IL PC CHIEDE L’IMMEDIATA REVOCA DEL BANDO E CHE SI ACCANTONI IL PROGETTO
PARTITO COMUNISTA,
SEZIONE MARIANO MANDOLESI, GAETA
IL PC CHIEDE L’IMMEDIATA REVOCA DEL BANDO E CHE SI ACCANTONI IL PROGETTO
PARTITO COMUNISTA,
SEZIONE MARIANO MANDOLESI, GAETA
CHIEDIAMO
CHIARIMENTI ALL’ ASL, AL SINDACO MITRANO E ALL’ASSESSORE MORINI.
PARTITO COMUNISTA,
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA
PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA
Invitiamo quindi tutti i
cittadini di Gaeta, Formia e Itri a partecipare alla petizione, ricordando che
è possibile scaricare i moduli online dal sito comunistigaeta.blogspot.it, e
consegnarli a noi una volta riempiti (anche se non sono completi), per maggiori
informazioni potrete contattarci tramite la nostra pagina Facebook Partito
Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.
Partito Comunista – Gaeta
– Sez.”Mariano Mandolesi”
IL FALLIMENTO DEL GOVERNO DELLE DESTRE E DEL PD
I dati demografici che riguardano
Gaeta certificano, al di là di ogni ragionevole dubbio, il completo fallimento
del governo cittadino delle destre con il Partito Democratico e di 9 anni di
Giunta Mitrano. Ad Agosto del 2020 i dati Istat attestano 19.912 residenti.
Qualora il dato venisse confermato anche al 31/12, come probabilmente accadrà,
sarebbe la prima volta da almeno 60 anni che il saldo annuale vede la
popolazione cittadina scendere sotto i 20 mila abitanti. Se si considera che,
diversamente dal dopoguerra, oggi molte di queste residenze sono fittizie
poiché mantenute per conservare piccoli benefici sulle seconde case, si comprende
ancor meglio quanto questo dato sia allarmante. Il saldo naturale del rapporto
tra le nascite e i decessi si è mantenuto costantemente negativo dal 2012 ad
oggi, aumentando notevolmente rispetto al decennio precedente e raggiungendo
delle punte mai registrate prima. Anche il saldo migratorio risulta negativo a
partire dal 2016. L’età media della popolazione si è invece incrementata
costantemente passando dai 45,9 anni del 2012 ai 48,4 degli ultimi dati
disponibili, con un decremento costante e impetuoso della popolazione con età
da 0 a 14 anni e da 15 a 64 anni a partire dal 2014.Su ognuno di questi temi noi
Comunisti abbiamo prodotto nel tempo proposte concrete e battaglie a difesa dei
lavoratori.
- Abbiamo chiesto provvedimenti che riducessero il peso fiscale
sulle fasce più deboli e le piccole attività produttive scaricandolo sui più
alti profitti e sulle posizioni di rendita, costi dei servizi gratuiti o
proporzionati ai redditi anche grazie alla loro gestione pubblica, sostenuta di
recente pure attraverso una petizione firmata da centinaia di cittadini.
- Abbiamo proposto l’istituzione di meccanismi precisi che
favorissero anche con sgravi e concessioni le attività che assumessero di più e
a condizioni lavorative migliori, con l’introduzione di clausole simili anche
nelle gare d’appalto. La creazione di posti di lavoro garantito anche grazie ad
un organismo di controllo costituito dagli stessi lavoratori impiegati, sarebbe
una delle principali finalità dell’azienda comunale multiservizi proposta e
sottoscritta da molti residenti.
- Abbiamo chiesto che gli appalti
pubblici seguissero procedure trasparenti che favorissero, oltre alle
condizioni lavorative e alla qualità delle opere realizzate, le più sane
imprese locali e del comprensorio. Un risultato raggiungibile oltre che grazie
ad un più scrupoloso e puntuale controllo pubblico sui lavori anche e
soprattutto riducendo al minimo il ribasso sulle gare d’appalto ed evitando di
ricorrere ai subappalti ed al Project Financing, sistema invece continuamente
riproposto dall’attuale Amministrazione. Quest’ultima ha invece privilegiato
procedure che estromettono di fatto gran parte delle aziende locali, perché
richiedono risorse ingenti anche se di dubbia provenienza, salvo far rientrare
dalla finestra all’occorrenza nel giro d’affari solo poche e assai note ditte.
- Neanche rispetto alle piccole
attività imprenditoriali, legate prevalentemente al commercio, alla
ristorazione e alla ricezione turistica in genere, si sono messi in campo
provvedimenti adeguati di tutela e salvaguardia. Perfino di fronte alla crisi
epocale scaturita dal Covid queste attività hanno beneficiato di sgravi del
tutto insufficienti e simbolici rispetto a quanto richiesto da noi e dalle
circostanze.
- Non diversa la situazione in
merito alle politiche abitative. Da anni chiediamo un grande piano di edilizia
popolare in grado di dare finalmente risposta alle centinaia di richiedenti.
Nulla di ciò è avvenuto. Da anni chiediamo l’istituzione di meccanismi seri per
calmierare ed ampliare il mercato degli affitti, al posto dei quali si è
preferito un canone concordato fasullo e ad esclusivo beneficio dei
proprietari.
Contro le scelte attuate in
questi quasi 10 anni e per invertire la tendenza in atto rinnoviamo il nostro
invito rivolto a tutti i cittadini più colpiti dallo stato di cose presente a
contattare la nostra sezione locale per fornire il proprio importante
contributo di idee e di energie militanti, per continuare nel tempo a costruire
insieme un percorso di vero cambiamento dando forza politica a chi davvero
rappresenta i loro interessi. Per info e contatti contattaci sulla nostra
pagina facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.
PARTITO COMUNISTA-
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA
PARTITO COMUNISTA,
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA

Ad Aprile 2020, in piena emergenza Covid, il comune di Gaeta
ha stanziato la cifra ragguardevole di 606 mila Euro per le famiglie in
condizioni di disagio socio economico. Il contributo poteva essere ripartito
tra varie voci tra le quali buoni spesa, acquisto di medicinali, assistenza
scolastica per bambini in condizioni particolari, assistenza educativa, ausili
didattici, assistenza alle famiglie con malati oncologici o neurologici. Come
Partito Comunista analizzammo subito il provvedimento non contestandone la
natura ma ponendo diverse domande ed avanzando proposte migliorative. Nello
specifico chiedemmo che la misura venisse prorogata anche oltre la fase più
acuta dell’emergenza, rendendola permanente almeno per le categorie più deboli,
alla luce del quadro sociale cittadino già assai complesso e delle indubbie
ricadute future della crisi. In secondo luogo chiedemmo che la cifra erogata
venisse rimodulata al fine di comprendere un contributo specifico per i
lavoratori rimasti senza occupazione a seguito della crisi. Infine notammo come
i requisiti per accedere ai sussidi si riferissero all’ISEE 2020, che come è
noto è relativo alla condizione patrimoniale dell’anno precedente, quindi del
tutto avulsi per paradosso proprio dagli effetti del COVID. La questione non è di poco conto visto che le
famiglie con un ISEE anche solo leggermente superiore al limite di 5000 euro
indicato, quindi già in difficoltà, una volta colpite ancor più duramente
proprio dagli effetti della crisi che si intendeva contrastare non avrebbero
beneficiato degli aiuti. Ci è sorto quindi da subito il dubbio che tali
criteri, sommati al tetto massimo stabilito per gli aiuti destinati alle
singole famiglie, potessero limitare in modo eccessivo e alquanto sospetto l’accesso
effettivo a tali misure. Abbiamo temuto
quindi che il provvedimento si rivelasse l’ennesimo specchietto per le
allodole, l’ennesima bomba mediatica, l’ennesima mossa propagandistica priva di
ricadute apprezzabili nella realtà. Ad implementare i nostri dubbi è il fatto
che a distanza di ben 5 mesi non ci risulta alcun bilancio pubblico e
accessibile, anche se parziale, relativo alle cifre erogate e a quanti nuclei
familiari ne abbiano effettivamente beneficiato, per quali interventi e
relativi periodi di tempo. Il fatto ci sembra quantomeno sospetto, ben oltre
l’ormai nota scarsa trasparenza dell’attuale Amministrazione, la quale avrebbe
avuto in teoria tutto l’interesse a divulgare i dati elencati. Ci sembra
surreale che tali cifre non siano note e tantomeno oggetto di dibattito
politico. Questo è occupato attualmente dalle luminarie natalizie, deliberate
dal voto quasi unanime del Consiglio comunale, con gli ingenti costi che
comportano e come se le problematiche sociali delle famiglie in difficoltà si
fossero di colpo miracolosamente dileguate liberando importanti risorse per
altro. Ciò rende evidente ancora una volta come le istanze delle classi
popolari e dei lavoratori, più duramente colpiti dalla crisi, non trovino
attualmente alcuna rappresentanza nelle aule del Consiglio. Il Partito
Comunista interpella pubblicamente l’Assessore alle politiche del Welfare Lucia
Maltempo, chiedendo di rendere subito pubblici i dati richiesti, non escludendo
di intraprendere una richiesta formale di accesso agli atti qualora ciò non
avvenisse in tempi ragionevoli.
PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO
MANDOLESI” GAETA
IL PARTITO
COMUNISTA CHIEDE SPIEGAZIONI A MITRANO E CASATI

Sono giunte al Partito Comunista
una serie di segnalazioni che non possono essere ignorate, qualora venissero
confermate rappresenterebbero un fatto gravissimo. Già da settimane, secondo
quanto riferitoci, un numero cospicuo di importanti apparecchiature mediche sarebbe
stato trasferito dal “Di Liegro” di Gaeta al “Dono Svizzero” di Formia, tra cui
quelle adoperate per la respirazione assistita. Di fatto il reparto Covid di
Gaeta, appena aperto, sarebbe stato completamente smantellato. Tutto sarebbe
avvenuto nel totale silenzio, che striderebbe non poco con il grande clamore
mediatico dedicato invece dal Sindaco di Gaeta all’apertura del locale reparto
Covid, reputato da molti e non a torto decisamente fuori luogo e inopportuno
vista la gravità del momento. Non ci risulta che la Pandemia sia terminata,
anzi tutt’altro, assistiamo purtroppo ad una nuova impennata dei contagi, il
Lazio è ormai una delle regioni maggiormente colpite e si sono registrati nuovi
casi anche nella nostra città. A preoccupare ancor di più sono i mesi
autunnali, come continua a ripetere l’intera comunità scientifica. I 12 posti
letto ricavati presso il nostro nosocomio, spacciati impropriamente come grande
dimostrazione di lungimiranza, rappresentavano in realtà solo un atto dovuto e
del tutto normale, il minimo che ci si dovesse aspettare alla luce degli eventi.
Questo era assolutamente insufficiente a coprire come si sarebbe voluto le
enormi responsabilità di una classe politica vera responsabile del saccheggio
ai danni della sanità pubblica, perpetrato colpevolmente proprio a partire
dalla chiusura e dal depotenziamento di centri ospedalieri come il “Di Liegro”.
Da tempo ripetiamo infatti che l’unica degna risposta a quanto avvenuto sarebbe
l’immediata restituzione della piena funzionalità attraverso il rifinanziamento
pubblico a strutture quali l’ospedale di Gaeta, assurdamente smantellate pezzo
dopo pezzo, non la stucchevole propaganda di chi promette fantomatici centri
diagnostici grazie all’elemosina insufficiente di privati benefattori. Solo
così si potrebbe superare la logica fallimentare dell’emergenza ed evitare che
i fatti luttuosi verificatisi in concomitanza con la pandemia non si ripetano
in futuro con la triste entità cui abbiamo assistito. Il fatto che il nuovo
reparto Covid di Gaeta non solo non risulti propedeutico ad interventi di
questo genere, ma venga addirittura smantellato furtivamente in piena
emergenza, rappresenterebbe un vero schiaffo alla memoria delle vittime, un
insulto alla coscienza di noi tutti, un autentico crimine contro la salute
pubblica. Chiediamo che il Sindaco Mitrano ed il Direttore Generale della ASL
Casati intervengano immediatamente e dettagliatamente in merito a quanto
segnalatoci. Qualora ciò non avvenisse considereremo il loro silenzio quale
conferma dei fatti gravissimi denunciati e chiameremo la cittadinanza a dare
nuovo impulso alla battaglia per la difesa del nostro Ospedale e della sanità
pubblica.
PARTITO
COMUNISTA-SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA
IL PARTITO
COMUNISTA RILANCIA LA PETIZIONE PER UNA GESTIONE PUBBLICA.
PARTITO COMUNISTA - SEZIONE
“MARIANO MANDOLESI” - GAETA
FATTO GRAVE.
CHIEDIAMO INTERVENTI A TUTELA DELLA CITTA’
PARTITO COMUNISTA
“SEZIONE MARIANO MANDOLESI” GAETA