottoscrizione popolare per denunciare i rischi subentrati con questa nuova ordinanza che di fatto autorizza certi periodi di tempo nei quali la petroliera può operare in non sicurezza. Tale lettera è indirizzata al Sindaco a cui sarà pure consegnata, nel caso assai improbabile che egli non sia già a conoscenza della questione. Con essa i cittadini lo sollecitano, in quanto responsabile della salute e della sicurezza della città,  a prendere contromisure, suggerendogli di attivarsi per far sospendere le operazioni della petroliera durante l’assenza del rimorchiatore. Il Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta come forza politica si unisce pubblicamente ai solleciti dei cittadini per rafforzarne la proposta, sperando che le risposte del Sindaco non si traducano ancora una volta in uno dei tanti proclami disattesi al quale ci ha abituati quando si tratta di decidere su questioni davvero vitali.  Al contempo però ci sentiamo in dovere di informare i cittadini di una altra questione riguardante il rimorchiatore in questione e la Società che ne gestisce il servizio su concessione della Capitaneria di Porto. Come abbiamo avuto modo di appurare, sindacati dei trasporti hanno richiesto un incontro con tale Società per avere chiarimenti a riguardo di un intercorso inasprimento dei rapporti fra i lavoratori e la stessa. Diversi dipendenti della Società operanti in Gaeta sono stati infatti oggetto di lettere di contestazione definite di “particolare violenza” proprio perché riferite a fatti e situazioni fino a poco fa considerate non sanzionabili dalla stessa Società e avallate dai suoi Responsabili Aziendali locali, nonché ad altre situazioni opinabili ed in ogni caso previste, conosciute e non sanzionate da essa. Messa in questi termini, potrebbe trattarsi appunto di classica situazione di persecuzione strumentale dei lavoratori per scopi aziendali, così come sembrano presagire i sindacati stessi. Quel che però salta all’occhio è che destinatari di tale lettere di contestazione sono stati cittadini gaetani  che si sono anche attivati per segnalare alla Capitaneria di Porto  e far conoscere ai propri concittadini i rischi per la sicurezza legati alla suddetta ordinanza. Significativo in tal senso è il caso del comandante del rimorchiatore, Gianluigi Spinosa, sanzionato addirittura con il licenziamento per una contestazione che, ad avviso dei sindacati, mancava di fattori di gravità tali da giustificare un provvedimento così estremo. Il C.te  Spinosa tra l’altro è stato fra i più attivi in prima persona a denunciare i rischi legati all’ Ordinanza n.75/2014 e ha dichiarato in più sedi la sua intenzione di continuare a farlo. Come Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno al comandante e chi come lui è attivo nella battaglia di sensibilizzazione su questo tema della sicurezza per il bene comune di Gaeta. Da qui sorge appunto ancora una volta il nostro senso di responsabilità politica nel diffondere tali notizie e portarle a conoscenze di Autorità e cittadini tutti, anche al fine di invitare chiunque sia preposto a tale scopo, o comunque in qualche modo coinvolto, ad adoperarsi per sgomberare il campo da ogni dubbio su eventuali relazioni fra i provvedimenti menzionati e l’attività di sensibilizzazione civica svolta da dipendenti della Società in questione.

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

mercoledì 22 ottobre 2014

Venerdì 24 ottobre l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale nazionale di 24 ore in tutto il lavoro pubblico e privato.

Autobus da Gaeta per la manifestazione di Roma.

Venerdì 24 Ottobre in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore di tutto il lavoro pubblico e privato si terranno in varie piazze d'Italia manifestazioni e iniziative. Lo sciopero è indetto contro il jobs act e le politiche dettate dalla troika al governo Renzi sul lavoro e la pubblica amministrazione e contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego; per l’occupazione e in difesa dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

È necessario costruire in Italia come in tutta Europa una grande mobilitazione contro il potere economico e tecnocratico dell'Unione Europea, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Bisogna combattere i governi dell’austerità siano essi di centro destra o di centro sinistra, che eseguono i diktat della Troika, come il governo Renzi in Italia. La politica di questi governi in tutta Europa sta ridando spazio alle forze neofasciste, mentre la stessa Unione Europea in stretta unità con la Nato sostiene il nuovo governo dell'Ucraina, del quale fanno parte forze neonaziste. Antifascismo e lotta contro le politiche, i governi e il potere dell’Unione europea vanno di pari passo. 

Il Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Itri-Gaeta pertanto aderisce insieme ai comitati cittadini per la ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un lavoro utile e dignitoso, e invita a partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e gli operai delle fabbriche in crisi, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, ricordando che l'Unione Sindacale di Base che ha da poche settimane aperto uno sportello anche a Gaeta in via Indipendenza 262 offrendo servizi fiscali, di patronato e assistenza legale per vertenze lavorative, mette a disposizione   un autobus gratuito per chiunque voglia partecipare alla manifestazione che si terrà il 24 a Roma. L'appuntamento è alle 7:20 davanti la chiesa di San Carlo a Gaeta! Riconquistiamo welfare, salario, diritti e dignità, cacciamo il governo Renzi e la Trojka.



Circolo PRC Itri-Gaeta "Mariano Mandolesi"

domenica 19 ottobre 2014

ITRI: MANUTENZIONE DI CANALI E FOSSATI. ALLARME A “MEZZABRINO”.



Rifondazione Comunista ha ricevuto segnalazioni di cittadini che lamentano lo stato di incuria in cui versano da tempo numerosi fossati, canali e torrenti del territorio itrano. Viene denunciata la presenza di fitta vegetazione, rami secchi, detriti di vario genere e a volte spazzatura che impediscono il corretto deflusso delle acque con il rischio di esondazioni ai danni di proprietà, opere pubbliche e persone. L’imminente arrivo delle piogge abbondanti e i recenti fatti di cronaca che hanno colpito località come Genova a causa del dissesto idrogeologico e della mancanza di manutenzione, ci hanno spinto ad avviare un’attività di screening del territorio per verificare direttamente le informazioni ricevute. Abbiamo purtroppo accertato lo stato di abbandono generalizzato in cui effettivamente versano molti canali. Il caso più lampante tra quelli verificati riguarda il fossato sito in località “Mezzabrino”, che costeggia per un lungo tratto a cielo aperto via “le cupe” per poi immettersi nel sottosuolo incrociando via “cespole”. Il lungo e ampio tratto del canale costituito prevalentemente da roccia e cemento è letteralmente infestato da erba e vegetazione arborea, foglie secche, rovi, depositi di rami, terriccio e sassi che lo rendono per buona parte ormai poco visibile. Il capiente fossato è situato in una zona centrale, lambisce numerose abitazioni, terreni e due strade. Insiste inoltre all’interno di una delle molte aree segnalate non a caso come a rischio idrogeologico. Alcuni residenti ricordano che già in passato si verificarono smottamenti delle acque convogliate nel fosso, che causarono danni ingenti. Non dimentichiamo inoltre quanto avvenne solo due anni fa, quando il torrente “Pontone” che attraversa i territori di Itri, Gaeta e Formia, straripò causando una vittima e danni enormi per i quali i cittadini non hanno ricevuto alcun risarcimento, oltre all’attenzione della magistratura che aprì un’indagine riguardo a presunte inadempienze e omissioni. Il Comune non solo avrebbe l’obbligo di monitorare lo stato dei canali ma dovrebbe anche verificare attraverso il Comando dei Vigili se esistano costruzioni abusive che ne ostruiscono il passaggio.  Chiediamo pertanto come mai l’Amministrazione di Itri e gli enti preposti non abbiano svolto il proprio compito, specialmente in casi eclatanti come quello del fosso di “Mezzabrino”. Chiediamo inoltre che si intervenga tempestivamente e con urgenza per porre rimedio almeno alle situazioni più allarmanti attraverso apposite ordinanze e interventi diretti.

Circolo Prc "Mariano Mandolesi".

martedì 14 ottobre 2014

Gaeta: una città per pochi

Rifondazione Comunista in presidio contro le tasse di Mitrano

Non esistono amministrazioni di destra e di sinistra, ma amministrazioni che tutelano i privilegi di ristrette oligarchie locali alimentando il clientelismo e governi che difendono gli interessi delle classi popolari. Non esistono tasse buone e tasse cattive, ma tasse che vengono pagate dai lavoratori, dai pensionati e dai disoccupati per finire nelle tasche di pochi o tributi che vengono pagati in proporzione alle possibilità di ognuno e adoperati per diffondere benessere attraverso servizi accessibili, beni comuni, edilizia pubblica e posti di lavoro.
Non è certo difficile collocare la Giunta Mitrano e le sue politiche fiscali tra queste opzioni. Basta rispondere a qualche semplice domanda. Chi paga le nuove imposte comunali? Soprattutto cittadini e cittadine che in larga parte risentono di una crisi sempre più drammatica, senza godere di sgravi apprezzabili o esenzioni per le fasce più deboli, mentre ai baroni degli stabilimenti balneari viene concesso il regalo del 30% in meno sulla spazzatura. Quanto pagano? Decisamente troppo, visto che tutte le aliquote sono alte.
L'IMU è al 10,6 x mille, la TASI è al 2,5, per la Tari è prevista una mazzata senza precedenti vista la spesa esorbitante di oltre 6 milioni di Euro annui (altri 500 mila in più). Come verranno spesi questi soldi? Per la spazzatura avremo una delle spese più alte della provincia se commisurata alla popolazione effettivamente residente e alla diffusione ancora esigua del sistema di raccolta porta a porta. Se si parla del gettito destinato ai servizi indivisibili, coperto dalla famigerata TASI, troviamo cifre altrettanto impressionanti.
Quattro milioni e 610 mila euro, la cui ripartizione tra le voci di spesa risulta anche in questo caso ben poco trasparente e dettagliata. Ci piacerebbe sapere ad esempio come sia possibile, una spesa di quasi un milione di Euro annui per l'illuminazione pubblica di una cittadina non particolarmente grande e ben illuminata. Cifre da fare invidia a Manhattan. Ci interesserebbe capire nel dettaglio come vengano spesi gli oltre 373 mila Euro destinati a cultura e servizi bibliotecari in una cittadina dove queste cose quasi non esistono, che non dispone neanche di uno spazio pubblico, gratuito e accessibile a tutti destinato a fini culturali e aggregativi, unico esempio vergognoso di tutto il comprensorio. Forse gran parte di questa voce sarà destinata ancora una volta agli "amici" dell'Arena Virgilio?
Ma ci incuriosisce ancor di più la destinazione dei 422 mila Euro di "lotta al randagismo". Evidentemente a noi è sfuggito che a Gaeta siano rimasti più randagi che esseri umani, unico dato che forse potrebbe giustificare tali cifre! Ci chiediamo a quanti giovani compaesani si potrebbe evitare di dover lasciare la propria città con somme simili, invece di destinarle magari ad un canile (e siamo curiosissimi di vedere a quale). Inoltre grazie alla nuova normativa nazionale anche gli inquilini dovranno corrispondere buona parte della TASI, che si sommerà agli affitti notoriamente alti della nostra città per convincere altri residenti a dover lasciare Gaeta. Ciò soprattutto in assenza di politiche abitative che incentivino l'adozione di aiuti per gli inquilini e di un canone concordato, più volte da noi richiesto e promesso pubblicamente, ma mai attuato.
Litigano a colpi di manifesti il Sindaco e le forze di Centro Sinistra cittadine, costrette a far finta di fare opposizione. Il primo scarica tutta la colpa sui governi Monti, Letta e Renzi, gli altri l'attribuiscono agli insensibili amministratori locali. In realtà hanno entrambi ragione perché governo Renzi e amministrazione Mitrano sono complementari e difendono gli stessi ristretti interessi sociali ai danni del popolo. E' o non è questa l'era delle larghe intese? Intanto Gaeta diviene sempre più velocemente una città per ricchi e per privilegiati. Mentre i suoi figli continuano a dover emigrare in cerca di casa, di lavoro e di servizi accessibili per i quali l'amministrazione non INVESTE un euro, diventa sempre più esiguo il numero di chi potrà godersi il costoso verde pubblico, l'elegante arredo urbano e le rotonde del Sindaco Mitrano.
Per continuare a denunciare tutto questo, come da tempo facciamo in opposizione a centrodestra e centrosinistra, avvisiamo la cittadinanza che giovedì 16 Ottobre, giorno di scadenza per il pagamento dell'acconto TASI, saremo dalle ore 10 alle 14 attivi dinnanzi la Posta centrale di piazza Carlo III in un presidio informativo e di protesta contro gli ingiusti aumenti delle tasse decise da questa Amministrazione comunale.