"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

sabato 20 aprile 2019

EUROPEE 2019: Benedetto Crocco nelle liste del Partito Comunista


Benedetto Crocco sarà candidato nella lista del Partito Comunista della nostra circoscrizione in occasione delle elezioni del 26 Maggio per il rinnovo del Parlamento europeo. Lavoratore precario e militante Comunista, Segretario della sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta, già candidato a Sindaco nelle ultime elezioni amministrative e alla Camera dei deputati in occasione delle scorse politiche. La candidatura sancisce un importante riconoscimento del lavoro svolto sul territorio in tutti questi anni dal gruppo che Crocco rappresenta. Un’azione politica intensa, incessante e ben nota ai cittadini a tutela del lavoro, del diritto abitativo, della lotta alle privatizzazioni selvagge, per l’acqua pubblica, contro lo smantellamento del sistema sanitario, sempre a sostegno delle classi popolari e dei loro bisogni. Un punto di riferimento presente e stabile nella nostra realtà, contrariamente ai tanti soggetti nati sull’onda del momento elettorale e destinati a scomparire il giorno successivo o liquidi. Una candidatura che vuole dar voce ad istanze sociali e problematiche diffuse e comuni a tutto il territorio del Basso Lazio. E’ qui che emergono più che altrove gli elementi che il PC da sempre denuncia e combatte tra crisi aziendali e dismissioni risolte sempre sulla pelle dei lavoratori, disoccupazione di massa, livelli di sfruttamento intollerabili in diversi settori, ripartizione iniqua delle ricchezze e delle risorse, tutti elementi favoriti proprio dalle politiche imposte dalla Troika Europea. Per la prima volta dalla sua nascita (2014) il Partito Comunista sarà presente alle elezioni europee in tutte le circoscrizioni. La partecipazione alle elezioni europee non muta il nostro giudizio sulla natura irriformabile dell’Ue e delle sue istituzioni.
In tutta Italia i nostri militanti utilizzeranno queste poche settimane per denunciare la reale natura dell’Unione europea. Nessuna ipocrisia e nessun opportunismo, i lavoratori e le masse popolari hanno solo da perdere con questa Unione Europea. La presenza dei Comunisti all’interno del Parlamento europeo tuttavia può fornire un’importante cassa di risonanza delle nostre battaglie e posizioni. L’unica vera alternativa infatti è lavorare al rafforzamento di un’organizzazione politica che abbia come prospettiva l’abbattimento della società capitalista e la presa del potere politico da parte della maggioranza delle persone. Proprio come alle politiche del marzo 2018, cercheremo di far arrivare chiaro questo messaggio. Oggi le classi dominanti e i loro potenti mezzi di informazione cercano di far credere alle masse popolari che la “partita” si giocherà tra forze di governo e forze di opposizione, tra europeisti e nazionalisti, divisi nella propaganda ma sempre uniti nel fare gli interessi della grande finanza e del capitale italiano ed estero. Solo il rafforzamento dei comunisti può creare in Italia e in Europa i presupposti di una reale svolta politica. Contattaci per sostenere la nostra azione sulla pagina facebook “Partito Comunista – Gaeta - Sez. Mariano Mandolesi”, via email: comunistigaeta@gmail.com o direttamente di persona presso la nostra sezione in via Indipendenza 206, che è aperta tutto l’anno in particolare il martedì dalle 17 alle 19 con lo sportello di ascolto e di supporto ai cittadini “Linea Rossa”.

PARTITO COMUNISTA- SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” -GAETA

sabato 13 aprile 2019

PC E GESTIONE RIFIUTI: CI DANNO RAGIONE MA NON INTENDONO VOLTARE PAGINA


In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale è stata approvata una mozione bipartisan riguardante i rifiuti in favore di una gestione comprensoriale. Non sorprende ormai più nessuno la convergenza di destra e Partito Democratico, suddiviso nelle sue varie fazioni, vista la perfetta complementarietà delle politiche sostenute a livello nazionale ed il governo cittadino gestito addirittura in tandem. Potrebbe sorprendere invece i meno informati il fatto che perfino queste formazioni a noi antitetiche sembrino riconoscere dopo tanti anni quanto da sempre denunciano i Comunisti, ovvero l’insostenibilità dell’attuale gestione non solo in questo ambito. PD e Forza Italia hanno infatti sostenuto e sostengono attivamente la privatizzazione pressoché completa dei servizi ed il taglio alla spesa pubblica in piena sinergia con quanto indicato dalla Troika europea attraverso i suoi trattati, il Fiscal Compact ed il pareggio in bilancio. Anche a Gaeta hanno continuato indisturbati ed imperterriti a guidare le politiche in questione malgrado i nostri ripetuti e prolungati appelli, le nostre denunce, le nostre battaglie.  Nonostante le apparenze infatti nessuno si faccia illusioni su di un possibile ripensamento miracoloso. L’approvazione della mozione in oggetto è in realtà frutto della convergenza tra due principali interessi. Il primo è il disperato tentativo di una parte delle minoranze di conquistare un momento di visibilità agli occhi dei tanti che continuano a chiedersi cosa ci facciano tra i banchi del Consiglio cittadino, cementandosi al contempo con la componente del PD formiano dell’ex Sindaco Bartolomeo. Il secondo è l’interesse del ben più scaltro Mitrano e della sua cricca nello sfruttare l’inaspettato assist offertogli, smarcandosi finalmente da una situazione divenuta insostenibile perfino per lui. Mitrano si trova infatti con una ditta appaltatrice raggiunta da molteplici interdittive antimafia, noti scandali che hanno coinvolto suoi amministratori locali, costi insostenibili, tasse in ulteriore aumento per coprirli a discapito delle fasce popolari. Quale occasione migliore di un voto che nell’immediato potrebbe lasciare immutata la condizione attuale fornendo in cambio l’illusione di una presa di distanza dagli attuali disastri? Quale migliore occasione per togliere alle già debolissime opposizioni consiliari anche uno dei pochi argomenti in loro favore? Quale occasione migliore infine avrebbe avuto Mitrano per ribadire la propria inedita attenzione al territorio circostante in favore di una sua possibile futura carriera politica? Anche qualora la mozione avesse un seguito, cosa della quale è più che lecito dubitare, non muterebbe comunque di molto la sostanza dell’attuale condizione. Il documento infatti indica la strada di una gestione comune del ciclo dei rifiuti che coinvolga diversi centri urbani, cosa di per sé sensata, ma non mette realmente in discussione la vera origine dei problemi in questo settore, fonte di costi esosi, scarso controllo pubblico, mancanza di garanzie per i dipendenti, inefficienze, clientelismo, corruzione e possibili infiltrazioni malavitose: la gestione privatistica. La “Formia Rifiuti Zero” di cui si indica il modello da seguire e si auspica addirittura l’acquisto di un pacchetto azionario da parte del Comune di Gaeta, non è un’azienda municipale come erroneamente affermato da diverse testate giornalistiche, bensì una società di capitali a responsabilità limitata (S.R.L.), amministrata sulla base del criterio del profitto economico. Attualmente il Comune di Formia detiene tutto il pacchetto azionario, ma un futuro ingresso di soggetti privati, magari spinto da esigenze di bilancio, è perfettamente compatibile con la natura dell’azienda, anzi sembra addirittura l’esito più probabile visti i tempi che corrono. Essa peraltro è già attualmente dotata di un’autonomia pressoché totale. Non è un caso se nel tempo si sono susseguite numerose denunce da parte dei lavoratori i quali lamentano di avere poca o nessuna voce in capitolo riguardo a ritmi imposti, trattamento salariale, dotazioni insufficienti, sicurezza, mentre la società ha colpito indisturbata con provvedimenti punitivi quanti hanno avuto da ridire. Tra i casi più recenti troviamo quello di un dipendente raggiunto da pesante ed ingiustificata sanzione dopo decenni di onorato servizio e a pochi giorni dal proprio pensionamento, cui il tribunale competente ha poi dato pienamente ragione. Fatti molto simili a quanto verificatosi purtroppo nella nostra città. Non è un caso neanche se le assunzioni all’interno dell’azienda formiana procedono con criteri discutibili tra operai insufficienti e malpagati ed un Direttore Generale con stipendio d’oro da minimo 63 mila euro lordi annui. Ad un’attenta analisi dei dati risulta inoltre falsa la notizia di costi e tariffe in diminuzione. Nel 2019 i costi di gestione totali della “Formia Rifiuti Zero” ammontano infatti a 8.626.000 Euro, quasi 400 mila euro in più rispetto all’anno precedente, inoltre le famiglie formiane pagheranno più che nel 2018 e a prescindere dal loro reddito proprio come avviene da noi. Il modello della “Formia Rifiuti Zero” in altre parole ripropone gran parte delle problematiche proprie dell’attuale gestione e non mette al riparo da un futuro ingresso di capitali privati. PD, Forza Italia e le fedeli forze civiche presenti nel Consiglio Comunale di Gaeta non si sono smentiti nemmeno questa volta. Le criticità indicate si ridurrebbero se venissero invece finalmente attuate le proposte che ribadiamo da tempo, con la creazione di una o più “Aziende Speciali” comunali per la gestione di innumerevoli servizi tra i quali appunto il ciclo dei rifiuti, affiancate da un organo di controllo democratico dei lavoratori e con la possibilità prevista dalla legge di consorziarsi con altri comuni. Ormai però sappiamo bene che purtroppo dall’attuale Consiglio comunale cittadino e dagli interessi sociali esclusivi in esso rappresentati non ci si può aspettare nulla di buono.

PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

mercoledì 27 marzo 2019

SI È TENUTA LA MANIFESTAZIONE DEL PC CONTRO I DISTACCHI DELL’ACQUA E PER IL RISPETTO DELLA DELIBERA CHE LI VIETA


Come annunciato da tempo Mercoledì 27 il Partito Comunista ha manifestato in concomitanza della seduta del Consiglio comunale di Gaeta per chiedere il rispetto della delibera contro i distacchi dell’acqua ai cittadini morosi, sottoscritta nel 2016 da centinaia di cittadini ed approvata a larga maggioranza dall’assise. La manifestazione si è resa necessaria alla luce del mancato rispetto nei confronti del deliberato da parte della società, che ha anzi ultimamente intensificato i distacchi come segnalatoci da molti utenti, oltre che dal totale disinteresse finora mostrato dal Consiglio e dall’Amministrazione nei confronti di un fatto tanto grave. Nostro intento non era solo tentare di colmare la consueta distanza tra il dibattito politico consiliare e le problematiche più gravi che colpiscono le classi popolari ma anche ricordare a gran voce il ruolo e l’importanza delle istituzioni cittadine rispetto all’arroganza di una società a partecipazione privata e alla grave responsabilità di coloro i quali non fanno nulla per difenderle.
Purtroppo già prima del presidio la scelta della Conferenza dei capigruppo e della Presidenza di non inserire alcun punto di discussione su di un tema tanto importante e sollevato da tempo aveva confermato il solito atteggiamento di chiusura, di autoreferenzialità e di insensibilità alle esigenze delle classi più deboli e dei cittadini che si battono per la ripubblicizzazione del servizio idrico. Dal rumoroso e partecipato presidio di protesta è anche giunto un appello inascoltato di ricevere una delegazione di manifestanti che illustrassero la situazione di grave criticità di cui siamo a conoscenza. Sarebbero state esposte inoltre più nello specifico le richieste del PC, consistenti in azioni concrete per sanzionare la società per la sua inottemperanza riportando l’accaduto anche all’interno dell’assemblea dell’ATO o nell’immediata firma di un’ordinanza sindacale emessa contro i distacchi, anche per ridurre i rischi igienico sanitari.
Ci ha rincuorato e ci fa ben sperare la grande partecipazione ed attenzione manifestata dai cittadini sul tema, non solo in occasione del presidio di protesta ma anche nelle settimane precedenti, perfino da parte di coloro che non sono stati colpiti direttamente dai distacchi selvaggi. Certo è che la nostra battaglia per rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza su di un fatto tanto grave e sulla collusione della classe politica cittadina con i ristretti interessi privati rappresentati da Acqualatina ha avuto nella manifestazione un momento importantissimo e si protrarrà in futuro. Anche nel caso in cui nell’immediato le nostre richieste non venissero accolte avremmo ugualmente raggiunto un obiettivo non da poco smascherando in maniera definitiva l’ipocrisia di quanti nel 2016 approvarono la nostra delibera solo per una squallida operazione di facciata, con in prima fila la maggioranza e l’attuale Sindaco, nutrendo in realtà il più profondo disinteresse per la grave ingiustizia che vede intere famiglie private del bene più prezioso, l’acqua.



PARTITO COMUNISTA
SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

lunedì 18 marzo 2019

23M MARCIA PER IL CLIMA E CONTRO LE GRANDI OPERE INUTILI.


I comunisti invitano tutti a partecipare alla giornata di Sabato a Roma, e all’iniziativa di Giovedì a Gaeta. 

Il 23 Marzo con partenza da piazza della Repubblica a Roma alle ore 14, si terrà la Marcia per il Clima e contro le grandi opere inutili indetta dai comitati, i movimenti e le associazioni ambientaliste che in questi anni hanno lottato e si sono sentite tradite dal governo del “cambiamento”. Infatti mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi e il MOSE a Venezia, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni, con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia.
La questione ambientale è la dimostrazione che il modello capitalistico è insostenibile. Il futuro dell'umanità non può essere soggetto alle leggi del profitto privato: un pugno di monopoli finanziari non può determinare i destini di miliardi di persone e di un pianeta intero, imponendo un modello di produzione e consumo che è funzionale alla realizzazione dei propri guadagni e non del benessere e delle esigenze collettive. Per questa ragione non è possibile alcuna politica radicale, duratura e risolutiva in favore dell'ambiente senza mettere in discussione questo modello di sistema.
Pertanto la sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista di Gaeta invitano a partecipare alla marcia i loro militanti, sostenitori, simpatizzanti e tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti di questa terra e dei suoi abitanti, i comitati del Golfo di Gaeta che da anni lottano per diffondere consapevolezza e tutelare il territorio, le associazioni e i singoli che combattono dal basso, le comunità religiose e tutte le forze che sentono di potersi impegnare per quella che deve diventare un‘unica grande battaglia comune.
La lotta per la difesa dell'ambiente è una lotta giusta. Deve essere parte integrante della lotta del nostro tempo per il rovesciamento dei rapporti sociali capitalistici. Non lasciamo che alla testa di queste lotte giuste si pongano gli stessi che sono responsabili della distruzione dell'ambiente e dello sfruttamento dei lavoratori e dei popoli. Scendiamo in piazza per dire chiaramente che il sistema capitalistico è incompatibile con il futuro dell'umanità.
In preparazione alla giornata di Sabato si terrà Giovedì 21 Marzo alle 18 presso la sezione di via Indipendenza 206 una serie di letture, proiezioni e dibattito sulla questione ambientale, a seguire cena di autofinanziamento. 
Il raduno per il 23 Marzo invece è fissato Sabato alle ore 12 presso la stazione di Formia.

Fronte della Gioventù Comunista Gaeta
Partito Comunista – sezione “Mariano Mandolesi”

mercoledì 27 febbraio 2019

AMERICA LATINA: Un nuovo piano Condor?


Proseguono le iniziative culturali e di controinformazione del PC di Gaeta. Venerdì  1 marzo alle 17, presso la sezione di Via Indipendenza 206,verrà proiettato il docu-film “VENEZUELA: LA CAUSA OSCURA”. A seguire interverrà a nome del Fronte della Gioventù Comunista Enrico Bilardo, membro del Comitato Centrale. Riteniamo infatti di fondamentale importanza fare luce sulle vicende che negli ultimi tempi stanno interessando l’America Latina ed in particolare il Venezuela, Paese che si trova in un’area nella quale le trame dell’imperialismo occidentale hanno da sempre favorito l’instaurazione di dittature sanguinarie e “governi fantoccio” dipendenti direttamente da Washington. Ricordiamo ad esempio che “Piano Condor” fu proprio una massiccia operazione statunitense degli anni settanta, volta a reprimere opposizioni alle dittature e destituire governi democratici tramite principalmente pratiche di terrorismo, tortura e omicidio coordinate dagli USA. Oggi occorre rompere il muro mediatico che si è innalzato contro il popolo venezuelano, contro il suo Presidente legittimamente eletto che ha come unica colpa agli occhi delle potenze occidentali quella di non essere espressione del manipolo di banchieri, grandi industriali e speculatori che ambiscono prima di tutto a controllare il petrolio e le tante risorse del Paese. Da sempre il PC ed i comunisti di Gaeta si battono per la pace e l’autodeterminazione, contro l’imperialismo e le guerre di rapina a danno dei popoli. Il tema del Sud America e in particolare del Venezuela ci tocca poi  direttamente vista la massiccia immigrazione passata verso quei Paesi che ha riguardato molti nostri conterranei che ora non hanno voce a rappresentarli se non quella distorta dell’informazione a soldo dei padroni o dei racconti faziosi di chi non appartiene alle classi popolari colpite dalle attuali misure imperialiste. In occasione dell’incontro di venerdì sarà inoltre possibile sottoscrivere la petizione mondiale  “Giù le mani dal Venezuela”, che è prima di tutto un accorato appello al popolo statunitense affinché non sostenga le politiche di guerra economica e militare del proprio governo. Sarà comunque possibile firmare la petizione nella nostra sezione pure nei martedì successivi dalle ore 17 alle 19.  Altra nostra iniziativa su questa tematica si svolgerà invece il 31 marzo alle ore 18 alla presenza della giornalista Gerarldina Colotti che sarà in quei giorni di ritorno proprio dal Venezuela.


Partito Comunista – Gaeta – Sezione “Mariano Mandolesi"

domenica 24 febbraio 2019

Presidio del Partito Comunista contro Lega-M5S: “E’ un altro Governo contro i lavoratori”.



Nella mattinata di Domenica si è tenuto nei pressi del lungomare di Serapo a Gaeta un presidio informativo e di protesta del Partito Comunista. A partire dallo slogan “Lega-M5S, un altro Governo contro i lavoratori” si è contestato in particolare proprio l’insieme di misure che forse più hanno contraddistinto l’esecutivo “giallo-verde”, ovvero quelle per l’istituzione del “reddito di cittadinanza”, la “quota 100” per le pensioni e la “flat tax”. Tramite i volantini distribuiti e il dialogo con i militanti comunisti,  molti cittadini hanno così potuto apprendere meglio e spesso per la prima volta tante questioni che l’attuale governo si guarda bene dal raccontare.
Quanto al “reddito di cittadinanza”, spacciato per un diritto universale atto a creare posti di lavoro, c’è da dire invece che i requisiti d’accesso sono molto ristretti e riguarderanno solo i più bisognosi, vincolando tramite Patto di Lavoro tutti i maggiorenni delle famiglie interessate. La prestazione durerà 18 mesi, rinnovabile una sola volta e si dovrà accettare una di tre offerte di lavoro, pure da tutta Italia, per un reddito troppo basso per campare lontani da casa, solo in minima parte spendibile in contanti e comunque non risparmiabile. Non si genererà occupazione stabile, mentre i padroni avranno contributi e una massa di lavoratori dalle fasce più deboli, sfruttati per mansioni molto basse a breve termine. Tutto pagato dallo Stato, ossia soprattutto con le tasse prelevate dalle classi popolari. Se si considera pure che è stato preservato il Job Act e non reintrodotto l’art.18, allora è fin troppo evidente che nel complesso questa manovra non ha avvantaggiato la classe lavoratrice.
Se in termini del lavoro non si è favorito coloro che più di tutti andavano supportati ovvero quelli che producono la ricchezza con la propria fatica e quanti vorrebbero fare altrettanto per acquisire dignità sociale, in termini pensionistici e fiscali il Governo riesce ad essere altrettanto ingiusto. Non si è abolita davvero la “Fornero” come si va sbandierando, ma tramite la “quota 100” si sono invece introdotte penalizzazioni che colpiscono paradossalmente proprio chi più ha duramente lavorato in vita sua o è comunque svantaggiato in partenza. A chi accetta questo accordo pensionistico, spesso perché disperato per le proprie condizioni di lavoro, viene tagliato fino a circa 1/4 dell’assegno previdenziale, decurtazione che per le donne può arrivare al 40%. Inoltre la quota sarà praticamente irraggiungibile se si svolgono lavori usuranti o discontinui, o se si è giovane, in particolare del Sud. Con la “flat tax” solo per lavoratori autonomi invece è stata agevolata la fascia medio-alta delle partite Iva e non le imprese individuali. Gli “autonomi” nella maggior parte dei casi pagheranno imposte sostitutive in proporzione inferiori a quelle ordinarie dei lavoratori dipendenti.
Si potrebbe concludere dicendo che se i precedenti governi hanno fatto gli interessi dei padroni, questo da un colpo al cerchio e uno alla botte. Benefici a padroni e lavoratori autonomi medi, mance avvelenate agli indigenti, niente per i lavoratori dipendenti. In tutt’altra direzione vanno invece le proposte del Partito Comunista che si prepongono come obiettivi una politica della piena occupazione tramite nazionalizzazioni dei settori strategici e monopolistici e un grande piano di interventi strutturali sul territorio italiano, di ripristino di diritti, abolizione della precarietà  e fissazione di un salario minimo intercategoriale, di riduzione generalizzata delle imposte sui redditi da lavoro, alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole attività e tassazione dei grandi patrimoni e multinazionali, di abolizione vera della legge Fornero e riduzione a 60 anni della età pensionabile.
Lavorare meno, lavorare tutti, lavorare meglio a parità di salario si può. E’ così che si da vero potere ai lavoratori per costruire una Italia socialista.

Partito Comunista – Gaeta – Sezione “Mariano Mandolesi”

mercoledì 20 febbraio 2019

MERCATO DEL PESCE: GRAVI LE RESPONSABILITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE

La vicenda della mancata apertura del nuovo mercato del pesce sito in località “ex Canaga” è per molti aspetti emblematica del modo di agire dell’amministrazione Mitrano e del suo rapporto con l’Autorità Portuale. Tutti ricorderanno la grande enfasi del Sindaco riguardo alla costruzione della nuova struttura costata 400 mila Euro pubblici, da lungo tempo attesa, perfetta per ogni esigenza e presto risolutiva di qualsiasi problema. In quella sede, come al solito, l’amministrazione cittadina si arrogò il merito di aver coinvolto l’ente portuale ed avere ispirato la realizzazione dell’opera. Ancora una volta l’Autorità Portuale veniva adoperata in realtà quale strumento utile ad elargire briciole e piccoli favori alla classe politica locale in cambio del totale silenzio ed immobilismo di quest’ultima rispetto alla costante ed ormai inesorabile perdita di prestigio e di importanza del porto cittadino in favore di altri network. Questa è testimoniata impietosamente dai dati relativi alla movimentazione delle merci in discesa verticale. Tuttavia ora è lo stesso Sindaco, costretto dal trascorrere del tempo e forse da un intervento maldestro di un proprio assessore, a prendere nuovamente la parola in una recente quanto imbarazzante nota. In essa egli riconosce le cause della presente condizione di stallo in un mancato accordo preliminare con gli operatori del settore, proprio coloro i quali avrebbero dovuto fruire della nuova struttura. La più totale mancanza di confronto con i soggetti interessati e di coinvolgimento nelle scelte operate è, non a caso, una delle accuse che da tempo rivolgiamo alla Giunta Mitrano, la quale ha fatto ormai dell’autoritarismo e della mancanza di trasparenza la propria bandiera. L’altro aspetto caratteristico emerso ancora una volta da questa vicenda è l’incapacità di difendere le realtà economiche locali, spesso più sane e di dimensioni minori, favorendo invece possibili speculazioni, aziende che non appartengono al territorio ed interessi opachi, come già ampiamente testimoniato dalla chiusura indisturbata di importanti realtà produttive come l’Italcraft, dalla gestione di crisi quali quella della Panapesca o dal tipo di gare d’appalto sfavorevole alle aziende e dalla manodopera locali. Se il Sindaco avesse avuto per una volta l’umiltà di ascoltare veramente gli operatori del mercato e di condividere con loro le scelte compiute sarebbe stato al corrente del fatto che le loro resistenze vanno ben oltre gli aspetti economici emersi nel dibattito, comprendendo fattori quali la posizione della nuova struttura, ritenuta da sempre meno idonea, visibile e suggestiva rispetto all’attuale collocazione. Non convincono inoltre le stesse caratteristiche del nuovo edificio in gran parte aperto ed incapace di difendere venditori e clienti da forti piogge e sferzanti venti marini. Non è un caso se alcuni commercianti del settore si sono già procurati autonomamente locali al chiuso nei pressi del vecchio mercato. Una volta andata male la propria forzatura il Sindaco adesso, dopo essersi attribuito inizialmente tutti i meriti, scarica la patata bollente all’Autorità Portuale, chiedendo un bando per l’assegnazione dei nuovi spazi. Un bando che, come lui stesso riconosce e immagina, potrebbe attirare operatori esterni alla nostra comunità. Aggiungiamo inoltre che il bando invocato con tanta forza potrebbe far gola a grandi speculatori rapaci, i quali imporrebbero da una posizione di forza condizioni ben più sfavorevoli e penalizzanti ai piccoli commercianti. Sorge addirittura il dubbio legittimo che l’evoluzione di questa vicenda gravissima possa non rappresentare solo il naturale epilogo di un’operazione gestita con incompetenza o addirittura l’infantile ripicca nei confronti dei poco accondiscendenti venditori del pesce, bensì la precisa volontà nascosta di favorire altri e più forti interessi.

PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” – GAETA

giovedì 7 febbraio 2019

Acqualatina intensifica i distacchi umiliando il Consiglio Comunale che li vietò


Cosa intendono fare Mitrano e la sua Giunta?

Dischetto utilizzato per l’interruzione del flusso
In occasione dello sportello che il Partito Comunista dedica ogni Martedì ai cittadini dalle 17 alle 19 presso la propria sede per recepire le loro istanze e problematiche, ci sono pervenute numerose segnalazioni riguardanti la pratica del distacco dell’acqua potabile da parte del gestore privato. Il PC si è subito attivato nel sostenere coloro i quali sono stati colpiti da questo provvedimento illegittimo e continuerà a farlo. Si tratta di utenti morosi appartenenti alle classi popolari non più in grado di pagare le bollette, aumentate ininterrottamente proprio a seguito della privatizzazione del servizio, o di cittadini consapevoli che hanno scelto la strada dell’obbedienza civile rifiutandosi di pagare fino a quando la gestione non tornerà ad essere pubblica, come deciso dal referendum del 2011.
Quanto accade nel silenzio e nell’indifferenza del mondo politico e dei media locali sarebbe già gravissimo di per sé poiché nega a queste famiglie un bene primario ed assolutamente vitale come l’acqua. Sarebbe già illegittimo in quanto il gestore privato responsabile dei ben noti e continui disservizi, oltre che dei mancati investimenti dovuti, ricorre arbitrariamente a tali azioni senza alcun pronunciamento delle autorità giudiziarie. Sarebbe già intollerabile alla luce del fatto che la società ha definito “riduzione del flusso idrico” una pratica che, come abbiamo verificato direttamente, si denota a tutti gli effetti come un distacco pressoché completo e pertanto assolutamente illegale. Sarebbe già quindi inaccettabile poiché queste azioni comportano anche gravi rischi igienico sanitari per l’intera comunità.
Abbiamo inoltre constatato come negli ultimi mesi Acqualatina sembri avere addirittura intensificato i distacchi, come essi avvengano in tempi molto più brevi rispetto al passato e come in diverse occasioni non siano stati più preceduti neanche da avvisi preventivi. Gli operatori eseguono solitamente quanto imposto in modo frettoloso ed in molti casi hanno provocato anche danni evidenti alle valvole e agli impianti. Abbiamo potuto verificare inoltre che la società non si pone più nemmeno il problema di negare la completa ed illegale privazione dell’acqua praticata, usando oramai esplicitamente la parola “sospensione” invece che “riduzione” nelle scarne comunicazioni abbandonate presso i contatori.
A rendere il tutto ancor più grave tuttavia è il fatto che la società privata stia confermando ancora una volta la propria arroganza ed il proprio spregio per le istituzioni democratiche e la legge ignorando completamente la proposta di delibera popolare approvata dal Consiglio comunale di Gaeta tre anni fa, il 17/02/2016, che diffidava il gestore dalla pratica dei distacchi e gli intimava di porvi fine. È bene ricordare che la proposta di delibera, presentata secondo quanto previsto dallo statuto comunale, fu promossa dal Comitato Spontaneo di Lotta Contro Acqualatina di Gaeta con l’apporto decisivo dei Comunisti che in esso militano. Ben 282 cittadini sottoscrissero in poco tempo la delibera. Il Consiglio Comunale al completo, compreso il Sindaco Mitrano, espresse voto favorevole al riguardo con la sola eccezione di un astenuto. L’atto rappresentò sicuramente uno dei pochi e degli ultimi momenti in cui la massima assise cittadina, oggi esautorata di gran parte delle proprie funzioni, svolse il ruolo di rappresentante della volontà popolare.
Ci chiediamo, alla luce di quanto emerso, quali azioni concrete abbia intrapreso l’attuale Amministrazione ed in prima persona il Sindaco al fine di verificare il rispetto da parte di Acqualatina di quanto deliberato e di imporne finalmente il rispetto. Ci chiediamo cosa abbiano fatto gli allora consiglieri comunali e quanti di loro sono ancora in carica, oltre alle forze politiche che li sostengono, per monitorare e stimolare l’applicazione di quanto stabilito.
L’accaduto sembra confermare ancora una volta come sul tema dell’acqua in troppi, dalla destra alla pseudo-sinistra, passando da civici e 5 stelle, abbiano fatto solo facile propaganda sfruttando il drammatico momento delle crisi idriche e dimenticandosi nuovamente di tutto già il giorno seguente. Vorremmo in ogni caso sapere dal Sindaco Mitrano e dalla sua Giunta quali azioni intendano intraprendere ora in ottemperanza a quanto stabilito e per impedire che Acqualatina prosegua con la pratica ingiusta ed illegittima dei distacchi, difendendo peraltro le più basilari norme democratiche e la dignità stessa delle istituzioni cittadine.
Auspichiamo che il primo cittadino intervenga anche con un’ordinanza sindacale contro la pratica delle riduzioni e dei distacchi, per rafforzare quanto deliberato dal Consiglio e salvaguardare il pubblico interesse, ponendo inoltre rimedio ad una incombente emergenza sanitaria. Nel caso in cui non si intervenisse subito in tal senso con iniziative concrete e tangibili si mostrerebbe la profonda ipocrisia e falsità del voto espresso nel 2016 con il solo obiettivo di prendere in giro i cittadini che promossero la delibera e tutti coloro i quali ne condividono gli intenti, oltre a confermare l’asservimento più totale ad interessi economici privati e ristretti.
Il Partito Comunista proseguirà in ogni caso nel tentativo di far valere con la lotta e con il sostegno attivo ai cittadini colpiti le ragioni della delibera sostenuta nel 2016 e la completa ripubblicizzazione del servizio idrico.

Partito Comunista
Sezione “Mariano Mandolesi – Gaeta

lunedì 4 febbraio 2019

APERTURA TESSERAMENTO PARTITO COMUNISTA 2019: LE IDEE NON VIVONO SENZA ORGANIZZAZIONE

Prosegue e si intensifica la campagna per il tesseramento 2019 al Partito Comunista nel Basso Lazio, Venerdì 8 febbraio appuntamento a Gaeta presso la Sezione “Mariano Mandolesi” in Via Indipendenza 206. Dopo quasi 7 anni di battaglie sul territorio e di riconoscimento da parte di un numero sempre maggiore di cittadini e  lavoratori, iniziano a giungerci anche richieste di adesione al Partito dai comuni limitrofi. Negli ultimi decenni i vari esecutivi di centrodestra e centrosinistra (con “finte sinistre” al seguito) si sono resi responsabili del sistematico attacco ai diritti sociali ed ai servizi pubblici, hanno deregolamentato il mercato del lavoro e privatizzato importanti settori dell’economia e dei servizi essenziali. Le formazioni politiche che hanno governato a tutti i livelli si sono sempre piegate al volere dell’UE, della grande finanza e dei settori più rapaci del capitalismo italiano ed estero; lasciando così che crescessero sempre di più le disuguaglianze. Anche il cosiddetto “Governo del cambiamento” tra accettazione supina dei vincoli europei e promesse elettorali non mantenute, ha tradito quella parte del suo elettorato composta da lavoratori e classi popolari; dimostrando allo stesso tempo l’irriformabilità del sistema capitalista.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di organizzarci e unirci per rispondere agli attacchi ai diritti e alla dignità. Non basta un semplice “Mi piace” su Facebook. Occorre lavorare alla costruzione, anche nel nostro Paese, di un forte e coerente Partito Comunista. Serve il sostegno e la partecipazione attiva di tutti, anche la tua. Si può richiedere l’iscrizione  al Partito come militante o come semplice sostenitore. Sarà possibile iscriversi Venerdì 8 febbraio dalle ore 15,30 alle 20.30 presso la sezione gaetana del PC in Via Indipendenza 206. Seguirà cena mensile di autofinanziamento.


Partito Comunista
Sezione Mariano Mandolesi
Gaeta

lunedì 14 gennaio 2019

“FAVOLE DI LUCE”, BILANCIO NEGATIVO PER IL FUTURO DEL POPOLO GAETANO.


I dati emersi dopo la nostra denuncia e la rimodulazione della TARI confermano il quadro di politiche in favore di pochi.



L’ennesima edizione di “Favole di Luce” promossa dal Comune di Gaeta si avvia al termine. Poco dopo la sua apertura come Partito Comunista abbiamo tenuto un partecipato presidio informativo e di protesta, momento di una campagna politica variegata. La nostra non è una contestazione alle luminarie natalizie in sé con tutti gli eventi annessi, ma piuttosto il manifestare a favore del Lavoro e di una ripartizione della ricchezza meno iniqua che questa iniziativa così concepita invece non produrrà nel tempo. Sottolineiamo ancora come la maggior parte dei fondi esborsati per l’evento provengano dalle casse comunali, quindi dalle elevate tassazioni indifferenziate che poco o niente tengono conto delle capacità reddituali dei cittadini, aspetto di iniquità che l’amministrazione Mitrano ha contribuito ad alimentare in questi anni elevando aliquote al massimo e privatizzando servizi. In molti hanno ormai inteso come la spesa di queste ingenti somme provenenti in gran parte dalle tasche delle classi popolari, pur producendo un movimento di visitatori considerevole, hanno favorito infine solo determinate attività, a loro volta porzioni ristrette di determinate categorie sociali, a fronte di una crescita occupazionale inesistente o assolutamente precaria, malpagata e spesso ancor più sfruttata nel caso di quella già esistente.
A seguito della nostra denuncia sulla scarsa trasparenza a riguardo delle cifre spese, sono apparse nel frattempo dal sempre poco intelligibile sito comunale varie determine dirigenziali per le “Favole di Luce”. Come Partito Comunista contribuiamo ora a diffondere tali voci di spesa quali ulteriori prove delle nostre considerazioni. Si parte dai costi più significativi quali i circa 260mila euro alla RBL. LIGHT srl della provincia di Avellino per l’affidamento del servizio di noleggio, installazione, manutenzione e smontaggio delle luminarie e i circa 140mila euro alla ditta Traniello per il servizio di supporto ed assistenza elettrica, uniche società a presentare domande per le rispettive gare. Vi sono poi i casi di affidamento diretto come i 19.813,78 euro alla ditta Music&Light per l’acquisto dell’impianto filodiffusione, i 43.890 euro alla ditta Belmonte per 64 giornate di spettacoli di burattini nel triennio 2018-2020 e la trattativa diretta con “Raffaele Pyrotech Srl” per l’allestimento ed esecuzione di spettacoli pirotecnici per gli stessi anni per complessivi 48.780 euro. Presenti spese più recenti ed ulteriori di promozione come l’incarico a Teleuniverso per campagna pubblicitaria televisiva per 7.320 euro o il contributo di 3.600 euro all’Associazione culturale "Golfo 2000" per il progetto comunicazionale, sempre riferite al suddetto triennio. Ci sono poi altre voci a fini di spettacolo quali la concessione di 2.700 euro di contributo all'Associazione Iniziative e Progetti per il progetto musicale di Favole di Luce o le sovvenzioni al Centro Del Movimento per 10.850 euro complessivi principalmente per l’iniziativa Gaeta s’illumina con favole di Luce”. Ma i costi non finiscono qui. Oltre a quelli legati ad altri spettacoli ed attività che qui non computiamo, c'è da considerare che mancano a questo appello altre voci pubbliche quali le ingenti somme che si pagheranno per le forniture elettriche, così come anche le spese per il montaggio delle casette di legno usate come punti vendita, solo per fare due esempi. Insomma è fondato dire che le somme complessive di spesa pubblica raggiungeranno cifre tendenti ai 700 mila euro. Vogliamo inoltre evidenziare che la maggior parte delle ditte beneficiarie non sono di Gaeta, cosa assai rilevante per il discorso occupazionale in città.
A questo punto basterebbe anche solo un semplice promotore territoriale esperto per spiegare come con questi strumenti si crea unicamente un turismo cosiddetto “di suolo”, che poco può arricchire in ogni senso una città come la nostra che di turismo potrebbe invece dare da vivere dignitosamente a una grande porzione dei suoi abitanti. La cosa è ancor più assurda se si reputa di voler rafforzare l’identità territoriale, i propri valori e tradizioni come sostiene l’Amministrazione Comunale. È invece ancora più evidente che si è puntato molto su una iniziativa pluriennale che, dietro l’apparente obiettivo della destagionalizzazione delle attività economiche e la distrazione suscitata dal flusso inusuale di passanti, in verità alimenta le disparità sociali esistenti per creare invece consenso elettorale e concentrazione ulteriore di ricchezza in pochi soggetti che danno scarso apporto al benessere cittadino anche in prospettiva futura. Ad ogni modo, le ingenti risorse impiegate potrebbero essere utilizzate alternativamente nella creazione di un’azienda pubblica multiservizi, come da molto rivendichiamo, per generare invece nel tempo nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato e favorire occupazione stabile anche a partire dai servizi di promozione del territorio, di guida turistica alle bellezze della nostra città e gestione delle strutture museali già esistenti, o per sgravi fiscali crescenti in favore delle attività che assumono a condizioni migliori. Aggiungiamo poi che i costi dell’iniziativa sono comunque spropositati per una città con dimensione abitativa e composizione sociale attuali come Gaeta, che tra l’altro da anni va spopolandosi e vivendo una carenza dei servizi erogati dal Comune nel campo dei diritti, compresi i trasporti, l’offerta culturale, la salvaguardia territoriale, infrastrutturale e la manutenzione stradale, aspetti questi ultimi necessari pure ai fini turistici stessi.
Ma il sindaco Mitrano e i suoi fedeli più accorti certo sanno queste cose, che sono anzi coerenti con il preciso progetto politico che portano avanti nel tempo e che noi comunisti da sempre contrastiamo. Ne è prova ulteriore la scelta recente dell’aumento dell’imposta TARI a carico delle famiglie con contemporanea diminuzione di essa per le attività commerciali che più hanno tratto vantaggio dal recente evento natalizio, compresi alberghi, stabilimenti balneari e persino banche. Dopo tanto immobilismo dei referenti politici di tali categorie che hanno finora amministrato Gaeta negli anni, l’attuale primo cittadino e i suoi alleati si propongono come i dinamici rappresentanti di vecchi e nuovi interessi economici e speculativi. Dietro operazioni appariscenti che riguardano più che altro l’arredo urbano stanno invece finendo di distruggere il già indebolito tessuto sociale di Gaeta nel tentativo di trasformarla in altro, fondamentalmente una città ridimensionata per soli ricchi, ottenendo per ora il solo significativo risultato di averci reso una facile preda per il riciclo di denaro sporco nelle attività commerciali e nell’edilizia, con giovani e meno giovani locali che invece continuano ad emigrare o a vivere in condizioni totalmente subalterne e fabbriche che chiudono e smobilitano con il consenso dell’Amministrazione stessa.
Da lungo tempo noi comunisti siamo consapevoli di tutto questo, unici nel denunciarlo così chiaramente a tutta la cittadinanza e spesso altrettanto soli nell’opporci. Oggi più che mai come Partito Comunista ci proponiamo a Gaeta per rappresentare soprattutto i lavoratori sfruttati, i precari e disoccupati di vario genere, le classi popolari impoverite e sotto schiaffo. Nostro primo ruolo è proprio quello di creare coscienza politica fra di esse che sono i nostri referenti sociali, per unirci tutti attorno a proposte concrete per la creazione e tutela di Lavoro e Servizi pubblici, messi oggi così duramente sotto attacco dal capitalismo, e al contempo saper difendere assieme ognuno di noi. La nostra è prima di tutto una prospettiva socialista e di alternativa di sistema, l’unica che può salvarci. Saremo ancora in piazza a manifestare e spiegare tutti questi concetti. Ricordiamo inoltre che ogni Martedì dalle 17 alle 19 siamo aperti nella nostra sede di Via Indipendenza 206 per ascoltare ed elaborare assieme nuove proposte e lotte.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA


sabato 1 dicembre 2018

Giunta Mitrano-Eco.car: Forti con i deboli ma deboli con i forti

Si sono concluse da poche settimane le indagini preliminari della maxi inchiesta sulla Eco.car, in cui è indagato, oltre ai dirigenti della ditta romana, anche l’ex Assessore della Giunta Mitrano Alessandro Vona che, secondo la procura di Cassino, si sarebbe prodigato per impedire agli uffici del Comune di Gaeta di far notificare all’azienda privata pesanti penali per quanto riguarda presunte inadempienze sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, in cambio di circa 55.000 euro in tangenti. A riguardo di queste gravi accuse e dei fondati sospetti di infiltrazioni malavitose non abbiamo letto dichiarazioni da parte del Sindaco e della sua Amministrazione.
Alla luce di ciò risultano pertanto paradossali le modalità del tempestivo provvedimento disciplinare preso pochi giorni fa in seguito ad una segnalazione con foto da parte di un cittadino privato nei confronti di un operatore della Eco.car che, durante l’orario di lavoro, avrebbe commesso delle inadempienze, come se le numerosissime e più volte segnalate inottemperanze della ditta privata fossero da addebitare ai singoli lavoratori, non ai dirigenti e ai loro referenti politici locali. In questo episodio, a differenza del primo, la Giunta Mitrano si è subito attivata con pesanti sanzioni, rendendo noto il provvedimento sui social nella persona dell’Assessore con delega all’ambiente Pasquale De Simone. Lo stesso ha esclamato: “Oggi il vento sta cambiando”, facendo intendere che ci sono altri lavoratori “perdigiorno” e che il problema starebbe nella mancata vigilanza dei preposti al controllo. Visti i tempi quasi immediati dell’annuncio sorge anche il dubbio che al lavoratore in questione sia stato dato modo di essere ascoltato in merito e difendersi adeguatamente o che gli sia stato anche solo notificato formalmente l’avviso di una procedura disciplinare, elementi la cui assenza renderebbero l’accaduto ancor più grave e sconcertante. I modi con i quali si è scelto di intervenire sono in ogni caso palesemente in contrasto con qualunque diritto del lavoro, a prescindere dal merito dei fatti imputati e dalla veridicità delle accuse mosse. 
Risulta quindi evidente il tentativo dell’Amministrazione di scaricare tutte le colpe sui dipendenti, nascondendo le sue enormi responsabilità per non aver preso in considerazione, in tutti questi anni, ipotesi alternative né tantomeno aver svolto adeguatamente la propria funzione di controllo e mostrando in più occasioni il più completo disinteresse verso il tema del lavoro e delle condizioni dei lavoratori Eco.car, che oltretutto hanno subito dei ritardi nei pagamenti del salario. 
Ciò che avviene non è altro che l’ennesima dimostrazione di quanto sosteniamo da tempo, ovvero l’assurdità della gestione affidata ai privati di servizi quali quello in questione. Questa inevitabilmente conduce alla compressione di garanzie per i lavoratori, ai forti rischi di infiltrazioni malavitose e corruzione, nonché all’aumento incontrollato dei costi per l’utenza, il tutto determinato dalla mera logica del profitto economico. Come Sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista riproponiamo per l’ennesima volta quindi l’unica soluzione per la gestione di questo, come di altri servizi, ovvero la creazione di un’Azienda Speciale Multiservizi interamente pubblica affiancata da un organo di controllo democratico dei lavoratori che garantisca ed incrementi gli attuali livelli occupazionali fornendo maggiori garanzie anche in materia di tutela dei diritti dei dipendenti. 
Per ottenere tale risultato tuttavia invitiamo i lavoratori della ditta Eco.car a non arrendersi a strumentali pressioni intimidatorie, facendo valere anche con la mobilitazione le proprie ragioni e ad unirsi a noi nella battaglia per mandare a casa chi sostiene l’arricchimento di pochi individui, spesso estranei alla comunità locale, a discapito dei diritti collettivi. Ci mettiamo in ogni caso a disposizione dei lavoratori, come di consueto, per supportarli con ogni mezzo a nostra disposizione, ricordando che siamo aperti tutti i Martedi pomeriggio dalle 17 alle 19 a Gaeta in via Indipendenza 206 con Linea Rossa, lo sportello di ascolto per recepire segnalazioni, denunce di carattere politico e sociale, problematiche che investono la città ed il territorio, e proposte.

Partito Comunista
Sezione “Mariano Mandolesi – Gaeta

domenica 18 novembre 2018

Favole di Luce, realtà sempre più nera

Presto iniziative di protesta, non vogliamo favole ma più lavoro e diritti per tutti.


Si è aperta da poco l’ennesima edizione dell’iniziativa “Favole di Luce” promossa dal Comune di Gaeta. Non sono mancati come al solito numerosi commenti e giudizi di diverso tenore accomunati ancora una volta dalla totale mancanza di un’analisi di classe in termini di costi e benefici per le fasce popolari. Come comunisti è per noi doveroso intraprendere tale bilancio e abbiamo scelto di organizzare presidi informativi e di protesta durante la manifestazione per renderlo pubblico.
L'immagine può contenere: notte, cielo, albero e spazio all'aperto
foto di G.Pignatiello
I costi dell’iniziativa sono spropositati per una città con dimensione abitativa, capacità contributiva, composizione sociale ed occupazionale attuali come Gaeta, che tra l’altro da anni va spopolandosi. Le passate edizioni li avrebbero visti lievitare fino ad una spesa di circa un milione di euro nello scorso anno, dei quali oltre i due terzi prelevati dalle tasche dei residenti attraverso la tassazione comunale altissima e pressoché indipendente dal reddito. Sul sito istituzionale del Comune si riscontrano grandi difficoltà nel venire a conoscenza di dati esatti relativi alla spesa per l’edizione in corso, fatto che di per sé denota la più totale mancanza di trasparenza oltre all’ormai proverbiale debolezza e inconsistenza del Consiglio comunale, minoranze in testa, esautorato di ogni potere. Nella speranza che questo vuoto di informazione sconcertante venga prima o poi colmato resta altamente probabile che la spesa corrente sia similare o addirittura maggiore rispetto all’edizione precedente. Certo è che una parte consistente proviene ancora dalle tasche delle classi popolari.
Nei termini di un possibile ritorno positivo per le stesse viene subito in mente l’aspetto occupazionale. I settori più interessati dai flussi turistici attirati sono quelli del piccolo commercio e della ristorazione, limitatamente al centro cittadino e ai percorsi ristretti delle installazioni luminose in prevalenza nel tempo ridotto dei fine settimana, oltre al settore ricettivo rappresentato da B&B ed alberghi. Sarebbe innanzitutto ingenuo credere che i posti di lavoro prodotti nei mesi in questione siano molti. La nostra recente inchiesta sulle condizioni del lavoro a tempo determinato ha messo in luce come, anche e soprattutto in questi settori, la piccola imprenditoria locale trovi spesso più conveniente incrementare i ritmi di lavoro aumentando all'inverosimile lo sfruttamento dei dipendenti già impiegati più che assumerne altri in proporzione ad una domanda crescente o stabilizzarli. Questo è vero più che mai nel settore del commercio, ove la deregolamentazione degli orari di apertura ha già prodotto condizioni devastanti per i dipendenti.
Ciò è consentito anche dall'endemica mancanza di controlli da parte delle autorità competenti, dalla diffidenza dei lavoratori stagionali nei confronti dei sindacati e dal loro timore di intraprendere iniziative legali finalizzate a tutelarsi.
La nostra inchiesta ha svelato inoltre come nei settori coinvolti il lavoro in nero rappresenti ben il 40% del totale, come il 73% dei dipendenti a tempo determinato lavori dalle 9 alle 13 ore giornaliere, senza giorno libero nel 58% dei casi, senza diritto nemmeno ad una pausa nel 31% dei casi. Il 63% percepisce una paga oraria netta reale inferiore ai 4 euro. Il 60% dei dipendenti non recepisce al temine del rapporto alcuna indennità di disoccupazione. La nostra indagine ha messo in risalto come il 55% della manodopera abbia un’età inferiore ai 25 anni e come il 66% di essa non abbia ricevuto alcuna formazione specifica per il lavoro svolto. Il 42% dei lavoratori ha dichiarato di non avere avuto in passato altri rapporti con lo stesso datore a conferma del continuo ricambio adoperato come strumento di ricatto.
Risulta pertanto evidente come il denaro sborsato dalle tasche delle classi popolari per la realizzazione della manifestazione in oggetto non generi automaticamente un incremento apprezzabile dei livelli occupazionali, tanto meno un miglioramento delle condizioni materiali del lavoro, producendo anzi spesso addirittura un peggioramento sotto questo profilo.
Al contrario le ingenti risorse impiegate potrebbero essere utilizzate del tutto o in parte ad esempio nella creazione di un’azienda pubblica multiservizi per migliorare le condizioni del lavoro, come rivendichiamo da tempo, per creare posti di lavoro nuovi e continuativi nei servizi di promozione del territorio, guida turistica alle bellezze della nostra città e gestione delle strutture museali già esistenti, o in sgravi comunali ed incentivi per le attività che assumono e stabilizzano il lavoratore a condizioni più dignitose.
Se si considera la questione dal punto di vista dei servizi erogati dal Comune alle fasce popolari le cose non cambiano. In questo caso le centinaia di migliaia di euro spesi annualmente in luci natalizie potrebbero servire ad incrementare l’edilizia popolare garantendo il diritto abitativo ai tanti cittadini cui viene negato, a rafforzare il trasporto pubblico, i servizi per l’infanzia, l’offerta culturale, il sostegno alla povertà, alla disabilità e la spesa sociale in genere, la salvaguardia del territorio e la manutenzione stradale. Tutti ambiti in cui si riscontra un’endemica carenza che costringe spesso le classi popolari cittadine a ricorrere al privato con spese ulteriori che aumentano considerevolmente il costo della vita.
Da quanto emerso è evidente che la manifestazione “Favole di Luce”, nonostante il flusso turistico prodotto, per come è concepita rappresenta solo un ulteriore strumento finalizzato a spostare ricchezza dalle classi popolari a settori ristretti ed esclusivi della società gaetana, incrementando ulteriormente le disparità sociali già esistenti e concentrando ancor di più le risorse collettive nelle mani di pochi.
Il nostro impegno presente e futuro non può che essere finalizzato a scardinare questo stato di cose.


Partito Comunista - Sezione "Mariano Mandolesi" - Gaeta

domenica 21 ottobre 2018

TAJANI E FAZZONE ALL’ARISTON, COMIZIO PER LE SCUOLE, GRAVISSIMA STRUMENTALIZZAZIONE

Cosa c’entrano Antonio Tajani, Cosmo Mitrano e Claudio Fazzone con l’apertura di una kermesse scientifica riguardante l’Universo? Se lo sono chiesto in questi giorni molti cittadini tra cui sicuramente centinaia di poveri studenti delle scuole superiori di Gaeta costretti lo scorso venerdì a presidiare ad un comizio di Forza Italia per non perdere un regolare giorno di scuola, le rispettive famiglie, i malcapitati insegnanti con obbligo di servizio. Non è semplice rispondere alla complessa domanda se non si considera che gli uomini dell’asse PD-Forza Italia, strenuo sostenitore dell’Unione europea e delle sue politiche antipopolari che amministra di comune accordo la nostra città, devono ormai esplorare distanze astronomiche per riuscire a strappare un applauso spontaneo. Ciò è ancor più evidente se si pensa che, perfino in uno dei pochi universi berlusconiani residui quali il nostro, questi Signori sono costretti a tendere un’ imboscata presentandosi con pochissimo preavviso e scarsissima pubblicizzazione del loro arrivo temendo forse giustificate polemiche o contestazioni ed imponendo la loro retorica ad un pubblico di minorenni costretti ad ascoltarli. Malgrado tutte le contromisure adottate per fortuna non sarebbero mancati, secondo diverse testimonianze, studenti che sono intervenuti criticando le politiche europee sostenute dai relatori e rimarcando la loro scarsissima popolarità anche e soprattutto tra i giovani, come emerso anche da recenti sondaggi. L’accaduto resta comunque di per sé gravissimo, destando indignazione e stupore. La distanza siderale tra le misure europee dettate dalle banche e dai padroni con gli interessi dei ceti popolari è più evidente che altrove in un territorio economicamente depresso come il basso Lazio ove privatizzazioni, carenza di servizi essenziali, disoccupazione, precariato, povertà ed emigrazione giovanile sono fenomeni sempre più diffusi e privi di risposte. Al di fuori della mera propaganda l’attuale governo nazionale di Lega e 5 Stelle, appoggiato da forze neofasciste, mostra di contestare le politiche europee generando temporanee tensioni ma non intende in alcun modo rompere con esse né metterle veramente in discussione, come risulta sempre più evidente dalle innumerevoli dichiarazioni dei suoi leader, dai provvedimenti adottati e dalla stessa manovra finanziaria predisposta in perfetta continuità con il passato. Venerdì scorso presso il Cinema Ariston di Gaeta sono andati in scena tutta la debolezza, lo squallore, l’irreparabile mancanza di credibilità del mondo politico morente che sostiene questa Unione Europea, istituzione irriformabile concepita a difesa del libero mercato e gli interessi dei padroni. Come Partito Comunista diciamo invece chiaro che bisogna uscire da UE ed Euro per poter dare davvero il potere ai lavoratori e le classi popolari.


Partito Comunista Sezione "Mariano Mandolesi" Gaeta.

domenica 14 ottobre 2018

COSA C’E’ DIETRO LA VICENDA DELLE DIMISSIONI DI CIARAMAGLIA



A poche ore dalla nomina del fascista Ciaramaglia alla carica di Assessore alle attività produttive ed al commercio del Comune di Gaeta, vero e proprio insulto alla memoria condivisa della nostra città, giungono le sue dimissioni irrevocabili. Al di là del solito e ben noto gioco delle parti teatrale in cui il dimissionario simula come sempre l’assoluta spontaneità del gesto mentre il Sindaco si mostra sorpreso e risponde con un prosaico “Onore a Ciaramaglia !” in chiaro odore di ventennio, è ragionevole ritenere che la scelta sia stata frutto di imposizioni dall’alto o quantomeno di concertazione. Siamo avanti ad un fatto comunque strano ed insolito per una maggioranza che raramente aveva fatto marcia indietro, perfino di fronte a polemiche violente o palesi sviste. Prescindendo dalle apparenze ci sembra pertanto che la vicenda sia il termometro di elementi ben più importanti che vanno portati alla luce, degni di analisi politica e di attenzione. Il primo dato che emerge è la pressoché totale assenza di opposizione in seno al Consiglio Comunale, tolta qualche rara scaramuccia di facciata. Questo è il solo elemento che può spiegare il delirio di onnipotenza di un Sindaco che nomina assessore una figura di questo genere e prosegue, malgrado tutto, con grandi attestati di stima. In assenza di opposizione inoltre gli equilibri interni e la tenuta della maggioranza rimangono gli unici elementi di cui tener conto, e qui arriviamo al secondo punto che ci pare rilevante. Ci piacerebbe pensare infatti che sia stato l’appello giusto e condivisibile dell’ANPI di Gaeta a determinare tale ritirata strategica e sicuramente esso può aver giocato un ruolo, tuttavia è chiaro come ci sia ben altro dietro la strana vicenda. Lo dimostra l’inaspettata quanto tempestiva reazione della fazione sconfitta ed in cerca di rivalsa di un Partito Democratico agonizzante in uno stato di perenne guerra civile, rappresentata dal Senatore Bruno Astorre. L’onorevole invia immediatamente una nota alla stampa in cui tuona contro la scelta, si erge a paladino dei diritti civili e ricorda l’episodio della contestazione di forza nuova contro la Cirinnà. E’ divertente e singolare notare come queste parole vengano dall’esponente di un partito che ha avuto tra le più alte responsabilità nello sdoganamento del neofascismo in Italia. E’ paradossale come esse siano scritte da un uomo di quel PD che a livello locale non ha esitato a sostenere una coalizione assieme ad esponenti neofascisti, Ciaramaglia compreso, che non si degnò neppure di rispondere agli accorati quanto autorevoli appelli dell’ANPI che chiese ripetutamente di astenersi da confronti pubblici con formazioni di stampo neofascista. E’ vergognoso che usi tali argomenti l’uomo di un partito come il PD i cui rappresentanti gaetani si sono spinti fino al punto di condividere le piazze con esponenti di Casapound e Forza Nuova. Ora, senza alcun apparente imbarazzo, il Senatore tira fuori di colpo questa ipocrita retorica. Evidentemente l’obiettivo da colpire non è Ciaramaglia, ma si strumentalizzano in questo caso l’Antifascismo ed i suoi valori gloriosi per dare una spallata e mettere in difficoltà la fazione rivale del proprio partito. Fazione rappresentata a Gaeta dal Presidente del Consiglio Pina Rosato, non a caso omaggiata di stima e affetto nella lettera di dimissioni del camerata Ciaramagla. Fazione del PD la quale governa la città insieme a Forza Italia, qualora a qualcuno fosse sfuggito. Una spallata quindi che avrebbe potuto mettere seriamente a repentaglio l’intera coalizione, tanto da suscitare la preoccupazione di Mitrano e la sua iniziativa per disinnescarla. L’equilibrio che sostiene l’attuale maggioranza è del resto instabile e precario come mostrano questi continui rimpasti che tradiscono l’esigenza di tenere insieme diverse e riottose anime e cordate di interessi pagando numerose cambiali. L’accoppiata Forza Italia- PD, formata da due forze politiche peraltro entrambe in caduta libera, non rappresenta ormai un inedito, forgiata com’è da anni di politiche intercambiabili contro gli interessi delle classi popolari e dei lavoratori. Sono d'altronde i comuni interessi sociali da difendere a tenere insieme queste alleanze, a Gaeta rappresentati dai soliti poteri forti cittadini, non certo ideologie politiche o sistemi filosofici. Usino allora questi signori altri campi di battaglia a loro più consoni per regolare i propri conti, ma lascino stare una cosa seria e sacra come l’Antifascismo!  

PARTITO COMUNISTA-SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”-GAETA

venerdì 14 settembre 2018

RAPPORTO SULLE CONDIZIONI DEL LAVORO STAGIONALE 2018


L’inchiesta operaia anonima sul lavoro stagionale condotta dal Partito Comunista di Gaeta sui comuni del basso Lazio presso i dipendenti che hanno lavorato negli ultimi 3 anni si è svolta tra la prima settimana di Luglio 2018 e la prima settimana di Settembre 2018. Il campione esaminato rappresenta 63 lavoratori. Gli anni in cui sono avvenuti i rapporti di lavoro sono per il 69,81% il 2018, per il 18,86% il 2017, per l’11,33% il 2016. I dipendenti esaminati sono per il 77,35% di sesso maschile e per il 22,65% di sesso femminile.  Il 52,83% dei dipendenti è residente a Gaeta, il 13,20% a Itri, il 9,43% a Formia, il 3,77% a Fondi, l’1,88% a Minturno, il 18,86% in altri comuni. L’83,01% dei rapporti di lavoro si è svolto presso la città di Gaeta, il 7,54% presso Formia, il 5,66% presso Sperlonga, l’1,88% presso Itri, l’1,88% presso Minturno. I settori interessati sono quello della balneazione per il 49,06%, della ristorazione per il 24,53%, del commercio per il 9,43%, del settore alberghiero-ricettivo per il 7,54%, dell’intrattenimento per il 5,66%, dell’agricoltura per l’1,89% e della pubblicità per l’1,89% (volantinaggi).

Da questi primi dati si evince che il campione esaminato è rappresentativo soprattutto della realtà gaetana e dei settori della balneazione e della ristorazione, anche se emerge chiaramente un quadro omogeneo in altre città del comprensorio e in altri ambiti lavorativi. Si evince inoltre che tali lavori vengono condotti prevalentemente da una manodopera in media molto giovane anche se non mancano fasce di età ben rappresentate superiori ai 40 anni.
Le fasce di età rappresentate sono del 18,86% fino ai 20 anni, del 35,84% tra i 21 e i 25 anni, dell’11,32% tra i 26 e i 30 anni, del 16,98% tra i 31 e i 40 anni, del 15,09% tra i 41 e i 50 anni, dell’1,88% dai 51 anni in poi.

Il 56,60% degli intervistati ha dichiarato di avere avuto un regolare contratto di lavoro, il 39,62% no, il restante 3,78% di essere stato retribuito attraverso Vaucher. Il 45,28% del campione ha dichiarato di aver svolto una singola mansione lavorativa, il 54,72% di averne svolte molteplici. Il 9,61% dei rapporti di lavoro esaminati è durato complessivamente 1 mese, il 19,23% due mesi, il 42,30% 3 mesi, il 15,38% 4 mesi, il 3,84% 5 mesi, il 7,69% 6 mesi, l’1,92% 7 mesi. Il 58,49% dei dipendenti esaminati ha lavorato 7 giorni su sette, senza giorno di riposo, il 32,07% per 6 giorni settimanali, l’1, 88% per 5 giorni settimanali, l’1,88% per 3 giorni settimanali, il 3,77% per 2 giorni settimanali, l’1,88% per 1 giorno settimanale. Il 26,92% dei dipendenti ha dichiarato di aver lavorato dalle 6 alle 8 ore giornaliere, il 44,24% di aver lavorato 9 o 10 ore giornaliere, il 28,84% ha dichiarato di aver lavorato dalle 11 alle 13 ore giornaliere. Il 30,76% dei lavoratori ha dichiarato di non avere avuto diritto a nessuna pausa durante la giornata lavorativa, il 55,76% di avere avuto diritto ad una pausa, il 9,61% a 2 pause, il 3,84% a 3 pause giornaliere. I dati estrapolati mostrano chiaramente che anche nei casi in cui venga stipulato un regolare contratto quasi mai esso viene rispettato, rimanendo in una sfera di totale illegalità in quanto a retribuzioni, ore effettive di lavoro, mansioni svolte. Tempi e ritmi di lavoro risultano pertanto inaccettabili, spesso senza alcuna pausa di riposo o con pochissimi momenti di pausa, solitamente anche molto brevi. Se le clausole contrattuali venissero rispettate, pur non essendo certo ottimali alla luce dell’attuale legislazione vigente in questi settori, oltre a rendere più umano il lavoro svolto produrrebbero molti posti occupazionali aggiuntivi, circa il doppio alla luce delle ore lavorative dichiarate.
Dei “fortunati” che hanno avuto diritto ad una o più pause il 2,78% afferma che la durata di una singola pausa è stata di 5 minuti, l’8,34% afferma che tale durata è stata di 10 minuti, il 13,89% afferma di avere avuto a disposizione 15 minuti, la stessa percentuale dichiara di avere avuto a disposizione 20 minuti, il 19,44% 30 minuti, il 41,66% oltre 30 minuti. L’8,16% dei lavoratori ha dichiarato di aver ricevuto una paga netta giornaliera pari o inferiore ai 20 Euro, il 20,41% tra i 21 e i 30 Euro, il 48,98% tra i 31 e i 40 Euro, il 18,37% tra i 40 e i 50 Euro, il 4,08% superiore ai 50 Euro. Il calcolo delle paghe orarie, da noi eseguito, mostra che il 2,04% dei dipendenti ha percepito tra 1 e 2 Euro l’ora, il 28,57% tra i 2 e i 3 euro l’ora, il 32,65% tra i 3 e i 4 euro l’ora, il 24,48% tra i 4 e i 5 euro l’ora, il 6,12% tra i 5 e i 6 euro l’ora, il 4,08% tra i 6 e i 7 euro l’ora, il 2,04% tra gli 8 e i 9 euro orari.

Il 58,49% dei dipendenti dichiara di aver già avuto in passato altri rapporti di lavoro con lo stesso datore, mentre il 41,51% dichiara di non averne avuti. Il 33,96% dei lavoratori afferma di avere avuto una formazione specifica per il lavoro svolto, il 66,04% no. Solo il 5,67% dei dipendenti afferma di avere avuto contatti con rappresentanti sindacali o altre figure destinate a far valere i propri diritti, il 94,33% degli intervistati afferma invece di non avere avuto rapporti con essi durante il periodo lavorativo. Tuttavia il 54,72% afferma che saprebbe a quali figure rivolgersi, il restante 45,28% no. Inoltre il 75% dei lavoratori dichiara che sarebbe disponibile ad intraprendere eventuali iniziative di rivendicazione e di lotta per ottenere i propri diritti negati e migliorare la propria condizione. Il 35,85% degli addetti dichiara che durante il proprio rapporto di lavoro ha ricevuto dal datore trattamenti umilianti, offensivi, che hanno leso la propria dignità umana e di lavoratore/trice.
I dati mostrano che il padronato locale predilige dipendenti che oltre alla giovane età e alla scarsa esperienza già sottolineate non abbiano una formazione specifica per il lavoro svolto, malgrado la presenza sul nostro territorio di scuole come gli istituti alberghieri e corsi di vario genere che formano personale qualificato nei settori indicati. Ciò contribuisce a rendere i lavoratori meno consapevoli del proprio valore e più facilmente assoggettabili. E’ inoltre presente un continuo ricambio del personale consentito dal grande bacino di disoccupati pronto a rimpiazzarlo, adoperando quest’ultimo come strumento di ricatto su chi lavora, invece di favorire la stabilizzazione e la formazione del dipendente. Tali fattori non possono che incidere negativamente anche sulla qualità dei servizi erogati all’utenza, spesso a caro prezzo. Il fatto che malgrado il trattamento emerso pochissimi tra i lavoratori intervistati dichiarino di avere avuto rapporti col sindacato, nonostante la maggior parte di essi affermi che saprebbe a chi rivolgersi ed il 75 % dichiari che vorrebbe intraprendere iniziative di mobilitazione, manifesta alcuni elementi rilevanti. Tra essi sicuramente il timore di ritorsioni nei propri riguardi, anche da parte di altri datori di lavoro legati al proprio attuale, l’isolamento e la debolezza dei lavoratori in assenza di forme di coordinamento e di organizzazione, una grande difficoltà o una scarsa propensione dei sindacati nell’ intercettare le istanze di questi operai e venire a contatto con essi. Il dato concernente la frequenza di trattamenti umilianti e irrispettosi da parte del datore di lavoro rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia indicando l’arroganza di chi si sente forte di una posizione predominante in assenza di una controparte consapevole, combattiva e organizzata.

Ai dipendenti che hanno dichiarato di aver firmato un regolare contratto di lavoro sono state rivolte alcune domande aggiuntive. Il 10% di essi ha dichiarato che gli è stato imposto di firmare una lettera di licenziamento alla stipula del contratto, chiaramente come monito e arma ricattatoria. Al 23,34% non è stata consegnata copia del proprio contratto di lavoro. Di conseguenza la stessa percentuale ha dichiarato di non conoscere quanto previsto dal proprio contratto. L’80,95% di coloro che conoscono quanto previsto ha dichiarato di aver svolto più ore lavorative di quelle previste. Il 14,28% di essi dichiara di aver ricevuto una paga effettiva inferiore a quella prevista dal contratto firmato. Il 59,10% dichiara di aver svolto mansioni e compiti non previsti dal proprio contratto di lavoro. Il 70% dei dipendenti dichiara che la durata del rapporto gli ha dato o gli darà diritto a percepire un’indennità di disoccupazione, il restante 30% no. Questo significa che il 60,02% del campione totale esaminato, comprendente anche chi non ha un contratto, non percepirà alcuna indennità al termine del rapporto.
I dati emersi delineano un quadro a dir poco sconcertante delle condizioni lavorative nei settori interessati all’interno del nostro territorio. Chi troppo a lungo ha fatto finta di non vedere una realtà sotto gli occhi di tutti da oggi non potrà più nascondersi facilmente dietro ad un dito. Ciò che abbiamo riscontrato genera una rabbia ancor maggiore se si pensa che avviene in settori come quello della balneazione che vedono come controparte i profitti altissimi di pochi fortunati che operano indisturbati ed in condizioni di scarsissima concorrenza grazie a concessioni su suolo demaniale. Carenza occupazionale e soprattutto pessime condizioni lavorative sono alla base del noto fenomeno dell’emigrazione giovanile che sta producendo da decenni l’atrofia del nostro territorio. Quanto emerso rappresenta un atto d’accusa senza precedenti nei riguardi della legislazione nazionale sul lavoro e dei governi che l’hanno favorita alimentando il quadro della deregolamentazione, degli organi di controllo, Ispettorato e Guardia di Finanza  in primis, che si mostrano del tutto inadeguati al compito assegnatoli, del mondo politico locale e degli amministratori che non sanno o non vogliono intervenire al fine di limitare un fenomeno così diffuso e favorirne il superamento, del sindacato o di gran parte di esso che sembra non possedere la capacità di rappresentare questi lavoratori.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA