"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

venerdì 14 settembre 2018

RAPPORTO SULLE CONDIZIONI DEL LAVORO STAGIONALE 2018


L’inchiesta operaia anonima sul lavoro stagionale condotta dal Partito Comunista di Gaeta sui comuni del basso Lazio presso i dipendenti che hanno lavorato negli ultimi 3 anni si è svolta tra la prima settimana di Luglio 2018 e la prima settimana di Settembre 2018. Il campione esaminato rappresenta 63 lavoratori. Gli anni in cui sono avvenuti i rapporti di lavoro sono per il 69,81% il 2018, per il 18,86% il 2017, per l’11,33% il 2016. I dipendenti esaminati sono per il 77,35% di sesso maschile e per il 22,65% di sesso femminile.  Il 52,83% dei dipendenti è residente a Gaeta, il 13,20% a Itri, il 9,43% a Formia, il 3,77% a Fondi, l’1,88% a Minturno, il 18,86% in altri comuni. L’83,01% dei rapporti di lavoro si è svolto presso la città di Gaeta, il 7,54% presso Formia, il 5,66% presso Sperlonga, l’1,88% presso Itri, l’1,88% presso Minturno. I settori interessati sono quello della balneazione per il 49,06%, della ristorazione per il 24,53%, del commercio per il 9,43%, del settore alberghiero-ricettivo per il 7,54%, dell’intrattenimento per il 5,66%, dell’agricoltura per l’1,89% e della pubblicità per l’1,89% (volantinaggi).

Da questi primi dati si evince che il campione esaminato è rappresentativo soprattutto della realtà gaetana e dei settori della balneazione e della ristorazione, anche se emerge chiaramente un quadro omogeneo in altre città del comprensorio e in altri ambiti lavorativi. Si evince inoltre che tali lavori vengono condotti prevalentemente da una manodopera in media molto giovane anche se non mancano fasce di età ben rappresentate superiori ai 40 anni.
Le fasce di età rappresentate sono del 18,86% fino ai 20 anni, del 35,84% tra i 21 e i 25 anni, dell’11,32% tra i 26 e i 30 anni, del 16,98% tra i 31 e i 40 anni, del 15,09% tra i 41 e i 50 anni, dell’1,88% dai 51 anni in poi.

Il 56,60% degli intervistati ha dichiarato di avere avuto un regolare contratto di lavoro, il 39,62% no, il restante 3,78% di essere stato retribuito attraverso Vaucher. Il 45,28% del campione ha dichiarato di aver svolto una singola mansione lavorativa, il 54,72% di averne svolte molteplici. Il 9,61% dei rapporti di lavoro esaminati è durato complessivamente 1 mese, il 19,23% due mesi, il 42,30% 3 mesi, il 15,38% 4 mesi, il 3,84% 5 mesi, il 7,69% 6 mesi, l’1,92% 7 mesi. Il 58,49% dei dipendenti esaminati ha lavorato 7 giorni su sette, senza giorno di riposo, il 32,07% per 6 giorni settimanali, l’1, 88% per 5 giorni settimanali, l’1,88% per 3 giorni settimanali, il 3,77% per 2 giorni settimanali, l’1,88% per 1 giorno settimanale. Il 26,92% dei dipendenti ha dichiarato di aver lavorato dalle 6 alle 8 ore giornaliere, il 44,24% di aver lavorato 9 o 10 ore giornaliere, il 28,84% ha dichiarato di aver lavorato dalle 11 alle 13 ore giornaliere. Il 30,76% dei lavoratori ha dichiarato di non avere avuto diritto a nessuna pausa durante la giornata lavorativa, il 55,76% di avere avuto diritto ad una pausa, il 9,61% a 2 pause, il 3,84% a 3 pause giornaliere. I dati estrapolati mostrano chiaramente che anche nei casi in cui venga stipulato un regolare contratto quasi mai esso viene rispettato, rimanendo in una sfera di totale illegalità in quanto a retribuzioni, ore effettive di lavoro, mansioni svolte. Tempi e ritmi di lavoro risultano pertanto inaccettabili, spesso senza alcuna pausa di riposo o con pochissimi momenti di pausa, solitamente anche molto brevi. Se le clausole contrattuali venissero rispettate, pur non essendo certo ottimali alla luce dell’attuale legislazione vigente in questi settori, oltre a rendere più umano il lavoro svolto produrrebbero molti posti occupazionali aggiuntivi, circa il doppio alla luce delle ore lavorative dichiarate.
Dei “fortunati” che hanno avuto diritto ad una o più pause il 2,78% afferma che la durata di una singola pausa è stata di 5 minuti, l’8,34% afferma che tale durata è stata di 10 minuti, il 13,89% afferma di avere avuto a disposizione 15 minuti, la stessa percentuale dichiara di avere avuto a disposizione 20 minuti, il 19,44% 30 minuti, il 41,66% oltre 30 minuti. L’8,16% dei lavoratori ha dichiarato di aver ricevuto una paga netta giornaliera pari o inferiore ai 20 Euro, il 20,41% tra i 21 e i 30 Euro, il 48,98% tra i 31 e i 40 Euro, il 18,37% tra i 40 e i 50 Euro, il 4,08% superiore ai 50 Euro. Il calcolo delle paghe orarie, da noi eseguito, mostra che il 2,04% dei dipendenti ha percepito tra 1 e 2 Euro l’ora, il 28,57% tra i 2 e i 3 euro l’ora, il 32,65% tra i 3 e i 4 euro l’ora, il 24,48% tra i 4 e i 5 euro l’ora, il 6,12% tra i 5 e i 6 euro l’ora, il 4,08% tra i 6 e i 7 euro l’ora, il 2,04% tra gli 8 e i 9 euro orari.

Il 58,49% dei dipendenti dichiara di aver già avuto in passato altri rapporti di lavoro con lo stesso datore, mentre il 41,51% dichiara di non averne avuti. Il 33,96% dei lavoratori afferma di avere avuto una formazione specifica per il lavoro svolto, il 66,04% no. Solo il 5,67% dei dipendenti afferma di avere avuto contatti con rappresentanti sindacali o altre figure destinate a far valere i propri diritti, il 94,33% degli intervistati afferma invece di non avere avuto rapporti con essi durante il periodo lavorativo. Tuttavia il 54,72% afferma che saprebbe a quali figure rivolgersi, il restante 45,28% no. Inoltre il 75% dei lavoratori dichiara che sarebbe disponibile ad intraprendere eventuali iniziative di rivendicazione e di lotta per ottenere i propri diritti negati e migliorare la propria condizione. Il 35,85% degli addetti dichiara che durante il proprio rapporto di lavoro ha ricevuto dal datore trattamenti umilianti, offensivi, che hanno leso la propria dignità umana e di lavoratore/trice.
I dati mostrano che il padronato locale predilige dipendenti che oltre alla giovane età e alla scarsa esperienza già sottolineate non abbiano una formazione specifica per il lavoro svolto, malgrado la presenza sul nostro territorio di scuole come gli istituti alberghieri e corsi di vario genere che formano personale qualificato nei settori indicati. Ciò contribuisce a rendere i lavoratori meno consapevoli del proprio valore e più facilmente assoggettabili. E’ inoltre presente un continuo ricambio del personale consentito dal grande bacino di disoccupati pronto a rimpiazzarlo, adoperando quest’ultimo come strumento di ricatto su chi lavora, invece di favorire la stabilizzazione e la formazione del dipendente. Tali fattori non possono che incidere negativamente anche sulla qualità dei servizi erogati all’utenza, spesso a caro prezzo. Il fatto che malgrado il trattamento emerso pochissimi tra i lavoratori intervistati dichiarino di avere avuto rapporti col sindacato, nonostante la maggior parte di essi affermi che saprebbe a chi rivolgersi ed il 75 % dichiari che vorrebbe intraprendere iniziative di mobilitazione, manifesta alcuni elementi rilevanti. Tra essi sicuramente il timore di ritorsioni nei propri riguardi, anche da parte di altri datori di lavoro legati al proprio attuale, l’isolamento e la debolezza dei lavoratori in assenza di forme di coordinamento e di organizzazione, una grande difficoltà o una scarsa propensione dei sindacati nell’ intercettare le istanze di questi operai e venire a contatto con essi. Il dato concernente la frequenza di trattamenti umilianti e irrispettosi da parte del datore di lavoro rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia indicando l’arroganza di chi si sente forte di una posizione predominante in assenza di una controparte consapevole, combattiva e organizzata.

Ai dipendenti che hanno dichiarato di aver firmato un regolare contratto di lavoro sono state rivolte alcune domande aggiuntive. Il 10% di essi ha dichiarato che gli è stato imposto di firmare una lettera di licenziamento alla stipula del contratto, chiaramente come monito e arma ricattatoria. Al 23,34% non è stata consegnata copia del proprio contratto di lavoro. Di conseguenza la stessa percentuale ha dichiarato di non conoscere quanto previsto dal proprio contratto. L’80,95% di coloro che conoscono quanto previsto ha dichiarato di aver svolto più ore lavorative di quelle previste. Il 14,28% di essi dichiara di aver ricevuto una paga effettiva inferiore a quella prevista dal contratto firmato. Il 59,10% dichiara di aver svolto mansioni e compiti non previsti dal proprio contratto di lavoro. Il 70% dei dipendenti dichiara che la durata del rapporto gli ha dato o gli darà diritto a percepire un’indennità di disoccupazione, il restante 30% no. Questo significa che il 60,02% del campione totale esaminato, comprendente anche chi non ha un contratto, non percepirà alcuna indennità al termine del rapporto.
I dati emersi delineano un quadro a dir poco sconcertante delle condizioni lavorative nei settori interessati all’interno del nostro territorio. Chi troppo a lungo ha fatto finta di non vedere una realtà sotto gli occhi di tutti da oggi non potrà più nascondersi facilmente dietro ad un dito. Ciò che abbiamo riscontrato genera una rabbia ancor maggiore se si pensa che avviene in settori come quello della balneazione che vedono come controparte i profitti altissimi di pochi fortunati che operano indisturbati ed in condizioni di scarsissima concorrenza grazie a concessioni su suolo demaniale. Carenza occupazionale e soprattutto pessime condizioni lavorative sono alla base del noto fenomeno dell’emigrazione giovanile che sta producendo da decenni l’atrofia del nostro territorio. Quanto emerso rappresenta un atto d’accusa senza precedenti nei riguardi della legislazione nazionale sul lavoro e dei governi che l’hanno favorita alimentando il quadro della deregolamentazione, degli organi di controllo, Ispettorato e Guardia di Finanza  in primis, che si mostrano del tutto inadeguati al compito assegnatoli, del mondo politico locale e degli amministratori che non sanno o non vogliono intervenire al fine di limitare un fenomeno così diffuso e favorirne il superamento, del sindacato o di gran parte di esso che sembra non possedere la capacità di rappresentare questi lavoratori.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA



























































































lunedì 10 settembre 2018

VENERDI’ 14, PIAZZA CAPODANNO, GAETA: ASSEMBLEA PUBBLICA SUL LAVORO

Verranno divulgati i dati dell’inchiesta sulle condizioni del lavoro stagionale.

Venerdì 14 Settembre, a partire dalle ore 17:30 in Piazza “V. Capodanno” a Gaeta, si terrà un’assemblea pubblica sul tema del lavoro stagionale. In caso di pioggia l’assemblea si svolgerà al chiuso presso la sezione del Partito Comunista in via Indipendenza 206. L’assemblea rappresenta l’apice di una campagna iniziata nel mese di Luglio e condotta durante tutta l’estate dai militanti del PC attraverso la somministrazione ai dipendenti stagionali di Gaeta e dei comuni del circondario di un questionario anonimo sulle condizioni del proprio lavoro. Verranno finalmente resi pubblici in presenza della stampa locale invitata all’evento gli esiti di quest’inchiesta condotta su di un campione rappresentativo dei dipendenti di diversi settori legati soprattutto al turismo. Risultati sensazionali ed estremamente preoccupanti che squarciano il silenzio omertoso sul tema del lavoro. Un tema che dovrebbe essere normalmente al centro del dibattito politico locale soprattutto in un territorio che si sta atrofizzando a seguito di una costante emigrazione giovanile, mentre viene solitamente ignorato o preceduto da questioni ben più secondarie a riprova della diffusa connivenza del mondo politico con il padronato locale. Si fa infatti un gran parlare, spesso vacuo, di incremento del turismo e degli introiti ad esso legati senza mai interrogarsi sul punto più dirimente per lo sviluppo futuro, ovvero in che modo le ricchezze vengono ripartite e quali ricadute portano per l’intera comunità, soprattutto in relazione ad alcuni settori nei quali i profitti di pochi sono notoriamente altissimi. E’ su quest’aspetto che invece si intende questa volta gettar luce. In occasione dell’incontro si susseguiranno gli interventi di Claudio Picazio, Responsabile inchieste del PC Gaeta, Benedetto Crocco, Segretario della sezione “Mariano Mandolesi”, Fabio Massimo Vernillo, Segretario regionale del PC. Seguirà un dibattito aperto al pubblico. Oltre ai dati raccolti verranno presentate le proposte locali e nazionali del Partito Comunista sul tema del lavoro. L’auspicio è che inoltre l’iniziativa rappresenti un’occasione per avviare un processo aggregativo e organizzativo dei soggetti interessati per difendere al meglio i propri diritti attraverso lotte, vertenze e sostegno reciproco. Anche per questo gli organizzatori auspicano un’ampia partecipazione di lavoratori e lavoratrici oltreché di comuni cittadini.
PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA

domenica 26 agosto 2018

IL PC SULLA SPIAGGIA DI SERAPO CONTRO LO SFRUTTAMENTO

Possibile compilare il questionario fino a inizio Settembre. Seguirà iniziativa pubblica per presentare l’esito dell’inchiesta.


Come annunciato da tempo nel pomeriggio di domenica 26 Agosto un gruppo di militanti della sezione del Partito Comunista “Mariano Mandolesi” di Gaeta si è recato presso la spiaggia di Serapo al fine di avvicinare e sensibilizzare anche i lavoratori impiegati nel settore della balneazione in merito alla campagna riguardante le condizioni del lavoro stagionale nella città ed in tutto il basso Lazio. Nello specifico gli attivisti hanno promosso l’inchiesta condotta dal Partito attraverso la somministrazione di un questionario anonimo. L’inchiesta ha avuto inizio ai primi di Luglio e proseguirà fino alla prima settimana di Settembre. In occasione dell’iniziativa, che segue una serie di azioni condotte sul tema durante tutta la stagione estiva, si è voluto spiegare di persona ai lavoratori stagionali quali fossero gli obiettivi dell’inchiesta e ricordare che il questionario può essere compilato anche online sul link inchiestepcgaeta.altervista.org. Il luogo non è stato scelto a caso e ha assunto un valore anche simbolico considerato il livello di sfruttamento del lavoro stagionale che raggiunge proprio sulle spiagge il suo apice nonché il divario enorme esistente in questo settore più che in altri tra i profitti ingenti di pochi e i salari da fame di tanti. Un fenomeno sotto gli occhi di tutti ma che in troppi, forze politiche in testa, fingono di non vedere. Oltre a testimoniare la propria vicinanza ai dipendenti attraverso una presenza anche fisica in prossimità dei luoghi di lavoro i militanti hanno raccolto molti apprezzamenti ed interesse per la campagna in corso, che ovviamente desta invece il fastidio e l’ostilità di numerosi poteri forti locali e dei propri rappresentanti politici. Si è ricordato inoltre che intorno alla metà di settembre il Partito divulgherà in un’iniziativa pubblica alla quale verrà invitata la stampa l’esito dell’inchiesta condotta per squarciare il muro del silenzio e presenterà le sue proposte per arginare un fenomeno tanto odioso e dilagante come quello dello sfruttamento stagionale.
PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI GAETA”

giovedì 9 agosto 2018

PRIMO INTERVENTO: NÉ CON I COMPLICI, NÉ CON I SERVI! IL PC ORGANIZZA UNA GRANDE MOBILITAZIONE CONTRO LA CHIUSURA

In riferimento all’imminente chiusura del Punto di primo intervento di Gaeta abbiamo assistito alla squallida farsa svoltasi lo scorso 31 Luglio in Consiglio comunale esattamente come da noi previsto, sfociata nell’approvazione unanime di un deliberato inutile e ipocrita da parte dei diretti responsabili di quanto avviene. Siamo di fronte al disperato tentativo di salvare la faccia e prendere ancora una volta in giro i cittadini messo in atto da chi per anni non ha mosso un dito contro quanto poteva ancora essere scongiurato in tempo utile come chiedemmo a più riprese, da chi ha negato fino in fondo ogni evidenza approvando ben due piani aziendali che sancivano quanto ora si compie.

Principali protagonisti del colpo gobbo sono stati PD e Forza Italia, i due partiti che hanno fatto a gara nello smantellamento e nella privatizzazione del Sistema sanitario con la conseguente ricaduta sui centri ospedalieri, quali quello gaetano. Tutto fino al colpo di grazia inferto dalla Giunta regionale Zingaretti, sostenuta strenuamente alle ultime elezioni da diversi consiglieri presenti in aula. A render ciò ancor più tragicomico ha provveduto la navigata regia del berlusconiano Giuseppe Simeone, per l’occasione proclamato paladino della sanità pubblica da più parti.

Tuttavia non vi è mai fine al peggio. La pantomima sconcertante ha infatti ricevuto il plauso e addirittura la pubblica rivendicazione di paternità da parte di un manipolo di nazifascisti in cerca di legittimazione oltre che di visibilità e del Movimento 5 Stelle locale, intento a convincere i propri elettori già delusi di volersi occupare del problema con tanto di parlamentari al seguito. È imbarazzante dover ricordare ai 5 Stelle che ora sono loro a governare questo Paese.  Lo spot del “cambiamento”, rivelatosi fin da subito una promessa da marinaio alla luce della perfetta continuità con gli ultimi governi mostrata in tutti gli ambiti sociali, manifesta più che mai la propria debolezza proprio in materia sanitaria.

Per invertire la tendenza alla distruzione del sistema sanitario in atto questo Governo avrebbe dovuto lavorare da subito per attribuire la competenza riguardo alla gestione della sanità allo Stato centrale, sottraendola alle disparità e i particolarismi regionali di cui è ostaggio. Avrebbe dovuto investire molto più denaro pubblico nella sanità pubblica, sottraendolo anche a quello destinato alle sempre più opulente cliniche private, invece di destinarne parte ingente in armamenti e inutili maxi opere come la TAV. Per far questo però il Governo dovrebbe fare ciò che ha già dichiarato di non voler fare, ovvero adoperarsi per rompere con l’Unione europea e con i suoi assurdi vincoli, quali il Fiscal Compact ed il pareggio di bilancio in Costituzione. Non avendo intenzione di fare alcunché di tutto ciò continuerà sulla strada tracciata in precedenza, la quale ha il suo caposaldo nella politica già intrapresa dei grandi poli ospedalieri ormai al collasso, quali Latina e Formia nella nostra provincia, a discapito degli altri servizi ospedalieri diffusi sul territorio come il Presidio “Di Liegro”. Non a caso questo Governo ha continuo bisogno di distrarre l’opinione pubblica alimentando il razzismo e la guerra tra poveri nel tentativo di coprire i suoi fallimenti, le promesse non mantenute ed i suoi reali intenti. In questo riceve un valido aiuto dalle forze neofasciste che apertamente lo sostengono, con le quali a Gaeta i grillini hanno stretto un sodalizio già da tempo.

Affidare a tutti questi farisei e ai loro ipocriti appelli unitari la costruzione di una mobilitazione popolare contro la chiusura del Primo Intervento sarebbe come affidare un pollaio alle faine. Che i cittadini non si lascino strumentalizzare da chi è complice o servo delle logiche che intendono combattere e vorrebbe magari nascondere dietro al candore delle magliette bianche le proprie responsabilità.

La Sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta, come annunciato pubblicamente da mesi, sta invece lavorando alacremente alla costruzione di una grande e imminente mobilitazione per scongiurare la chiusura dei Punti di primo intervento e rilanciare il ruolo di presidi ospedalieri quali il “Di Liegro”. Una ulteriore mobilitazione che sia efficace, credibile, che non ripeta strumentalmente il modello di azioni già sperimentate in passato e non proponga logiche campaniliste votate alla sconfitta. Il Partito Comunista mai sarà a fianco di chi sfrutta e inganna il Popolo, nostro unico vero referente ed alleato, ed è quindi impegnato sul tema per organizzare al meglio questa battaglia decisiva. Informeremo presto i cittadini coinvolgendoli nelle iniziative intraprese.  

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” DI GAETA

giovedì 26 luglio 2018

OTTIMO RISCONTRO DELL’INIZIATIVA DEL PC CONTRO LO SFRUTTAMENTO STAGIONALE









Mercoledi 25 Luglio si è tenuto su Corso Cavour un Presidio informativo e di protesta contro lo sfruttamento del lavoro stagionale organizzato dal Partito Comunista di Gaeta. Un tema reso ancor più caldo dalle ultime esternazioni di autorevoli rappresentanti del governo Lega-5 Stelle, i quali hanno annunciato la reintroduzione degli odiati Voucher, vero e proprio insulto alla dignità dei lavoratori impiegati soprattutto nei settori del turismo e dell’agricoltura. In occasione dell’iniziativa è stata notevole la mobilitazione dei militanti oltre all’interesse e all’apprezzamento dei cittadini coinvolti ai quali sono state illustrate la natura e le finalità della campagna in corso attraverso un volantinaggio con megafonaggio sul tema. Presso il banchetto erano disponibili come annunciato anche i questionari anonimi predisposti, che molti lavoratori stanno compilando e recapitando al Partito, già impegnato nell’elaborazione dei dati. Maggiore sarà il numero dei questionari consegnati, maggiore sarà la forza della nostra azione contro il fenomeno dello sfruttamento denunciato. Ricordiamo, come spiegato a più riprese in occasione dell’iniziativa, che il questionario può essere compilato ed inviato online su inchiestepcgaeta.altervista.org, oppure stampato, prelevato presso i giornalai centrali di Corso Cavour e via Firenze o direttamente presso la sede del PC per poi riconsegnarlo compilato nella buca delle lettere della stessa sede in via Indipendenza 206. L’esito dell’inchiesta sarà reso noto in un’iniziativa pubblica che si terrà nel mese di settembre e servirà a sostenere le proposte del PC ed eventuali mobilitazioni contro la piaga dello sfruttamento.
PARTITO COMUNISTA, SEZIONE “MARIANO MANDOLESI”, GAETA


sabato 21 luglio 2018

Il Partito Comunista al fianco dei lavoratori ECOCAR

Inaccettabili i ritardi nel pagamento degli stipendi


La sezione “Mariano Mandolesi” del Partito Comunista di Gaeta esprime tutta la propria solidarietà e vicinanza nei confronti dei dipendenti della ditta ECOCAR, appaltatrice del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per il notevole ritardo con il quale stanno percependo i propri stipendi. Ci auguriamo che la situazione determinatasi si risolva definitivamente al più presto come promesso e che non abbia a ripetersi per il futuro, anche se siamo purtroppo molto scettici al riguardo. Quanto avvenuto è in ogni caso un fatto estremamente grave che pone in una condizione di pesante difficoltà i numerosi lavoratori e le proprie famiglie. Quello che è accaduto risulta ancor più incomprensibile e inaccettabile alla luce del contratto milionario stipulato dal Comune di Gaeta con la ditta (6 milioni di Euro l’anno) e delle tasse esorbitanti pagate dai cittadini per onorarlo. Ciò che avviene non è altro che l’ennesima dimostrazione di quanto sosteniamo da tempo, ovvero l’assurdità della gestione affidata ai privati di servizi quali quello in questione. Questa inevitabilmente conduce alla compressione di garanzie per i lavoratori, ai forti rischi di infiltrazioni malavitose e corruzione testimoniati dalle interdittive antimafia che la ditta in oggetto sta collezionando per l’attività svolta in diverse località, ai disservizi e alle inadempienze più volte denunciati, all’aumento incontrollato dei costi per l’utenza, il tutto determinato dalla mera logica del profitto economico. La responsabilità enorme dell’Amministrazione Mitrano nel non aver preso in considerazione ipotesi alternative né tantomeno aver svolto adeguatamente la propria funzione di controllo e garanzia è sotto gli occhi di tutti, come lo è ancora una volta il più completo disinteresse verso il tema del lavoro e le condizioni dei dipendenti. Non meno grave tuttavia risulta il silenzio della minoranza consiliare e delle finte opposizioni di centrosinistra, civici e 5 stelle che nel migliore dei casi si limitano a ripetere ovvietà senza mettere in alcun modo in discussione la vera origine delle problematiche affrontate: La gestione privata. Noi Comunisti al contrario proponiamo da tempo la creazione ormai inderogabile di un’Azienda Speciale multiservizi interamente pubblica affiancata da un organo di controllo democratico dei lavoratori, che garantisca ed incrementi gli attuali livelli occupazionali fornendo maggiori garanzie anche in materia di tutela dei diritti dei dipendenti. Per ottenere tale risultato tuttavia invitiamo i lavoratori della ditta ECOCAR a non arrendersi facendo valere con la mobilitazione le proprie ragioni e ad unirsi a noi nella battaglia per mandare a casa chi sostiene l’arricchimento di pochi individui spesso estranei alla comunità locale a discapito dei diritti collettivi. Ci mettiamo in ogni caso a disposizione dei lavoratori, come di consueto, per supportarli con ogni mezzo a nostra disposizione nelle proprie vertenze.

PARTITO COMUNISTA - SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” - GAETA

sabato 7 luglio 2018

IL PARTITO COMUNISTA LANCIA UN’INCHIESTA OPERAIA SUL LAVORO STAGIONALE


Il questionario anonimo disponibile online, presso edicole centrali, banchetti e sede del PC.



Entrati nel vivo del periodo estivo la Sezione del Partito Comunista “Mariano Mandolesi” promuove un’inchiesta operaia riguardante le condizioni del lavoro stagionale a Gaeta e nel comprensorio. Non è la prima volta che in un contesto come il nostro i Comunisti si impegnano in tali indagini, applicando all’analisi della realtà il metodo scientifico che li contraddistingue. L’iniziativa ha l’obiettivo di acquisire informazioni oggettive sulla base di un campione più ampio possibile in merito ad un tema centrale, quello del lavoro, che investe il cuore delle contraddizioni presenti sul territorio. Un tema di cui, non a caso, nessuno si occupa, da destra a sinistra, passando da civici e pentastellati, a riprova di come anche il mondo politico locale sia connivente con gli interessi padronali o ne sia diretta espressione. Nessuno mostra infatti la volontà di indagare e smascherare il legame che intercorre tra una ripartizione della ricchezza ricavata dal turismo sempre più iniqua e concentrata nelle mani di pochi, il fenomeno dell’emigrazione di massa che colpisce soprattutto i più giovani e le condizioni del lavoro precario e stagionale. Nessuno mostra alcun interesse nel tentare di dar voce alle migliaia di giovani e meno giovani che ogni anno lavorano sulle spiagge del litorale, nella ristorazione o in altri ambiti con salari da fame, condizioni inaccettabili e totale assenza di prospettive. Un quadro favorito e reso ancor più cupo dalla totale mancanza di attenzione delle amministrazioni comunali susseguitesi negli anni e di quella in carica oltre che dalla quasi totale inefficacia degli enti che dovrebbero svolgere una funzione di controllo, a partire dall’Ispettorato del Lavoro. Non si possono tuttavia dimenticare le politiche perseguite a livello nazionale che hanno reso possibile quanto accade mirando indistintamente alla completa deregolamentazione del lavoro, alla sottrazione costante di diritti e al rafforzamento delle forme più aberranti di sfruttamento e precariato. Un quadro legislativo che non viene messo in discussione dal governo di Lega e 5 Stelle il quale, al di là della propaganda spicciola, non intende modificare nella sostanza quanto disposto da pacchetto Treu, legge Biagi e Job Act Renziano. La situazione concernente il lavoro stagionale sul nostro territorio è già emersa da inchieste precedenti, dalle esperienze dirette di numerosi militanti impegnati in questi settori, dalle numerose segnalazioni pervenuteci. E’ tuttavia per noi fondamentale la somministrazione del questionario che abbiamo predisposto per diverse ragioni. Innanzitutto per avere un quadro più approfondito, preciso e meglio delineato. In secondo luogo per poter valutare eventuali variazioni intercorse nel tempo. In terzo luogo per preparare la nostra azione politica e sostenere le nostre proposte con la forza di dati alla mano indiscutibili. Inoltre l’inchiesta è per noi fondamentale nel sensibilizzare l’opinione pubblica su di un tema tanto essenziale e nel rinsaldare e ampliare il nostro legame con le classi popolari cui ci rivolgiamo, acquisendo anche adesioni e sostegno per eventuali future iniziative di lotta. Il questionario, completamente anonimo onde evitare ogni timore di possibili ritorsioni ai danni del lavoratore, può essere compilato online attraverso il link https://inchiestepcgaeta.altervista.org/ oppure a mano stampandolo dallo stesso sito, procurandolo in formato cartaceo presso le edicole centrali (Corso Cavour e via Firenze), la nostra sede, in occasione dei volantinaggi e banchetti pubblici che predisporremo durante il periodo estivo, per poi consegnarlo al momento oppure inserirlo nella buca delle lettere della nostra sezione in via Indipendenza 262, Gaeta.


 PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA

domenica 10 giugno 2018

Mobilitazione del Partito Comunista contro Acqualatina e per la ripubblicizzazione dell’acqua.



Si è aperto Venerdì 8 Giugno con un banchetto sul Corso Cavour un weekend informativo che da inizio alla fase stagionale della nostra campagna pluriennale contro Acqualatina e per la ripubblicizzazione dell’acqua.  Il momento non è stato casuale e tanta è stata la partecipazione dei cittadini che hanno pure in gran numero compilato un questionario anonimo di considerazioni sul gestore delle risorse idriche, in vista anche di probabili manifestazioni di protesta nei prossimi mesi.
Con l’estate alle porte, la crisi idrica nel nostro Comune e in quelli limitrofi è infatti una malaugurata certezza. Le fasce della popolazione più colpite, tanto per cambiare, saranno quelle meno abbienti che nell’ordinario disservizio idrico dei mesi più caldi non possono adottare soluzioni straordinarie (serbatoi, autopompe, ecc.) o sulle quali maggiormente grava il peso economico di tali rimedi.
La causa di questa situazione anormale sta nella gestione privata delle nostre fonti di acqua potabile, da anni sotto il controllo di Acqualatina, a cui la politica locale ha costantemente concesso di continuare a fare profitti su un bene comune che, grazie al voto popolare del Referendum del 2011, avrebbe dovuto essere a gestione pubblica.
I dirigenti ogni anno si complimentano di portare grandi somme nelle loro casse: solo nel 2016 l’attivo è stato di 17,8 milioni di euro e, con la nostra rete idrica ormai ridotta a un colabrodo (circa il 70% di perdite), vien da chiedersi cosa ci sta ancora a fare una azienda a diritto privato a gestire la nostra acqua arricchendosi con l’aumento delle nostre bollette, fra le più costose di Italia. A rendere possibile tutto ciò è in verità il compiacente avallo politico delle varie Amministrazioni comunali, indistintamente di centrodestra, centrosinistra o civiche, che votano a favore di ogni richiesta di questi speculatori privati. Fra queste pure quella di Gaeta.
I militanti della Sezione PC “Mariano Mandolesi” da anni denunciano questa situazione e lottano in prima persona per il diritto all’acqua pubblica. Insieme al Comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina nel 2016 siamo riusciti, grazie a un’assemblea pubblica e una raccolta firme, a far approvare dal Comune di Gaeta una delibera contro il distacco illecito dell’acqua dai contatori dei cittadini morosi.
Altri comitati-cloni nati più recentemente sono già spariti e la loro breve protesta messa in atto non ha avuto alcun effetto pratico, dimostrando che l’unico scopo è stato quello di indirizzare la rabbia dei cittadini verso il nulla senza evidenziare le cause politiche della crisi idrica e le relative collusioni del sindaco Mitrano con Acqualatina.  
Il Comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina, attivo da più di 5 anni nell’assistenza ai cittadini vessati da tale società, promuove invece da lungo tempo la campagna di “obbedienza civile” che consiste nel boicottare il pagamento delle bollette finché non sarà rispettato l’esito del Referendum e la gestione dell’acqua tornerà pubblica. Questa è l’unica azione collettiva che Acqualatina teme e che sortisce effetti.
Come Partito Comunista di Gaeta sosteniamo i cittadini che decidono di aderire a tale campagna e diamo ospitalità al Comitato nella nostra sede di Via Indipendenza 206.


Partito Comunista –  Sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta

venerdì 25 maggio 2018

IL PC GAETA DENUNCIA L’IMMINENTE CHIUSURA DEL PRIMO INTERVENTO

Fatta la legge gabbato lo santo. Dopo la riconferma alla Presidenza del Lazio Nicola Zingaretti prosegue inesorabile nel piano di smantellamento sistematico del servizio sanitario pubblico pontino. Nelle sue liste, non a caso, erano presenti figure vicine a cliniche private laziali.
Come previsto dal decreto regionale del 5 Luglio 2017 e da noi subito denunciato pubblicamente, a conferma dei nostri ripetuti e precedenti timori, ben 13 Punti di Primo Intervento del Lazio chiuderanno entro il 2018, sei dei quali solo nella nostra provincia. Tra questi il PPI di Gaeta. Alcune segnalazioni pervenuteci da parte di dipendenti della ASL e sindacalisti riportano che la data sarebbe già stabilita per il prossimo settembre.
Rinviare l'attuazione del deliberato a dopo le elezioni nazionali, regionali e alle prossime comunali é frutto di bieco cinismo, proprio come la scelta di attendere il termine dei mesi estivi, in occasione dei quali l'intenso traffico veicolare e la difficoltà di raggiungere la più vicina Formia rende più evidente che mai l'importanza di tali servizi. PPI quali quello di Gaeta rappresentano presidi che spesso possono fare la differenza tra la vita e la morte. Non a caso sono migliaia gli accessi registrati ogni anno non solo tra i residenti ma anche a beneficio di turisti e cittadini del circondario.
In occasione delle nostre mobilitazioni, sfociate nella raccolta di 2000 firme e nella manifestazione cittadina del 22 ottobre 2016 abbiamo sempre rimarcato come il PPI non fosse sufficiente a garantire il diritto alla salute dei cittadini chiedendo che venisse ripristinato il Pronto Soccorso sottratto anni fa insieme ai tanti reparti dismessi del "Di Liegro". Proprio in funzione di questa prospettiva tuttavia é indispensabile difendere la sussistenza dei servizi residui. Risulta necessario perché i PPI rimangono, nonostante le proprie limitazioni, i punti più vicini ed accessibili per essere presi in carica dal sistema sanitario, sottoposti in tempi rapidi ad una visita clinica ed indirizzati correttamente ove ricevere le necessarie cure mediche. Risulta importante inoltre poiché la chiusura del PPI renderebbe ancor più difficile la dura battaglia per il ripristino del Presidio ospedaliero gaetano, proseguendo sulla strada già intrapresa e fallimentare della desertificazione attorno ai grandi centri già al collasso.
Abbiamo assistito in questi anni ad una lunga serie di promesse finalizzate solo a rabbonire l’opinione pubblica ogni qual volta veniva sottratto un pezzo del nostro nosocomio , mai ripristinato né sostituito da valide alternative. Nessuna delle tante promesse è stata mantenuta come non lo saranno certamente le più recenti quali la famigerata “Casa della salute”, il mantenimento di un’ambulanza in sede o, a maggior ragione, la fantomatica creazione di un polo del golfo nella città di Gaeta, in netto contrasto con tutte le linee guida della ASL e le risorse messe a disposizione.
La responsabilità di gran parte della classe politica gaetana a partire dal Sindaco in carica nel dare pubblico credito a queste ipotesi assecondando quanto accade invece di ostacolarlo con ogni mezzo rappresenta un fatto imperdonabile di cui ogni Cittadino deve prendere coscienza. Lo stesso Sindaco Mitrano solo poco tempo fa garantiva che mai sarebbe accaduto quanto si sta verificando, anzi assicurava addirittura un potenziamento dei servizi sanitari cittadini proprio mentre la popolazione manifestava per scongiurare quanto oggi si compie.
Il Partito Comunista al contrario è determinato a mettere in atto ogni iniziativa possibile fino all’ultimo istante per mobilitare le classi popolari cittadine al fine di ostacolare la scellerata decisione di chiudere il PPI di Gaeta e continuerà a battersi contro le politiche di dismissione e privatizzazione del servizio sanitario volute dall’Unione europea, a partire dalla battaglia per il ripristino della rete capillare di centri ospedalieri quali quello gaetano, in tutta la propria piena funzionalità. Ben consapevole della difficoltà di vincere delle vertenze locali in condizioni di isolamento e del quadro generale di cui fanno parte iniziative quali la dismissione del Primo intervento di Gaeta il Partito Comunista è impegnato in una campagna di tutela del Sistema sanitario a livello regionale e proseguirà nei prossimi mesi il suo impegno nel dar voce e coordinare le varie realtà presenti sul territorio.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI“ GAETA

mercoledì 16 maggio 2018

Pulizia degli arenili non in concessione, oltre il danno la beffa.


Il Partito Comunista pretende chiarezza e propone l’istituzione di un'Azienda Speciale Multiservizi Municipale.




Oltre 50 milioni di Euro in 9 anni, 2 interdittive antimafia, 2 arresti per il patron Deodati, sono questi i numeri della ditta Ego.Car, azienda che gestisce la raccolta e gestione dei rifiuti e della differenziata a Gaeta. Non si contano invece sulle dita di una mano le diverse indagini, alcune ancora in corso, in cui sono stati coinvolti i vertici della società.

Forse un ulteriore indagine dovrebbe essere aperta sulla pulizia delle spiagge libere non in concessione che secondo il contratto stipulato con il Comune spetterebbe all’azienda privata. Come Partito Comunista ci riserviamo di intraprendere qualsiasi via comprese quelle legali pur di avere chiarezza a tal proposito.

Emblematico è il caso de “l’ultima spiaggia” di Serapo lato Fontania, molto frequentata anche da bagnanti locali, oggetto nei prossimi giorni di un’iniziativa di volontariato e sensibilizzazione ambientale consistente nello sgombero generale di tutti i detriti, rami, erbacce, vetri, plastica e quant’altro sia disseminato sull’arenile e sugli scogli adiacenti.

L’iniziativa promossa dall’Associazione Montecristo è però patrocinata e finanziata dall’Amministrazione Comunale che insieme alla XII Comunità Montana del Lazio, fornirà guanti, buste e tutto il materiale necessario per procedere alla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Ci sembra assurdo che chi di dovere invece di far rispettare il contratto per la raccolta dei rifiuti spenda ulteriori fondi pubblici per sopperire alle deficienze di Ego.Car, sfruttando così pure le buone intenzioni di cittadini volenterosi probabilmente inconsapevoli di questo loro diritto disatteso.  

E’ l’ennesima riprova che la privatizzazione dei servizi è un danno per l’intera comunità che paga tasse sempre più alte in cambio di servizi sempre più scadenti. E’ ancora più grave se si pensa che gli importi così alti per la Tari, tra i più elevati nel Lazio, non tengono in conto a sufficienza del reddito degli utenti come noi più volte abbiamo richiesto, e gravano così più pesantemente sulle classi popolari, mentre è stata approvata la riduzione del 30% per gli stabilimenti balneari esentati pure da obblighi di pulizia delle aree libere adiacenti.

La soluzione che da anni ormai proponiamo come Comunisti, è quella della creazione di un'Azienda Speciale Multiservizi Municipale, interamente pubblica e che venga affiancata da un organismo democratico di controllo dei lavoratori appositamente istituito dal Comune.

Come è noto in alcuni settori quali la nettezza urbana o il servizio idrico sarebbe peraltro possibile consorziarsi con altri comuni limitrofi. Tale azienda potrà gestire i servizi più disparati oltre al ciclo dei rifiuti, quali la cura del verde pubblico, la manutenzione stradale e l'illuminazione cittadina, spazi sportivi e culturali, una mensa comunale, un ostello comunale ed altre strutture ricettive, i parcheggi, il trasporto pubblico cittadino, il servizio di promozione del territorio e guida turistica alle bellezze della nostra città, la gestione delle strutture museali già esistenti, le spiagge, l’assistenza ad anziani e diversamente abili e tanto altro.


Partito Comunista sezione “Mariano Mandolesi” Gaeta.

martedì 1 maggio 2018

ELEZIONE PROVINCIALE: CHI E IN NOME DI COSA I NOSTRI CONSIGLIERI HANNO VOTATO IN SEGRETO?


Domenica 29 Aprile è stato eletto il nuovo Presidente della Provincia di Latina, Carlo Medici del Partito Democratico, Sindaco di Pontinia. La maggior parte dei cittadini della nostra provincia neppure lo sa.
Ciò non è dovuto solo al crescente distacco fra ceto politico e corpo elettorale ma soprattutto al sistema elettorale stesso utilizzato, quello previsto dalla riforma Delrio che ha delegato in secondo livello a Sindaci e Consiglieri comunali le elezioni delle cariche provinciali. Con la scusa di efficienza e austerità si è sottratto così potere diretto ai cittadini, lasciando praticamente invariati i costi istituzionali e gli sprechi degli enti controllati: un ulteriore attacco agli intenti della Costituzione portato avanti da Renzi e soci per favorire la concentrazione del potere politico in mano a soggetti consociati asserviti agli interessi capitalisti. Questo provvedimento è stato contestato nella nostra provincia soprattutto da noi Comunisti con mobilitazioni e campagne. Attorno a noi oggi c’è il silenzio ed è facile spiegarlo visto il livello di collusione fra i partiti maggiori e l’ormai palese voltafaccia dei cinquestelle, piegati pure essi oramai ai progetti multinazionali ed antipopolari del FMI, dell’UE e della NATO.
Si fa presto a dimostrarlo anche a livello locale. Medici è stato eletto con i voti dei Consiglieri comunali del PD di Moscardelli e di Forza Italia di Claudio Fazzone. Secondo alle elezioni della Presidenza è arrivato Damiano Coletta, Sindaco di Latina, ex baluardo delle liste civiche “arancioni” votato ora da quel che resta del centrosinistra, comprese parti del PD che oramai sembra più un cartello fra bande che un partito. Terza ed ultima votata Giada Gervasi, Sindaco di Sabaudia sostenuta proprio da quelle liste civiche la quale indistinta trasversalità e inconsistenza ideologica ha potuto mettere assieme al momento dell’elezione provinciale voti dalla Lega a parti della screditata sinistra, passando per l’area destra di Pirozzi. Dei grillini, che pure hanno un Consigliere comunale nella vicina Itri, non conosciamo invece preferenze.
Gaeta è quella città nella quale di fatto Forza Italia e Pd già governano assieme da anni, senza una vera opposizione. Le liste civiche mai come qui hanno palesato il loro essere semplice asettico contenitore elettorale in attesa di collocamento per i suoi membri eletti. Articoli di giornale tempo fa dicevano che i Consiglieri comunali di Gaeta avrebbero votato tutti per Medici ad eccezione di Emiliano Scinicariello che sosteneva Coletta. E’ vero tutto ciò? I gaetani impossibilitati al voto da una legge antidemocratica devono poterlo sapere. Ci piacerebbe a maggior ragione conoscere il voto di Consiglieri comunali quali Luigi Passerino, già candidato sindaco e autoproclamato paladino della partecipazione civica, i cui laboratori politici di rapporto diretto con la città sono stati chiusi il giorno stesso della sua sconfitta elettorale. Come si è collocato? Vorremmo saperlo anche perché dai pochi interventi pubblici fatti finora si sarebbe portati a pensare che sostiene più il sindaco Mitrano che i cittadini che lo hanno eletto.
In quanto Partito Comunista di Gaeta ci interesserebbe conoscere invece come hanno votato il nostro Sindaco e i nostri Consiglieri. Il voto provinciale infatti non è palese, dà per legge peso elettorale diverso ai Consiglieri in base al numero di abitanti della propria città e si rinnoverà fra due anni sempre con questo metodo indiretto per l’elezione del Consiglio provinciale. Se di questi ultimi rappresentanti istituzionali non possiamo decidere alcunché, almeno vorremmo sapere cosa hanno deciso in segreto i nostri Consiglieri comunali al posto nostro.
Ad ogni modo, tutta questa storia ci conferma ancora una volta che per le classi popolari e i lavoratori la via per riconquistare forza politica non passa attraverso la delega, l’antipolitica e il falso mito di liste civiche e movimenti, ma piuttosto tramite la riappropriazione diretta degli strumenti popolari di massa quali i sindacati di classe e i partiti con chiare posizioni ideologiche ed organizzazioni salde. Fra questi il più efficace non può che essere ancora una volta, come è stato in modo vincente in passato, un grande Partito Comunista basato sulla militanza e la lotta. A Gaeta così come nel resto d’Italia noi lo stiamo costruendo.

PARTITO COMUNISTA – SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA

domenica 29 aprile 2018

CRISI SIRIANA: VERGOGNOSO SILENZIO DI MITRANO E TRANO SUI RISCHI LEGATI ALLA PRESENZA DELLA BASE USA A GAETA

Non c’è che dire: I cittadini di Gaeta e del golfo sono davvero ben rappresentati e possono dormire sonni tranquilli.

Con la crisi siriana, il genere umano si avvicina al rischio di un nuovo devastante conflitto che potrebbe estendersi su scala globale e vedere superpotenze atomic he fronteggiarsi direttamente. Massima è l’allerta delle forze armate di mezzo pianeta mentre il mondo resta con il fiato sospeso.  Nella vicina Napoli il breve transito di un sommergibile statunitense impiegato nelle operazioni siriane ha provocato un vero e proprio vespaio costringendo perfino il Primo Cittadino partenopeo a muovere le proprie vigorose rimostranze. Intanto a Gaeta, sede permanente del comando della VI flotta USA nel Mediterraneo, obiettivo sensibile di primo piano ove ormeggiano costantemente immensi mostri d’acciaio e transita ogni sorta di armamento micidiale, con annessi rischi incalcolabili a seguito di incidenti perfino in circostanze normali, tutto tace.

Qualche ingenuo cittadino forse si sarebbe aspettato che il Sindaco Mitrano chiedesse chiarimenti sul coinvolgimento della base nelle operazioni in corso, delucidazioni sui rischi cui è sottoposta la popolazione civile, manifestasse la minima preoccupazione o indignazione per la totale mancanza di coinvolgimento delle istituzioni locali e della città, magari recepisse finalmente la nostra richiesta di applicare la normativa vigente approntando e rendendo pubblico un piano di evacuazione in caso di necessità. Niente di tutto questo.

Al contrario il buon Mitrano non solo non ha fatto nulla di tutto ciò, non solo non ha proferito parola in merito, ma ha pensato bene di accogliere scodinzolante nel suo ufficio il Comandante della nave Uss New York , Micheal Brent DeVore, seguito da una pletora di graduati statunitensi, prostrandosi ossequiosamente al loro cospetto con un servilismo imbarazzante. Si è dichiarato anzi felicissimo dei giretti turistici dei militari a Stelle e Strisce lungo le strade cittadine, fingendo invece di non vedere i gravi atti di vandalismo documentati di cui si sono resi responsabili gli stessi nelle ore serali a discapito di luoghi pubblici e abitazioni private, a dimostrazione della mancanza di rispetto e del senso di impunità caratteristico delle truppe di occupazione nelle proprie colonie.

Qualche inguaribile ottimista si sarebbe potuto forse aspettare che almeno l’Onorevole Raffaele Trano, neoeletto gaetano in Parlamento come rappresentante del nostro collegio con un numero copioso di consensi potesse rimediare, preoccupandosi minimamente del problema e dei possibili pericoli per la sua città, o che almeno sentisse il bisogno di darlo a vedere. Sarebbe anch’egli in errore.

Il pensiero dell’importante base militare straniera presente nella propria città, della drammatica situazione internazionale e dei rischi annessi sembra non avergli sfiorato nemmeno l’anticamera del cervello, perfino durante i dibattimenti in occasione dei quali il Governo in carica ha dovuto relazionare in materia davanti alle Camere. Evidentemente, in contrasto con la nostra Carta costituzionale che attribuisce ai parlamentari il ruolo di rappresentanti autonomi del popolo, egli ha scelto di mettere subito da parte la volontà di rappresentare il territorio che lo ha eletto e seguire unicamente le direttive dei vertici pentastellati.

Non a caso, come è noto, è proprio sulla politica internazionale che i 5 Stelle hanno effettuato uno dei tanti repentini ripensamenti per accreditarsi di fronte ai poteri forti come possibile forza di governo, ripudiando completamente quanto affermato fino a pochi mesi fa, giurando fedeltà all’Unione Europea, alla NATO, agli USA ed esprimendo per voce dello stesso Di Maio un sostanziale consenso per le iniziative prese in Siria. Il Deputato Davide Crippa, relatore 5 Stelle in Commissione Speciale, è giunto al punto di definire “congrua” la spesa folle di 760 milioni di Euro preventivata dal PD per l’acquisto di nuovi droni militari.

Quanto accaduto mostra senza ambiguità ai cittadini di Gaeta e del Golfo come Forza Italia, 5 Stelle e PD, al di là delle differenze di facciata, siano in realtà intercambiabili e perfettamente compatibili sulle questioni che contano, fatto già dimostrato ampiamente dal balletto indecoroso per la nomina del nuovo governo. Quanto verificatosi mostra inoltre che avere rappresentanti espressi dal territorio eletti nelle liste di tali formazioni non è assolutamente garanzia di maggior forza per le istanze e i bisogni dei cittadini.

Il Partito Comunista e la sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta al contrario continuano fermamente a chiedere che l’Italia esca dalla NATO, strumento di rapina imperialista nei riguardi di altri popoli e vera tremenda minaccia per la pace mondiale, oltre alla chiusura delle basi straniere presenti sul territorio italiano, tra cui naturalmente la base di Gaeta. 


PARTITO COMUNISTA SEZIONE “MARIANO MANDOLESI” GAETA     

mercoledì 18 aprile 2018

Marco Rizzo, Segretario Generale del PC, a Gaeta il 20 Aprile

Venerdì 20 Aprile, a partire dalle ore 17:30, presso la sezione "Mariano Mandolesi" di Gaeta del Partito Comunista in via Indipendenza 206, si terrà un incontro con il Segretario Generale del PC Marco Rizzo. Un importante appuntamento per i compagni di tutto il Basso Lazio. L'iniziativa, comprendente momenti di confronto e dibattito aperto, sarà seguita da una cena sociale. 
La visita del Segretario nazionale in questo momento non avviene a caso. Essa é legata alla volontà di rendere ancor più forte, saldo ed efficace il rapporto tra la dirigenza e la base del PC, impegnato in una fase di forte radicamento ed organizzazione su tutto il territorio nazionale, attraverso un lavoro generoso. Ciò assume particolare rilievo in una realtà come Gaeta ove esiste da tempo un nutrito gruppo di militanti Comunisti che hanno deciso di recente di aderire al PC. 
In secondo luogo l'incontro avviene a seguito del grande sforzo del Partito in occasione dell'ultima campagna elettorale, che ci ha visto protagonisti con la candidatura locale del compagno Crocco alla Camera ed ha portato ad un buon risultato in termini di consensi non solo a Gaeta ma in diversi centri limitrofi e in gran parte del Collegio. 
Non meno importante risulta il contesto sociale del Basso Lazio, ove è avvenuto negli ultimi anni un processo di inesorabile deindustrializzazione, esistono grandi ingiustizie e disparità con una ripartizione iniqua delle ricchezze, un alto tasso di disoccupazione ed uno sfruttamento estremo del lavoro, spesso precario e stagionale, all'origine di un preoccupante fenomeno di impoverimento delle classi popolari ed emigrazione giovanile di massa. 
Ultima per ordine, ma non certo per importanza, risulta la presenza di un' importante base militare straniera sul territorio gaetano, sede permanente del comando della VI flotta USA. Essa risulta ancor più rilevante di fronte ai gravissimi rischi della crisi Siriana e alle dure polemiche seguite in questi giorni all'attracco di sommergibili atomici impegnati nelle operazioni belliche presso il vicino porto di Napoli. Per queste ragioni anche la base militare di Gaeta è oggetto di attenzione da parte del PC, impegnato in una ferma e diffusa campagna contro l'aggressione imperialista in atto e contro il coinvolgimento dell'Italia. 

Tutta la stampa locale è invitata a partecipare. 



PARTITO COMUNISTA   Sezione "MARIANO MANDOLESI" Gaeta

giovedì 15 marzo 2018

PC Gaeta convoca assemblea territoriale: Soddisfatti del voto, ripartiamo con le lotte ed il radicamento

La sezione “Mariano Mandolesi” di Gaeta del Partito Comunista esprime la propria soddisfazione per il risultato ottenuto in occasione delle elezioni politiche 2018.
La difficile sfida di presentare la lista del Partito per la prima volta in gran parte del territorio nazionale, raccogliendo in poco tempo decine di migliaia di firme, ha rappresentato di per sé già un notevole successo. Il risultato elettorale nazionale è stato inoltre un importante passo, ma soprattutto la campagna elettorale ha consentito di far conoscere a milioni di lavoratori la linea ed il programma del nostro Partito, prendere contatti con numerosi simpatizzanti, avvicinare nuovi militanti, rafforzare ed estendere la struttura della nostra giovane organizzazione su tutto il territorio nazionale.
Nel nostro collegio, comprendente buona parte del basso Lazio, il Partito Comunista ha superato abbondantemente la media nazionale, con picchi di riguardo in diversi comuni. Degno di nota tra gli altri il risultato conseguito a Itri, ove non a caso esiste da anni un gruppo di compagni con i quali abbiamo collaborato anche in passato. Soprattutto ci lascia particolarmente contenti il consenso ottenuto a Gaeta dalla lista e dal nostro candidato Benedetto Crocco, miglior risultato della provincia e tra i migliori del Partito in tutta Italia. Un risultato che mostra come l’elettorato comunista della città abbia compreso ed apprezzato la nostra scelta compiuta recentemente di aderire al PC ed abbia riconosciuto il lavoro costante svolto in questi anni dal nostro gruppo sempre al fianco delle classi popolari e in testa alle loro battaglie. Un risultato che dimostra inoltre che dove esiste una sezione aperta e si è attivi con la propria manifesta identità politica i comunisti crescono di rilevanza, distinguendosi dalla sinistra borghese e radicale invece sempre più marginale e in caduta di consenso.
Tutto ciò ci convince ancor di più dell’esigenza di portare avanti il nostro impegno, utilizzando il questo passaggio elettorale per aumentare il radicamento del PC su tutto il territorio circostante, ampliando la propria base militante e ponendola ancora al primo posto nelle lotte e nelle vertenze sociali. Ciò ricordando che per i Comunisti la partecipazione alle elezioni rappresenta solo un momento della battaglia politica quotidiana.
E’ con questo spirito e con questo intento che convochiamo un’assemblea di iscritti, simpatizzanti ed elettori di Gaeta e di tutto il basso Lazio per venerdì 23 Marzo a partire dalle ore 17:30, presso la nostra sede in via Indipendenza 206, che sarà seguita da una cena sociale. 
SEZIONE PC “MARIANO MANDOLESI” GAETA