"Il Comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo Comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente". Karl Marx

martedì 29 luglio 2014

Raccolta Rifiuti a Gaeta: Il PRC Chiede chiarimenti all’Assessore Vona


Alla luce dell’inchiesta aperta dalla Procura di Latina riguardante l’appalto vinto in passato dalla ditta “De Vizia” e dell’ultimo appalto annullato a seguito dell’interdittiva antimafia a carico della ditta “Ecocar”, Rifondazione Comunista ha rilanciato la proposta della creazione di un’azienda pubblica che gestisca anche la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, ricordando la possibilità di collaborare con altri comuni. Inaspettatamente è seguita la proposta del Sindaco di Formia che ha chiesto pubblicamente all’Amministrazione di Gaeta la creazione di un’azienda municipalizzata comune. L’Assessore alle politiche ambientali di Gaeta, Alessandro Vona, ha risposto con una nota estremamente sintetica e sibillina, pubblicata Venerdì 25 Luglio alla pagina 17 del noto quotidiano locale “Latina Oggi”, un po’ “alla chetichella” e in difformità con la consueta potenza di fuoco mediatica sfoggiata dalla Giunta Mitrano. Non ci risulta che la notizia abbia ricevuto ulteriore e più ampio spazio su altri mezzi di informazione. Comunque sia crediamo che il trafiletto in questione abbia lasciato numerosi cittadini perplessi quanto noi. L’Assessore, supponiamo di comune accordo con il resto della Maggioranza e con il Sindaco, rifiuta seccamente la proposta dell’amministrazione formiana di creare un’azienda unica, se non per la parte finale dello smaltimento e limitatamente all’umido. Non viene specificato se l’Amministrazione di Gaeta intenda creare un’azienda pubblica propria, rifiutando solo l’ipotesi del consorzio con Formia e altre eventuali città del Golfo, o se anche l’ipotesi della municipalizzata venga seccamente respinta alla luce forse dei “brillanti” risultati prodotti dalla gestione privata. Sono in ogni caso misteriose e di difficilissima comprensione soprattutto le motivazioni addotte in tal senso dall’Assessore, il quale afferma nel virgolettato che : “La morfologia del territorio del Sud pontino non consente di far gestire il servizio dei rifiuti ad un solo soggetto” (?!) La ditta “Ecocar” (solo soggetto) non gestisce già la raccolta in due comuni diversi del Sud pontino (Gaeta e Minturno)? Cosa intende l’ “oscuro” Assessore quando parla di “morfologia del territorio”? Cosa ci sarebbe di così particolare e diverso nella “morfologia” dei comuni di Formia e Gaeta? Forse distratti dalla politica non ci siamo accorti di invalicabili catene montuose che separano le due città, o di distese lagunari che impongono la raccolta differenziata con l’ausilio di Sub e mezzi da sbarco anfibi? A noi stolti è sembrato in realtà che gli strumenti a disposizione della nettezza urbana nelle due città e le modalità con cui viene svolto il servizio non siano poi tanto diversi, ma anche se così non fosse non riusciremmo comunque a cogliere come la morfologia del territorio possa impedire una gestione pubblica, trasparente, condivisa e sicuramente più economica di quella attuale. Non potendo dubitare delle capacità linguistiche dell’illustre Assessore né del suo intelletto e non volendo in alcun modo insinuare che egli tentasse di prendere in giro i cittadini con dei paroloni privi di alcun senso, siamo certi che la nostra difficoltà nel decifrare il significato della sua replica derivi solo da un refuso o da un taglio giornalistico che ha estrapolato alcune dichiarazioni da un contesto più ampio. Considerata tuttavia la grande importanza del tema trattato e l’entità considerevole delle tasse pagate anticipatamente dai cittadini gaetani per usufruire di un servizio basilare, chiediamo all’Assessore spiegazioni più chiare e dettagliate circa le motivazioni di questo netto rifiuto, in un linguaggio semplice e comprensibile anche da noi “popolino”, pregando i mezzi d’informazione locali di riportarne il contenuto in modo più esteso e completo. Se tali spiegazioni non dovessero arrivare immediatamente tuttavia saremmo legittimati nel ritenere che l’unica “morfologia” ad impedire la creazione di un’azienda pubblica sia quella delle politiche liberiste applicate dalla Giunta Mitrano. Questa  ha finora  tutelato interessi particolari a discapito della collettività scegliendo o consolidando la gestione privata di servizi e beni comuni come l’acqua, le spiagge, l’illuminazione, le strutture sportive e culturali, il cimitero e la nettezza urbana, producendo costi alti e indiscriminati a carico dei cittadini, scarse garanzie occupazionali locali, carenza dei servizi e rischi altissimi di infiltrazioni malavitose.
 
 
Circolo PRC “Mariano Mandolesi” 
   

martedì 22 luglio 2014

Emergenza rifiuti a Gaeta

Rifondazione Comunista rilancia la proposta di un’Azienda Pubblica

La vicenda dell’interdizione antimafia a carico della Società “Ecocar”, l’annullamento della stessa ad opera del Tar del Lazio, la revoca dell’appalto comunque annunciata dall’Amministrazione di Gaeta e il futuro incerto che si delinea non sono altro che l’ultimo atto di un pasticcio che dura ormai da molto e sembra destinato a non avere fine. Anche il precedente appalto della durata di sette anni, allora vinto dalla società “De Vizia”, suscitò fin dall’inizio gravi dubbi e polemiche sfociate in un’inchiesta della Procura di e 17 notifiche di comparizione recapitate ad Assessori, Dirigenti e lo stesso ex Sindaco Antonio Raimondi. Le due “edificanti” esperienze sono state intervallate, dopo numerose proroghe e rinvii, da un’altra gara d’appalto, subito annullata per irregolarità con il rischio che la società vincitrice (ancora la “De Vizia”) ottenga un risarcimento per centinaia di migliaia di Euro a spese dei contribuenti. Cercando di trovare un filo in questo mediocre romanzo a tinte fosche ricapitoliamone gli elementi principali. Cambiano gli amministratori (Raimondi prima, Mitrano adesso). Cambiano le ditte (DeVizia Vs Ecocar). Gli elementi che restano costanti sono le politiche adottate e la persistente mancanza di volontà nel comprendere la radice dei problemi e trovare una soluzione. Siamo in un quadro di gravi e immediati pericoli di infiltrazioni malavitose nel tessuto economico del nostro territorio e di potenziali danni all’ambiente e alla salute dei cittadini, soprattutto in relazione ad un settore notoriamente sensibile come quello della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Ci troviamo di fronte ad appalti dall’importo sempre più esorbitante (l’ultimo di quasi 55 milioni di euro) e di tasse comunali sempre più alte e indiscriminate (ex TARES, adesso TARI), che colpiscono pesantemente le fasce a medio e basso reddito in crescente difficoltà e soprattutto le famiglie più numerose. Malgrado ciò assistiamo a continui disservizi e inadempienze, a garanzie occupazionali insufficienti e logiche clientelari, a condizioni salariali e lavorative troppo spesso inadeguate e precarie e ad un’ incapacità endemica di progettazione e organizzazione. Tutto ciò deriva dalla logica del profitto e dalla frequente connivenza tra amministratori e interessi privati, che pervadono la gestione dei servizi, soffocando ogni forma di bisogno collettivo. La creazione di un’Azienda Speciale interamente pubblica per la gestione di servizi quali la nettezza urbana rappresenterebbe l’unico possibile ribaltamento di questa logica perversa e l’unico tentativo di dare una risposta efficace e stabile alle problematiche emerse. Per i servizi più onerosi si potrebbe lanciare un appello ai comuni limitrofi, alcuni dei quali si sono già dichiarati disponibili in tal senso, al fine di creare appositi consorzi. L’annullamento dell’appalto con la “Ecocar” fornirebbe l’occasione e il tempo necessari ad un’iniziativa di questo genere, da noi più volte rivendicata. Da amministratori come Raimondi e Mitrano purtroppo non ci aspettiamo scelte di questo tipo, visto che le politiche liberiste attuate dalle ultime amministrazioni si sono orientate nel senso diametralmente opposto di un’ulteriore privatizzazione di servizi e beni comuni. Mai come in questo caso tuttavia saremo felici di aver sbagliato una previsione.


Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

martedì 15 luglio 2014

Ecocar e infiltrazioni malavitose a Gaeta.

Il PRC chiede l’annullamento dell’appalto, la creazione di un’azienda pubblica, l’istituzione di un osservatorio antimafia e la nomina di una Commissione di accesso agli atti. 

 
La notizia del provvedimento di interdittiva antimafia a carico della società “Ecocar” del gruppo Deodati, emessa dalla Prefettura campana, rappresenta la conferma più lampante delle nostre preoccupazioni riguardo alle infiltrazioni malavitose nel tessuto economico di Gaeta. Preoccupazioni, appelli e proposte rivolte da tempo e spesso in solitudine all’Amministrazione comunale senza che su un tema tanto delicato si siano mai riscontrate risposte e iniziative concrete da parte della Giunta Mitrano. Ci sorprende la mancanza di attenzione e di sensibilità in materia da parte di un Sindaco che ha svolto la funzione di Dirigente presso il comune di Fondi, che ha rischiato lo scioglimento per mafia e si è trovato a lungo al centro di un’inchiesta di risonanza nazionale. Di fronte ad un segnale tanto grave e considerando che purtroppo non si tratta del primo riteniamo che l’immediata rescissione dell’appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sia un’iniziativa assolutamente necessaria e dovuta, ma non sufficiente. Dell’appalto avevamo già criticato l’importo a nostro avviso ingiustificatamente esoso rispetto agli oneri previsti (cinque milioni e mezzo di Euro annui) e la durata di ben nove anni. E’ il caso di ricordare che la precedente gara era stata annullata per irregolarità. Il Sindaco si fregia pubblicamente dei milioni di Euro già spesi o in dirittura d’arrivo per il rifacimento di marciapiedi, verde pubblico e arredo urbano anche grazie alle copiose elargizioni dell’Autorità Portuale. La nostra città avrebbe bisogno di ben altri interventi in materia abitativa, di servizi accessibili e creazione di posti di lavoro, visto che si sta spopolando costringendo i suoi giovani ad emigrare e saranno sempre meno i fortunati residenti che percorreranno il faraonico lungomare in stile “Miami Beach”. Non arrivando forse a comprendere questo la maggioranza potrebbe almeno domandarsi se questa cascata di denaro pubblico attiri le attenzioni della malavita organizzata. La creazione di un’Azienda Speciale pubblica che invochiamo da tempo invano, finalizzata alla gestione di servizi e strutture ricettive, porrebbe un argine invalicabile alle infiltrazioni malavitose in questo settore, garantirebbe un controllo diretto sull’efficacia e l’accessibilità delle prestazioni e renderebbe più semplice una programmazione coerente dello sviluppo territoriale, oltre a garantire la creazione di posti di lavoro maggiormente tutelati. Sarebbe inoltre possibile e opportuno cercare di consorziarsi con i comuni limitrofi recependo la disponibilità di altri amministratori in tal senso. L’istituzione di un Osservatorio contro la criminalità organizzata formato da magistrati, forze dell’ordine provinciali e associazioni antimafia rappresenterebbe un’altra iniziativa concreta, da noi più volte suggerita senza alcun riscontro. L’estrema gravità della situazione e l’entità del rischio che corriamo meritano la massima attenzione da parte del Prefetto e la nomina di una Commissione di accesso agli atti per verificare la correttezza di questo e di altri appalti e affidamenti. Qualora dovessero emergere irregolarità andrebbe valutata seriamente la possibilità di procedere per la nomina di un Commissario ad Acta. Certo é per adesso che la lotta alla criminalità organizzata richiede un impegno costante, un buon senso ed una volontà politica ferma che finora l’Amministrazione Mitrano ha mostrato di non avere.

Circolo PRC “Mariano Mandolesi”

domenica 13 luglio 2014

Rifondazione Comunista denuncia il Business dei distributori dell'acqua

Itri: L'Amministrazione De Santis ha approvato l'istallazione di tre distributori di acqua a pagamento nel territorio del Comune di Itri con relativa concessione per l'occupazione di suolo pubblico gratuita. Il primo è già stato istallato ai margini della villa Comunale "Giovanni Ialongo". L'iniziativa è stata definita dal gruppo "Sinistra Unita" e dai suoi rappresentanti "un piccolo grande passo in avanti verso una distribuzione più democratica ed ecosostenibile delle risorse naturali, troppo spesso vittime (soprattutto l'acqua) di appropriazioni indebite da parte delle multinazionali." 
Parole a dir poco paradossali. Non tutti sanno che la "Logica srl", società privata proprietaria dei distributori dai quali ricaverà lauti profitti anche grazie alla generosa campagna di marketing di Sinistra Unita, ha come Amministratore Delegato il Signor Silvano Morandi, già membro profumatamente pagato del Consiglio d'Amministrazione di Acqualatina, controllata dalla Multinazionale francese "Veolia". La moglie di Morandi è l'Avvocato Tiziana Ferrantini, Direttrice degli Affari legali di Acqualatina, sempre solerte nel difendere con i nostri soldi gli interessi della Società nelle cause ad essa intentate dai cittadini. Non è un segreto che la "Logica srl" nasce all'ombra del gestore privato con lo scopo di ampliare il business dell'acqua. Non è un caso che tra i comuni che per primi hanno istallato i distributori ci sia quello di Fondi, feudo del Patrono ed ex Presidente di Acqualatina, il Senatore forzitaliota Claudio Fazzone.
Le ragioni della scelta, spiegate a mezzo di comunicato stampa, sono altrettanto difficili da comprendere. I distributori depurerebbero l'acqua con appositi filtri rendendola "pulita e assolutamente sicura, fresca e a basso costo". L'acqua che paghiamo in bolletta è già fresca ma non di certo a basso costo grazie agli aumenti incontrollati promossi da Acqualatina negli ultimi anni e sostenuti dalla maggioranza dell'Assemblea dei Sindaci. Ma la cosa più grave è che di conseguenza si ritenga NON pulita e NON assolutamente sicura l'acqua dal costo salato che sgorga dai nostri rubinetti, malgrado le prescrizioni ed i controlli scrupolosi previsti dalla legge! Dobbiamo forse preoccuparci? Se invece l'acqua di casa è già pulita e sicura, come dovrebbe essere di norma, a cosa servono i bei distributori a parte la discutibile "opzione bollicine" che offrono? Non staremo qui a discutere se il prezzo attualmente fissato in 5 centesimi al litro sia modico o esoso, perché ciò che contestiamo è l'idea stessa che su un bene primario come l'acqua si possano fare o favorire ulteriori speculazioni e guadagni, malgrado un decennio di lotte durissime ancora in corso.
Sarebbe stato forse più opportuno ed "ecosostenibile" ripristinare le numerose fontane pubbliche già presenti in città che da tempo risultano inagibili e sensibilizzare i residenti sull'uso dell'acqua corrente domestica. Sarebbe stato doveroso battersi per il ritorno ad una gestione completamente pubblica dell'acqua e degli altri servizi come chiesto dai cittadini di Itri e di tutt'Italia nel Referendum del Giugno 2011, il cui esito democratico non è mai stato rispettato. Le condizioni affinché i comuni dell'ATO4 rescindano il contratto con Acqualatina ci sono tutte, alla luce delle infinite inadempienze della società. Si è preferito invece ancora una volta intraprendere un'iniziativa dalla rilevanza sociale inesistente per garantire il guadagno di pochi. I cittadini che danno credito alle dichiarazioni di "Sinistra Unita" pagheranno due volte, continuando a sostenere bollette sempre più care ad un gestore privato mentre fanno la fila con il portamonete in mano davanti ai chioschi di "Logica srl" per garantirsi acqua pulita, assolutamente sicura... e magari frizzante. 


Circolo PRC Itri-Gaeta "Mariano Mandolesi"