A Gaeta il comunista Amato e' il più' votato della lista "l'altra europa con Tsipras" con 108 preferenze. Stessa cosa a Itri, Formia e in gran parte del sud pontino. Eletta al parlamento europeo Eleonora Forenza del prc. W i comunisti sempre più' forti, uniti e indipendenti!!!
"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx
martedì 27 maggio 2014
venerdì 16 maggio 2014
XIX Maggio: Mitrano e il Giorno dell’oblio
Non è
più la festa della Liberazione dal nazi-fascismo, ora si chiama
“Giorno della Libertà”, beffarda assonanza con gli slogan
berlusconiani. Anche la locandina richiama colori e grafica di un
manifesto di Forza Italia, un bel tricolore su di uno sfondo azzurro
cielo.
Non
vengono onorati sopra a tutti i partigiani e le partigiane che
sfidarono carcere, torture e morte per liberare il nostro Paese senza
attendere che lo facessero i nuovi padroni, ma celebrano invece
assieme militari che furono parte del regime fascista e forze
d’occupazione. E così come vogliono i revisionisti di destra e
psuedo-sinistra che da tempo governano assieme il nostro Paese, pure
a Gaeta la Liberazione non è più la giornata in cui si rinnova
l’impegno di chi, come i nostri concittadini Carla e Mariano
Mandolesi, combatté per affermare la giustizia sociale che il
fascismo negava e che ancora oggi è negata, ma è invece una vuota e
insipida commemorazione istituzionale in cui si pongono tutti sullo
stesso piano, aguzzini e vittime, fascisti e antifascisti.
Era
troppo rischioso attaccare frontalmente questa ricorrenza, quindi
scelsero di svuotarla e stravolgerne il significato. Se ci hanno
messo tanto impegno è perché dopo 70 anni ai nemici del popolo lo
spirito della Resistenza fa ancora paura. Non si spiegherebbe
altrimenti la parata farsesca organizzata dal Sindaco Mitrano nella
nostra città, articolata in ben tre giorni. Non si spiegherebbe
neppure la collocazione assai marginale data all'Associazione
Nazionale Partigiani d'Italia, alla quale è stata di fatto tolta
voce e persino visibilità nella promozione delle celebrazioni.
Domenica
vedremo addirittura sfilare per Gaeta un reparto della USS Mont
Whitney, orrendo strumento di morte inviato in tutti i teatri di
guerra a combattere chi difende la propria terra dall’imperialismo,
come chi difese l’Italia nel '45. La nave che ricorda chi
aggredisce ancora oggi altri Paesi in nome del proprio dominio
rapace, la nave che sottopone la nostra comunità gaetana a rischi
tremendi di cui purtroppo non siamo abbastanza consapevoli e che in
caso di nuovi scenari di guerra ci renderebbe obiettivi sensibili
proprio come nel secondo conflitto mondiale. La nave la cui bandiera
rappresenta chi oggi sostiene i neonazisti in Ucraina per
destabilizzare uno dei tanti Paesi che vengono aggrediti. Forse
Mitrano non ricorda che i bombardamenti alleati furono per molti
aspetti ancora più tremendi dell’occupazione tedesca, sventrarono
la nostra città e distrussero beni inestimabili come l’abbazia di
Monte Cassino, ben al di là di quanto lo richiedessero le reali
esigenze militari, pur di trasformarci in un’ennesima colonia
periferica. Gli effetti di quell’inferno sono ancora visibili nei
palazzi diroccati della nostra cittadina.
La
Liberazione, Sindaco Mitrano, fu un’altra cosa. Fu una guerra di
popolo combattuta per la libertà dallo sfruttamento,
dall’oppressione, dal bisogno, dalla disuguaglianza che ancora
imperano, anche grazie a politici come lei. Questo concetto di
libertà, ci creda, è ben lontano da come lo intendono esimi
esponenti del suo partito quali Fazzone, Cusani, Scaiola, Dell’Utri
e che aleggia nelle feste allegre di Arcore. Chi come lei privatizza
beni pubblici e servizi, si disinteressa di problemi quali la
mancanza di casa e di lavoro mentre spende milioni di euro in arredo
urbano e marciapiedi, non dovrebbe parlare della Liberazione. Chi fa
parte di un partito che contribuisce allo stupro in atto della Carta
Costituzionale nata dall’Antifascismo e sostiene da sempre le
politiche liberiste negando di fatto quanto sancito da quel
documento, non dovrebbe permettersi di oltraggiare in questo modo la
nostra memoria.
Per tutte queste ragioni, Sindaco Mitrano, oggi ci sentiamo un pò
come se Marchionne organizzasse le celebrazioni del Primo Maggio, o
se il Mc Donald’s promuovesse un meeting di vegetariani. Lei e
questa commemorazione oggi offendete la memoria degli italiani ed
italiane che combatterono per la Liberazione dell'Italia dal fascismo
e dalla guerra e, a maggior ragione, quella dei gaetani che presero
parte a quella lotta sul territorio nazionale. Noi comunisti non
dimentichiamo e sapremo ogni giorno come onorarli. Ora e sempre
Resistenza!
Circolo
PRC “Mariano Mandolesi Comandante Partigiano” Gaeta -
Comunisti
per Tsipras
domenica 11 maggio 2014
giovedì 1 maggio 2014
1° MAGGIO IN LOTTA
“Abbiamo ben poco da festeggiare, è arrivato il tempo di riorganizzarsi ed agire”
La Festa dei Lavoratori viene celebrata il 1 maggio in tutto il mondo, affonda le sue radici nell’ultimo decennio dell’800 e nasce esattamente in occasione delle mobilitazioni di Chicago e New York; di li a poco verrà introdotta anche in Europa e, accompagnata da mobilitazioni sempre più imponenti, assumerà presto una portata mondiale. In queste prime mobilitazioni gli operai rivendicavano condizioni di lavoro più dignitose e salari adeguati, ma vengono ricordate soprattutto per la violenta e sanguinosa repressione attuata in quelle occasioni dalla polizia e in un secondo momento anche dai tribunali. La popolazione italiana verrà privata di questa festività sotto il ventennio fascista che la soppresse soprattutto per il forte contenuto socialista e rivoluzionario. Ci è stata poi restituita con la caduta del regime e l’instaurazione della “democrazia”. Da oggi ad allora molte cose sono successe e molto è cambiato. Oggi siamo di fronte ad una forte crisi sistemica di sovrapproduzione, una crisi del sistema capitalistico della quale però stanno pagando le spese le fasce più deboli: la disoccupazione in Italia tocca sempre di più livelli record (13%) e tra i pochi fortunati che lavorano la stragrande maggioranza lo fa in condizioni di precariato e sfruttamento (oltre il 53%); a questi si aggiungono anche coloro che non vengono più annoverati nemmeno tra i disoccupati perché un lavoro vero hanno smesso di cercarlo da tempo ormai; negli ultimi 20 anni siamo stati vittime di governi che, assecondando sempre di più le richieste provenienti dall’imprenditoria, hanno gradualmente deregolamentato e reso sempre più flessibile (e quindi precario) il mercato del lavoro. Partendo dal “pacchetto Treu”, passando per la “legge Biagi” fino ad arrivare all’ultima trovata dei referenti politici delle banche e dei padroni, il “Jobs Act”, la nuova legislazione sul lavoro fortemente voluta dal Governo Renzi e da chi, alla luce del sole o nascosto nell’ombra, lo sostiene e gli impartisce le direttive. L’obbiettivo dei vari governi, di centro-destra e di centro-sinistra, è imporre un modello economico sempre più apertamente liberista e orientato a garantire margini di profitto sempre più alti al capitale italiano e mondiale. Ciò avviene in piena sinergia con i diktat della Troika, che ci impone di uniformarci alla sua politica volta ad accentrare sempre di più la ricchezza prodotta nel nostro paese nelle mani di pochi, ma anche con una ridefinizione in senso autoritario delle istituzioni “democratiche” e dello Stato borghese in generale. Dal canto loro, i sindacati confederali (CGIL, CILS e UIL), si fanno sempre di più portatori delle istanze dell’imprenditoria a discapito di quelle dei lavoratori, dei quali stanno provvedendo progressivamente a svendere i diritti gettandogli al contempo fumo negli occhi e abbandonandoli a loro stessi nelle innumerevoli lotte e vertenze che nascono quotidianamente su tutto il territorio nazionale. Il disagio sociale vissuto dal proletariato e dalla piccola borghesia, che va man mano acutizzandosi, è lo specchio di questi numerosi sconvolgimenti interni al tessuto sociale italiano ed europeo, sconvolgimenti che ancora una volta sono dettati e programmati dall’alto, nel nome del profitto a tutti i costi. Occorre che i comunisti, i sindacati di base e le varie realtà in lotta si auto organizzino e si preparino ad incassare il colpo. C’è la necessità di fare nuovamente breccia nella società attraverso un lavoro metodico e costante, che riporti di nuovo le masse di uomini e donne oppresse a ragionare in termini di classe e di lotta di classe. Non è possibile restare inermi dinnanzi ad un fenomeno di questa portata, non si può più restare nel mezzo, è necessario prendere posizioni nette. Per il ritorno ad un 1 maggio che abbia un senso e che ritorni ad essere nuovamente carico di significato occorre che tutti ritorniamo a lottare per i nostri diritti e per una società migliore, più equa e giusta.
Giovani Comunisti Gaeta
martedì 29 aprile 2014
giovedì 24 aprile 2014
Le comuniste ed i comunisti con Tsipras contro l’Europa delle banche
Alle prossime europee il PRC sostiene la lista “L’Altra Europa con Tsipras”,
unico cartello elettorale che si pone in alternativa alle politiche
filo-BCE dei governi a guida PD e PDL e per contrastare le derive
reazionarie delle destre fasciste e nazionaliste. Questa lista è stata
possibile dopo la proposta di Rifondazione Comunista di candidare
Tsipras al centro di un polo della sinistra alternativa e grazie al
raggiungimento di oltre 220 mila sottoscrittori che sancisce che la
mobilitazione generosa delle compagne e dei compagni del nostro partito
che insieme agli altri sostenitori hanno raggiunto un importante primo
risultato, affatto scontato. Il governo Renzi-Alfano ha già dichiarato
la sua fedeltà assoluta ai dettami della Troika e la prosecuzione delle
politiche di austerità col rispetto dei rigidi vincoli e parametri della
UE.
Già i due precedenti esecutivi delle larghe intese (Monti e Letta),
in nome del risanamento del debito imposto dalla BCE, ci hanno lasciato
il Fiscal Compact (20 anni di tagli alle spese pubbliche per 50mld di
euro l’anno), hanno cancellato il diritto a una pensione dignitosa e
hanno manomesso l’art.18 per consentire alle imprese una maggiore
facilità di licenziamento.
Mentre si parla di dare 80 euro in busta paga solo ai lavoratori
dipendenti con un salario inferiore ai 1.500 euro, si bloccano fino al
2020 i già fermi rinnovi dei contratti per i dipendenti pubblici, si
tagliano pesantemente i trasferimenti agli enti locali, si aboliscono le
Province, si propone la legge elettorale più antidemocratica della
Storia della Repubblica e si decide per l’abrogazione del Senato.
La precarizzazione permanente dei rapporti di lavoro, la
destrutturazione e privatizzazione degli ammortizzatori sociali
(cassintegrazione ecc…) sono i prossimi passi annunciati da Renzi col
Jobs Act che porteranno a negare ogni prospettiva di un futuro dignitoso
per milioni di lavoratrici e lavoratori, giovani precari e disoccupati
nel nostro paese così come già avviene in paesi come la Grecia e il
Portogallo.
Questi provvedimenti, insieme al Piano Casa con la vendita del
patrimonio pubblico e la negazione delle residenze per le occupazioni a
scopo abitativo, sono un ulteriore trasferimento coatto di ricchezza
dalle tasche dei lavoratori e delle loro famiglie alle casse di banche e
imprese.
Tutto questo è l’Europa delle banche e dei padroni che ce lo chiede!
È necessario costruire in Italia come in tutto il continente una
grande mobilitazione contro le politiche economiche e finanziarie
dell’Unione Europea, nel nome della democrazia e dell’uguaglianza
sociale, del diritto a un lavoro e ad un’abitazione dignitosa per tutti.
Bisogna combattere i governi dell’austerità che eseguono i diktat della
Troika, come il governo Renzi in Italia, siano essi di larghe intese,
di centro destra o di centro sinistra. Queste politiche regressive,
infatti, stanno ridando fiato in tutta Europa alle destre fasciste e
reazionarie, mentre la stessa Unione Europea, in stretta unità con la
Nato, sostiene un golpe vero e proprio in Ucraina che ha messo al potere
anche le forze neonaziste.
Antifascismo e lotta contro le politiche ed i governi di UE-BCE-FMI vanno di pari passo.
Occorre costruire un ampio e duraturo movimento di lotta e
disobbedienza contro i diktat della BCE e i vincoli euro-monetaristi che
stanno strozzando milioni di lavoratori, di giovani precari, di
disoccupati e di pensionati a basso reddito.
Per fare questo non servono nuovi soggetti politici che ambiscano a
fare la “sinistra” del centrosinistra sempre più puntello in Italia e in
Europa delle politiche della BCE.
Al contrario come in Grecia, in Francia o in Portogallo la
contrapposizione alle linee politico-economiche dei partiti del PSE sono
la condizione per darsi un profilo realmente alternativo e per la
crescita di una forte coalizione della sinistra antiliberista ed
anticapitalista che chiuda la strada ai rigurgiti delle risposte
nazionaliste. Questo è possibile ponendo su un piano di solidarietà
internazionale la lotta per un’alternativa di sistema che non può
esistere dentro i rigidi vincoli monetaristi del sovra-nazionalismo
finanziario della BCE.
I comunisti e le comuniste non sono né nazionalisti né “europeisti”, ma internazionalisti!
Per favorire la ricomposizione di questo ampio fronte di resistenza
politica e sociale all’austerity, i compagni e le compagne del PRC
sostengono da comunisti questi obiettivi nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Vogliamo
portare una voce delle lotte nelle aule del Parlamento Europeo per
gridare la nostra opposizione alle politiche di massacro sociale e ai
meccanismi di dominio del capitale finanziario quali MES, Six Pack, Two
Pack, TTIP e tutti i trattati capestro decisi nelle commissioni europee e
avallati dalla UE. Per questi motivi chiediamo di appoggiare una
candidatura autorevole che faccia sentire la presenza dei comunisti e
delle comuniste dagli scranni del GUE-NGL (la sinistra nel parlamento
europeo) e che si opponga alle politiche dei governi liberisti tanto del
PPE che del PSE (di cui fa parte il PD), indicando un’alternativa netta
al modello dominante e contrastando l’avanzata delle destre fasciste e
reazionarie.
Nella circoscrizione del Centro Italia sosteniamo il compagno Fabio Amato, impiegato metalmeccanico a tempo determinato in una piccola fabbrica umbra e membro dell’Esecutivo internazionale del Partito della Sinistra Europea all’interno del GUE dove comunisti e soggetti della sinistra alternativa possono imporre nel panorama politico europeo e internazionale la voce delle classi subalterne e del conflitto sociale.
Nella circoscrizione del Centro Italia sosteniamo il compagno Fabio Amato, impiegato metalmeccanico a tempo determinato in una piccola fabbrica umbra e membro dell’Esecutivo internazionale del Partito della Sinistra Europea all’interno del GUE dove comunisti e soggetti della sinistra alternativa possono imporre nel panorama politico europeo e internazionale la voce delle classi subalterne e del conflitto sociale.
Senza nessuna ambiguità: per Fabio Amato nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”, al Parlamento Europeo nel GUE, in alternativa a PPE e PSE, contro le politiche liberiste della troika UE-BCE-FMI!
mercoledì 23 aprile 2014
Il 25 Aprile sempre!
Il
25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli
uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si
batterono soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale
che il fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo
l'eredità della Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo.
L'intera Europa è percorsa da disegni autoritari e dominata dall'1%
di padroni e di banchieri che succhiano sempre più avidamente il
sangue del 99% della popolazione, rappresentato dalle classi
lavoratrici. Una dittatura comparabile per molti aspetti a quella che
combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato italiano e l'UE sono gli
esecutori materiali delle politiche di austerità e massacro sociale
volute dai colossi della finanza mondiale e dalle potenze
imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.
OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!
Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.
OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!
Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
Il
25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli
uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si batterono
soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale che il
fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo l'eredità della
Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo. L'intera Europa è percorsa
da disegni autoritari e dominata dall'1% di padroni e di banchieri che
succhiano sempre più avidamente il sangue del 99% della popolazione,
rappresentato dalle classi lavoratrici. Una dittatura comparabile per
molti aspetti a quella che combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato
italiano e l'UE sono gli esecutori materiali delle politiche di
austerità e massacro sociale volute dai colossi della finanza mondiale e
dalle potenze imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.
OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!
Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta - See more at: http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=109204#sthash.xkvplPmm.dpuf
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.
OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!
Giovani Comunisti
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mercoledì 9 aprile 2014
Venerdì 11 Aprile: cena, presentazione e proiezione del docufilm Target Iran con Fulvio Grimaldi
Venerdì 11 Aprile il giornalista Fulvio
Grimaldi presenta a Gaeta il suo ultimo film documentario.
L’incontro con Grimaldi si terrà presso il circolo PRC "Mariano
Mandolesi" in Via Indipendenza 262 a Gaeta. L’iniziativa
prevede alle 20:00 una cena sociale a sottoscrizione, e alle 21:30 la
proiezione del docufilm “Target Iran”,
accompagnata dall’introduzione e i successivi commenti dell’autore.
Fulvio Grimaldi è un giornalista
con una lunga esperienza in fatto di reportage dai fronti di guerra e
di conflitto sparsi per il globo. La sua carriera è da sempre
dedicata alla cronaca internazionale di lotte popolari e resistenze
anti imperialiste. Per questo motivo il suo curriculum da Reporter è
quasi unico nel panorama italiano, e di grande spessore nel panorama
giornalistico internazionale. È stato l’unico testimone italiano
della strage di Derry del 1972 (Bloody Sunday), che ebbe modo di
documentare ampiamente.
L'iniziativa fa parte della serie di docufilm
proiettati nei mesi di Febbraio, Marzo e Aprile presso il circolo del
Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta; tutti dello stesso
autore, affrontano il tema della guerra imperialista, dalla
Palestina, alla Iugoslavia, passando per la Libia, le primavere Arabe
e il Sud America. Anche
stavolta Grimaldi si cimenta con un paese “nel mirino”, appunto
quell'Iran definito “stato canaglia”, da anni
minacciato di rappresaglie da Stati Uniti, Israele e altre potenze
occidentali. In questo ultimo lavoro Grimaldi compie lo sforzo di
raccontare le condizioni di vita e le relazioni geopolitiche del
popolo e dello stato iraniano senza utilizzare parametri moralisti
eurocentrici. Attraverso le interviste, le riprese sul posto e
la ricostruzione della storia economico-politica del paese, l’autore
ricerca una verità altra, vissuta nel contatto con i veri
protagonisti, i cittadini e attraverso i luoghi che sono stati sito
di una storia straordinaria di quasi tre millenni, partendo da Ciro
il Grande e compiendosi con la rivoluzione islamica di Khomeini.
Profondo
conoscitore della storia contemporanea del mondo arabo,
Grimaldi offrirà testimonianze e analisi sulla “questione Iran”
diverse da quelle proposte dai media tradizionali.Si tratta di un
appuntamento da non perdere per tutti i curiosi e gli amanti della
buona informazione, della storia e della politica internazionale.
martedì 8 aprile 2014
12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!
Il prossimo 12 aprile la città di Roma ospiterà una manifestazione nazionale delle forze anticapitaliste e dei movimenti per i diritti sociali e contro il governo Renzi, la Troika e le politiche di austerità. È necessario costruire in Italia come in tutta Europa una grande mobilitazione contro il potere economico e tecnocratico dell'Unione Europea, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Bisogna combattere i governi dell’austerità siano essi di centro destra o di centro sinistra, che eseguono i diktat della Troika, come il governo Renzi in Italia. La politica di questi governi in tutta Europa sta ridando spazio alle forze neofasciste, mentre la stessa Unione Europea in stretta unità con la Nato sostiene il nuovo governo dell'Ucraina, del quale fanno parte forze neonaziste. Antifascismo e lotta contro le politiche, i governi e il potere dell’Unione europea vanno di pari passo. Il Circolo PRC "Mariano Mandolesi" pertanto aderisce insieme ai comitati per la ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un lavoro utile e dignitoso, e invita a partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e gli operai delle fabbriche in crisi,, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, consapevole del fatto che la manifestazione del 12 aprile rappresenta un punto di partenza: occorre infatti costruire un ampio e duraturo movimento di lotta anticapitalista contro il semestre italiano di guida della Unione Europea. In Spagna milioni di persone sono scese in piazza, è ora che anche in Italia si sviluppi un movimento democratico che abbia come obiettivo il rovesciamento dell’oligarchia tecnocratica e finanziaria dell’UE e la rottura dei Trattati, dal fiscal compact a quello di Maastricht, che la legittimano.
--
giovedì 3 aprile 2014
mercoledì 26 marzo 2014
Lazio. Giù le mani dai fondi europei: Venerdi sciopero e manifestazione regionale
La Giunta Zingaretti ha varato le linee guida
sull’utilizzo della nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 e
sta chiedendo al Consiglio regionale di approvarle senza aver consultato
i cittadini, come richiesto dal Codice di condotta europeo sul
partenariato del 7 gennaio 2014.
“É una vera presa in giro – dichiara Guido Lutrario,
della Federazione USB di Roma e Lazio – hanno già deciso come ripartire
i Fondi tra i vari obiettivi si preparano alla solita pagliacciata di
fingere di ascoltare i cittadini su temi che invece riguardano tutta la
collettività. Sono mesi che stiamo chiedendo di conoscere come la
Regione intenda rispettare il Codice di condotta in tema di
partecipazione e riscontriamo solo reticenza e parole fumose”.
“Il vero punto debole della gestione dei Fondi nel
Lazio – continua Lutrario – è stata proprio l’opacità che ha garantito
corruzione e inefficienza. Le precedenti amministrazioni hanno
controllato l’uso di tali fondi all’interno di una pesante connivenza
tra il sistema delle imprese e i sindacati concertativi. Una vera
porcheria che deve finire. Ma nel documento licenziato dalla Giunta
Zingaretti non c’è alcun segnale forte di discontinuità, né nel metodo
né nei contenuti”.
“La giunta Zingaretti, per esempio, non ha indicato
di quanto vuole ridurre la povertà e i bassi redditi, fornendo solo
obiettivi in modo generico. In realtà – osserva l’esponente USB - dal
testo della Giunta viene fuori l’ideologia neoliberista che muove i
nostri amministratori. Le uniche vere destinatarie dei Fondi sono le
imprese private, alle quali è possibile aggiungere il solo mondo del
terzo settore. Il pubblico rimane a svolgere una funzione appena
residuale in tutti i settori, dalla formazione all’istruzione, dai
trasporti alla sanità alla ricerca. Anche nel campo dei servizi per
l’impiego c’è una evidente propensione a favorire i servizi privati,
fingendo di non vedere i ripetuti fallimenti delle strategie di incontro
tra offerta e domanda che hanno caratterizzato fin qui questi servizi”.
USB Unione Sindacale di Base
Per il Sud Pontino sono previsti Pullman gratuiti che partiranno da Formia alle 6:00, per informazioni e prenotazioni contattateci a circolomarianomandolesi@gmail.com
Vicenda “mense scolastiche”: un po' di chiarezza
Il PRC Gaeta non accetta“bavagli” e denuncerà sempre i silenzi e le risposte insufficienti di Mitrano
A seguito di un nostro comunicato stampa pubblicato su “Telefree.it”, la Società EP SPA, affidataria del servizio mense scolastiche delle elementari e medie di Gaeta, ci ha inviato una diffida a rimuovere il contenuto dell'articolo da tale sito internet, del quale non siamo né proprietari né amministratori, e pubblicare una rettifica. Sentiamo a questo punto l'esigenza di far chiarezza sul vero intento del nostro comunicato messo sotto accusa e ribadirne lo scopo. Premettendo che la natura più schiettamente politica dell'articolo in questione può richiedere un linguaggio diretto, che a quanto pare è stato mal recepito, cercheremo di chiarire ulteriormente la nostra posizione in quanto forza politica, ribadendo, inoltre, che rimarrà sempre nostro indeclinabile dovere lo svolgere una funzione di controllo sugli atti amministrativi e le politiche attuate, chiedendo conto di come vengono gestiti i servizi di pubblica utilità quale, nella fattispecie, la mensa scolastica, e avanzando proposte e se necessario critiche. Diversi cittadini ci avevano già segnalato la qualità a loro avviso scadente delle vivande somministrate agli studenti e il fatto che le pietanze fossero spesso servite fredde. Abbiamo appurato tra le cause la distanza delle cucine dal luogo di somministrazione, considerando tale scelta poco oculata, e di questo abbiamo parlato. Tra i nostri insindacabili compiti inoltre rimane e rimarrà sempre pure l'attenzione costante nei riguardi delle possibile infiltrazioni malavitose all'interno del nostro territorio, già notoriamente sensibile a tale fenomeno. E' cosa nota che l'affidamento di lavori e servizi pubblici per mezzo di gare di appalto sia uno dei canali preferenziali della criminalità organizzata, perciò ci sembra in linea con il nostro impegno politico focalizzare l'attenzione pubblica su possibili zone d'ombra e sollecitare l'amministrazione comunale, e chi di dovere, a dissolvere ogni dubbio. Sottolineiamo ancora che la critica rivolta riguarda le modalità con cui è stato prolungato l’affidamento senza ulteriore gara d’appalto attraverso una procedura che, seppur non illegale nella forma, a nostro avviso non fornisce piene garanzie. Considerazione questa niente affatto peregrina se persino l'associazione contro le illegalità e le mafie "Antonino Caponnetto” ha avanzato al Prefetto di Latina (come risulta da un comunicato del 17 marzo su Telefree) invito a chiarire se davvero tutti i bandi per concorsi, forniture di materiale e servizi ed appalti di opere pubbliche siano stati e siano trasmessi dal Comune di Gaeta alla prefettura come afferma il sindaco Mitrano. Abbiamo, oltre a ciò, raccolto elementi sulla stampa locale che ci hanno indotto a mettere in risalto, attraverso il nostro comunicato, le questioni apparentemente controverse riguardanti la società E.P.Spa. A quest'ultima, premettendo che avremo preferito che chiarisse la propria posizione a mezzo stampa esercitando il suo diritto di replica come di uso in questi casi, sentiamo di ribadire che non era nostra intenzione infangare il nome di nessuno e tanto meno strumentalizzare aziende e persone a fini politici (come sottolineato dall'avvocato della società E.P nel documento pervenutoci), ma piuttosto, come già più volte ripetuto, si voleva esortare l'Amministrazione comunale a fugare ogni tipo di sospetto in merito alle procedure adottate e i controlli effettuati sul servizio appaltato. Rispettiamo, quindi, il diritto di difesa della società E.P e recepiamo il materiale esibito in loro difesa, proponendo persino di renderlo pubblico per intero qualora lo richiedessero, ma nello stesso tempo difendiamo con forza il nostro dovere di forza politica di destare e portare a conoscenza ogni più piccolo dubbio. Il PRC Gaeta continua a ritenere l'Amministrazione comunale carente nella sua attività di contrasto del crimine in generale. Non e’ stata, ad esempio, considerata da Mitrano la nostra proposta di istituire un osservatorio comunale contro la criminalità organizzata, come richiesto anche da autorevoli associazioni, né di istituire un ente esterno di controllo sul porto. Non si è presa in considerazione la nostra proposta di istituire un’Azienda speciale pubblica per limitare tale rischio e avere uno strumento di controllo efficace sulla qualità e sui costi dei servizi erogati ai cittadini, oltre che produrre posti di lavoro locali e garantiti e incrementare le entrate nelle casse comunali. E abbiamo sempre chiesto di adottare la massima trasparenza nelle gare d’appalto e di ridurre al minimo procedure di emergenza e affidamenti diretti. Sono queste le critiche e le proposte che abbiamo sempre rivolto all’amministrazione Mitrano e che continueremo ad avanzare a nome della cittadinanza, ed è a questa condotta in generale della sua giunta che si riferiva il sottotitolo dell'articolo contestato, "Mitrano fa solo retorica senza contrastare la criminalità”.
A seguito di un nostro comunicato stampa pubblicato su “Telefree.it”, la Società EP SPA, affidataria del servizio mense scolastiche delle elementari e medie di Gaeta, ci ha inviato una diffida a rimuovere il contenuto dell'articolo da tale sito internet, del quale non siamo né proprietari né amministratori, e pubblicare una rettifica. Sentiamo a questo punto l'esigenza di far chiarezza sul vero intento del nostro comunicato messo sotto accusa e ribadirne lo scopo. Premettendo che la natura più schiettamente politica dell'articolo in questione può richiedere un linguaggio diretto, che a quanto pare è stato mal recepito, cercheremo di chiarire ulteriormente la nostra posizione in quanto forza politica, ribadendo, inoltre, che rimarrà sempre nostro indeclinabile dovere lo svolgere una funzione di controllo sugli atti amministrativi e le politiche attuate, chiedendo conto di come vengono gestiti i servizi di pubblica utilità quale, nella fattispecie, la mensa scolastica, e avanzando proposte e se necessario critiche. Diversi cittadini ci avevano già segnalato la qualità a loro avviso scadente delle vivande somministrate agli studenti e il fatto che le pietanze fossero spesso servite fredde. Abbiamo appurato tra le cause la distanza delle cucine dal luogo di somministrazione, considerando tale scelta poco oculata, e di questo abbiamo parlato. Tra i nostri insindacabili compiti inoltre rimane e rimarrà sempre pure l'attenzione costante nei riguardi delle possibile infiltrazioni malavitose all'interno del nostro territorio, già notoriamente sensibile a tale fenomeno. E' cosa nota che l'affidamento di lavori e servizi pubblici per mezzo di gare di appalto sia uno dei canali preferenziali della criminalità organizzata, perciò ci sembra in linea con il nostro impegno politico focalizzare l'attenzione pubblica su possibili zone d'ombra e sollecitare l'amministrazione comunale, e chi di dovere, a dissolvere ogni dubbio. Sottolineiamo ancora che la critica rivolta riguarda le modalità con cui è stato prolungato l’affidamento senza ulteriore gara d’appalto attraverso una procedura che, seppur non illegale nella forma, a nostro avviso non fornisce piene garanzie. Considerazione questa niente affatto peregrina se persino l'associazione contro le illegalità e le mafie "Antonino Caponnetto” ha avanzato al Prefetto di Latina (come risulta da un comunicato del 17 marzo su Telefree) invito a chiarire se davvero tutti i bandi per concorsi, forniture di materiale e servizi ed appalti di opere pubbliche siano stati e siano trasmessi dal Comune di Gaeta alla prefettura come afferma il sindaco Mitrano. Abbiamo, oltre a ciò, raccolto elementi sulla stampa locale che ci hanno indotto a mettere in risalto, attraverso il nostro comunicato, le questioni apparentemente controverse riguardanti la società E.P.Spa. A quest'ultima, premettendo che avremo preferito che chiarisse la propria posizione a mezzo stampa esercitando il suo diritto di replica come di uso in questi casi, sentiamo di ribadire che non era nostra intenzione infangare il nome di nessuno e tanto meno strumentalizzare aziende e persone a fini politici (come sottolineato dall'avvocato della società E.P nel documento pervenutoci), ma piuttosto, come già più volte ripetuto, si voleva esortare l'Amministrazione comunale a fugare ogni tipo di sospetto in merito alle procedure adottate e i controlli effettuati sul servizio appaltato. Rispettiamo, quindi, il diritto di difesa della società E.P e recepiamo il materiale esibito in loro difesa, proponendo persino di renderlo pubblico per intero qualora lo richiedessero, ma nello stesso tempo difendiamo con forza il nostro dovere di forza politica di destare e portare a conoscenza ogni più piccolo dubbio. Il PRC Gaeta continua a ritenere l'Amministrazione comunale carente nella sua attività di contrasto del crimine in generale. Non e’ stata, ad esempio, considerata da Mitrano la nostra proposta di istituire un osservatorio comunale contro la criminalità organizzata, come richiesto anche da autorevoli associazioni, né di istituire un ente esterno di controllo sul porto. Non si è presa in considerazione la nostra proposta di istituire un’Azienda speciale pubblica per limitare tale rischio e avere uno strumento di controllo efficace sulla qualità e sui costi dei servizi erogati ai cittadini, oltre che produrre posti di lavoro locali e garantiti e incrementare le entrate nelle casse comunali. E abbiamo sempre chiesto di adottare la massima trasparenza nelle gare d’appalto e di ridurre al minimo procedure di emergenza e affidamenti diretti. Sono queste le critiche e le proposte che abbiamo sempre rivolto all’amministrazione Mitrano e che continueremo ad avanzare a nome della cittadinanza, ed è a questa condotta in generale della sua giunta che si riferiva il sottotitolo dell'articolo contestato, "Mitrano fa solo retorica senza contrastare la criminalità”.
lunedì 17 marzo 2014
Gaeta: Il 22 Marzo metti una firma per Tsipras.
Sabato 22 Marzo dalle 17:00 alle
20:00 i militanti del circolo PRC-Sinistra Europea "Mariano
Mandolesi" di Gaeta saranno su corso Cavour con un primo banchetto di raccolta
firme per la presentazione della Lista "Un’Altra Europa con Tsipras" alle prossime
elezioni europee del 25 Maggio. Contro l'Europa dei padroni e delle politiche
di austerità fortemente volute da PPE e PSE, la candidatura di Alexis Tsipras,
leader della protesta greca, rappresenta l'unico vero voto di dissenso all’Europa
odierna, alternativo sia al neoliberismo predicato dal PD, che al populismo e all'ambiguità
del PDL e del M5S. Anche i Comunisti di Gaeta sono impegnati nel sostegno alla
candidatura di Tsipras e alla sua lista attraverso la diffusione delle idee
programmatiche che la contraddistinguono e la presentazione dei candidati
comunisti presenti al suo interno. Tra questi spicca nella circoscrizione del
Centro Italia il compagno Fabio Amato, impiegato metalmeccanico a tempo
determinato in una piccola fabbrica Umbra e membro dell’ Esecutivo
internazionale del Partito della Sinistra Europea, partito che unisce 30
formazioni politiche di sinistra e comuniste di tutto il continente, fra cui,
oltre al PRC, la Linke tedesca, il PC francese e la spagnola Izquierda Unida e
la greca Siryza. Ricordiamo ai cittadini di poter firmare anche presso gli
uffici del Comune di Gaeta.
giovedì 13 marzo 2014
Cassino invasa: tutti in piazza contro Napolitano e le politiche di austerity.
Il
15 Marzo 2014 il Presidente della Repubblica Italiana verrà a
Cassino per presenziare alla cerimonia celebrativa che si terrà in
Piazza de Gasperi in occasione dell'anniversario del bombardamento
che durante la seconda guerra mondiale rase al suolo l'intera città.
Verrà a Cassino per fare la sfilata di consuetudine in cui si
racconterà alla popolazione di come sia importante in questo momento
“tirare la cinghia”, in attesa di tempi migliori!
Giorgio
Napolitano è tra i principali responsabili del susseguirsi di
governi "illegittimi" succedutisi negli ultimi anni: da
Berlusconi a Monti, passando per Letta e oggi Renzi.
L'attivismo
di Napolitano, orientato a quella che si dice essere la stabilità e
la continuità, si è tradotta nei fatti in conservazione e in
subordinazione alle politiche di austerity della Troika che puntano
allo sfruttamento finanziario del Paese, al suo complessivo
impoverimento, e all'aumento della disoccupazione.
I
Circoli del Partito della Rifondazione Comunista di Formia e Gaeta
aderiscono pertanto al presidio di protesta convocato per Sabato 15
Marzo alle ore 9:00 presso piazza 14 Febbraio a Cassino, e invitano a
partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud
Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e
gli operai delle fabbriche in crisi, i comitati per la
ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un
lavoro utile e dignitoso, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, e
chiunque voglia manifestare la propria indignazione di fronte allo
spettacolo che incombe: il 15 marzo disertiamo la parata di regime e
scendiamo in strada per gridare forte che Giorgio Napolitano non ci
rappresenta.
Circolo
PRC “Mariano Mandolesi” di Gaeta
Circolo
PRC "Enzo Simeone" di Formia
Comitato
degli Inquilini per il diritto alla Casa di Gaeta
giovedì 6 marzo 2014
Il PRC Gaeta in piazza a sostegno del Piano per il lavoro e di Tsipras.
I militanti del circolo di Rifondazione Comunista
“Mariano Mandolesi” di Gaeta saranno in piazza per promuovere il “Piano per il
Lavoro” elaborato dal PRC. Venerdì 7 Marzo organizzano un banchetto informativo
su Corso Cavour dalle ore 18 alle 20. La proposta di legge su iniziativa
popolare intende approdare nelle aule del Parlamento per costringere chi si
occupa di tutt’altro a parlare di disoccupazione, diminuzione dell’orario
lavorativo, condizioni salariali, riconversione industriale a sostegno
dell’ecologia ed esprimersi in merito di fronte al paese. Proposta quanto mai
importante in un momento in cui i diktat dell’Europa e delle banche, supportati
dai governi di larghe intese e a livello locale dalla destra di Mitrano, sembrano
l’unica bussola cui solo la candidatura di Alexis Tsipras alle prossime europee
può costituire un argine politico concreto. Per questo il PRC invita tutti i
cittadini a recarsi quanto prima presso l’ufficio elettorale del comune di
Gaeta a sottoscrivere con firma autenticata la campagna, visto che si avvicina
lo scadere per la consegna dei moduli. Un obiettivo concreto che insieme
possiamo raggiungere. Il Piano per il Lavoro vuole creare almeno un milione e
mezzo di posti di lavoro in tre anni, iniziando a dare una risposta ai 3milioni
e 140 mila disoccupati, ai tre milioni di persone che un lavoro lo vorrebbero
ma non lo cercano perché pensano che sia impossibile trovarlo, ai 520mila
lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione a zero ore e vuole farlo
redistribuendo la ricchezza anche attraverso la tassazione dei grandi
patrimoni. Pone il tema strategico della riduzione dell’orario di lavoro
settimanale e nell’arco della vita, perseguendo l’obiettivo delle 32 ore
settimanali e della radicale rimessa in discussione della controriforma delle
pensioni. Propone il salario orario minimo da definirsi sulla base dei minimi
contrattuali per tutte le prestazioni lavorative, lavoro parasubordinato e
stage compresi, perché ad uguale lavoro tornino a corrispondere uguali diritti
e retribuzione, e istituisce il reddito minimo per chi un lavoro non ce l’ha,
universalizzando garanzie e tutele in caso di disoccupazione. Rappresenta una proposta
di nuovo intervento pubblico, per ricostruire una capacità di programmazione
democratica dell’economia, dal credito alle politiche industriali, dalla
conoscenza al welfare. Vuole essere un progetto di modello di sviluppo
alternativo, per una riconversione ecologica e solidale dell’economia, capace
di rispondere non solo alla crisi economica e sociale, ma a quella climatica e
ambientale, dandosi gli obiettivi della riqualificazione e riconversione delle
produzioni, della salvaguardia del territorio e della natura, dell’economia
della conoscenza, della cura delle persone. Si può fare? Si può fare con un
intervento che reperisca le risorse da chi si è arricchito in questi anni a
scapito della maggioranza della popolazione: con una patrimoniale che colpisca
la scandalosa concentrazione di ricchezza esistente in un paese in cui l’1%
delle famiglie possiede lo stesso patrimonio del 60% meno abbiente,
ripristinando una progressività reale del fisco, contrastando la grande
evasione fiscale, tagliando le spese per la guerra e quelle per le grandi opere
inutili. Si può fare, dicendo no al Fiscal Compact e alle politiche che stanno
aggravando la crisi, distruggendo la società e la democrazia in Italia ed in
Europa.
mercoledì 5 marzo 2014
CENAFORUM RESISTENTE Marzo-Aprile con Fulvio Grimaldi
Fulvio Grimaldi è un giornalista che nell'arco dei suoi 40 anni di carriera ha lavorato per la radio (BBC di Londra), per varie testate giornalistiche (Paese Sera, Giorni-Vie nuove, Abc), e dal 1986 alla RAI, soprattutto come inviato di guerra.
Nel marzo 1999, in polemica per la guerra alla Jugoslavia, ha lasciato la tv di Stato ed è passato a Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista.
Qui ha gestito una rubrica chiamata "Mondocane" (parola che in seguito
sarà il titolo di un suo libro) fino a quando non è stato allontanato
dal quotidiano, nel maggio 2003,
subendo un licenziamento a causa di contrasti politici, essendosi
trovato in dissidenza con la linea di partito relativamente ad alcune
questioni internazionali (Iraq, Palestina, Cuba e Jugoslavia); ha successivamente vinto la causa di lavoro contro il licenziamento subìto.
Ha poi lavorato all'autoproduzione di video-documentari su crisi
globali e guerre, occupandosi quindi di politica internazionale:
spiccano in particolare le sue posizioni filopalestinesi ed a favore dei
processi di integrazione atto nell'America Latina. Inoltre è stato
l'unico testimone italiano della strage di Derry del 1972 (Bloody Sunday), che ebbe modo di documentare ampiamente.
Si è occupato molto della ex-Jugoslavia, rimproverando una visione
unilaterale da parte dell'informazione "ufficiale", da lui ritenuta
antiserba e filocroata.
Si è anche occupato di ambiente: degni di nota i suoi servizi su Rai 3 - anche per la trasmissione Meteo3, condotta in alternanza con Liliano Frattini - in cui appariva accompagnato dal suo onnipresente cane, un bassotto di nome Nando.
È da ricordare anche una sua partecipazione come attore cinematografico, in un cameo nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, del 1970, in cui interpretava il ruolo di Patané, un giornalista del quotidiano Paese Sera. È apparso poi due anni dopo anche nel film di Paolo Cavara Los amigos.
lunedì 3 marzo 2014
Il Comitato degli Inquilini per il Diritto alla Casa di Gaeta risponde all’appello dell’UPPI sul Canone di affitto Concordato.
Il Comitato degli
Inquilini per il Diritto alla Casa di Gaeta prende atto dell’appello
avanzato dall’UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari) a mezzo
stampa, per chiedere all’Amministrazione comunale l’istituzione
di un tavolo che conduca alla definizione di un Canone di Affitto
Concordato. Come è noto il nostro Comitato si batte fin dalla sua
nascita per un provvedimento di questo genere e per promuoverlo ha
condotto diverse campagne e iniziative di lotta. Anche a seguito di
queste mobilitazioni perfino il Sindaco Mitrano ha più volte parlato
del tema pubblicamente, senza però far seguire finora alcun atto
concreto in merito. Ora che anche la rappresentanza dei proprietari
pone la questione non dovrebbero esserci ostacoli all’avvio rapido
di un confronto serrato e produttivo al riguardo. E’ evidente come
l’aumento impressionante delle tasse comunali già constatato e
l’entrata in vigore della famigerata IUC rendano più invitante che
in passato la prospettiva di sgravi per i proprietari, soprattutto a
seguito delle ultime dichiarazioni di Mitrano che già afferma di
voler applicare il massimo delle aliquote anche sulle prime case. A
questo si aggiungano le già cospicue esenzioni fiscali previste
dalla Cedolare Secca per chi aderisce al canone concordato, che
probabilmente saranno aumentate, e la non trascurabile campagna
intrapresa dal nostro Comitato per invitare i cittadini a denunciare
i numerosi affitti in nero, finora considerati la forma di rendita
comunque più sicura e remunerativa. C’è da considerare inoltre la
diminuzione della presenza numerica degli americani, disposti in
passato a pagare cifre importanti mantenendo i prezzi alti e la crisi
del turismo che ha colpito il mercato degli affitti stagionali, oltre
alla disponibilità sempre maggiore di strutture recettive
alternative quali i B&B. Tutti questi elementi hanno sicuramente
influito nel determinare una presa di posizione inaspettata che
reputiamo comunque positiva, alla luce del disinteresse o
dell’ostilità mostrate in passato da molti proprietari sul tema.
E’ tuttavia necessario fin da adesso puntualizzare alcune cose. Il
canone concordato non deve rappresentare solo un mezzo strumentale
per condurre i proprietari a consistenti sgravi, ma deve comportare
una contropartita di eguale valore per gli inquilini che hanno pagato
per decenni canoni esorbitanti e completamente slegati dal valore
catastale degli immobili, tenendo conto della crisi che imperversa e
dei gravi danni già recati alla nostra comunità
dall’indisponibilità di immobili a prezzi accessibili, che ha
contribuito a produrre un costante spopolamento di Gaeta. Alla luce
di questi elementi il canone dovrà regolare prezzi sicuramente molto
più bassi rispetto al misero 20% o 30% in meno alle cifre attuali di
cui parla l’UPPI e dovrà garantire gli inquilini per un periodo
abbastanza lungo. Basta fare un paragone con alcuni centri limitrofi
per renderci conto del fatto che i canoni attuali sono circa il
doppio, se non oltre, di un valore di mercato sostenibile a livello
sociale. Alla luce di queste considerazioni comunque intendiamo
confrontarci serenamente e nel merito prendendo anche ad esempio le
soluzioni trovate da altri comuni più avanzati e sensibili sulla
questione degli affitti. Convinti del fatto che un tavolo senza
controparti non avrebbe alcun valore né significato rispondiamo
quindi all’appello dell’UPPI chiedendo all’Amministrazione
comunale di convocarci per rappresentare i bisogni e le proposte
degli inquilini di Gaeta e a tal fine indichiamo il recapito il
seguente indirizzo di posta elettronica comitatocasagaeta@gmail.com,
ricordando in ogni modo che il Comitato riceve gli inquilini ogni
giovedì presso la sua sede in via indipendenza 262.
Comitato degli
inquilini per il diritto alla casa - Gaeta
domenica 2 marzo 2014
AFFIDAMENTO MENSE GAETA: IL PRC DENUNCIA UNA VICENDA VERGOGNOSA
Mitrano
fa soltanto retorica senza contrastare la criminalità
Da
settimane in città si susseguono lamentele e preoccupazioni dei
genitori riguardo al servizio di refezione scolastica. È bene
ricordare che da quest’anno l’Amministrazione Mitrano ha deciso
di affidare (SENZA ALCUNA GARA) alla “E. P. S. p. A” il servizio
di fornitura alle mense delle scuole elementari e medie.
L’affidamento con questa modalità è stato reso possibile in virtù
del costo iniziale, ben inferiore ai 150000 euro cui è lievitato per
coprire il servizio fino a Maggio. Per questa cifra è obbligatoria
una gara d’appalto e la presentazione di un certificato antimafia.
Le polemiche però non si fanno attendere, molti studenti e genitori
iniziano a lamentare il fatto che la qualità dei pasti serviti sia
molto scadente, inoltre la EP s.p.a. cucina i pasti nella sua sede
della vicina città di Fondi e così per forza di cose gli alunni
consumano il pasto già freddo. Al generale malcontento è seguita
poi la richiesta di un gruppo di genitori di avere un incontro con il
Sindaco mai tenutosi (alla faccia della trasparenza e della
democrazia partecipata). Subito dopo è arrivata la replica
dell’Assessore Sabina Mitrano che dopo essersi recata nel punto
cottura ubicato a Fondi, ha affermato: “è stato fatto un
sopralluogo nella cucina di Fondi, i prodotti utilizzati sono di
buona qualità”. A pochi giorni dalle affermazioni della Mitrano
volte a rassicurare la cittadinanza, un reportage giornalistico ha
portato alla luce nuovi particolari sulla vicenda e la società
affidataria: oltre ai dubbi sul rispetto delle norme igieniche, la EP
spa risulta non aver presentato alcun certificato antimafia. Dalla
stessa inchiesta giornalistica si apprende che la EP e chi la
amministra sono da anni saltati all’onore delle cronache per
appalti sospetti, sanzioni per somministrazione di cibo avariato,
presunti rapporti con la criminalità organizzata oggetto di indagini
e interrogazioni parlamentari, un’interdizione antimafia secondo la
sentenza del Tar della Campania del 2003.
Il PRC Gaeta ha sempre sollevato la questione della lotta alla criminalità e anche per questo ha chiesto invano che venisse istituito un osservatorio permanente contro le mafie. Per la stessa ragione abbiamo proposto che venisse invertita la tendenza di privatizzazione di strutture e servizi, tramite l’istituzione di un’ AZIENDA SPECIALE multi servizi a gestione completamente pubblica, che potrebbe occuparsi anche del servizio mense. Oltre a scongiurare la possibilità di infiltrazioni criminali questa scelta comporterebbe un risparmio per i cittadini, un beneficio per le casse comunali, creerebbe condizioni salariali e occupazionali migliori a livello locale e un miglior controllo sulla qualità dei servizi. Ma quella della mensa è purtroppo solo l’ultima di una serie di vicende poco chiare e di scelte infelici che hanno visto protagonista quest’Amministrazione, la quale sembra agire con l’unico fine di favorire privati e potentati locali. Perfino il diritto alla salute, all’abitare, allo studio, al lavoro e ad avere un’esistenza dignitosa divengono sempre più merce di scambio in un’ottica clientelare. Se la trasparenza e la volontà politica, non la vuota retorica, sono gli unici veri argini contro il dilagare di corruzione e criminalità è doveroso chiedersi come vengano spesi i nostri soldi dagli attuali amministratori di Gaeta, con quali metodi, nelle tasche di chi finiscano e con quale ritorno per la cittadinanza. Per questo ci rivolgiamo a tutti coloro che sono stanchi di stare a guardare come la Giunta Mitrano stia svendendo la nostra città sperperando danaro pubblico in operazioni di facciata, senza dare alcuna risposta ai veri problemi della nostra comunità e delle fasce più deboli. Per denunciare questi e altri problemi e suggerire forme di lotta da attuare insieme il PRC Gaeta ricorda ai cittadini di aver messo a loro disposizione “Linea Rossa” per contattarci ogni giovedì dalle 17 alle 19 presso la nostra sede in via indipendenza 262, oppure attraverso la nostra buca delle lettere o l’email: linearossa@activist.com
Il PRC Gaeta ha sempre sollevato la questione della lotta alla criminalità e anche per questo ha chiesto invano che venisse istituito un osservatorio permanente contro le mafie. Per la stessa ragione abbiamo proposto che venisse invertita la tendenza di privatizzazione di strutture e servizi, tramite l’istituzione di un’ AZIENDA SPECIALE multi servizi a gestione completamente pubblica, che potrebbe occuparsi anche del servizio mense. Oltre a scongiurare la possibilità di infiltrazioni criminali questa scelta comporterebbe un risparmio per i cittadini, un beneficio per le casse comunali, creerebbe condizioni salariali e occupazionali migliori a livello locale e un miglior controllo sulla qualità dei servizi. Ma quella della mensa è purtroppo solo l’ultima di una serie di vicende poco chiare e di scelte infelici che hanno visto protagonista quest’Amministrazione, la quale sembra agire con l’unico fine di favorire privati e potentati locali. Perfino il diritto alla salute, all’abitare, allo studio, al lavoro e ad avere un’esistenza dignitosa divengono sempre più merce di scambio in un’ottica clientelare. Se la trasparenza e la volontà politica, non la vuota retorica, sono gli unici veri argini contro il dilagare di corruzione e criminalità è doveroso chiedersi come vengano spesi i nostri soldi dagli attuali amministratori di Gaeta, con quali metodi, nelle tasche di chi finiscano e con quale ritorno per la cittadinanza. Per questo ci rivolgiamo a tutti coloro che sono stanchi di stare a guardare come la Giunta Mitrano stia svendendo la nostra città sperperando danaro pubblico in operazioni di facciata, senza dare alcuna risposta ai veri problemi della nostra comunità e delle fasce più deboli. Per denunciare questi e altri problemi e suggerire forme di lotta da attuare insieme il PRC Gaeta ricorda ai cittadini di aver messo a loro disposizione “Linea Rossa” per contattarci ogni giovedì dalle 17 alle 19 presso la nostra sede in via indipendenza 262, oppure attraverso la nostra buca delle lettere o l’email: linearossa@activist.com
domenica 16 febbraio 2014
RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA: SOSTEGNO A TSIPRAS IN PROVINCIA DI LATINA
La Federazione del PRC-SE di Latina ha accolto
con soddisfazione ed entusiasmo la candidatura di Alexis Tsipras, leader del
partito greco Syriza, alla guida della lista che rappresenterà anche in Italia
le istanze della Sinistra Europea e del gruppo parlamentare del GUE. Non a caso
questa candidatura è stata proposta per prima proprio da Rifondazione
Comunista, il cui ruolo è stato fondamentale nella creazione della stessa
Sinistra Europea, di cui il PRC è rappresentante in Italia fin dal momento in
cui contribuì a fondarla nel 2004. Una candidatura ed un programma in netta
contrapposizione con il modello di Europa liberista e a due velocità disegnato
da Troika e BCE comprimendo i diritti dei lavoratori e i loro salari, tagliando
i servizi pubblici, privatizzando i beni comuni, privando gli Stati della
propria sovranità nazionale e acuendo sempre più la crisi in una spirale senza
fine. Una candidatura e un programma che si contrappongono nettamente tanto al
Partito Popolare europeo e ai liberal-democratici quanto al PSE di Schulz,
corresponsabili delle politiche di rigore e sacrifici finora adottate. Una candidatura
e un programma che pongono l’accento su punti essenziali quali la revisione
drastica dei trattati vigenti, la fine immediata dell’austerità, l’intervento
pubblico a sostegno dell’economia, la lotta alla disoccupazione, una riforma
della Banca europea che le consenta di prestare denaro con interessi bassi direttamente
agli stati in difficoltà, un’equa rinegoziazione del debito per gli stati in
crisi, la tassazione delle attività imprenditoriali offshore. Tutto in piena
sintonia con quanto da sempre sostiene il PRC e con il processo di costruzione
di un grande fronte antiliberista e anticapitalista nazionale ed europeo. Per
queste ragioni il PRC intende impegnarsi da subito nella costruzione di una
serie di iniziative pubbliche diffuse sul territorio della provincia al fine di
far conoscere la figura di Tsipras, il programma della Sinistra europea e i candidati
alla carica di parlamentari europei. Tali iniziative avverranno
contemporaneamente alla raccolta delle firme in favore della lista e
rappresenteranno un importante momento di condivisione e apertura verso la
società civile e i soggetti critici che la compongono, i movimenti di lotta e
le vertenze del lavoro presenti sul territorio, per un coinvolgimento quanto
più ampio e partecipato possibile di quell’ampia parte della società che
rifiuta l’austerity. Per info e adesioni per.tsipras.prclatina@gmail.commartedì 11 febbraio 2014
CONTRIBUTI SCOLASTICI OBBLIGATORI
L’ennesimo tentativo di farci pagare la loro crisi
I contributi alle scuole negli ultimi anni hanno assunto la forma di vere e proprie tasse che vanno pagate per usufruire del servizio di istruzione pubblica; introdotti negli ultimi anni ’90 al fine di finanziare le varie attività extracurriculari delle scuole, oggi sono lo strumento degli istituti di far pagare agli studenti e alle loro famiglie i tagli attuati dal Governo centrale. Solo nell’a.s. 2013/2014 il FIS (Fondo d’Istituto) erogato dallo stato alle scuole per il loro sostentamento è stato dimezzato rispetto all’anno precedente. Tutti avranno notato che al diminuire dei fondi stanziati per l’istruzione pubblica corrisponde quasi sempre un aumento dei contributi richiesti dalle scuole. Se nei primi anni della sua esistenza l’entità del contributo era in media di 35'000 Lire, oggi in alcune scuole è arrivato a toccare anche i 150€.
I GIOVANI COMUNISTI, in piena sintonia con la linea adottata dalla consulta studentesca della provincia di Latina, lanciano una campagna di boicottaggio dei contributi scolastici, in difesa della scuola pubblica e gratuita per tutti e contro le politiche di massacro dettate dai governanti e dall’UE; vi ricordiamo quali sono le tasse scolastiche realmente legittime:
Tassa di iscrizione. È esigibile all'atto dell'iscrizione, vale per l'intera durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all'Erario. L'importo è di 6,04 euro.
Tassa di frequenza. Deve essere corrisposta ogni anno e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile (decreto ministeriale Finanze 16.09.1954). La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L'importo è di 15,13 euro.
Tassa di esame. Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). Il pagamento non è rateizzabile (art. 3 decreto ministeriale Finanze 16.09.1954).
Tassa di diploma. La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L'importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica. Per la tassa di diploma non è prevista la concessione di esonero per motivi di merito, ma solo quella per motivi economici o di appartenenza a speciali categorie (circolare ministeriale 15.05.1987, n. 146).
Tassa di frequenza. Deve essere corrisposta ogni anno e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile (decreto ministeriale Finanze 16.09.1954). La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L'importo è di 15,13 euro.
Tassa di esame. Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). Il pagamento non è rateizzabile (art. 3 decreto ministeriale Finanze 16.09.1954).
Tassa di diploma. La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L'importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica. Per la tassa di diploma non è prevista la concessione di esonero per motivi di merito, ma solo quella per motivi economici o di appartenenza a speciali categorie (circolare ministeriale 15.05.1987, n. 146).
Per chiunque fosse intenzionato a intraprendere il boicottaggio delle tasse illegittime o per chi volesse contribuire suggerendo proposte politiche e forme di lotta efficaci da attuare insieme è previsto il supporto informativo e legale presso lo sportello “linea rossa” aperto tutti i giovedì dalle 17:00 alle 19:00 in via dell'indipendenza 262 a Gaeta.
Giovani Comunisti Gaeta
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