"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

martedì 21 dicembre 2021

Difendi Gaeta: il Partito Comunista lancia un appello per un’alleanza sociale in città.

In questi dieci anni di amministrazione Mitrano abbiamo denunciato come Gaeta stesse diventando sempre di più un luogo per pochi privilegiati, con aumenti delle tasse e degli affitti, perdita costante della popolazione che dopo 60 anni è tornata a scendere sotto i 20.000 abitanti, e aumento della ricchezza nelle mani di costruttori, balneari, albergatori e percettori di grandi rendite. Spesso ci siamo ritrovati l'unico partito nel condurre importanti battaglie popolari che ci hanno visto battere in più occasioni, pur non avendo consiglieri comunali, l’amministrazione in carica, come è stato il caso del mega parcheggio privato di Villa delle Sirene, la proposta di delibera popolare contro la chiusura dei contatori di Acqualatina, o la lotta contro la realizzazione del mega forno crematorio sempre e rigorosamente privato. Ma sono pure tante le altre mobilitazioni che abbiamo portato avanti insieme ai cittadini in questi anni: la difesa del presidio ospedaliero di Gaeta, la lotta contro il tentativo di privatizzare ulteriormente i servizi cimiteriali e quindi farne aumentare ancora i prezzi, la campagna contro lo sfruttamento dei lavoratori stagionali; abbiamo pure raccolto e consegnato migliaia di firme di cittadini arrabbiati e delusi dalle scelte amministrative e che pretendevano altro, come nel caso di proposta di un piano parcheggi decentrato e collegato con il centro città tramite trasporti pubblici, o per la gestione pubblica, tramite Azienda Speciale e sotto il controllo di un comitato degli stessi lavoratori, dei principali servizi offerti dalla città, dalla raccolta dei rifiuti, alla gestione dei parcheggi, del verde pubblico, alla gestione delle spiagge, tutti ambiti invece in mano a privati con il risultato che i servizi sono sempre più costosi e allo stesso tempo anche più scadenti.

L’azione di chi, presente in consiglio comunale, doveva opporsi a queste politiche fatte di privatizzazioni e regali agli amici degli amici, è stata spesso inefficace se non addirittura complice quando si è trattato di prendere scelte strategiche a favore di privati: emblematiche in questo senso sono le votazioni all’unanimità di molte delibere".

D'altronde questi personaggi, che a livello locale spesso si dichiarano civici, fanno ognuno riferimento ai partiti che ormai tutti assieme da destra a sinistra governano con Draghi e che allegramente stanno portando avanti anche a livello nazionale le stesse dinamiche dell’amministrazione Mitrano, svendendo l’Italia a banche e multinazionali.

La stessa “fresca” (si fa per dire) candidatura a sindaco di D'amante non è un segnale di novità e rottura con pratiche del passato, ma piuttosto parte di uno scontro fra correnti per riprendersi la guida del Partito Democratico di Gaeta e limitare i danni dell’inconsistenza dell'agire politico quantomeno decennale di chi ora lo sostiene. Così è pure per i nomi di ulteriori candidati a sindaco che circolano.

Non esiste oggi una parte migliore del PD così come non esiste una destra nazionale che tenga davvero alla sovranità del popolo. Sono ambedue oramai, insieme a quel che rimane delle macerie dei 5stelle, facce della stessa medaglia, un Partito Unico Liberale (PUL) che assoggetta il paese alla mercè della Banca Centrale Europea, delle multinazionali, degli industriali speculatori che spremono gli operai fino all’osso e poi spostano la propria sede in Olanda e la produzione in paesi più poveri, o dei grandi colossi di internet che guadagnano miliardi senza pagare un euro di tasse.

In questo percorso di avvicinamento alle elezioni comunali del 2022 abbiamo partecipato ad alcuni incontri con chi si sta presentando come alternativa all’attuale amministrazione, ma ci siamo trovati davanti i soliti carrozzoni elettorali, quelli acchiappa poltrona nati poco prima del voto e che cesseranno di esistere subito dopo, senza volontà di compartecipazione dei cittadini nel tempo e che quindi lasciano isolati gli eventuali consiglieri eletti a fare politica per se stessi e uno sparuto giro di seguaci, che poi così si dimostrano spesso inutili o addirittura dannosi e traditori del proprio elettorato. Diciamo inoltre che non basta fare ammucchiate contro Mitrano e poi Leccese se poi si propongono le loro stesse politiche.

Per questo, sulla scia di quanto abbiamo invece già percorso con parte della città, lanciamo ora un appello di alleanza sociale tra chi appunto vive del proprio lavoro e non si sente rappresentato da questo sistema che perpetua sempre le stesse dinamiche clientelari e privatistiche nel nome del profitto di pochi, un percorso che vada oltre il momento del voto come un patto per DIFENDERE GAETA nel tempo, da ingiustizie e aggressioni di speculatori privati (esempio il caso piazzale “ex stazione” da noi denunciato subito dopo l’inaugurazione dei lavori di Zingaretti) spesso neanche locali e facenti capo a Mafie e Multinazionali, per TUTELARE IL TESSUTO SOCIALE DEL NOSTRO TERRITORIO e SALVAGUARDARE L’AMBIENTE da cementificazioni, privatizzazioni e inquinamento. Per un PERCORSO DI LOTTE E RIVENDICAZIONI COMUNI con quella parte della città che vive a fatica del proprio lavoro, siano essi partite IVA o stagionali delle attività turistiche, precari vari del terziario, dipendenti stabili delle ormai poche realtà produttive rimaste con difficoltà in piedi o proprietari delle piccole attività commerciali, da anni in crisi, che non godono del luccichio delle luminarie, ma che invece, soprattutto in questi due ultimi anni di Covid, hanno assistito impotenti al drastico calo delle proprie entrate a fronte invece di una sempre maggiore tassazione sia a livello nazionale che locale, mentre i più grandi e ricchi godono di esenzioni o sconti (es. Amazon a livello nazionale e alberghi e stabilimenti balneari a livello locale). Un’alleanza PER DIFENDERE i diritti sociali fondamentali come il DIRITTO AD UN LAVORO DIGNITOSO (i precari vari così come i dipendenti Blu Service, Del Prete ed ex Panapesca sanno a cosa ci riferiamo…). Un’alleanza che allarghi e rilanci le nostre esperienze di coinvolgimento e lotta politica che si sono dimostrate sempre vincenti quando hanno visto la partecipazione dei cittadini.

Per questo invitiamo tutti i soggetti interessati a partecipare all’Assemblea permanente di questa costituente alleanza sociale, riunioni aperte che si terranno ogni Lunedì pomeriggio, a partire già dal 27 Dicembre, dalle 17:30 in poi, presso la nostra sezione in Via dell’Indipendenza 206. Coinvolgendoli in un percorso elettorale comune, permettendo con il loro sostegno, impegno, competenza ed eventuale candidatura, contiamo di portare finalmente al centro del dibattito politico gaetano il tema del lavoro, della ridistribuzione più equa della ricchezza e della vera ecologia.

IL PRIMO OBIETTIVO E’ TORNARE AD AVERE CHI DAVVERO LI RAPPRESENTI NELLE ISTITUZIONI, E INSIEME QUESTA VOLTA CE LA FAREMO !!!

Partito Comunista – Sezione “Mariano Mandolesi” – Gaeta

domenica 18 aprile 2021

IMPIANTO DI CREMAZIONE: LE PRESCRIZIONI DELLA PROVINCIA NON SI POSSONO IGNORARE

IL PC CHIEDE L’IMMEDIATA REVOCA DEL BANDO E CHE SI ACCANTONI IL PROGETTO

Rispetto alla lettera inviata dal Settore Ecologia e Tutela del Territorio della Provincia di Latina, riguardante la realizzazione dell’Impianto di Cremazione in località S. Angelo a Gaeta, erano già emerse alcune dettagliate indiscrezioni giornalistiche. Leggere tuttavia di persona e nella sua interezza la missiva protocollata il 16/03/2021, numero 010259, getta maggior luce sul suo contenuto e sulle gravi responsabilità dell’Amministrazione Mitrano, sostenuta dalle destre e dal Partito Democratico. La lettera contesta quanto riportato dalla Determina Dirigenziale numero 764 del 18/09/2020, prodotta dal Comune di Gaeta, riferita alle conclusioni della Conferenza di Servizi convocata per l’acquisizione dei pareri riguardanti la realizzazione dell’impianto. Prosegue recitando che “Nella suddetta Determina viene erroneamente ascritto alla Provincia di Latina un silenzio assenso di cui all’art. 14.ter co.7, della L.241/90 con motivazione di non aver dato seguito ad una richiesta del Comune di Gaeta, inoltrata con missiva prot. N 38162 del 11/08/2020, nella quale si invitava la Provincia a fornire più congrua motivazione al dissenso espresso con propria nota prot. 27127 del 11/08/2020, aggiungendo che in difetto avrebbe ricorso all’Istituto del Silenzio assenso…” E’ la stessa lettera della Provincia che tuttavia chiarisce in seguito come la richiamata comunicazione prot. 27127 del Comune di Gaeta sia stata preceduta da altre comunicazioni della Provincia, peraltro allegate alla presente, “…le quali contenevano esplicite richieste di integrazioni documentali non soddisfatte nel corso della procedura portata avanti da codesto Comune di Gaeta”. Nello specifico le integrazioni richieste, mai ottenute ed ignorate dal Comune di Gaeta riguardano due aspetti non soltanto indispensabili a norma di legge, ma essenziali per la tutela del territorio e della salute dei cittadini, proprio quelle peraltro contestate principalmente dai residenti. Parliamo delle emissioni in atmosfera, per le quali “…dovrà essere acquisita l’autorizzazione ai sensi dell’art. 269 del D.Lgs 152/06, previa presentazione di apposita istanza con le modalità previste dalla normativa vigente” e dell’autorizzazione “...agli eventuali scarichi di acque reflue ai sensi dell’art. 124 del D Lgs 152/06”. Tutte richieste precise e dettagliate, con tanto di riferimenti normativi, altro che silenzio assenso! A tali richieste nessuna produzione della dovuta documentazione è seguita da parte del Comune, fatto che induce la Provincia a ribadire con ulteriore nota del 09/04/2020 l’impossibilità di esprimere un parere in mancanza della dovuta documentazione. Si contesta al Comune pertanto il fatto che nella determina in oggetto, in modo sorprendente, non esista alcun riferimento ai pareri ed alle richieste precise espresse dalla Provincia chiedendo di integrare le palesi omissioni, oltre che di riformulare la determina eliminando i riferimenti erronei al silenzio assenso. Si chiarisce infatti che l’appellarsi a tale criterio da parte del Comune, oltre ad essere illegittimo e immotivato, è anche contrario alle leggi vigenti in materia poiché “secondo quanto prescritto dal c.4 dell’art. 14 della l. 241/1990 l’assenso senza condizioni non trova applicazione per quei procedimenti per i quali la disciplina europea prevede l’emissione di un provvedimento espresso (Emissioni in atmosfera e tutela acque, nella fattispecie)”. Alla luce di tutte queste ragioni la Provincia diffida il Comune a revocare eventuali autorizzazioni rilasciate per la realizzazione dell’impianto cimiteriale di cremazione e vietare l’emissione di agenti inquinanti senza le dovute autorizzazioni provinciali. Ci chiediamo come sia possibile, sulla base della situazione descritta, che il Comune non abbia ancora ottemperato in alcun modo alle richieste perentorie e non abbia interrotto l’iter per la realizzazione dell’impianto. Quali interessi spingono l’attuale Amministrazione a procedere in maniera cieca e sconsiderata per la realizzazione di un progetto che non porta alcun tipo di beneficio, se non per le tasche della ditta aggiudicatrice, senza curarsi né rendere conto dei rischi per la salute dei cittadini e dell’integrità del territorio, procedendo peraltro come dimostrato nella più totale illegalità? Ci sono forse promesse da mantenere e debiti da pagare in vista dell’imminente scadenza del mandato? Come si può spiegare altrimenti un comportamento tanto assurdo? Come Partito Comunista non possiamo che unirci ancora una volta con i cittadini in lotta tornando a chiedere a gran voce che l’Amministrazione rispetti le indicazioni della Provincia, interrompa subito l’iter del progetto ed il relativo bando di affidamento, accantoni in modo definitivo l’idea di realizzare questo impianto inutile e dannoso. 

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE MARIANO MANDOLESI, GAETA

venerdì 2 aprile 2021

PARTITO COMUNISTA: FORTI DUBBI SUI DATI COVID-19 DI GAETA

 

CHIEDIAMO CHIARIMENTI ALL’ ASL, AL SINDACO MITRANO E ALL’ASSESSORE MORINI.


La città di Gaeta si è distinta nelle ultime settimane per un livello basso di contagi Covid, come risultante dai bollettini ufficiali quotidianamente diramati dalla ASL. I tamponi vengono effettuati principalmente presso il Drive In del presidio Ospedaliero, un noto laboratorio privato che ha sede in città ed una postazione situata nei pressi della scuola elementare Virgilio, come stabilito da Deliberazione di Giunta del 30/10/2020 che sancisce un accordo tra Comune di Gaeta ed un centro diagnostico privato con sede nel frosinate, il quale la gestisce prevalentemente per lo screening di studenti e fasce più deboli. Eppure qualcosa non torna e sorge il dubbio più che legittimo che esistano vere e proprie falle nel sistema di monitoraggio e prevenzione affidato in larga parte ai privati. La tempestiva e regolare comunicazione di tutti i test con esito positivo all’ ASL di Latina e ai medici curanti dovrebbe non solo garantire dati aggiornati ed attendibili finalizzati a prendere le necessarie misure e seguire l’evolversi della situazione ma anche e soprattutto a scongiurare che alcuni positivi eludano la quarantena obbligatoria ed i controlli diffondendo il contagio. Tuttavia sorgono forti perplessità che ciò accada realmente alla luce di alcuni elementi concreti. Tra i principali è da annoverare il brutto episodio che ha visto tre positivi tra i dipendenti comunali malgrado il municipio sia rimasto aperto per ben tre giorni senza alcun intervento di sanificazione. I tre dipendenti avrebbero eseguito il test presso la postazione di fronte al Virgilio nella mattinata di lunedì 29 Marzo ma i bollettini ufficiali della ASL nel giorno interessato riportano inspiegabilmente solo 2 casi in totale per la città di Gaeta, altri 2 nel giorno successivo. Gravi ritardi e omissioni sono ipotizzabili anche alla luce del fatto che in molti casi le stesse persone contagiate, per senso civico e di responsabilità, rendono subito nota attraverso social ed altri strumenti la propria condizione. Tali riscontri, se messi insieme, sembrano spesso discordanti con i dati resi pubblici nei bollettini ASL. Cosa ancor più preoccupante è che diversi cittadini ci hanno informato direttamente attraverso il nostro servizio “Soccorso Rosso” del fatto che, seppur risultati positivi, hanno constatato con sorpresa che la propria condizione non risultasse in alcun modo alle autorità mediche e alla ASL. Questi elementi e testimonianze, sommati ad un timore sempre più diffuso e radicato che serpeggia in città, ci inducono a chiedere immediatamente di fare chiarezza e rassicurare la popolazione smentendo in modo credibile e documentato che possano esistere casi non registrati di cittadini positivi e che non ci siano falle nel sistema di screening locale. Chiediamo pertanto all’ ASL di Latina e principalmente all’Amministrazione comunale di Gaeta nelle persone del Sindaco Mitrano e dell’Assessore alla Sanità Morini di rendere noto se il sistema esistente e gli accordi stipulati, soprattutto le convenzioni stabilite con i soggetti privati, prevedano la possibilità anche minima che dati così sensibili non vengano prontamente comunicati alle autorità sanitarie e non risultino nei dispacci ufficiali, oltre a chiarire che la parte pubblica, l’Ente locale e la ASL svolgono la doverosa attività di controllo in merito, spiegando altresì le evidenti discrepanze emerse.  

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA

venerdì 26 febbraio 2021

IMPIANTO DI CREMAZIONE COME VILLA DELLE SIRENE: IL PC ESORTA I CITTADINI A NON LASCIARSI SCORAGGIARE, UNITI VINCEREMO!!!

La pubblicazione del bando di gara per la realizzazione di un impianto di cremazione in zona S. Angelo che verrebbe affidato per 30 anni ai privati tramite Project Financing e la sicurezza ostentata dagli amministratori nel dire di voler tirare dritto non devono ingannare. La verità è che proprio questa apparente accelerazione ed il relativo clamore mostrano la grande preoccupazione per la mobilitazione dei residenti contro tale iniziativa, che si sta già estendendo al resto della città e addirittura ad altri comuni limitrofi, comprendente una petizione popolare che riscuote consensi crescenti. La Giunta Mitrano, sostenuta dalle destre e dal PD, si è resa conto del fatto che ci sono tutti gli elementi per una bella frittatona e corre ai ripari cercando di fiaccare il morale degli antagonisti sul nascere, dando l’idea che i loro sforzi saranno comunque inutili. E’vero l’esatto contrario e proprio per questo bisogna procedere con determinazione ancora maggiore. In realtà Mitrano e i suoi sodali hanno capito benissimo che questa battaglia non riguarda solo i residenti della zona ma sta diventando già un simbolo della resistenza alle politiche di depauperamento del territorio, di attacco alla salute e ai diritti collettivi a vantaggio di pochissimi, vero e proprio filo conduttore delle politiche sostenute negli ultimi 10 anni a Gaeta. Sempre più sono i cittadini che vengono a sottoscrivere la petizione indignati rendendosi conto del fatto che se oggi tocca soprattutto ad alcuni domani una simile ingiustizia colpirà anche altri e che per questo bisogna reagire, bisogna creare un fronte comune.  E’ quanto accadde ad esempio con la grande mobilitazione vincente contro l’inutile mega parcheggio che avrebbero voluto realizzare a Villa delle Sirene, sempre attraverso Project Financing e sempre con alti rischi per il quartiere ed i residenti. Ci ricordiamo bene di quella battaglia perché anche in quell’occasione, proprio come adesso, i Comunisti con orgoglio furono in prima linea. Anche allora gli amministratori fecero dapprima orecchie da mercante, poi mostrarono grande sicurezza e arroganza, senza accettare alcun confronto, dialogo o compromesso, anzi accelerarono l’iter. Anche allora l’iniziativa godeva di un consenso apparentemente granitico all’interno del Consiglio comunale e della Giunta, di pareri tecnici ampiamente favorevoli, di un percorso burocratico in dirittura d’arrivo.  Anche in quell’occasione infine fu aperto un bando. Intanto però i cittadini non si fecero intimidire, proseguirono e la protesta si allargò con assemblee continue e partecipazione crescenti, il dissenso dilagò. Questo produsse le prime crepe all’interno dell’allora maggioranza di governo. Chi non traeva benefici diretti dall’operazione in corso non voleva più essere associato ad una tale forzatura di cui avrebbe pagato comunque il conto di fronte al proprio elettorato. Il bando ci fu ma anche grazie al clima determinatosi andò deserto. L’unica ditta che si presentò stranamente lo fece in ritardo. Il bando non fu mai riaperto ed il Sindaco, che fino al giorno prima ostentava tanta sicurezza e arroganza, dovette promettere solennemente con la coda tra le gambe in Consiglio che il progetto sarebbe stato definitivamente accantonato. Oltre a ciò quella mobilitazione costrinse l’amministrazione Mitrano a rivedere e rallentare il suo intero piano di grandi opere finalizzate ai parcheggi in città che, ricordiamo, nelle previsioni iniziali dovevano essere addirittura 9. Inoltre l’intera villa beneficiò subito di un restyling riparatore che gli amministratori dovettero mettere in campo per cercare di rifarsi un’immagine. Questa vicenda mostra benissimo come e perché proprio come allora i cittadini che si oppongono al progetto di realizzazione di questo impianto di cremazione non devono demordere, poiché contrariamente a ciò che può sembrare anche questa battaglia si può e si deve vincere. Oggi più che allora, anzi, la prossimità delle elezioni Comunali fornisce a questa mobilitazione una maggiore forza e capacità di incidere poiché in un momento del genere, più che di solito, chi amministra teme di perdere consensi. La verità è che, contrariamente a quanto vogliono farci credere, se la mobilitazione prosegue Mitrano ha praticamente già perso e questo perché esistono solo due possibilità davanti a lui. Nella prima, come probabile, sarà costretto a fermarsi di fronte alla mobilitazione crescente proprio come accadde a Villa delle Sirene. Nella seconda riuscirà a realizzare un progetto che nessuno vuole colpendo il territorio e la salute dei cittadini per sostenere gli interessi speculativi di pochi e probabilmente già noti, commettendo così un errore politico irrimediabile e facendo pagare un prezzo politico altissimo a tutta l’attuale compagine di governo cittadino e ai ristretti interessi che essa rappresenta. In ogni caso il PC rimarrà fino all’ultimo a fianco dei cittadini anche in questa battaglia.  

PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA

giovedì 18 febbraio 2021

Forno Crematorio: già raccolte molte firme contro

 

Sabato pomeriggio abbiamo partecipato ad un incontro con i residenti di S. Angelo e il comitato Monte Bucefalo riuniti in assemblea per coordinarsi nella lotta contro la realizzazione del Forno Crematorio. L'ennesima speculazione privata portata avanti dall’attuale amministrazione noncurante delle ricadute economico lavorative e ambientali sul nostro territorio, essendoci già diversi pareri negativi delle emissioni in atmosfera e sullo scarico delle acque reflue. A rendere il quadro più preoccupante è la totale mancanza di partecipazione e confronto con i cittadini che abitano nella zona, pertanto si è deciso insieme a loro di avviare, oltre alle vie legali già partite, parallelamente anche una mobilitazione popolare, a partire da una petizione allargata ai cittadini dei comuni interessati e diretta al Sindaco e al presidente del Consigli Comunale di Gaeta.   

Come Partito Comunista siamo onorati della riconoscenza mostrataci dai residenti presenti all’assemblea, del fatto che ci abbiano preso come punto di riferimento per le future mobilitazioni a partire dalla scrittura della petizione che ci è stata da loro delegata e la raccolta delle firme stessa, chiedendoci inoltre di mettere a disposizione la nostra sezione di Via Indipendenza 206, dove sarà possibile firmare la petizione o consegnare i moduli già firmati tutti i Martedì e Giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19. Siamo già a circa 50 firme con il primo breve banchetto non pubblicizzato di Martedì pomeriggio, facile prevedere la futura risposta positiva della città nell'aderire.

Invitiamo quindi tutti i cittadini di Gaeta, Formia e Itri a partecipare alla petizione, ricordando che è possibile scaricare i moduli online dal sito comunistigaeta.blogspot.it, e consegnarli a noi una volta riempiti (anche se non sono completi), per maggiori informazioni potrete contattarci tramite la nostra pagina Facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.

Partito Comunista    Gaeta    Sez.”Mariano Mandolesi”

martedì 26 gennaio 2021

GAETA SOTTO I 20 MILA RESIDENTI DOPO 60 ANNI:

 IL FALLIMENTO DEL GOVERNO DELLE DESTRE E DEL PD

I dati demografici che riguardano Gaeta certificano, al di là di ogni ragionevole dubbio, il completo fallimento del governo cittadino delle destre con il Partito Democratico e di 9 anni di Giunta Mitrano. Ad Agosto del 2020 i dati Istat attestano 19.912 residenti. Qualora il dato venisse confermato anche al 31/12, come probabilmente accadrà, sarebbe la prima volta da almeno 60 anni che il saldo annuale vede la popolazione cittadina scendere sotto i 20 mila abitanti. Se si considera che, diversamente dal dopoguerra, oggi molte di queste residenze sono fittizie poiché mantenute per conservare piccoli benefici sulle seconde case, si comprende ancor meglio quanto questo dato sia allarmante. Il saldo naturale del rapporto tra le nascite e i decessi si è mantenuto costantemente negativo dal 2012 ad oggi, aumentando notevolmente rispetto al decennio precedente e raggiungendo delle punte mai registrate prima. Anche il saldo migratorio risulta negativo a partire dal 2016. L’età media della popolazione si è invece incrementata costantemente passando dai 45,9 anni del 2012 ai 48,4 degli ultimi dati disponibili, con un decremento costante e impetuoso della popolazione con età da 0 a 14 anni e da 15 a 64 anni a partire dal 2014.

Un quadro in cui anche le famiglie che hanno vissuto di un relativo benessere vedono i propri figli costretti ad emigrare. Un contesto nel quale proprio tra gli anziani, cui manca perfino l’emigrazione forzata come possibile alternativa, si registrano le sacche di maggiore indigenza. Uno spaccato che testimonia il processo di atrofizzazione della nostra città in atto, verso il modello di un piccolo centro destinato solo a pochi privilegiati. Questi dati sono il frutto di quanto noi Comunisti denunciamo da sempre. Sono il risultato della crescente precarietà ed insicurezza verso il futuro, dell’ingiustizia sociale e la tutela esclusiva dei più agiati, renditieri e speculatori. Tali condizioni sono causate dall’aumento del costo della vita per le classi popolari dovuto all’aumento delle tasse comunali divenute tra le più alte della provincia e del costo dei servizi delegati ai privati (acqua, nettezza urbana, trasporti, asili nido, sport, cultura, etc..). Sono il prodotto dell’endemica mancanza di lavoro stabile e garantito malgrado gli alti profitti di pochi e le immense potenzialità legate al turismo, testimoniato dalle nostre inchieste operaie. Sono la conseguenza della negazione cronica del diritto abitativo generata dai costi degli affitti e degli immobili. Sono il frutto della crisi profonda e priva di risposte delle piccole aziende locali.

Su ognuno di questi temi noi Comunisti abbiamo prodotto nel tempo proposte concrete e battaglie a difesa dei lavoratori.

- Abbiamo chiesto provvedimenti che riducessero il peso fiscale sulle fasce più deboli e le piccole attività produttive scaricandolo sui più alti profitti e sulle posizioni di rendita, costi dei servizi gratuiti o proporzionati ai redditi anche grazie alla loro gestione pubblica, sostenuta di recente pure attraverso una petizione firmata da centinaia di cittadini.

- Abbiamo proposto l’istituzione di meccanismi precisi che favorissero anche con sgravi e concessioni le attività che assumessero di più e a condizioni lavorative migliori, con l’introduzione di clausole simili anche nelle gare d’appalto. La creazione di posti di lavoro garantito anche grazie ad un organismo di controllo costituito dagli stessi lavoratori impiegati, sarebbe una delle principali finalità dell’azienda comunale multiservizi proposta e sottoscritta da molti residenti.

- Abbiamo chiesto che gli appalti pubblici seguissero procedure trasparenti che favorissero, oltre alle condizioni lavorative e alla qualità delle opere realizzate, le più sane imprese locali e del comprensorio. Un risultato raggiungibile oltre che grazie ad un più scrupoloso e puntuale controllo pubblico sui lavori anche e soprattutto riducendo al minimo il ribasso sulle gare d’appalto ed evitando di ricorrere ai subappalti ed al Project Financing, sistema invece continuamente riproposto dall’attuale Amministrazione. Quest’ultima ha invece privilegiato procedure che estromettono di fatto gran parte delle aziende locali, perché richiedono risorse ingenti anche se di dubbia provenienza, salvo far rientrare dalla finestra all’occorrenza nel giro d’affari solo poche e assai note ditte.

- Neanche rispetto alle piccole attività imprenditoriali, legate prevalentemente al commercio, alla ristorazione e alla ricezione turistica in genere, si sono messi in campo provvedimenti adeguati di tutela e salvaguardia. Perfino di fronte alla crisi epocale scaturita dal Covid queste attività hanno beneficiato di sgravi del tutto insufficienti e simbolici rispetto a quanto richiesto da noi e dalle circostanze.

- Non diversa la situazione in merito alle politiche abitative. Da anni chiediamo un grande piano di edilizia popolare in grado di dare finalmente risposta alle centinaia di richiedenti. Nulla di ciò è avvenuto. Da anni chiediamo l’istituzione di meccanismi seri per calmierare ed ampliare il mercato degli affitti, al posto dei quali si è preferito un canone concordato fasullo e ad esclusivo beneficio dei proprietari.

Quest’Amministrazione non ha dato seguito a nessuno degli interventi strutturali richiesti, portando avanti invece politiche che hanno l’effetto di accentuare ulteriormente il divario tra larga parte della popolazione locale e pochissimi privilegiati. Politiche che hanno assecondato lo smantellamento dell’apparato produttivo locale già in atto, particolarmente evidente negli ultimi anni nei settori legati all’economia del mare quali la cantieristica navale e l’itticoltura, senza proporre mai una valida alternativa o anche solo un fermo intervento a salvaguardia dei posti di lavoro esistenti. Politiche che non sono state in grado nemmeno di svolgere la più ovvia attività di controllo e tutela del patrimonio pubblico come evidenziato da vicende paradossali quali quella a dir poco opaca della recente svendita ai privati della zona strategica dell’ex stazione ferroviaria. Scelte che hanno privilegiato la mera esteriorità e la futile apparenza rispetto ad interventi dagli effetti più duraturi e vitali quali la manutenzione e la messa in sicurezza del territorio, la sua tutela e la promozione culturale, anch’esse elementi di un possibile rilancio occupazionale più stabile e diffuso. Politiche che drenano risorse dalle tasche delle fasce popolari e delle piccole attività in favore di interventi che hanno scarse o nulle ricadute sul benessere collettivo, con lavori di abbellimento spesso assai discutibili, disfunzionali e male eseguiti o veri e propri sprechi come quelli cui abbiamo assistito in occasione delle luminarie durante il periodo delle rigide restrizioni e regole di distanziamento e del gigantesco allestimento presepiale mai aperto. Politiche che nella migliore delle ipotesi hanno saputo produrre solo umilianti e del tutto insufficienti interventi di beneficenza.

Il decennio amministrativo che ha caratterizzato l’era Mitrano sta per chiudersi con il suo bilancio disastroso come mostrano impietosamente i dati demografici riportati. Esso tuttavia non è frutto soltanto delle scelte scellerate di questa maggioranza composita, ma anche dell’inadeguatezza e spesso aperta complicità delle minoranze consiliari che hanno tradito il voto del proprio elettorato in favore di un progetto politico alternativo a quello di governo, manifestando invece principi guida ed interessi simili. Con tutti costoro il Partito Comunista continua ad avere nulla da condividere.

Contro le scelte attuate in questi quasi 10 anni e per invertire la tendenza in atto rinnoviamo il nostro invito rivolto a tutti i cittadini più colpiti dallo stato di cose presente a contattare la nostra sezione locale per fornire il proprio importante contributo di idee e di energie militanti, per continuare nel tempo a costruire insieme un percorso di vero cambiamento dando forza politica a chi davvero rappresenta i loro interessi. Per info e contatti contattaci sulla nostra pagina facebook Partito Comunista – Gaeta – Sez.”Mariano Mandolesi”.

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA

lunedì 28 dicembre 2020

AFFIDAMENTO RIFIUTI ED ALTRI SERVIZI: IL PC GAETA HA CONSEGNATO LE FIRME DEI RESIDENTI PER UNA GESTIONE PUBBLICA


La sezione “Mariano Mandolesi” del partito Comunista di Gaeta ha consegnato ormai da tempo centinaia di firme raccolte tra i cittadini residenti per la creazione di un’Azienda speciale multiservizi completamente pubblica e gestita attraverso un organismo di controllo dei lavoratori. Restiamo ancora in attesa di risposte istituzionali, considerando anche che lo strumento della petizione è previsto dallo statuto comunale come forma di partecipazione alla vita amministrativa cittadina. Il sostegno dei firmatari alla proposta si è rivelato consistente ed entusiasta soprattutto se rapportato alle tante restrizioni e problematiche legate alla contemporanea diffusione del Covid, le quali hanno sicuramente condizionato la raccolta. Una risposta sentita alle tante e diverse problematiche legate alla gestione privata e rapace di molti servizi cittadini tra cui l’acqua, i rifiuti, le spiagge e molto altro che hanno fatto emergere in tutti questi anni l’insostenibilità di questo modello. Problematiche quali la drammatica carenza dei servizi, l’aumento spropositato dei costi per gli utenti, i gravi rischi di infiltrazioni malavitose, il mancato rispetto delle condizioni dei lavoratori ed i metodi clientelari e poco trasparenti con cui vengono gestite le assunzioni ed il rinnovo dei contratti. Anche i tempi della consegna non sono ovviamente casuali alla luce della scadenza prossima, nel mese di Gennaio, del semestre di affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti all’Azienda privata “Del Prete” la quale ha fatto emergere molte delle problematiche già riscontrate nelle gestioni precedenti. Tale gestione ha addirittura comportato un ulteriore incremento dei costi già esorbitanti in relazione alla riduzione dei servizi erogati da capitolato e alla diminuzione delle forniture quali buste della spazzatura e cassonetti. La cosa più grave è che la recente approvazione a larghissima maggioranza dell’ultimo Documento Economico Finanziario da parte del Consiglio comunale vorrebbe confermare tale gestione fallimentare per il futuro. Le pochissime voci fuori dal coro all’interno dell’assise cittadina si sono limitate a chiedere una gestione “comprensoriale” spacciandola, in modo del tutto indebito e infondato, con una gestione pubblica. Il voto testimonia ancora una volta l’omologazione pressocché totale e ormai conclamata della maggioranza di governo cittadino, targata destra e Partito Democratico, con le minoranze consiliari che si limitano ad inutili scaramucce di facciata convergendo supinamente quando serve sui temi che più contano. Questo in spregio del mandato ricevuto dai propri elettori. Mostra inoltre la distanza crescente tra la percezione di larghi settori della società locale, classi popolari e piccole attività in testa, con le politiche attuate. Non è un caso se nessun raggruppamento politico, anche al di fuori di quelli rappresentati in Consiglio o tra quelli nascenti che già si preparano in vista delle prossime comunali, ha sostenuto in alcun modo la nostra iniziativa. In un momento importante e delicato questa petizione rappresenta un tentativo importante di ribaltamento degli equilibri presenti per rendere meno impermeabili ed autoreferenziali le istituzioni cittadine. Nella peggiore delle ipotesi che ci auguriamo non si verifichi, in cui le richieste dei cittadini non venissero prese in considerazione, l’iniziativa sarebbe comunque utile a smascherare ancora una volta la vicinanza di Giunta e Consiglio comunale a ristretti gruppi speculativi contro gli interessi generali. Forte del largo consenso raccolto e del sostegno di tanti residenti che comunque ringraziamo sarà in ogni caso compito del PC mettere la proposta in questione sempre più al centro del proprio programma politico locale e continuare a battersi per la sua attuazione.
    

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA

lunedì 5 ottobre 2020

Non solo luminarie… Il PC interpella l’Assessore Maltempo sui numeri delle iniziative di sostegno per l’emergenza Covid

 


Ad Aprile 2020, in piena emergenza Covid, il comune di Gaeta ha stanziato la cifra ragguardevole di 606 mila Euro per le
 famiglie in condizioni di disagio socio economico. Il contributo poteva essere ripartito tra varie voci tra le quali buoni spesa, acquisto di medicinali, assistenza scolastica per bambini in condizioni particolari, assistenza educativa, ausili didattici, assistenza alle famiglie con malati oncologici o neurologici. Come Partito Comunista analizzammo subito il provvedimento non contestandone la natura ma ponendo diverse domande ed avanzando proposte migliorative. Nello specifico chiedemmo che la misura venisse prorogata anche oltre la fase più acuta dell’emergenza, rendendola permanente almeno per le categorie più deboli, alla luce del quadro sociale cittadino già assai complesso e delle indubbie ricadute future della crisi. In secondo luogo chiedemmo che la cifra erogata venisse rimodulata al fine di comprendere un contributo specifico per i lavoratori rimasti senza occupazione a seguito della crisi. Infine notammo come i requisiti per accedere ai sussidi si riferissero all’ISEE 2020, che come è noto è relativo alla condizione patrimoniale dell’anno precedente, quindi del tutto avulsi per paradosso proprio dagli effetti del COVID.  La questione non è di poco conto visto che le famiglie con un ISEE anche solo leggermente superiore al limite di 5000 euro indicato, quindi già in difficoltà, una volta colpite ancor più duramente proprio dagli effetti della crisi che si intendeva contrastare non avrebbero beneficiato degli aiuti. Ci è sorto quindi da subito il dubbio che tali criteri, sommati al tetto massimo stabilito per gli aiuti destinati alle singole famiglie, potessero limitare in modo eccessivo e alquanto sospetto l’accesso effettivo a tali misure.  Abbiamo temuto quindi che il provvedimento si rivelasse l’ennesimo specchietto per le allodole, l’ennesima bomba mediatica, l’ennesima mossa propagandistica priva di ricadute apprezzabili nella realtà. Ad implementare i nostri dubbi è il fatto che a distanza di ben 5 mesi non ci risulta alcun bilancio pubblico e accessibile, anche se parziale, relativo alle cifre erogate e a quanti nuclei familiari ne abbiano effettivamente beneficiato, per quali interventi e relativi periodi di tempo. Il fatto ci sembra quantomeno sospetto, ben oltre l’ormai nota scarsa trasparenza dell’attuale Amministrazione, la quale avrebbe avuto in teoria tutto l’interesse a divulgare i dati elencati. Ci sembra surreale che tali cifre non siano note e tantomeno oggetto di dibattito politico. Questo è occupato attualmente dalle luminarie natalizie, deliberate dal voto quasi unanime del Consiglio comunale, con gli ingenti costi che comportano e come se le problematiche sociali delle famiglie in difficoltà si fossero di colpo miracolosamente dileguate liberando importanti risorse per altro. Ciò rende evidente ancora una volta come le istanze delle classi popolari e dei lavoratori, più duramente colpiti dalla crisi, non trovino attualmente alcuna rappresentanza nelle aule del Consiglio. Il Partito Comunista interpella pubblicamente l’Assessore alle politiche del Welfare Lucia Maltempo, chiedendo di rendere subito pubblici i dati richiesti, non escludendo di intraprendere una richiesta formale di accesso agli atti qualora ciò non avvenisse in tempi ragionevoli.

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA

giovedì 20 agosto 2020

SMANTELLATO IL REPARTO COVID DI GAETA IN PIENA PANDEMIA?!

IL PARTITO COMUNISTA CHIEDE SPIEGAZIONI A MITRANO E CASATI

 Coronavirus, al "Monsignor Di Liegro" di Gaeta riapre l'ex reparto ...

Sono giunte al Partito Comunista una serie di segnalazioni che non possono essere ignorate, qualora venissero confermate rappresenterebbero un fatto gravissimo. Già da settimane, secondo quanto riferitoci, un numero cospicuo di importanti apparecchiature mediche sarebbe stato trasferito dal “Di Liegro” di Gaeta al “Dono Svizzero” di Formia, tra cui quelle adoperate per la respirazione assistita. Di fatto il reparto Covid di Gaeta, appena aperto, sarebbe stato completamente smantellato. Tutto sarebbe avvenuto nel totale silenzio, che striderebbe non poco con il grande clamore mediatico dedicato invece dal Sindaco di Gaeta all’apertura del locale reparto Covid, reputato da molti e non a torto decisamente fuori luogo e inopportuno vista la gravità del momento. Non ci risulta che la Pandemia sia terminata, anzi tutt’altro, assistiamo purtroppo ad una nuova impennata dei contagi, il Lazio è ormai una delle regioni maggiormente colpite e si sono registrati nuovi casi anche nella nostra città. A preoccupare ancor di più sono i mesi autunnali, come continua a ripetere l’intera comunità scientifica. I 12 posti letto ricavati presso il nostro nosocomio, spacciati impropriamente come grande dimostrazione di lungimiranza, rappresentavano in realtà solo un atto dovuto e del tutto normale, il minimo che ci si dovesse aspettare alla luce degli eventi. Questo era assolutamente insufficiente a coprire come si sarebbe voluto le enormi responsabilità di una classe politica vera responsabile del saccheggio ai danni della sanità pubblica, perpetrato colpevolmente proprio a partire dalla chiusura e dal depotenziamento di centri ospedalieri come il “Di Liegro”. Da tempo ripetiamo infatti che l’unica degna risposta a quanto avvenuto sarebbe l’immediata restituzione della piena funzionalità attraverso il rifinanziamento pubblico a strutture quali l’ospedale di Gaeta, assurdamente smantellate pezzo dopo pezzo, non la stucchevole propaganda di chi promette fantomatici centri diagnostici grazie all’elemosina insufficiente di privati benefattori. Solo così si potrebbe superare la logica fallimentare dell’emergenza ed evitare che i fatti luttuosi verificatisi in concomitanza con la pandemia non si ripetano in futuro con la triste entità cui abbiamo assistito. Il fatto che il nuovo reparto Covid di Gaeta non solo non risulti propedeutico ad interventi di questo genere, ma venga addirittura smantellato furtivamente in piena emergenza, rappresenterebbe un vero schiaffo alla memoria delle vittime, un insulto alla coscienza di noi tutti, un autentico crimine contro la salute pubblica. Chiediamo che il Sindaco Mitrano ed il Direttore Generale della ASL Casati intervengano immediatamente e dettagliatamente in merito a quanto segnalatoci. Qualora ciò non avvenisse considereremo il loro silenzio quale conferma dei fatti gravissimi denunciati e chiameremo la cittadinanza a dare nuovo impulso alla battaglia per la difesa del nostro Ospedale e della sanità pubblica.  

PARTITO COMUNISTA-SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA


domenica 9 agosto 2020

RISCHIO LICENZIAMENTI NETTEZZA URBANA, LA SOLIDARIETÀ NON BASTA.

 

IL PARTITO COMUNISTA RILANCIA LA PETIZIONE PER UNA GESTIONE PUBBLICA.





Da quanto apprendiamo sei dipendenti della nettezza urbana rischierebbero di perdere il posto di lavoro nel passaggio di consegne dalla ditta “Ecocar” alla “Del Prete” che le sta subentrando. Uno scenario inaccettabile non soltanto per le gravissime ricadute sociali. Esso risulterebbe ancor più assurdo con la stagione turistica al culmine, i ritmi di lavoro che diventano ancor più pesanti e, malgrado ciò, l’aumentare dei disservizi. Questi fattori suggerirebbero anzi l’esigenza di nuove assunzioni e maggiori mezzi. Di fronte ad un pericolo del genere che segue una lunga scia di soprusi subiti dagli operai tra cui gravi e reiterati ritardi nei pagamenti, ricatti e sanzioni ingiustificate, non sono sufficienti la solidarietà attiva, l’indignazione e la pretesa che tale minaccia venga scongiurata. Non si può più dar credito al solito stucchevole rimpallo di responsabilità tra Amministrazione e parti sociali. Tantomeno si può ringraziare questo o quell’amministratore per i propri provvidenziali interventi risolutori. Bisogna risalire invece alle precise scelte politiche dietro l’accaduto e alle cause di una condizione permanente quanto deleteria, sforzandosi di eliminarle alla radice. Da tempo immemore denunciamo come la gestione privata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti risponda ad una duplice logica. Quella del massimo profitto da parte delle imprese appaltatrici a discapito di tutto il resto, tra cui costi, diritti dei lavoratori, efficienza, si incontra perfettamente con il bisogno dei politici di turno ad alimentare da sempre il voto di scambio, mantenendo i dipendenti in una condizione di continua ricattabilità e paura per il futuro. Una condizione che vorrebbe imporre soggezione e asservimento nei confronti dei padroni, subordinazione e riconoscenza verso il politico che ha modo di rinnovare le sue promesse ad ogni scadere del contratto. Tale scenario, è giusto ricordarlo, verrebbe rinnovato anche grazie a tutti i Consiglieri comunali che hanno votato a favore o si sono astenuti nella seduta che ha approvato le linee guida in materia di nettezza urbana, confermando per il futuro l’affidamento ai privati. La gestione completamente pubblica di questo come di tanti altri servizi locali attraverso un’Azienda Speciale del Comune eliminerebbe invece i noti meccanismi clientelari dando maggiori sicurezze a tutti i dipendenti per il proprio futuro, senza più sottoporli a paure e ricatti ad ogni scadere degli affidamenti. Questa scelta restituirebbe loro la dignità e la sicurezza che gli spetta di diritto. E’ quanto chiediamo infatti attraverso la nostra petizione popolare, che tutti i residenti di Gaeta possono firmare, assieme all’istituzione di un organismo di controllo eletto tra gli stessi lavoratori che affianchi l’azienda. La gestione pubblica porrebbe rimedio anche a tutti gli altri evidenti e gravi problemi legati allo scadere degli affidamenti con il subentro delle nuove ditte che da sempre è fonte di malfunzionamenti, contenziosi e ritorsioni a discapito della cittadinanza. Per questo invitiamo nuovamente a sottoscrivere la petizione presso la maggior parte delle edicole e dei tabaccai di Gaeta o presso la sede del PC in via indipendenza 206 ogni martedì dalle 17:00 alle !8:30.  Qualora l’Amministrazione non ottemperasse alle nostre richieste supportate dai cittadini metteremo la ripubblicizzazione dei servizi al primo posto del nostro programma politico, anche in vista delle prossime elezioni amministrative.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA          

venerdì 31 luglio 2020

IL PARTITO COMUNISTA DENUNCIA LA CHIUSURA DEL TRATTO DAVANTI LA SEDE DELLA CAPITANERIA.

FATTO GRAVE. CHIEDIAMO INTERVENTI A TUTELA DELLA CITTA’


Una delle caratteristiche peculiari di Gaeta, che da sempre ne condizionano pesantemente la vita e lo sviluppo economico, è la presenza di numerose aree, spesso di grande pregio storico e paesaggistico e non di rado peraltro inutilizzate, sottratte alla città perché nella disponibilità di militari e forze dell’ordine. Proprio in questi giorni si discute tanto dell’avvio dell’iter per l’acquisizione di due importanti beni demaniali. Il fatto sarebbe positivo qualora si avesse la certezza che i suddetti beni verranno realmente restituiti alla città ed ai cittadini, non come è solita fare questa Amministrazione adoperarli per favorire ristretti interessi privati e speculativi. Gli esempi potrebbero essere molti purtroppo, a partire dal futuro dell’ex vetreria, i cui lavori saranno realizzati in larga parte attraverso Project Financing, quindi le relative opere date in gestione a privati per lunghi periodi. L’ultimo caso segnalatoci da diversi cittadini residenti di Gaeta S. Erasmo è emblematico di queste problematiche e dell’incapacità dell’Amministrazione di garantire, anche attraverso una funzione istituzionale di controllo e confronto con gli altri enti interessati, la pubblica fruizione delle aree cittadine e della viabilità. Parliamo dell’area adiacente la Capitaneria di Porto, sita in Gaeta medievale, di fatto da sempre adoperata come passaggio pedonale in uno dei tratti più noti e importanti della movida cittadina ed ora interdetta. L’area era già nelle disponibilità della Capitaneria che l’aveva delimitata con una sbarra e dispone tuttora di numerosi parcheggi riservati nella zona. Tuttavia il passaggio pedonale era consentito. Ora la stessa Capitaneria ha pensato bene di cingere tutto lo spazio interessato con una ringhiera e chiuderlo con un cancello rendendolo del tutto inaccessibile. Residenti e turisti si trovano così costretti a passare sull’adiacente e stretta banchina, naturalmente non concepita per l’intenso transito e priva di ogni protezione che impedisca loro di cadere a mare. Non è qui nostra intenzione stare a discutere sulla legittimità di tale iniziativa in termini giuridico legali ma dell’evidente inopportunità di tale scelta e dell’insensibilità mostrata dal Comando della locale Capitaneria alle più basilari esigenze della città che lo ospita. Non volendo pensare che l’Amministrazione Mitrano possa dichiarare di essere all’oscuro persino di questo, ci chiediamo se la stessa intenda intervenire in qualche modo ed intercedere presso la suddetta Capitaneria difendendo gli interessi cittadini o preferisca voltarsi ancora una volta dall’altra parte confermando il solito atteggiamento di subordinazione e connivenza con i più forti ed influenti, intransigenza e durezza o non curanza verso i comuni cittadini.    

PARTITO COMUNISTA “SEZIONE MARIANO MANDOLESI” GAETA


martedì 21 luglio 2020

SPIAGGE LIBERE INTERDETTE. FATTO GRAVISSIMO, ESIGIAMO RISPOSTE


Il Comune di Gaeta ha interdetto l’accesso alla piccola spiaggia libera in fondo a Serapo, lato Fontania, da sempre molto amata e frequentata soprattutto dai più giovani. La motivazione ufficiale che apprendiamo dai cartelli è il rischio COVID. Una decisione grave, inaccettabile e ingiustificata, che conferma la fondatezza di tutti i nostri timori. Che fine hanno fatto i fondi regionali (122 mila Euro destinati a Gaeta!) stanziati per garantire la sicurezza sulle nostre spiagge? Come vengono impiegati? In quali tasche finiranno? I privati intanto incrementano i loro profitti adottando misure di sicurezza spesso discutibili, nella quasi totale assenza di controlli pubblici, introducendo spesso aumenti ingiustificati delle tariffe diversamente da quanto aveva garantito il Sindaco e continuando a trattare i loro dipendenti come schiavi con ritmi ancor più pesanti e i soliti salari da fame. Agli stessi di fatto è demandata la supervisione dei tratti di arenile libero a noleggio generando un evidente conflitto di interessi. Che vantaggio avrebbero mai costoro a limitare e regolamentare gli accessi? Ove sono assenti ristretti interessi privati da difendere si preferisce chiudere le spiagge. Per ovviare a questi problemi il Partito Comunista aveva chiesto l’impiego di dipendenti comunali assunti tramite l’istituzione di un’Azienda Speciale per garantire il libero accesso in sicurezza a tutti questi tratti di spiaggia e creare nuova occupazione per i tanti colpiti dalla crisi. Come al solito la Giunta Mitrano si conferma forte con i deboli e debole con i forti garantendo ristretti interessi speculativi a danno di tutta la comunità. ESIGIAMO RISPOSTE E SPIEGAZIONI IMMEDIATE SULL’ACCADUTO E SULLA GESTIONE DEGLI ARENILI. Ricordiamo ai cittadini che possono firmare la nostra petizione popolare per la gestione pubblica dei servizi cittadini chiedendo di sottoscriverla anche presso giornalai, tabaccai e nella nostra sede di via indipendenza 206 il martedì dalle 17:00 alle 18:30. 

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”- GAETA

martedì 7 luglio 2020

AREA EX STAZIONE: UNO SFREGIO SIGLATO PD, FORZA ITALIA, LEGA E FDI


Nelle ultime ore si vanno delineando rapidamente le tante sfaccettature del fatto gravissimo e sbalorditivo reso pubblico dal Consigliere De Angelis. Parliamo dell’atto di vendita risalente a Gennaio degli edifici dell’ex stazione di Gaeta e del terreno prospicente di quasi 3 mila metri quadrati da parte del Consorzio industriale in favore di una società immobiliare nata da poco, con soli 30 mila euro di capitale. Il tutto peraltro ad un prezzo di 400 mila Euro, a dir poco ridicolo per un’area di tale posizione strategica e centrale, la quale sarebbe sorprendentemente ancora accatastata in parte come terreno agricolo. La vicenda ha dell’assurdo. Lo è il fatto che un ente quale il Consorzio del sud pontino agisca come un soggetto privato senza indire alcuna procedura di evidenza pubblica. Lo è ancor di più che il Comune di Gaeta, rappresentato dal suo Sindaco presso l’Assemblea Generale di tale ente e per di più finanziatore di vari interventi riguardanti lo stesso sito, non solo non abbia beneficiato di alcuna prelazione ma addirittura fosse all’oscuro di tutto, fatto che ci pare a dir poco difficile da credere. Oltre alla profonda indignazione la vicenda suscita timori ben maggiori dei pur legittimi e già espressi dubbi sulla sorte dei parcheggi della piazza, attualmente gratuiti. Ricordiamo a tutti infatti che la destinazione d’uso di un’area può essere modificata e sorge lecito il sospetto che sulla stessa possano essere pronte ben altre speculazioni, fatto di cui forse dovrebbe interessarsi anche la magistratura alla luce degli elementi emersi. Non si può ignorare la prossimità dell’area con quella dell’Ex vetreria, ove come ben noto si preparano altri importanti progetti che è impossibile non collegare con la vicenda in questione. Non è facile prevedere esattamente anche i sicuri risvolti negativi in merito alla tanto attesa riapertura della linea ferroviaria, che dovrà garantire più di un obolo ai nuovi proprietari. Tutto assume insomma i connotati di un ricco banchetto esclusivo e preparato da tempo a spese della cittadinanza tra pochi fortunati informati dei fatti. In queste ore si vocifera insistentemente anche del coinvolgimento di figure molto vicine alla società acquirente che ricoprirebbero incarichi presso il Comune e avrebbero rapporti noti con figure politiche di spicco. La gravità di questi elementi ci impone assoluta cautela e la necessità di verificare bene la veridicità di queste accuse. Risulta comunque evidente ancora una volta l’elemento centrale che a nostro avviso contraddistingue l’intero scenario locale, ovvero la subordinazione totale del potere politico ad interessi privati ristretti e spesso opachi, a totale discapito degli interessi collettivi. Una costante riscontrabile nel sostegno di esperienze fallimentari quali la gestione del servizio idrico, in quella del ciclo dei rifiuti di recente confermata dalle nuove linee guida ed in barba ad ogni logica, nella decisione di restituire ai privati l’area recentemente acquisita dal Comune dell’ex Avir attraverso il ricorso all’affidamento previsto tramite project financing per un importo di 32 milioni di Euro. Questa pratica è garantita dall’accordo politico delle forze che amministrano la città tra le quali ricordiamo il Partito Democratico, Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Un patto sugellato recentemente dalla cerimonia in pompa magna di Nicola Zingaretti, Presidente regionale e Segretario nazionale del PD, in presenza di amministratori locali e rappresentanti del Consorzio industriale, il quale ha posto il proprio sigillo sull’intera operazione in corso assumendosi la piena responsabilità di quanto bolle in pentola. Noi del PC non possiamo che continuare ad opporci strenuamente a questa oscura alleanza trasversale ai danni della città e dei lavoratori. Come importante passo di questa battaglia per invertire la tendenza in atto invitiamo i residenti a firmare la petizione per una gestione pubblica dei servizi comunali ed il controllo dei lavoratori rivolgendosi presso tabaccai, edicole o la nostra sede in via indipendenza 206 il martedì pomeriggio.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA

martedì 30 giugno 2020

GESTIONE RIFIUTI. RISPONDIAMO AL CONSIGLIERE SCINICARIELLO


Il Consigliere Scinicariello, sempre composto e serafico, questa volta ha proprio perso le staffe. A farlo inalberare tanto siamo stati noi del PC con il nostro ultimo post e ci spiace. In esso viene denunciato un fatto gravissimo di enorme rilevanza politica il quale stava passando quasi inosservato e si afferma che sulle questioni strategiche non ci sono sostanziali differenze tra maggioranza e minoranze. L’argomento in questione sono le linee guida approvate dall’ultimo Consiglio comunale concernenti la gestione dei rifiuti. Suddette linee prevedono per il futuro, dopo tante pantomime e false promesse, il rinnovo della gestione privata di tale servizio, con le stesse modalità del passato. Una gestione che ha prodotto tutte le mostruosità che ormai cittadini e dipendenti conoscono bene a loro spese comprendenti costi esorbitanti, servizi scadenti, condizioni lavorative penose, svariate interdittive antimafia e tanto altro. Ci si sarebbe attesi che di fronte ad un fatto del genere le opposizioni consiliari erigessero le barricate e dirigessero pubbliche sommosse. Abbiamo scritto anche erroneamente, è vero, che il voto su tali linee è stato unanime. In realtà un voto unanime dei presenti effettivamente c’è stato, riguardante però l’immediata eseguibilità del provvedimento. Le linee guida sono state approvate invece col voto contrario di Romanelli, l’astensione del suddetto Scinicariello e di De Angelis. Ci scusiamo per l’inesattezza. Non limitandoci a questo non possiamo a questo punto fare a meno di ringraziare il Consigliere Scinicariello per averci indotto a leggere con attenzione ancor maggiore il verbale dei lavori al fine di delineare in modo più nitido la sua posizione e rafforzare ulteriormente il messaggio di fondo del nostro precedente post, ovvero la sostanziale carenza di differenze politiche di rilievo e visioni realmente alternative all’interno del Consiglio comunale di Gaeta. Andiamo con ordine. Se Scinicariello fosse stato veramente assente come indicato in modo erroneo la sua posizione sarebbe risultata di certo meno compromettente. In realtà, come egli stesso ha tenuto a precisare, era presente e SI è ASTENUTO quindi NON HA VOTATO CONTRO di fronte ad un provvedimento di tale natura. Andando a leggere i suoi interventi riportati nel verbale, cosa che invitiamo tutti a fare integralmente, apprendiamo anche le ragioni di tale scelta. Egli in realtà si dice favorevole alle linee guida e le reputa addirittura condivisibili, compresa ovviamente la rapace gestione privata da esse implicata. Tuttavia questa volta saremo più attenti e precisi per non fare arrabbiare nuovamente il Consigliere, citando per questo testualmente le sue stesse parole riportate nel verbale: “Io queste linee guida, per quanto generiche sono, non posso non approvarle, il problema non è nelle linee guida, quelle sono delle enunciazioni di massima all’indirizzo assolutamente condivisibile…” La ragione per cui alla fine Scinicariello non vota a favore ma si astiene, egli spiega in seguito, nulla ha a che vedere con la gestione privata del servizio, l’aspetto che noi contestiamo perché vera fonte di tutte le problematiche emerse, ma riguarda una serie di mancate garanzie concernenti il bando ed il ruolo del futuro Consiglio nel determinarlo. Egli pertanto ritiene che inserire qualche clausola in più qua e là ci metterebbe completamente al riparo dalle problematiche emerse nella gestione dei rifiuti, ben note anche in altri ambiti quali il servizio idrico posto nelle mani di Acqualatina, ove come in questo caso ed in tanti altri vige solo la ferrea legge della ricerca del massimo profitto che prevale su ogni interesse collettivo. La questione centrale della modalità di gestione viene menzionata dal Consigliere solo in un passaggio fugace quanto confuso in cui egli afferma: “pure io avrei voluto nel migliore dei mondi possibili il servizio pubblico e comprensoriale, non è stato possibile per una serie di motivi, detto questo il bando si deve fare…” Quale sarà mai questo servizio “pubblico e comprensoriale” di cui parla Scinicariello, realizzabile evidentemente per lui solo in una perfetta società utopica ma non applicabile qui da noi per ragioni oscure e non meglio precisate? Il Consigliere ce lo spiega nel suo post polemico precisando si tratti dell’ingresso nella “Formia Rifiuti Zero” da lui stesso caldeggiato. Una scelta che fu approvata, ci tiene molto a precisare, questa sì all’unanimità! La cosa in verità non ci sorprese affatto visto che già all’epoca spiegammo che la Formia Rifiuti Zero è una società  regolata dalle norme del diritto privato e ispirata alle logiche del profitto, la quale non mette comunque al riparo da un possibile futuro ingresso di soggetti privati e produce, come noto alle cronache, anche attualmente problematiche analoghe a quelle a noi ben note. Chi legge può verificare anche come all’epoca scrivemmo che la proposta approvata sarebbe servita più a Mitrano per cercare di smarcarsi dalle pesanti responsabilità nella gestione fallimentare del servizio di raccolta e smaltimento e che probabilmente non avrebbe avuto alcun seguito. I fatti ci hanno dato ragione. Non è il primo favore, consigliere Scinicariello, che lei fa al nostro Sindaco e alla sua maggioranza e sinceramente non crediamo che sarà l’ultimo. Sempre per dovere di cronaca è corretto precisare che all’epoca, e cioè il 27 Marzo 2019, anche i Consiglieri Romanelli e De Angelis erano presenti in aula e votarono a favore dell’ingresso nella “Formia Rifiuti Zero”. Forse è per questa loro strana concezione di pubblico che Romanelli conia un ambiguo neologismo, come si evince dallo stesso verbale del Consiglio, parlando di una gestione “pubblicistica”. Probabilmente è per la stessa ragione che De Angelis, come lo stesso Scinicariello, non tocca neppure il tema e parla d’altro, dichiarandosi in più occasioni anzi favorevole all’impianto generale delle linee guida in oggetto (verificare leggendo integralmente anche i suoi interventi!) Pertanto, ribadendo alla luce di quanto affermato le gravi responsabilità diffuse e trasversali all’interno dell’attuale Consiglio cittadino nelle politiche speculative ai nostri danni, invitiamo nuovamente i cittadini a sottoscrivere la petizione popolare a sostegno dell’unica autentica gestione pubblica di questo e tanti altri servizi attraverso un’Azienda Speciale affiancata da un organo democratico di controllo dei lavoratori. Si può chiedere di firmare presso edicole e tabaccai di Gaeta o presso la nostra sezione in via Indipendenza 206 ogni martedì dalle 17:00 alle 18:30.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA.

domenica 21 giugno 2020

L’IPAB È DIVENTATA UN’AGENZIA IMMOBILIARE O COS’ALTRO?


Tra Ostelli per ricchi ed altre stranezze rilanciamo la nostra petizione popolare!

Diamo volentieri voce ringraziandolo ad un compagno di Formia che ci ha chiesto di divulgare questo suo interessante contributo riguardante le attività dell’IPAB SS Annunziata, condividendone in pieno analisi e dubbi. Riportiamo il suo testo integrale aggiungendo solo una parte del titolo proposto ed una nostra nota al margine, oltre a questo breve cappello. 

Beninteso non conosciamo il patrimonio immobiliare che fa capo all’IPAB SS. Annunziata ma di fatto spulciando l’albo pretorio che fa capo ad essa abbiamo il sospetto che deve essere immenso. Partiamo dall’inizio. È un ente regionale che “ha lo scopo di promuovere e salvaguardare la dignità  della persona in stato di bisogno attuando interventi a tutela dell’infanzia, della famiglia, della maternità, dello studio, dell’invalidità  e della terza età, e delle persone dimesse o dimissibili dagli istituti di prevenzione e pena, nell’ambito della rete integrata dei servizi sociali stabiliti dalla programmazione locale e regionale”. Negli anni ha accumulato numerose proprietà, alcune delle quali sono state oggetto di discutibili interventi di valorizzazione economica ma non solo, ha infatti anche finanziato operazioni commerciali discutibili. In particolare tre sono quelle che hanno colpito il nostro interesse: Il primo riguarda l’ostello della gioventù, realizzato presso alcuni locali dell'immobile comunale di Via Amalfi a Gaeta. È un progetto realizzato con un finanziamento di 280.000 euro presi dal fondo nazionale politiche giovanili e fondi regionali. Pare che l’IPAB SS. Annunziata sia intervenuta con un cofinanziamento. Ignoto il valore. La cosa che ci ha colpito è che non è dato sapere chi lo gestirà materialmente (forse l’associazione di volontariato Ante Omnia?) e soprattutto lasciano senza fiato le tariffe. Si parte da una tariffa giornaliera di 55 euro (Infrasettimanale - Giugno/Settembre) per finire agli 80 euro (Infrasettimanale - Agosto) per una Camera Standard Con Balcone Vista Mare. Non sappiamo quali giovani hanno in mente le persone che hanno architettato tale marchingegno, di certo non potranno appartenere alle categorie di cui dovrebbe occuparsi per statuto l’IPAB SS. Annunziata. Non finisce qui perché il sito dell’ente di Via Annunziata, 21 è pieno di sorprese. Infatti il consiglio di amministrazione - con deliberazione del n.6 del 29/07/2019 – decide di avviare la procedura ad evidenza pubblica per la concessione in locazione, dei seguenti  immobili: un appartamento ubicato in Gaeta (LT), Via Livorno 15 con destinazione ad uso anche non abitativo e, in particolare, turistico - stagionale; e un locale ubicato in Formia (LT), Via Vitruvio 47, con destinazione ad uso commerciale. Siccome l’appetito vien mangiando lo stesso consiglio di amministrazione decide - con deliberazione del n.6 del 29/07/2019 – di buttarsi a capofitto nella valorizzazione di un terreno di sua proprietà ubicato nel centro storico “Sant’Erasmo” della città di Gaeta, su cui dovrà sorgere un parcheggio multipiano. La realizzazione e la gestione dell’opera avverranno attraverso il ricorso all’istituto della finanza di progetto. In poche parole verrà selezionata una società privata – che in cambio della gestione pluriennale -  dovrà tirare fuori i soldi per realizzare l’opera. Alla fine il bene ritornerà di proprietà dell’ente di beneficenza. Per capirci è lo stesso strumento finanziario che è stato usato per realizzare il multipiano di piazza “Aldo Moro” a Formia. Quello che lascia sbigottiti e nauseati è che un Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza amministri il proprio patrimonio come una qualsiasi società immobiliare.
D’altronde le città in questi anni – anche le nostre purtroppo - hanno subito un forte processo di privatizzazione.
La politica ha deciso di fronte all’avanzare del capitalismo più feroce di farsi piccola, di non imporre alcuna direzione o visione ma anzi peggio. Ha creato le condizioni migliori affinché il mercato si potesse sviluppare in modo indisturbato. Per esempio, se ci sono tanti edifici abbandonati in città e tante famiglie che non si possono permettere una casa, non sarà compito della politica intercedere per affrontare quest’emergenza sociale, perché significherebbe togliere al capitale l’occasione per riprodursi. Ormai è da tempo che le città hanno smesso di essere luoghi di gestione di risorse e di distribuzione di servizi e sono trasformate in città imprenditoriali, con le stesse caratteristiche che si richiedono alle persone: di essere promotrici di sé stesse, attrattive per chi potrebbe voler investire su di loro. La chiave del successo è dunque una competizione all’insegna della necessità di attrarre gli investimenti dei privati prima che lo facciano gli altri. Le amministrazioni delle nostre città hanno fatto a gara a chi svendeva l’immenso patrimonio immobiliare pubblico di cui disponeva.
D’altronde questo approccio ci sembra oramai scontato, l’unico possibile perché da decenni  ci dicono che di soldi non ce ne sono e che le città, quindi noi che ci viviamo, hanno bisogno degli investimenti dei privati. Ovviamente in tutto questo lo spazio per gli ultimi è venuto meno.

NOTA DEL PC: In riferimento all’Ostello appena inaugurato aggiungiamo che le tariffe indicate non sono soltanto in contraddizione con la vocazione della struttura, la quale risulta decisamente poco accessibile ad un’utenza per definizione meno facoltosa. Esse determinano anche una forte concorrenza dannosa contro strutture quali i B&B locali, piccole attività già pesantemente colpite dalla crisi in corso che peraltro hanno beneficiato di sostegni scarsi o nulli. Inoltre, qualora venisse confermato il possibile affidamento all’Associazione di Volontariato “Ante Omnia” che gestisce già alcuni servizi museali o ad altre simili ad essa, sorge legittimo il dubbio sulle ricadute occupazionali dell’iniziativa e sulle condizioni salariali degli eventuali dipendenti. In una città come Gaeta la mancanza di lavoro a condizioni decorose è la maggiore piaga esistente, la cui risoluzione dovrebbe ispirare prioritariamente ogni intervento pubblico. È semplicemente assurdo che in tale contesto servizi tanto importanti e remunerativi vengano gestiti da volontari, cittadini che svolgono il Servizio civile o da dipendenti precari, camuffati e sottopagati. Non è un caso se l’Ostello in questione rientra, come tutte le attività ricettive, tra quei servizi di cui chiediamo la gestione pubblica e Comunale, posta sotto il controllo dei lavoratori, attraverso un’Azienda Speciale. Così chiediamo nella petizione che invitiamo i residenti a sottoscrivere, anche rivolgendosi a tutti i tabaccai e le edicole di Gaeta o presso la nostra sede in via indipendenza 206 ogni Martedì dalle 17:00 alle 18:30. Chi invece volesse aiutarci attivamente nella raccolta richiedendo i moduli può contattarci attraverso la nostra pagina FB: “Partito Comunista – Gaeta - Sez. “Mariano Mandolesi”.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA



martedì 9 giugno 2020

PC DENUNCIA CAOS SPIAGGE: AUMENTO PREZZI, MANCANZA DI SICUREZZA, LAVORO A RISCHIO.


A Giugno inoltrato si può constatare come i rischi che il Partito Comunista aveva paventato per la stagione balneare a Gaeta si sono purtroppo realizzati. Ascoltando le proposte di Mitrano tutte volte alla tutela prioritaria delle solite caste presenti persino nell’Amministrazione, mettevamo in guardia dai rischi di aumenti dei prezzi degli stabilimenti oltre che denunciare i problemi che sarebbero conseguiti per lavoratori e classi popolari. Se a causa della crisi da COVID a questi ultimi si sono chiesti sacrifici, non si è preteso altrettanto a Gaeta dai balneari con un qualche accordo per calmierare i prezzi dei sevizi offerti. Da noi incalzato, Mitrano rassicurava che i suoi amici non avrebbero aumentato tariffe e possiamo ora verificare quanto ciò si sia rivelato falso. Fra prezzi ritoccati malgrado il distanziamento quasi invariato diversi stabilimenti hanno scaricato il costo della crisi sull’utenza.
Negli incontri istituzionali è poi mancata la rappresentanza dei lavoratori, categoria esposta a maggiori rischi. Come Partito Comunista per gli stagionali disoccupati abbiamo chiesto invano l’istituzione di un contributo comunale a fondo perduto.  Quanto per quelli occupati, nessun soggetto oltre noi ha preteso che vi fossero garanzie e chiarezza su regole contrattuali, tutela sanitaria, compiti da svolgere in tempo di pandemia con personale ridotto e prolungamento degli orari di lavoro. Tutto fa prospettare che lo sfruttamento dei lavoratori del settore continuerà indisturbato su questa falsa riga, cosa già denunciata per mezzo stampa da impiegati locali del settore. In un quadro del genere già disagiato, questa Amministrazione è comunque riuscita ad aumentare i problemi esistenti pur di tutelare gli operatori tanto più grandi a discapito di attività più piccole e periferiche e del diritto generale ad usufruire degli arenili.
Le nostre pressioni sono servite per rendere di nuovo fruibili tratti di spiagge libere resi inaccessibili da indebite ingerenze private, tant’è che questa estate si potrà entrare in punti dell’Arenauta, di S. Vito e delle Scissure finora chiusi usufruendo degli ingressi delle attività adiacenti. Eppure i problemi dovuti alla carenza di spazi persistono e ad essi se ne sono aggiunti ulteriori in termini di sicurezza sanitaria e occupazionali. Questo scenario dove i meno facoltosi saranno costretti a riversarsi contingentati su spiagge libere ridotte è infatti aggravato dal caos sorto attorno alla sorveglianza e le attività su queste aree. Dopo l’invenzione delle “sentinelle” per sorvegliare i pedoni, ora che c’è davvero da assicurare sulle spiagge libere un controllo degli ingressi e il dislocamento distanziato dei bagnanti per la tutela della salute, non si comprende ancora chi debba svolgere questo compito. Certe entrate sembrano del tutto incustodite, in altre si nota personale dei noleggiatori stessi fare i controllori non certo imparziali di tali aree. Eppure ci risulta che il Comune di Gaeta abbia ricevuto dalla Regione Lazio la cifra di 122.076,62 euro proprio per la messa in sicurezza ed accessibilità degli arenili liberi. Chiediamo quale destinazione abbiano avuto questi fondi.
Inoltre, dopo aver annunciato con solito show mediatico che tutte le spiagge di Gaeta aprivano con rispettivo piano di salvamento, sulla piana di Sant’Agostino si è arrivati invece al paradosso. Qui, a quanto pare anche a causa di contenziosi del Comune con determinati concessionari, non solo l’Amministrazione non è stata in grado di affermare un piano generale di riapertura della spiaggia, ma la sua attitudine solita ha scatenato un conflitto fra le parti a discapito delle più piccole attività frontiste che rischiano di non partire. Su un arenile che da diversi anni assicurava tramite contratto collettivo una copertura totale per il salvataggio, i vari operatori hanno infine proceduto ad attivarsi con tempi diversi a seconda del loro tipo di concessione, ognuno con propri bagnini. Risultato è che l’assistenza ai bagnanti sulla spiaggia è ora assente in vari punti, i noleggiatori più piccoli non sanno quando potranno aprire e quali saranno le porzioni ridotte di spiaggia a loro assegnate, in tanti rischiano il posto di lavoro e permane qui ancora più forte il mistero su chi dovrebbe garantire il controllo degli ingressi e del distanziamento sociale sulle spiagge libere.
E’ anche per evitare problemi di questo genere che il Partito Comunista, che da anni chiede la creazione di un’azienda speciale multiservizi comunale, ha proposto la rapida istituzione di questo strumento per gestire per prima cosa proprio le spiagge libere residuali, garantendo assistenza alla balneazione, assunzione di personale a partire dai lavoratori stagionali disoccupati, controllo pubblico e imparziale dei tratti di arenile libero. Se questa soluzione fosse stata adottata, oggi non saremmo in questa situazione. La nostra proposta rimane comunque valida per il futuro ed è appunto estendibile ad altri servizi della città, con vantaggi generali in termini occupazionali, qualitativi e di costi ridotti per gli utenti. E’ per questo che porteremo avanti durante tutta l’estate la nostra petizione popolare per la costituzione di una Azienda Speciale a Gaeta. I cittadini possono firmarla presso edicole, tabaccai ed esercizi commerciali aderenti, oltre che durante le raccolte pubbliche che organizzeremo. L’invito è rivolto per prima proprio a coloro che sono stati danneggiati in ogni modo dalla crisi sanitaria e dalla politica di questa Amministrazione negli anni, in particolare a chi ha difficoltà a vivere del proprio lavoro o purtroppo già l’ha perso.

PARTITO COMUNISTA – GAETA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”