"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

domenica 30 novembre 2014

Sul Piano ASL il Consiglio Comunale è unito..nell'incompetenza e nella demagogia!

 Scarica il Piano strategico aziendale ASL 2014-2016



Eravamo speranzosi per la convocazione del Consiglio Comunale straordinario di Venerdì 28 per discutere del nuovo piano aziendale della ASL, su sollecitazione di Rifondazione Comunista. Ancora una volta le speranze si sono mostrate mal riposte perché Maggioranza e Opposizione hanno approvato all'unanimità un documento che conferma tutta la loro incompetenza, la condivisione del liberismo che le accomuna, la connivenza diffusa con gli interessi della sanità privata e la volontà di fare solo demagogia. Probabilmente i Consiglieri non hanno sentito quanto noi il bisogno di leggere la bozza del piano Strategico di cui discutono altrimenti, almeno per ritegno, non avrebbero sottoscritto idiozie simili. Il piano in questione non consente emendamenti migliorativi perché la logica che lo ispira deve essere accettata o respinta nel suo complesso. Contrastarla in blocco è l'unico modo per difendere e rilanciare il Presidio "Di Liegro " di Gaeta e la sanità Pontina. L'idea di fondo del documento è di assecondare l'erosione di risorse e personale connessa ad un depauperamento che ha i suoi capisaldi nei vincoli economici europei. Il piano prevede quindi una netta distinzione tra malattie "croniche", per le quali si intendono eliminare o ridurre al minimo per quantità e durata i ricoveri, ed "emergenze" da gestire con le ridotte risorse residue in pochi grandi centri sempre più affollati. Per questo Presidi quali Gaeta, Fondi, Sezze, Minturno e Priverno sono destinati a chiudere o a trasformarsi in "Case della Salute" e "Ospedali Distrettuali", che sono più o meno grossi ambulatori. Questi oltretutto assorbiranno sempre più parte del lavoro dei Medici di Famiglia, sottraendola all'importante rapporto diretto con i propri pazienti. Alcuni Ospedali come Fondi subiscono quindi un progressivo e silenzioso smantellamento, mentre altri come Gaeta sono già nella fase finale di questa trasformazione. Per questo non ha alcun senso chiedere di aprire una "Casa della salute" a Gaeta come si è fatto, se non quello di dare ai cittadini più disinformati l'impressione che si voglia "una cosa in più", mentre si asseconda quanto di negativo in sostanza è già avvenuto! Di uguale natura è la richiesta, rispolverata da una vecchia proposta demagogica dell'ex Sindaco Raimondi, di far nascere l'Ospedale del Golfo nell'area degli "Ex Cappuccini". Anche in questo caso la logica che si difende è quella dei "pochi, grandi Ospedali" ed è proprio la stessa che ha condotto al ridimensionamento di Presidi quali il nostro! Il destino degli "eletti", come è noto, è stato affidato da tempo al "Goretti" di Latina e al "Dono Svizzero" di Formia in un ruolo subordinato, mentre entrambi ricevono un carico crescente senza ottenere risorse aggiuntive. La richiesta dell'"Ospedale del Golfo" a Gaeta è solo fumo negli occhi che richiederebbe scelte e risorse del tutto incompatibili con l'assetto generale che si difende e oltre un decennio di tempo per essere realizzata. Intanto la sostanziale accettazione del progetto complessivo di riordino della ASL non dà scampo a quanto rimane di una struttura già esistente e bene attrezzata come il "Di Liegro", comprendente diverse sale operatorie all'avanguardia, e malgrado ciò declassata ad "Ospedale distrettuale" che diventa giorno dopo giorno uno scatolone vuoto e viene a mala pena menzionata nel piano aziendale. Al di la della manifesta e ormai nota incompetenza dei nostri Consiglieri e della mancanza di una vera opposizione consiliare, quanto accaduto non dovrebbe sorprendere più di tanto. Il Partito Democratico, SEL e il Centrosinistra sono i maggiori "sponsor" del piano aziendale fedelmente al fianco del Presidente regionale Zingaretti che lo sostiene. Si limitano in realtà a fare un po' di propaganda e chiedere piccole garanzie per il "Dono Svizzero" con Sandro Bartolomeo, ma difendono l'assetto complessivo del piano. La destra di Mitrano è il principale responsabile dei disastri avvenuti negli ultimi anni e finge di opporsi per strumentalizzare la situazione e assecondare l'insoddisfazione di Fazzone per le sorti dell'Ospedale di Fondi. Raimondi e i suoi proseguono nei puri spot mediatici che gli hanno contraddistinti persino quando erano alla guida di Gaeta. Se questi Signori sono gli unici a dover difendere il nostro Ospedale possiamo anche darlo per spacciato. L'unica speranza è mandarli tutti a casa alla prima occasione. Intanto Rifondazione Comunista si è attivata per promuovere al più presto a Gaeta un'assemblea su questi temi che raccolga proposte dai cittadini per poi intraprendere prossime iniziative di lotta comuni.

Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Gaeta-Itri

venerdì 28 novembre 2014

Piano ASL: Il PRC chiede che Sindaco e Consiglio di Itri si esprimano!

La Giunta Zingaretti di PD e SEL agisce in perfetta continuità con la destra

 Itri: Sui cittadini itrani grava la negazione crescente del diritto alla salute. Il nuovo Piano Strategico Aziendale predisposto dal Direttore Generale della ASL di Latina Michele Caporossi senza alcun coinvolgimento di personale medico, amministratori e cittadini, segna l'ultimo stadio nel lungo processo di smantellamento della Sanità Pontina. I presidi ospedalieri più vicini all'utenza di Itri versano già in condizione di grave congestionamento e carenza di personale, ridimensionamento, chiusura o frammentazione di importanti reparti. Il prodotto è l'allungamento delle liste d'attesa, l'aumento dei Tickets, la difficoltà crescente di essere curati nel proprio territorio, l'aumento dei trasferimenti e dei rischi durante le emergenze. Un generale deterioramento del servizio sanitario a tutto vantaggio della sanità privata. L'ospedale di Fondi perde il pronto soccorso, vede drasticamente ridimensionata l'attività chirurgica con gravi ripercussioni su vari altri reparti come endoscopia che lavorano a pieno regime, perde il primariato di Cardiologia e Ostetricia, è sottoposto ad una drammatica carenza di personale a tal punto che 5 anestesisti coprono il lavoro di dieci unità. Il "Di Liegro di Gaeta" non è quasi menzionato nel piano e si trasforma velocemente in uno scatolone vuoto perdendo anche il reparto di chirurgia ambulatoriale, dopo la disattivazione di ostetricia, radiologia, pneumologia, lo smembramento di oncologia e la trasformazione del Pronto soccorso in Primo Intervento. Di conseguenza il "Dono Svizzero" si trova a rispondere alle esigenze di un'utenza sempre più ampia, malgrado l'insufficienza pregressa di strutture e personale, senza subire alcun intervento di potenziamento. Il presidio perde anzi il primariato di Anestesia e Rianimazione e il declassamento dell'UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica) e dell'emodinamica. E' destinato ad una subordinazione crescente al "Goretti" di Latina, che sulla carta diventerà un DEA di secondo livello. A parte Latina e Formia, destinati a supportare un peso crescente e già in grave difficoltà, il nuovo piano aziendale prevede la chiusura o la riduzione a poliambulatori detti "Case della salute" di tutti i presidi della provincia come Sezze, Priverno, Minturno, Fondi e Gaeta. L'esiguo personale medico sarà chiamato a spostarsi per compensare l'insufficienza degli attivi disponibili e anche i medici mutualisti saranno coinvolti nella gestione generale delle "Case della salute", svilendo l'importante rapporto con i propri pazienti. Il Piano nasce con la benedizione pubblica di Nicola Zingaretti, sostenuto dal Partito Democratico e da SEL. Tutto mentre il governo Renzi si appresta a tagliare altri 4 miliardi di Euro alle regioni, che graveranno ancor di più sul già ridotto bilancio sanitario. Dopo anni di attacchi durissimi subiti dalla Destra e culminati con la Giunta Polverini, il Centrosinistra mostra ancora una volta di non rappresentare un'alternativa e di agire in piena continuità con chi lo ha preceduto. Chiediamo al Sindaco De Santis, come massimo responsabile della salute dei cittadini, di prendere subito posizione in merito al Piano Strategico e all'attuale situazione in cui versa la sanità del Sud pontino. Come già accade in altri comuni chiediamo che venga convocato il Consiglio Comunale per discutere e prendere posizione al riguardo, comunicandola ad enti interessati e amministratori regionali. Sollecitiamo un dibattito su quali iniziative concrete intraprendere per ostacolare il processo di depauperamento in atto e rilanciare il servizio sanitario, in sinergia con i comuni limitrofi disponibili.



Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Itri-Gaeta

mercoledì 19 novembre 2014

PRC Gaeta: Chiusa anche la chirurgia ambulatoriale all’Ospedale “Di Liegro”.

La Giunta Zingaretti di PD e SEL agisce in perfetta continuità con la destra. Cosa intende fare il Sindaco Mitrano?


Rifondazione Comunista denuncia che anche l’attività di chirurgia ambulatoriale svolta presso il Presidio ospedaliero di Gaeta “Don Luigi Di Liegro” é stata eliminata nell’assordante silenzio generale. Un ulteriore passo verso il definitivo smantellamento dell’Ospedale cittadino, già quasi del tutto in disuso. Situazione paradossale visto che la stessa struttura possiede numerose sale operatorie con attrezzature all’avanguardia, costate ai contribuenti centinaia di migliaia di Euro e mai adoperate.  Il provvedimento sarebbe motivato con la mancanza dei requisiti previsti e l’impossibilità di garantire l’espletamento del servizio per i pazienti inseriti in una lista d’attesa ferma al 24/02/2015. Le direttive ricevute ordinerebbero lo spostamento degli interventi già prenotati presso gli ospedali di Fondi e Terracina, anch’essi in fase di drastico ridimensionamento e da tempo colpiti da una grave carenza di personale, andando a gravare ulteriormente su una situazione ormai critica. Anche presso l’ Ospedale di Fondi “S. Giovanni di Dio” dal primo gennaio 2015 il servizio di chirurgia verrà ridimensionato ad interventi di entità ridotta a causa della cessazione del servizio notturno, necessario per degenze più lunghe e delicate. Nello stesso Ospedale,  del resto, cinque anestesisti supportano una mole di lavoro che veniva coperta da dieci unità. Lo stesso “Dono Svizzero” di Formia, su cui gravano incombenze e aspettative crescenti, non ha di fatto subito alcun intervento di potenziamento, al di là dei proclami. Al contrario sta per perdere autonomia ed importanza con l’eliminazione del primariato di anestesia e rianimazione. Si configura pertanto, anche per interventi di minore entità, un ulteriore congestionamento dei servizi che interessano il Sud pontino, con grave danno per i cittadini di tutto il comprensorio. Aumento dei Tickets, liste interminabili, riduzione dei servizi sul territorio con conseguenti disagi e rischi per le emergenze proseguono inesorabili a tutto vantaggio della sanità privata. I danni già causati evidentemente non bastano. Intanto proliferano in modo ingiustificato nuovi Dirigenti amministrativi profumatamente pagati e lottizzati dalla politica, mentre vengono ridimensionate le già esigue dirigenze mediche. Nella legge di Stabilità il Governo Renzi prevede un taglio di oltre quattro Miliardi di Euro alle Regioni, che come è noto graverà principalmente sul già ridotto bilancio sanitario. Anche la Giunta Regionale Zingaretti, composta da Partito Democratico e SEL, agisce in perfetta continuità con la destra sostenendo con convinzione un piano di ridimensionamento del sistema sanitario senza precedenti, difeso con particolare vigore, tra gli altri, dal Consigliere Regionale Enrico Forte. In provincia di Latina quanto accade è reso palese  dalla bozza del “Piano Strategico Aziendale 2014-2016”, già approntata dalla ASL, che prevede sostanzialmente la sola sussistenza dei Presidi di Latina e di Formia, con quest’ultimo posto in un ruolo crescente di subordinazione. Quasi tutti gli altri Ospedali saranno chiusi o  ridotti a poliambulatori e cosiddette “Case della salute”. Tutto avviene a discapito dei diritti dei cittadini, del personale medico, di infermieri e OSS, sottoposti a turni massacranti e rischio sempre maggiore di mobilità, mancato rinnovo dei contratti a termine o trasferimenti coatti. Altro che razionalizzazione! Le tristi sorti dell’Ospedale “Di Liegro” hanno precisi responsabili e rientrano in un progetto più ampio. Chiediamo pubblicamente se il Sindaco Mitrano sia almeno informato di un fatto tanto grave come la chiusura della chirurgia ambulatoriale presso il presidio di Gaeta e perché non abbia informato la cittadinanza in merito. Chiediamo se l’attuale Amministrazione abbia intrapreso qualche iniziativa concreta rispetto all’agonia dell’ospedale cittadino, visto che non ci risulta che lo abbia fatto. Domandiamo cosa intenda fare il Sindaco rispetto a quest’ultimo attacco e quali azioni voglia intraprendere per il rilancio del “Di Liegro” o se quantomeno ritenga di dover  prendere posizione pubblicamente in merito.   

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

domenica 16 novembre 2014

Concorso per Vigili a Gaeta: Il PRC sollecita indagini accurate.

Il Partito della Rifondazione Comunista chiede che venga fatta la massima chiarezza circa l’effettiva regolarità delle prove di preselezione del concorso pubblico per l’attribuzione di 10 posti da Vigile Urbano a Gaeta, tenutesi in data 13/11/2014. Alla luce della grave crisi occupazionale queste hanno stimolato inizialmente le pur esili speranze di ben 1400 concorrenti, di cui oltre 540 si sono presentati alla prova. Numerosi di loro hanno lamentato procedure poco trasparenti e di dubbia correttezza, nonché scelte discutibili quali quella di non rimandare lo svolgimento delle prove anche di fronte a palesi e frequenti errori nei quiz, immediatamente segnalati alla Commissione. Le perplessità e la rabbia manifestate pubblicamente da molti concorrenti e comuni cittadini sono aumentate alla luce dell’esito a dir poco “singolare” delle prove, affisso in tempo da record già il giorno seguente di fronte al cinema “Ariston” e rimosso curiosamente dopo solo poche ore, adesso visibile unicamente sul sito comunale. Come ormai noto ai primi quattro posti si sono classificati la cognata del Sindaco Mitrano, un collaboratore del Vice Sindaco Leccese, il figlio di un Vigile attualmente in servizio ed un giovane esponente dell’area PDL-Forza Italia locale, tutti con punteggio pieno di 60/60 e nessun errore. Ciò in una prova corposa e svolta in un tempo esiguo, resa estremamente complessa anche da contenuti che sono parsi a molti poco attinenti ai programmi indicati, altro diffuso elemento di contestazione. A seguito dell’accaduto sono stati emessi diversi esposti e già si annunciano numerosi ricorsi. Ci auspichiamo che da subito si aprano meticolosissime indagini sull’accaduto e che le Forze dell’Ordine verifichino accuratamente quanto emerso. In una città in cui oltre due giovani su tre non hanno un lavoro e sono costretti ad emigrare, la ricchezza si concentra sempre più tra esigue oligarchie clientelari e l’Amministrazione non investe un euro per stimolare nuova occupazione locale mentre spende milioni in arredo urbano e verde pubblico, diventa particolarmente importante che si fughi ogni dubbio sulla completa regolarità di quanto accaduto. Ciò anche per evitare che rabbia e indignazione oltrepassino “livelli di guardia” tollerabili, con conseguenze difficili da prevedere. Qualora tutto si fosse svolto nella piena regolarità, come ci auspichiamo che sia, e i risultati fossero frutto solo dell’indiscussa genialità di parenti e collaboratori del Sindaco, nessuno dei sospettati avrebbe niente da perdere, anzi il massimo interesse nel sollecitare l’apertura di un’inchiesta scrupolosa a tutela della propria onorabilità.
Circolo PRC “Mariano Mandolesi “

mercoledì 5 novembre 2014

Cittadini o Acqualatina? De Santis si schieri!

Nelle ultime bollette dell’acqua ricevute dai cittadini c’è un aggravio di decine di euro su ogni utenza, giustificato come “adeguamento del deposito cauzionale”. Sarà diviso in almeno due bollette. Il deposito cauzionale viene richiesto all’inizio del rapporto commerciale. Dovrebbe essere interamente restituito quando il rapporto cessa. Tutti i cittadini hanno già versato la quota del deposito all’atto dell’allaccio del proprio contatore. Qualsiasi altra richiesta è illegittima. Acqualatina sostiene che questo adeguamento sarebbe imposto dall’ “Autorità Nazionale per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico” (AEEGSI), ma non è assolutamente vero. L’Autorità concede la possibilità dell’adeguamento tariffario, ma non può imporla ai gestori. L’aumento del costo del deposito è stato deciso arbitrariamente, senza alcuna consultazione preventiva con il socio di parte pubblica. Oltre all’aumento del costo del deposito è previsto un ulteriore incremento delle bollette dell’acqua per il recupero dei 44 milioni di debiti accumulati da Acqualatina. Tutto ciò si somma agli aumenti del 300% delle bollette a fronte dei mancati investimenti e dei tanti disservizi.

I dati ufficiali diffusi il 30 Aprile del 2012 dalla stessa Società mostrano che il 36% dei cittadini di Itri è moroso nei confronti di Acqualatina, per una somma complessiva di diverse centinaia di migliaia di Euro. Una tra le percentuali più alte della provincia e la più alta del Sud Pontino! Le ultime stangate e l’avanzare della crisi fanno supporre che le cifre in questione siano in aumento. Sempre più cittadini non ce la fanno. Altri in numero crescente hanno aderito alla campagna di “Obbedienza Civile” e hanno deciso di boicottare le bollette fino a quando non verrà rispettato l’esito del Referendum popolare del 12/06/2011 e la gestione del servizio idrico non tornerà ad essere interamente pubblica. In entrambi i casi il PRC dichiara la propria solidarietà e ricorda l’assistenza tecnica e legale gratuita offerta dai comitati di lotta di Gaeta, in via indipendenza 262, e di Formia, in via Maiorino, ogni giovedì pomeriggio.

Acqualatina intanto continua nel procedere al distacco dei contatori e con la riduzione del flusso dell’acqua, senza aver prima intrapreso e vinto un regolare processo civile e senza ricorrere all’Ufficiale Giudiziario. La stessa Authority per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico sta riconoscendo le ragioni di coloro che da anni lottano contro Acqualatina. Proprio qualche mese fa ha iniziato un procedimento sanzionatorio contro Acqualatina per la «violazione della regolazione del servizio idrico integrato». Violazioni che i comitati di lotta hanno sempre denunciato pubblicamente. 

Ricordiamo, qualora ce ne fosse bisogno, che “oltre alle ordinanze contingibili e urgenti adottate dal Sindaco in qualità di rappresentante della Comunità locale in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale (art. 50 del T.U.E.L.), al Sindaco – qui però nelle vesti di ufficiale del Governo – è attribuito il potere di adottare con atto motivato «provvedimenti, anche contingibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana».”
Alla luce della situazione estremamente critica dal punto di vista sanitario e sociale che può scaturire dalla negazione diffusa di un bene primario come l’acqua, chiediamo quindi al Sindaco De Santis di intervenire con un’apposita Ordinanza che vieti il distacco dei contatori e la riduzione del flusso idrico. Si tratterebbe di un atto concreto, più forte di mille belle parole, per aiutare i cittadini in momentanea difficoltà economica sostenendo tutti coloro che da anni combattono contro le ingiustizie di Acqualatina e per la ripubblicizzazione dell’acqua. Un atto amministrativo del genere mostrerebbe che i proclami fatti su questo tema in campagna elettorale dal Sindaco e da diversi esponenti politici che ancora lo sostengono, non servivano solo per fini elettorali.

Circolo PRC “Mariano Mandolesi” Itri-Gaeta

giovedì 23 ottobre 2014

Petroliera in porto: rischi aumentati e provvedimenti contro i lavoratori. Il caso di licenziamento del comandante Spinosa

E’ oggetto di discussione diffusa e pluriennale quale debba essere la soluzione migliore per ridurre i rischi per la sicurezza legati alla presenza di una petroliera nel molo petroli della nostra città. Quel che invece oggi  la maggior parte dei cittadini ignora è che con l’art.4 della Ordinanza n.75/2014 della capitaneria di Porto di Gaeta si autorizza ora il rimorchiatore in assistenza per la sicurezza della petroliera ad allontanarsi per effettuare temporaneamente altri servizi portuali.  Dopo casi di incendio passati, il servizio di tale rimorchiatore fu invece istituito ormai tanti anni fa proprio per assistere la petroliera durante tutto il periodo delle sue operazioni commerciali dal momento dell’ormeggio. Questo proprio per la sicurezza della nave e della nostra città. Su iniziativa di marittimi e tecnici del settore, è stata preparata una lettera a sottoscrizione popolare per denunciare i rischi subentrati con questa nuova ordinanza che di fatto autorizza certi periodi di tempo nei quali la petroliera può operare in non sicurezza. Tale lettera è indirizzata al Sindaco a cui sarà pure consegnata, nel caso assai improbabile che egli non sia già a conoscenza della questione. Con essa i cittadini lo sollecitano, in quanto responsabile della salute e della sicurezza della città,  a prendere contromisure, suggerendogli di attivarsi per far sospendere le operazioni della petroliera durante l’assenza del rimorchiatore. Il Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta come forza politica si unisce pubblicamente ai solleciti dei cittadini per rafforzarne la proposta, sperando che le risposte del Sindaco non si traducano ancora una volta in uno dei tanti proclami disattesi al quale ci ha abituati quando si tratta di decidere su questioni davvero vitali.  Al contempo però ci sentiamo in dovere di informare i cittadini di una altra questione riguardante il rimorchiatore in questione e la Società che ne gestisce il servizio su concessione della Capitaneria di Porto. Come abbiamo avuto modo di appurare, sindacati dei trasporti hanno richiesto un incontro con tale Società per avere chiarimenti a riguardo di un intercorso inasprimento dei rapporti fra i lavoratori e la stessa. Diversi dipendenti della Società operanti in Gaeta sono stati infatti oggetto di lettere di contestazione definite di “particolare violenza” proprio perché riferite a fatti e situazioni fino a poco fa considerate non sanzionabili dalla stessa Società e avallate dai suoi Responsabili Aziendali locali, nonché ad altre situazioni opinabili ed in ogni caso previste, conosciute e non sanzionate da essa. Messa in questi termini, potrebbe trattarsi appunto di classica situazione di persecuzione strumentale dei lavoratori per scopi aziendali, così come sembrano presagire i sindacati stessi. Quel che però salta all’occhio è che destinatari di tale lettere di contestazione sono stati cittadini gaetani  che si sono anche attivati per segnalare alla Capitaneria di Porto  e far conoscere ai propri concittadini i rischi per la sicurezza legati alla suddetta ordinanza. Significativo in tal senso è il caso del comandante del rimorchiatore, Gianluigi Spinosa, sanzionato addirittura con il licenziamento per una contestazione che, ad avviso dei sindacati, mancava di fattori di gravità tali da giustificare un provvedimento così estremo. Il C.te  Spinosa tra l’altro è stato fra i più attivi in prima persona a denunciare i rischi legati all’ Ordinanza n.75/2014 e ha dichiarato in più sedi la sua intenzione di continuare a farlo. Come Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno al comandante e chi come lui è attivo nella battaglia di sensibilizzazione su questo tema della sicurezza per il bene comune di Gaeta. Da qui sorge appunto ancora una volta il nostro senso di responsabilità politica nel diffondere tali notizie e portarle a conoscenze di Autorità e cittadini tutti, anche al fine di invitare chiunque sia preposto a tale scopo, o comunque in qualche modo coinvolto, ad adoperarsi per sgomberare il campo da ogni dubbio su eventuali relazioni fra i provvedimenti menzionati e l’attività di sensibilizzazione civica svolta da dipendenti della Società in questione.

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

mercoledì 22 ottobre 2014

Venerdì 24 ottobre l’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo sciopero generale nazionale di 24 ore in tutto il lavoro pubblico e privato.

Autobus da Gaeta per la manifestazione di Roma.

Venerdì 24 Ottobre in occasione dello sciopero generale nazionale di 24 ore di tutto il lavoro pubblico e privato si terranno in varie piazze d'Italia manifestazioni e iniziative. Lo sciopero è indetto contro il jobs act e le politiche dettate dalla troika al governo Renzi sul lavoro e la pubblica amministrazione e contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego; per l’occupazione e in difesa dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

È necessario costruire in Italia come in tutta Europa una grande mobilitazione contro il potere economico e tecnocratico dell'Unione Europea, nel nome della democrazia e dell'eguaglianza sociale. Bisogna combattere i governi dell’austerità siano essi di centro destra o di centro sinistra, che eseguono i diktat della Troika, come il governo Renzi in Italia. La politica di questi governi in tutta Europa sta ridando spazio alle forze neofasciste, mentre la stessa Unione Europea in stretta unità con la Nato sostiene il nuovo governo dell'Ucraina, del quale fanno parte forze neonaziste. Antifascismo e lotta contro le politiche, i governi e il potere dell’Unione europea vanno di pari passo. 

Il Circolo PRC "Mariano Mandolesi" Itri-Gaeta pertanto aderisce insieme ai comitati cittadini per la ripubblicizzazione dell'acqua e per il diritto alla casa ed ad un lavoro utile e dignitoso, e invita a partecipare anche le reti studentesche, le forze progressiste del Sud Pontino, il sindacalismo di base e alternativo, i cassa integrati e gli operai delle fabbriche in crisi, i comunisti e gli anticapitalisti tutti, ricordando che l'Unione Sindacale di Base che ha da poche settimane aperto uno sportello anche a Gaeta in via Indipendenza 262 offrendo servizi fiscali, di patronato e assistenza legale per vertenze lavorative, mette a disposizione   un autobus gratuito per chiunque voglia partecipare alla manifestazione che si terrà il 24 a Roma. L'appuntamento è alle 7:20 davanti la chiesa di San Carlo a Gaeta! Riconquistiamo welfare, salario, diritti e dignità, cacciamo il governo Renzi e la Trojka.



Circolo PRC Itri-Gaeta "Mariano Mandolesi"

domenica 19 ottobre 2014

ITRI: MANUTENZIONE DI CANALI E FOSSATI. ALLARME A “MEZZABRINO”.



Rifondazione Comunista ha ricevuto segnalazioni di cittadini che lamentano lo stato di incuria in cui versano da tempo numerosi fossati, canali e torrenti del territorio itrano. Viene denunciata la presenza di fitta vegetazione, rami secchi, detriti di vario genere e a volte spazzatura che impediscono il corretto deflusso delle acque con il rischio di esondazioni ai danni di proprietà, opere pubbliche e persone. L’imminente arrivo delle piogge abbondanti e i recenti fatti di cronaca che hanno colpito località come Genova a causa del dissesto idrogeologico e della mancanza di manutenzione, ci hanno spinto ad avviare un’attività di screening del territorio per verificare direttamente le informazioni ricevute. Abbiamo purtroppo accertato lo stato di abbandono generalizzato in cui effettivamente versano molti canali. Il caso più lampante tra quelli verificati riguarda il fossato sito in località “Mezzabrino”, che costeggia per un lungo tratto a cielo aperto via “le cupe” per poi immettersi nel sottosuolo incrociando via “cespole”. Il lungo e ampio tratto del canale costituito prevalentemente da roccia e cemento è letteralmente infestato da erba e vegetazione arborea, foglie secche, rovi, depositi di rami, terriccio e sassi che lo rendono per buona parte ormai poco visibile. Il capiente fossato è situato in una zona centrale, lambisce numerose abitazioni, terreni e due strade. Insiste inoltre all’interno di una delle molte aree segnalate non a caso come a rischio idrogeologico. Alcuni residenti ricordano che già in passato si verificarono smottamenti delle acque convogliate nel fosso, che causarono danni ingenti. Non dimentichiamo inoltre quanto avvenne solo due anni fa, quando il torrente “Pontone” che attraversa i territori di Itri, Gaeta e Formia, straripò causando una vittima e danni enormi per i quali i cittadini non hanno ricevuto alcun risarcimento, oltre all’attenzione della magistratura che aprì un’indagine riguardo a presunte inadempienze e omissioni. Il Comune non solo avrebbe l’obbligo di monitorare lo stato dei canali ma dovrebbe anche verificare attraverso il Comando dei Vigili se esistano costruzioni abusive che ne ostruiscono il passaggio.  Chiediamo pertanto come mai l’Amministrazione di Itri e gli enti preposti non abbiano svolto il proprio compito, specialmente in casi eclatanti come quello del fosso di “Mezzabrino”. Chiediamo inoltre che si intervenga tempestivamente e con urgenza per porre rimedio almeno alle situazioni più allarmanti attraverso apposite ordinanze e interventi diretti.

Circolo Prc "Mariano Mandolesi".

martedì 14 ottobre 2014

Gaeta: una città per pochi

Rifondazione Comunista in presidio contro le tasse di Mitrano

Non esistono amministrazioni di destra e di sinistra, ma amministrazioni che tutelano i privilegi di ristrette oligarchie locali alimentando il clientelismo e governi che difendono gli interessi delle classi popolari. Non esistono tasse buone e tasse cattive, ma tasse che vengono pagate dai lavoratori, dai pensionati e dai disoccupati per finire nelle tasche di pochi o tributi che vengono pagati in proporzione alle possibilità di ognuno e adoperati per diffondere benessere attraverso servizi accessibili, beni comuni, edilizia pubblica e posti di lavoro.
Non è certo difficile collocare la Giunta Mitrano e le sue politiche fiscali tra queste opzioni. Basta rispondere a qualche semplice domanda. Chi paga le nuove imposte comunali? Soprattutto cittadini e cittadine che in larga parte risentono di una crisi sempre più drammatica, senza godere di sgravi apprezzabili o esenzioni per le fasce più deboli, mentre ai baroni degli stabilimenti balneari viene concesso il regalo del 30% in meno sulla spazzatura. Quanto pagano? Decisamente troppo, visto che tutte le aliquote sono alte.
L'IMU è al 10,6 x mille, la TASI è al 2,5, per la Tari è prevista una mazzata senza precedenti vista la spesa esorbitante di oltre 6 milioni di Euro annui (altri 500 mila in più). Come verranno spesi questi soldi? Per la spazzatura avremo una delle spese più alte della provincia se commisurata alla popolazione effettivamente residente e alla diffusione ancora esigua del sistema di raccolta porta a porta. Se si parla del gettito destinato ai servizi indivisibili, coperto dalla famigerata TASI, troviamo cifre altrettanto impressionanti.
Quattro milioni e 610 mila euro, la cui ripartizione tra le voci di spesa risulta anche in questo caso ben poco trasparente e dettagliata. Ci piacerebbe sapere ad esempio come sia possibile, una spesa di quasi un milione di Euro annui per l'illuminazione pubblica di una cittadina non particolarmente grande e ben illuminata. Cifre da fare invidia a Manhattan. Ci interesserebbe capire nel dettaglio come vengano spesi gli oltre 373 mila Euro destinati a cultura e servizi bibliotecari in una cittadina dove queste cose quasi non esistono, che non dispone neanche di uno spazio pubblico, gratuito e accessibile a tutti destinato a fini culturali e aggregativi, unico esempio vergognoso di tutto il comprensorio. Forse gran parte di questa voce sarà destinata ancora una volta agli "amici" dell'Arena Virgilio?
Ma ci incuriosisce ancor di più la destinazione dei 422 mila Euro di "lotta al randagismo". Evidentemente a noi è sfuggito che a Gaeta siano rimasti più randagi che esseri umani, unico dato che forse potrebbe giustificare tali cifre! Ci chiediamo a quanti giovani compaesani si potrebbe evitare di dover lasciare la propria città con somme simili, invece di destinarle magari ad un canile (e siamo curiosissimi di vedere a quale). Inoltre grazie alla nuova normativa nazionale anche gli inquilini dovranno corrispondere buona parte della TASI, che si sommerà agli affitti notoriamente alti della nostra città per convincere altri residenti a dover lasciare Gaeta. Ciò soprattutto in assenza di politiche abitative che incentivino l'adozione di aiuti per gli inquilini e di un canone concordato, più volte da noi richiesto e promesso pubblicamente, ma mai attuato.
Litigano a colpi di manifesti il Sindaco e le forze di Centro Sinistra cittadine, costrette a far finta di fare opposizione. Il primo scarica tutta la colpa sui governi Monti, Letta e Renzi, gli altri l'attribuiscono agli insensibili amministratori locali. In realtà hanno entrambi ragione perché governo Renzi e amministrazione Mitrano sono complementari e difendono gli stessi ristretti interessi sociali ai danni del popolo. E' o non è questa l'era delle larghe intese? Intanto Gaeta diviene sempre più velocemente una città per ricchi e per privilegiati. Mentre i suoi figli continuano a dover emigrare in cerca di casa, di lavoro e di servizi accessibili per i quali l'amministrazione non INVESTE un euro, diventa sempre più esiguo il numero di chi potrà godersi il costoso verde pubblico, l'elegante arredo urbano e le rotonde del Sindaco Mitrano.
Per continuare a denunciare tutto questo, come da tempo facciamo in opposizione a centrodestra e centrosinistra, avvisiamo la cittadinanza che giovedì 16 Ottobre, giorno di scadenza per il pagamento dell'acconto TASI, saremo dalle ore 10 alle 14 attivi dinnanzi la Posta centrale di piazza Carlo III in un presidio informativo e di protesta contro gli ingiusti aumenti delle tasse decise da questa Amministrazione comunale.

venerdì 26 settembre 2014

RETTIFICA SULLA NOSTRA POSIZIONE ALLE PROSSIME PROVINCIALI

Con il DDL “Delrio” il Governo delle larghe intese Renzi-Alfano ha svuotato di potere e di rappresentanza due importanti istituzioni democratiche quali il Senato e le Province. La definitiva abolizione dei due organi sarà il passo successivo, con la revisione dell’articolo V della Costituzione. Il 12 Ottobre i cittadini della provincia di Latina non voteranno per il rinnovo del Consiglio provinciale come in passato, ma avrà luogo una consultazione “farsa” che coinvolgerà soltanto i consiglieri comunali e i sindaci al fine di eleggere i nuovi organi provinciali. Altrettanto ridotta sarà la cerchia di coloro che potranno candidarsi. I voti espressi non avranno lo stesso valore ma saranno “bilanciati” a seconda delle dimensioni dei comuni di appartenenza, attribuendo un peso maggiore ai rappresentanti dei centri più grandi e ai consensi da essi ricevuti. Un organo elettivo e democratico con importanti funzioni è stato tramutato in un’assise di “nominati” espressione di un ristretto ceto politico, da un Governo mai investito dal voto popolare. Numerosi e importanti sono gli oneri sottratti a tale ente e ceduti a comuni e regioni, salvo l’edilizia scolastica e altre funzioni di mera pianificazione riguardanti trasporti, ambiente e mobilità. I due principali argomenti avanzati dal Governo per giustificare il decreto sono la semplificazione amministrativa e il risparmio. Entrambi cadono ad un’analisi più attenta. Il provvedimento introduce di fatto nuovi organi come le “città metropolitane” e il confine tra le competenze di queste ultime, delle province, delle regioni e dei comuni è in molti casi ambiguo, con il rischio di produrre ulteriori rallentamenti, vuoti amministrativi e conflitti tra enti, soprattutto durante la lunga fase iniziale di transizione prevista. L’argomento del risparmio risulta ancor più debole. Pensiamo che non si possa considerare la Democrazia semplicemente un costo, come altri diritti quali la Salute o l’Istruzione. Di certo comunque questo Governo non è altrettanto attento alla Spending Review quando si tratta ad esempio di incrementare le spese militari di altri 5 miliardi di Euro per il 2014. In ogni caso la Corte dei Conti ha certificato che il presunto risparmio comportato dal Decreto é irrealistico e privo di ogni fondamento. Contro il miliardo di Euro annuo annunciato dal Governo la Corte stima un risparmio di poche decine di milioni e prospetta addirittura il rischio che le spese aumentino a seguito dei costi della riforma e della cessione di competenze ad altri enti quali le regioni. I nuovi amministratori inoltre manterranno rimborsi spese molto generosi, laute ricompense e oneri previdenziali, pur non essendo stati eletti dal popolo e possedendo tutti doppie funzioni. La verità è che le ragioni che ispirano il decreto sono altre. Con esso il Partito Democratico esprime tutta la vocazione eversiva della borghesia italiana e della Troika europea che intendono comprimere al minimo la partecipazione dei cittadini e il delicato sistema costituzionale di controlli e contrappesi, per favorire la rapida affermazione delle politiche di “macelleria sociale” e smantellamento dei diritti del lavoro che ha già avuto inizio.
Tutto mentre Berlusconi e Forza Italia già assicurano la massima collaborazione per le nuove controriforme annunciate, quali la revisione dello Statuto dei Lavoratori e la completa abolizione dell'articolo 18.
Per queste ragioni la Federazione di Latina del Partito della Rifondazione Comunista e i suoi rappresentanti non parteciperanno a questa consultazione farsesca che si denota come un esproprio di Democrazia ai danni delle classi popolari e continuerà a promuovere iniziative di sensibilizzazione e di lotta contro questo scempio. Invitiamo le altre forze politiche a fare altrettanto, dimostrando nei fatti e non solo a parole la propria contrarietà.
La nostra scelta è inoltre coerente con la linea politica assunta da “L'Altra Europa con Tsipras” in occasione delle scorse elezioni europee, quando la lista si presentò agli elettori rifiutando ipotesi di accordi con il Partito Democratico, responsabile di questa legge truffa, e quale suo avversario.

LA DEMOCRAZIA NON SI BARATTA!


 
Federazione di Latina
partito della Rifondazione Comunista

venerdì 5 settembre 2014

Illuminazione: Privato è meglio (!?)

La maggioranza a sostegno di De Santis ha recentemente annunciato la privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica della città, approvata in una delibera di indirizzo del Consiglio Comunale che ha avviato le procedure per predisporre l’imminente bando di gara. Mentre il governo delle larghe intese di Renzi apre il banchetto preparandosi a varare un decreto che comporterà la privatizzazione delle aziende pubbliche o partecipate in tutt’Italia, a Itri già si segue quanto promosso in alcuni comuni limitrofi amministrati dalla destra come Gaeta, Fondi e Terracina. Le argomentazioni a sostegno del provvedimento sono le solite da sempre addotte dai liberisti: Solo il mercato consente efficienza e risparmio. Poco importa che tutte le privatizzazioni avvenute finora abbiano prodotto effetti diametralmente opposti, con l’unico beneficio per le tasche dei gestori e per le ristrette clientele politiche che li sostengono. Gli esempi più noti sono la conduzione catastrofica del servizio idrico operata da Acqualatina e la privatizzazione del Cimitero cittadino. Questa volta però la minestra è condita con la variante pseudo-ecologista dell’ “efficientamento energetico”. In altre parole i privati sostituirebbero le attuali luminarie con altre dotate di LED, riducendo impatto ambientale e spese. Tale risparmio consentirebbe appunto il profitto dell’azienda su di una cifra fissa annua erogata dal comune di ben 188 mila Euro IVA esclusa, equivalente alla spesa attuale, per un totale di 2 milioni 820 mila Euro. Dai dispacci diramati e da una semplice divisione si evince che la durata dell’appalto sarebbe addirittura di 15 anni…decisamente una bella ipoteca per il nostro  futuro! Il sistema in questione viene chiamato “FTT” che sta per “Finanziamento Tramite Terzi”, ma nella sostanza è la solita solfa in cui il pubblico ci mette i nostri soldi e il privato ci guadagna. Per non parlare del rischio altissimo di infiltrazioni malavitose nel nostro territorio favorito da operazioni come questa e confermato da recenti indagini in diversi centri limitrofi.  
Alla luce delle informazioni attuali facciamo un po’ di conti:
Se l’Amministrazione ha così tanto a cuore il risparmio energetico come mai non ci risulta che abbia richiesto entro il 2013 l’accesso ai cospicui e arcinoti finanziamenti statali del “Conto Energia” detto anche “call for proposal”, per l’istallazione del fotovoltaico sugli edifici pubblici? La possibilità di richiedere i sovvenzionamenti, ottenuti da numerosissimi comuni, non è stata prorogata dal Patto di Stabilità 2014…quindi il danno è irreparabile.
Se il comune continuerà a versare per 15  anni la stessa somma spesa attualmente questo significa che  in un periodo tanto lungo non avremo alcun risparmio per le casse comunali, né di conseguenza per i cittadini. L’illuminazione pubblica è infatti una delle voci principali della tassa comunale “TASI” relativa ai servizi indivisibili, sempre più cara e opprimente soprattutto per le fasce a medio e basso reddito maggiormente colpite dalla crisi.
Se il piano di “efficientamento energetico” venisse portato a termine direttamente dall’ente pubblico si potrebbe ottenere lo stesso beneficio per l’ambiente, se non maggiore. E’ noto infatti che il privato tende sempre a risparmiare sulle spese per incrementare i profitti. Si potrebbe tuttavia ottenere una progressiva riduzione dei costi del servizio e un abbattimento delle tasse, in un periodo sicuramente molto inferiore a quello previsto dall’appalto. In altre parole un piano di investimento pubblico ponderato e diluito nel tempo per la sostituzione delle luminarie verrebbe ripagato da un grande beneficio economico futuro.
A conti fatti con la privatizzazione del servizio di illuminazione pubblica il risparmio energetico ed economico ottenuti utilizzando le nuove tecnologie non incideranno positivamente sulle casse comunali ma rimpingueranno unicamente i profitti della ditta appaltante.
Circolo PRC Itri-Gaeta “Mariano Mandolesi” 

domenica 31 agosto 2014

NUMERI VINCENTI LOTTERIA

1-Bici da passeggio - 1030
2-Macchina fotografica digitale - 0324
3-Tenda da campeggio per 2 - 1794
4- Minicrociera offerta da Kilroy - 0498
5- Notte al BeB 1400 - 0111
6-Biglietto per due al parco avventura di Itri - 0273
7- due maxi pizze da "Ca...Legna" - 1334
8- Vassoio pizza offerto da "Franco" - 0144 
9- Materiale didattico - 1062
10- 1 kg di caffè - 075

Per info chiamare 3477174907 o 3406811328

mercoledì 27 agosto 2014

XV Festa di Liberazione a Gaeta

Venerdì 29 e Sabato 30 Agosto in Piazza Monsignor Di Liegro     
Il Partito della Rifondazione Comunista di Gaeta è fiero di annunciare l’apertura della sua XV edizione della “Festa di Liberazione” per Venerdì 29 Agosto in Piazza Monsignor Di Liegro, davanti la scuola elementare “Virgilio”. Dopo qualche anno di interruzione e il successo del giorno della scorsa edizione 2013 organizzata dal nuovo circolo cittadino del PRC,  per il 2014 la festa raddoppia la sua durata nello sforzo di tornare alle consuetudini di un appuntamento estivo che è stato per lungo tempo in passato una tradizione attesa e partecipata in città. Se come sempre non mancheranno i piacevoli momenti ricreativi che hanno sempre attratto numerose persone in piazza per l’occasione, è intenzione del Circolo “Mariano Mandolesi” rafforzare sempre più il carattere politico della Festa, politica intesa dai suoi iscritti come lotta a qualsiasi livello, locale, nazionale ed internazionale. Eloquenti in questo senso lo slogan scelto, “Unire i Comunisti, costruire l’Opposizione di Classe”, i temi dei dibattiti e gli ospiti presenti come relatori. Spiccano pure le scelte di destinare parte dei ricavati alla ricostruzione della Striscia di Gaza in Palestina, oltre che devolverne altra parte alla Carovana Antifascista per la popolazione e le milizie popolari del Donbass (Ucraina) costrette a dover combattere contro le milizie neo-naziste del governo golpista di Kiev vergognosamente sostenuto da USA e Paesi UE, Italia di Renzi inclusa. La Festa quindi, oltre a stand, installazioni, angolo gastronomico e concerti, prevederà come al suo solito pure momenti di discussione e proiezioni articolati durante due giorni.
Venerdì 29 Agosto alle ore 18 si terrà un dibattito pubblico dal titolo “L'Imperialismo di USA, UE e Israele da Gaza all'Ucraina: Responsabilità e rischi della Base Americana di Gaeta”. Interverranno Franco Fracassi (giornalista di Pop Off), Claudio Ortale (CPN Rifondazione Comunista), Matteo Lisi (portavoce provinciale Giovani Comunisti). A conclusione musica live con Aemet, T.S.O., Il Malpertugio. Sabato 30 Agosto alle ore 17.30 altro dibattito pubblico: “Fronti di lotta in Italia e sul nostro territorio. Costruiamo un'opposizione di classe contro Troika, Governo Renzi e Giunta Mitrano.” In questo caso interverranno invece Gennaro Varriale del Comitato spontaneo di lotta contro Acqualatina, Angelo Fascetti dell’esecutivo nazionale AS.I.A (Associazione Inquilini Abitanti) USB Roma, Giancarlo Luciani, Responsabile AS.I.A USB Latina, Benedetto Crocco, Segretario Politico Circolo PRC Itri- Gaeta "Mariano Mandolesi", Fulvio Grimaldi , giornalista e scrittore che presenterà il suo ultimo lavoro. Alle ore 20 verrà quindi proiettato il docufilm di Fulvio Grimaldi “ Fronte Italia - Partigiani del 2000”. A seguito, altra musica dal vivo con Hard to Handle, The Streets of Lovers, Rain Wizard. Al termine del concerto inizierà l'estrazione dei numeri vincenti della lotteria popolare legata alla festa.

mercoledì 13 agosto 2014

Sfratto del Liceo: Non facciamoci prendere in giro! Lottiamo contro larghe intese, Governo Renzi e Giunta provinciale

Riteniamo inammissibile nel merito e nel metodo la decisione di sfrattare il Liceo "E.Fermi" dalla sua sede storica di Piazza Trieste destinandolo all'edificio di Calegna che ospita attualmente la Ragioneria, con la quale verrebbero suddivise le strutture per concedere ulteriore spazio all'istituto Nautico. Gli studenti che frequentano la sede di Calegna da tempo ne denunciano le gravi carenze come la mancanza di laboratori, di una palestra e la carenza di aule. Queste hanno già prodotto disagi e disservizi quali riduzioni dell'orario scolastico e doppi turni. Lo sgombero è stato deciso dall'Amministrazione provinciale il cui Presidente di Forza Italia, Armando Cusani, sostenuto da Mitrano e dai suoi amici in occasione delle ultime elezioni europee, è stato formalmente sospeso a seguito delle prescrizioni della legge Severino dopo aver ricevuto una condanna per abuso d'ufficio. Lo stesso Cusani risulta tra gli amministratori della Fondazione privata "G. Caboto" che ha messo da tempo le mani sull'Istituto Nautico. La Fondazione "G. Caboto" , peraltro, ha già tentato di sfruttare il proprio ascendente sulla Giunta Mitrano per impossessarsi di parte dell'ex "Caserma Cosenz", ristrutturata con soldi pubblici della Regione Lazio. Assistiamo quindi ad un evidente conflitto di interessi alla base di una scelta che non è finalizzata alla tutela del diritto allo studio ma risulta coerente con le politiche nazionali di tagli alla scuola pubblica in favore di istituti ed enti privati. Sosteniamo la legittima esigenza di ampliamento e potenziamento dell'istituto Nautico "G.Caboto", che pure lamenta strutture attualmente carenti e inadeguate rispetto alle sue potenzialità. Tale esigenza tuttavia dovrebbe avere risposta all'interno di un grande programma di rifinanziamento della scuola pubblica e di tutela della sua autonomia da interessi privati o clientelari di ogni sorta, non a discapito di altre scuole e di altri studenti con pari dignità. Ci disgusta l'ipocrita coro unanime di politici e amministratori locali che si sono mostrati pubblicamente uniti nella contrarietà al provvedimento, mentre i propri partiti e i propri governi sono uniti nella demolizione della scuola pubblica, di cui lo sfratto del Liceo è solo l'ultimo effetto. Il Sindaco Mitrano ha avuto anche il coraggio di farsi un po' di "passerella" con un'inopportuna quanto inutile retata presso l'istituto in lotta, accompagnato dall'ex Sindaco Raimondi. Quest'ultimo di recente aveva addirittura invitato a Gaeta l'attuale Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini, nemico numero uno della scuola pubblica ed ex compagna di partito di Raimondi nel movimento liberista "Scelta Civica". Il Piano di ridimensionamento scolastico approvato dalla Regione e interpretato dall'ente provinciale segue in realtà proprio le direttive del Ministero dell'Istruzione, dell' Università e della Ricerca (MIUR) che negli ultimi 20 anni ha prodotto tagli per miliardi di euro, ha sovvenzionato in modo incostituzionale la scuola privata, ha ridotto il personale scolastico producendo le classi pollaio, ha privato migliaia di Istituti della propria autonomia didattica e amministrativa. Un processo benedetto dalla Troika europea, accelerato dai governi Berlusconi e passato attraverso le larghe intese, che ora ha trovato nel governo PD di Renzi il suo ultimo e più convinto sostenitore. Il Ministro Giannini già annuncia altre controriforme come l'eliminazione del V anno di scuole superiori, lo stravolgimento del sistema di reclutamento del personale che diverrà sempre più arbitrario e clientelare, l'incremento a parità di salario dell'orario di lavoro degli insegnanti a discapito della didattica e ulteriori tagli indiscriminati. Non facciamoci prendere in giro! L'unico modo per invertire la tendenza in atto non è alimentare "guerre tra poveri" ma lanciare una grande mobilitazione unitaria di studenti, insegnanti e ATA per sostenere un nuovo piano di tutela e di rifinanziamento della scuola pubblica italiana. Per questo i Giovani Comunisti e il PRC annunciano imminenti iniziative di sensibilizzazione e di lotta sul territorio. 

Giovani Comunisti
Circolo PRC “Mariano Mandolesi”