"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

mercoledì 18 marzo 2020

PC GAETA: GRAVI RISCHI PER I LAVORATORI. SOSPENDERE SUBITO LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE LOCALI

Nel momento della massima emergenza, degli appelli all’unità nazionale, dell’“andrà tutto bene”, del “restiamo a casa”, diversi si preoccupano delle ricadute economiche del Coronavirus, nessuno come al solito dei lavoratori e delle loro sorti. Questo è vero più che mai in un territorio socialmente martoriato come il basso Lazio e a maggior ragione a Gaeta. Qui più che altrove emergono chiaramente i due aspetti di questa epidemia, le due facce di questa medaglia di cui nessuno parla. Il primo è quello dei tanti lavoratori a termine, precari, stagionali, non garantiti, spesso in nero o con partita Iva, sovente privi di ogni forma di ammortizzatore.  Quei lavoratori impiegati ad esempio in settori quali l’alberghiero, la ristorazione, la balneazione, il commercio, le pulizie e tanto altro le cui condizioni prossime allo schiavismo sono state evidenziate nella nostra recente inchiesta operaia. Questa ha messo in luce come per loro non andava certo tutto bene prima e a maggior ragione non andrà bene adesso, tra chi di loro teme di perdere il proprio impiego attuale o lo ha già perso e chi ha paura che non inizino neppure i consueti rapporti lavorativi estivi. Soggetti che già normalmente si trovano in condizioni di totale debolezza e privi di ogni forza contrattuale, anche grazie alla collaborazione del mondo politico e all’assenza del sindacalismo locale, sono i primi a cadere nel silenzio più completo. Questo anche perché le proposte concrete rivolte da anni all’Amministrazione comunale da parte del Partito Comunista per migliorare le condizioni lavorative di questi dipendenti non sono mai state neanche prese in considerazione. L’altra faccia della medaglia è rappresentata da quei lavoratori che mentre tutti sono a casa sono costretti ancora a recarsi a lavoro e si trovano in condizioni di grave rischio assieme alle proprie famiglie, con misure di sicurezza spesso insufficienti e in alcuni casi nulle. Pensiamo al personale medico e infermieristico, alle attività commerciali ancora aperte quali i supermercati e ai loro dipendenti, ai servizi quali la raccolta dei rifiuti, i trasporti pubblici, la polizia locale, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, ma l’elenco è molto più lungo e a tutti loro il PC esprime la propria vicinanza e gratitudine. Per quanto riguarda i servizi vitali che non possono essere interrotti sono necessarie tutte le misure e le risorse finalizzate a garantire la massima sicurezza possibile. L’Amministrazione comunale, più che fare continui proclami, dovrebbe vigilare costantemente affinché ciò avvenga. Servizi non indispensabili quali quello della sosta a pagamento devono invece essere immediatamente interrotti, intervenendo per garantire ai dipendenti lo stipendio pieno. Che anche le attività del porto commerciale cittadino vengano ridotte all’osso con le massime precauzioni al fine di garantire unicamente la circolazione di merci e prodotti medici o legati al comparto agroalimentare. I lavoratori del porto sono infatti tra i soggetti più esposti al rischio. Per quanto riguarda le realtà produttive presenti sul territorio di Gaeta quali Geberit, Peroni Pompe, cantieri navali, chiediamo che tutte le attività non strettamente legate a settori strategici e vitali vengano immediatamente sospese, garantendo ai lavoratori il proprio salario. I lavoratori non sono carne da macello! Non possiamo consentire nel momento di massima emergenza che centinaia di operai si spostino ogni giorno e lavorino a stretto contatto, con misure di sicurezza peraltro molto discutibili dalle scarsissime informazioni trapelate. A rischio non sono soltanto la salute di questi dipendenti, ma di tutti i loro cari e delle loro intere comunità. Non è un caso se le zone d’Italia più colpite sono anche quelle in cui si concentrano il maggior numero di aziende attive. Che il Sindaco Mitrano, il quale a più riprese si è vantato pubblicamente di essere disposto addirittura ad oltrepassare anche le proprie strette competenze e anticipare le direttive ministeriali pur di garantire la sicurezza dei suoi concittadini, intervenga immediatamente con lo scopo di interrompere queste attività. Che mostri di non essere capace solo a fare lo sceriffo con chi porta a spasso il cane o con i ragazzini nei parchi ma di sapersi imporre anche nei confronti dei padroni chiusi in quarantena nelle proprie lussuose ville mentre i lavoratori e chi li circonda rischiano la pelle per garantire i profitti delle aziende. Estendiamo questo appello anche ai Sindaci dei comuni limitrofi. Ricordiamo a questi operai che il PC è al loro fianco e che in tutta Italia si moltiplicano le lotte dei lavoratori per garantire la propria salute, assieme purtroppo ai casi di contagio. Gli invitiamo pertanto ad aderire assieme ai loro colleghi allo sciopero generale dei metalmeccanici già proclamato fino al 23 marzo dalla FLMUniti e che continuerà durante tutto il periodo emergenziale. Mai come adesso è chiaro infatti che solo la lotta potrà imporre ai padroni ed ai loro referenti politici di garantire la propria salute.  


PARTITO COMUNISTA –SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA

lunedì 9 marzo 2020

CORONAVIRUS: IL PC DENUNCIA LE GRAVI RESPONSABILITA’


Il PC intende manifestare pubblicamente tutta la propria vicinanza e gratitudine nei riguardi di medici e   infermieri del nostro territorio che, come in tutta Italia, non sono soltanto sottoposti ai maggiori rischi di contagio da Coronavirus ma anche soggetti a ritmi e condizioni di lavoro pesantissimi.
Quello cui assistiamo tuttavia non è solo frutto di condizioni eccezionali ma conseguenza di precise scelte che hanno coinvolto il sistema sanitario negli ultimi anni, le cui drammatiche ricadute non sono mai state messe a nudo come in questa circostanza. Scelte volute dall’Unione Europea ed eseguite servilmente dai maggiori schieramenti politici susseguitisi al governo a tutto vantaggio del business della sanità privata. Ora i nodi vengono al pettine.
Il Coronavirus ha messo in evidenza come solo le strutture pubbliche ed i loro dipendenti possono fare la differenza in condizioni di crisi. Ha messo in luce però a maggior ragione quanto proprio gli attacchi subiti dal sistema pubblico siano stati devastanti e quanto le nostre reiterate denunce fossero purtroppo fondate. Attacchi che hanno reso sempre più difficile la gestione dell’ordinario ed hanno completamente polverizzato le riserve di sicurezza necessarie ad affrontare in modo efficace situazioni come la presente. 37 miliardi di Euro sottratti alla sanità pubblica italiana in meno di 10 anni e 42800 dipendenti a tempo indeterminato, persi grazie anche al blocco del Turn Over e al numero chiuso nelle università. Una media di posti letto scesa inesorabilmente fino a 3,2 ogni 1000 abitanti, nettamente inferiore agli standard di altri stati come Francia e Germania. 3600 posti letto in meno solo nel Lazio governato da Zingaretti, con un numero impressionante di ospedali chiusi o fortemente depotenziati in pochi anni. Ciò è particolarmente evidente in provincia di Latina dove, come ripetiamo da tempo, la politica dei pochi centri ospedalieri residui quali Formia e Latina a discapito della rete capillare di nosocomi e Pronto soccorso cui eravamo abituati quali il “Di Liegro“ di Gaeta, mostra già in condizioni comuni effetti fallimentari.
Nella situazione odierna a maggior ragione ogni ora che passa desta più allarme alla luce delle ben note criticità presenti ed il “Dono Svizzero” di Formia appare sempre meno idoneo a fronteggiare da solo l’evolversi degli eventi. Oltre al danno giunge adesso anche la beffa del provvedimento annunciato da Casati, Direttore della ASL, che ha deciso di prendere la palla al balzo per chiudere nelle ore notturne gli ex Punti di Primo Intervento, già recentemente declassati a Punti di Assistenza Territoriale, al fine di concentrarne il personale sull’Ospedale di Formia. L’alibi dell’emergenza sembra consentire un provvedimento da tempo ambito dalla direzione aziendale che potrebbe rilevarsi definitivo. Un’iniziativa che a lungo abbiamo contrastato con successo al fianco dei cittadini in quanto parte di quel disegno di smantellamento di cui oggi vediamo gli effetti catastrofici. Il rischio comune ed il senso di coesione invocato da più parti per affrontarlo rischiano di essere adoperati in modo del tutto strumentale per coprire le gravissime responsabilità politiche ampiamente trasversali, trasformando addirittura gli autori delle peggiori nefandezze contro la salute pubblica in eroi e benemeriti.
L’attuale Governo nazionale, che agisce in piena continuità con i precedenti, ostenta nuovi palliativi per curare le ferite da lui stesso inferte al nostro sistema sanitario. La nostra Giunta Regionale, che ha come Presidente il Segretario del PD, socio al governo della nazione e liquidatore instancabile di ospedali laziali, rassicura i cittadini e promette grandi vittorie. Gaeta però non è da meno. Personaggi di LEU e Sinistra Italiana, grandi supporter di Zingaretti e del Partito Democratico, i cui referenti sono al governo del Paese e della regione, tentano di improvvisarsi improbabili tutori della sanità pubblica e difensori di ciò che resta del nosocomio cittadino dietro le mentite spoglie dell’ennesimo pseudo Comitato civico. Forse tuttavia è ancora una volta il Sindaco Mitrano a superare tutti per sfacciataggine. Dopo avere assistito per anni imperterrito e collaborativo allo smantellamento degli ultimi servizi offerti dall’Ospedale della città che amministra si erge ora a paladino della nostra salute e fa la voce grossa contro gli incompetenti di Palazzo Chigi.
Noi comunisti al contrario, forti del fatto che coerentemente ed in tempi non sospetti abbiamo sempre combattuto le politiche che questi signori strenuamente sostengono, non smetteremo di rivendicare un sistema sanitario pubblico, diffuso sul territorio, efficace e completamente gratuito anche per evitare che circostanze drammatiche simili a quelle che la nostra comunità sta vivendo non tornino a ripetersi.


PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA

domenica 1 marzo 2020

RIFIUTI, ACQUA ED ALTRI SERVIZI PUBBLICI CON CONTROLLO OPERAIO:


SABATO 29 IL PC HA LANCIATO LA SUA PETIZIONE


Sabato 29 febbraio i militanti del Partito Comunista di Gaeta hanno percorso le vie del centro cittadino illustrando il contenuto della petizione appena lanciata per la gestione pubblica dei rifiuti e di altri importanti servizi tra cui quello idrico. Sono state raccolte già numerose firme toccando con mano come il tema trattato sia sentito e la proposta goda di ampio consenso. Non c’è da stupirsi vista la vasta gamma di risultati catastrofici collezionata dalla gestione privata, dall’acqua ai rifiuti. A maggio 2020 scade il contratto con la società ECOCAR per la nettezza urbana. Come ogni altra gestione affidata a privati che perseguono l’unico obiettivo del profitto economico sono emersi problemi quali il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori fino ai forti e ripetuti ritardi nel pagamento degli stipendi, i costi insostenibili, le tasse alte, i gravi rischi di infiltrazioni malavitose, la dubbia aderenza alle clausole contrattuali, i disservizi di vario genere.
Per questo la petizione popolare indirizzata all’Amministrazione chiede la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e di altri quali la farmacia comunale, i servizi sociali, culturali, per l’infanzia, di manutenzione del verde pubblico, cimiteriali, di promozione e ricezione turistica, balneari, dei parcheggi, nonché del servizio idrico in forma consortile, attraverso l’unico strumento disponibile autenticamente pubblico: L’Azienda Speciale. Bisogna chiarire infatti che il modello della società di capitali non rappresenta un’alternativa alla gestione privata come spesso si vuol far credere, nemmeno nel caso in cui il Comune ne detenga tutto il capitale. Queste società sono infatti soggetti di diritto privato che godono di autonomia quasi assoluta e rispondono alla logica del profitto, inoltre esse sono perfettamente compatibili con l’ingresso futuro di investitori privati. Non è un caso se il modello della vicina “Formia rifiuti Zero”, che si cerca di presentare come virtuoso, ripropone in realtà la maggior parte delle problematiche proprie delle peggiori gestioni private.
Chiediamo inoltre che l’Azienda Speciale venga affiancata da un Comitato dei lavoratori che svolga la funzione di proposta, controllo e verifica degli obiettivi. Questo non solo per garantire migliori condizioni ai dipendenti ma perché si ritiene che gli addetti dei settori interessati siano le figure più indicate a comprendere e risolvere le problematiche dei servizi coinvolti oltre che i più idonei a svolgere una funzione di controllo diretto a nome di tutta la comunità. Tale Comitato previsto dallo statuto societario verrà eletto democraticamente tra i lavoratori dei vari servizi cittadini. Sabato 9 Maggio presso Piazza Capodanno presenteremo la nostra proposta in un’assemblea conclusiva. Tutti i cittadini di Gaeta possono sottoscrivere fin da ora la petizione presso le edicole, gli altri esercizi commerciali aderenti, presso la sede del PC in Via Indipendenza 206 ogni martedi dalle 17 alle 19 e in occasione delle altre numerose raccolte che il Partito sta predisponendo nelle piazze e per le strade di Gaeta. Chiunque intende approfondire o fornire il proprio contributo fattivo alla raccolta può contattare il PC o ricevere ulteriori informazioni consultando la pagina facebook: Partito Comunista – Gaeta – Sez. “Mariano Mandolesi”.   


PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA

mercoledì 26 febbraio 2020

PETIZIONE




I SOTTOSCRITTI CITTADINI DI GAETA:

  • Visto l’imminente scadere nel mese di Maggio 2020 del contratto di affidamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti;
  • visti i gravi rischi di infiltrazioni malavitose presenti sul nostro territorio come testimoniato dalle molteplici interdittive antimafia che hanno raggiunto la società appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti;
  • visti i costi sproporzionati a carico dei cittadini per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti da parte di società privata (6 milioni l’anno) e per altri quali il servizio idrico;
  • considerate le innumerevoli inadempienze e inefficienze delle società private che hanno gestito il ciclo dei rifiuti ed altri servizi quali il servizio idrico;
  • visti gli innumerevoli episodi che hanno colpito i dipendenti delle società private che hanno gestito il servizio di raccolta dei rifiuti, comprendenti gravi e reiterati ritardi nel pagamento degli stipendi, bassi salari, sanzioni arbitrarie a danno dei lavoratori, mancato rispetto dei diritti più essenziali degli stessi, incertezza costante riguardo al futuro dei dipendenti, gestione spesso poco trasparente e/o clientelare del personale impiegato;
  • considerato che i lavoratori impiegati nella gestione dei servizi quali la raccolta dei rifiuti sono indubbiamente i più competenti e titolati riguardo alle modalità di gestione ed alla risoluzione delle problematiche esistenti, oltre che i più idonei a svolgere con efficacia una funzione di controllo e garanzia per tutta la comunità;
  • considerato che più in generale la gestione in affidamento a privati della raccolta dei rifiuti come di altri importanti servizi quali il servizio idrico ha mostrato sistematicamente di violare i criteri di “efficacia, efficienza ed economicità” cui deve ispirarsi l’azione amministrativa (D. Lgs. 30 Luglio 1999, n 286);
  • considerato che l’unico soggetto di diritto pubblico previsto per la gestione dei servizi dall’articolo 114, Titolo V del “Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, TUEL” e recepito dallo statuto del comune di Gaeta all’articolo 71, Capo II, Titolo V è l’AZIENDA SPECIALE, definita quale “…ente strumentale del Comune, dotato di personalità giuridica…”;
  • considerato che la società per azioni NON RAPPRESENTA un’alternativa alla gestione privata dei servizi locali quali il servizio di raccolta dei rifiuti anche nel caso in cui il Comune ne detenga temporaneamente il 100% delle quote. Questo in quanto essa è regolata dalle norme del diritto privato, ispirata dalla logica del profitto, non mette comunque al riparo dal possibile ingresso di privati in futuro ed é fonte di problematiche simili ed affini a quelle manifestate dalla gestione in affidamento ai privati. Ciò é mostrato in modo palese dall’esperienza della “Formia Rifiuti Zero” che ricade sotto tale tipologia, istituita presso il vicino comune di Formia;
  • visti gli articoli 117 e 118 della Costituzione italiana che sanciscono il ruolo dei comuni nel garantire “…l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale…”


CHIEDONO:

  • La gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e di altri servizi locali quali la farmacia comunale, i servizi sociali, culturali, per l’infanzia, di manutenzione del verde pubblico, cimiteriali, di promozione e ricezione turistica, balneari, dei parcheggi, tramite AZIENDA SPECIALE, nonché del servizio idrico in forma consortile, riassorbendo il personale attualmente impiegato; 
  • che lo statuto aziendale introduca un COMITATO DEI LAVORATORI eletto dai dipendenti dei vari servizi all’interno del personale ed in misura proporzionale al numero dei dipendenti impiegati in ogni settore, il quale affianchi il Consiglio d’Amministrazione svolgendo le funzioni di verifica, controllo, garanzia, tutela e proposta operativa.



mercoledì 19 febbraio 2020

MONITO DEL PC SULL’ EX AVIR: BENE L’ACQUISIZIONE MA VENGA GARANTITA LA GESTIONE PUBBLICA


Apprendiamo con soddisfazione dai mezzi di stampa dell’esito positivo del processo di acquisizione dell’area dell’EX AVIR da parte del Comune di Gaeta. Prendiamo atto della volontà espressa in precedenza di destinare l’area strategica prevalentemente ad infrastrutture e servizi di pubblica utilità. Risulta quasi scontato sottolineare come faranno in tanti il grandissimo valore storico di questo evento per la città. Decisamente meno scontato è invece il ricordare come ancora una volta la storia abbia dato ragione ai comunisti che sono stati i primi e a lungo i soli a proporre un percorso amministrativo che si ponesse come obiettivo questa soluzione, battendosi inascoltati per questo scopo già 20 anni fa all’epoca della Giunta D’Amante. Fa sorridere invece il fatto che oggi in molti rivendichino questo risultato, tra cui paradossalmente troviamo perfino esponenti di spicco di quell’ Amministrazione o delle successive ed uomini legati a vario titolo ai partiti e ai movimenti politici che vi hanno preso parte. E’ tuttavia nostro dovere ancora una volta non unirci al coro unanime di chi vorrebbe salire immeritatamente sul carro festoso dei vincitori ma mettere in guardia rispetto ai futuri rischi concreti. L’acquisizione dell’area da parte del Comune è infatti un passo assolutamente necessario ma non sufficiente per una sua autentica riappropriazione collettiva. Conoscendo ormai bene il modo di agire dell’Amministrazione Mitrano ravvisiamo il pericolo che le strutture previste all’interno dell’area non siano gestite direttamente dal Comune e rese fruibili da tutti ma date in affidamento a gestori privati che ne dispongano in modo arbitrario, ne limitino l’accesso e le adoperino con finalità speculative. In questa direzione andrebbe ad esempio la formula tanto cara all’attuale Amministrazione e da noi fermamente osteggiata del Project Financing, consistente in concessioni di lunga durata ai privati in cambio di loro investimenti iniziali per la realizzazione delle opere. Come conseguenza tale pratica conduce inevitabilmente ad una gestione rapace dei servizi in questione finalizzata anche al recupero degli investimenti effettuati oltre a risultare discriminatoria nei riguardi delle imprese più sane e originarie del territorio che spesso non dispongono dei capitali necessari. Del resto abbiamo già conosciuto in abbondanza le gravi conseguenze sociali della gestione privata dei servizi, cavallo di battaglia di Mitrano e della sua Giunta, di cui sono esempi emblematici la gestione disastrosa del servizio idrico, dei rifiuti e tanto altro. Proprio come ci siamo battuti in passato per giungere all’acquisizione dell’area nell’interesse della comunità contro loschi progetti speculativi oggi annunciamo che continueremo a batterci e a vigilare con altrettanta forza affinché le prospettive di gestione privata che temiamo non si realizzino ma si prosegua nell’esclusivo interesse generale.   


PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA   

mercoledì 12 febbraio 2020

LA MEMORIA NON SI CANCELLA: A GAETA NESSUNA VIA DEVE ESSERE DEDICATA AI CRIMINALI FASCISTI.

Apprendiamo con sgomento dagli organi di informazione locale che pochi giorni fa è stata consegnata all’Ufficio protocollo del Comune di Gaeta una richiesta formale per l’intitolazione di una via al Generale di Corpo d’Armata delle Trasmissioni e Genio Taddeo Orlando. La richiesta sarebbe stata presentata dal signor Aldo Lisetti e corredata da circa 70 firme di cittadini di Gaeta. Occorre precisare che l’Orlando partecipò nel 1941, con mansioni già di Generale, all’invasione e all’occupazione dell’allora Regno di Jugoslavia. Durante quel periodo, in qualità di comandante di divisione, fu corresponsabile di orribili crimini contro la popolazione civile da parte delle truppe di occupazione; tanto che dopo la fine del secondo conflitto mondiale fu proprio la Jugoslavia a presentare formale richiesta di estradizione, al fine di processare il militare. Troviamo che tale richiesta rappresenti un vero e proprio insulto alla storia d’Italia e ai valori costituzionali, uno schiaffo alla città di Gaeta già medaglia d’argento al valore civile. Non ci sorprende che richieste del genere arrivino proprio in un momento in cui è in atto un’operazione di revisionismo storico di enorme portata, accettata da tutte le forze politiche dell’arco parlamentare e accolta in tutte le sedi (italiane ed europee) come verità incontrovertibile. Siamo dinnanzi all’ennesimo tentativo di riabilitazione storica dei crimini del nazi-fascismo e di conseguente criminalizzazione dell’eroica resistenza partigiana. L’intera popolazione subisce da anni ormai quella che possiamo tranquillamente definire una campagna a senso unico, pertanto specifichiamo che non è nostro intento attaccare i cittadini che, sicuramente in buona fede, hanno sottoscritto la petizione del signor Lisetti. Infatti con questa nota intendiamo attirare l’attenzione dell’Amministrazione e della cittadinanza tutta in merito al pericolo di un revanscismo e di un sistematico stravolgimento dei fatti storici. Dal canto nostro saremo sempre in prima linea per portare avanti le idee di tanti giovani, uomini e donne, che combatterono per un’Italia equa e giusta, battendosi anche a costo della vita contro il nazismo e i fascisti come il Gen. Orlando.

PARTITO COMUNISTA - GAETA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”

lunedì 20 gennaio 2020

Ritardi nei pagamenti, solidarietà ai dipendenti Ecocar: Il Partito Comunista rilancia la proposta di azienda pubblica.


L’ennesimo gravissimo ritardo sul pagamento degli stipendi comunicato dalla ditta appaltatrice del servizio raccolta rifiuti Ecocar ai propri dipendenti risulta incomprensibile e inaccettabile proprio alla luce del contratto milionario stipulato dal Comune di Gaeta con la ditta (6 milioni di Euro l’anno) e delle tasse esorbitanti pagate dai cittadini per onorarlo (la media di 285 euro pro capite). Ricordiamo inoltre che la Ecocar continua a essere in amministrazione controllata a conclusione di un discusso commissariamento giunto dopo l’ennesima interdittiva antimafia ed è inoltre oggetto di ben due indagini giudiziarie con accuse pesantissime per fatti di corruzione, nell’ambito delle quali è finito in manette anche il patron Antonio Deodati. Se ciò non bastasse il servizio sin dal primo giorno ha mostrato, come più volte da noi denunciato durante questi anni, evidenti lacune e inadempienze che andavano dalla mancata pulizia delle spiagge, a quella dei cassonetti, dalla mancanza di mezzi nel parco aziendale alla gestione dell’isola ecologica a tutta una serie di dettagli come i cestini per la raccolta di deiezioni canine e molto altro.

Ciò che avviene non è altro che l’ennesima dimostrazione di quanto sosteniamo da tempo, ovvero l’assurdità della gestione affidata ai privati di servizi quali quello in questione. Questa inevitabilmente conduce alla compressione di garanzie per i lavoratori, ai forti rischi di infiltrazioni malavitose e corruzione, e ad un maggior peso sulle tasche dei cittadini.

La sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista di Gaeta esprime tutta la propria solidarietà e vicinanza nei confronti dei dipendenti della ditta e accusa ancora una volta sia l’amministrazione Mitrano per non aver preso in considerazione ipotesi alternative né tantomeno aver svolto adeguatamente la propria funzione di controllo e garanzia, soprattutto in vista della prossima scadenza del contratto (Maggio 2020), e sia le opposizioni consiliari che nel migliore dei casi si limitano a ripetere ovvietà senza mettere in alcun modo in discussione la vera origine delle problematiche affrontate: La gestione privata.

Noi Comunisti al contrario proponiamo da tempo la creazione ormai inderogabile di un’Azienda Speciale multiservizi interamente pubblica affiancata da un organo di controllo democratico dei lavoratori, che garantisca ed incrementi gli attuali livelli occupazionali fornendo maggiori garanzie anche in materia di tutela dei diritti dei dipendenti. Per ottenere tale risultato tuttavia invitiamo i lavoratori della ditta ECOCAR a non arrendersi facendo valere con giuste mobilitazioni le proprie ragioni e ad unirsi a noi nella battaglia per mandare a casa chi sostiene l’arricchimento di pochi individui spesso estranei alla comunità locale a discapito dei diritti collettivi. I dipendenti del settore dei rifiuti devono sapere che hanno solo da guadagnare da una gestione pubblica che dia loro maggiori garanzie slegandoli pure da rapporti pregressi di sudditanza con politici locali. Ci mettiamo in ogni caso a disposizione dei lavoratori, come di consueto, per supportarli con ogni mezzo a nostra disposizione nelle proprie vertenze, ricordando che lo sportello Linea Rossa è aperto tutti i Martedì pomeriggio dalle 17 alle 19 presso la sezione di via Indipendenza 206.

Partito Comunista – Sezione “Mariano Mandolesi” - Gaeta


lunedì 6 gennaio 2020

Scontro U.S.A. - Iran: Il PC chiede conto dei rischi per Gaeta ed il Golfo

Sono passate solo poche settimane dall’assemblea regionale del Partito Comunista tenutasi a Gaeta il 14 Dicembre in presenza del Segretario Generale Rizzo per la triste ricorrenza dei 70 anni dalla nascita della NATO. Un’iniziativa che ha visto non a caso grande partecipazione di pubblico ma scarso risalto sulla stampa locale e silenzio da parte del mondo politico cittadino. Lo scenario internazionale determinatosi negli ultimi giorni non fa che confermare purtroppo per l’ennesima volta quanto sostenuto in quella sede delineando tutta l’arroganza degli Stati Uniti, l’asservimento del nostro Paese all’imperialismo, la totale mancanza di autonomia del nostro governo, i gravi rischi rappresentati dal Patto Atlantico strumento di aggressione e di assoggettamento dei popoli, i pericoli cui sono soggetti l’Italia ed in particolare i territori interessati dalla presenza di basi militari USA e NATO. Il drone statunitense che ha assassinato il Generale iraniano Quasem Soleimani sarebbe partito dalla base siciliana di Sigonella senza che, a quanto risulta, il governo italiano venisse neppure informato. Un episodio gravissimo di terrorismo internazionale che getta l’intero pianeta sull’orlo di un nuovo e tremendo conflitto dagli esiti imprevedibili, con annesse reciproche minacce di ritorsioni militari tra i contendenti. Un episodio che avviene negli stessi giorni in cui si discute del possibile invio di altre 50 testate atomiche provenienti dalla Turchia presso la base italiana di Aviano, che renderebbero l’Italia il più grande deposito nucleare del vecchio continente. Tutto questo accade nella sconcertante assenza del Governo targato PD-5 Stelle e del Ministro degli esteri Di Maio. Se non meraviglia ormai più nessuno l’asservimento già noto del Partito Democratico, colpisce maggiormente l’ennesimo scivolone dei pentastellati, che dopo aver promesso al proprio elettorato il taglio delle spese militari e la revisione dei trattati internazionali hanno fatto anche su questo l’esatto contrario come su TAV, TAP, Ilva di Taranto, concessioni autostradali e tanto altro, dilatando ulteriormente le spese belliche, finanziando l’acquisto dei famigerati F35, allineandosi sull’attenti al coro degli euroatlantici. Non meno imbarazzante risulta la posizione dei cosiddetti “sovranisti” in quota a Lega e Fratelli d’Italia che invece di difendere la dignità e l’autonomia del nostro Paese plaudono addirittura alle imprese statunitensi e denunciano un’adesione perfino troppo timida a tali scelleratezze. Non si può non ricordare, per evidenziare ancor meglio l’ipocrisia di questi signori, che proprio guerre e destabilizzazioni volute dalla NATO hanno generato gli ingenti flussi migratori su cui amano tanto speculare alimentando la guerra tra poveri.  E’ bene ricordare ai più distratti anche che la Lega con Salvini si trova a sostenere il governo cittadino di Gaeta, insieme a Forza Italia ed al PD. La variegata compagine governativa cittadina capeggiata da Mitrano, neanche a dirlo, ancora una volta tace del tutto sul ruolo dell’importantissima base statunitense presente sul nostro territorio e sui gravi rischi che derivano dallo scenario delineatosi per la popolazione di Gaeta e di tutto il Golfo proprio come per le altre presenti sul territorio nazionale, oltre che sull’intollerabile elemento di corresponsabilità alle aggressioni in corso. Una base che ospita il comando strategico della VI flotta statunitense nel mediterraneo, presso la quale attraccano regolarmente imponenti navi da guerra quali la USS New York e la USS Mount Whitney, nave Ammiraglia della flotta, più volte impiegate negli ultimi conflitti mediorientali. Una base che avrebbe svolto un importante ruolo anche nella conduzione delle operazioni militari in occasione del disastroso conflitto libico. La sua presenza è ancor più inquietante alla luce delle voci insistenti che ne vorrebbero un ulteriore potenziamento futuro a seguito di scelte dell’ammiragliato ed ancor più preoccupante per l’assenza persistente di un piano di emergenza pubblico in caso di incidenti o attacchi, come denunciamo ormai da anni in completa solitudine. Il totale silenzio del mondo politico locale ne testimonia il bassissimo livello e manifesta più di ogni altra prova l’intercambiabilità di forze che fingono di competere ma sono accomunate dalla tutela degli stessi interessi capitalistici e del loro braccio armato. Come Partito Comunista al contrario ribadiamo la nostra ferma opposizione alle politiche della NATO, la ferma volontà di chiudere le basi militari straniere presenti sul nostro territorio, la parola d’ordine di portare fuori l’Italia dalla NATO, fuori la NATO dall’Italia.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” -GAETA 

lunedì 23 dicembre 2019

Torbidità e rincari, “regalo di Natale” da Acqualatina ed Amministrazioni comunali.


Sono mesi ormai che il Sud Pontino è interessato dal fenomeno di torbidità dell’acqua. Se piove poco le dispersioni del sistema idrico non garantiscono il rifornimento durante i mesi estivi in cui la popolazione aumenta a dismisura, se piove troppo come in questo caso, invece dai rubinetti esce acqua marrone. Insomma sono davvero pochi i mesi dell’anno in cui si può usufruire dell’acqua potabile. Se tutto ciò non bastasse pochi giorni fa l’assemblea dei sindaci con voto favorevole, naturalmente anche del delegato di Gaeta, ha confermato anche per il 2019, come nei tre anni precedenti l’aumento del 3% sulle bollette, che se non fosse stato per un ulteriore finanziamento proveniente da fondi pubblici gestiti dall’ARERA, sarebbe arrivato anche al 5% e oltre. Siamo comunque di fronte ad un aumento di circa il 12 % in soli 4 anni, intanto il partner privato che detiene il 49% delle azioni di Acqualatina, controllato dalla multinazionale Veolià, può vantare utili netti di quasi 400 milioni di Euro.
Il Partito Comunista esprime solidarietà al popolo pontino e denuncia ancora una volta le intollerabili carenze nella fornitura dell’acqua ai cittadini. I comunisti propongono come obbiettivo programmatico principale ed iniziale del loro progetto politico l’esproprio, la nazionalizzazione ed il controllo operaio e popolare delle banche, delle società finanziarie, dei fondi speculativi, delle assicurazioni, delle aziende che hanno delocalizzato produzioni all’estero e delle grandi aziende e dei settori strategici di rilevanza nazionale, tra cui rientra anche l’acqua, bene comune per eccellenza, che secondo la volontà popolare espressa dal referendum del 2011, deve tornare ad essere totalmente pubblica.
Referendum di cui si era fatto paladino in campagna elettorale il M5S che una volta arrivato al governo ha puntualmente tradito, come è successo con tutte le altre promesse elettorali: avevano detto di essere contro l'Europa, l'euro e la Nato, salvo rimangiarsi tutto, avevano promesso il blocco del Tap, dell'acquisto degli F35, delle missioni militari all'estero, ma evidentemente scherzavano, avevano promesso la riconversione dell'Ilva di Taranto ma hanno approvato lo stesso piano previsto dal PD, hanno votato il condono fiscale, il decreto salva banche, la rimodulazione del MES etc.
Intanto, mentre la politica economica nazionale è gestita da banche e multinazionali tramite l’Unione Europea, che con una serie di trattati, vincola le scelte di natura economica dei singoli stati, le proposte che vengono dalla politica locale, per lo più assente sul tema della ripubblicizzazione, si limitano al massimo all’istituzione delle casette dell’acqua, un modo per far pagare due volte al cittadino un bene già profumatamente tassato in bolletta.
Come Partito Comunista invece proponiamo da anni al posto delle fallimentari Class Action della sinistra borghese, la lotta di classe contro la multinazionale francese, ovvero la campagna di obbedienza civile che con l’aumentare dei disservizi e dei rincari sta vedendo sempre più adesioni in tutto il Sud Pontino. Sporadiche manifestazioni di piazza convocate dalle forze corresponsabili della privatizzazione del servizio e delle liberalizzazioni servono a poco anche se ammantate sotto forma di civismo, evidenziando ancora una volta come in questo sistema la democrazia vale solo se a vincere sono i padroni e le banche.
Rinnoviamo quindi il sostegno ai cittadini del Sud Pontino che partecipano alla campagna di obbedienza civile che ricordiamo prevede il non pagamento delle utenze fino a che il sistema idrico integrato non verrà gestito da una società a diritto pubblico, come sancito dalla volontà popolare di milioni di Italiani.
Per ulteriori informazioni è possibile inviarci un messaggio sulla pagina facebook Partito Comunista – Gaeta - Sez. “Mariano Mandolesi”, o passare dallo sportello di ascolto al cittadino Linea Rossa che riaprirà tutti i martedì pomeriggio dalle 17:00 alle 19:00,  a partire dal 7 gennaio presso la sezione di via dell’Indipendenza 206 a Gaeta.

Partito Comunista Sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta

venerdì 20 dicembre 2019

SCANDALO “PET-COKE”. PRIVATI ED AUTORITA’ PORTUALE SOTTO ACCUSA DA PARTE DEL PC


Apprendiamo dai mezzi stampa del sequestro per presunti gravi illeciti di un’area di stoccaggio del Pet-Coke di 20 mila metri quadrati, utilizzata dalla società che opera e movimenta lo stesso materiale, estremamente dannoso per l’ambiente e la salute umana, nel porto di Gaeta. Gli scarti del Pet-Coke, non trattati come previsto dalle normative vigenti, sarebbero stati sversati nelle acque del fiume Garigliano, per poi finire in mare. L’accaduto suscita ovviamente forti quanto fondati timori anche in relazione alle misure di sicurezza all’interno del porto cittadino oltre che all’efficacia ed alla frequenza dei controlli effettuati, soprattutto riguardo ai rischi corsi dai lavoratori e dagli abitanti dei quartieri della Piaia e di Calegna, adiacenti al porto e per questo più esposti alle dannosissime polveri sottili. Un fatto di cronaca tanto grave merita non solo la ferma condanna quanto l’analisi attenta delle cause che producono tali accadimenti. Il primo attore di questa vicenda è sicuramente, ancora una volta, il profitto economico, unico e solo obiettivo di operatori privati troppo spesso legati ad interessi opachi o malavitosi ed in grado di ottenere con vari strumenti più o meno leciti la connivenza di gran parte della politica. E’ quanto vediamo di continuo in diversi ambiti quali la gestione dell’acqua, dei rifiuti e di altri importanti servizi. Senza pubblicizzare la gestione di alcuni settori strategici fatti di cronaca come questo si ripeteranno con regolarità a danno della salute, dell’ambiente e dei diritti del lavoro. Non è un caso se già diversi anni fa i comunisti chiedevano, purtroppo inascoltati, l’istituzione di una Commissione Consiliare Antimafia che agisse in sinergia con le forze dell’ordine e mostrasse particolare attenzione proprio a quanto avviene all’interno del porto di Gaeta. Il secondo attore di tale vicenda è senz’altro l’Autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta i cui uffici nella nostra città sono stati interessati proprio in questi giorni dalla visita della Guardia di Finanza per presunte gravi irregolarità. Parliamo di un ente elefantiaco che gestisce tre porti i più lontani dei quali sono situati a ben 200 chilometri di distanza. Un network la cui appartenenza non poteva non vederci gravemente penalizzati alla luce delle maggiori dimensioni e del maggior peso di Civitavecchia e Fiumicino. Non è un caso che, come ben noto, la mole dei traffici passanti per il porto di Gaeta si è ridotta enormemente negli ultimi anni, come sono rimaste chimere le promesse di favorire alcuni settori quali l’agroalimentare rispetto ad altri più nocivi tra cui quello in questione. Non è un caso se rimangono irrisolti ed inascoltati problemi gravi quanto urgenti come l’attracco di petroliere in un’area individuata quale sensibile. Tutto ciò avrebbe meritato la ferma opposizione e condanna del mondo politico locale se non fosse per un patto scellerato che ha coinvolto tanto il Centrodestra quanto il Centrosinistra ai danni della nostra città. Un patto che ha visto volti noti della politica piazzati in posizioni dirigenziali di tutto rispetto ed elargizioni dell’Autorità portuale in favore di interventi urbanistici o di eventi quali quelli promossi dalla Giunta Mitrano, preziosissimi sostegni elettorali in un’epoca di tagli e di magra per le amministrazioni locali. In cambio di ciò pertanto la politica mette la cenere sotto al tappeto. Noi Comunisti invece, al contrario, non abbiamo timori nel denunciare quanto accade e nel dire a gran voce che non ci può essere uno sviluppo portuale sostenibile e rispettoso della salute, dell’ambiente e del lavoro senza il coraggio di rimettere in discussione lo strapotere delle imprese private che agiscono nel settore e la presenza stessa di Gaeta all’interno di questa Autorità portuale. 

Partito Comunista - Sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta   

domenica 8 dicembre 2019

SABATO 14 MARCO RIZZO A GAETA PER I 70 ANNI DELLA NATO


Sabato 14 Dicembre, alle ore 16.30, a Gaeta, presso l’“Old Station” Bar in piazza G. Mazzini, si terrà un’assemblea pubblica regionale del Partito Comunista dal titolo: “NATO: 70 anni di guerre imperialiste”. In occasione dell’incontro interverrà il Segretario Generale del Partito Marco Rizzo introdotto dal compagno Angelo Balzarani della Segreteria della sezione locale del PC “Mariano Mandolesi”.  La scelta di Gaeta ovviamente non è casuale alla luce della ben nota presenza in città della Base permanente della VI flotta USA e della squadra navale di scorta alla Portaerei “La Salle”. Una presenza che ha condizionato e condiziona pesantemente non soltanto la città ma tutto il territorio circostante sottoponendoli a gravi rischi e testimonia al contempo l’asservimento completo del nostro Paese alle logiche imperialiste, costellato di ben 113 basi militari straniere come quella di Gaeta. Una presenza che ricorda quanto pesantemente organismi quali la NATO e l’Unione Europea condizionino ogni aspetto delle nostra esistenza e dell’agenda politica.  L’intervento del Segretario Rizzo si concluderà con un momento di confronto aperto con i presenti.  

SEZIONE PC “MARIANO MANDOLESI” GAETA

sabato 12 ottobre 2019

SVOLTA NEL MONDO DEL LAVORO LOCALE: I LAVORATORI MUOVONO AZIONI CONTRO I PADRONI.

Un’altra stagione balneare può dirsi chiusa. Come comunisti di Gaeta abbiamo già evidenziato tramite inchieste quali sono le condizioni lavorative nei vari settori locali che più operano in questo periodo.  Oltre al 40% di lavoro “nero” che sussiste, nella maggioranza degli altri casi sono stipulati contratti che non coprono le eccessive ore effettive svolte e non retribuiscono in modo adeguato il lavoratore, spesso leso nella sua dignità. Questo quadro ad oggi risulta invariato, né nonostante le nostre denunce e sollecitazioni sono aumentati i controlli delle autorità competenti o le azioni amministrative e sindacali atte a contrastare questo sfruttamento tendente allo “schiavismo”. Si constata invece come per tutto il tempo dell’anno tali condizioni vanno estendendosi nei vari settori ai lavoratori d’ogni età ed esperienza, sempre più precarizzati a causa anche delle normative nazionali concepite a totale favore dei “datori di lavoro”.

Come ulteriore passaggio della nostra campagna permanente a difesa dei lavoratori, abbiamo lanciato un appello affinché si rivolgessero a noi per avere informazioni sui propri diritti e supporto per tutelarsi contro i soprusi subiti. Oggi prendiamo atto che questo appello non è caduto nel vuoto. Tanti ci stanno incontrando, diversi stanno avviando azioni contro i loro padroni e da determinati settori sono partite persino proposte associative. Sono passi da noi attesi che possono rappresentare una svolta nel mondo del lavoro locale. I lavoratori devono sapere che c’è chi da noi instradato sta muovendo richieste economiche per vie legali con buon esito e senza le temute conseguenze negative nel proprio futuro professionale. E’ però importante che sappiano pure che in mezzo a loro c’è chi va coltivando l’idea di aggregarsi.

Come Partito Comunista abbiamo infatti il ruolo di sviluppare la loro coscienza di appartenere a una classe sociale che necessita di unità ed organizzazione per ottenere tramite la lotta conquiste generali. Le norme vigenti e le collusioni istituzionali a copertura dello sfruttamento da parte delle classi padronali indicano come queste battaglie non possono essere vinte con singole azioni legali in un sistema che conosce come unica vera legge quella del profitto. La lotta per la trasformazione della società a partire dal mondo del lavoro ha insomma carattere più politico e il nostro partito ha il compito di esserne rappresentante e guida.

Noi comunisti prospettiamo un altro sistema sociale non capitalista e al contempo abbiamo comunque proposte per il presente anche a livello locale per rafforzare la marcia dei lavoratori verso tale futuro: la costituzione di una azienda speciale comunale che gestisca vari settori della città, offrendo servizi accessibili a tutti e creando posti di lavoro stabili; concessioni ed appalti vincolati alle condizioni lavorative; incentivi per il recupero di terre abbandonate o di aziende in fallimento rilevate dagli operai. Non mancheranno ulteriori occasioni per esporre i nostri punti programmatici in tal senso, ma i lavoratori devono però intanto comprendere che senza la loro unione anche le richieste di solo carattere rivendicativo quali maggiori salari ad orari ridotti e condizioni dignitose rimarranno inesaudite.

Rilanciamo quindi il nostro appello ai lavoratori di ogni settore affinché continuino a rivolgersi a noi tutto l’anno e auspichiamo che oltre a muovere vertenze sostengano le nostre battaglie a partire dalle prossime iniziative sul tema del Lavoro. Nel frattempo li invitiamo a non firmare in alcuna sede carte di conciliazione proposte da terzi, spesso lettere di dimissioni o atti che comunque invalidano qualsiasi richiesta futura contro i datori di lavoro in questione. Purtroppo ci arrivano testimonianze di questa pratica volta ad ingannare i lavoratori con la complicità di singole figure che non adempiano al necessario ruolo sindacale che dovrebbero svolgere. Gli interessati in vario modo a questo e quanto altro qui detto e prospettato possono continuare a contattarci all’indirizzo comunistigaeta@gmail.com  o raggiungerci al nostro sportello “Linea Rossa” aperto il martedì dalle 17 alle 19 nella nostra sede di Gaeta in via Indipendenza 206.



PARTITO COMUNISTA – GAETA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”.

mercoledì 2 ottobre 2019

IN PIAZZA - SABATO 5 OTTOBRE - ROMA


Per l'opposizione di classe al governo 5Stelle-PD. Contro l'Unione Europea dell'anticomunismo. 

Anche la sezione del Partito Comunista di Gaeta “Mariano Mandolesi” aderirà alla grande manifestazione di opposizione all’attuale Governo promossa dal Partito Comunista, che si svolgerà a Roma in piazza Santi Apostoli il 5 ottobre a partire dalle ore 15:30.
Il governo Cinque Stelle – PD non è un governo amico dei lavoratori, ma un esecutivo sostenuto dai poteri forti (Unione Europea, Nato, Stati Uniti, banche e Confindustria). I media e l’informazione parlano di governo giallo-rosso, ma di rosso non ha proprio nulla. È l’ennesimo prodotto della rinuncia del M5S alle istanze più radicali e di svolta dei suoi programmi. “Rosso” non è certamente il PD, alfiere delle politiche antipopolari, capace attraverso la propria influenza sui sindacati confederali di legittimare le peggiori politiche contro i lavoratori spegnendone l’opposizione sociale. “Rossa” non è neppure quella sinistra residuale presente in Parlamento (LEU, SI) che subito si è accodata al nuovo esecutivo, spinta solo dall’autoconservazione dei propri gruppi dirigenti e priva di qualsiasi ruolo sociale. Questo Governo proseguirà le politiche antipopolari dei precedenti.
Si vantano di aver mandato a casa Salvini, ma con questo Governo non fanno che rafforzare la crescita della destra. Ci siamo sempre opposti ai provvedimenti della Lega, a differenza di chi, come il Partito Democratico, quando era al governo ha fatto le stesse politiche. Se la “sinistra” si mette dalla parte dei ricchi, dell’Unione Europea e delle banche consegna le classi popolari alla destra peggiore.
Serve un vero cambiamento di sistema, che abbatta lo sfruttamento ormai sempre più insostenibile. Portare al potere i lavoratori e le classi popolari, come mezzo necessario per conquistare nuovi diritti, sconfiggere povertà e sfruttamento, risolvere la questione ambientale. Ricostruire un tessuto di protagonismo e partecipazione dei lavoratori e delle classi popolari, e non mettere qualche ministro in governi che fanno gli interessi dei capitalisti. Attraverso la costruzione di una forte opposizione al Governo, lavorando per la formazione di un vasto fronte sociale capace di unire i lavoratori e le classi popolari, le organizzazioni sindacali di classe e le forze politiche e di movimento. Un fronte di lotta che dimostri che l’unica vera alternativa possibile è quella in cui il potere è nelle mani dei lavoratori.
Una vergognosa risoluzione del Parlamento Europeo votata insieme dai deputati del PD della Lega e di Fratelli d’Italia ha equiparato il comunismo al nazifascismo, chiedendo di vietarne simboli e organizzazioni. Scendiamo in piazza con le nostre bandiere rosse per difendere la memorai storica, con la consapevolezza che solo il Comunismo è ancora l’unica alternativa possibile a questo modello di sistema nel quale poche decine di persone hanno la stessa ricchezza di miliardi di abitanti del mondo.
La sezione “Mariano Mandolesi” invita quindi tutti i cittadini, gli iscritti e i simpatizzanti, le forze sindacali e politiche, che con noi condividono la necessità di costruire un’opposizione sociale a questo Governo, a partecipare insieme a noi questa manifestazione, dandoci appuntamento alla stazione di Formia – Gaeta alle ore 13:20.
Per informazioni e per partecipare alla manifestazione contattateci sulla pagina facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez. “Mariano Mandolesi”.


Partito Comunista Gaeta 
Sezione Mariano Mandolesi

sabato 24 agosto 2019

Medici di Famiglia e PPI sotto attacco. Gli effetti delle politiche liberiste e la faccia tosta di Mitrano.


Da anni denunciamo, spesso in solitudine, il processo verso la definitiva chiusura dei Punti di Primo Intervento tra cui quello di Gaeta, coincidente con la fine di quel poco che resta del Presidio ospedaliero “Di Liegro”. Da anni rendiamo note le responsabilità ampiamente trasversali delle forze liberiste, da destra a sinistra, e l’indifferenza di tutto il ceto politico locale. E sempre da anni ripetiamo che la soluzione dei problemi non può essere cercata unicamente nella pur doverosa e ferma difesa di quanto rimasto, ma deve passare per una radicale revisione del modello fallimentare seguito a livello regionale. Esso consiste nel progressivo depotenziamento dei centri esistenti e diffusi sul territorio in favore di pochi e grandi poli ospedalieri e soprattutto del business della sanità privata, mentre noi rivendichiamo il ripristino dei servizi soppressi presso i nosocomi quali il nostro, Pronto Soccorso in primis. Già in diverse occasioni siamo riusciti ad esercitare una forte pressione supportata dall’opinione pubblica locale e dalle mobilitazioni che abbiamo organizzato con presidi, manifestazioni e petizioni bloccando quanto stava accadendo. Tuttavia eravamo ben consapevoli del fatto che la volontà di colpire il nostro Punto di Primo Intervento fosse concreta e l’esecuzione di quanto previsto solo rinviata. È di dominio pubblico infatti la notizia che quanto abbiamo denunciato si concretizzerà il primo gennaio del 2020 con la chiusura notturna del servizio. Altro aspetto grave e purtroppo da noi previsto consiste nel coinvolgimento annunciato dei medici di famiglia nella gestione del centro ambulatoriale che sostituirà il PPI. Tale scelta è l’evoluzione naturale di quanto già accaduto con l’istituzione della “medicina di gruppo” tra i medici della mutua. Questo sistema, spacciato come frutto di scelta volontaria dei medici condotti, i quali hanno ricevuto invece pressioni di vario genere per aderirvi, ha minato pesantemente l’autonomia professionale del medico di famiglia colpendo quel rapporto di conoscenza e fiducia continuo e diretto tra questa figura e il suo assistito, considerato uno dei punti di maggior prestigio e qualità del nostro sistema sanitario. Con l’ospedalizzazione di fatto del medico di famiglia si compirebbe il passo definitivo verso la rottura di questo rapporto tra paziente e medico. Ci sorprende in tal senso che i medici di base e le loro sigle non si siano ancora, a quanto ci risulta, espressi pubblicamente in merito al fine di scongiurare questo infausto destino. Sorprende ancor di più la faccia tosta del Sindaco Mitrano che, dopo aver negato per anni quanto denunciavamo, essersi posto in modo ostile nei riguardi delle mobilitazioni che abbiamo organizzato in tal senso trattandoci come visionari, essersi vantato degli ottimi rapporti con la dirigenza della Asl millantando anzi in più occasioni l’imminente potenziamento dei servizi sanitari locali ed infine dopo avere addirittura approvato, malgrado i nostri appelli, diversi Piani aziendali che prevedevano a chiare lettere quanto sta accadendo, a cose ormai fatte, ha il coraggio di inviare ai giornali una nota pubblica in cui si mostra indignato per le decisioni prese e finge di essersi opposto alla loro attuazione. La verità, ormai da tempo sotto gli occhi di tutti, è che l’attacco alla sanità pubblica è frutto di un patto scellerato tra le maggiori forze politiche del paese che, al di là degli scontri di facciata, condividono e portano avanti le stesse identiche politiche decise dai burocrati di Bruxelles. Dal PD a Forza Italia e alla Lega tutti hanno assecondato quanto avviene, passando dai 5 stelle che dopo tanti proclami, una volta al governo, nulla hanno fatto di concreto, per invertire realmente il processo in corso. Facciamo invece appello ancora una volta ai cittadini per mobilitarsi con ogni mezzo al fine di impedire quanto accade, in primo luogo individuandone i responsabili.
PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

giovedì 8 agosto 2019

SFRUTTAMENTO STAGIONALE, APPELLO DEL PARTITO COMUNISTA RIVOLTO AI LAVORATORI

A Gaeta ed in gran parte del Basso Lazio la stagione balneare è sinonimo di impiego precario, spesso a condizioni che rasentano lo schiavismo. Molti giovani affrontano le prime esperienze di lavoro poco o per niente consapevoli dei propri diritti mentre un numero crescente di dipendenti in età più avanzata è costretto ad accettare condizioni umilianti.
Pochi mesi fa il Partito Comunista ha lanciato un’inchiesta sulle condizioni effettive di lavoro stagionale nei settori della balneazione, della ristorazione, del commercio, dell’alberghiero-ricettivo, dell’intrattenimento, dell’agricoltura e della pubblicità, durante gli ultimi 3 anni. Numerosi lavoratori hanno compilato il nostro questionario. Il quadro emerso è allarmante e vergognoso. Il 55% del campione possedeva un’età uguale o inferiore ai 25 anni, il 42% non ha avuto precedenti rapporti di lavoro con lo stesso datore. Il 40% degli intervistati ha dichiarato di lavorare in nero, il 73% dalle 9 alle 13 ore giornaliere, il 31% con paga oraria inferiore ai 3 Euro, il 63% con paghe inferiori ai 4 Euro, il 58% senza giorno libero, il 31% senza diritto ad una sola pausa, il 60% non ha maturato alcuna indennità di disoccupazione, il 36% ha subito trattamenti offensivi ed umilianti.
La maggior parte dei lavoratori in questione subisce queste condizioni in aziende che ricavano da tempo profitti alti, spesso da capogiro. I settori indagati potrebbero nel complesso generare quantomeno il doppio degli occupati in più a salari maggiori, orari di impiego inferiori e condizioni più dignitose, se i “datori di lavoro” si attenessero anche solo al semplice rispetto delle norme in materia. Va detto però che l’evoluzione delle leggi nazionali sul lavoro e le forme contrattuali concesse stanno comunque permettendo di trasformare tutti i lavoratori in dei precari sempre più assoggettati, sul genere proprio degli “stagionali”.
All’origine dell’aggravarsi del problema vi sono i rapporti di forza fra le classi sociali, in Italia e nell’UE sempre più sbilanciati a favore dello strapotere dei capitalisti. Fra le cause della condizione descritta a livello locale vi sono di conseguenza più tipi di complicità. Ci sono amministrazioni comunali che tutelano interessi ristretti e non contrastano le più bieche forme di sfruttamento laddove avvengono su beni demaniali in concessione o nelle attività in appalto; ci sono gli enti preposti al controllo sulle condizioni del lavoro, non a caso depotenziati e colpevolmente distratti, silenti anche a seguito della pubblicazione della nostra indagine; c’è infine l’inadeguatezza delle diverse organizzazioni sindacali che contro la piaga dello sfruttamento stagionale non si sono qui mai spesi. I lavoratori non possono quindi aspettarsi che la loro difesa arrivi dalle istituzioni esistenti che, delle ingiuste relazioni fra le classi sociali, sono un riflesso.
Il Lavoro non è un favore ricevuto per cui dover ringraziare i padroni, non può diventare un privilegio per il quale si è costretti ad accettare qualunque condizione, pur di non perderlo. Il Lavoro è l’unica fonte della ricchezza generale e l’enorme e ingiusto concentrarsi d’essa nelle mani di pochissimi, parte proprio dallo sfruttamento dei lavoratori stessi. A nulla serve lagnarsi senza lottare. La condizione attuale può essere contrastata e modificata solo a partire dall’organizzazione e la reciproca solidarietà dei dipendenti stagionali e precari, la loro unità rivendicativa. La formazione di una coscienza di classe e il coraggio di intraprendere vertenze contro i padroni possono rappresentare dei punti di partenza in un percorso di riscossa e di emancipazione collettiva che necessita di un soggetto politico rivoluzionario di riferimento.
Per queste ragioni facciamo appello ai vari dipendenti affinché si rivolgano al nostro Partito per ricevere informazioni sui propri diritti e supporto legale per tutelarsi anche economicamente contro i soprusi subiti. Gli interessati in vario modo possono nel frattempo contattarci all’indirizzo comunistigaeta@gmail.com aggiungendo all’oggetto la dicitura “LAVORO STAGIONALE”.

PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

sabato 20 aprile 2019

EUROPEE 2019: Benedetto Crocco nelle liste del Partito Comunista


Benedetto Crocco sarà candidato nella lista del Partito Comunista della nostra circoscrizione in occasione delle elezioni del 26 Maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Lavoratore precario e militante Comunista, Segretario della sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta, già candidato a Sindaco nelle ultime elezioni amministrative e alla Camera dei deputati in occasione delle scorse politiche. La candidatura sancisce un importante riconoscimento del lavoro svolto sul territorio in tutti questi anni dal gruppo che Crocco rappresenta. Un’azione politica intensa, incessante e ben nota ai cittadini a tutela del lavoro, del diritto abitativo, della lotta alle privatizzazioni selvagge, per l’acqua pubblica, contro lo smantellamento del sistema sanitario, sempre a sostegno delle classi popolari e dei loro bisogni. Un punto di riferimento presente e stabile nella nostra realtà, contrariamente ai tanti soggetti nati sull’onda del momento elettorale e destinati a scomparire il giorno successivo o liquidi. Una candidatura che vuole dar voce ad istanze sociali e problematiche diffuse e comuni a tutto il territorio del Basso Lazio. E’ qui che emergono più che altrove gli elementi che il PC da sempre denuncia e combatte tra crisi aziendali e dismissioni risolte sempre sulla pelle dei lavoratori, disoccupazione di massa, livelli di sfruttamento intollerabili in diversi settori, ripartizione iniqua delle ricchezze e delle risorse, tutti elementi favoriti proprio dalle politiche imposte dalla Troika Europea. Per la prima volta dalla sua nascita (2014) il Partito Comunista sarà presente alle elezioni europee in tutte le circoscrizioni. La partecipazione alle elezioni europee non muta il nostro giudizio sulla natura irriformabile dell’Ue e delle sue istituzioni.
In tutta Italia i nostri militanti utilizzeranno queste poche settimane per denunciare la reale natura dell’Unione europea. Nessuna ipocrisia e nessun opportunismo, i lavoratori e le masse popolari hanno solo da perdere con questa Unione Europea. La presenza dei Comunisti all’interno del Parlamento europeo tuttavia può fornire un’importante cassa di risonanza delle nostre battaglie e posizioni. L’unica vera alternativa infatti è lavorare al rafforzamento di un’organizzazione politica che abbia come prospettiva l’abbattimento della società capitalista e la presa del potere politico da parte della maggioranza delle persone. Proprio come alle politiche del marzo 2018, cercheremo di far arrivare chiaro questo messaggio. Oggi le classi dominanti e i loro potenti mezzi di informazione cercano di far credere alle masse popolari che la “partita” si giocherà tra forze di governo e forze di opposizione, tra europeisti e nazionalisti, divisi nella propaganda ma sempre uniti nel fare gli interessi della grande finanza e del capitale italiano ed estero. Solo il rafforzamento dei comunisti può creare in Italia e in Europa i presupposti di una reale svolta politica. Contattaci per sostenere la nostra azione sulla pagina facebook “Partito Comunista – Gaeta - Sez. Mariano Mandolesi”, via email: comunistigaeta@gmail.com o direttamente di persona presso la nostra sezione in via Indipendenza 206, che è aperta tutto l’anno in particolare il martedì dalle 17 alle 19 con lo sportello di ascolto e di supporto ai cittadini “Linea Rossa”.

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” -GAETA

sabato 13 aprile 2019

PC E GESTIONE RIFIUTI: CI DANNO RAGIONE MA NON INTENDONO VOLTARE PAGINA


In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata una mozione bipartisan riguardante i rifiuti in favore di una gestione comprensoriale. Non sorprende ormai più nessuno la convergenza di destra e Partito Democratico, suddiviso nelle sue varie fazioni, vista la perfetta complementarietà delle politiche sostenute a livello nazionale ed il governo cittadino gestito addirittura in tandem. Potrebbe sorprendere invece i meno informati il fatto che perfino queste formazioni a noi antitetiche sembrino riconoscere dopo tanti anni quanto da sempre denunciano i Comunisti, ovvero l’insostenibilità dell’attuale gestione non solo in questo ambito. PD e Forza Italia hanno infatti sostenuto e sostengono attivamente la privatizzazione pressoché completa dei servizi ed il taglio alla spesa pubblica in piena sinergia con quanto indicato dalla Troika europea attraverso i suoi trattati, il Fiscal Compact ed il pareggio in bilancio. Anche a Gaeta hanno continuato indisturbati ed imperterriti a guidare le politiche in questione malgrado i nostri ripetuti e prolungati appelli, le nostre denunce, le nostre battaglie.  Nonostante le apparenze infatti nessuno si faccia illusioni su di un possibile ripensamento miracoloso. L’approvazione della mozione in oggetto è in realtà frutto della convergenza tra due principali interessi. Il primo è il disperato tentativo di una parte delle minoranze di conquistare un momento di visibilità agli occhi dei tanti che continuano a chiedersi cosa ci facciano tra i banchi del Consiglio cittadino, cementandosi al contempo con la componente del PD formiano dell’ex Sindaco Bartolomeo. Il secondo è l’interesse del ben più scaltro Mitrano e della sua cricca nello sfruttare l’inaspettato assist offertogli, smarcandosi finalmente da una situazione divenuta insostenibile perfino per lui. Mitrano si trova infatti con una ditta appaltatrice raggiunta da molteplici interdittive antimafia, noti scandali che hanno coinvolto suoi amministratori locali, costi insostenibili, tasse in ulteriore aumento per coprirli a discapito delle fasce popolari. Quale occasione migliore di un voto che nell’immediato potrebbe lasciare immutata la condizione attuale fornendo in cambio l’illusione di una presa di distanza dagli attuali disastri? Quale migliore occasione per togliere alle già debolissime opposizioni consiliari anche uno dei pochi argomenti in loro favore? Quale occasione migliore infine avrebbe avuto Mitrano per ribadire la propria inedita attenzione al territorio circostante in favore di una sua possibile futura carriera politica? Anche qualora la mozione avesse un seguito, cosa della quale è più che lecito dubitare, non muterebbe comunque di molto la sostanza dell’attuale condizione. Il documento infatti indica la strada di una gestione comune del ciclo dei rifiuti che coinvolga diversi centri urbani, cosa di per sé sensata, ma non mette realmente in discussione la vera origine dei problemi in questo settore, fonte di costi esosi, scarso controllo pubblico, mancanza di garanzie per i dipendenti, inefficienze, clientelismo, corruzione e possibili infiltrazioni malavitose: la gestione privatistica. La “Formia Rifiuti Zero” di cui si indica il modello da seguire e si auspica addirittura l’acquisto di un pacchetto azionario da parte del Comune di Gaeta, non è un’azienda municipale come erroneamente affermato da diverse testate giornalistiche, bensì una società di capitali a responsabilità limitata (S.R.L.), amministrata sulla base del criterio del profitto economico. Attualmente il Comune di Formia detiene tutto il pacchetto azionario, ma un futuro ingresso di soggetti privati, magari spinto da esigenze di bilancio, è perfettamente compatibile con la natura dell’azienda, anzi sembra addirittura l’esito più probabile visti i tempi che corrono. Essa peraltro è già attualmente dotata di un’autonomia pressoché totale. Non è un caso se nel tempo si sono susseguite numerose denunce da parte dei lavoratori i quali lamentano di avere poca o nessuna voce in capitolo riguardo a ritmi imposti, trattamento salariale, dotazioni insufficienti, sicurezza, mentre la società ha colpito indisturbata con provvedimenti punitivi quanti hanno avuto da ridire. Tra i casi più recenti troviamo quello di un dipendente raggiunto da pesante ed ingiustificata sanzione dopo decenni di onorato servizio e a pochi giorni dal proprio pensionamento, cui il tribunale competente ha poi dato pienamente ragione. Fatti molto simili a quanto verificatosi purtroppo nella nostra città. Non è un caso neanche se le assunzioni all’interno dell’azienda formiana procedono con criteri discutibili tra operai insufficienti e malpagati ed un Direttore Generale con stipendio d’oro da minimo 63 mila euro lordi annui. Ad un’attenta analisi dei dati risulta inoltre falsa la notizia di costi e tariffe in diminuzione. Nel 2019 i costi di gestione totali della “Formia Rifiuti Zero” ammontano infatti a 8.626.000 Euro, quasi 400 mila euro in più rispetto all’anno precedente, inoltre le famiglie formiane pagheranno più che nel 2018 e a prescindere dal loro reddito proprio come avviene da noi. Il modello della “Formia Rifiuti Zero” in altre parole ripropone gran parte delle problematiche proprie dell’attuale gestione e non mette al riparo da un futuro ingresso di capitali privati. PD, Forza Italia e le fedeli forze civiche presenti nel Consiglio Comunale di Gaeta non si sono smentiti nemmeno questa volta. Le criticità indicate si ridurrebbero se venissero invece finalmente attuate le proposte che ribadiamo da tempo, con la creazione di una o più “Aziende Speciali” comunali per la gestione di innumerevoli servizi tra i quali appunto il ciclo dei rifiuti, affiancate da un organo di controllo democratico dei lavoratori e con la possibilità prevista dalla legge di consorziarsi con altri comuni. Ormai però sappiamo bene che purtroppo dall’attuale Consiglio comunale cittadino e dagli interessi sociali esclusivi in esso rappresentati non ci si può aspettare nulla di buono.

PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

mercoledì 27 marzo 2019

SI È TENUTA LA MANIFESTAZIONE DEL PC CONTRO I DISTACCHI DELL’ACQUA E PER IL RISPETTO DELLA DELIBERA CHE LI VIETA


Come annunciato da tempo Mercoledì 27 il Partito Comunista ha manifestato in concomitanza della seduta del Consiglio comunale di Gaeta per chiedere il rispetto della delibera contro i distacchi dell’acqua ai cittadini morosi, sottoscritta nel 2016 da centinaia di cittadini ed approvata a larga maggioranza dall’assise. La manifestazione si è resa necessaria alla luce del mancato rispetto nei confronti del deliberato da parte della società, che ha anzi ultimamente intensificato i distacchi come segnalatoci da molti utenti, oltre che dal totale disinteresse finora mostrato dal Consiglio e dall’Amministrazione nei confronti di un fatto tanto grave. Nostro intento non era solo tentare di colmare la consueta distanza tra il dibattito politico consiliare e le problematiche più gravi che colpiscono le classi popolari ma anche ricordare a gran voce il ruolo e l’importanza delle istituzioni cittadine rispetto all’arroganza di una società a partecipazione privata e alla grave responsabilità di coloro i quali non fanno nulla per difenderle.
Purtroppo già prima del presidio la scelta della Conferenza dei capigruppo e della Presidenza di non inserire alcun punto di discussione su di un tema tanto importante e sollevato da tempo aveva confermato il solito atteggiamento di chiusura, di autoreferenzialità e di insensibilità alle esigenze delle classi più deboli e dei cittadini che si battono per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Dal rumoroso e partecipato presidio di protesta è anche giunto un appello inascoltato di ricevere una delegazione di manifestanti che illustrassero la situazione di grave criticità di cui siamo a conoscenza. Sarebbero state esposte inoltre più nello specifico le richieste del PC, consistenti in azioni concrete per sanzionare la società per la sua inottemperanza riportando l’accaduto anche all’interno dell’assemblea dell’ATO o nell’immediata firma di un’ordinanza sindacale emessa contro i distacchi, anche per ridurre i rischi igienico sanitari.
Ci ha rincuorato e ci fa ben sperare la grande partecipazione ed attenzione manifestata dai cittadini sul tema, non solo in occasione del presidio di protesta ma anche nelle settimane precedenti, perfino da parte di coloro che non sono stati colpiti direttamente dai distacchi selvaggi. Certo è che la nostra battaglia per rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza su di un fatto tanto grave e sulla collusione della classe politica cittadina con i ristretti interessi privati rappresentati da Acqualatina ha avuto nella manifestazione un momento importantissimo e si protrarrà in futuro. Anche nel caso in cui nell’immediato le nostre richieste non venissero accolte avremmo ugualmente raggiunto un obiettivo non da poco smascherando in maniera definitiva l’ipocrisia di quanti nel 2016 approvarono la nostra delibera solo per una squallida operazione di facciata, con in prima fila la maggioranza e l’attuale Sindaco, nutrendo in realtà il più profondo disinteresse per la grave ingiustizia che vede intere famiglie private del bene più prezioso, l’acqua.



PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

lunedì 18 marzo 2019

23M MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI.


I comunisti invitano tutti a partecipare alla giornata di Sabato a Roma, e all’iniziativa di Giovedì a Gaeta. 

Il 23 Marzo con partenza da piazza della Repubblica a Roma alle ore 14, si terrà la Marcia per il Clima e contro le grandi opere inutili indetta dai comitati, i movimenti e le associazioni ambientaliste che in questi anni hanno lottato e si sono sentite tradite dal governo del “cambiamento”. Infatti mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni, con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.
La questione ambientale è la dimostrazione che il modello capitalistico è insostenibile. Il futuro dell'umanità non può essere soggetto alle leggi del profitto privato: un pugno di monopoli finanziari non può determinare i destini di miliardi di persone e di un pianeta intero, imponendo un modello di produzione e consumo che è funzionale alla realizzazione dei propri guadagni e non del benessere e delle esigenze collettive. Per questa ragione non è possibile alcuna politica radicale, duratura e risolutiva in favore dell'ambiente senza mettere in discussione questo modello di sistema.
Pertanto la sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista di Gaeta invitano a partecipare alla marcia i loro militanti, sostenitori, simpatizzanti e tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti di questa terra e dei suoi abitanti, i comitati del Golfo di Gaeta che da anni lottano per diffondere consapevolezza e tutelare il territorio, le associazioni e i singoli che combattono dal basso, le comunità religiose e tutte le forze che sentono di potersi impegnare per quella che deve diventare un‘unica grande battaglia comune.
La lotta per la difesa dell'ambiente è una lotta giusta. Deve essere parte integrante della lotta del nostro tempo per il rovesciamento dei rapporti sociali capitalistici. Non lasciamo che alla testa di queste lotte giuste si pongano gli stessi che sono responsabili della distruzione dell'ambiente e dello sfruttamento dei lavoratori e dei popoli. Scendiamo in piazza per dire chiaramente che il sistema capitalistico è incompatibile con il futuro dell'umanità.
In preparazione alla giornata di Sabato si terrà Giovedì 21 Marzo alle 18 presso la sezione di via Indipendenza 206 una serie di letture, proiezioni e dibattito sulla questione ambientale, a seguire cena di autofinanziamento. 
Il raduno per il 23 Marzo invece è fissato Sabato alle ore 12 presso la stazione di Formia.

Fronte della Gioventù Comunista Gaeta
Partito Comunista – sezione “Mariano Mandolesi”