"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

giovedì 24 aprile 2014

Le comuniste ed i comunisti con Tsipras contro l’Europa delle banche

Alle prossime europee il PRC sostiene la lista “L’Altra Europa con Tsipras”, unico cartello elettorale che si pone in alternativa alle politiche filo-BCE dei governi a guida PD e PDL e per contrastare le derive reazionarie delle destre fasciste e nazionaliste. Questa lista è stata possibile dopo la proposta di Rifondazione Comunista di candidare Tsipras al centro di un polo della sinistra alternativa e grazie al raggiungimento di oltre 220 mila sottoscrittori che sancisce che la mobilitazione generosa delle compagne e dei compagni del nostro partito che insieme agli altri sostenitori hanno raggiunto un importante primo risultato, affatto scontato. Il governo Renzi-Alfano ha già dichiarato la sua fedeltà assoluta ai dettami della Troika e la prosecuzione delle politiche di austerità col rispetto dei rigidi vincoli e parametri della UE.
Già i due precedenti esecutivi delle larghe intese (Monti e Letta), in nome del risanamento del debito imposto dalla BCE, ci hanno lasciato il Fiscal Compact (20 anni di tagli alle spese pubbliche per 50mld di euro l’anno), hanno cancellato il diritto a una pensione dignitosa e hanno manomesso l’art.18 per consentire alle imprese una maggiore facilità di licenziamento.

Mentre si parla di dare 80 euro in busta paga solo ai lavoratori dipendenti con un salario inferiore ai 1.500 euro, si bloccano fino al 2020 i già fermi rinnovi dei contratti per i dipendenti pubblici, si tagliano pesantemente i trasferimenti agli enti locali, si aboliscono le Province, si propone la legge elettorale più antidemocratica della Storia della Repubblica e si decide per l’abrogazione del Senato.

La precarizzazione permanente dei rapporti di lavoro, la destrutturazione e privatizzazione degli ammortizzatori sociali (cassintegrazione ecc…) sono i prossimi passi annunciati da Renzi col Jobs Act che porteranno a negare ogni prospettiva di un futuro dignitoso per milioni di lavoratrici e lavoratori, giovani precari e disoccupati nel nostro paese così come già avviene in paesi come la Grecia e il Portogallo.

Questi provvedimenti, insieme al Piano Casa con la vendita del patrimonio pubblico e la negazione delle residenze per le occupazioni a scopo abitativo, sono un ulteriore trasferimento coatto di ricchezza dalle tasche dei lavoratori e delle loro famiglie alle casse di banche e imprese.


Tutto questo è l’Europa delle banche e dei padroni che ce lo chiede!


È necessario costruire in Italia come in tutto il continente una grande mobilitazione contro le politiche economiche e finanziarie dell’Unione Europea, nel nome della democrazia e dell’uguaglianza sociale, del diritto a un lavoro e ad un’abitazione dignitosa per tutti. Bisogna combattere i governi dell’austerità che eseguono i diktat della Troika, come il governo Renzi in Italia, siano essi di larghe intese, di centro destra o di centro sinistra. Queste politiche regressive, infatti, stanno ridando fiato in tutta Europa alle destre fasciste e reazionarie, mentre la stessa Unione Europea, in stretta unità con la Nato, sostiene un golpe vero e proprio in Ucraina che ha messo al potere anche le forze neonaziste.


Antifascismo e lotta contro le politiche ed i governi di UE-BCE-FMI vanno di pari passo.


Occorre costruire un ampio e duraturo movimento di lotta e disobbedienza contro i diktat della BCE e i vincoli euro-monetaristi che stanno strozzando milioni di lavoratori, di giovani precari, di disoccupati e di pensionati a basso reddito.

Per fare questo non servono nuovi soggetti politici che ambiscano a fare la “sinistra” del centrosinistra sempre più puntello in Italia e in Europa delle politiche della BCE.

Al contrario come in Grecia, in Francia o in Portogallo la contrapposizione alle linee politico-economiche dei partiti del PSE sono la condizione per darsi un profilo realmente alternativo e per la crescita di una forte coalizione della sinistra antiliberista ed anticapitalista che chiuda la strada ai rigurgiti delle risposte nazionaliste. Questo è possibile ponendo su un piano di solidarietà internazionale la lotta per un’alternativa di sistema che non può esistere dentro i rigidi vincoli monetaristi del sovra-nazionalismo finanziario della BCE.

I comunisti e le comuniste non sono né nazionalisti né “europeisti”, ma internazionalisti!

Per favorire la ricomposizione di questo ampio fronte di resistenza politica e sociale all’austerity, i compagni e le compagne del PRC sostengono da comunisti questi obiettivi nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”. Vogliamo portare una voce delle lotte nelle aule del Parlamento Europeo per gridare la nostra opposizione alle politiche di massacro sociale e ai meccanismi di dominio del capitale finanziario quali MES, Six Pack, Two Pack, TTIP e tutti i trattati capestro decisi nelle commissioni europee e avallati dalla UE. Per questi motivi chiediamo di appoggiare una candidatura autorevole che faccia sentire la presenza dei comunisti e delle comuniste dagli scranni del GUE-NGL (la sinistra nel parlamento europeo) e che si opponga alle politiche dei governi liberisti tanto del PPE che del PSE (di cui fa parte il PD), indicando un’alternativa netta al modello dominante e contrastando l’avanzata delle destre fasciste e reazionarie.

Nella circoscrizione del Centro Italia sosteniamo il compagno Fabio Amato, impiegato metalmeccanico a tempo determinato in una piccola fabbrica umbra e membro dell’Esecutivo internazionale del Partito della Sinistra Europea all’interno del GUE dove comunisti e soggetti della sinistra alternativa possono imporre nel panorama politico europeo e internazionale la voce delle classi subalterne e del conflitto sociale. 



Senza nessuna ambiguità: per Fabio Amato nella lista “L’Altra Europa con Tsipras”, al Parlamento Europeo nel GUE, in alternativa a PPE e PSE, contro le politiche liberiste della troika UE-BCE-FMI!

mercoledì 23 aprile 2014

Il 25 Aprile sempre!

Il 25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si batterono soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale che il fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo l'eredità della Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo. L'intera Europa è percorsa da disegni autoritari e dominata dall'1% di padroni e di banchieri che succhiano sempre più avidamente il sangue del 99% della popolazione, rappresentato dalle classi lavoratrici. Una dittatura comparabile per molti aspetti a quella che combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato italiano e l'UE sono gli esecutori materiali delle politiche di austerità e massacro sociale volute dai colossi della finanza mondiale e dalle potenze imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.

OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!


Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
Il 25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si batterono soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale che il fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo l'eredità della Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo. L'intera Europa è percorsa da disegni autoritari e dominata dall'1% di padroni e di banchieri che succhiano sempre più avidamente il sangue del 99% della popolazione, rappresentato dalle classi lavoratrici. Una dittatura comparabile per molti aspetti a quella che combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato italiano e l'UE sono gli esecutori materiali delle politiche di austerità e massacro sociale volute dai colossi della finanza mondiale e dalle potenze imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.

OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!


Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
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mercoledì 9 aprile 2014

Venerdì 11 Aprile: cena, presentazione e proiezione del docufilm Target Iran con Fulvio Grimaldi

Venerdì 11 Aprile il giornalista Fulvio Grimaldi presenta a Gaeta il suo ultimo film documentario. L’incontro con Grimaldi si terrà presso il circolo PRC "Mariano Mandolesi" in Via Indipendenza 262 a Gaeta. L’iniziativa prevede alle 20:00 una cena sociale a sottoscrizione, e alle 21:30 la proiezione del docufilm “Target Iran”, accompagnata dall’introduzione e i successivi commenti dell’autore.
Fulvio Grimaldi è un giornalista con una lunga esperienza in fatto di reportage dai fronti di guerra e di conflitto sparsi per il globo. La sua carriera è da sempre dedicata alla cronaca internazionale di lotte popolari e resistenze anti imperialiste. Per questo motivo il suo curriculum da Reporter è quasi unico nel panorama italiano, e di grande spessore nel panorama giornalistico internazionale. È stato l’unico testimone italiano della strage di Derry del 1972 (Bloody Sunday), che ebbe modo di documentare ampiamente.
L'iniziativa fa parte della serie di docufilm proiettati nei mesi di Febbraio, Marzo e Aprile presso il circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta; tutti dello stesso autore, affrontano il tema della guerra imperialista, dalla Palestina, alla Iugoslavia, passando per la Libia, le primavere Arabe e il Sud America. Anche stavolta Grimaldi si cimenta con un paese “nel mirino”, appunto quell'Iran definito “stato canaglia”, da anni minacciato di rappresaglie da Stati Uniti, Israele e altre potenze occidentali. In questo ultimo lavoro Grimaldi compie lo sforzo di raccontare le condizioni di vita e le relazioni geopolitiche del popolo e dello stato iraniano senza utilizzare parametri moralisti eurocentrici. Attraverso le interviste, le riprese sul posto e la ricostruzione della storia economico-politica del paese, l’autore ricerca una verità altra, vissuta nel contatto con i veri protagonisti, i cittadini e attraverso i luoghi che sono stati sito di una storia straordinaria di quasi tre millenni, partendo da Ciro il Grande e compiendosi con la rivoluzione islamica di Khomeini.
Profondo conoscitore della storia contemporanea del mondo arabo, Grimaldi offrirà testimonianze e analisi sulla “questione Iran” diverse da quelle proposte dai media tradizionali.Si tratta di un appuntamento da non perdere per tutti i curiosi e gli amanti della buona informazione, della storia e della politica internazionale.

martedì 8 aprile 2014

12 aprile, Roma: rompiamo la gabbia dell’Unione Europea!

Il prossimo 12 aprile la città di Roma ospiterà una manifestazione nazionale delle forze anticapitaliste e dei movimenti per i diritti sociali e contro il governo Renzi, la Troika e le politiche di austerità. È necessario costruire in Italia come in tutta Europa una grande mobilitazione contro il potere economico e tecnocratico dell'Unione Europea, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Bisogna combattere i governi dell’austerità siano essi di centro destra o di centro sinistra, che eseguono i diktat della Troika, come il governo Renzi in Italia. La politica di questi governi in tutta Europa sta ridando spazio alle forze neofasciste, mentre la stessa Unione Europea in stretta unità con la Nato sostiene il nuovo governo dell'Ucraina, del quale fanno parte forze neonaziste. Antifascismo e lotta contro le politiche, i governi e il potere dell’Unione europea vanno di pari passo. Il Circolo PRC "Mariano Mandolesi" pertanto aderisce insieme ai comitati per la ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un lavoro utile e dignitoso, e invita a partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e gli operai delle fabbriche in crisi,, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, consapevole del fatto che la manifestazione del 12 aprile rappresenta un punto di partenza: occorre infatti costruire un ampio e duraturo movimento di lotta anticapitalista contro il semestre italiano di guida della Unione Europea. In Spagna milioni di persone sono scese in piazza, è ora che anche in Italia si sviluppi un movimento democratico che abbia come obiettivo il rovesciamento dell’oligarchia tecnocratica e finanziaria dell’UE e la rottura dei Trattati, dal fiscal compact a quello di Maastricht, che la legittimano.


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mercoledì 26 marzo 2014

Lazio. Giù le mani dai fondi europei: Venerdi sciopero e manifestazione regionale


Roma, corteo da Stazione metro San Paolo alla Giunta regionale del Lazio – ore 10.00


La Giunta Zingaretti ha varato le linee guida sull’utilizzo della nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 e sta chiedendo al Consiglio regionale di approvarle senza aver consultato i cittadini, come richiesto dal Codice di condotta europeo sul partenariato del 7 gennaio 2014.

“É una vera presa in giro – dichiara Guido Lutrario, della Federazione USB di Roma e Lazio – hanno già deciso come ripartire i Fondi tra i vari obiettivi si preparano alla solita pagliacciata di fingere di ascoltare i cittadini su temi che invece riguardano tutta la collettività. Sono mesi che stiamo chiedendo di conoscere come la Regione intenda rispettare il Codice di condotta in tema di partecipazione e riscontriamo solo reticenza e parole fumose”.

“Il vero punto debole della gestione dei Fondi nel Lazio – continua Lutrario – è stata proprio l’opacità che ha garantito corruzione e inefficienza. Le precedenti amministrazioni hanno controllato l’uso di tali fondi all’interno di una pesante connivenza tra il sistema delle imprese e i sindacati concertativi. Una vera porcheria che deve finire. Ma nel documento licenziato dalla Giunta Zingaretti non c’è alcun segnale forte di discontinuità, né nel metodo né nei contenuti”.

“La giunta Zingaretti, per esempio, non ha indicato di quanto vuole ridurre la povertà e i bassi redditi, fornendo solo obiettivi in modo generico. In realtà – osserva l’esponente USB - dal testo della Giunta viene fuori l’ideologia neoliberista che muove i nostri amministratori. Le uniche vere destinatarie dei Fondi sono le imprese private, alle quali è possibile aggiungere il solo mondo del terzo settore. Il pubblico rimane a svolgere una funzione appena residuale in tutti i settori, dalla formazione all’istruzione, dai trasporti alla sanità alla ricerca. Anche nel campo dei servizi per l’impiego c’è una evidente propensione a favorire i servizi privati, fingendo di non vedere i ripetuti fallimenti delle strategie di incontro tra offerta e domanda che hanno caratterizzato fin qui questi servizi”.

USB Unione Sindacale di Base

Per il Sud Pontino sono previsti Pullman gratuiti che partiranno da Formia alle 6:00, per informazioni e prenotazioni contattateci a circolomarianomandolesi@gmail.com

Vicenda “mense scolastiche”: un po' di chiarezza

Il PRC Gaeta non accetta“bavagli” e denuncerà sempre i silenzi e le risposte insufficienti di Mitrano 



A seguito di un nostro comunicato stampa pubblicato su “Telefree.it”, la Società EP SPA, affidataria del servizio mense scolastiche delle elementari e medie di Gaeta, ci ha inviato una diffida a rimuovere il contenuto dell'articolo da tale sito internet, del quale non siamo né proprietari né amministratori, e pubblicare una rettifica. Sentiamo a questo punto l'esigenza di far chiarezza sul vero intento del nostro comunicato messo sotto accusa e ribadirne lo scopo. Premettendo che la natura più schiettamente politica dell'articolo in questione può richiedere un linguaggio diretto, che a quanto pare è stato mal recepito, cercheremo di chiarire ulteriormente la nostra posizione in quanto forza politica, ribadendo, inoltre, che rimarrà sempre nostro indeclinabile dovere lo svolgere una funzione di controllo sugli atti amministrativi e le politiche attuate, chiedendo conto di come vengono gestiti i servizi di pubblica utilità quale, nella fattispecie, la mensa scolastica, e avanzando proposte e se necessario critiche. Diversi cittadini ci avevano già segnalato la qualità a loro avviso scadente delle vivande somministrate agli studenti e il fatto che le pietanze fossero spesso servite fredde. Abbiamo appurato tra le cause la distanza delle cucine dal luogo di somministrazione, considerando tale scelta poco oculata, e di questo abbiamo parlato. Tra i nostri insindacabili compiti inoltre rimane e rimarrà sempre pure l'attenzione costante nei riguardi delle possibile infiltrazioni malavitose all'interno del nostro territorio, già notoriamente sensibile a tale fenomeno. E' cosa nota che l'affidamento di lavori e servizi pubblici per mezzo di gare di appalto sia uno dei canali preferenziali della criminalità organizzata, perciò ci sembra in linea con il nostro impegno politico focalizzare l'attenzione pubblica su possibili zone d'ombra e sollecitare l'amministrazione comunale, e chi di dovere, a dissolvere ogni dubbio. Sottolineiamo ancora che la critica rivolta riguarda le modalità con cui è stato prolungato l’affidamento senza ulteriore gara d’appalto attraverso una procedura che, seppur non illegale nella forma, a nostro avviso non fornisce piene garanzie. Considerazione questa niente affatto peregrina se persino l'associazione contro le illegalità e le mafie "Antonino Caponnetto” ha avanzato al Prefetto di Latina (come risulta da un comunicato del 17 marzo su Telefree) invito a chiarire se davvero tutti i bandi per concorsi, forniture di materiale e servizi ed appalti di opere pubbliche siano stati e siano trasmessi dal Comune di Gaeta alla prefettura come afferma il sindaco Mitrano. Abbiamo, oltre a ciò, raccolto elementi sulla stampa locale che ci hanno indotto a mettere in risalto, attraverso il nostro comunicato, le questioni apparentemente controverse riguardanti la società E.P.Spa. A quest'ultima, premettendo che avremo preferito che chiarisse la propria posizione a mezzo stampa esercitando il suo diritto di replica come di uso in questi casi, sentiamo di ribadire che non era nostra intenzione infangare il nome di nessuno e tanto meno strumentalizzare aziende e persone a fini politici (come sottolineato dall'avvocato della società E.P nel documento pervenutoci), ma piuttosto, come già più volte ripetuto, si voleva esortare l'Amministrazione comunale a fugare ogni tipo di sospetto in merito alle procedure adottate e i controlli effettuati sul servizio appaltato. Rispettiamo, quindi, il diritto di difesa della società E.P e recepiamo il materiale esibito in loro difesa, proponendo persino di renderlo pubblico per intero qualora lo richiedessero, ma nello stesso tempo difendiamo con forza il nostro dovere di forza politica di destare e portare a conoscenza ogni più piccolo dubbio. Il PRC Gaeta continua a ritenere l'Amministrazione comunale carente nella sua attività di contrasto del crimine in generale. Non e’ stata, ad esempio, considerata da Mitrano la nostra proposta di istituire un osservatorio comunale contro la criminalità organizzata, come richiesto anche da autorevoli associazioni, né di istituire un ente esterno di controllo sul porto. Non si è presa in considerazione la nostra proposta di istituire un’Azienda speciale pubblica per limitare tale rischio e avere uno strumento di controllo efficace sulla qualità e sui costi dei servizi erogati ai cittadini, oltre che produrre posti di lavoro locali e garantiti e incrementare le entrate nelle casse comunali. E abbiamo sempre chiesto di adottare la massima trasparenza nelle gare d’appalto e di ridurre al minimo procedure di emergenza e affidamenti diretti. Sono queste le critiche e le proposte che abbiamo sempre rivolto all’amministrazione Mitrano e che continueremo ad avanzare a nome della cittadinanza, ed è a questa condotta in generale della sua giunta che si riferiva il sottotitolo dell'articolo contestato, "Mitrano fa solo retorica senza contrastare la criminalità”.

lunedì 17 marzo 2014

Gaeta: Il 22 Marzo metti una firma per Tsipras.

Sabato 22 Marzo dalle 17:00 alle 20:00 i militanti del circolo PRC-Sinistra Europea "Mariano Mandolesi" di Gaeta saranno su corso Cavour con un primo banchetto di raccolta firme per la presentazione della Lista "Un’Altra Europa con Tsipras" alle prossime elezioni europee del 25 Maggio. Contro l'Europa dei padroni e delle politiche di austerità fortemente volute da PPE e PSE, la candidatura di Alexis Tsipras, leader della protesta greca, rappresenta l'unico vero voto di dissenso all’Europa odierna, alternativo sia al neoliberismo predicato dal PD, che al populismo e all'ambiguità del PDL e del M5S. Anche i Comunisti di Gaeta sono impegnati nel sostegno alla candidatura di Tsipras e alla sua lista attraverso la diffusione delle idee programmatiche che la contraddistinguono e la presentazione dei candidati comunisti presenti al suo interno. Tra questi spicca nella circoscrizione del Centro Italia il compagno Fabio Amato, impiegato metalmeccanico a tempo determinato in una piccola fabbrica Umbra e membro dell’ Esecutivo internazionale del Partito della Sinistra Europea, partito che unisce 30 formazioni politiche di sinistra e comuniste di tutto il continente, fra cui, oltre al PRC, la Linke tedesca, il PC francese e la spagnola Izquierda Unida e la greca Siryza. Ricordiamo ai cittadini di poter firmare anche presso gli uffici del Comune di Gaeta.

giovedì 13 marzo 2014

Cassino invasa: tutti in piazza contro Napolitano e le politiche di austerity.

Il 15 Marzo 2014 il Presidente della Repubblica Italiana verrà a Cassino per presenziare alla cerimonia celebrativa che si terrà in Piazza de Gasperi in occasione dell'anniversario del bombardamento che durante la seconda guerra mondiale rase al suolo l'intera città. Verrà a Cassino per fare la sfilata di consuetudine in cui si racconterà alla popolazione di come sia importante in questo momento “tirare la cinghia”, in attesa di tempi migliori!
Giorgio Napolitano è tra i principali responsabili del susseguirsi di governi "illegittimi" succedutisi negli ultimi anni: da Berlusconi a Monti, passando per Letta e oggi Renzi.
L'attivismo di Napolitano, orientato a quella che si dice essere la stabilità e la continuità, si è tradotta nei fatti in conservazione e in subordinazione alle politiche di austerity della Troika che puntano allo sfruttamento finanziario del Paese, al suo complessivo impoverimento, e all'aumento della disoccupazione.
I Circoli del Partito della Rifondazione Comunista di Formia e Gaeta aderiscono pertanto al presidio di protesta convocato per Sabato 15 Marzo alle ore 9:00 presso piazza 14 Febbraio a Cassino, e invitano a partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e gli operai delle fabbriche in crisi, i comitati per la ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un lavoro utile e dignitoso, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, e chiunque voglia manifestare la propria indignazione di fronte allo spettacolo che incombe: il 15 marzo disertiamo la parata di regime e scendiamo in strada per gridare forte che Giorgio Napolitano non ci rappresenta.






Circolo PRC “Mariano Mandolesi” di Gaeta
Circolo PRC "Enzo Simeone" di Formia
Comitato degli Inquilini per il diritto alla Casa di Gaeta

giovedì 6 marzo 2014

Il PRC Gaeta in piazza a sostegno del Piano per il lavoro e di Tsipras.

I militanti del circolo di Rifondazione Comunista “Mariano Mandolesi” di Gaeta saranno in piazza per promuovere il “Piano per il Lavoro” elaborato dal PRC. Venerdì 7 Marzo organizzano un banchetto informativo su Corso Cavour dalle ore 18 alle 20. La proposta di legge su iniziativa popolare intende approdare nelle aule del Parlamento per costringere chi si occupa di tutt’altro a parlare di disoccupazione, diminuzione dell’orario lavorativo, condizioni salariali, riconversione industriale a sostegno dell’ecologia ed esprimersi in merito di fronte al paese. Proposta quanto mai importante in un momento in cui i diktat dell’Europa e delle banche, supportati dai governi di larghe intese e a livello locale dalla destra di Mitrano, sembrano l’unica bussola cui solo la candidatura di Alexis Tsipras alle prossime europee può costituire un argine politico concreto. Per questo il PRC invita tutti i cittadini a recarsi quanto prima presso l’ufficio elettorale del comune di Gaeta a sottoscrivere con firma autenticata la campagna, visto che si avvicina lo scadere per la consegna dei moduli. Un obiettivo concreto che insieme possiamo raggiungere. Il Piano per il Lavoro vuole creare almeno un milione e mezzo di posti di lavoro in tre anni, iniziando a dare una risposta ai 3milioni e 140 mila disoccupati, ai tre milioni di persone che un lavoro lo vorrebbero ma non lo cercano perché pensano che sia impossibile trovarlo, ai 520mila lavoratrici e lavoratori in cassa integrazione a zero ore e vuole farlo redistribuendo la ricchezza anche attraverso la tassazione dei grandi patrimoni. Pone il tema strategico della riduzione dell’orario di lavoro settimanale e nell’arco della vita, perseguendo l’obiettivo delle 32 ore settimanali e della radicale rimessa in discussione della controriforma delle pensioni. Propone il salario orario minimo da definirsi sulla base dei minimi contrattuali per tutte le prestazioni lavorative, lavoro parasubordinato e stage compresi, perché ad uguale lavoro tornino a corrispondere uguali diritti e retribuzione, e istituisce il reddito minimo per chi un lavoro non ce l’ha, universalizzando garanzie e tutele in caso di disoccupazione. Rappresenta una proposta di nuovo intervento pubblico, per ricostruire una capacità di programmazione democratica dell’economia, dal credito alle politiche industriali, dalla conoscenza al welfare. Vuole essere un progetto di modello di sviluppo alternativo, per una riconversione ecologica e solidale dell’economia, capace di rispondere non solo alla crisi economica e sociale, ma a quella climatica e ambientale, dandosi gli obiettivi della riqualificazione e riconversione delle produzioni, della salvaguardia del territorio e della natura, dell’economia della conoscenza, della cura delle persone. Si può fare? Si può fare con un intervento che reperisca le risorse da chi si è arricchito in questi anni a scapito della maggioranza della popolazione: con una patrimoniale che colpisca la scandalosa concentrazione di ricchezza esistente in un paese in cui l’1% delle famiglie possiede lo stesso patrimonio del 60% meno abbiente, ripristinando una progressività reale del fisco, contrastando la grande evasione fiscale, tagliando le spese per la guerra e quelle per le grandi opere inutili. Si può fare, dicendo no al Fiscal Compact e alle politiche che stanno aggravando la crisi, distruggendo la società e la democrazia in Italia ed in Europa.

mercoledì 5 marzo 2014

CENAFORUM RESISTENTE Marzo-Aprile con Fulvio Grimaldi

Fulvio Grimaldi è un giornalista che nell'arco dei suoi 40 anni di carriera ha lavorato per la radio (BBC di Londra), per varie testate giornalistiche (Paese Sera, Giorni-Vie nuove, Abc), e dal 1986 alla RAI, soprattutto come inviato di guerra.
Nel marzo 1999, in polemica per la guerra alla Jugoslavia, ha lasciato la tv di Stato ed è passato a Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista. Qui ha gestito una rubrica chiamata "Mondocane" (parola che in seguito sarà il titolo di un suo libro) fino a quando non è stato allontanato dal quotidiano, nel maggio 2003, subendo un licenziamento a causa di contrasti politici, essendosi trovato in dissidenza con la linea di partito relativamente ad alcune questioni internazionali (Iraq, Palestina, Cuba e Jugoslavia); ha successivamente vinto la causa di lavoro contro il licenziamento subìto.
Ha poi lavorato all'autoproduzione di video-documentari su crisi globali e guerre, occupandosi quindi di politica internazionale: spiccano in particolare le sue posizioni filopalestinesi ed a favore dei processi di integrazione atto nell'America Latina. Inoltre è stato l'unico testimone italiano della strage di Derry del 1972 (Bloody Sunday), che ebbe modo di documentare ampiamente.
Si è occupato molto della ex-Jugoslavia, rimproverando una visione unilaterale da parte dell'informazione "ufficiale", da lui ritenuta antiserba e filocroata.
Si è anche occupato di ambiente: degni di nota i suoi servizi su Rai 3 - anche per la trasmissione Meteo3, condotta in alternanza con Liliano Frattini - in cui appariva accompagnato dal suo onnipresente cane, un bassotto di nome Nando.
È da ricordare anche una sua partecipazione come attore cinematografico, in un cameo nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, del 1970, in cui interpretava il ruolo di Patané, un giornalista del quotidiano Paese Sera. È apparso poi due anni dopo anche nel film di Paolo Cavara Los amigos.

lunedì 3 marzo 2014

Il Comitato degli Inquilini per il Diritto alla Casa di Gaeta risponde all’appello dell’UPPI sul Canone di affitto Concordato.

Il Comitato degli Inquilini per il Diritto alla Casa di Gaeta prende atto dell’appello avanzato dall’UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari) a mezzo stampa, per chiedere all’Amministrazione comunale l’istituzione di un tavolo che conduca alla definizione di un Canone di Affitto Concordato. Come è noto il nostro Comitato si batte fin dalla sua nascita per un provvedimento di questo genere e per promuoverlo ha condotto diverse campagne e iniziative di lotta. Anche a seguito di queste mobilitazioni perfino il Sindaco Mitrano ha più volte parlato del tema pubblicamente, senza però far seguire finora alcun atto concreto in merito. Ora che anche la rappresentanza dei proprietari pone la questione non dovrebbero esserci ostacoli all’avvio rapido di un confronto serrato e produttivo al riguardo. E’ evidente come l’aumento impressionante delle tasse comunali già constatato e l’entrata in vigore della famigerata IUC rendano più invitante che in passato la prospettiva di sgravi per i proprietari, soprattutto a seguito delle ultime dichiarazioni di Mitrano che già afferma di voler applicare il massimo delle aliquote anche sulle prime case. A questo si aggiungano le già cospicue esenzioni fiscali previste dalla Cedolare Secca per chi aderisce al canone concordato, che probabilmente saranno aumentate, e la non trascurabile campagna intrapresa dal nostro Comitato per invitare i cittadini a denunciare i numerosi affitti in nero, finora considerati la forma di rendita comunque più sicura e remunerativa. C’è da considerare inoltre la diminuzione della presenza numerica degli americani, disposti in passato a pagare cifre importanti mantenendo i prezzi alti e la crisi del turismo che ha colpito il mercato degli affitti stagionali, oltre alla disponibilità sempre maggiore di strutture recettive alternative quali i B&B. Tutti questi elementi hanno sicuramente influito nel determinare una presa di posizione inaspettata che reputiamo comunque positiva, alla luce del disinteresse o dell’ostilità mostrate in passato da molti proprietari sul tema. E’ tuttavia necessario fin da adesso puntualizzare alcune cose. Il canone concordato non deve rappresentare solo un mezzo strumentale per condurre i proprietari a consistenti sgravi, ma deve comportare una contropartita di eguale valore per gli inquilini che hanno pagato per decenni canoni esorbitanti e completamente slegati dal valore catastale degli immobili, tenendo conto della crisi che imperversa e dei gravi danni già recati alla nostra comunità dall’indisponibilità di immobili a prezzi accessibili, che ha contribuito a produrre un costante spopolamento di Gaeta. Alla luce di questi elementi il canone dovrà regolare prezzi sicuramente molto più bassi rispetto al misero 20% o 30% in meno alle cifre attuali di cui parla l’UPPI e dovrà garantire gli inquilini per un periodo abbastanza lungo. Basta fare un paragone con alcuni centri limitrofi per renderci conto del fatto che i canoni attuali sono circa il doppio, se non oltre, di un valore di mercato sostenibile a livello sociale. Alla luce di queste considerazioni comunque intendiamo confrontarci serenamente e nel merito prendendo anche ad esempio le soluzioni trovate da altri comuni più avanzati e sensibili sulla questione degli affitti. Convinti del fatto che un tavolo senza controparti non avrebbe alcun valore né significato rispondiamo quindi all’appello dell’UPPI chiedendo all’Amministrazione comunale di convocarci per rappresentare i bisogni e le proposte degli inquilini di Gaeta e a tal fine indichiamo il recapito il seguente indirizzo di posta elettronica comitatocasagaeta@gmail.com, ricordando in ogni modo che il Comitato riceve gli inquilini ogni giovedì presso la sua sede in via indipendenza 262.


Comitato degli inquilini per il diritto alla casa - Gaeta

domenica 2 marzo 2014

AFFIDAMENTO MENSE GAETA: IL PRC DENUNCIA UNA VICENDA VERGOGNOSA

Mitrano fa soltanto retorica senza contrastare la criminalità


Da settimane in città si susseguono lamentele e preoccupazioni dei genitori riguardo al servizio di refezione scolastica. È bene ricordare che da quest’anno l’Amministrazione Mitrano ha deciso di affidare (SENZA ALCUNA GARA) alla “E. P. S. p. A” il servizio di fornitura alle mense delle scuole elementari e medie. L’affidamento con questa modalità è stato reso possibile in virtù del costo iniziale, ben inferiore ai 150000 euro cui è lievitato per coprire il servizio fino a Maggio. Per questa cifra è obbligatoria una gara d’appalto e la presentazione di un certificato antimafia. Le polemiche però non si fanno attendere, molti studenti e genitori iniziano a lamentare il fatto che la qualità dei pasti serviti sia molto scadente, inoltre la EP s.p.a. cucina i pasti nella sua sede della vicina città di Fondi e così per forza di cose gli alunni consumano il pasto già freddo. Al generale malcontento è seguita poi la richiesta di un gruppo di genitori di avere un incontro con il Sindaco mai tenutosi (alla faccia della trasparenza e della democrazia partecipata). Subito dopo è arrivata la replica dell’Assessore Sabina Mitrano che dopo essersi recata nel punto cottura ubicato a Fondi, ha affermato: “è stato fatto un sopralluogo nella cucina di Fondi, i prodotti utilizzati sono di buona qualità”. A pochi giorni dalle affermazioni della Mitrano volte a rassicurare la cittadinanza, un reportage giornalistico ha portato alla luce nuovi particolari sulla vicenda e la società affidataria: oltre ai dubbi sul rispetto delle norme igieniche, la EP spa risulta non aver presentato alcun certificato antimafia. Dalla stessa inchiesta giornalistica si apprende che la EP e chi la amministra sono da anni saltati all’onore delle cronache per appalti sospetti, sanzioni per somministrazione di cibo avariato, presunti rapporti con la criminalità organizzata oggetto di indagini e interrogazioni parlamentari, un’interdizione antimafia secondo la sentenza del Tar della Campania del 2003.
Il PRC Gaeta ha sempre sollevato la questione della lotta alla criminalità e anche per questo ha chiesto invano che venisse istituito un osservatorio permanente contro le mafie. Per la stessa ragione abbiamo proposto che venisse invertita la tendenza di privatizzazione di strutture e servizi, tramite l’istituzione di un’ AZIENDA SPECIALE multi servizi a gestione completamente pubblica, che potrebbe occuparsi anche del servizio mense. Oltre a scongiurare la possibilità di infiltrazioni criminali questa scelta comporterebbe un risparmio per i cittadini, un beneficio per le casse comunali, creerebbe condizioni salariali e occupazionali migliori a livello locale e un miglior controllo sulla qualità dei servizi. Ma quella della mensa è purtroppo solo l’ultima di una serie di vicende poco chiare e di scelte infelici che hanno visto protagonista quest’Amministrazione, la quale sembra agire con l’unico fine di favorire privati e potentati locali. Perfino il diritto alla salute, all’abitare, allo studio, al lavoro e ad avere un’esistenza dignitosa divengono sempre più merce di scambio in un’ottica clientelare. Se la trasparenza e la volontà politica, non la vuota retorica, sono gli unici veri argini contro il dilagare di corruzione e criminalità è doveroso chiedersi come vengano spesi i nostri soldi dagli attuali amministratori di Gaeta, con quali metodi, nelle tasche di chi finiscano e con quale ritorno per la cittadinanza. Per questo ci rivolgiamo a tutti coloro che sono stanchi di stare a guardare come la Giunta Mitrano stia svendendo la nostra città sperperando danaro pubblico in operazioni di facciata, senza dare alcuna risposta ai veri problemi della nostra comunità e delle fasce più deboli. Per denunciare questi e altri problemi e suggerire forme di lotta da attuare insieme il PRC Gaeta ricorda ai cittadini di aver messo a loro disposizione “Linea Rossa” per contattarci ogni giovedì dalle 17 alle 19 presso la nostra sede in via indipendenza 262, oppure attraverso la nostra buca delle lettere o l’email: linearossa@activist.com

domenica 16 febbraio 2014

RIFONDAZIONE COMUNISTA – SINISTRA EUROPEA: SOSTEGNO A TSIPRAS IN PROVINCIA DI LATINA

La Federazione del PRC-SE di Latina ha accolto con soddisfazione ed entusiasmo la candidatura di Alexis Tsipras, leader del partito greco Syriza, alla guida della lista che rappresenterà anche in Italia le istanze della Sinistra Europea e del gruppo parlamentare del GUE. Non a caso questa candidatura è stata proposta per prima proprio da Rifondazione Comunista, il cui ruolo è stato fondamentale nella creazione della stessa Sinistra Europea, di cui il PRC è rappresentante in Italia fin dal momento in cui contribuì a fondarla nel 2004. Una candidatura ed un programma in netta contrapposizione con il modello di Europa liberista e a due velocità disegnato da Troika e BCE comprimendo i diritti dei lavoratori e i loro salari, tagliando i servizi pubblici, privatizzando i beni comuni, privando gli Stati della propria sovranità nazionale e acuendo sempre più la crisi in una spirale senza fine. Una candidatura e un programma che si contrappongono nettamente tanto al Partito Popolare europeo e ai liberal-democratici quanto al PSE di Schulz, corresponsabili delle politiche di rigore e sacrifici finora adottate. Una candidatura e un programma che pongono l’accento su punti essenziali quali la revisione drastica dei trattati vigenti, la fine immediata dell’austerità, l’intervento pubblico a sostegno dell’economia, la lotta alla disoccupazione, una riforma della Banca europea che le consenta di prestare denaro con interessi bassi direttamente agli stati in difficoltà, un’equa rinegoziazione del debito per gli stati in crisi, la tassazione delle attività imprenditoriali offshore. Tutto in piena sintonia con quanto da sempre sostiene il PRC e con il processo di costruzione di un grande fronte antiliberista e anticapitalista nazionale ed europeo. Per queste ragioni il PRC intende impegnarsi da subito nella costruzione di una serie di iniziative pubbliche diffuse sul territorio della provincia al fine di far conoscere la figura di Tsipras, il programma della Sinistra europea e i candidati alla carica di parlamentari europei. Tali iniziative avverranno contemporaneamente alla raccolta delle firme in favore della lista e rappresenteranno un importante momento di condivisione e apertura verso la società civile e i soggetti critici che la compongono, i movimenti di lotta e le vertenze del lavoro presenti sul territorio, per un coinvolgimento quanto più ampio e partecipato possibile di quell’ampia parte della società che rifiuta l’austerity.  Per info e adesioni per.tsipras.prclatina@gmail.com

martedì 11 febbraio 2014

CONTRIBUTI SCOLASTICI OBBLIGATORI

 L’ennesimo tentativo di farci pagare la loro crisi


I contributi alle scuole negli ultimi anni hanno assunto la forma di vere e proprie tasse che vanno pagate per usufruire del servizio di istruzione pubblica; introdotti negli ultimi anni ’90  al fine di finanziare le varie attività extracurriculari delle scuole, oggi sono lo strumento degli istituti di far pagare agli studenti e alle loro famiglie i tagli attuati dal Governo centrale. Solo nell’a.s. 2013/2014 il FIS (Fondo d’Istituto) erogato dallo stato alle scuole per il loro sostentamento è stato dimezzato rispetto all’anno precedente. Tutti avranno notato che al diminuire dei fondi stanziati per l’istruzione pubblica corrisponde quasi sempre un aumento dei contributi richiesti dalle scuole. Se nei primi anni della sua esistenza l’entità del contributo era in media di 35'000 Lire, oggi in alcune scuole è arrivato a toccare anche i 150€. 
I GIOVANI COMUNISTI, in piena sintonia con la linea adottata dalla consulta studentesca della provincia di Latina, lanciano una campagna di boicottaggio dei contributi scolastici, in difesa della scuola pubblica e gratuita per tutti e contro le politiche di massacro dettate dai governanti e dall’UE; vi ricordiamo quali sono le tasse scolastiche realmente legittime:
Tassa di iscrizione. È esigibile all'atto dell'iscrizione, vale per l'intera durata del ciclo, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all'Erario. L'importo è di 6,04 euro.
Tassa di frequenza. Deve essere corrisposta ogni anno e può essere rateizzata, con pagamento della prima rata ad inizio d'anno e delle altre nei mesi di dicembre, febbraio ed aprile (decreto ministeriale Finanze 16.09.1954). La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l'alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. In caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad altro statale, il pagamento è riconosciuto valido dalla nuova scuola. L'importo è di 15,13 euro.
Tassa di esame. Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria superiore al momento della presentazione della domanda per gli esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). Il pagamento non è rateizzabile (art. 3 decreto ministeriale Finanze 16.09.1954).
Tassa di diploma. La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. L'importo è di 15,13 euro, per il rilascio del diploma di maturità delle scuole superiori e per quello dei conservatori di musica. Per la tassa di diploma non è prevista la concessione di esonero per motivi di merito, ma solo quella per motivi economici o di appartenenza a speciali categorie (circolare ministeriale 15.05.1987, n. 146).

Per chiunque fosse intenzionato a intraprendere il boicottaggio delle tasse illegittime o per chi volesse contribuire suggerendo proposte politiche e forme di lotta efficaci da attuare insieme è previsto il supporto informativo e legale presso lo sportello “linea rossa” aperto tutti i giovedì dalle 17:00 alle 19:00 in via dell'indipendenza 262 a Gaeta.

Giovani Comunisti Gaeta

martedì 21 gennaio 2014

LINEA SINDACALE DEL “PRC – FEDERAZIONE DI LATINA” IN VISTA DEL CONGRESSO NAZIONALE DELLA CGIL

La provincia di Latina vive da tempo una profonda crisi occupazionale dei settori manifatturieri e produttivi in generale. Questa congiuntura negativa persistente è oramai di assodato carattere strutturale ed è aggravata dagli attacchi al settore pubblico e dei beni comuni, oltre che dalle politiche clientelari delle classi dirigenti, che erodono diritti e salari di lavoratori e lavoratrici. Si può affermare in tal senso che questa provincia è stata addirittura laboratorio politico per tali privatizzazioni selvagge a fronte di precarizzazione del lavoro, nel quadro di un indirizzo economico dettato dall'UE (si pensi ad esempio al caso di Acqualatina). Il dramma che però emerge più evidente è quello dei licenziamenti e delle chiusure delle fabbriche con tutte le sue conseguenze dannose per le famiglie e le collettività. In tutta la provincia di Latina si assiste a processi fallimentari di riconversione industriale, a dismissioni ed estromissioni assistite dal settore lavorativo. In un tale quadro, bisogna purtroppo constatare che il ruolo dei sindacati confederali durante le crisi di fabbrica o le vertenze in altri settori si è limitato il più delle volte a quello di co-gestori di tali processi, secondo una logica concertativa che ha teso a ridurre la conflittualità, indebolendo le posizioni dei lavoratori fino ad annientare spesso la loro coscienza di classe. Si è assistito da parte delle sigle confederali anche ad aperte avversioni a forme di occupazione ed autogestione delle fabbriche da parte degli operai a difesa del propri posti di lavoro, persino in casi come quello della Mancoop di Castelforte poi rivelatosi di successo per i lavoratori. Tutto ciò produce anche sfiducia verso i sindacati, soprattutto fra coloro che, rassicurati in un primo momento da improbabili tavoli concertativi e ammortizzatori vari, si sono poi ritrovati per strada senza più possibilità rivendicative o tutt'al più in un limbo di nuove condizioni contrattuali più precarie e incerte. D'altronde queste politiche sindacali non fanno che rispecchiare quelle nazionali portate avanti negli ultimi vent'anni, aggravate da una subalternità verso il centrosinistra e il Governo delle larghe intese, interprete a sua volta delle politiche di austerity europee. Proprio nel pieno di una crisi economica e occupazionale epocale, con scarse agitazioni e quant'altro immobilismo sindacale si è consentito invece la cancellazione dell'art.18 e la riduzione degli ammortizzatori sociali, i contratti nazionali e molti accordi aziendali sono stati peggiorativi soprattutto per i nuovi assunti, e tutte le manomissioni del sistema pensionistico pubblico sono state pure qui concordate o accettate da Cgil, Cisl e Uil. Manca insomma in questo grave momento storico un sindacato che sia contemporaneamente di massa , di classe e di lotta.

In quanto al Partito della Rifondazione Comunista, ad esso manca a sua volta un sindacato di riferimento e manca pure ad oggi una propria linea condivisa di intervento sindacale, condizione indispensabile per un radicamento nei luoghi di lavoro, necessaria per svolgere un ruolo politico nelle lotte, fondamentale per ricostruire il sindacalismo di classe. Molti nostri militanti e simpatizzanti, in provincia così come nel resto d'Italia, sono tesserati nelle varie sigle sindacali, sia confederali che di base, anche con ruoli dirigenziali. Pure a ragione di ciò, ma prima ancora per il ruolo politico che si reputa richiesto ad un partito comunista in questa fase di pesante arretramento e disaggregazione del Lavoro rispetto al Capitale, prevale oggi nella Federazione di Latina di Rifondazione Comunista la sensibilità verso quella necessità di un indirizzo sindacale comune per tutti i suoi iscritti ed elettori. Consapevoli delle differenze e particolarità territoriali di una provincia di per sé geograficamente disomogenea, e preso atto dei risultati parziali e gli arretramenti conseguiti da attitudini passate esclusivamente mutualistiche verso i lavoratori, si reputa ora di dover elaborare tale indirizzo per arrivare a pratiche vertenziali comuni di lotta, al fine di costruire e rafforzare un movimento sindacale unitario di tutti i comunisti ovunque organizzati in qualsiasi forma conflittuale, che siano essi all'interno della CGIL, dei sindacati di base o delle realtà autogestite.

In tal senso, è fondamentale esprimersi a riguardo degli imminenti congressi territoriali della CGIL in vista del Congresso nazionale di questo Sindacato. La CGIL è infatti il più grande sindacato italiano, ma come già detto ha rinunciato da tempo a svolgere un ruolo di classe. Tuttavia è importante che sopravviva al suo interno la contraddizione, con una opposizione che si riconduca a concetti conflittuali. Non può quindi sfuggire il ruolo che la sua minoranza (la cosiddetta Rete 28 Aprile) propone con il II documento congressuale, di cui Giorgio Cremaschi è il primo firmatario.
Le linee guida di tale documento, denominato “Il Sindacato è un'altra cosa – RivendicAZIONI per per una CGIL indipendente, democratica, che lotta”, possono essere sintetizzate grosso modo in tre macro-direttive per il sindacato:
1) Rompere con le complicità con la classe padronale e dunque pure con i gruppi dirigenti di Cisl e Uil, per costruire una vera unità sindacale delle lavoratrici e dei lavoratori fondata sulla democrazia, sull'indipendenza e su un sindacato di lotta che non osteggi il conflitto di classe.
2) Rompere con l'Europa delle banche, della finanza, dei tecnocrati e delle multinazionali;
stracciare subito il fiscal compact e tutti i trattati europei che ci impongono l'austerità e anche con questo fermare lo smantellamento della sanità, dei servizi sociali e l'attacco permanente al lavoro pubblico, alla scuola pubblica, alla formazione e il diritto allo studio. Scendere quindi in lotta sia a livello nazionale, sia in ogni territorio, per difendere, ampliare e ricostruire il controllo pubblico sui beni di tutti.
3) Elaborare un piano del lavoro fondato sull'intervento pubblico, la riconversione produttiva (comprese lotta alle grandi opere e riduzione delle spese militari) e sulla lotta allo sfruttamento. Cancellare quindi tutta la legislazione che ha consentito e incentivato il dilagare della precarietà, comprese le leggi discriminatorie contro i migranti, ricostruendo invece la contrattazione nazionale e aziendale, senza sottostare ai vincoli imposti dagli accordi confederali, per ridare al contratto nazionale la funzione di aumento del salario reale e di miglioramento delle condizioni di lavoro. Concetto portante in tale direzione, il classico “lavorare meno, lavorare tutte e tutti”.

Per perseguire tali linee, i firmatari del documento vedono necessario il partire da piattaforme discusse e condivise dai lavoratori, basate tra l'altro sull'introduzione di una legge che garantisca alle lavoratrici e ai lavoratori la democrazia sindacale. Su questo punto c'è da dire che pure il Partito della Rifondazione Comunista non può che prospettare per sé un ruolo politico nel rilanciare il tema della “democrazia nei luoghi di lavoro” per ricomporre la classe lavoratrice. Questo significa anche proporre in quei luoghi forme consiliari di democrazia diretta, non controllate quindi dalle burocrazie centrali, quelle stesse “aristocrazie” sindacali spesso strumentali a partiti come il PD a loro volta parte organica dei progetti del capitale finanziario internazionale. In questo senso, il II Documento ha un altro lucido merito: quello di sostenere chiaramente che si possono difendere ambiente e civiltà assieme al lavoro soltanto se si mettono in discussione le politiche di austerità dei governi e le complicità malavitose tra politica e affari. Questo processo è impossibile se non si è
autonomi e alternativi rispetto le forze politiche del centrosinistra che eseguono tali politiche.

A conclusione di questa breve esposizione del Documento della minoranza della CGIL, emergono comunque evidenti le molte concordanze di intenti politici fra tale area sindacale e il progetto di un Partito della Rifondazione Comunista che lavori per una sinistra alternativa, anticapitalista e contro quindi i diktat europei padronali, affinità che per quanto detto fin qui non si ravvedono in tale forma in altre forze organizzate all'interno di questo sindacato. E' inoltre ancor più lampante ed oggettivo che in questo Congresso in questione solo il II Documento va nella direzione di quella ripresa della conflittualità e del sindacalismo di classe che la Federazione di Latina del PRC sostiene. E' per questi motivi che, fermo restando la libertà di voto di coloro che reputano in qualche impervio modo perseguibili gli stessi risultati in altra maniera all'interno della CGIL, auspichiamo il miglior risultato possibile per il Documento “Il Sindacato è un'altra cosa – RivendicAZIONI per per una CGIL indipendente, democratica, che lotta” e invitiamo i nostri iscritti, elettori, simpatizzanti e quanto altri tesserati con tale sindacato a sostenere tale documento a partire dai prossimi congressi territoriali.

sabato 18 gennaio 2014

RE MITRANO E’ NUDO. IL PRC LANCIA “LINEA ROSSA”

Mitrano spende i soldi dei contribuenti in manifesti, lettere e striscioni di propaganda per la sua Giunta. Cerca di scaricare sul Governo centrale anche le ingiustizie e i fallimenti della sua Amministrazione. Non scrive che lui e il suo partito (PDL-Forza Italia) hanno sostenuto tutte le politiche liberiste di rigore, sacrifici e tagli alle amministrazioni periferiche indicate dall’Europa delle banche e attuate dai governi Berlusconi, Monti e Letta, fatto nascere e appoggiato fino a ieri a fianco del PD. Anche rispetto alle politiche più antipopolari però la Giunta Mitrano riesce a fare di peggio. Alcuni esempi al riguardo risultano particolarmente emblematici. Sui tributi il Sindaco ha dato il peggio di sé. L’importo della TARES è stato particolarmente alto anche per coprire le spese sostenute da Mitrano in una gestione fallimentare e poco trasparente (circa tre milioni e mezzo nel 2013 e 50 milioni complessivi nei prossimi nove anni). Mitrano non solo ha applicato le massime aliquote ma ha colpito le fasce più deboli non prevedendo esenzioni totali neanche per chi vive della sola pensione sociale, né riduzioni in favore dei redditi bassi. Nemmeno i pochi cittadini che sperimentano il porta a porta hanno ottenuto agevolazioni né funziona ancora il tanto sbandierato sistema di sconti per chi conferisce i rifiuti presso la cosiddetta “Isola Ecologica”. I meccanismi con cui sono stati determinati gli importi sono risultati incomprensibili generando il caos. Non si è prevista una seconda rata per alleggerire il peso dell’imposta. Al contempo però la Giunta ha previsto sgravi cospicui in favore della Chiesa e degli stabilimenti balneari. Il Governo Letta intanto ha già in cantiere l’Imposta Unica Comunale (IUC) che colpirà ancor più duramente i ceti popolari e graverà anche sui già vessati inquilini. Siamo certi che pure in questo caso Mitrano non sarà da meno. Anche prendendo in considerazione la tutela dell’ ambiente, della salute e della legalità l’attività amministrativa risulta drammaticamente inadeguata.. Gaeta è al centro di un attacco al territorio e alla nostra salute. L’interramento di veleni, i rischi legati al porto, la possibile apertura di una grande discarica nella vicina Itri, la centrale del Garigliano e la Base americana ne sono esempi. La provincia di Latina possiede una delle maggiori incidenze di tumori in Italia, come mostrato dal rapporto ufficiale tratto dal “registro provinciale dei tumori” 1997-2008. Abbiamo chiesto l’istituzione di un Osservatorio Comunale contro la criminalità formato da magistrati, forze dell'ordine provinciali, associazioni antimafia e la creazione di un ente di controllo esterno sul porto. Mitrano non ha risposto. Abbiamo rivendicato senza risultati l’istituzione di un’azienda multi-servizi pubblica per limitare l’ingresso di capitali malavitosi. Abbiamo chiesto inutilmente  di tutelare la nostra sicurezza con  un piano d’evacuazione in caso di incidenti radioattivi per la presenza di arsenali atomici su navi e sommergibili USA e l’impegno nel liberare Gaeta dalla base americana, tornata alla ribalta per il suo possibile impiego nel trasbordo delle armi chimiche Siriane. Gaeta non ha un regolamento che limiti l’elettrosmog. In compenso il Sindaco ha piazzato un’antenna di 30 metri nello stadio comunale! La totale assenza di politiche abitative per le fasce a basso reddito conferma il quadro disastroso già mostrato. Serve un grande piano di edilizia popolare che ricavi almeno 200 nuovi alloggi sfruttando il patrimonio immobiliare comunale e l’acquisizione di beni demaniali. E’ improrogabile un canone concordato che riduca al minimo le imposte comunali (IUC) per i proprietari che affittano a prezzi equi per almeno quattro anni e imponga aliquote alte sugli appartamenti sfitti.  Chiediamo l'istituzione di un fondo per contribuire al pagamento di affitti e bollette delle famiglie con un reddito inferiore ai 15.000 Euro. Niente di questo é stato fatto né previsto, malgrado le promesse del Sindaco sul canone concordato. Neanche i due appartamenti comunali di via Amalfi che dovevano essere destinati a casi di emergenza abitativa ospitando temporaneamente alcune delle famiglie sfrattate da Palazzo Tosti sono ancora stati ristrutturati come promesso e i lavori sono fermi da mesi. Anche riguardo a sport e cultura Mitrano non si è smentito. Chiediamo da tempo l’apertura di un centro culturale polivalente pubblico e gratuito a disposizione di cittadini e associazioni, regole meno restrittive per la musica dal vivo, l’istituzione di una palestra comunale accessibile a tutti, la gestione completamente pubblica e l’adeguamento delle strutture sportive già esistenti, la creazione di impianti sportivi all’aperto dislocati in diverse aree della città, convenzioni con le palestre per garantire lo sport per le fasce a basso reddito. Mitrano ha risposto con il tentativo catastrofico di privatizzare le strutture sportive cittadine, determinandone la chiusura anche a danno delle scuole superiori che se ne servono e in particolare degli studenti del plesso di Calegna che ancora non dispongono di un impianto scolastico per le ore di educazione fisica, con l’annullamento della delibera 52 del 4 novembre 2011 che prevedeva l’inaugurazione di un centro culturale comunale nella nostra città e con l’Ordinanza 154 del 10/07/2012 che impedisce di fatto la musica dal vivo. Se il Sindaco è sincero chieda scusa cambiando partito e modo di amministrare o si dimetta. Se il Sindaco è sincero disobbedisca ai vincoli imposti da Europa e Governo Letta violando il patto di stabilità. Se il Sindaco è sincero quindi sostenga la candidatura di Alexis Tsipras, leader della Sinistra europea, per la Presidenza d’ Europa. Noi non crediamo che lo sia e in assenza di un’opposizione credibile in Consiglio comunale continueremo a lavorare per costruire un Fronte Anticapitalista a Gaeta. Per questo il PRC ha dato vita a “LINEA ROSSA”, un filo diretto con i cittadini per segnalarci ingiustizie, abusi, disservizi o irregolarità suggerendo proposte politiche e forme di lotta efficaci da attuare insieme. Chiunque intenda contribuire potrà raggiungerci presso la nostra sede in via Indipendenza 262 ogni giovedi dalle  17:00   alle  19:00, informarci attraverso la nostra buca delle lettere o l’email: linearossa@activist.com