"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

mercoledì 23 aprile 2014

Il 25 Aprile sempre!

Il 25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si batterono soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale che il fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo l'eredità della Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo. L'intera Europa è percorsa da disegni autoritari e dominata dall'1% di padroni e di banchieri che succhiano sempre più avidamente il sangue del 99% della popolazione, rappresentato dalle classi lavoratrici. Una dittatura comparabile per molti aspetti a quella che combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato italiano e l'UE sono gli esecutori materiali delle politiche di austerità e massacro sociale volute dai colossi della finanza mondiale e dalle potenze imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.

OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!


Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
Il 25 Aprile del 45 l'Italia si liberava dal Fascismo. Le donne e gli uomini che presero parte alla guerra di Resistenza tuttavia si batterono soprattutto per la realizzazione della giustizia sociale che il fascismo negava e continua ad essere negata. Per questo l'eredità della Resistenza è, oggi più che mai, in pericolo. L'intera Europa è percorsa da disegni autoritari e dominata dall'1% di padroni e di banchieri che succhiano sempre più avidamente il sangue del 99% della popolazione, rappresentato dalle classi lavoratrici. Una dittatura comparabile per molti aspetti a quella che combatterono i Partigiani. Oggi lo Stato italiano e l'UE sono gli esecutori materiali delle politiche di austerità e massacro sociale volute dai colossi della finanza mondiale e dalle potenze imperialiste
Anche per questo motivo siamo fermamente convinti che il 25 Aprile non possa essere considerato solamente come la data in cui si celebra la Liberazione del nostro Paese dalla feccia nazifascista e in cui ricordiamo l'estremo sacrificio dei nostri martiri, dei partigiani. L'unico modo per spezzare le catene che ci opprimono è far rivivere lo spirito della Resistenza anche oggi, dentro ognuno di noi. Le svolte autoritarie e i ritorni di fascismo non si stanno consumando solo al di fuori dei nostri confini nazionali (Ucraina, Francia, Ungheria, Grecia), un'involuzione in senso autoritario dello Stato "democratico" la si può vedere anche qui in Italia. La nuova legge elettorale (Italicum) voluta dal partito democratico in combutta con il pluricondannato Berlusconi è a tutti gli effetti una forma di autoritarismo, che ha come finalità quella di tenere il malcontento e le forze che lo rappresentano fuori dalle istituzioni borghesi, usando la "governabilità" del Paese come scusa.
L'attuale strapotere esercitato dall'1% sull'altro 99% della popolazione poggia le sue basi sul controllo dei media, dei partiti politici convenzionali, dei governi nazionali e spesso (come in Europa) su intere aree geografiche. Un dominio esercitato al fine di accaparrarsi fette di mercato e quindi di profitto sempre più grandi. Il fascismo altro non è che l'estremo tentativo dei capitalisti di mantenere inalterato questo stato di cose.
Con l'avanzare della crisi non possiamo e non dobbiamo sentirci al sicuro dal fascismo. Per noi comunisti la Resistenza è e sarà sempre un qualcosa di vivo e di attuale, resistere oggi è anche difendere i diritti degli studenti, dei lavoratori e di tutti coloro che come noi vivono sulla propria pelle una crisi che non ci appartiene. La Resistenza per noi è combattere le politiche di questo Stato, dell'UE e dei partiti di governo che ormai tutelano soltanto le banche private, politiche che stanno massacrando interi popoli.

OGGI RESISTERE E' UN DOVERE! IL 25 APRILE NON E' UNA COMMEMORAZIONE! RESISTIAMO OGGI PER UN DOMANI MIGLIORE!


Giovani Comunisti
del Circolo PRC "Mariano Mandolesi" di Gaeta
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